Mica è colpa di Voltaire

Ogni volta che si ripropone la farsa delle vignette maomettane va a finire che ne scrivo troppo, senza comunque riuscire a convincere nessuno, e quindi dovrei probabilmente smettere. D’altro canto qui lo spazio è illimitato, e uno sfogo in più uno in meno non cambia nulla. Qui di seguito alcuni appunti da uno psicodramma tutto occidentale. Perché alla fine io di questa cosa discuto soltanto con compagni di occidente, senza riuscire a capirli né a farmi capire.

1. *Oggi la faccia di Maometto, domani il mondo!*
Sembra che la prima reazione dell’occidentale medio, quando scopre su facebook o in tv che c’è da qualche parte un tabù (ad es., la raffigurazione di un profeta), sia calpestarlo, o inneggiare a chi lo calpesta. Perché? Perché è pericoloso. Perché una civiltà che ha un tabù è una civiltà minacciosa. Perché se rispettiamo il loro tabù, domani loro ci impediranno di guardare i film in televisione con i polpacci delle donne! Tutto questo ripetuto da centinaia di interlocutori tutti originali, tutti in buona fede convinti che coi musulmani funziona così: se li rispetti appena un poco, loro ti entrano in casa, ti bruciano i porno e instaurano la sharia su tua sorella. Non ci sono margini. Non c’è spazio. O noi calpestiamo i loro simboli, o loro calpesteranno i nostri, per cui bisogna darci dentro coi calcagni, presto! Ne va dell’occidente. Ne risulta un conflitto di due sharie speculari: loro, i cattivi con le barbe, vogliono costringerti a non vedere niente, tu invece ti costringi a vedere tutto, a ridere di tutto, anche quando tanto ridere non fa: pure di un tizio con la barba di cui mai ti è fregato nulla, finché non ti hanno spiegato che c’è una cultura in cui non sopportano che sia raffigurato. Se ti raccontassero domani che la stessa cultura ha il culto del membro virile, tu te lo strapperesti per dar loro un dispiacere.
Passi l’ignoranza coltivata di gente che confonde un miliardo di musulmani con qualche centimigliaio di talebani; ma l’idea che non si possa cedere neanche un millimetro, non si possa concedere neanche un po’ di rispetto, altrimenti prima o poi quelli ci prendono tutto nasconde una fobia del nemico che a quasi dieci anni dalla guerra in Iraq regge insospettabilmente bene. Hai voglia a rammentare che gli invasori siamo noi, e che nessuno sta chiedendo la sharia sulle tv occidentali. No, ci sono manifestazioni con migliaia, pensate, migliaia di musulmani dall’altra parte del mare, e questa è evidentemente una minaccia. Non passeranno! Altre vignette sul barbuto, presto.

2. *Ma le vignette su Cristo si possono fare!*
La grande illusione della tolleranza: la reciprocità. Certo che tolleriamo i musulmani: gli facciamo costruire una moschea… appena loro fanno una chiesa. Dove si capisce che la nostra idea di Islam è un cristianesimo con un’insegna diversa appiccicata all’ultimo momento. Noi abbiamo le chiese, loro le moschee. Stessa cosa, no? Noi abbiamo Cristo, e ci facciamo le vignette, e quindi le vignette si possono fare anche su Maometto. Stop. Sembra L’Orlando Furioso, i Mori identici ai cristiani, cambiano solo i nomi e non sono nemmeno nomi moreschi. Dove la tolleranza consiste nel consentire a qualsiasi diverso di diventare uguale a noi. Noi raffiguriamo Cristo, dal medioevo: la sua raffigurazione in forma umana è alla radice del realismo occidentale. Voi no? Voi avevate una religione iconoclasta e avete sviluppato un’arte astratta e calligrafica? Sì, beh, non ce ne frega niente. Siamo noi che tolleriamo voi, nella misura in cui le vostre radici iconoclaste vanno rapidamente in discarica e voi vi mettete a ridere delle caricature del vostro profeta, anche alla svelta.

3. *Si deve mostrare tutto!*
Pur di dare addosso ai musulmani c’è gente disposta a giurare che in occidente si possa mostrare tutto, ridere di tutto. A me vengono milioni di esempi di cose che invece no, non si possono mostrare: che sono tabù riconosciuti, codificati, elevati a legge, difesi da sanzioni penali. Lasciamo stare il fatto che in Italia la blasfemia sia ancora reato (in Francia no); ma io non posso nemmeno fare una foto ai miei studenti: qualche anno fa potevo, adesso no. Non posso esporla da qualche parte. Men che meno metterla su internet. In televisione c’è un sacco di facce pixelate, ci avete fatto caso? Tutti i minorenni, e anche i maggiorenni se non acconsentono. Poi c’è un sacco di pornografia che in chiaro non è accessibile: perlomeno a me risulta, a voi no? Qualche sottospecie di snuff su youtube gira, ma appena se ne accorgono lo levano. Insomma ci sono delle censure e delle autocensure: esistono, ci viviamo dentro, molte non le riconosciamo tali perché non ci poniamo nemmeno il problema. Altre le applichiamo perché a partire da un certo momento in poi le consideriamo giuste (il divieto di fotografare minorenni a scuola). A questo elenco sterminato di cose non raffigurabili si potrebbe – per rispetto alla seconda religione in Italia, e nel mondo – aggiungere giusto la faccia barbuta di un profeta, ma questo no: è inammissibile. Sarebbe la fine dell’Occidente, e a Lepanto allora cosa abbiamo combattuto a fare? Bisogna mostrare tutto! Volti, chiappe, peli! Purché del profeta. I peli nostri in realtà non interessano a nessuno.

4. Voltaire! Gramsci! Altri nomi a caso!
Un tizio su facebook mi ha scritto che se Gramsci fosse vivo pubblicherebbe una vignetta antiislamica al giorno, perché era Gramsci, lo sanno tutti che Gramsci era così, no? Rimango sempre un po’ perplesso dalla leggerezza con cui gente come Voltaire – un tizio abbastanza formale, almeno stando alle incisioni, sempre con la sua bella parrucca in ordine – viene arruolata per difendere qualsiasi disegnino o recita filodrammatica. Tutti a dare per scontato che lui, e quelli come lui, avrebbero applaudito qualsiasi scemenza, perché è satira, e la satira è giusta, non deve insegnare niente, non deve combattere nulla, la satira si fa per il gusto di farla: forse che ci si può togliere il diritto di scoreggiare su delle icone? Voltaire sarebbe morto per difendere la libera espressione del nostro meteorismo. E se non l’avesse fatto, fanculo anche Voltaire, fanculo Gramsci, ci resta il Bagaglino. Ah no cacchio l’hanno chiuso. E allora lo vedi che la nostra libertà occidentale ha i giorni contati?

65 Comments

  1. Noto che non capisci il senso dell'espressione “esercizio intellettuale”.

    Grazie comunque, ovviamente non ignoravo l'esistenza di un concordato con le comunità ebraiche: il fatto che non ce ne sia uno analogo per le islamiche dipende da tante cose (compresa la mediocrità dei rappresentanti, secondo me), ma anche dal fiero anti-islamismo propagato a scopo elettorale da partiti che erano al governo fino a un anno fa (e sono ancora in maggioranza).

    Noto che mescoli religione e cultura: il negazionismo è un'offesa alla storia e agli ebrei, ma non rientra nella nozione di blasfemia, non è mica un'offesa a Dio. Oppure bisogna ridefinire la religione ebraica e decidere che la memoria della Shoah ne fa parte (così finisci per dar ragione a Cloroalclero quando diceva che è diventato un mito fondante, fa' te).

    “Accuse di uccidere bimbi cristiani”… puoi essere più preciso? Chi dove e quando avrebbe accusato recentemente gli ebrei in Italia di uccidere bimbi?

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  2. Questo e' il punto: quando si parla di razzismo, la distinzione tra cultura e religione non sta in piedi.

    La Fallaci se la prende con la religione islamica, con la cultura araba o con gli arabi che puzzano e che sporcano la sua bella Firenze? Immagina se nel bar del Veronese la ragazza avesse detto: “Non sono musulmana, sono cristiana!”. Sarebbe importato qualcosa, al suo aggressore?

    Se quindi questi sono episodi di razzismo (e imho lo sono, Fallaci inclusa) allora lo sono anche gli attacchi alla cultura ebraica e alla memoria della Shoah, come pure la calunnia nei confronti di Israele. Che vanno, come sto provando a spiegarti, del tutto impuniti.

    Noto che non parli della impunita' che circonda gli striscioni negli stadi, le svastiche sui muri, i siti web con elenchi di nomi e le vignette con il nasone.

    Pero' ti preoccupi di difendere manifestazioni di religiosita' (cattolica) popolare come il culto del miracolo di Trani. Con la domandina sul “recentemente”.

    Perche'? Visto che la solennita', che si tiene oggi, riguarda qualcosa del passato (e di falso), non sarebbe una offesa agli ebrei di oggi? Mi sembra una logica bacata.

    Prima che qualcuno strepiti sugli ebrei che attentano alla pieta' popolare, fammi aggiungere che, per come la vedo io, gli abitanti cattolici di Trani hanno tutto il diritto di tenere la loro processione truculenta, e di credere al miracolo dell'ostia e di festeggiare con devozione l'anniversario di un pogrom.

    Ma finche' questo succede, credo sia difficile sostenere che in Italia gli ebrei godono di straordinari previlegi e protezione quando si parla di loro e della loro religione.

    Sono (siamo) solo molto meno dei musulmani, sono (siamo) in Italia da prima che l'Italia fosse inventata, hanno (abbiamo) partecipato al Risorgimento in maniera piu' decisa dei cattolici e tutto questo lascia il segno nella legislazione (vedi alla voce Intesa, o Concordato).

    E anche, questa e' statistica, siamo praticamente assenti dalle patrie galere, dove pero' ci sono molti musulmani. Il che accade, certo, solo per via della islamofobia eh.

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  3. A nome della popolazione cattolica di Trani, desidero ringraziare Zanardo che ci riconosce il diritto di far festa. E tuttavia molti di noi hanno lontani progenitori egiziani, e questa cosa che Zanardo festeggi coi suoi amici il fatto che i nostri parenti persero i primogeniti, e le rane, e le cavallette, e il Mar Rosso, insomma, è una cosa un po' dura da mandar giù.
    Non è che vogliamo dire che Zanardo debba smettere di gioire per le nostre disgrazie, al massimo continuiamo a piagnucolare su qualche sito finché non si sentirà in colpa.

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  4. – Il fatto che tu non sia in grado di distinguere tra cultura e religione è un tuo limite, che dovresti accettare: tante altre persone sono capacissime. Comunque stai dando ragione a Cloroalclero.

    – La legislazione sull'antisemitismo (strisioni, scritte, ecc.) è piuttosto netta. Non così con l'anti-islamismo. Non provare a sostenere il contrario, hic spaeculum, hic rampica. Perché non vai a protestare per queste cose nei siti dei neonazisti? Tra l'altro troveresti un sacco di gente che in fondo la pensa come te.

    – Mi sono perso il pezzo in cui “difendo” il miracolo di Trani, dev'essere da qualche parte nella tua testa.

    – Anche il momento in cui si è parlato di “straordinari privilegi e protezione” (???)

    – Non hai partecipato al Risorgimento, fattene una ragione. Lo so, l'ebraismo doveva servirti per attribuirti meriti altrui. Non funziona così nel mondo vero, con le persone vere.

    – Nelle patrie galere ci sono tantissimi giocatori di briscola, mentre praticamente nessuno pratica il lacrosse. È ovvio che la briscola induce la gente a delinquere (questa fattela spiegare perché è un po' difficile).

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  5. E si vede che anche il leghista, incapace di distinguere tra cultura e religione, la pensa come Cloroalcoso. E idem per la Fallaci.

    Io rimango convinto che lo “sbilanciamento” tra Ebraismo e Islam, a favore degli ebrei, sia una roba che sta solo nelle fantasie. Le fantasie di quelli che hanno qualche problema con gli ebrei.

    Se pero' vuoi avviare una raccolta di firme per introdurre il reato di “vilipendio della religione islamica” in Italia (sempre che non esista gia'), auguri. La firmo anche io, eh.

    Ma non diminuira' di una virgola i discorsi razzisti. Ne' convincera' gli islamisti che gli europei sono buoni e bravi, ed i laicisti non ce la hanno con loro.

    Prova pure a condurre qualche “esperimento” in proposito.

    “Avete visto? In Italia adesso e' proibito offendere il Profeta!!!”
    “Yallah, ole', da adesso in poi permetto a mia sorella di levarsi lo chador quando va a far la spesa. Ma solo il mercoledi'”
    “Giusto, se poi anche l'Unione Europea approva una legge simile, io permettero' a quel frocio di mio cugino di vivere con il suo fidanzato ed anzi andro' al loro matrimonio, e inshallah mi radero' pure la barba!”
    “E se gli americani introducono quel reato nella loro legislazione… Ehm
    Noi, … io…, ecco: io riconoscero' Israele”
    “Ehi, attento, cosi' esageri, ricordati che quelli sono sionisti”)

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  6. > Immagina se nel bar del Veronese la ragazza avesse detto:
    > “Non sono musulmana, sono cristiana!”. Sarebbe importato
    > qualcosa, al suo aggressore?

    Eh, direi.
    Ma l'hai letta la notizia? Ah già scusa dimenticavo.

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  7. Tutti i discorsi sulla reciprocità sono discorsi ottusi, di gente ottusa. Noi non dobbiamo essere tolleranti per obbligare gli altri a diventarlo (non funziona): dobbiamo essere tolleranti perché è meglio per noi e per chi vive in mezzo a noi.

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  8. Leonardo e' un “contrarian” (gugolatevelo). Se tutti sono da una parte, lui sceglie di difendere l'opposto. E' un esercizio intellettuale rinfrescante da cui si impara spesso ma va preso con un granello di intelligenza.

    Il problema non e’ il diritto di raffigurare qualcuno. E neppure che alcuni detestino tali raffigurazioni. Dopo tutto, fosse solo quello, se da’ loro tanto noia, non pubblichiamole, aggiungiamole alla lista delle cose proibite e risolviamo il tutto, no? Il problema e’ il fanatismo associato all’intolleranza per quelle raffigurazioni. E’ difficile credere che chi proprio non possa tollerare delle vignette poi abbia un rapporto maturo con altri aspetti della convivenza sociale, che so, per dire, il ruolo della donna. La satira serve da grimaldello a buttare sale sulle ferite per mostrare che, renditi conto, stai perdendo le staffe per una vignetta. Forse hai anche altri tipi di problemi.

    Che poi la reciprocita’ vada ignorata non ha senso. Ovvio che un residente italiano deve godere di tutte le garanzie che le leggi gli accordano. Ma se ti faccio costruire la moschea, posso almeno chiederti se sei favorevole a far costruire le sinagoghe e le chiese nel paese di origine, vero?

    Si possono fare queste riflessioni senza essere con Salvini. Anzi, credo si debbano farle per non darla vinta ai Salvini.

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  9. Non sono un contrarian (ha ha ha ha).

    No, sul serio, ho opinioni molto banali e convenzionali su tante cose, e quindi non perdo tempo a scriverle. Scrivo soltanto quando mi sembra che nessuno stia dicendo le cose che penso io, e questo può dare la sensazione di bastian contrario che ha un senso solo nel 10% dei casi.

    Questa cosa della satira=grimardello vale anche all'opposto. Cioè, renditi conto, vuoi dare la vita per il diritto a mostrare le chiappe di un profeta? Forse hai un problema.

    > Ovvio che un residente italiano deve godere di tutte le garanzie che le leggi gli accordano.

    Non mi sembra così tanto ovvio, né sulle colonne di cronaca né nella legislazione.

    > Ma se ti faccio costruire la moschea, posso almeno chiederti se sei favorevole a far costruire le sinagoghe e le chiese nel paese di origine, vero?

    Puoi chiedermi qualsiasi cosa, ma perché devi farmi una domanda così scema? Posso fare un campo di tennis dietro casa mia ? Sì, ma posso chiederti se sei favorevole a farli nel tuo paese d'origine? Boh, sono io che decide cosa costruire o no nel mio paese d'origine? La mia opinione è così importante? Tu hai davvero questa impellente necessità di andare a giocare a tennis proprio nel mio paese, dove nessuno magari ha mai impugnato una racchetta? Ma tu poi ci giochi a tennis o è solo un test per capire se ti sono simpatico?

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  10. a) non sono pronto a dare la vita per il diritto a mostrare le chiappe di un profeta. Ma sono pronto a perdere dieci minuti per convincere qualcuno che dietro quel diritto se ne nascondono altri piu' importanti.

    b) “Non mi sembra così tanto ovvio, né sulle colonne di cronaca né nella legislazione.” Sono d'accordo, purtroppo e’ cosi'.

    c) Anche qui non vedi il punto. Non ho un'impellente necessità di andare a giocare a tennis proprio nel tuo paese ma come mi rispondi mi dice se le liberta' che domandi per te sei pronto ad erogarle ad altri in una situazione analoga, ma a ruoli inversi. Mi dice se, oltre a chiedere, legittimamente, rispetto per le tue idee, sei pronto a rispettare anche le idee altrui. E chi sa, magari nel rispondermi ti rendi conto che al tuo paese i tennisti non se la passano cosi' bene e, insomma, non ci avevi pensato, ma un po' e' ingiusto. E quando torni a casa lo dici ai tuoi amici. Sia mai, forse fra qualche anno, altri sviluppi politici ed economici permettendo, chi vorrebbe giocare a tennis nel tuo paese se la passa un po' meglio.

    p.s.: ho spostato il commento qui, l'avevo messo sotto per sbaglio.

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