Delenda Cologno

Revolution Will Be Televised

Non è che i quotidiani (quelli alla Feltri, intendo) non abbiano una residuale importanza, nell’ispirare qualche migliaio di boccaloni da bar e in generale la classe imprenditoriale meno lucida d’Europa.

Non è che internet sia un mondo perfetto, con le sue comunità sempre meno comunicanti con l’esterno, una specie d’agenzia che trova a tutti gratis la stanza dove tutti la pensano come te, ti danno ragione, approvano i tuoi elementi.

Però pantomine come quella di Forum, o di Lampedusa, o della rissa alla Camera, ce lo ricordano tutti i giorni: l’arma più forte, l’unica che rimane al Rais per convincere e convincersi di essere ancora in sella, è sempre lei: la televisione. Così banale? Sì, così banale, mi dispiace, ma siamo sempre qui. Scenette come quella della finta terremotata non si farebbero, se non funzionassero ancora così bene, nel 2011 (e il Gabibbo non rilascerebbe dichiarazioni all’Ansa). Forse altrove le cose stanno cambiando, forse davvero twitter o facebook stanno veicolando nuove rivoluzioni, nel qual caso sono felice per egiziani e tunisini, ma qui da noi va così: chi controlla le emittenze, controlla gli italiani. Non tutti? Va bene, diciamo che ne controlla abbastanza per fottersi del resto.

Perché tutto il resto – le proteste a Lampedusa, l’indignazione degli aquilani, il cipiglio allucinato di La Russa, il sorriso mesto e incredulo di Frattini – non esiste; o meglio, esiste per una fetta di italiani che rimane la minoranza. Una minoranza enorme, ma minoranza, a cui non resta che chiudersi nella sua stanza cartacea o digitale (o magari andare al cinema), a indignarsi un altro po’, che c’è sempre un motivo e ormai ci abbiamo preso gusto; ad aggiungere un’altra paginetta all’album delle figure di merda internazionali. Va così da vent’anni e non si vede francamente perché dovrebbe cambiare. I giovani, forse, man mano che si stancano dello scatolone di mamma e papà (che è sempre meno uno scatolone, ora è sottile e lucido come uno specchio, e succhia banda a internet). I giovani forse non ci cascano più come una volta, ma sono pochi.

Saranno vent’anni, ormai, che faccio questo discorso, e magari all’inizio esageravo. Di solito la risposta è sempre la stessa: spocchioso, elitario, tu offendi gli italiani, credi che siano cretini. Io non ho mai pensato che gli italiani siano cretini, più di me intendo. Si tratta di un semplice problema di input. Il più potente calcolatore mai costruito non troverà la soluzione corretta a un problema, se i dati che gli avete fornito sono errati. I cervelli per costruire ragionamenti complessi ce li abbiamo, in effetti non abbiamo altro (in effetti tutto questo rumore che sentite, questa frustrazione di fondo, non è la musica delle sfere, ma milioni di cervelli italiani che macinano a vuoto). Ma per elaborare una qualsiasi idea bisogna pur partire da osservazioni, da dati sensibili, ed è qui che siamo stati criminalmente truffati: tutto quello che la maggior parte degli italiani vede e sente passa ancora attraverso il diaframma televisivo, quella famosa calza davanti all’obiettivo. La vera agenda si stabilisce in tv, non in parlamento: vedi il modo in cui una situazione emergenziale ma tutto sommato non ancora drammatica come lo sbarco di profughi a Lampedusa è diventato la Priorità Numero Uno. Davvero, questi trucchetti, se non funzionassero, nessuno li farebbe più. Ma funzionano: e se non aumentano il consenso, comunque lo mantengono oltre il 50%, che è tutto quello che serve a Berlusconi e leghisti per rovinarci.

Oggi come vent’anni fa è la televisione che offre a Berlusconi la possibilità di costruirsi una realtà a suo piacimento dove Lampedusa può diventare la nuova Portofino. Il resto non ha nessuna importanza e forse costituisce soltanto una distrazione. I processi. Il dibattito parlamentare. La gente può anche andare a manifestare davanti al parlamento, o al Palazzo di Giustizia. Io nel 2011 resto convinto che l’Italia sia la nuova Romania, e che l’unica marcia veramente necessaria (e veramente pericolosa) sia quella su Cologno Monzese: e con mezzi ben più contundenti che le monetine. Ogni volta che scrivo questa cosa qualcuno si mette a ridere, va bene così. Ormai i giochi sono fatti, se siete d’accordo con me ormai lo siete da anni e non c’era nessun bisogno che leggeste tutto questo. Se invece non siete d’accordo, non lo sarete mai, ma per voi e per tutti voglio sempre restare il vecchietto rincoglionito che finiva tutti i discorsi con lo stesso ritornello. Perché insomma, io credo oggi come sempre che bisogna distruggere Mediaset.

28 Comments

  1. Io sono con te. Non c'è altra strada. E' inutile sperare che Berlusconi vada in galera, o roba simile. C'è solo da togliergli le tv, nient'altro. Tutto l'impero è costruito su un abnorme potere mediatico e su quasi nient'altro.

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  2. Sono d'accordo – e da sempre in effetti – che la chiave del (residuo) potere di Berlusconi sia la tv. Ma su una cosa la vedo in modo un po' diverso da te. Nonostante tutto, anche se la maggioranza degli italiani è in coma profondo, non voterebbe per lui in questo momento (non l'ha fatto neppure alle ultime elezioni, a ben vedere). E, anche per questo motivo, è possibile che cada senza che si debba marciare su Cologno. Certo che se, dal giorno immediatamente successivo alla caduta, non si comincera' a smantellare la macchina televisiva, sara'fin troppo facile per qualcun altro prenderne il posto (e un paio di idee su chi possa essere ce l'ho, e mi fanno venire i brividi).
    P.S.: credo intendessi La Russa, parlando di cipiglio, e non Gasparri.

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  3. Distruggere Mediaset forse è un po' troppo. Ci sono, nonostante tutto, delle brave persone che lavorano anche lì dentro e non è che questo paese offra molte alternative. E' il suo ruolo da “Cinegiornale LVCE” che deve essere annichilito. Assieme a tutto l'altro armamentario lobotomizzante distribuito sulle reti radiotelevisive private e pubbliche.

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  4. D'accordo, evidentemente. Se la Repubblica è nata dall'antifascismo, ciò che verrà dopo di lui dovrà nascere dall'anticoncentrazione mediatica. Suona meno epico, ma questo è il succo di tutta la faccenda. Ormai non è neppure questione di legge antitrust. Mediaset si trasformerebbe in un comitato elettorale (ben peggio della Fox) per un gruppo dirigente a lei vicino (capitò già con Craxi, in effetti) e saremmo praticamente da capo. Per cui va s-m-a-n-t-e-l-l-a-t-a e rivenduta a tranci a diversi soggetti. In Italia non esitono i capitali necessari? Va benissimo l'estero. E' un esproprio? E' un esproprio. E' un atteggiamento vendicativo? E' un atteggiamento vendicativo.

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  5. Tra parentesi, qualcuno ha una tesi sul perchè Prodi non abbia fatto saltare le tv a Berlusconi col C4 la prima volta che ha vinto le elezioni? Colluso? Coglione? Colluone? Cogliuso?

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  6. Sono con stefano: perché la sinistra non gli ha tolto le tv quando poteva farlo? Mi sembra che non solo nessuno offra una risposta o almeno una tesi, ma nessuno, giornalisti, politici, attivisti vari, pone la domanda fatidica: di che accordo parlava violante alla camera tempo fa? Perché qualcuno non fa questa domanda a baffino con la determinazione del cronista inglese che intervista frattini?

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  7. condivido pienamente leonardo e quasi tutto degli altri post….un solo problema visto che le sentenze -3 della corte costituzionale- per lo smantellamento di mediaset già esistono (parziale è vero…riguarda solo rete 4):CHI MANDA I CARABINIERI PER LA CHIUSURA?

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  8. Ciao, sono un espatriato da sempre, dunque non capisco certe cose della politica italiana; allora vi chiedo una spiegazione.
    All'ultima fiducia di Berlusconi ci sono stati degli incidenti, i quali sono stati ripudiati dalla sinistra. D'altra parte, hai scritto Leonardo, bisogna distruggere Mediaset. Bravo, sono d'accordo. Peró…
    COME fai? Tu prendi con cura le parole che usi, e anch'io lo faccio. COME fai a distruggere Mediaset? distruggere sembra qualcosa di antidemocratico, qualcosa che non é in grado di fare il partito democratico. Chiedi a Prodi? é un democristiano! per caritá!
    Vuoi usare gli esplosivi? d'accordissimo, ma non riuscite a garantire la sicurezza alle vostre manifestazioni, e volete gli esplosivi?

    Forse la sinistra italiana dev'essere piú di sinistra. Il problema é che non si tratta di sinistra dall'inizio: il PD NON É un partito di sinistra. Neanche ha il prefisso “social-“, ragazzi. Non chiedete pere ai castagni…

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  9. Hai ragione da vendere sulla televisione. Mi permetto solo di aggiungere una considerazione. Se B. si trova a Palazzo Chigi, la colpa (o il merito…) è di quegli italiani che lo hanno votato e che ancora oggi, in tanti, lo difendono a spada tratta. Lui ha avuto il merito (merito?) di capire che l'italiano-medio si riconosce in lui perché è “culturalmente”(antropologicamente) come lui. L'Italia è finita nel ridicolo e non ne uscirà fino a quando non saranno gli Italiani a cambiare.

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  10. Disseppelliamo il Risorgimento, rievochiamo la resistenza, riesumiamo lo spirito migliore, partecipativo e pacifico degli anni Settanta: svegliamoci e assaltiamo la nostra Bastiglia. Invadiamo le piazze chiedendo le dimissioni, pretendiamo dall'opposizione un nuovo giuramento della Pallacorda. Questo governo non rappresenta più il paese. Basta.

    Iniziamo a raccogliere le adesioni. Anche da qui, dai blog (i partiti, dietro di noi).

    «Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata»
    (Margaret Mead)

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  11. La sinistra non gli ha tolto le tv perché D'Alema voleva farci insieme il “paese normale” con tanto di “riforme” passando sopra ai giudici e presiedendo la Bicamerale.

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  12. Magari si potesse. Ma come? Una distruzione vera e propria, chirurgica, credo che sarebbe possibile nel rispetto della legalità solo se si scoprisse che Mediaset è qualcosa di simile alla P2 o anche peggio: e cioè una organizzazione economica con infiltrazioni criminali, dalla condotta illegale, con intenti sovversivi ed antidemocratici. Ok, va bene, lo sappiamo tutti che è davvero così, ma grande parte dei processi che la riguardavano sono naufragati e quelli a venire non andranno meglio.

    Ci vorrebbe una commissione parlamentare di quelle storiche, ma in Parlamento non ci sarà mai una schiacciante maggioranza antiberlusconiana finché esisterà Mediaset. Nel frattempo la quotazione in borsa è venuta a complicare le cose, perché una azione diretta colpirebbe anche i risparmiatori. Insomma: tocchiamo Mediaset e minimo scoppia una guerra civile con Marina a seno nudo sulle barricate e Luigi che concede benedizione e paradiso alle casalinghe kamikaze pronte a farsi saltare in aria a Sanremo.
    Forse c'è da sperare nella competizione degli eredi al trono: che si facciano fuori tra di loro mentre i generali e gli eunuchi si spolpano tutto. Ma poi magari scopriamo che Berlusconi è stato l'ultimo a tenere insieme il paese, come Tito. E che faranno i poteri forti? La chiesa? Gli Apparati dello Stato? La mafia? Brrr.

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  13. Desumendo che 'distuggere mediaset' sia una metafora per evidenziare quanto la tv privata del premier vada effettivamente bilanciata da una tv statalista degna di questo nome, sottolineo purtroppo come usare parole che bene o male portino a pensare a soluzioni violente sia uno sbaglio: così facendo facciamo il gioco del nostro nemico. Vinciamo le elezioni, punto.

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  14. Ho un conoscente che lavora a mediaset, un lavoro tecnico non di immagine. Mi ha raccontato che è entrato senza nessun aggancio ma semplicemente mostrando il suo curriculum. Secondo me la maggior parte delle persone che lavorano a mediaset sono soltanto gente ordinaria che fa il proprio mestiere.
    Dubito che assaltarla serva a qualcosa.

    Saluti
    Mauro

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  15. Che palle con la storia che senza Mediaset si perderebbero posti di lavoro e ci sarebbe tanta gente brava a spasso: non è che tolta Mediaset la gente non guarderà più la televisione (anzi magari!), il posto di Mediaset verrà rimpiazzato da più attori che forse si faranno concorrenza e quindi ci saranno più opportunità per tutti. Lo giuro sui miei figli!

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  16. Secondo me occorrerebbe convincere almeno una parte di quel 30% e più, sfiduciati della politica, che si ostinano a non esprimere il proprio voto al momento opportuno. Lo si potrebbe fare con programmi credibili, liste credibili e, soprattutto, persone credibili.
    Insomma i partiti del così detto centrosinistra dovrebbero darsi una mossa.

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  17. Tangenziale Est di Milano: sono due i simboli del nostro declino morale, culturale, civile, da riciclare come rifiuti speciali. La torre di Mediaset e la cupola con angelo dorato, il mausoleo kitsch del San Raffaele.

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