Questo è un pezzo un po’ diverso dagli altri in cui dico la mia opinione eccetera eccetera. È più una richiesta di aiuto.

Dunque, ieri ho letto che nel nuovo Ddl del Ministro Profumo – quindi non si sta parlando di castelli in aria, si sta parlando di un testo già scritto – l’orario di insegnamento dei docenti di ogni ordine e grado passerebbe dalle 18 alle 24 ore settimanali. Il tutto a parità di retribuzione, ovvero, ci aumentano l’orario del 33% e lo stipendio dello 0%.

Tutto questo al fine di “portare il livello di impegno dei docenti sugli standard dell’Europa occidentale” (senza però aumentare la paga sugli standard dell’Europa occidentale), e la mia richiesta di aiuto consiste appunto in questo: abitate in Europa occidentale? Sapete quante ore di lezione frontale fanno gli insegnanti colà? In realtà il conteggio è maledettamente complicato, le informazioni su internet un po’ frammentarie, la cosa più comprensibile che mi hanno segnalato fin qui (grazie) risale al 2002; a quel tempo le 18 ore degli insegnanti italiani erano nella media occidentale, magari nel frattempo hanno aumentato le ore a tutti e a noi no.

Non so se valga la pena ricordare, anche stavolta, che un insegnante lavora molto più di 18 ore: quelle sono soltanto le lezioni frontali. Poi ci sono le ore di ricevimento, i consigli, le ore spese a correggere i compiti, eccetera eccetera. Parlare di 24 o di 18 ore insomma è un po’ strumentale: sarebbe più onesto dire che ci si sta chiedendo di lavorare il 33% in più a parità di retribuzione. Perché se ho sei ore di lezione in più dovrò anche prepararle, e probabilmente avrò una o più classi in più, ventine di genitori in più con cui interagire in ore che non sono conteggiate, il 33% in più di compiti da correggere eccetera (naturalmente posso impegnarmi meno, correggere meno compiti, interagire meno coi genitori: forse mi si sta chiedendo questo: di aumentare la quantità e diminuire la qualità).

Poi c’è il problema delle cattedre, vale a dire dei posti di lavoro. Il ministro ha un bel da dire che vuole assumere un sacco di gente coi concorsi; se la matematica mi assiste, aumentare del 33% l’orario degli insegnanti equivale a tagliare il 33% delle cattedre. A quel punto non sono nemmeno sicuro di mantenere il mio posto (sono ancora relativamente ‘giovane’, e ogni volta che si tagliano le cattedre sono i più giovani che si ritrovano a spasso).

Infine, siete liberissimi di pensare che noi insegnanti lavoriamo poco; neanch’io penso di essere tra quelli che lavorano di più. Però a questo punto ho una domanda: vi viene in mente un’altra categoria qualsiasi in Italia, che di fronte alla richiesta di aumentare del 33% l’orario e la prestazione a parità di salario non marcerebbe su Palazzo Chigi coi forconi e le torce? A me no, non viene in mente. Oggi infatti sono in sciopero (nel mio giorno libero), ma vedrete che anche stavolta non saremo tantissimi. Al punto che ogni tanto mi domando cosa deve fare esattamente un ministro per farci incazzare sul serio, e non so che rispondermi. Lo jus primae noctis con i nostri figli, forse. Forse.

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229 risposte

  1. il 33% per cento di cattedre in meno l'avete considerato?

    La risposta alla tua domanda finale è semplice:
    nel nostro paese siamo passati alla solidarietà degli anni 70 al cannibalismo sociale di oggi.
    Tu ieri non hai difeso me (medico, impiegato, informatico, autista) e tu oggi non avrai bessun sostegno. E' questo che dobbiamo cambiare. Avere un'idea di stato e difenderla da chi la vuole smantellare.
    Domanda: 33% per cento di lavoro in più e 33% per cento di stipendio in più ci staresti? rr

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  2. complimenti!
    ho smepre pensato che la soluzione per gli insegnanti siano le 36 ore a scuola ma non frontali.
    Questo non eliminerebbe gli incapaci e i fannulloni del tutto, ma ridurrebbe quelli che a casa hanno impegni che impedisocno di dedicarsi alla scuoal (spesso le donne) o hanno il secondo lavoro.
    Con una permanenza di 36 ore, con una scrivania a disposizione, che ce l'hanno pure i bidelli ma non gli insegnanti, con la possibilità di fare il lavoro d'equipe, di tenere più aperta la scuola, credo che finirebbero anche le polemiche sull'orario di lavoro.
    In queta situazione, con le esperienze ahimé spesso negative, è difficile difendere l'attuale organizzazione.
    ma l'aumento del 33% delle ore senza aumentare lo stipendio e aumentando le ore frontali, solo chi non ha mai insegnato e/o vuole distruggere la scuola pubblica può pensarlo.
    insegnante abilitata di matematica e fisica. mai diventata di ruolo. ora faccio un altro lavoro: apicale, più faticoso meno retribuito e decisamente meno interessante. rr

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  3. alex che pena il tuo commento! rr

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  4. aumentiamo gli stipendi per rendere l'insegnamento un lavoro appetibile e non, come spesso avviene, di ripiego per mille motivi.
    Richiamiamo le energie migliori e non ci sarà posto per gli ignoranti che purtropp incontriamo.
    Lo strumento è rendere il lavoro un lavoro migliore e non peggiore.
    chi crede che andrà ad insegnare così? rr

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  5. 15 gg di ferie “in più” per i giorni che già sono liberi a causa della sospensione didattica, tipo le vacanze natalizie; in parole povere, le ferie restano le stesse quindi una presa per il culo. fate attenzione, anche voi colleghi, a capire bene di che si parla.

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  6. certo che ci vuole tempo per preparare le lezioni. ci provi e se ne renderà conto.
    le lezioni cambiano per farle con entusiasmo e adattarle alla classe che è fatta di tanti singoli diversi e diversi ogni anno.
    Purtroppo molti insegnanti mettono il disco e per 40 anni fanno le stesse cose.
    mio figlio ha avuto un'insegnante di scuola elemntare alle cui lezioni avrei voluto assistere io perché belle geniali colte, davano soddisfazione ad un bambino ma anche ad un adulto abbastanza scolarizzato. Lei lavorava molto a casa e non ripeteva le stesse cose. Poi ho conosciuto insegnanti sciatti e banali.
    io ho insegnato e dedicavo tante ore a prepararmi e tante a valutare i compiti. e ricordo come un incubo i giudizi da dare prima della maturità. tutti mi dicevano “solo tu dedichi tanto tempo…..” invece non è vero. rr

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  7. (io odio i grammarnazi, ma devo ammettere che le intemerate contro gli insegnanti farebbero un effetto migliore se scritte in un italiano passabile)

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  8. Leonardo
    il male dell'Italia sta nel fatto che tu sei costretto a rispondere ad un argomento banale come “durante i compiti in classe che fai?”
    Per capire il significato di lezione frontale, forse bisognerebbe provarla: sei di fronte a 50 occhi, 25 cuori, emozioni pensieri. Quando sei là capisci che le tue paroloe sono pesanti, influenzano gli tudenti, tutti, quelli che studiano e quelli che non studiano, quelli timidi ma anche gli arroganti. Ogni volta devi conquistarli ma anche rassicurarli. Ottenere la loro attenzione non farti sopraffare dal chiacchiericcio. Gestire il lavoro ma anche le emozioni. perché poi i ragazzi reagiscono, abbandodnano si intristiscono si suicidano….e la colpa è dei professori.
    io sono passata dall'insegnamento ad un altro lavoro e anche quando lavoro di più, e lavoro decisamente di più, portandomi il lavoro a casa e facendo straordinari non pagati, non ho la tensione che avevo davanti a quegli adolescenti.
    rr

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  9. Io, al contrario, ho avuto a che fare quasi sempre con docenti compententi e per nulla lavativi, alcuni li considero addirittura eccellenti – mi son reso conto del valore del loro lavoro più avanti nel tempo.
    Come la mettiamo?

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  10. “Le frazioni ti tradiscono” significa “non sono capace di compiere elementari operazioni aritmetiche”.
    Pero' hai un posto di lavoro, e non rischi di perderlo per questa tua palese incompetenza. Incompetenza che sbandieri pure.
    A me non sembra giusto.

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  11. No, la qualita' si valuta dal risultato.

    E torniamo all'annoso problema: in Italia sono gli insegnanti stessi a valutare i risultati del lavoro di altri insegnanti. A difendere anzi con ferocia questa loro prerogativa.

    Basta vedere come reagiscono furibondi alla sola idea di mettere gli studenti a contatto con il mondo del lavoro. O addiritura di inserire nelle commisioni di esame persone che non siano insegnanti di scuola superiore.

    Una reazione corporativa.

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  12. E chi ci vuoi inserire fisici nucleari?

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  13. Se i nostri studenti avessero una preparazione a livello europeo sarebbe certamente giusto che anche gli insegnanti fossi pagati a livelli europei; ma siccome nei test (non quelli Invalsi) dimostrano una preparazione più simile a quella del terzo mondo, gli stipendi attuali sono più che adeguati.

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  14. 36 ore frontali di insegnamento a settimana sarebbero ovviamente una follia, come sa chiunque abbia fatto una lezione, anche una sola in vita sua.
    Il fatto è che 36 ore a scuola, un posto per lavorare, uno scaffale per i libri, qualche pc, una stampante… sono tutti costi che lo stato non ha alcuna intenzione di sostenere. Qui il problema è solo tagliare, non migliorare la qualità dell'insegnamento, e neanche cercare di liberare la scuola da quella fetta di persone che ci stanno a tempo perso. Altro che adeguamento agli standard europei.

    Per l'anonimo: per anni ho proposto ai genitori di venire in classe per farsi un'idea di quali sono le reali condizioni in cui lavoriamo, cosa facciamo, come. Non è mai venuto nessuno.

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  15. Non paga proprio perché può pagare con i punti in graduatoria, che servono per lavorare nel pubblico.
    Un altro effetto collaterale delle graduatorie che piacciono tanto ai precari italiani, che si incazzano ogni volta che qualcuno propone di abolirle.

    Uqbal

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  16. Ma perchè lavorare 18\20 ore a settimana , combattiamo per lavorarne 9\10 e a stipendio doppio !! Tanto i soldi sono solo una convenzione .

    Neanche ci provo a spiegarti che sciocchezze stai scrivendo.

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  17. Anonimo, scusa, ma c'è un limite oltre il quale la generalizzazione si trasforma nel semplice non sapere di cosa stai parlando. Reagire furibondi alla sola idea di che? Ogni anno in migliaia di scuole si fa orientamento e si parla di mondo del lavoro.

    Non lavoro alle superiore e non conosco proposte sull'inserimento nelle commissioni d'esame di persone che non conoscono il programma di esame. Così come la scrivi tu mi sembra illogica, non per corporativismo ma per una semplice questione di buonsenso. Non è mica un colloquio di lavoro: o vuoi scaricare sulla scuola anche le spese che servono per organizzarli.

    La qualità si valuta dal risultato: si parlava di gite scolastiche, conta quanta gente si fa male tutti gli anni in gita scolastica, e quello è il risultato in base al quale puoi valutare il lavoro di sorveglianza dei docenti, che in linea teorica dovrebbero sorvegliare 24 su 24 (il balconing negli alberghi, lo saprai, si fa molto presto al mattino) e ricevono in compenso diarie ridicole.

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  18. “Perchè parti dal presuposto che avranno le stesse ore con gli stessi studenti”

    Perché altrimenti vorrebbe dire che gli studenti che entrano a scuola all'una ed escono alle due, da adesso in poi devono uscire di scuola alle 3, tutti i giorni (un'ora al giorno in più compreso il sabato).
    Secondo quale piano di studi? Stabilito da chi? e quali materie sarebbero aumentate? E di quanto? Se ad un prof. di storia dell'arte al liceo, che tipicamente ha 18 classi (ovvero un'ora per classe) aumenti l'orario di sei ore ma gliele fai fare nelle stesse classi, dovrai far fare un'ora in più di st. d. arte a sei di queste classi, non tutte. Quali, e perché?
    Ragionarci, sulle cose, prima di scriverle, è di sicuro aiuto.
    Uqbal

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  19. Le ore le alzano a tutti, lavativi compresi. Quello che faceva danni per 18 ore , adesso farà danni per 24 ore.
    Se uno è lavativo lo licenzi, non gli affidi più responsabilità.

    Uqbal

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  20. Benissimo: ma pagare male un docente scarso non migliorerà l'istruzione di tuo figlio. Il docente scarso va cacciato, e quello che fa bene il suo lavoro va pagato per quel che merita.

    Oppure pensi che un incompetente lavorerà meglio, dopo che gli hanno tagliato lo stipendio? E' questo il tuo ragionamento? “Ah, sei scarso, quindi ti pago meno. E adesso sono sicuro che l'istruzione di mio figlio decollerà!”

    Certo che a ragionare per luoghi comuni si arriva a conclusioni sorprendenti…

    Uqbal

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  21. Ho già avuto modo di dirlo ma vorrei ripetermi: per quale ASSURDO SALTO LOGICO potete pensare che un insegnante fannullone pagato 500 euro darà ai vostri figli un'istruzione migliore di un fannullone pagato 1000 euro?
    Fannullone era e fannullone rimane, anzi, si porterà a scuola il secondo lavoro, se ce l'ha!
    Pensate che alcuni insegnanti siano incapaci, CHIEDETE DI CACCIARLI, non di pagarli meno!
    Come dire: senti, tu sei un calzolaio di merda, l'ultima volta le scarpe che mi hai riparato mi sono durate due giorni. Adesso ti metto sul bancone la metà del prezzo che ti ho pagato la volta scorsa…e fammi una riparazione a regola d'arte!!!”
    Ma vi siete bevuti il cervello?

    Uqbal

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  22. (leonardo è professore di materie umanistiche)

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  23. Insegno scienze (o come cavolo si chiama adesso) di ruolo da 25 anni: quest'anno ho rischiato di essere soprannumerario nella mia provincia e direi che con le cattedre a 24 ore lo sarò di sicuro. Scienze con la recente riforma è stata ridotta a 2 ore settimanali per classe (negli istituti tecnici dove insegno): se conservassi il posto mi troverei ad avere nel caso migliore 6 prime e 6 seconde ripetendo quindi lo stesso striminzito programma 6 volte alla settimana; nel caso più assurdo potrei ripetere lo stesso programma 12 volte alla settimana…Se questa (come le precedenti) innovazione migliorasse di una virgola l'efficacia didattica del mio lavoro potrei anche essere abbastanza soddisfatto ma ormai ho di fronte agli occhi da alcuni anni il disastro totale.Evidentemente la qualità dell'insegnamento non è prevista dalle varie riforme; una volta si parlava di introdurre il “modello Fiat” (!) (inteso come modello aziendale) anche nella scuola: mi sembra che ormai ci siamo e quindi stiamo sfornando tante belle Duna difettate…
    Per quanto riguarda l'aspetto orario dal punto di vista strettamente personale posso dire che fin'ora le cose sono andate bene, le 18 ore settimanali di cattedra diventano regolarmente 25 a scuola e 15 ore a casa le faccio sempre (suddivise in genere in sette giorni su sette): mi dispiacerebbe doverle fare a scuola (perchè gestire il proprio tempo è un privilegio non da poco) ma se si decidesse per un orario d'ufficio mi sembrerebbe comunque accettabile; naturalmente le ferie effettive sono circa due mesi e questo è un privilegio indiscutibile e ingiusto.

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  24. è la moda italiana: si inizia con un problema (l'orario degli insegnanti) e si finisce per dire che non si può fare nulla perchè ci sono infiniti altri problemi (le scuole fatiscenti, le poche risorse, gli alunni che saltano sui banchi e i genitori che non capiscono nulla).

    poi si finisce per dire che sabbe bella una società dove si lavora 3-4 ore al giorno (cosa su cui sono perfettmante d'accordo) e quindi gli insegnati possono proporsi come pionieri del nuovo eden.

    no, non si può fare così.
    le ore che fanne effettivamente gli insegnati o almeno la media degli insegnanti sono molto inferiori a quelle di un normale lavoratore (minatore, medico, impiegato, ricercatore, bibliotecario, politico… no, ecco, forse i parlamentari no).
    Questo non è giusto e può continuare solo perchè non c'è evidenza nel cittadino medio di come stanno le cose.

    metre lavoriamo per raggiungere il paradiso in terra, accontentiamoci di avere tutti più o meno gli stessi diritti e gli stessi doveri.

    per altro la situazione attuale è dura per tutti e ci sono fior di laureati e dottorati che non potranno mai accedere ad uno scuola occupata da precari che, anche quando avrebbero potuto, il concorso ordinario non l'hanno fatto e che, è notizia di ieri da parte di mio figlio, passano l'ora a dire che loro lavorano tanto, troppo, e però, in quell'ora e nelle precedenti non hanno mai fatto lezione!

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  25. Ciao! Sono un'insegnante. Mossa dall'indignazione, giovedì ho scritto una mail al ministro Profumo. L'ho postata sul sito di retescuole. Ho provato a copiarla qui, ma è troppo lunga. Contiene un paio di risposte ai tuoi interrogativi: i colleghi danesi lavorano, in classe, 18 ore e hanno uno stipendio medio di 3.000 euro; i colleghi tedeschi, 24 ore, ma l'unità oraria è di 45 minuti. Quindi, essttamente come le nostre 18 ore. Solo che, pure loro, hanno uno stipendio medio che è il doppio del mio: 2.600 euro. Il problema non è solo quello: come osservi tu, è la qualità dell'insegnamento, della didattica ad esssere ulteriormente mortificata dall'aumento dell'orario a 24 ore. Si continua con la distruzione della scuola. E affiora l'interrogativo: cui prodest? a chi giova? Forse perchè la scuola è uno dei pochi spazi di riflessione critica, di educazione al pensiero critico, che ci sono rimasti? Antonella Brillante

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  26. Evidentemente non sei mai stato in una classe e non hai idea del lavoro di scuola altrimenti non paragoneresti tout court un'ora ad un'altra. Io ho fatto diversi lavori, ma non mi sono mai stancato come in una mattinata di insegnamento (e guarda che ho fatto anche lavori manuali faticosi). Che gli insegnanti lavorino 18 ore è una chimera. Hanno un solo grande privilegio: quello di potersi organizzare il tempo, quando si può. Io lavoro di sera ad esempio, dalle 21 alle 24. Ci sono i compiti (un insegnante di inglese ha almeno 250 compiti al mese da correggere. Minimo 10 minuti l’uno. Fai i conti), le relazioni, le programmazioni, le lezioni. Ovviamente non sempre si può. Questa settimana ad esempio ho avuto 4 riunioni e riunioni pomeridiani ne hai quasi tutte le settimane. C'è il rovescio della medaglia. Non c'è sabato o domenica e le emergenze sono continue. Inoltre con il tuo mestiere non chiudi mai. Non è che finisci il tuo orario e chiudi, perchè i problemi dei tuoi alunni te li carichi e te li porti a casa. Alle volte ci pensi di notte quando non dormi. Non hai a che fare con carte o cose, ma con persone che stanno crescendo e fanno fatica a farlo. Il lavoro di insegnante non finisce mai, nemmeno nel tuo tempo libero che poi dedichi, se puoi, a leggere e a arricchirti spiritualmente. Lo fai per te, ma fa parte della tua professionalità che non ti molla mai e poi ricade sui tuoi alunni. Non è un caso che la professione insegnante sia la più rischiosa dal punto di vista dell'equilibrio psichico. Non so se lo sai, ma ti consiglio di documentarti sui dati di medicina del lavoro. Allora si scopre che la professione docente è più pericolosa di un lavoro in miniera. Il più alto tasso di suicidi in assoluto. Il più alto rischio di crisi depressive e di problemi psichici. Ci metti pure che sono laureato e che se lavorassi in qualsiasi altro ruolo della pubblica amministrazione alla mia età sarei inquadrato nei ruoli dirigenziali, con relativo stipendio. Detto questo non cambierei il mio lavoro con nessun altro perchè le soddisfazioni che mi danno le relazioni umane con i miei alunni, che sono poi i tuoi figli, non me le darebbe nessun altro lavoro. Non faccio cose. Produco idee e prospettive. Sono un intellettuale in una parola. Voglio più soldi? Mah.. Se non quello almeno un po' di considerazione per il ruolo che svolgo e che non mi si dica che devo fare un atto di generosità e lavorare 6 ore in più dalla mattina alla sera perchè lo stato deve risparmiare. Se mi chiedi la generosità in classe mi sta anche bene, ma per le casse dello stato proprio no. Sto già dando ..

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  27. Io per adesso fisicamente potrei anche dire che ce la faccio, ma è una decisione che va presa con una categoria, perché quel 33% lo toglierei a un altro insegnante che mi è inferiore in graduatoria semplicemente perché è più giovane.

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  28. ma insomma quanto prende al netto un insegnante al giorno d'oggi si puo sapere?

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  29. Ma io tutta questa efficienza in più nel privato non la vedo: nessuno giocava a solitario, nessuno usa FaceBook, nessuno fa pause caffè-sigaretta plurime al giorno…
    Altro punto: lavorare in un'azienda che vi maltratta non può essere un argomento di confronto valido.
    Se nei vostri uffici arrivasse un raccoglitore di pomodori, di quelli in nero, dormo-dove-capita… e vi dicesse che voi siete privilegiati e lui il vostro lavoro lo sogna di notte voi cosa direste?
    Si chiama dumping sociale.
    Vediamo se vi piacciono alcuni altri nostri privilegi: come ad esempio avere la responsabilità della custodia dei vostri figli (comunque siano). Questo vuol dire che non si va nemmeno in bagno per non perdere d'occhio i pargoli. Si va in una delle ore buche (non pagate) di cui è costellato il nostro orario.
    Chiedete, informatevi, scoprirete un mondo…

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  30. Scuola superiore, dieci anni di servizio, terzo scaglione: ~1450€ netti/mese. Nel cud 2012 leggo: 23000€ lordi/anno – 5610€ d'imposta lorda + 1070€ di detrazioni = 18460€ netti annui in 13 mensilità.

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  31. Sarà diventato preside, un lavoro con responsabilità simili ma con modalità differenti.
    Ma te dici che la sua carriera è stata prodigiosa… cosa è diventato? Super-prof-alla-riscossa?

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  32. A parte il fatto che anche a me capitò un'insegnante di matematica pessima e sapete cosa accadde? Che genitori ed alunni si organizzarono e venne allontanata dalla classe.
    Sic et simpliciter
    La gente che si lamenta dei propri insegnanti e poi non fa nulla significa che sotto sotto è contenta della cosa.

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  33. In effetti nel secolo XIX la gente lavorava il doppio di quanto si lavori oggi e con stipendi di gran lunga più bassi.
    Ma evidentemente l'anonimo delle 00:53 quando a scuola gli insegnavano storia era distratto.

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  34. Leo, per la cronaca: trovi la lettera di antonella copiata come nota sulla mia bacheca facebook (giuliana)

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  35. occhio che le 25,5 ore in Germania potrebbero corrispondere a unità didattiche di 40-45 minuti, ergo ore piene… guarda caso 18? inoltre mi era parso di sentir dire che un docente di secondaria con dottorato di ricerca (ce n'è una montagna in italia) guadagni una somma equiparabile al docente universitario proprio in virtù della propria ulteriore specializzazione — non so se questo avviene in tutti i laender, cmq..

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  36. Caro anonimo, è davvero amareggiante leggere parole come le sue, o lettere come quella di tale Davide Olmi stamattina sul Corriere (http://www.corriere.it/lettere-al-corriere/12_Ottobre_13/I-nuovi-orari_e5619a86-14f9-11e2-adc6-ff8054e34060.shtml).

    In pratica, dite, i 15 giorni di ferie in più sarebbero una fregatura perché tanto siete già in vacanza, ops, sospensione didattica. E per fortuna, aggiungo, che a lavativi come voi non vengono offerti altri 15 giorni oltre ai 3 mesi che già di fatto vi prendete, sarebbe davvero una beffa nei confronti di chi – anche nella scuola – lavora davvero.

    Mia madre è insegnante e non fa 3 mesi di ferie, perché a luglio e a settembre lavora davvero, da casa, per preparare progetti, aggiornarsi, preparare i corsi in maniera differente. Così come lavora tutti i pomeriggi, tutto l'anno. Per lei non sarebbe assolutamente un problema fare quel lavoro da scuola, anzi forse sarebbe pure più pratico timbrare il cartellino e lavorare lì invece di sparpagliare fogli e cartelle in salotto. Ma per molti suoi colleghi sarebbe un dramma, nonostante taluni millantino ore trascorse a correggere compiti, la realtà più spesso è che al suono della campanella chi s'è visto s'è visto (altri candidamente ammettono che al pomeriggio hanno da fare la spesa, curare le piante e portare il cane a passeggiare).

    Mi stupisce – o forse no? – il totale scollamento dalla realtà di persone come lei, caro anonimo, e come il sig. Olmi: dovreste provare a raccontarlo a un giovane plurilaureato col contratto co.co.pro. in scadenza, che voi siete già in vacanza per tre mesi, oltre ad avere un orario di lavoro che pure includendo tutte le correzioni di compiti non supera le 40 ore settimanali, ma pure uno stipendio certo, la malattia pagata, la certezza di non essere licenziati (nemmeno in caso di maternità), e la sicurezza di una pensione che prima o poi arriverà.

    E' per colpa di gente come voi che la professione di insegnante ha un prestigio sociale così basso.

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  37. infatti nel disegno non si parla di alcun aumento di tempo scuola (per il quale mancherebbero comunque le mense scolastiche e la presenza degli ata, nonché i soldi per i consumi del pomeriggio – luce, acqua, gesso, ecc). Questo stesso fatto evidenzia come l'ipotesi delle 24 ore sia una boutade puramente teorica, con alto tasso di impraticabilità. Prendi me: insegno una seconda lingua straniera alle medie, su 9 classi. Non ci sono altre classi che fanno quella lingua in quella scuola. Né sno abilitata per insegnare alcuna altra materia. Ergo dovrei completare l'orario su un altro istituto. Ma nessun orario settimanale su 5 giorni dalle 8 alle 13 consentirebbe di realizzare fisicamente questa cosa. A meno che io non abbia la fortuna di completare al liceo linguistico della porta accanto, dove non avranno bisogno di me, perché ci sarà già il surplus orario dei docenti interni. Eppure il ministro propone.

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  38. anch'io, anch'io, voglio le 36 (40? massì, anche 40!) ore settimanali (il badge ce l'ho già, grazie). voglio un ufficio, voglio un pc con connessione e stampante, voglio poter dedurre dal 730 i libri che compero per aggiornarmi (ebbene sì, mi aggiorno), voglio correggere a scuola, stendere le programmazioni a scuola (e non, come oggi, dalle 14.30 alle 19.00 della domenica pomeriggio), ricevere i genitori, fare tutoring agli studenti bisognosi (magari dare ripetizoni, dichiarate, tassate, come in una specie di “intra moenia”), fare i consigli di classe, i collegi docenti, gli scrutini, parlare con gli psicologi, gli assistenti sociali, i vattelapesca.

    però poi la sera voglio tornare a casa e non avere NIENTE da fare legato al lavoro. e, a quel punto, sarebbe chiaro e lampante chi lavora davvero e chi è il fannullone.

    basta, IO ODIO LA “FUNZIONE DOCENTE”

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  39. in qualche modo, con molta amarezza, hai ragione. Non ha più senso nulla, nessuna lotta. A nessuno importa realmente studiare. Ed è del tutto inutile insegnare a chi non vuole. Il portatore di handicap resterà tale e forse ritorneremo anche a pensare che sia colpa dei suoi genitori peccatori! Ma alla fine è ciò che vogliono. Per fortuna, parlo per me, non ci sarò più!

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  40. no signor anonimo. No! Il contendere non è questo: ci saranno schiere di disoccupati e l'operaio non avrà più da lavorare perchè caleranno i consumi. Ma lo capite questo? E Passera è un genio, davvero, un genio: sta massacrando i lavoratori per coprire sfaceli altrui, non nostri, di noi popolino, ma di un malgoverno che ha inizio da Andreotti e finisce con la Minetti, dando la colpa a chi si presta meglio ad essere odiato! Ora è il turno dell'insegnante e poi? Che poi lo statale, ogni statale, debba essere responsabilizzato, questo è talmente ovvio che fa fatica anche doverlo ripetere. Ma a partire dai vertici. Io sono e credo che restorò disoccupata a lungo, a questo punto ringrazio Dio del Parkinson di mio padre e della sua pensione di invalidità. Ho 35 anni e posso solo sperare nella malattia grave di almeno dieci docenti sopra di me. Preferisco iniziare a rassegnarmi. E mi sto rassegnando, ma voi, voi che lavorate, sarete voi a pagare tutto questo. Ma lo capite o no?

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  41. grazie! ma qui non capiscono! eppure io ho fatto filosofia e storia, ma queste semplice operazioni sono ugualmente accessibili dalla mia mente umanistica! Ma sono davvero tutti così estremamente neutri, per non dire altro?

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  42. OT: se dopo Veltroni riesci a sbarazzarci anche di Ichino, magari…

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  43. Se gli studenti studiassero magari le lezioni private a casa non servirebbero.

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  44. Rispetto al patto scuola-famiglia che il Collegio Docenti della mia scuola si ostina ogni anno a riproporre a i genitori, posso dire che dopo averlo letto (si spera) e sottoscritto il 50% dei genitori non lo rispetta. Come la mettiamo?

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  45. Orario settimanale di insegnamento dei docenti – Fonte Eurydice 2011.

    primaria sec. Inf. sec. Sup.
    Bulgaria 12 15 14
    Polonia 14 14 14
    Estonia 16 16 15
    Rep. Ceca 17 17 16
    Slovenia 17 17 15
    Danimarca 18 20 19
    Grecia 18 16 14
    Austria 18 17 17
    Romania 18 18 18
    Slovacchia 18 18 18
    Finlandia 18 16 15
    Cipro 19 18 18
    media UE 19,6 18,1 16,3
    Germania 20 18 18
    Ungheria 20 20 20
    Belgio 21 19 18
    Lettonia 21 21 21
    Lituania 21 18 18
    Lussemburgo 21 18 18
    Irlanda 22 22 22
    Italia 22 18 18
    Francia 24 17 14
    Spagna 25 19 19
    Portogallo 25 22 22
    Malta 26 20 20

    Così qualcuno la finisce di dire che lavoriamo meno degli altri.

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  46. Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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  47. tonyxx, per gli altri paesi non so valutare, ma abbiamo già visto in vari dei commenti qui sopra che il numero di ore attribuito dalla tua tabella alla germania è clamorosamente falso (28 ore e non 20 nel caso delle elementari, 25,5 e non 18 per le superiori).

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  48. dati statistici, please. io (laureato italiano che insegno in un'università tedesca) tutti questi “laureati italiani che mangiano in testa a quelli europei” non li vedo. poi magari è un problema delle facoltà scientifiche, magari in altri campi è diverso.

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  49. e poi c'è il provveditorato.

    ma perché, ClaudioVda, credi che invece in altri ambienti di lavoro le promozioni fiocchino tre all'anno così, per simpatia? anche lì chi rimane in un'azienda per molti anni di solito non vede piú di due o tre incarichi diversi (non sto parlando degli scatti retributivi, quando ci sono, che esistono anche per gli insegnanti).

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  50. “Detto questo, nella scuola ci sono fannulloni? Ovvio, conoscete categorie dove non ci sono?”

    Vero, mai generalizzare. Però se io (un altro ingegnere informatico) mi comporto da fannullone vengo licenziato. Quanti insegnanti fannulloni sono stati mandati a casa, diciamo negli ultimi 25 anni? Dirò di più: a me è capitato di non ottenere un rinnovo di contratto solo perché non sottostavo supinamente a tutti gli schiribizzi del mio capo progetto (e ciò nonostante spesso lavorassi anche il sabato o la domenica o di notte fuori orario, ovviamente non pagato…)

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