Copernico in semifinale

Benvenuti al secondo appuntamento di oggi con La grande gara degli spunti! Siete pronti a conoscere il quarto e ultimo semifinalista? È un tizio che dorme parecchio, ma quando si sveglia, non ce n’è per nessuno. Ha suonato la sveglia all’Universo Perpendicolare, è sopravvissuto facilmente alle 1+2+3+4+5+6 notti, e ha scongiurato l’avverarsi di un’Italia futurista. Fate sentire il vostro calore al sonnacchioso dottor Salem e a tutta la crew in rotta per Copernico!

Abstract

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La Terra era sovrappopolata, forse minacciata da una catastrofe ambientale, e così ha lanciato una o più astronavi generazionali in rotta verso gli esoplaneti più vicini (si fa per dire, serviranno decine di millenni per avvicinarli). Oltre alle migliaia di passeggeri che vivranno figlieranno e moriranno nei secoli dei secoli, oltre ai miliardi di embrioni congelati, ogni astronave contiene un individuo ibernato, destinato a svegliarsi una settimana ogni secolo per ricordare agli altri passeggeri il significato della loro Missione. Quando parte il dott. Salem è preparato più o meno a ogni evenienza, ma il viaggio sarà lungo, tante cose andranno storte, e svegliarsi ogni settimana in mezzo a popoli che parlano lingue diverse e credono in cose diverse non sarà senza conseguenze.

Sembra interessante. Dove si possono recuperare altri frammenti della storia?


Quando mi è venuta in mente?
Una ventina di giorni fa. Sul serio. Ero in spiaggia. Stavo cercando di farmi venire in mente qualche idea perché le ultime in tabellone non mi convincevano tanto. Sia Copernico che Perpendicolare sono arrivate così.

Quanto è originale?
Ho scoperto che la prima storia di astronavi generazionali è stata pubblicata nel 1918. In tredici verso Centauro è un racconto di Ballard che mi fece una grande impressione da ragazzino. Le mappe del cielo di Blish è la storia più classica sull’argomento che credo di aver letto – tutte cose che mi può aver smosso la visione di Interstellar. Qualcuno ha detto che gli ricorda la Fondazione, ma il dott. Salem non è un ologramma che esegue un piano; è un tizio in carne e ossa che ben presto capisce di non avere nessun piano e di essere in balia degli eventi.

Potenziale commerciale?
È parecchio fuori moda – non lo senti anche tu quell’odore di Millemondi Urania bianco, un po’ intriso di crema solare? C’è ancora mercato per queste cose? Forse bisognerebbe cominciare a ibernare i lettori.

Che senso avrebbe?
Sai che proprio non saprei? Immaginare tutte le cose che possono andare storte. Tutto quello che potrebbe fare l’umanità in un piccolo contenitore sospeso nel nulla, con l’aiuto di computer capricciosi e qualche occasionale disturbo esterno (capti il segnale di un astronave a milioni di chilometri, decidi di deviare la nostra per andare a vedere cos’è, ci metti cent’anni e quando arrivi scopri che è piena di scheletri dentro celle di ibernazione che hanno smesso di funzionare eoni prima).

Mi farò dei nemici?
Qualcuno mi darà del reazionario perché, in effetti, la democrazia non ci farà una bella figura. Man mano che andrà avanti il dott. Salem ne diffiderà sempre di più.

Cosa dovrei studiare?
Molta fantascienza simile. Mi piacerebbe tanto che qualcuno avesse già disegnato delle astronavi generazionali verosimili. Quanta gente ci può vivere? Che propellente si può usare? Ecc.. Qualcosa sulla psicologia di chi abita in piccole comunità isolate.

Dimensioni?
C’è di buono che si può tagliare a piacere – sono tutti sketch isolati, ne scrivi una trentina e butti via i peggiori. Dopo le 200 cartelle diventa noioso.

Eventuali sequel?
Scoprono che Copernico non è un granché, ad es. non c’è abbastanza neve per sciare, e decidono di tornare indietro. Ah ah ah (scherzo).

Contro chi gioca in semifinale?
Contro i Procioni. È la semifinale dello spazio profondo.

Per chi tifo?
Ho la sensazione che Copernico si scriva da solo, i Procioni sono più impegnativi. Ma sopravviva il migliore.

Se conoscete il gioco non ho altro da dirvi; se siete appena arrivati, si tratta di votare. Chi vuole mandare in finale i Procioni, lo scriva nei commenti a loro dedicati. Chi preferisce Copernico, lo scriva qua sotto. Potete anche mettere Mi Piace su Facebook. Se volete usare Twitter fate pure, ma non vi garantisco che il vostro voto verrà conteggiato. Mi raccomando, questa missione è troppo importante perché qualcuno la manometta.

48 Comments

  1. beh, due grandi riferimenti sono “Universo” di Heinlein (degenerazioni teologiche dogmatiche) e “Paradisi perduti” di Ursula K. Le Guin (un po' più ottimista, e descrive anche molto bene l'astronave)

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  2. Aggiungo che i procioni hanno un problema sulla narrazione, per funzionare bisogna che il romanzo sia di hard sci-fi (non ne senso di pronazzi, ma nel senso che la fantascienza deve essere realistica) ok per i fasci tachionici, ma poi bisogna evitare un deus ex machina od altri artifici narrativi che potrebbero diventare ecessari per chiudere la storia.

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  3. Sempre più convintamente questo! È vero, a prescindere da tutto ricorda la fondazione anche se è diverso. È il respiro che è simile. E poi quasi tutte le tue tracce sanno di fs speculativa anni '60, e a me piaceva!
    Paolo viglione

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  4. Vada per Cop. Non ho seguito i commenti precedenti, per quel che mi riguarda i primi due libri di fantascienza che ho letto da bimbetto sono stati il citato primo libro della Fondazione, a cui è comunque difficile non pensare, “Universo” di Heinlein che, non so se qualcuno l'ha già citato, è proprio la storia di un'astronave generazionale i cui abitanti hanno perso memoria della missione originaria. Mi piacque tantissimo allora, meno quando l'ho riletto

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  5. Sono distrutta dal dolore. Cmq vada, i finalisti non mi piaceranno. Cioè al limite i catari.
    Però i procioni FASTIDIO (oltre che dopo i Guardiani della Galassia l'accoppiata procione + spazi siderali non è più proponibile).
    perciò voto questo.

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