Twitter ha fatto fuori Bersani?

Il tacchino e i passerotti

Ma sul serio Twitter può aver fatto fuori Bersani? No, sul serio no.

In un certo senso Pier Luigi Bersani non era più segretario del PD già da qualche settimana, anche se la situazione non gli consentiva di cedere un posto in cui, peraltro, nessuno in questi giorni vorrebbe sedersi. In un certo senso il Pd è già finito a febbraio, abbiamo avuto il tempo per elaborare il lutto. Dopo la sconfitta elettorale Bersani più che segretario era diventato curatore fallimentare, con l’incarico di verificare due possibilità: un accordo col M5S (mandato a monte in una storica e avvilente diretta in streaming), e un compromesso più o meno onorevole col PDL. Quest’ultima possibilità richiedeva l’elezione di una persona non sgradita a Berlusconi; l’accordo quindi era possibile, ma a quel punto qualcuno ha detto no. Cioè, molti hanno detto di no. E pare che l’abbiano detto su Twitter (e su Facebook, certo).

Il primo a scriverlo, con tutte le sue tipiche cautele, è stato Luca Sofri: il modo in cui si è arrivati al boicottaggio di Marini, con i Grandi Elettori terrorizzati da quello che leggevano sui loro feed, è qualcosa di nuovo, che nel mondo pre-social-network non avremmo visto. Poi la discussione si è ampliata, ma nel frattempo pare che Bruno Vespa abbia accusato i Grandi Elettori di essere “tutti prigionieri di questo oggetto qua”, indicando un Ipad; Ferrara ha proposto di censurare tutto quanto ecc. ecc. Insomma l’argomento è diventato mainstream, ne parla anche chi non sa bene di cosa si tratti. Non è la solita proiezione autoreferenziale dei venticinque sciroccati che senza i social non saprebbero nemmeno se fuori piove o cosa c’è in tv (presente). Pare che Twitter sia diventato importante. E non ha nessuna importanza che lo spaccato di società che offre ai suoi utenti non sia in nessun modo significativo; basta che ne siano convinti i grandi elettori mentre scrollano i loro iPad.

Può darsi che Twitter abbia funzionato proprio perché, paradossalmente, è ancora uno strumento poco diffuso in Italia, poco rappresentativo, poco penetrante; se nei feed ci fosse realmente tutto il Paese reale, la campagna #RodotàPerchéNo scomparirebbe come una goccia nel mare. Ma Twitter non è ancora un mare, è una pozza dove pastura qualche migliaio di utenti a cui è toccata quasi in sorte quella che una volta chiamavamo egemonia culturale. Come i cinquantamila fortunelli che hanno il diritto di decidere il candidato M5S per tutti gli otto milioni di elettori M5S: non ha nessuna importanza che siano così pochi, l’importante è che tutti si convincano che la scelta è stata condivisa con “la gente”. Allo stesso modo in cui lo streaming non serve a rendere davvero trasparenti le decisioni, ma a fornire un simbolo di trasparenza. Magari quando tra sette anni si rieleggerà un presidente sarà tutto diverso, magari l’idea di considerare rilevante il flusso di emozioni di qualche migliaio di follower ci sembrerà di nuovo fuori dal mondo. Oppure sarà il concetto stesso di elezione indiretta del presidente della repubblica a sembrarci fuori del mondo: saremo troppo abituati a esprimere giudizi e condividerli continuamente per sopportare che un Presidente venga espresso da intermediari. Ma sarà già una gran cosa arrivarci, nel 2020.

Già da ieri Bersani era stato sostanzialmente sostituito da un’intelligenza collettiva che aveva deciso di bocciare qualsiasi ipotesi collaborazionista con il PdL esprimendo il candidato meno gradito a Berlusconi: Romano Prodi. Si è visto nell’occasione quanto fosse intelligente l’intelligenza, e quanto fosse collettiva la collettività. A questo punto francamente non so cosa succederà, però tutto sommato non mi sembra che la situazione sia tragica: Rodotà, la Cancellieri, perfino D’Alema, sono ancora buoni nomi; rammento quando nella stessa aula si contavano le schede di Forlani o Andreotti, direi che un progresso c’è. Mi dispiace per Bersani, che paga per errori non solo suoi, per Prodi che aveva il curriculum migliore, e un po’ meno per il PD, che si è dimostrato sterile come molti ibridi. Avrei preferito che Bersani curasse il fallimento ancora un po’, lasciando ad altri il tempo per mettere in piede qualcosa di nuovo e più credibile. Invece adesso diventa tutto più caotico e con gli anni il caos mi piace sempre meno.

Per esempio, in questi giorni mi sembrate tutti incazzati, eccitati. Stracciate tessere, scrivete “mai più”, scommettete, litigate, ecc.. Non è che io non capisca tutto questo – e se devo essere onesto sono preoccupato anch’io. Però non ho tutta questa voglia di tifare. Anche l’altra sera, forse qualcuno si aspettava un proclama “mai con Marini”, “no all’inciucio” e tutta questa serie di cose. Io in realtà l’ho scritto, che se fosse stato per me avrei preferito Rodotà; ma l’ho scritto in piccolo, in un inciso, perché le mie preferenze in un’elezione indiretta sono abbastanza secondarie. È che in questi giorni tutti tifano, e io non ho nulla contro chi tifa, ma non ho molta voglia. È proprio un atteggiamento: quando tutti fanno una cosa, a me passa la voglia di farla. Questo non mi rende la persona più simpatica al mondo, ma credo sia il motivo per cui questo blog qualche volta (qualche volta) è interessante: se volete qualcuno che scriva semplicemente “votiamo Rodotà!” “No all’inciucio”, là fuori è pieno. Sul serio, ce n’è di molto bravi, non avrebbe neanche senso gareggiare.

80 Comments

  1. Aggiungo che è vero che Crimi e quell'altra non hanno nemmeno finto di trattare: si vede che quello che Bersani offriva allora a Grillo non andava bene. I Crimi non valgono nemmeno uno, in un partito come quello di Grillo conta solo il capo: se ti manda i suoi tirapiedi, vuol dire che con te non ci vuole trattare; ma se l'accordo te lo propone lui in persona e in video, allora vale la pena di prenderlo in parola, anche perché dopo poteva rimangiarsi tante cose, ma l'elezione di Rodotà no.
    E come ammetti pure tu, Rodotà era il miglior candidato possibile, dati i rapporti di forza in Parlamento; la rielezione di Napolitano dopo due mesi di manfrine, invece, non fa bene né al PD né al Paese: fa bene solo agli interessi di Berlusconi e all'ego smisurato di Baffino.

    tibi

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  2. Il voto intelligente, ahimè non c'è stato; sennò non staremmo qui.

    Ci si lamenta del fatto che Bersani non rispetti le promesse elettorali, manco avesse vinto. Ha perso, lo ha ammesso, stava trattando la resa. La base si incazza, ma una base che ha perso non è che diventi vincente incazzandosi.

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  3. Non c'e' alcun monopolio sui testi. C'e' solo un idiota che li usa contro (ripeto, ma chissa' se sai leggere) le comunita' ebraiche che chiedono che Israele non sia lasciato solo. Proprio come fanno i cattolici.

    Questo stesso idiota farnetica di crisi economiche che non ci sono, ma che secondo lui ci devono prima o poi accadere. Proprio come i cattolici molto arretrati convinti che gli ebrei non ce la possano fare da soli a mandare avanti uno Stato. E l'idiota piange calde lacrime sul destino del contadino (non ebreo) della Galilea (cacciato – insegna la propaganda cattolica- dai cattivi ebrei).

    Questo idiota, che sostiene di non essere cattolico, sostiene esattamente quel che sostengono i piu' arretrati tra i cattolici. Magari e' pure in buona fede (tutti gli idioti credono di esserlo): e' che i condizionamenti religiosi, in Italia, sono sempre inconsapevoli, giacche' nella lingua italiana per esempio “rabbino” non e' un complimento, e per usare quella parola come insulto non occorre mica essere cattolici.

    Questo idiota, oltre a non leggere e a ripetere a macchinetta che sono gli altri a non leggere, prende la espressione “lobby” letteralmente e fa finta di non capire, o magari davvero non capisce (appunto, e' un idiota) che chi gli parla (con infinita pazienza, ma forse non abbastanza per un idiota) gli sta spiegando che il tentativo da sinistra di compiacere le gerarchie vaticane o il famigerato mondo cattolico, designando appunto solo candidati cattolici alla presidenza della repubblica, e' un tentativo idiota.

    Come idiota e' stato il compromesso storico, come idiota e' stato assorbire i patti lateranensi ecc. ecc. Israele e' solo uno dei molti micro-casi che dimostrano quanto sia idiota, o suicida, mettere insieme sinistra e mondo cattolico. Il secondo finisce sempre per dettare legge sulla prima, che perde.

    Infatti la predetta sinistra adesso si sta leccando le ferite. Bersani, per non dispiacere i cattolici a cui avrebbe fatto tanta bua avere Rodota' al Quirinale, e' riuscito a fare passare Berlusconi per uno statista responsabile, capace di mettere da parte la faziosita' e trangugiare un comunista alla Presidenza della Repubblica.

    Ma l'idiota fa sapere che lui e' emotivamente distaccato, e non piange affatto. La fede, come si dice, fa miracoli.

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  4. Prodi, dice Leonardo, e' meglio di Rodota'. Chissa' chi era il cattolico tra i due.

    La teoria secondo cui Rodota' sarebbe stato un uomo di Grillo anche da Presidente e' una teoria tanto cretina che puo' essere difesa solo da chi non ha piu' nulla da perdere. Come quelli che si ostinano a difendere Bersani, appunto.

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  5. Forse c'entrano la velocità di lettura e quella di elaborazione. L'eterno presente del videogioco e la memoria politica e storica. Nella sua binaria velocità, Twitter non coglie alcuna contraddizione nel Renzi promotore delle larghe intese che dalla stampa e dalla Bignardi si scaglia contro Marini (fondatore del PD, sindacalista unitario, cattolico adulto). Quanti libri di Rodotà avrà letto Renzi? Quanti la media dei Grillini? Milena Gabanelli e Gino Strada sono stati più professionali e lucidi di Rodotà? Perché costui ha gradito l'abbraccio di un movimento che riassume tanti dei tratti antidemocratici della Rete? E perché i “grandi” elettori guardavano atomizzati ciascuno il proprio schermo, anziché pensare all'importanza matematica dell'unità? Sulle trame contro Prodi (fondatore del PD e cattolico adulto), è realistica la ricostruzione di Sandra Zampa? Lepidia

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  6. che brutta mossa la rielezione di Napolitano da parte del PD. Non per la persona che apprezzo e penso abbia fatto un ottimo settennato, ma perché mi sembra difficile vista l'età che non si dimetta prima del termine del nuovo mandato. In questo modo il PD ha rimandato al prossimo Parlamento la scelta del Presidente della Repubblica e mi duole dirlo ma il prossimo Parlamento sarà molto probabilmente con maggioranza PDL.

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  7. Può essere che Barca in questa fase abbia prodotto un documento vago, ma poichè tutto è relativo può anche darsi che la sua vaghezza sia solo verosimile, perchè confrontata con la concretezza dei tanti geni e maghi che a frotte (per dirla con Guccini)ci assillano con la loro politica spray. Ad ogni buon conto il fatto che nel documento di Barca non vi siano menate cattocomuniste a me non sembra affatto marginale; cambiare il condimento è già un sollievo per il palato…

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  8. se fosse come dice giampietro (e non ho grandi motivi per sperare diversamente) non è colpa di bersani
    siamo tutti d'accordo che non ha vinto (alcuni di noi un mese fa pensavano che avesse quasi vinto o almeno non perso, i suoi detrattori, molti tra i commentatori qui, pensavano che avesse perso, quindi cosa pretendere da uno che ha perso?
    grillo ha vinto! evviva grillo!
    ochei, attualmente NON ha partecipato alla scelta dei presidenti del parlamento e ha subito quello del presidente della repubblica, probbailmente lo terranno a stecchetto sulle presidenze di commissione (contrariamente a quel che pensa lui quelle che vanno alla minoranza sono solo un paio), ecc.
    non sarà nel prossimo governo… per essere uno che ha vinto non ne imbrocca una!
    se grillo voleva fare un accordo col pd (perché il pd gli ha chiesto di fare un governo insieme, non è vero che gli ha chiesto solo i voti) per un'elezione del presidente e un governo doveva solo chiamare bersani, invece di insultarlo e fare annunci equivoci nei comizi, no?
    è grillo che voleva i voti del pd non si sa per fare cosa e che governo
    io avrei tanto auspicato un governo pd-5stelle, speravo che si mitigassero i rispettivi difetti, ecc.
    speravo in rodotà presidente
    ma non è che si può decidere un presidente solo perché il m5s fa un sondaggio fra i suoi iscritti e perché non quello di repubblica che diceva bonino?
    fossi stato bersani mi sarei dimesso subito dopo la mancata elezione di marini, avrei semplicemente detto al gruppo dirigente del pd e agli iscritti: fottetevi, da ora son tutti cazzi vostri
    dov'era tutto 'sto furore del popolo pd-per-rodotà durante la campagna elettorale?
    dov'era quando bersani veniva messo sulla graticola per colpe non sue?
    dov'erano tutti 'sti grillini furenti mentre gli amichetti di alemanno festeggiavano (e magari lo faranno ancora) l'elezione col saluto romano?
    succederà come in lombardia? una minoranza estremista e ladra governa sulla maggioranza divisa in partiti rivali?

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  9. no, Leonardo, no.
    non è che se non c'era twitter gli elettori di sinistra sarebbero stati più calmi, solo ai vertici non sarebbe arrivato e se ne sarebbero fregati e forse Marini passava.
    ma al prossimo voto ce ne saremmo ricordati lo stesso.
    perchè io mi ricordo tante cose del PD e dei DS prima, anche quando twitter non c'era e io non avevo il pc a casa e nemmeno sky e Mentana stava ancora a canale 5.

    e quello che succede ora, le tessere stracciate o il mai più arrivano da lontano, da molto lontano. e ok, la dirigenza 10 anni fa non mi ha sentito tirare gli accidenti, non mi ha sentito dire poi alle elezioni successive che era l'ultima occasione che gli davo, sto giro ha sentito me o altri come me su FB o altrove. ma la mia ultima volta stava arrivando lo stesso, che mi sentissero o meno.
    e glielo stavamo dicendo dal 25 febbraio, che avremmo perdonato ancora e ancora, come dei perfetti cornuti e contenti, ma non un'alleanza col PDL. e abbiamo accettato quell'orrore di streaming con quei due disgustosi ed arroganti ed ignoranti individui , perchè comunque era un tentativo da fare, anche umiliandosì. sì, perchè se perdi 10 punti in un mese è pure giusto che paghi pegno a quello che ha le carte vincenti in mano. è così.
    io non credo che senza twitter Marini sarebbe passato. lì ci sono un sacco di parlamentari nuovi, di gente giovane, di gente non giovane ma che voleva il PD di sinistra. anzi, non è che non credo, lo so per certo, perchè lì si sono ammazzati in quell'assemblea e prima ancora che arrivassero i tweet.
    e comunque Marini sarebbe stato il meno. lo sfacelo è che un partito non può avere un quarto di franchi tiratori su Prodi. quello è lo scandalo. sono andati a congresso, ammazzandosi fra loro, per le loro lotte interne durante le elezioni del presidente.

    non sono incazzata per un Rodotà non eletto, ci sta. sono incazzata per quei 101, per Franceschini e la Finocchiaro che scrivono status di soddisfazione e dovrebbero avere il buon gusto di tacere almeno qualche giorno.
    e non è Grillo che doveva votare Prodi, perchè il gioco lo comandava lui, Leo, ci piaccia o meno. eravamo noi i deboli, eravamo noi ad aver bisogno di voti. e Grillo aveva lasciato intendere che aspettava la quarta votazione e Rodotà aveva detto che se era d'impiccio si levava di mezzo. Grillo era lì ad aspettare che almeno su Prodi (ovvero contro Berlusconi) il PD mostrasse unità. e allo scrutinio dopo forse l'avrebbe votato. o forse no, perchè tanto è inaffidabile, ma bisognava almeno mostrare unità.
    questi discorsi li state facendo da ieri, ma l'orgoglioso PD ha perso alle elezioni e Grillo invece le ha vinte. e quindi col cazzo che si poteva fare i fighi.
    quei 101 ci sono e restano e hanno voluto l'accordo col PDL e per questo hanno silurato Prodi. fine del discorso. sono indifendibili e non importa se Grillo è uno schifo, capisci? perchè quei 101 hanno tradito noi che li abbiamo votati.

    e la base incazzata non vince, però tanto io ho sempre perso e allora mi incazzo. e non mi incazzo in modo grillesco se rieleggono Napolitano dicendo che è un golpe. no, io mi incazzo e tanto e semplicemente non li voto più, fino a che non mi dimostrano che il mio voto se lo meritano. c'è un limite a tutto e quei 101 (che nemmeno mi frega di sapere chi siano)l'hanno superato.
    io alle prossime non voto Grillo, stai sicuro. mi fa senso come e prima di questi ultimi giorni. non vado coi forconi anche se la tentazione umana ci sarebbe. perchè io appunto non sono una grillina e queste cose non le faccio e non le farò mai. però sto a casa, semplicemente. io, che ho sempre disprezzato con tutta l'anima chi non votava, io che ci sono andata col mal di pancia, accontentandomi mille volte, ma pensando che bisognava esserci comunque e provarci.
    anche la moglie più cornuta prima o poi si stufa. e non perchè ha letto l'ultimo sms del marito gaglioffo con la sciacquetta di turno, ma perchè è l'ennesima.

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  10. due cose.
    so bene che “probabilmente” si scrive con una sola “b” (una per volta, intendo: anche a roma)
    e un'altra cosa cosa riguarda il sondaggio sul presidente fatto dal m5s… non è tra i suoi iscritti, ma tra i suoi iscritti precedentemente registrati (tipo un quinto del totale)
    quindi per essere precisi non è neanche un sondaggio, non ne ha i requisiti scientifici
    sto scrivendo tutto questo per un solo motivo: quando fra qualche mese dirò che bersani è una brava persona potrò dire di averlo detto in tempi non sospetti e sì aspetto il commento caustico del tizio che mi dice che so' 'gnorante (il che è ovviamente vero, solo che da un grillino… ecco… mi aspetterei qualcosa di meglio)
    persone che avrei voluto al posto di napolitano:
    – gianna nannini (è una donna e pensa come miglioravano i concerti al quirinale, oltretutto si risparmiavano soldi)
    – paolo nori (bastava anda' un po' lunghi nelle votazioni e ci rientrava con l'età, imbattibile nei discorsi in pubblico! oltretutto il suo blog è molto più divertente di quello di grillo)
    – ecc. ecc.

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  11. succede delle volte che scrivi tante righe e non dici niente e poi arriva lory e dici solo:
    ha ragione lei! uguale a lei!
    che se anche contraddice quel che ho scritto sopra non fa niente: sono incazzato e confuso, chi lo nega?

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  12. È infatti una teoria che nessuno qui sta sostenendo: te la sei fabbricata da solo, as usual.

    Prodi non è meglio perché è cattolico (fissazione), ma perché ha un curriculum internazionale di altissimo livello (commissario europeo).

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  13. Ti presento Rabbi Zanardo, che è un po' fissato, diciamo.

    Zana', ho fatto control+F: hai usato la parola “idiota” 12 volte in un commento. Immagino sia il tuo modo per dimostrare “infinita pazienza”. Ha anche a che vedere con l'atteggiamento di olimpica serenità che traspare tra le tue righe (SONO IRONICO).

    Non ho mai usato le scritture contro le comunità ebraiche: è un'accusa vaga e grave che non significa niente, e non ho mai ricevuto nessun appunto da nessuna comunità ebraica (tu non sei una comunità ebraica, e stai facendo cyberstalking all'insaputa della comunità ebraica presso la quale lavori).

    Non ho previsto crisi economiche; in un post di qualche anno fa (situazione economica diversa da adesso, ma non credo che tu segua l'economia di Israele se non da qualche opuscolo che ti dice che va tutto sempre bene) facevo presente che gli israeliani avevano i loro problemi interni. Era al massimo una scusante, certo non una previsione.

    Non piango calde lacrime su nessuno; mi domando perché un contadino autoctono della Galilea abbia meno diritto alla terra dove abita di te, che secondo me hai lavorato un po' meno. Per quel che ne so. Pare che ci sia una discriminante religiosa, boh. Comunque se ti va spiegamelo. Cerca nella spiegazione di non alludere a persecuzioni cattoliche di cui saresti stato vittima in Italia, perché magari c'è qualcuno che ci ha fatto una scommessa e poi mi deve offrire da bere.

    Non sapevo che rabbino in Italia fosse un'offesa: per me tu, comportandoti in questo modo, stai offendendo la parola “rabbino” più di chiunque io conosca. Fino a qualche mese fa quando pensavo a un rabbino pensavo a una persona di fede in grado di offrire conforto religioso. Adesso penso a Zanardo che tortura un laptop per insultare cattolici immaginari.

    La tua lettura dei fatti (il Pd avrebbe presentato soltanto candidati cattolici per compiacere le gerarchie vaticane) è interessante. Ha il piccolo difetto di essere stata platealmente smentita dalla pratica (la riconferma di un presidente veteroPCI), e secondo me testimonia più che altro una fissazione paranoica: cattolici ovunque, cattolici che tramano. Incidentalmente, è vero che in Italia sono dovunque e tramano, ma, come ai tempi della vecchia DC che sono gli unici che ti ricordi bene, per la maggior parte del tempo tramano contro sé stessi, per impallinare un Fanfani o un Andreotti; anche Marini e Prodi sono stati impallinati da cattolici.

    Senz'altro i patti lateranensi sono stati una brutta pagina, non è che debba venire tu a spiegarmelo; peraltro non sono sicuro di poter accettare lezioni da uno che pensa che uno Stato debba accettare immigrati a seconda della religione che professano – o dicono di professare. Io sono laico, sai.

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  14. Questa idea che dietro ci sia sempre D'Alema è ormai più una paranoia, e come molte paranoie, contiene un elemento consolatorio: magari ci fossero eminenze grigie che sanno dove stiamo andando a sbattere.

    Sulla legge elettorale, sarà la terza volta che lo scrivo; non è che potresti controllare? Un partito di anonimi forse, dico forse, si può sconfiggere con un sistema alla francese che personalizzi molto la sfida circoscrizione per circoscrizione. È la prima cosa che mi viene in mente e ce n'è senz'altro di migliori. Tenendo conto che lo stesso Grillo non smania per vincere ancora.

    L'espressione “male assoluto” mi ha sempre un po' infastidito anche quando è riferita a Hitler, figurati a Berlusconi e Grillo. Secondo me sono parte dello stesso problema: vincono perché promettono sogni, uno ti toglie le tasse e l'altro ti toglie i debiti. Il secondo in questo momento mi preoccupa di più perché ci crede: se Berlu propone di uscire dall'euro io so che è una boutade elettorale e che sarebbe il primo a perderci; Grillo invece il referendum lo vuole davvero, la crisi sistemica se l'aspetta davvero, l'ha scritto anche ieri.

    Io sono appeso a un cornicione: Silvio se mi dà una mano probabilmente ne approfitterà per sfilarmi il portafogli, ma Beppe non crede nella legge di gravità. Mi fanno schifo tutti e due, ma non è che ho veramente scelta.

    Passiamo sopra quella cosa per cui se “Grillo in persona e in video” ti fa una proposta, tu ci devi pensare seriamente: hai visto quel video? Sul serio pensi che si possa imbastire un progetto di governo su quella roba lì? Ci hai sedici anni? Non mi risultava. Sei Benjamin Button?

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  15. Dory, sarei anche d'accordo, il vero scandalo sono stati i franchi tiratori contro Prodi. Ma a quel punto per me Bersani non era più il segretario: era già stato sconfessato dopo il voto a Marini e stava semplicemente mettendo la faccia davanti a questa nuova intelligenza collettiva che aveva votato entusiasta all'unanimità per Prodi.

    Quei cento sono indifendibili, ma chi sono? Magari sono quelli giovani che avevano deciso di passare a Rodotà, magari c'è dell'altro che non sapremo mai. Ci rappresentano? Li abbiamo votati col porcellum. Dobbiamo tornare a votare con lo stesso sistema?

    Non è che io sia meno incazzato, però se tiro un pugno di solito cerco almeno di tirarlo in un modo da non rompere l'oggetto che stavo cercando – inutilmente – di riparare.

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  16. Temo che l'incapacità comunicativa sia una cosa acclarata, anche alla luce degli ultimi giorni: si sentono forti e chiare le domande (Rodotà Perché No?) e non si sentono le risposte, che pure dovrebbero essere condivise e comprensibili.

    Buona parte della base sarebbe stata contraria a qualsiasi candidato prodromo alle larghe intese, ma (è la tesi di Sofri e mi sembra verosimile con le scene a cui ho assistito da qui), lo avrebbe imparato tardi, a giochi fatti; si sarebbe lamentata, ma in forme attenuate (se vuoi un esempio, il modo in cui è un po' scemata la tensione ieri a Roma). La novità dei social network è la sensazione di poter istantaneamente tastare il polso a un campione sociale. Sensazione che non solo è illusoria, ma è anche sbagliata in sé: un politico non è che può stare tutto il tempo a domandarsi se i suoi elettori lo capiranno. Deve fare delle scelte e assumersi delle responsabilità.

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  17. Magari fosse un'eminenza: è solo un furbetto privo di scrupoli, soprattutto verso (quelli che dovrebbero essere) i suoi alleati. Poi possiamo sempre raccontarci una versione alternativa della storia d'Italia, in cui la bicamerale era una trappola letale in cui Berlusconi cadde a piedi giunti, Prodi invece cadde perché inciampò da solo e D'Alema prese il suo posto perché passava di lì per caso, etc. Poi, del tutto incidentalmente, è diventato il tuo editore di riferimento ed ecco che ha praticamente smesso di essere uno dei tuoi bersagli polemici preferiti (anzi, riesci a descriverlo come un potenziale buon Presidente senza metterti a ridere: io purtroppo non sto ringiovanendo, ma tu stai invecchiando male, ragazzo), per lasciare il posto a Grillo; che non sarà il tuo Hitler ma è quello a cui dedichi buona parte dei tuoi post, da qualche tempo in qua: mi sembra un fatto, non un complotto.
    Uscita dall'euro: se io ne ho sedici, tu quanti anni hai, per non aver studiato educazione civica e sapere che quello è un trattato internazionale e non si può sottoporre a referendum? Tu dici 'quando Grillo avrà il 51%' (che rischia di diventare una self-fulfilling prophecy, oltretutto), io ti rispondo: quando avrà i 2/3 per cambiare la Costituzione, ne riparliamo.
    Poi vorrei capire in base a che cosa quello che dice un comico che s'improvvisa politico andrebbe sempre preso serissimamente: anche la marcia su Roma se l'è rimangiata, il tempo di scontrarsi con la fierissima resistenza del sistema di prenotazione dei Freccia Rossa.
    Per finire, non sono pagato per farmi l'esegesi dei suoi video frame per frame, io: mi riferivo solo al soundbite in cui s'impegnava a dar via libera al governo se veniva eletto Rodotà: quello l'hanno visto e sentito tutti, quello non credo potesse rimangiarselo.
    E quello, oltre al risultato immediato, era un modo per responsabilizzarlo: diventa più difficile fare il Masaniello quando hai appena fatto il kingmaker.

    tibi

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  18. appunto, dopo Marini è stato un “liberi tutti”.

    ma siccome è indecente che fai il tuo congresso in queste forme, che ammazzi sia Bersani che Renzi (non ne è uscito bene manco lui eh?), io elettrice non posso più darti fiducia, perchè nemmeno so più qual è l'oggetto da riparare. prima almeno lo sapevo. e con tutti i limiti che quell'oggetto aveva, l'ho scelto.

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  19. Scusa tendenzialmente trovo il tuo punto di vista molto intelligente. Stavolta proprio non capisco e mi piacerebbe avere una risposta anche se non sono un'assidua commentatrice. Il PD che è stato votato a queste elezioni 2 mesi fa ha fatto campagna elettorale sul fatto di chiudere un'era, quella del berlusconismo. Ora ci sta tutto (le elezioni non sono andate come si pensava, Grillo è peggio di un mulo ecc ecc) ma non mi puoi dire che si è fatto il tifo. Si è a mio parere sostenuta un'idea. Certo dovendo scegliere non avrei mai appoggiato o legittimato nemmeno Grillo e mi scortica i nervi pensare che i grillini hanno dovuto portare avanti la loro tesi fino alla morte del paese, ma rimane che qualunque cosa sarebbe stata meglio di quello che hanno fatto e che intendono fare (riforme costituzionali con il PDL??? Semipresidenzialismo???). Su facebook e twitter c'è una ristretta minoranza del paese (altra follia dei grillini pensare di estinguere il paese al web) ma il grido veniva dalle sezioni. Addolorato e disperato. Sarebbe stato umiliante trattare con il M5S dopo quello streaming che nessuno di noi scorderà mai, ma mai altrettanto umiliante quanto dare a Berlusconi il paese. Posso sicuramente sbagliarmi. Ma da sabato sera che sbatto la testa contro questo pensiero e non riesco a trovare la falla. Grazie dell'attenzione

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  20. Stefania, possiamo sbagliarci tutti, anche perché alla fine una ragione non c'è. Io posso anche essere d'accordo con te, senz'altro mi sento per tanti versi più affine agli elettori m5s che a quelli che ancora votano Berlusconi, e Rodotà continua a sembrarmi un ottimo candidato. Sto solo cercando di capire cos'è successo, perché non credo né nella vocazione suicida né nei retroscena cialtroni.

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  21. Questo tuo battere e ribattere sulla mia dipendenza economica da “editori di riferimento”, quando sai benissimo che mestiere faccio, sarebbe diffamante se non fosse ridicolo. Bisogna essere o molto stupidi o molto in malafede per pensare che D'Alema mi paghi. Basta leggere quel che scrivo, basta dare un'occhiata al colophon dell'Unità, basta togliersi le fette di salame dagli occhi, ma poi finirebbe il divertimento.

    La cauta rivalutazione di D'Alema l'ha sperimentata, più banalmente, chiunque abbia visto poi all'opera i successori, in primis Veltroni (prova a dire che mi paga anche Veltroni, su). Nel frattempo è diventato il babau del complottismo più cialtrone, quindi ora potrei risponderti che ti paga la Casaleggio Associati per scriver cazzate; ma sappiamo entrambi che la tua è una vocazione e che comunque sarebbe un investimento improduttivo.

    (Incidentalmente, mi è capitato di lavorare anche con la Casaleggio: lo avrai certo notato dalla deferenza e dal rispetto con cui tratto il fondatore e il suo amico Beppe).

    Non si esce dall'euro con un referendum, ma basta suggerirlo per creare disordine in tutta l'area dell'euro.

    Sulla marcia su Roma non ci ho speso una riga, ne ho fatte anch'io manifestazioni a Roma, magari poteva esprimersi con più leggerezza ma non sarebbe Grillo.
    Ah, le aperture al governo se l'è già rimangiate.

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  22. Non ho parlato di 'dipendenza economica': nemmeno a Vespa, inventore dell'espressione 'editore di riferimento' credo siano mai mancati i soldi per vivere, né credo si riferisse a quelli, bensì alla cordata politica grazie alla quale stava dove stava; per dire, all'Unità ho visto sbattere il Renzi in prima pagina, il D'Alema ancora no, sarà un caso, sarò io che vedo i complotti e non so rivalutare, chettedevodi'. Infatti il colophon garantisce che Baffino non c'entra niente, lo dice anche Sofri junior che l'Unità non è del PD: prende i contributi pubblici come giornale dei DS, e io malfidato chissà che mi credevo.

    “Non si esce dall'euro con un referendum, ma basta suggerirlo per creare disordine in tutta l'area dell'euro.”

    Infatti senti Berlusconi, quello affidabile con cui vale la pena fare accordi (fonte: l'Unità, 1 febbraio 2013):

    «Bisogna spuntare – ha detto – questo braccio di ferro con la Germania altrimenti la realtà imporrà ai vari paesi uno dopo l'altro l'uscita dall'euro e il ritorno alle monete nazionali con banche centrali che possono battere moneta e ricorrere alla svalutazione competitiva. Noi ci auguriamo non debba capitare ma questa non è una decisione politica ma si imporrà dalla realtà e sarebbero per primi i paesi meditteranei. Da questo – ha concluso – deriverebbe la fine dell'euro e dell'eurozona, e anche di un'Europa rafforzata»

    tibi

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  23. Grazie della risposta. Penso che sia successo il personalismo e l'ottusità di parte se vogliamo escludere la cialtroneria (che però seguendo passo passo questi due mesi si fa poi fatica a escludere).
    Grazie e buona giornata

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  24. Rodotà è un insigne giurista, Prodi è boh… un economista?, la nemesi di Berlusconi?, un buon amico di De Mita?, uno dei partecipanti alla famigerata seduta spiritica dove spuntò il nome di “gradoli”?

    Ora, premesso che commissario europeo non significa mica presidente degli stati uniti d'europa, e che la commissione Prodi non passerà certo alla storia per chissà quale merito politico, ti chiedo: in che modo partorire lo standard per l'eurobanana ti dà una marcia in più quando si tratta di valutare l'eventuale incostituzionalità di un provvedimento?

    Diciamo la verità: un presidente della Repubblica deve saper firmare e possibilmente essere poco esibizionista – non più di Pertini, almeno – non sognare e far sognare la curva. Poteva farlo Prodi, come Marini, come la Cancellieri. Rodotà sarebbe stato un rompipalle; e le sue probabilità di essere eletto in Italia sarebbero state zero anche in un mondo senza grilli.

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  25. Caro Leonardo, secondo me la metafora che hai scelto di un partito appeso al cornicione spiega molte cose. Pensaci un attimo: perché il PD, che comunque ha preso più voti di tutti, deve essere quello che rischia di cadere di sotto mentre gli altri due sono affacciati al davanzale e cercano di fregarlo? Che cazzo ci fa il PD in quel cornicione? Non poteva stare alla finestra anche lui? Perché è voluto uscire fuori, che si vedeva che era pericoloso?

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