Dalla parte del consumatore

Riceviamo e, con un certo imbarazzo, pubblichiamo:

Cara redazione del blog Leonardo,

sono un vostro affezionato lettore, a cui ogni tanto date qualche dispiacere. Ad esempio in questi giorni, quando anche voi è capitato di chiamare Berlusconi con quell’appellativo, “puttaniere”, che in bocca ad alcuni di voi suona come il colmo dell’infamia. Ecco. Anch’io sono un puttaniere. Non mi offendete certo, se me lo dite. Invece, sapete in che modo mi offendete? Paragonandomi a Berlusconi.

Non fraintendetemi. So benissimo che B. è, tra le altre cose, un puttaniere, ma vorrei che capiste che definirlo così è riduttivo, esattamente come sarebbe riduttivo definire Bin Laden un “musulmano”, o Hitler un “capo di Stato tedesco”. Solo un’infima percentuale dei musulmani dirottano gli aerei, e non tutti i capi di Stato tedeschi sono dediti al genocidio. Allo stesso modo, essere puttanieri non significa quasi mai giocare al bunga bunga con una decina di ragazze alla volta, usando ministeri e scranni parlamentari come merci di scambio. È un modo molto distorto di riferirsi alla mia categoria.

Io sono un puttaniere, sì. Non lo dico per vanto. In effetti, potrei anche vergognarmene. Ma mica per via dell’educazione cattolica o cose del genere. Potrei vergognarmene perché è un vizio costoso e fine a sé stesso, così come ci si vergogna di fumare o collezionare libri. Ma soprattutto, mi vergogno, in questi giorni, di avere questo vizio in comune con quella persona lì.

Adesso vi ha detto che è orgoglioso di essere quello che è (un puttaniere, appunto), e che è meglio essere così che essere gay. E tutti si sono messi dalla parte dei gay. E a noi puttanieri, chi ci pensa? Sul serio, siamo una categoria anche noi, con i nostri diritti e le nostre rivendicazioni. Ma ogni volta che quell’uomo salta fuori col suo orgoglio puttaniere, ci danneggia. Molto più di quanto danneggi i gay. Ogni parola che dice in difesa del suo stile di vita è un passo indietro per la nostra categoria. Ci avete mai pensato? Berlusconi ci fa perdere la faccia.

Per inciso, io non credo che avere il mio vizio sia “meglio” di essere gay. Molti dei miei migliori amici sono senz’altro gay. Magari anch’io lo sono. Sono un medio puttaniere italiano. Chi credete che io sia? Come mi immaginate?

Se continuate a raffigurarmi come un miliardario ottantenne che può avere tutto quello che desidera, non mi capirete mai. Non è del tutto colpa vostra, non ci sono statistiche serie. Ma fidatevi se vi dico che potrei più facilmente essere un adolescente timido che vuole capire come funziona il sesso. Molto più spesso, un padre di famiglia annoiato. O un gay represso, appunto. Nella fattispecie, sono un cinquantenne calvo e molto brutto. Il sesso mi è sempre piaciuto, ma io non sono mai piaciuto a nessuna donna. Gratis. Non ne faccio un dramma, è andata così. Brutti si nasce. E poteva andarmi peggio.

Anzi, tutto sommato sono stato fortunato. In altre epoche, in altri continenti, chi è brutto non ha nessuna speranza. Ma io mi sono trovato brutto nel bel mezzo di un enorme fenomeno di migrazione globale, un rimescolamento umano senza precedenti. Senza essere particolarmente dotato finanziariamente, mi sono ritrovato in un Paese invaso pacificamente da centinaia di migliaia di donne di tutte le razze, tutte più povere di me. Donne che, in una situazione normale, non mi avrebbero degnato di uno sguardo. Invece i miei euro li guardano volentieri. Io non gliene faccio certo una colpa, perché dovete farla voi a me?

C’è chi dice che le sfrutto, è buffo. Qualcuno che le sfrutta c’è, ma io davvero no, in coscienza non lo credo (sì, alcuni di noi hanno una coscienza). Io lo so che c’è gente che fa il mestiere perché è costretta – africane soprattutto – e con loro non ci vado (se non altro perché non mi ci diverto). Se avete internet, probabilmente siete in grado di farvi un’idea della tariffa media oraria. E quindi sapete benissimo che ci sono ragazze sudamericane, o dell’Europa dell’est (o italiane), che in un giorno prendono quello che prenderebbero in un mese lavando il sedere a mio padre infermo, o pulendomi la casa. Guadagnano anche meglio di me, e io sono un italiano con un posto fisso. Però nessuno le costringe… nessuno, a parte la famosa mano invisibile del mercato. Di sicuro non le costringo io. Anzi. Coi soldi che verso in sei mesi c’è gente che giù in Brasile o in Ucraina si paga il mutuo, compra libri e vestiti ai bambini, mette in piedi un’attività… Non è “sfruttamento” più di quanto lo sia qualsiasi scambio di denaro e prestazione.

Io so che questa cosa è difficile da accettare per molti di voi. Le donne, soprattutto. Non so esattamente perché, ma per molte donne è così. Non avendo mai avuto bisogno di pagare per godere, giudicano male chi lo fa. Io non ho mai avuto bisogno di pagare (per ora) perché qualcuno mi aiutasse ad alzarmi da letto o a fare una passeggiata nel parco, ma non disprezzo certo chi lo fa. Siamo tutti abituati a lavorare col nostro corpo, a consumare il nostro corpo lavorando, ad abusare del corpo di chi lavora per noi. Io sto otto ore davanti a un terminale, e in trent’anni ho perso cinque gradi di vista. Se fossi un operaio mi sarebbe venuto un qualche cancro ai polmoni. Siete mai entrati in una fornace? Otto ore a cinquanta gradi? Non è vendere il proprio corpo? Sì. È inumano, indecente, ma si fa. Tutte le parti dei nostri poveri corpi le vendiamo e compriamo tutti i giorni. Tranne culo e vagina, quelli in teoria no. Sono un tabù.

È da una vita che la sento, questa storia. Puoi vendere le tue mani, la tua vista, la tua intelligenza. Si chiama “lavoro”. Ma se vendi culo e vagina sei una brutta persona. Culo e vagina non dovrebbero essere merce di scambio. Culo e vagina si dovrebbero regalare solo alle persone che si amano. Una cosa molto romantica; a me, però, non mi ha mai amato nessuno. E quindi? Lo chiedo a voi, care signore, femministe o no: cosa deve fare un uomo molto brutto che ha una naturalissima voglia di vagina o di culo? Morire senza averli mai toccati?

Certo, sarebbe stato bello se un giorno una di voi avesse deciso di offrirmi la propria vagina così, per simpatia. Anche solo per salvarmi dall’orrendo baratro del sesso a pagamento. Purtroppo non è mai successo. Voi che sostenete che la prostituzione sia un difetto che va risolto alla radice, che bisogna entrare nel cervello del puttaniere e spiegargli che scambiare soldi per vagina è sbagliato – voi a me gratis però non l’avete mai data, e mai me la darete, e in più vorreste anche togliermi il vizio di pagarmi una mezz’ora di Ungheria alla settimana. Vi credete anche molto progressiste in questo. In realtà siete portatrici dello stesso razzismo istintivo di quando mi scansavate al ginnasio. Fosse per voi, ai brutti sarebbe semplicemente fatto divieto di scopare. E io invece scopo, alla faccia vostra. Finanzio un enorme mercato sommerso, e lo finanzierei anche se emergesse (anche se mi divertirei un po’ meno, lo ammetto).

Non farò la marcia dell’orgoglio puttaniere – ripeto, non sono particolarmente orgoglioso di quello che faccio. Non più delle schifezze che mi piace mangiare e delle sigarette che mi va di fumare. Non chiedo il vostro rispetto: disprezzatemi pure, se vi fa sentire migliori e a vostro agio con le parti del vostro corpo che avete recintato e messo fuori commercio. Vi chiedo solo di lasciarmi scopare quando mi va, perché scopare non dico sia un diritto, no, ma è una cosa naturale che ogni tanto posso aver voglia di fare senza far male a nessuno; e vi chiedo di non confondermi sempre col mostro di turno, col miliardario sessuomane o l’assassino seriale o lo stupratore. È vero, alcuni di noi sono assassini, stupratori, e perfino politici miliardari indegni del loro ruolo. Ma io sono una persona normale, che di rovina gli occhi e la schiena facendo una o due ore di straordinario per pagarsi una mezz’ora di allegria al sabato pomeriggio. Pensate anche a me, quando volete fare le vostre considerazioni sul puttaniere medio. Non solo a Berlusconi. Anzi, pensate un po’ più a me che a lui.

170 Comments

  1. @Coco

    Suppongo che tu abbia le stesse riserve nei confronti di chi fa ad es. il massaggiatore di lavoro. Se massaggiasse il suo partner alla fine della giornata di lavoro, avrebbe, indubbiamente secondo la tua logica, la sensazione di fare qualcosa che ha connessione con quello che fa per campare.

    Ma si puo' continuare. Stesso vale per la segretaria che aiuta il ragazzo a formattare un documento e per l'idraulico che rimette a posto il rubinetto alla ragazza.

    Quello che si sostiene qui e' che queste sono scelte che attengono a ciascuno individuo e non si vede perche' altri debbano metterci bocca. Ovviamente tu sei liberissima di pensare che fare la tale attivita' X sia immorale e puoi anche venirmelo a dire. Pero' poi basta, se due individui si scambiano una merce e nessun altro, eccetto che per le sue preferenze morali, ne viene danneggiato, non puoi loro proibire tale scambio. Questo per le stesse ragioni per cui io non ti posso proibire di comprare il prosciutto in una bottega che secondo me offre solo prosciutto di pessima qualita'.

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  2. IO non ti posso proibire di comprare il prosciutto in una bottega che secondo me offre solo prosciutto di pessima qualita'? a parte che se il prosciutto è avariato e ha il botulino, io ti proibisco di venderlo,
    ma soprattutto se il bottegaio viene bastonato da un datore di lavoro aguzzino (e le mani addosso gliele metti un po' pure tu) che poi si fotte tutto l'incasso e chiude in una cella il poveraccio, allora io te lo proibisco eccome
    se poi non sei sicuro se il bottegaio dopo che sei uscito viene bastonato o no, bò, forse si forse no, e tu ci vai uguale perchè il prosciutto costa poco, tanto dopo che sei uscito non ne sai nulla, allora sei una merdaccia
    se poi uscendo tutto contento ci aggiungi pure che si, forse il tipo viene menato e sfruttato, ma dopo tutto che da mondo è mondo i datori di lavoro approfittano dei dipendenti e quindi le bastonate un po' sono “naturali”, magari se le meriterà pure…
    ecco che il capolavoro di ipocrisia e collusione è completo
    e sono 3000 anni che viene fatto

    sempre + delusa

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  3. Guarda, se c'è il botulino puoi vietare il botulino; se ci sono le bastonature puoi vietare le bastonature; ma il commercio non lo puoi vietare; puoi far finta che sia vietato, come succede in alcuni Paesi ipocriti dove a causa della clandestinità è molto più difficile trovare botulini e bastonature. Ma non puoi impedire a una persona di gestire il suo corpo (a meno che non la stai sequestrando tu).

    Poi c'è sempre questa idea che il puttaniere non riesca a capire se la persona che ha davanti è sfruttata o no. Un deficiente. Esistono anche i deficienti, ma il Gino in questione perché dovrebbe esserlo?

    Esisteranno puttanieri che fanno finta di non vedere lo sfruttamento, così come esistono moralisti che fanno finta di non vedere il commercio. In mezzo a tutti questi finti interessati che distolgono lo sguardo, ci sono uomini e donne che cercano di concludere transazioni soddisfacenti per entrambi. Io continuo a citare questo pezzo di un ex operatore, che mi ha insegnato qualcosa:

    Benissimo. Però è anche tempo che Amato, la Chiesa, Camarca e tutti quelli che inveiscono contro i clienti prendano atto del fatto che nessuno in Italia ha mai “salvato” tante prostitute quante i clienti. Nessun prete. Nessun servizio sociale laico e comunale come il mio. La quantità di ragazze che esce dalla strada grazie a un cliente innamorato che: le sposa/ denuncia gli sfruttatori/ospita la ragazza è enorme. E senza dubbio è la più grande risorsa di cui disponiamo. Poi c’è l’altra categoria di cliente. Quello violento/rapinatore/stupratore/assassino ecc. Vediamo un po’: secondo voi cercare di spingere il cliente nella clandestinità quale delle due tipologie favorirà ?

    Ah, e poi chiedo scusa per il modo sbarazzino con cui tiro fuori la parola “femminismo”, perché ci sono anche femministe che riconoscono la dignità delle sex workers in quanto tali, e voglio sperare siano la maggioranza.

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  4. ma che bel quadretto idilliaco. clienti cuordoro che salvano le prostitute, clienti giudiziosi che si informano meticolosamente prima di andarci, prostitute che serene mettono i loro annunci senza che il racket le intercetti dopo 10 minuti (sono troppo occupati a intercettare i lavavetri, che si vede che rendono di +), uomini e donne che concludono felicemente transazioni eque per tutti, pure femministe che ti mettono a posto la coscienza. manca solo biancaneve che ti dà la buonanotte, magari con le autoreggenti.

    altro che delusa

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  5. Leonardo, sono sotto shock. Davvero riesci ad immaginarti una situazione in cui TU desidereresti prostituirti? Dai, in fondo si guadagna di più che fare l'insegnante…
    Sono dispiaciuta che tu usi la tua ars retorica per giustificare un fenomeno come quello della prostituzione che (finché non sarà legalizzata e sottoposta a controlli e forse nemmeno allora, non completamente) ha a che fare con la VIOLENZA, LA SCHIAVITU', LA TORTURA (http://femminileplurale.wordpress.com/2010/02/10/prostituzione-schiavitu-e-tortura/). Si dice poi che ci sono donne che lo fanno per “libera scelta”. Anche questo è da vedere (http://femminileplurale.wordpress.com/2010/10/06/solo-quando-hai-delle-opportunita-hai-delle-scelte/). E in ogni caso, è come dire che esiste il cigno nero, e abbandonare tutte le altre al loro destino di schiave, torturate e stuprate. Ogni volta che vedi una donna che batte vedi una vittima del ragionamento che hai difeso, purtroppo, così bene. Hai il diritto di pensarla come credi e di metterti dalla parte dei carnefici (o consumatori di esseri umani, come preferisci), ma la stima che avevo per te cambia da questo momento.

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  6. un ultima cosa:
    il pappone è SEMPRE più furbo del puttaniere. sa che al puttaniere piace credere che la donna non abbia sfruttatori, sa che il puttaniere non vuole pensieri (come il pisello) perchè gli si rovina lo svago. il puttaniere è sempre convinto che non ci siano papponi di mezzo (e quasi mai se ne preoccupa in realtà) e il pappone fa di tutto perchè questa convinzione rimanga-anche perchè, guarda un po', fare il pappone è reato….e secondo te la prostituta te lo viene a dire a te, che ha il pappone che la mena.

    mi sa che tu non hai idea di cosa hanno sopportato le donne negli ultimi millenni, senno non saresti cosi concentrato sui diritti di gino

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  7. La fallacia e' qui: “Solo quando hai delle opportunità, hai delle scelte”.

    Se Gina sceglie di prostituirsi per non morire di fame, sempre di scelta si tratta! Un'opportunita' l'aveva: morire di fame. Ora te dici che quella e' un'opzione terribile e sono d'accordo con te. Ma il punto e' che lei decide, liberamente, di prostituirsi piuttosto che morire. Proibiscile di prostituirsi e lei morira'. O, d'altra parte, se Gino ti legge, si convince della sua immoralita' e a prostitute non ci va, a queste condizioni Gina muore di fame, rigirala come vuoi.

    Dobbiamo sforzarsi di dare a Gina una terza, migliore, opportunita'? Certo, anche se con centinaia di milioni di poveri non e' facile. Dobbiamo difendere Gina dai papponi? Sicuramente, e qui e' la cosa che mi fa incazzare di piu': queste vendono il loro corpo e poi danno la maggior parte dell'incasso al pappone perche' la legge non le tutela. Su questo dovreste incazzarvi.

    Dovete leggere, e rileggere, cio' che ha scritto Leonardo: “Poi c’è l’altra categoria di cliente. Quello violento/rapinatore/stupratore/assassino ecc. Vediamo un po’: secondo voi cercare di spingere il cliente nella clandestinità quale delle due tipologie favorirà ?”

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  8. “se poi non sei sicuro se il bottegaio dopo che sei uscito viene bastonato o no, bò, forse si forse no, e tu ci vai uguale perchè il prosciutto costa poco, tanto dopo che sei uscito non ne sai nulla, allora sei una merdaccia”.

    OK sempre + delusa xké nn dai della merdaccia a quel 99 virgola % (compresa tu) che non compra esclusivamente pummarola equa&solidale e quindi può far finta che i pomodori non vengano raccolti dagli immigrati schiavizzati che subiscono “la VIOLENZA, LA SCHIAVITU', LA TORTURA” (come dice isa)?
    Se poi mangiando gli spaghetti pensi che “dopo tutto che da mondo è mondo i datori di lavoro approfittano dei dipendenti e quindi le bastonate un po' sono “naturali”, magari se le meriterà pure” il pomodoraro, dovresti toglierti il saluto: sulla dignità umana mica si scherza, non vorrai commuoverti di meno solo perché le persone sfruttate in questo caso hanno un pisello.

    tibi

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  9. @Mente superiore

    rendi onore al nick che ti sei scelto e rileggiti ciò che ho scritto, e scoprirai che non ho riserve verso chicchessia nè ho mai tacciato niente e nessuno di “immoralità”. Non ho tranciato nessun giudizio su Gino, al limite ho ipotizzato che un po' “se la racconta”, perchè non riesce a fare altrimenti.

    Hai mancato così tanto il punto del mio intervento che neanche io a freccette, guarda.

    Se poi per te massaggiare una schiena, formattare un disco o riparare un rubinetto hanno la stessa valenza emotiva (leggi bene, emotiva, non morale) di una scopata, beh, contento te.

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  10. Io sono contento che molti qui hanno capito che la prostituzione è sempre sfruttamento. finché non sconfiggeremo la tratta delle schiave. anzi, probabilmente bisogna sconfiggere il mercato mondiale. quel giorno la prostituzione non sarà più sfruttamento e gino finalmente potrà scopare. è un peccato che non abbia pazienza.

    Comunque se ci sono donne che la pensano così, mi chiedo cosa facciano di concreto contro la schiavitù la tortura eccetera. Perché almeno coi pomodori puoi scegliere la filiera corta, ma le donne non hanno scelta perché nella maggior parte dei casi non sono clienti, quindi a parte fare la morale ai maschi cosa possono fare?

    L'unica cosa che mi viene in mente, ma sarà un'idea fissa mia, è cominciare a fare sesso gratis con molti uomini come gino. Se gino avesse molte possibilità non pagherebbe più e la prostituzione perderebbe molti mercati. non fa una grinza sul piano economico.

    Quindi sul serio non capisco, tutte queste che non sopportano la schiavitù, cosa aspettano a fare qualcosa di concreto, invece di stare qui a fare la paternale a dei maschi i quali, vi garantisco, non sanno assolutamente dove ficcarsela

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  11. La notizia a questo punto probabilmente è che c'è praticamente l'unanimità per la legalizzazione della prostituzione.

    Che quasi nessuno condanna Gino in quanto “puttaniere” – ma molti gli contestano di “raccontarsela” un po'. Non perchè lo si consideri un deficiente incapace di riconoscere uno stato di schiavitù conclamata, ma perchè ostenta una sicurezza di restare sempre al di fuori della zona grigia che -almeno a me- continua a non convincere.
    Mi resta l'interrogativo che ponevo ipoteticamente a Gino – se qualche eventuale puttaniere vero potesse raccontare come fa, in un contesto di illegalità in cui è alquanto difficile intraprendere la carriera di libera professionista, gliene sarei grato. Mica per dargli torto: è che qualche strumento in più per isolare il mercato del sesso fatto di scelta “libera” e sufficientemente privo di sfruttamento e degrado potrebbe essere un buon punto di partenza per un “consumo consapevole” anche in questo mondo così complicato e violento.
    (personalmente ci credo poco, ci son questioni culturali enormi, ma non sarebbe la prima volta che mi sbaglio per pessimismo)

    Leo, nella difesa del cliente -che mi sembra abbastanza dondivisa- citi il pezzo sul salvataggio della prostituta. Appunto, si tratta soprattutto della starda, e di un cliente consapevole dello sfruttamento – situazione ed atteggiamento diverso da quello di Gino. Che forse potrebbe aiutarci a distinguere meglio

    Sull'azzardato paragone, avanzato da diversi interventi, coi pomodori o le arance, non ho statistiche nazionali ma solo esperienza personale. Forse non statisticamente rilevante, ma Che mi ha convinto che nei gruppi d'acquisto (più o meno) solidali ci sia una sensibilità molto più alta della media anche, ad esempio, sulla tratta, mentre alla'altro estremo chi si fa il puttan tour (e magari critica una presunta ipocrisia di chi qualcosa nel suo piccolo fa) se ne fotte (scelta lessicale appropriata, direi) tanto della prostituta schiava quanto del bracciante di Rosarno.

    Interessante il dibattito, al netto di qualche intervento eccessivo – segno della complessità e delle esperienze che tocca anche un quello che in fondo era un assunto, per parlar d'altro, in post sostanzialmente “leggero”.
    Tra gli spunti anche il sospetto di una certa involuzione culturale nella questione femminile, e non solo; ma non è questo il luogo per aprire altri fronti (per dire -un po' s'interseca ma non è ne prostituzione nè mercato- in altri paesi più aperti ci sono anche sperimentazioni delicate ma interessanti di “ausili sessuali” prescritti dallo psicologo, mentre da noi al massimo facciamo -pur importanti- convegni sulla sessualità dei disabili, per togliere quell'alone di tabù all'argomento)

    Mi sembra che alcuni continuino a liquidare come moralismo e condanna bacchettona per il puttaniere interventi che non lo erano e probabilmente meritavano altra considerazione.

    Voglio ricordare anche quest altro bellissimo post -sempre di cragno-
    http://piste.blogspot.com/2008/09/peggior-blog-andato-puttane.html
    Così. perché merita tuttora.

    Ho avuto il piacere di ascoltare di persona Pia Covre (un vero personaggio) ed altre sex worker italiane. Proprio grazie ad incontri organizzati da queste associazioni che si occupano di tratta e di violenza di genere:
    più approfondisco, meno certezze ho (salvo un minimo di pudore sulle sentenze sulla pelle altrui). Anche per questo diffido (troppo?) di chi ha pochi dubbi.

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  12. Ho letto il post e una parte dei commenti; decisamente interessante, ma anche io non nascondo che certe tesi di leonardo mi mettono alquanto a disagio. Da un lato sono d'accordo sul fatto che se uno vuole vendere il proprio corpo e la sua è una scelta libera e autonoma, nessuno può immischiarsi. Però questa è quasi un'ovvietà e infatti mi pare che nessuno te l'abbia contestata. Il problema è che alla prova dei fatti le cose non vanno proprio così, mi sembra che la realtà sia ben più dolorosa. Mi sembra poi che mettere una riga netta- di qua le prostitute libere, di là quelle che sono sfruttate in varie forme- sia molto difficile. La prostituzione c'è e forse ci sarà sempre, ma è troppo contigua allo sfruttamento per esser considerata un commercio come gli altri. Almeno allo stato attuale.Capisco bene- e condivido- il desiderio di leonardo di stigmatizzare certe forme di paternalismo in cui ci si immischia troppo nelle scelte altrui. Ma tra il rischio di un eccesso di paternalismo e il rischio di un eccesso di sfruttamento, crimine e sofferenza inflitta a dei soggetti deboli, io preferisco il primo.
    Insomma, capisco le lamentele di chi ha criticato il post: la sensazione di una certa sottovalutazione dell'emergenza umanitaria legata alla prostituzione, e in particolare alla prostituzione “migratoria”, c'è.

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  13. sulla legalizzazione: non mi risulta che in italia prostituirsi sia reato. Induzione e sfruttamento si, ma che io sappia (non sono molto informato, ammetto)la prostituzione non è reato

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  14. @ultimo Anonimo
    Per legalizzazione della prostituzione si intende non solo che non si devono sbattere in galera le prostitute (…) ma che le prostitute si possano riunire in associazioni, che debbano essere seguite da servizi sociali e sanitari, che dichiarino i loro redditi, ect. Vedi Germania.

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  15. non so, non trovo credibile questa prosa da puttaniere simulato. ci leggo una naiveté che non mi convince: forse, come ha commentato qualcuno, si basa su un'idea troppo astratta della prostituzione. D'altronde non credo si possa fare di meglio, parlando da un punto di vista cosi generale.

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  16. ***Gino parte 1*****
    Ciao a tutti, sono Gino, il puttaniere tanto criticato in questi commenti solo perchè pretende di andare a mignotte e poi dormire tranquillo la notte…mentre a vostro dire dovrebbe tormentarsi insonne pensando al male che fa a quelle donne, allo sfruttamento che alimenta e mantiene. Dio mio possibile che del cattolicesimo che vi hanno inculcato da bambini vi sia rimasto soltanto il moralismo cieco e spietato, e nemmeno un po' di pietas cristiana???

    E' facile riempirsi la bocca di giudizi quando si ha una vita sessuale (più o meno) appagante; ma vorrei proprio vedervi se foste me; Gino, un maschio che non può fare sesso gratis. Si dice che la maggior parte dei puttanieri siano dei porcelloni che non si accontentano di mogli e fidanzate: non ho statistiche sotto mano ma posso dirvi che se io avessi una compagnia ne farei tranquillamente a meno, perchè andare a prostituite non è bello nè divertente; è solo un triste surrogato di un mondo fatto di contatto tra persone che a noi per sorte è negato. Escludendo i porcelloni a cui ho fatto cenno, noi clienti di prostitute ci dividiamo sostanzialmente in 3 gruppi:

    -Pochissimi disabili: a cui per motivi comprensibili nel 99% dei casi una sessualità gratuita è negata. Sono pochi, vanno negli appartamenti, spesso accompagnati da parenti aperti di mente, e penso che anche i più talebani di voi possano capire l'inevitabilità di questo consumo. In Svizzera esiste un servizio dedicato a loro, di prostitute specializzate che agiscono nella più completa legalità.

    -Pochi bruttissimi: facile dire che il brutto può curarsi di più, andare in palestra o puntare sulla personalità. Difficile farlo se sei un obeso grave, un minidotato o uno con una faccia inguardabile. Spesso a problemi fisici corrispondono problemi di autostima risolvibili con lunghe terapie ancora più care dell'escorting…e durano anni, durante i quali c'è comunque bisogno di fare sesso.

    -Moltissime persone con problemi relazionali. Sociofobici, evitanti, gente con problemi di autostima, timidi cronici: se sei una donna qualcuno prima o poi si accorge di te e ti tampina; se sei uomo no. Pensate alle vostre classi di scuola superiore, in ognuna sicuramente c'erano due o tre sfigati, quelli che giocano ai giochi di ruolo e stanno sempre da soli o con amici della stessa pasta. Bene, come è evidente dalla dicitura sfigato (colui che non ha figa), costoro non scopano. Non lo fanno a sedici, non lo fanno a venti, non lo fanno a trent'anni. Alcuni reprimono completamente l'impulso sessuale diventando asessuali, ma la maggior parte no, vivono con i desideri di tutti e sentono crescere il testosterone nel loro corpo, finchè dopo anni passati a non sapere che emozione sia appoggiare la propria mano su una schiena nuda, cedono. Vanno a prostitute. La prima volta ti fai schifo, perchè la società ti dice che sei uno sconfitto, e perchè pensi alle donne sfruttate. Ma ne hai bisogno perchè se non lo fai il testoterone ti va nel cervello, non ragioni più diventi aggressivo, e così ti arrendi e lo fai.

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  17. ************Gino parte 2********
    Per cercare di dormire la notte, per non avere quei sensi di colpa che voi moralisti vorreste farci venire (ottenendo una nostra maggiore tristezza ma non una diminuzione, impossibile, del consumo) col tempo si legge, ci si informa, si cerca di capire quali siano quelle meno sfruttate. Così si evitano le nordafricane costrette dalle mammane, e ci si affida alle rumene e ungheresi, in appartamenti, ragazze comunitarie che hanno scelto di non fare le badandi, per guadagnare in pochi anni quel che serve alla loro famiglia. Certo, il pappone c'è lo stesso, prende una fetta di guadagno, magari facendo pagare un affitto assurdo o prendendo la metà. E' indegno, ma ciò non impedisce a quelle ragazze di vendersi liberamente in cambio di molti soldi e a noi di rispondere ad un bisogno urgente. Alcune donne hanno obiettato che anche il loro bisogno è altrettanto urgente. Ciò è falso. E' falso per una ragione ormonale: è il maggior grado di testosterone che rende gli uomini bisognosi di sesso, un bisogno urgente, che se insoddisfatto genera aggressività. Perchè gli uomini sono più violenti delle donne? Perchè i preti sono pedofili e le suore no? Perchè gli uomini comprano sesso e le donne no? Per via del testosterone. Non possiamo farci niente, uomini e donne hanno un diverso bisogno quantitativo di sesso: è questo il potere e la condanna della donna. Se così non fosse non esisterebbe il meretricio.
    Tempo fa lessi sull'economist che la crisi finanziaria mondiale sarebbe colpa dell'aggressività testosteronica maschile: i fondi d'investimento americani erano gestiti per la gran parte da trader uomini e ciò comporta una maggiore rivalità ed aggressività -dovuta al testosterone- che porta a scelte più azzardate, tanto azzardate da mandare in bancarotta il mondo intero. Se il testosterone può così tanto, come potete ancora stupirvi che il nostro bisogno sia tanto grande??

    Ma non è solo bisogno di sesso, non è solo impulso testosteronico, quanti uomini abbordano per strada donne con l'auto solo per parlare un po', quante volte ho sentito prostitute parlare al telefono con affezionati clienti che si confidavano circa le sorti del genitore malato…quante volte mi sono confessato io con loro. La verità è che almeno in gioventù gli uomini soli sono molti di più delle donne sole, vi basti andare in un qualsiasi forum di cuori solitari e leggere quanti annunci sono scritti da ragazzi e quanti da ragazze per capirlo. Dietro la prostituzione c'è anche questo, la solitudine del maschio fragile, che non riesce ad essere abbastanza bello e brillante per competere nella caccia gratuita alla donna. Non volete che vada a prostitute? E allora abbatteteci o dateci il bromuro…

    Dal canto mio vorrei andarci in un contesto legale, avendo così la certezza che la donna non sia sfruttata (ora si può averne la persuasione, ma mai la certezza assoluta, la ragazza può sempre mentirci per tranquillizzarci…). Allo stesso modo vorrei poter scrivere su un computer non costruito da operai cinesi nelle fabbriche dei suicidi. Anche loro sono sfruttati, in entrambi i casi non posso scegliere di non consumare questi prodotti. La cosa assurda è che voi che vi scandalizzate per il nostro consumo di prostitute avete tutti scarpe fatte da bambini bangladesi e computer fatti da sfruttati cinesi…ma chissà perchè questi acquisti non vi danno problemi…

    Comunque ringrazio Leonardo per aver espresso in maniera chiara e umana il punto di vista dei tanti Gino d'Italia…

    Per insulti, virus, offerte di sesso gratuito o a prezzi calmierati potete scrivermi all'indirizzo secret@email.it

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  18. Come al solito le donne vanno subito in fibrillazione, e si inventano delle scuse penose per giustificare il misto di invidia, disprezzo, astio e pena che scatta nel loro cervello: 'Perche' quella ha il coraggio di farlo e io no'? Quindi subito con il moralismo e righe e righe di nulla.

    In una vita precedente sono andato a puttane, una decina di volte. Avevo 27-28 anni, non riuscivo a relazionarmi con le donne, e non riuscivo ad avere una ragazza nonostante tutto. Ero piuttosto introverso, odiavo il mondo e avevo un sacco di problemi.

    Andare a troie non era male, mi faceva sentire bene. Speravo sempre che a loro piacesse almeno quanto a me (in fondo sono un sognatore), e rafforzava la mia autostima e la mia fiducia nel mondo. Scopare e' bello.
    Andavo soprattutto all'estero, ho provato solo una volta con una rumena in Italia ma e' stata un'esperienza da dimenticare.

    Fare la troia e' una scelta. Si', ci saranno pure le schiave, ma quelle si riconoscono e si evitano. Come le minorenni. E NON sono la maggioranza, in Italia come all'estero. Sono donne che scelgono la strada piu' facile, tutto qui. Sanno che c'e' domanda infinita di sesso, e offrono il servizio, ricevendo un compenso come contropartita. Tutto qui.

    Le donne che hanno commentato, e ogni altra con cui abbia parlato della questione, sono talmente chiuse mentalmente da non riuscire ad accettare la possibilita' che una di loro abbia accettato di vendersi per soldi. E allora? Qual e' il problema? Che c'e' un'alternativa alla vostra vagina che non dipende dai vostri umori, ma dal portafogli di chi paga?

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  19. Caro Leonardo, non so se ti sia sfuggita il gioco di mano, se non ti aspettavi l'ignoranza bruta che hai sdoganato con le tue parole, o se invece condividi le idee che scrive l'ultimo anonimo qui sopra (che mi sembrano le proprio le tue, solo che scritte peggio e in modo più violento). Comunque sia io ho un mio punto di vista su quello che dici che ho scritto qui:
    http://femminileplurale.wordpress.com/2010/11/09/una-rassicurante-atrocita/

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  20. Beh, Isa, ognuno ha i commenti che merita, probabilmente (nei tuoi vedo che sono diventato un noto maschilista attenzionato).

    Qua mi sembra che si scontrino due visioni del mondo che non sono conciliabili. Chi vede soltanto sfruttamento e chi vede lo sfruttamento come marginale. La verità potrebbe anche stare nel mezzo: ma più che la verità in questo momento mi interessa l'enorme differenza che c'è tra chi vede bianco e chi vede nero. Possibile che viviamo nello stesso mondo, transitiamo nelle stesse strade, leggiamo gli stessi libri (che ci dicono che la realtà è sfumata, ma non c'è niente da fare: dev'essere o bianca o nera) e giungiamo a conclusioni così diverse?

    Mi dispiace che tiri fuori la mia vita professionale, che per quanto è possibile cerco di tenere separata da quello che scrivo qui. Tra l'altro io lavoro coi minori, quindi no, non è vero che uso la mia “bella penna” per difendere chi sfrutta sessualmente le coetanee: del resto non difendo lo sfruttamento, punto. Da quel che mi risulta non tutta la prostituzione è sfruttamento; posso sbagliarmi, ma lo faccio sul mio blog personale, non nell'esercizio delle mie funzioni professionali. Vuoi parlarne ai genitori dei miei alunni? Anche tu scriverai al direttore dell'Unità per criticare un pezzo che non è stato pubblicato sull'Unità? Dà così fastidio un'opinione diversa dalla tua, espressa su un sito personale?

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  21. Caro Leonardo,
    no dai. Non fare come se ti avessi minacciato, e di che poi, quando cerco confronto. Non fare il relativista che “la realtà è una sfumatura” quando si parla di dati che dicono che lo sfruttamento non è marginale. Sono persuasa che tu sia troppo intelligente per non saperlo (leggi l'inglese, cerca un po' di informazioni sul sex trafficking). Non fare la vittima per l'Unità e per la scuola, dove sai che anche se volessi sono un peso piuma, e comunque non voglio, te lo garantisco.
    Insomma, stammi sul pezzo. Responsabilità per ciò che scrivi e niente vittimismi.

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  22. Siamo tutti pesi piuma, se è per questo. Sei benissimo in grado di capire che trasformarmi in un apologeta del racket non farà bene alla mia reputazione; si vede hai altre priorità. Non è 'vittimismo' (o forse lo è? Pazienza, se conosci il famoso affare indymedia forse puoi capire che parto un po' prevenuto). Tra le tue commentatrici c'è già chi mi diagnostica il “disturbo psichico” dei “criminali nazisti”; del resto quest'estate bastava mettere in discussione la censura della pubblicità saratoga per subire giudizi più o meno simili. Il tutto mentre in altri siti femministi c'è chi parla serenamente di sex workers come di una categoria che deve rivendicare i suoi diritti; eppure se esistono le sex workers deve esistere anche Gino.

    Credo che a questo punto tu sappia come la penso: la tratta esiste e non è marginale (io non ho mai detto che lo sia). Ma le persone sono libere di prostituirsi, e lo fanno anche fuori dai racket.

    (Quando parlo di “sfumature”, continuo a citare da qui).

    Tu poi continui a parlare di stradali e minorenni: è stato ampiamente chiarito che Gino non va con stradali e minorenni, però non c'è niente da fare, torniamo sempre lì: Gino è un puttaniere, quindi è stupido e non è in grado di capire che l'ungherese da 150 euro a botta è una povera sfruttata. Ora, certamente molti puttanieri sono stupidi. Altri invece no, come in ogni insieme di persone. Addirittura ho citato la testimonianza di un operatore che fa presente come spesso il primo aiuto a una persona sfruttata arrivi dal cliente stesso.

    Gino aveva una domanda: se nessuno vuole fare sesso con me, io devo morire senza? La tua risposta mi sembra implicita. Ora, non la discuto, ognuno è libero di pensarla come vuole, neanche Gino del resto osa sostenere che il sesso sia un diritto.

    Quello che contesto è che la tua risposta serva a qualcosa: sul piano pratico, trattare il cliente come un mostro morale complice di qualsiasi sfruttatore non risolve di un centimetro il problema. Hai giudicato una persona: l'hai trovata colpevole; il crimine però resta. Lui continuerà a pagare, perché il mercato esiste; tu continuerai a giudicarlo; il racket proseguirà tale e quale. Secondo me non è questa la strada. Io credo che il mestiere esista: può non piacermi (non mi piace per niente), ma non posso impedirlo e non voglio fingere che non esista; a quel punto vorrei che fosse regolato e tutelato, in modo da dare un po' di dignità a chi sceglie di farlo (sceglierà sempre tra un numero finito di possibilità, come capita a tutti noi; la lotta è per rendere quel numero sempre più alto). Magari fin qui saresti anche d'accordo.

    A quel punto però ti dico che se dai dignità alla cliente, ne devi dare anche a Gino. Ecco, lì secondo me non mi segui più. Ok, in ogni caso io la penso così.

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  23. Se il nostro mettesse la sua penna su qualke sito di rimorchio & incontri non gli mancherebbero donne di tutti tipi e di tutte le età.

    Massimo rispetto, un pizzico di umana pietà, ma a me, che puttaniere non sono, e a i miei fratelli minori e agli uomini e alle donne che si avvicinano al sesso della vita adulta la cosa nuoce: butta merda sulla sessualità maschile e inquina i raporti con quelle con cui vorrei scambiare sesso con sesso, gettandoci un'ombra più grande del necessario di potere e di denaro.

    Per questo, mi dispiace per lui, sta nello stesso sacco di Lele Mora, Berlusconi e del mio vicino di casa. Liberi comunque di farlo, e libere le donne di “dargliela” a quella condizione. Ma libere davvero, anche le prostitute di strada che hanno scelte minori di quelle che hanno le “ungheresi”.

    Libero, dunque: ma non di prendermi in giro, perfavore. Forse il paragone col tabagismo e il tono vagamente vittimisco che usa il nostro sono la strada per capire la sua posizione e -azzardo- la prostituzione. Non è sesso che si cerca, ma un sesso del quale poter parlar male: di sè o dell'altra o di entrambi: non fa molta differenza.

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  24. dice anonimo “gino parte1”:
    “Così si evitano le nordafricane costrette dalle mammane, e ci si affida alle rumene e ungheresi, in appartamenti, ragazze comunitarie che hanno scelto di non fare le badandi, per guadagnare in pochi anni quel che serve alla loro famiglia. Certo, il pappone c'è lo stesso [vedo che pian piano iniziamo ad ammetterlo, ndr], prende una fetta di guadagno, magari facendo pagare un affitto assurdo o prendendo la metà [e magari gonfiandole di botte te lo sei dimenticato, ndr]. E' indegno [e lo sei anche tu che ci vai], ma ciò non impedisce a quelle ragazze di vendersi liberamente [liberamente? ma non c'era il pappone?] in cambio di molti soldi [molti soldi? ma non c'era il pappone? e 2, ndr]

    ecco un altro che se la racconta (con in più i toni lamentosi e vittimistici), se la racconta pure male e pensa che ce la beviamo anche noi.

    non più delusa, ma ormai quasi divertita

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  25. Leonardo, mi dispiace che la cosa sia finita con attacchi personali a te. Mi scuso se alcuni miei commenti sono stati indirettamente concausa di questo epilogo. Tra l'altro, dato che non mi fido di chi commenta qui, io qui posto anonimamente, cosa che mi da' noia. Per quanto anonime, hai comunque tutta la mia solidarieta' e stima.

    p.s.: questo e' il mio e' ultimo commento a questo post.

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  26. In finale, questo post necessitava di un blog a parte!

    A me dà sconforto comunque constatare per l'ennesima volta ogni buona causa (in questo caso quella, diciamo, neo-femminista?) si porta dietro un codazzo di fanatismo cieco e sordo che non sa nemmeno più distinguere un'opinione da un pezzo di fiction (cazzo, gli autori di Dexter sono degli psicopatici!).
    Per quanto mi riguarda, preferisco millemila volte i tuoi post controversi che allenano il pensiero e danno origine a dibattiti interessanti come questo (poi, vabè, l'estremista è fisiologico da entrambi i lati) a un post che mi imbocca esattamente quello che voglio sentirmi dire permettendomi solo di sfogare rabbia e frustrazione (quelle, purtroppo, reali) senza alcun costrutto.

    Ok, basta, la smetto anche io!

    OT: Hai mai pensato di numerare i commenti?

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  27. (1)
    Uso la mia libertà di parola per invocare la censura. Per l'ignorante del testosterone, che sostiene la sua ipotesi fisiologica citando, udite! nientemeno che l'Economist. Certo che il liberismo ne fa di lavaggio del cervello… Vabbè, allora diciamo che le prostitute sono – poverette! pure lo psicofarmaco dei sociofobici (e non più risolutivo di quello) che non hanno, per restare nell'argomento, le palle per andare a curarsi come dovrebbero le cause e non l'effetto di cotante patologie. Ma che mestiere orrendo, scusate. Mica che le sex workers saranno tutte masochiste? Tra mostri del Cottolengo, sociofobici, handicappati con parenti illuminati o forse interessati, consumatori perfetti bimbiminkia stile “andare a troie è bello, scopare è bello, spero che piaccia a loro quanto a me”, malattie professionali, clienti che non pagano e nemmeno puoi denunciarli, buon dio! ma come si fa a voler dedicarsi a questa professione. Devono avere tutte l'animo da suore di carità. In Trentino le chiamano “le mamme”: e in effetti quello che tanti maschietti qui sopra sembrano pretendere smaniando è proprio la mamma per cui ogni scarrafone è bello e non ti fa mai un rimprovero, non ti chiede mai niente e tu puoi fare tuttotuttotutto…
    Ciò fatto e detto, e proprio c'era un urgente desiderio da sfogarsi a qualunque prezzo, dopo certe letture, forse si riesce a dire una parola sul più brutto post che si sia mai visto in cinque anni su questo blog, l'unico, direi, non definibile altro che scadente. Brutto, come quasi tutti i commenti maschili, perché semplicistico, improbabile, profondamente maschilista e ovviamente stizzosissimo. Ingenuo nel pensare che una escort non possa essere sfruttata: una oscura professionista che si chiama Patrizia D'Addario, che l'autore potrebbe definire “da 500 euro a botta e 1800 se in trasferta” – vai con gli straordinari, Gino!! è stata costretta alla prostituzione da un uomo violento, che le prendeva metà dei guadagni e che solo dopo anni lei riuscì a mandare in galera, per induzione e sfruttamento della prostituzione, ma come? davvero!, grazie al famoso registratore (poi uscì dopo poco con l'indulto Prodi e riprese a minacciarla). Questa roba è stata su tutti i media del mondo ma forse il bravo Gino vede solo Studio aperto. Ignorantissimo post e commenti su qualsiasi cosa comporti una critica al desiderio maschile, letta solo come ottuso “moralismo” da parte perdipiù di uno che moralista ama dichiararsi (ma il sesso accieca, si sa e poi c'è sempre il testosterone in sovrappiù, direbbe il fine esegeta di cui sopra…) specie se osa venire da un'esponente dell'altro sesso che viene immediatamente tacciata di “femminismo” come fosse un insulto o come se “le femministe” fossero una collettività ancora oggi identificabile, monolitica, fantasmatico-castrante. Santo cielo! Il dare della “femminista” a qualsiasi donna che osi aprire bocca in materia anziché riverire la maschil vampa libidica è penosamente ridicolo, sembra sottendere nel profondo dell'Emilia odierna, un disprezzo più che florido negli anni'50, no prima, quando si andavano a fischiare le donne che portavano i pantaloni. La donna si rispetta solo se rientra nelle relazioni canoniche con l'uomo: madre, magari martire, o puttana. Ah, il buon cattocomunismo! Guai se una donna si chiama fuori da queste categorie e si mette davanti all'uomo a viso aperto, a chiedergli eventualmente anche conto delle sue modalità di relazione e dei suoi desideri…. (segue)

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  28. (2)… A margine: l'idea che delle associazioni di donne prostitute, se legalizzate, possano rimediare allo sfruttamento viene dagli anni'70 e certo in quell'epoca il modello cooperativo andava forte come teoria di lavoro liberato. Non giurerei che possa ipso facto mettere al riparo dallo sfruttamento, probabile che alcune, specie se veterane, continuino a chiederlo, ma se si presta attenzione a ciò che sono diventate oggi tante cooperative in campo sociale o culturale, in cui pochi soci sfruttano biecamente una massa di precari (o di soci forzati) qualche dubbio ce l'avrei – ma questa è una questione un po'collaterale. Né basta a rassicurare il fatto che siano formate tutte da donne, dato che le Madame sono sempre esistite, insieme ai protettori.

    Ah, a proposito, non che sia interessantissimo il mio cv, mi rendo conto, ma non mi considero “femminista”, se non altro perché la mia formazione in merito è purtroppo scadentissima, si limita a letture fatte di seconda mano da quasi bambina negli anni'70 e allora guardate con sufficienza, ma dopo le odierne letture, invece, credo che ci sia davvero un gran bisogno di coscienza e conoscenza del pensiero femminista in giro, ovviamente ambosex, anche più che sulla mentalità di un minoritario cliente impossibilitato a trovare sesso gratis perché “bruttissimo” e peraltro così bravo da beccare solo le prostitute non sfruttate doc, rarità che ne fa un campione abbastanza poco interessante se non come eccezione non significativa. Certo la prostituta che lo fa perché le va è un gran fantasma maschile, libera dai sensi di colpa e riporta alla vecchia concezione ottocentesca della puttana che lo è perché, in fondo, è una puttana, detta in maniera aggiornata e politically correct, quindi io maschio non faccio, alla fin fine, che assecondarla. Sempre secondo D'Addario questa tipologia professionale è praticamente inesistente, ma lasciamo andare, queste sono sfumature, figuriamoci, per le urgenze di un Gino.
    Il post Saratoga mi era piaciuto e la pubblicità mi aveva divertito, ma ovviamente queste precisazioni qui a che servono…

    Oddìo non che questa mentalità sia una totale novità qui, ma se l'autore del blog avesse per il maschilismo la stessa sensibilità e fine attenzione che non cessa di dimostrare per il razzismo ciò non potrebbe che giovare all'acutezza della sua produzione intellettuale.

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  29. (1) Premessa: Leo, l'antispam forse ha imparato l'italiano ma comincia ad avere problemi con la successione cronologica. Ho postato la prima parte del commento e l'ha visualizzata, ok, sospiro di sollievo. Posto la seconda e la prima parte sparisce. Adesso la riposto, a tutto vantaggio della chiarezza, si capisce, e vuoi vedere che risparisce qualcos'altro? A giudicare dai 130 commenti precedenti non succede solo a me. Non puoi farci qualcosa?

    Uso la mia libertà di parola per invocare la censura. Per l'ignorante del testosterone, che sostiene la sua ipotesi fisiologica citando, udite! nientemeno che l'Economist. Certo che il liberismo ne fa di lavaggio del cervello… Vabbè, allora diciamo che le prostitute sono – poverette! pure lo psicofarmaco dei sociofobici (e non più risolutivo di quello) che non hanno, per restare nell'argomento, le palle per andare a curarsi come dovrebbero le cause e non l'effetto di cotante patologie. Ma che mestiere orrendo, scusate. Mica che le sex workers saranno tutte masochiste? Tra mostri del Cottolengo, sociofobici, handicappati con parenti illuminati o forse interessati, consumatori perfetti bimbiminkia stile “andare a troie è bello, scopare è bello, spero che piaccia a loro quanto a me”, malattie professionali, clienti che non pagano e nemmeno puoi denunciarli, buon dio! ma come si fa a voler dedicarsi a questa professione. Devono avere tutte l'animo da suore di carità. In Trentino le chiamano “le mamme”: e in effetti quello che tanti maschietti qui sopra sembrano pretendere smaniando è proprio la mamma per cui ogni scarrafone è bello e non ti fa mai un rimprovero, non ti chiede mai niente e tu puoi fare tuttotuttotutto…
    Ciò fatto e detto, e proprio c'era un urgente desiderio da sfogarsi a qualunque prezzo, dopo certe letture, forse si riesce a dire una parola sul più brutto post che si sia mai visto in cinque anni su questo blog, l'unico, direi, non definibile altro che scadente. Brutto, come quasi tutti i commenti maschili, perché semplicistico, improbabile, profondamente maschilista e ovviamente stizzosissimo. Ingenuo nel pensare che una escort non possa essere sfruttata: una oscura professionista che si chiama Patrizia D'Addario, che l'autore potrebbe definire “da 500 euro a botta e 1800 se in trasferta” – vai con gli straordinari, Gino!! è stata costretta alla prostituzione da un uomo violento, che le prendeva metà dei guadagni e che solo dopo anni lei riuscì a mandare in galera, per induzione e sfruttamento della prostituzione, ma come? davvero!, grazie al famoso registratore (poi uscì dopo poco con l'indulto Prodi e riprese a minacciarla). Questa roba è stata su tutti i media del mondo ma forse il bravo Gino vede solo Studio aperto. Ignorantissimo post e commenti su qualsiasi cosa comporti una critica al desiderio maschile, letta solo come ottuso “moralismo” da parte perdipiù di uno che moralista ama dichiararsi (ma il sesso accieca, si sa e poi c'è sempre il testosterone in sovrappiù, direbbe il fine esegeta di cui sopra…) specie se osa venire da un'esponente dell'altro sesso che viene immediatamente tacciata di “femminismo” come fosse un insulto o come se “le femministe” fossero una collettività ancora oggi identificabile, monolitica, fantasmatico-castrante. Santo cielo! Il dare della “femminista” a qualsiasi donna che osi aprire bocca in materia anziché riverire la maschil vampa libidica è penosamente ridicolo, sembra sottendere nel profondo dell'Emilia odierna, un disprezzo più che florido negli anni'50, no prima, quando si andavano a fischiare le donne che portavano i pantaloni. La donna si rispetta solo se rientra nelle relazioni canoniche con l'uomo: madre, magari martire, o puttana. Ah, il buon cattocomunismo! Guai se una donna si chiama fuori da queste categorie e si mette davanti all'uomo a viso aperto, a chiedergli eventualmente anche conto delle sue modalità di relazione e dei suoi desideri.

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  30. (1) Premessa: Leo, l'antispam forse ha imparato l'italiano ma comincia ad avere problemi con la successione cronologica. Ho postato la prima parte del commento e l'ha visualizzata, ok, sospiro di sollievo. Posto la seconda e la prima parte sparisce. Adesso la riposto, a tutto vantaggio della chiarezza, si capisce, e vuoi vedere che risparisce qualcos'altro? A giudicare dai 130 commenti precedenti non succede solo a me. Non puoi farci qualcosa?

    Uso la mia libertà di parola per invocare la censura. Per l'ignorante del testosterone, che sostiene la sua ipotesi fisiologica citando, udite! nientemeno che l'Economist. Certo che il liberismo ne fa di lavaggio del cervello… Vabbè, allora diciamo che le prostitute sono – poverette! pure lo psicofarmaco dei sociofobici (e non più risolutivo di quello) che non hanno, per restare nell'argomento, le palle per andare a curarsi come dovrebbero le cause e non l'effetto di cotante patologie. Ma che mestiere orrendo, scusate. Mica che le sex workers saranno tutte masochiste? Tra mostri del Cottolengo, sociofobici, handicappati con parenti illuminati o forse interessati, consumatori perfetti bimbiminkia stile “andare a troie è bello, scopare è bello, spero che piaccia a loro quanto a me”, malattie professionali, clienti che non pagano e nemmeno puoi denunciarli, buon dio! ma come si fa a voler dedicarsi a questa professione. Devono avere tutte l'animo da suore di carità. In Trentino le chiamano “le mamme”: e in effetti quello che tanti maschietti qui sopra sembrano pretendere smaniando è proprio la mamma per cui ogni scarrafone è bello e non ti fa mai un rimprovero, non ti chiede mai niente e tu puoi fare tuttotuttotutto…
    Ciò fatto e detto, e proprio c'era un urgente desiderio da sfogarsi a qualunque prezzo, dopo certe letture, forse si riesce a dire una parola sul più brutto post che si sia mai visto in cinque anni su questo blog, l'unico, direi, non definibile altro che scadente. Brutto, come quasi tutti i commenti maschili, perché semplicistico, improbabile, profondamente maschilista e ovviamente stizzosissimo. Ingenuo nel pensare che una escort non possa essere sfruttata: una oscura professionista che si chiama Patrizia D'Addario, che l'autore potrebbe definire “da 500 euro a botta e 1800 se in trasferta” – vai con gli straordinari, Gino!! è stata costretta alla prostituzione da un uomo violento, che le prendeva metà dei guadagni e che solo dopo anni lei riuscì a mandare in galera, per induzione e sfruttamento della prostituzione, ma come? davvero!, grazie al famoso registratore (poi uscì dopo poco con l'indulto Prodi e riprese a minacciarla). Questa roba è stata su tutti i media del mondo ma forse il bravo Gino vede solo Studio aperto. Ignorantissimo post e commenti su qualsiasi cosa comporti una critica al desiderio maschile, letta solo come ottuso “moralismo” da parte perdipiù di uno che moralista ama dichiararsi (ma il sesso accieca, si sa e poi c'è sempre il testosterone in sovrappiù, direbbe il fine esegeta di cui sopra…) specie se osa venire da un'esponente dell'altro sesso che viene immediatamente tacciata di “femminismo” come fosse un insulto o come se “le femministe” fossero una collettività ancora oggi identificabile, monolitica, fantasmatico-castrante. Santo cielo! Il dare della “femminista” a qualsiasi donna che osi aprire bocca in materia anziché riverire la maschil vampa libidica è penosamente ridicolo, sembra sottendere nel profondo dell'Emilia odierna, un disprezzo più che florido negli anni'50, no prima, quando si andavano a fischiare le donne che portavano i pantaloni. La donna si rispetta solo se rientra nelle relazioni canoniche con l'uomo: madre, magari martire, o puttana. Ah, il buon cattocomunismo! Guai se una donna si chiama fuori da queste categorie e si mette davanti all'uomo a viso aperto, a chiedergli eventualmente anche conto delle sue modalità di relazione e dei suoi desideri.

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  31. (1) Uso la mia libertà di parola per invocare la censura. Per l'ignorante del testosterone, che sostiene la sua ipotesi fisiologica citando, udite! nientemeno che l'Economist. Certo che il liberismo ne fa di lavaggio del cervello… Vabbè, allora diciamo che le prostitute sono – poverette! pure lo psicofarmaco dei sociofobici (e non più risolutivo di quello) che non hanno, per restare nell'argomento, le palle per andare a curarsi come dovrebbero le cause e non l'effetto di cotante patologie. Ma che mestiere orrendo, scusate. Mica che le sex workers saranno tutte masochiste? Tra mostri del Cottolengo, sociofobici, handicappati con parenti illuminati o forse interessati, consumatori perfetti bimbiminkia stile “andare a troie è bello, scopare è bello, spero che piaccia a loro quanto a me”, malattie professionali, clienti che non pagano e nemmeno puoi denunciarli, buon dio! ma come si fa a voler dedicarsi a questa professione. Devono avere tutte l'animo da suore di carità. In Trentino le chiamano “le mamme”: e in effetti quello che tanti maschietti qui sopra sembrano pretendere smaniando è proprio la mamma per cui ogni scarrafone è bello e non ti fa mai un rimprovero, non ti chiede mai niente e tu puoi fare tuttotuttotutto…
    Ciò fatto e detto, e proprio c'era un urgente desiderio da sfogarsi a qualunque prezzo, dopo certe letture, forse si riesce a dire una parola sul più brutto post che si sia mai visto in cinque anni su questo blog, l'unico, direi, non definibile altro che scadente. Brutto, come quasi tutti i commenti maschili, perché semplicistico, improbabile, profondamente maschilista e ovviamente stizzosissimo. Ingenuo nel pensare che una escort non possa essere sfruttata: una oscura professionista che si chiama Patrizia D'Addario, che l'autore potrebbe definire “da 500 euro a botta e 1800 se in trasferta” – vai con gli straordinari, Gino!! è stata costretta alla prostituzione da un uomo violento, che le prendeva metà dei guadagni e che solo dopo anni lei riuscì a mandare in galera, per induzione e sfruttamento della prostituzione, ma come? davvero!, grazie al famoso registratore (poi uscì dopo poco con l'indulto Prodi e riprese a minacciarla). Questa roba è stata su tutti i media del mondo ma forse il bravo Gino vede solo Studio aperto. Ignorantissimo post e commenti su qualsiasi cosa comporti una critica al desiderio maschile, letta solo come ottuso “moralismo” da parte perdipiù di uno che moralista ama dichiararsi (ma il sesso accieca, si sa e poi c'è sempre il testosterone in sovrappiù, direbbe il fine esegeta di cui sopra…) specie se osa venire da un'esponente dell'altro sesso che viene immediatamente tacciata di “femminismo” come fosse un insulto o come se “le femministe” fossero una collettività ancora oggi identificabile, monolitica, fantasmatico-castrante. Santo cielo! Il dare della “femminista” a qualsiasi donna che osi aprire bocca in materia anziché riverire la maschil vampa libidica è penosamente ridicolo, sembra sottendere nel profondo dell'Emilia odierna, un disprezzo più che florido negli anni'50, no prima, quando si andavano a fischiare le donne che portavano i pantaloni. La donna si rispetta solo se rientra nelle relazioni canoniche con l'uomo: madre, magari martire, o puttana. Ah, il buon cattocomunismo! Guai se una donna si chiama fuori da queste categorie e si mette davanti all'uomo a viso aperto, a chiedergli eventualmente anche conto delle sue modalità di relazione e dei suoi desideri.

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  32. Vabbe', però non si capisce perché il caso D'Addario dovrebbe dimostrare che non esistono escort non sfruttate.

    “Per l'ignorante del testosterone”.

    Guarda, giusto oggi avevo voglia di cambiare sesso e ho dato un'occhiata qui: http://progettogenderqueer.wordpress.com/2010/08/06/f-to-m-m-to-f/: c'è scritto che chi transiziona dal femminile al maschile deve assumere del testosterone che può causargli un aumento del desiderio sessuale; viceversa, chi transiziona da m a f prende l'antitestosterone. Ma cosa contesti, esattamente, che gli uomini abbiano più testosterone? O che il testosterone causi un aumento del desiderio sessuale?

    “le palle per andare a curarsi come dovrebbero le cause e non l'effetto”

    A volte le cause non si possono più curare. Questo è esattamente un giudizio morale a buon mercato. Diceva Grullo più sopra (e ha l'aria di saperne) che in altri Paesi il sesso si prescrive tranquillamente. Ma anche a me mi è capitato di sentirmi consigliare un po' di attività. Soltanto che io grazie al cielo (ma proprio grazie!) non ho bisogno di pagare. Quindi sono moralmente superiore a chi non ha la stessa possibilità? Non mi sento moralmente superiore.

    Non ho capito cosa c'entri l'Emilia, non sapevo che fosse più retrograda di altre regioni, ma ok.

    “La donna si rispetta solo se rientra nelle relazioni canoniche con l'uomo: madre, magari martire, o puttana. Ah, il buon cattocomunismo!”

    Il cattocomunismo è tutta un'altra cosa. Proprio un'altra cosa. Madre-martire-puttana è un trinomio da patriarcato fascista, e quindi la matrice emiliano-romagnola ci starebbe comunque, però questo uso di cattocomunismo alla cazzo di cane mi indispone. Come se poi nella vita io, o gli altri che scrivono qui, trattassi le donne da sante o da puttane. Ammesso che siamo cattocomunisti, poi, che in origine erano i cattolici che stavano nel PCI e lavoravano al compromesso storico: tutti puttanieri, come no. Oppure tipini alla Don Milani, me lo immagino Don Milani in un casino (con la torcia in mano, forse).

    Poi ti lamenti perché qualcuno, più per comodità che per altro, definisce con leggerezza “femminismo” alcune istanze che provengono da blog che si definiscono femministi. Io l'ho pure fatto presente, che non tutto il femminismo italiano è così. Femminismo per me non è senz'altro una brutta parola. Noto con dispiacere che alcune persone, che si definiscono femministe, reagiscono male alla sola idea che qualcuno in Italia possa avere l'idea di vendere il proprio corpo senza essere stato obbligato da un traffico internazionale.

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  33. Leo, vabbe' diciamo che il tuo era un post a difesa del Panda. Ricapitolando: un bruttissimo non può avere sesso se non a pagamento e ciò oltretutto in maniera irrimediabile e definitiva (non può curare le cause, precisi tu) ma dato l'alto livello di senso civico, riesce pure a verificare la libertà della prostituta con cui sfoga l'urgente (tra l'altro) desiderio sessuale. Codesto personaggio di primo acchito non potrebbe che diventare un cliente inattaccabile, vai Leonardo andiamo che il post è già lì. Non ho dati, non penso che tu ne abbia, ma direi che stiamo parlando di un cliente davvero raro, il che fa sconfinare nell'esercizio di stile il post. Volevi fare quello? Vabbè è casa tua, ma se volevi fare solo quello si capiva poco; poi se la questione voleva essere più ampia, il post è davvero un po'sbilenco come discorso sul desiderio, la prostituzione, l'idea che “bisogna ascoltare la mentalità dei clienti per capirla ecc.” (riprendo dai commenti), perché quello che tu ipotizzi non mi pare un cliente tipo. Pure se avevi in mente il caso di una persona reale, il discorso non cambia e mi sembra che costui abbia una coscienza di sé davvero scarsa. Il che mi riavvicina più a un vittimista rancoroso ma in ottima salute cui scoccia sentirsi oggetto di qualche senso di colpa per i suoi sacrosanti consumi, che a un disperato condannato alla castità forzata. E infatti tutti i commenti maschili di approvazione stanno su questa linea.
    Di nuovo, non faccio testo, ma i pochi maschi disposti a ammettere di essere consumatori che ho incontrato erano esattamente così, con mogli, fidanzate (nel senso tecnico di prossime spose), ragazze ecc.
    Cioè, una delle cose che danno fastidio nel tuo post, è trovare argomentazioni assolutamente piatte, generiche e arroganti, che potrebbe fare un qualsiasi cliente che so, tranquillamente sposato e rancoroso nei confronti della moglie che magari osa pretendere da lui forse collaborazione nel quotidiano? senso di responsabilità? gentilezza? velate però dalla premessa: attenzione! non sparate sul povero disgraziato che altrimenti vive in castità forzata tutta la vita! Brutti moralistacci da strapazzo che in Europa c'avremmo pure la prescrizione medica e le prostitute controllate dallo stato. Insomma..
    Sul desiderio mi pare abbia detto di più quella commentatrice che parlava delle mille elusioni in proposito nella vita della maggior parte delle persone, che cercano surrogati pur di non affrontare i problemi (come quello del sesso con il coniuge, ad esempio).
    Ah, incidentalmente: per incasellare le donne in madri e puttane non è indispensabile entrare in un bordello, con torcia o meno, ma, in effetti, può anche succedere.

    P.S.: detesto intasarti il blog con le stesse cose ripostate all'infinito ma blogger con te non è molto rispettoso, ultimamente.

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  34. Leo, vabbe' diciamo che il tuo era un post a difesa del Panda. Ricapitolando: un bruttissimo non può avere sesso se non a pagamento e ciò oltretutto in maniera irrimediabile e definitiva (non può curare le cause, precisi tu) ma dato l'alto livello di senso civico, riesce pure a verificare la libertà della prostituta con cui sfoga l'urgente (tra l'altro) desiderio sessuale. Codesto personaggio di primo acchito non potrebbe che diventare un cliente inattaccabile, vai Leonardo andiamo che il post è già lì. Non ho dati, non penso che tu ne abbia, ma direi che stiamo parlando di un cliente davvero raro, il che fa sconfinare nell'esercizio di stile il post. Volevi fare quello? Vabbè è casa tua, ma se volevi fare solo quello si capiva poco; poi se la questione voleva essere più ampia, il post è davvero un po'sbilenco come discorso sul desiderio, la prostituzione, l'idea che “bisogna ascoltare la mentalità dei clienti per capirla ecc.” (riprendo dai commenti), perché quello che tu ipotizzi non mi pare un cliente tipo. Pure se avevi in mente il caso di una persona reale, il discorso non cambia e mi sembra che costui abbia una coscienza di sé davvero scarsa. Il che mi riavvicina più a un vittimista rancoroso ma in ottima salute cui scoccia sentirsi oggetto di qualche senso di colpa per i suoi sacrosanti consumi, che a un disperato condannato alla castità forzata. E infatti tutti i commenti maschili di approvazione stanno su questa linea.
    Di nuovo, non faccio testo, ma i pochi maschi disposti a ammettere di essere consumatori che ho incontrato erano esattamente così, con mogli, fidanzate (nel senso tecnico di prossime spose), ragazze ecc.
    Cioè, una delle cose che danno fastidio nel tuo post, è trovare argomentazioni assolutamente piatte, generiche e arroganti, che potrebbe fare un qualsiasi cliente che so, tranquillamente sposato e rancoroso nei confronti della moglie che magari osa pretendere da lui forse collaborazione nel quotidiano? senso di responsabilità? gentilezza? velate però dalla premessa: attenzione! non sparate sul povero disgraziato che altrimenti vive in castità forzata tutta la vita! Brutti moralistacci da strapazzo che in Europa c'avremmo pure la prescrizione medica e le prostitute controllate dallo stato. Insomma..
    Sul desiderio mi pare abbia detto di più quella commentatrice che parlava delle mille elusioni in proposito nella vita della maggior parte delle persone, che cercano surrogati pur di non affrontare i problemi (come quello del sesso con il coniuge, ad esempio).
    Ah, incidentalmente: per incasellare le donne in madri e puttane non è indispensabile entrare in un bordello, con torcia o meno, ma, in effetti, può anche succedere.

    P.S.: detesto intasarti il blog con le stesse cose ripostate all'infinito ma blogger con te non è molto rispettoso, ultimamente.

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  35. (1) Leo, vabbe' diciamo che il tuo era un post a difesa del Panda. Ricapitolando: un bruttissimo non può avere sesso se non a pagamento e ciò oltretutto in maniera irrimediabile e definitiva (non può curare le cause, precisi tu) ma dato l'alto livello di senso civico, riesce pure a verificare la libertà della prostituta con cui sfoga l'urgente (tra l'altro) desiderio sessuale. Codesto personaggio di primo acchito non potrebbe che diventare un cliente inattaccabile, vai Leonardo andiamo che il post è già lì. Non ho dati, non penso che tu ne abbia, ma direi che stiamo parlando di un cliente davvero raro, il che fa sconfinare nell'esercizio di stile il post. Volevi fare quello? Vabbè è casa tua, ma se volevi fare solo quello si capiva poco; poi se la questione voleva essere più ampia, il post è davvero un po'sbilenco come discorso sul desiderio, la prostituzione, l'idea che “bisogna ascoltare la mentalità dei clienti per capirla ecc.” (riprendo dai commenti), perché quello che tu ipotizzi non mi pare un cliente tipo. Pure se avevi in mente il caso di una persona reale, il discorso non cambia e mi sembra che costui abbia una coscienza di sé davvero scarsa. Il che mi riavvicina più a un vittimista rancoroso ma in ottima salute cui scoccia sentirsi oggetto di qualche senso di colpa per i suoi sacrosanti consumi, che a un disperato condannato alla castità forzata. E infatti tutti i commenti maschili di approvazione stanno su questa linea.
    Di nuovo, non faccio testo, ma i pochi maschi disposti a ammettere di essere consumatori che ho incontrato erano esattamente così, con mogli, fidanzate (nel senso tecnico di prossime spose), ragazze ecc.

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  36. (2)
    Cioè, una delle cose che danno fastidio nel tuo post, è trovare argomentazioni assolutamente piatte, generiche e arroganti, che potrebbe fare un qualsiasi cliente che so, tranquillamente sposato e rancoroso nei confronti della moglie che magari osa pretendere da lui forse collaborazione nel quotidiano? senso di responsabilità? gentilezza? velate però dalla premessa: attenzione! non sparate sul povero disgraziato che altrimenti vive in castità forzata tutta la vita! Brutti moralistacci da strapazzo che in Europa c'avremmo pure la prescrizione medica e le prostitute controllate dallo stato. Insomma..
    Sul desiderio mi pare abbia detto di più quella commentatrice che parlava delle mille elusioni in proposito nella vita della maggior parte delle persone, che cercano surrogati pur di non affrontare i problemi (come quello del sesso con il coniuge, ad esempio).
    Ah, incidentalmente: per incasellare le donne in madri e puttane non è indispensabile entrare in un bordello, con torcia o meno, ma, in effetti, può anche succedere.

    P.S.: detesto intasarti il blog con le stesse cose ripostate all'infinito ma blogger con te non è molto rispettoso, ultimamente.

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  37. Quei poveretti che compreranno presto fegati di ricambio resecati a qualche volontario in una clinica malese o birmana perché, poverini, avevano il gene dell'alcolismo: non vorrete mica farli sentire più in colpa di quanto si sentano già?
    Del resto, l'operazione migliorerà sicuramente la condizione delle loro famiglie e la bilancia commerciale del paese esportatore.

    Questa dell”urgente desiderio sessuale maschile” è una delle più divertenti. Aspetto ancora che qualcuno me la spieghi.

    Preferirei davvero che biologismi, del tipo “il gene dell'obesità, della fortuna alle carte, del successo nel tiro al piattello, etc..” fossero lasciati ai reazionari.

    E' per i reazionari che il mondo- e le sue definizioni- vanno benissimo come sono. E' a loro che fa comodo dire (e, perfino, credere!) che sia, se non il migliore, l'unico possibile, salvo estendere costantemente la sfera di ciò che, nel pieno rispetto delle leggi, è vendibile e comprabile.

    E' solo in questo quadro “teorico” che si può giudicare un progresso la nascita di una prostituzione maschile per il consumatore di sesso femminile.

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  38. Bravissimo andrea, quelli che chiami “biologismi” sono i mantra del pensiero reazionario e controrivoluzionario, gobineau, evola, de maistre, junger ecc. La concezione di una “natura” antica, mitica e immutabile che giustificherebbe le ingiustizie e le violenze del mondo in atto. “Da sempre il debole soccombe al forte”, “la guerra è l'inevitabile strumento per far valere le proprie ragioni”, “la donna è biologicamente inferiore”, tutte le varianti possibili sul tema razza, tutte le varianti possibile sul fatto che “da sempre pochi detengono il potere e il sapere e così sempre sarà”. Ogni possibile riferimento all'”utopia” (in senso lato) e al rinnovamento culturale- delle menti e delle coscienze- è rimosso dall'orizzonte. Insomma, il pensiero anti illuminista che in tanti (specie in italia, specie nella chiesa ratzingeriana) stanno facendo rientrare dalla porta di servizio dopo che è stato sbattuto fuori dalla porta principale. E ci stanno riuscendo benissimo, dalla naturalezza con cui certi argomenti vengono maneggiati anche in contesti per così dire “di sinistra”
    OVVIAMENTE non credo affatto che chi ha tirato in mezzo la storiella del testosterone basico e urgente sia segretamente legato a questo pensiero e sia un nazista in pectore, tutt'altro; secondo me è solo abbastanza ignorante da non accorgersi del sapore intimamente reazionario di certe posizioni. Io invece sono convinto che bisogna sempre diffidare di chi invita a rassegnarsi al sopruso in nome della “natura”. Questa per me è una stella polare.

    A

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  39. (3) Il caso D'Addario ovviamente non dimostra né che esistono né che non esistono escort non sfruttate. Dimostra però inequivocabilmente che per evitare lo sfruttamento non è condizione sufficiente evitare le prostitute di strada e salire di prezzo.
    Dimostra anche, collateralmente, quanto non sia affatto facile per una donna sfruttata liberarsi di un protettore violento, anche quando ha il coraggio di denunciarlo e benché lo sfruttamento della prostituzione sia in Italia un crimine da lunga data.
    Per quanto insignificante posso poi citare un piccolo aneddoto personale riguardo alla provenienza geografica eurasica che ugualmente dovrebbe mettere al riparo dal favorire gli sfruttatori. Mi è capitato anni fa di servire diverse volte al ristorante due prostitute slavissime, di quelle biondine bamboline per intenderci, con italianissimo e romano protettore, il quale aveva l'evidente aria di essere in relazioni intime con la più carina delle due (che non era la più giovane). Qualche volta sono venute pure con dei clienti, molto spesso palermitani che parevano la caricatura del mafioso (gessato, accento, aspetto latino ecc.), e con la fede al dito, almeno il più vecchio e potente, che ovviamente prendeva la più carina, il gregario si acontentava della seconda scelta. Loro erano gentili, come no, gli portavano dei vassoi di sculture di frutta martorana che avrebbero facilmente fatto vacillare la mia già appannata virtù. Pure il protettore tentava di fare il carino con me, probabilmente non ero riuscita a essere abbastanza professionale da nascondere il mio disprezzo nei suoi confronti e ciò lo lasciava perplesso.
    Anche la nazionalità d'origine, direi, non mette affatto ipso facto i Gini in giro al riparo dallo sfruttamento.

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  40. Ok, lo ammetto: ero partito con le peggiori intenzioni. È che questi post, e questi commenti, che trasudano sufficienza e reazionarismo spicciolano mi irritano. Profondamente. Ero partito per dirne davvero quattro, stavolta. Poi ho respirato, e ho pensato che, in fondo, questa è la “casa” di Leonardo (per ogni blogger il suo blog è come la sua casa, valgono le sue regole e, ancora di più, il suo stile di scrittura e di esprimersi) e quindi non posso comportarmi come vorrei. E allora ho commentato sul mio di post, dove posso parlare senza rendere di conto a nessuno.
    Se vi interessa, vedetelo qua: http://sullarottamaggiore.wordpress.com/2010/11/14/ho-una-domanda-2-risposta-ai-commenti-di-un-altro-blog/

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  41. Vendi tutto, si chiama lavoro. Porzioni di mani, di fegato, di cervello. Non è naturale, e non è sempre concesso di potersi divertire. Anzi.
    Il sesso invece risponde a un dictat naturale, giusto. Non esiste un vincolo di obbligo, non ci si paga un mutuo, è forse essenziale alla specie, di certo si presume sia sempre divertente. Quanto meno. O che sia un vero e proprio godimento.
    Si fa in due. Richiede il minimo plurale. Se si diverte solo uno si perde una parte. Dov'è il gusto? In un gioco a due in solitaria? Il buco, ehm concettuale è qui.
    Io un divertimento, che sia naturale non lo sia, ci sto a pagarlo. Ma non se non rispetta le regole. Nel sesso è il piacere doppio. La regola. Almeno doppio, ecco. Non gioco a costo della partecipazione fittizia dell'altro. Se ci si diverte ci si diverte insieme. Senza barare. Questo si chiama fare sesso. Altrimenti è solo un lavoro. Non si chiama sesso. Non deve essere per forza divertente. Ci sono tanti modi di credersi liberi, riscattandosi, per esempio. Tutto si fa pur di non leggersi mai sinceramente mortificati e mortificanti.
    Sonya

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  42. non ho letto tutti i commenti che sarebbe un'impresa titanica (ho una vita)…ma ne ho letti molti (ho apprezzato in particolare quelli di EC). Non mi pare di avere visto una considerazione molto semplice: nella nostra società/cultura essere brutti è molto più grave e “invalidante” per una donna che per un uomo. Nel senso che è molto più facile che uomini “brutti” riescano a farsi apprezzare per le loro altre qualità (e quindi riescano ad accoppiarsi gratis). Come mai Leonardo ha immaginato lo stesso un puttaniere maschio? Ovviamente, perché l'inverso sarebbe improbabile. E allora? Mi pare che questa semplice osservazione infici un po' tutto il ragionamento sul fatto che vendere culo e vagina sia come vendere qualsiasi altra parte del corpo…mi pare proprio un caso di falsa neutralità. Avere sesso a pagamento è un'opzione aperta ai maschi, all'interno di un modello in cui le donne non sono pari.
    Lettrice (a scanso di equivoci, mediamente soddisfatta del proprio aspetto e della propria vita sessuale)

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  43. Visto che molti maschietti qui ammirano enormemente la prostituzione e la ritengono importante, li esorto a fare un atto d'amore per i/le pover* brutt* e sfigat* e a mettere in vendita le loro terga sul marciapiede.
    Vendete i vostri organi sessuali, c'è il mercato! Dopo aspetto con impazienza un post sull'argomento..
    Come?
    Vi fa schifo?
    Ma…prostituirsi dà tanti soldi, è uguale a qualunque altro lavoro! Signor Leonardo, smetta il faticoso insegnamento, e si prostituisca.
    Ne trarrà sicuramente grande gioia, è meglio remunerato e perfettamente normale.
    Barbara

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