Dalla parte del consumatore

Riceviamo e, con un certo imbarazzo, pubblichiamo:

Cara redazione del blog Leonardo,

sono un vostro affezionato lettore, a cui ogni tanto date qualche dispiacere. Ad esempio in questi giorni, quando anche voi è capitato di chiamare Berlusconi con quell’appellativo, “puttaniere”, che in bocca ad alcuni di voi suona come il colmo dell’infamia. Ecco. Anch’io sono un puttaniere. Non mi offendete certo, se me lo dite. Invece, sapete in che modo mi offendete? Paragonandomi a Berlusconi.

Non fraintendetemi. So benissimo che B. è, tra le altre cose, un puttaniere, ma vorrei che capiste che definirlo così è riduttivo, esattamente come sarebbe riduttivo definire Bin Laden un “musulmano”, o Hitler un “capo di Stato tedesco”. Solo un’infima percentuale dei musulmani dirottano gli aerei, e non tutti i capi di Stato tedeschi sono dediti al genocidio. Allo stesso modo, essere puttanieri non significa quasi mai giocare al bunga bunga con una decina di ragazze alla volta, usando ministeri e scranni parlamentari come merci di scambio. È un modo molto distorto di riferirsi alla mia categoria.

Io sono un puttaniere, sì. Non lo dico per vanto. In effetti, potrei anche vergognarmene. Ma mica per via dell’educazione cattolica o cose del genere. Potrei vergognarmene perché è un vizio costoso e fine a sé stesso, così come ci si vergogna di fumare o collezionare libri. Ma soprattutto, mi vergogno, in questi giorni, di avere questo vizio in comune con quella persona lì.

Adesso vi ha detto che è orgoglioso di essere quello che è (un puttaniere, appunto), e che è meglio essere così che essere gay. E tutti si sono messi dalla parte dei gay. E a noi puttanieri, chi ci pensa? Sul serio, siamo una categoria anche noi, con i nostri diritti e le nostre rivendicazioni. Ma ogni volta che quell’uomo salta fuori col suo orgoglio puttaniere, ci danneggia. Molto più di quanto danneggi i gay. Ogni parola che dice in difesa del suo stile di vita è un passo indietro per la nostra categoria. Ci avete mai pensato? Berlusconi ci fa perdere la faccia.

Per inciso, io non credo che avere il mio vizio sia “meglio” di essere gay. Molti dei miei migliori amici sono senz’altro gay. Magari anch’io lo sono. Sono un medio puttaniere italiano. Chi credete che io sia? Come mi immaginate?

Se continuate a raffigurarmi come un miliardario ottantenne che può avere tutto quello che desidera, non mi capirete mai. Non è del tutto colpa vostra, non ci sono statistiche serie. Ma fidatevi se vi dico che potrei più facilmente essere un adolescente timido che vuole capire come funziona il sesso. Molto più spesso, un padre di famiglia annoiato. O un gay represso, appunto. Nella fattispecie, sono un cinquantenne calvo e molto brutto. Il sesso mi è sempre piaciuto, ma io non sono mai piaciuto a nessuna donna. Gratis. Non ne faccio un dramma, è andata così. Brutti si nasce. E poteva andarmi peggio.

Anzi, tutto sommato sono stato fortunato. In altre epoche, in altri continenti, chi è brutto non ha nessuna speranza. Ma io mi sono trovato brutto nel bel mezzo di un enorme fenomeno di migrazione globale, un rimescolamento umano senza precedenti. Senza essere particolarmente dotato finanziariamente, mi sono ritrovato in un Paese invaso pacificamente da centinaia di migliaia di donne di tutte le razze, tutte più povere di me. Donne che, in una situazione normale, non mi avrebbero degnato di uno sguardo. Invece i miei euro li guardano volentieri. Io non gliene faccio certo una colpa, perché dovete farla voi a me?

C’è chi dice che le sfrutto, è buffo. Qualcuno che le sfrutta c’è, ma io davvero no, in coscienza non lo credo (sì, alcuni di noi hanno una coscienza). Io lo so che c’è gente che fa il mestiere perché è costretta – africane soprattutto – e con loro non ci vado (se non altro perché non mi ci diverto). Se avete internet, probabilmente siete in grado di farvi un’idea della tariffa media oraria. E quindi sapete benissimo che ci sono ragazze sudamericane, o dell’Europa dell’est (o italiane), che in un giorno prendono quello che prenderebbero in un mese lavando il sedere a mio padre infermo, o pulendomi la casa. Guadagnano anche meglio di me, e io sono un italiano con un posto fisso. Però nessuno le costringe… nessuno, a parte la famosa mano invisibile del mercato. Di sicuro non le costringo io. Anzi. Coi soldi che verso in sei mesi c’è gente che giù in Brasile o in Ucraina si paga il mutuo, compra libri e vestiti ai bambini, mette in piedi un’attività… Non è “sfruttamento” più di quanto lo sia qualsiasi scambio di denaro e prestazione.

Io so che questa cosa è difficile da accettare per molti di voi. Le donne, soprattutto. Non so esattamente perché, ma per molte donne è così. Non avendo mai avuto bisogno di pagare per godere, giudicano male chi lo fa. Io non ho mai avuto bisogno di pagare (per ora) perché qualcuno mi aiutasse ad alzarmi da letto o a fare una passeggiata nel parco, ma non disprezzo certo chi lo fa. Siamo tutti abituati a lavorare col nostro corpo, a consumare il nostro corpo lavorando, ad abusare del corpo di chi lavora per noi. Io sto otto ore davanti a un terminale, e in trent’anni ho perso cinque gradi di vista. Se fossi un operaio mi sarebbe venuto un qualche cancro ai polmoni. Siete mai entrati in una fornace? Otto ore a cinquanta gradi? Non è vendere il proprio corpo? Sì. È inumano, indecente, ma si fa. Tutte le parti dei nostri poveri corpi le vendiamo e compriamo tutti i giorni. Tranne culo e vagina, quelli in teoria no. Sono un tabù.

È da una vita che la sento, questa storia. Puoi vendere le tue mani, la tua vista, la tua intelligenza. Si chiama “lavoro”. Ma se vendi culo e vagina sei una brutta persona. Culo e vagina non dovrebbero essere merce di scambio. Culo e vagina si dovrebbero regalare solo alle persone che si amano. Una cosa molto romantica; a me, però, non mi ha mai amato nessuno. E quindi? Lo chiedo a voi, care signore, femministe o no: cosa deve fare un uomo molto brutto che ha una naturalissima voglia di vagina o di culo? Morire senza averli mai toccati?

Certo, sarebbe stato bello se un giorno una di voi avesse deciso di offrirmi la propria vagina così, per simpatia. Anche solo per salvarmi dall’orrendo baratro del sesso a pagamento. Purtroppo non è mai successo. Voi che sostenete che la prostituzione sia un difetto che va risolto alla radice, che bisogna entrare nel cervello del puttaniere e spiegargli che scambiare soldi per vagina è sbagliato – voi a me gratis però non l’avete mai data, e mai me la darete, e in più vorreste anche togliermi il vizio di pagarmi una mezz’ora di Ungheria alla settimana. Vi credete anche molto progressiste in questo. In realtà siete portatrici dello stesso razzismo istintivo di quando mi scansavate al ginnasio. Fosse per voi, ai brutti sarebbe semplicemente fatto divieto di scopare. E io invece scopo, alla faccia vostra. Finanzio un enorme mercato sommerso, e lo finanzierei anche se emergesse (anche se mi divertirei un po’ meno, lo ammetto).

Non farò la marcia dell’orgoglio puttaniere – ripeto, non sono particolarmente orgoglioso di quello che faccio. Non più delle schifezze che mi piace mangiare e delle sigarette che mi va di fumare. Non chiedo il vostro rispetto: disprezzatemi pure, se vi fa sentire migliori e a vostro agio con le parti del vostro corpo che avete recintato e messo fuori commercio. Vi chiedo solo di lasciarmi scopare quando mi va, perché scopare non dico sia un diritto, no, ma è una cosa naturale che ogni tanto posso aver voglia di fare senza far male a nessuno; e vi chiedo di non confondermi sempre col mostro di turno, col miliardario sessuomane o l’assassino seriale o lo stupratore. È vero, alcuni di noi sono assassini, stupratori, e perfino politici miliardari indegni del loro ruolo. Ma io sono una persona normale, che di rovina gli occhi e la schiena facendo una o due ore di straordinario per pagarsi una mezz’ora di allegria al sabato pomeriggio. Pensate anche a me, quando volete fare le vostre considerazioni sul puttaniere medio. Non solo a Berlusconi. Anzi, pensate un po’ più a me che a lui.

170 Comments

  1. Oddìo, un professore-prostituto!

    A parte gli scherzi, qui si intravede un… “buco nero” di maschilismo da parte del povero Gino-Leonardo.

    È chiaro che Gino-Leonardo vuole andare con ragazze GIOVANI e CARINE e, non essendo Ungaretti (cioè, essendo un laido vecchio come lui, ma non altrettanto affascinante) non trova merce a-gratis.

    Se Gino-Leonardo fosse alla ricerca di una donna con cui avere una relazione seria, hai voglia a trovarne, divorziate quaranta-cinquantenni ancora piacenti, ma magari con un figlio o due a carico, che fanno fatica a ricollocarsi sul “mercato” dell'amore.

    Invece Gino-Leonardo evidentemente vuole ragazze carne fresca; sapendo di non essere un Adone né un miliardario, né un poeta laureato. E dunque paga. Pensando che il fatto di non vedere un pappone vuol dire che il pappone non ci sia. Occhio non vede…

    Mi ricorda analoghi post sulle donne di Massimo Fini. Un uomo di discreta intelligenza, che però quando parla dei rapporti tra uomini e donne regredisce al rango di sedicenne brufoloso che urla “A BONA!!!” ad una sconosciuta per strada, e ci resta male se la destinataria non sorride (cioè sempre).

    Davvero, come dice Enrica, questo Gino-Leonardo è proprio brutto dentro.

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  2. Mi sembra che ci sia sempre un grosso fraintendimento. Nessuno ha chiesto un parere sulla bellezza interiore di una persona. Il Gino in questione non pretende di essere bello dentro, la cosa non gli interessa, e il moralismo a buon mercato non lo trattiene dal trovare la via più semplice verso la cosa che gli piace (che evidentemente non è un fantomatico bacino di quarantenni divorziate ansiose di copulare con un uomo brutto; non so, ognuno porta le sue esperienze, magari quel bacino esiste, ma è la prima volta che ne sento parlare; di puttane invece si sente parlare da un po' più di tempo).

    Io continuo a chiedermi: il moralismo a cosa serve? A una persona che ti dice che gli piace scopare tu rispondi che è un maschilista: e quindi? Gli dici che è brutto dentro: ma per questo un prete bastava e avanzava.

    Siete sicuri di essere meglio dei preti? Io non vi trovo molto meglio dei preti.

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  3. Bah, io conosco un sacco di quarantenni isteriche perché non trovano un coetaneo o più grande che se le fili.
    Oggi un ultraquarantenne che sta con una coetanea, peraltro, si sente un po' un fallito (vedi Di Cagna Abbrescia: “Ho avuto sempre mogli giovani”, come fosse uno status symbol – e in effetti lo è, quando non capisci niente di donne).
    È un peccato, io trovo le quarantenni molto fascinose. Ma non sessualmente attraenti, semplicemente perché sono donne, e a me piace… quel che le donne non hanno. Oddìo, un'altra inquietante somiglianza con i preti 🙂 però per me solo maggiorenni, giuro!
    Dunque niente moralismo, figuriamoci, ma se gli uomini cominciassero a guardare di nuovo le donne della loro età, forse scoprirebbero che non sono tutte triturac*zzi come le protagoniste di “Sex and the City” (“quattro donne che vivono proprio come uomini gay”).
    Certo, la ventenne albanese sbarcata fresca fresca dal gommone, come la professionista trentenne da appartamento, garantiscono a Gino-Leonardo di non dover mettere in gioco il cuore, ma solo il portafoglio.
    Gino-Leonardo ha tutto il diritto di vivere come vuole, purché non ce la venda come una scelta obbligata ed eticamente inattaccabile.
    Peraltro, è evidente che a Gino-Leonardo spaventa la parità, avrebbe paura di fare cilecca con una donna al suo livello, ha bisogno di una donna-oggetto nel vero senso della parola, cioè in vendita… Perché non ammetterlo, dunque? Nel paese dei vecchi libidinosi non è certo un peccato, anzi fa curricolo, anche a sinistra.

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  4. Grande.

    Snello e sciolto lo stile, scorrevole la metrica. Ritmo accogliente senza spigoli e senza tracimazioni. Gustosa la morbida ironia.

    Verità corrosive presentate con incantata ingenuità. Pensiero lieve che smutanda senza pietà la vergognosa ipocrisia delle speculatrici: quelle che la danno gratis ai ricchi, ai famosi, ai belloni. Per amore.

    Grande nella terribile, disincantata amarezza di parole che nessun media diffonderà.
    Nessun politico difenderà, nessun intellettuale
    chioserà.
    Veritò semplici, terribili demolitrici della menzogna della liberazione sessuale, del libero amore e delle altre trappole che hanno accecato una generazione.
    Homo sine pecunia imago castitatis.
    Finché ti puoi pagare uno spicchio di paradiso,
    vai, con la benedizione di chi sa, di chi conosce, di chi ugualmente sente.

    Vai, o grande!

    Syrtis Major

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  5. Complimenti Leonardo, veramente un gran bel pezzo, autentico, onesto, lucido, puntuale, vero. Non prestare attenzione alle tante menzogne ipocrite “politicamente corrette” e pseudofemministe che sono state scritte anche qui. Balle.
    La verità, diceva uno che se ne intendeva, è rivoluzionaria. Tu hai detto il vero.
    Sono con te al 100%

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  6. Questo è un grande articolo, che dinalmente fa luce sul un fatto importante, la sessualità è esclusivamente femminile, o si attua con le metodiche dalle donne richieste e ben descritte, o risulta del tutto errata, ergo si capisce che la sessualità maschile deve continuare ad essere espressa, attuata e fruita solo ed esclusivamente seguendo i dettami delle dee vaginocentriche.

    Per quanto mi riguarda, caro amico brutto, hai centrato il segno, la fica oggi come ieri come domani è un bene commerciale che in primis viene usato dalle donne per i loro scopi, solo successivamente si concede al maschile, salvo limitarne l'usufrutto ad esclusiva metodica femminile, e le femmine mai e poi mai la darebbero ad un brutto, mentre noi siamo come dire.. piu' creativi! sei grassa? no problem! abbiamo creato le BBW! sei secca? no problem! un paio di calze, trucco e fai di gagging! loro no! se non sei un tronista, uno che conta, un dicreto, uno coi soldi non va bene.. al massimo l'unica cosa che ti rimane da fare è tatuarti la scritta WELCOME sulla schiena ed azzerbinarti annullando te stesso in quanto uomo, per scodinzolare qualche speranza di copulamento data dal buon cuore di colei che con te se la tira, te la fa sudare, ti fa spendere euro su euro tra discoteche ristoranti, sushi e quant'altro..salvo poi volare per il brasile e farsi sbattere aggratisse dai Carioca tartarugati.

    Ora queste benpensanti del piffero, se vogliono avere la parità sessuale devono capire che la figa in italia costa troppo (perchè ricordatevi che dal primo drink alla prima copula siete voi tenuti a pagare, anche il preservativo che usate! e che le nostre emanzipate femminazi italiote non portano certo in borsetta, figuriamoci quando pretendono di farsela pagare salata da un precario che prende 600 euro lordi al mese!

    quando fa comodo sono vittime, salvo poi andarti a tradire col primo bastardo che passa,oppure dartela e 2 mesi dopo ripensarci, e fartela pagare denunciandoti per stalking, oppure vediamo, fare le webcam mentre i genitori di la preparano la cena e far vedere le tette per pagarsi l'ipad, oppure vediamo, aprire siti web e postare foto di nudo facendosi chiamare escorts (la ford non c'entra nulla) con tanto di listino prezzi! oppure vediamo, darla a qualcuno che conta e da velina ti ritrovi ministra, oppure vediamo, darla al datore di lavoro e fare carriera anzichè sbattersi come faceva la collega, oppure vediamo, darla al proprio fidanzatino e poi dire di essere state stuprate da un rom, oppure vediamo, no.. non continuo.. scusate.. ho i conati di vomito.

    l'ho sempre detto, le donne, a mio avviso, si distinguono in due categorie nette: le puttane e le pure, le puttane sono puttane e le pure, pure!

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  7. (1)Liberamente tratto da: “i racconti dell’impossibile”
    (una narrativa surreale del sottoscritto sull’ipotesi della traslazione dell’anima da un corpo ad un altro)

    Era una sera d’estate, finalmente uscendo dal lavoro incontrai le mie amiche e decidemmo di andare a cena insieme, misi il vestitino che mi piaceva tanto, frutto delle ennesime rinunce alimentari! Un velo di rossetto, il trucco giusto.. La serata era mia! Stasera sento che trovero’ l’uomo giusto, in fondo quel locale e’ sempre pieno di uomini interessanti..
    Quella sera Sonia mai immaginava cosa le stesse per succedere, qualcosa che tuttavia NON LE CAMBIO’ L’ESISTENZA, anzi..
    Uscendo di Casa Silvia fermo’ la sua vettura dinanzi al solito caffè, dove l’ attendevano le amiche, era in procinto di chiudere lo sportello del veicolo quando un uomo la avvicino’.. “Mi scusi, ma non ho potuto fare a meno di notarla, permetta che mi presenti, che faccia mio questo momento.. vorrei conoscerla, mi chiamo Andrea..”. Sorpresa, Silvia si gira e notando l’uomo come farebbe un banchiere dinanzi ad una richiesta di mutuo presentata da un precario, risponde “Senti, non mi seccare.. se non ti dispiace ho fretta.. magari perche’ non passi piu’ tardi dentro..”. “Scusami se insisto” rispose Andrea ” ma li dentro non posso certo sperare di poterti parlare tranquillamente..”. “Sparisci o ti accuso di Stalking!” No.. ok. ok.. troppo moderno.. vediamo.. Ah no! Ecco. La nostra Silvia risponde “Ascolta bello, smamma! Ho gia’ chi mi stura l’utero!” uhm.. no.. troppo rude.. Va bene, facciamo cosi.. mettete qui un qualsiasi vostro 2 di picche generico.. Va benissimo..
    Al che Andrea seccato risponde “Tu non sai cosa significhi cio’ che fai, l'avere la possibilità di cotale arbitrio, arrogante ed incivile! che tu possa avere 48 ore di mascolinita’!!” Detto questo si volta e scompare tra le luci della città. Silvia rimane per pochi secondi assorta.. per poi dirigersi verso il locale.. Ma proprio dinanzi all’entrata vi trova un buttafuori che le dice:”Hey tipo!?!? Ma dove ti credi di essere? Al carnevale? Smamma!” “Ma che diav..” Silvia non fa in tempo a rispondere che subito nota un cambiamento nella sua voce.. divenuta piu’ rauca ed imponente.. impaurita e perplessa guarda il tipo e poi se stessa, le tette erano sparite!! il perizoma faceva male e quella fantastica sensazione di assenza tra le cosce era divenuta una ingombrate presenza tra le gambe! In preda ad un momento di panico, Silvia si dirige verso la vetrina li vicino per constatare l’atroce verita’! Era diventata un UOMO! Terrorizzata provò ad urlare il suo sgomento ma al contrario, una sorda risata le usci’ dalla bocca.. scappò verso l’auto e di corsa verso a casa!Inutilmente le sue amiche la chiamarono al cellulare, alle quali rispose con un piu’ discreto sms dicendo che aveva trovato un uomo con cui passare la serata e scusandosi nel contempo per il ritardo.

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  8. (2)Silvia, o sarebbe meglio dire Silvio, passò intere ore a guardarsi nel suo nuovo corpo, il terrore pian piano svanì dietro al ricordo di quanto successo.. Inoltre aiutata dai nuovi stimoli del dna, cercò di elaborare lo sgomento per divenire padrone della nuova situazione.

    Ricordatasi dell’uomo incontrato prima, Silvio decide di vestirsi come un uomo e di andare in cerca del tipo.. gira la citta’ per tutta la sera senza risultato, allora cerca di tornare dalle amiche.

    Mentre viaggia, nota crescere in lei tutta una serie di esigenze e bisogni mai notate prim’ora; una su tutte, la voglia di sesso.

    Il buttafuori lo ferma, non aveva l’invito (era gratis solo per le donne), paga quindi 15 euro di ingresso.. si avventura dentro le mura del caffe’ cercando di darsi un contegno maschile.. Avvicinatosi alle amiche, e non sapendo come fare, provo’ a “rimorchiarle”.

    Finalmente Silvio(a) conobbe cosa significa avere l’impulso sessuale e cosa significa subire estenuanti rifiuti, sia per l’abito non consono, la mancanza di un giusto profumo, di un’auto come si deve, la mancanza di tanti soldi per offrire le bevute nonchè ritornare a mani vuote a casa e col “bimbo” sveglio..

    il giorno dopo Silvio si svegliò.. Riaveva le sue tette, l’effimera sensazione di assenza in mezzo alle gambe era tornata.. Decise di non dire nulla alle sue amiche.. ma soprattutto, di continuare a usare questo fantastico strumento di potere: LA PHEEGA!..Ora ne era ancora più consapevole…

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  9. Come hai dettu tu Leonardo, vengono ragazze da tutto il mondo a fare i comodi loro in Italia (con gli uomini italiani). Non è una frase razzista, perché di solito i razzisti se la prendono con gli immigrati maschi e le zingare che fanno l'elemonisa.

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  10. I maschi vanno per sesso a pagamento perché non lo trovano gratis.

    Questo sta scritto sulla Stele di Hammurabi.

    Gratis non ce n'è. A pagamento non si deve.
    Soluzione? Mumble…mumble…
    “Castità!”

    E' vero! Non ci avevamo pensato! E' un'ottima soluzione, in linea con le promesse della Liberazione Sessuale.

    “Non si fa commercio dell'amore!”
    Esatto: datela gratis e il commercio finisce.

    I maschi vanno per sesso a pagamento perché non lo trovano gratis.

    Il resto è menzogna. Ogni diverso discorso, ogni altra parola, ogni differente tesi è menzogna.

    Syrtis Major

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  11. Questo è un post scritto dal sottoscritto, oltre nove anni fa, in una mailing list che oggi non esiste più.
    ————————

    Ho qualcosa da aggiungere riguardo alla questione degli uomini che frequentano le prostitute. I motivi per cui tantissimi uomini si rivolgono alle signore e signorine a pagamento, non hanno niente a che vedere con il desiderio di dominio sulla femmina (stando a certe stronzate mediatiche) e a mio parere sono estremamente semplici. C’è chi le frequenta perché quella è per molti ragazzi e uomini timidi l’unica maniera per avere rapporti sessuali con una donna (personalmente ne ho conosciuti parecchi).
    Altri ci vanno perché in “quel periodo sfortunato” della vita, non trovano uno straccio di donna che gliela dia e poiché gli ormoni danno alla “testa” sono costretti dai medesimi a pagare. Ce ne sono parecchi che vi si rivolgono perché la moglie ha deciso di non dargliela più, oppure perché la consorte è un vero e proprio pezzo di legno, afflitta da mille problemi, mille paranoie, mille inibizioni. Ci sono uomini che pagano le puttane d’alto bordo (che non sono schiave di nessuno; scelgono di farlo, anche se “ufficialmente” non è vero) per poter praticare certi “giochetti estremi” che se solo osassero proporli alla propria fidanzata, convivente o moglie, verrebbero immediatamente bollati come maniaci sessuali e in qualche caso denunciati. Molti uomini vanno con le peripatetiche perché quello è l’unico modo possibile – per tanti comuni mortali – di scopare una strafica, magari russa o lituana, alta 1,85 e in possesso di…”3 metri” di cosce.
    Tanti altri uomini le frequentano per il puro e semplice piacere di “scaricare le palle” e di non avere rotture di palle.
    Personalmente, nonostante il diffusissimo disprezzo sociale verso chi le frequenta, non ci trovo nulla di scandaloso e di anormale. Eventualmente, cosa bisognerebbe dire di quelle (rare) femmine che pagano i gigolò?

    >>
    Sandro

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  12. Posso dire che la prostituzione spesso viene vista da chi la frequenta come sesso a basso costo. In più, che male dei soggetti maggiorenni e consenzienti che scelgono il sesso a pagamento come orientamento sessuale, sia nella domanda, sia nell'offerta? Basta con questa assurda “Meretriciofobia”.

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  13. Gibson versa a Robyn, la ex, 425 milioni di dollari, 800 miliardi di lire.

    “Quelli furono coiti veri!
    Questi sono miliardi veri!
    e io sono un puttaniere vero!”

    No questa non è prostituzione. Contro questa non cade la condanna sdegnata delle nostre paleo, neo, postfemmininiste. Nè l'ira di “Se non ora quando”. Né quella dei loro paladini. Qui nessun dileggio contro lo sfigatello, nessun invito all'autoerotismo. Qui la legge non persegue il reo, che non si impiccherà per la vergogna, come fu per altri.

    Questo non è commercio, è amore.

    Syrtis Major

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  14. Che meraviglioso mondo in cui viviamo , io ancora dubito che questo incantesimo caster come lo ha fatto !
    La mia bocca è piena di testimonianze , benedico mio marito ha lasciato la casa per due anni in Africa a sud per un turista , voleva dire una prostituta ed è stato stregare dalla ragazza che mio marito si rifiuta di tornare a casa , ho pianto giorno e notte alla ricerca per chi di aiutarmi , ho letto un giornale su un potente mago chiamato Dr Okojie e ho contattato il caster per aiutarmi a ottenere la mia amante di nuovo a me e non mi chiedo di preoccuparsi che gli dèi lottiamo per me .. mi ha detto che entro la metà di notte, quando tutto lo spirito è a riposo avrà un incantesimo per riunire il mio amante di nuovo me . E lo ha fatto in meno di 3 giorni il mio marito è tornato da me e ha cominciato a piangere che dovrei per perdonarlo , i, m così felice per quello che questo incantesimo caster ha fatto per
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    enuguhospitalinternational@gmail.com

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