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Edoardo il Confessore

5 gennaio: Edoardo il Confessore (1002-1066), re d’Inghilterra

Per chi è già re, la via per la santità è relativamente semplice: fondare un ricco monastero – nel caso di Edoardo, l’abbazia di Westminster – può essere determinante. Non solo i monaci continueranno a ricordarsi di te nelle loro preghiere, ma avranno tutto l’interesse a difendere la tua figura storica e a garantire sulla tua vita e i tuoi miracoli. Poi ci sono i parenti, tanto disposti a onorare la tua memoria da morto quanto diffidavano della tua figura da vivo: alcuni davvero non vedono l’ora che tu te ne vada in paradiso. 

Edoardo non è il primo santo in famiglia: già uno zio omonimo veniva venerato come “martire” perché era stato fatto uccidere dalla matrigna nel 978. Il termine “confessore” nel medioevo veniva appioppato ai santi che pur difendendo la fede (“confessando”) non ne morivano di morte violenta, evento tutt’altro che infrequente nel mestiere di monarca. Erano, tanto per cambiare, tempi complicati, che vedevano l’Inghilterra sospesa tra due centri di potere: Danimarca e Normandia. Edoardo è figlio di Etelredo II detto il Malconsigliato, che aveva rinunciato a invadere la Normandia per sposare Emma, sorella del duca di Normandia e soprannominata “la gemma dei Normanni”, si presume per l’avvenente bellezza. A Emma sarebbe capitato di sposare due re, generarne altri due, e fare da matrigna da altri due ancora. L’inizio della carriera di regina però non fu promettente: i Danesi invadono l’Inghilterra ed Etelredo, piuttosto di combattere, decide di scappare con tutta la famiglia dal cognato normanno. Non sappiamo se fu questa scelta a valergli il soprannome di Malconsigliato: fatto sta che Edoardo, undicenne, ne avrebbe trascorsi altri venticinque in questa specie di esilio, che a guardarlo dal nostro punto di vista tanto esilio non era, visto che almeno la madre doveva trovarsi più a suo agio da quella parte della Manica. Lo stesso Edoardo fa carriera e forse per qualche tempo diventa tutor del figlio del duca, il piccolo Guglielmo che poi conosceremo come il Conquistatore. Nel 1016 a Emma, rimasta vedova, viene proposto di sposare un nuovo re d’Inghilterra: Canuto I, il figlio dell’invasore danese che aveva fatto scappare il primo marito. Come dire di no? Ma Canuto è anche re di Danimarca, anzi fa già abbastanza fatica a regnare laggiù su alleati vichinghi piuttosto irrequieti, e l’Inghilterra resta in balia delle famiglie rivali. Quando anche Canuto muore, nel 1035, Edoardo e il fratello Alfredo provano a sbarcare nell’isola, ma non hanno fortuna: Alfredo in particolare viene catturato dal conte del Wessex che lo fa accecare per renderlo inadatto al trono: Alfredo muore poco dopo a causa delle ferite. Edoardo è già scappato in Normandia. La fortuna gira in suo favore nel 1041, quando l’Inghilterra ormai è controllata da Canuto II, figlio di Emma e Canuto. Il fratellastro di Edoardo regna sull’isola col pugno di ferro, ma non ha eredi e rischia di venire travolto da una congiura di palazzo o una rivolta popolare o entrambe le cose: propone quindi a Edoardo di co-regnare con lui. A Edoardo basta poco per essere amato dai nuovi sudditi: tanto per cominciare non è danese come gli ultimi conquistatori, né ha dovuto alzare le tasse per combatterli o per rimettere in riga qualche nobile riottoso. 

Canuto muore l’anno dopo in Danimarca durante un matrimonio di parenti, forse per un ictus (a 24 anni!): Edoardo, che pare non fosse un cattivo combattente, si ritrova re incontrastato di tutta l’Inghilterra senza avere vinto una sola battaglia e capisce forse nell’occasione che le guerre, meno si combattono, meglio è. Ovviamente non riuscì a farne del tutto a meno, ma riuscì a ridurle al minimo, addirittura sposando la figlia di uno dei suoi peggiori nemici, il conte del Wessex che aveva accecato e ucciso suo fratello. L’unione non lasciò figli, il che permise poi ai monaci di Westminster di ricamare la leggenda di un matrimonio ‘bianco’ contratto per necessità politica ma non consumato. Ma persino la mancanza di un erede diretto, che in una monarchia è spesso visto come indizio di fragilità, Edoardo riuscì forse a trasformarla in un vantaggio, se davvero promise a Guglielmo di Normandia di succedergli al trono. L’alleanza coi Normanni, in una fase in cui i Vichinghi erano presi dalle loro beghe, lo rese così sicuro in politica estera da consentirgli di smantellare del tutto la flotta che suo padre aveva istituito per difendersi dalle incursioni danesi (e che decisamente non aveva funzionato). Alla sicurezza nel Mare del Nord avrebbero provveduto i Cinque Porti, cinque municipalità affacciate sul mare a cui Guglielmo offrì in cambio speciali privilegi. Anche grazie a questa decisione riuscì ad abolire le tasse per il mantenimento dell’esercito.

Dai documenti che ci restano, non risulta che Guglielmo fosse particolarmente munifico nei confronti della Chiesa: la decisione di istituire un’abbazia a Westminster viene ricondotta a un voto che Guglielmo avrebbe fatto durante la sua giovinezza in Normandia, di recarsi in pellegrinaggio a Roma se mai un giorno fosse riuscito a tornare nella natia Inghilterra. Nell’isola, come si è visto, c’era tornato; dopo di che aveva scoperto di non avere poi tutta questa voglia di lasciarla di nuovo: né poteva fidarsi troppo di nobili e parenti. Sarebbe stato un papa (non è chiaro quale, anche a Roma erano tempi turbolenti) a suggerirgli di destinare il budget previsto per il viaggio all’erezione di una chiesa che sarebbe diventata il pantheon dei re inglesi. Quando fu eretta era la prima costruzione in stile romanico dell’isola (due secoli dopo fu completamente rifatta alla moda gotica). Edoardo fece appena in tempo a presenziare alla sua consacrazione: morì in quel 1066 così importante per la storia della sua nazione. Alla sua morte il trono fu reclamato sia da Guglielmo di Normandia (figlio dello zio), sia da Aroldo, figlio del suocero conte di Wessex (sempre quello che aveva accecato il fratello di Edoardo). Come sia andata a finire lo sapete perché lo avete letto sui libri di storia, e anche nel caso non sapeste leggere è più o meno tutto disegnato sugli arazzi di Bayeux. Guglielmo, benché molto diverso dallo zio per temperamento e per politica, fu probabilmente il primo a capire quanto fosse importante insistere sulla santità del re di cui si professava erede. Edoardo era una figura di re pacifico e autorevole, nato in Inghilterra, cacciato da invasori malvagi che per lungo tempo gli avevano impedito di tornarvi: tutto quello che Guglielmo non era, ma che gli inglesi avrebbero desiderato. Canonizzato nel secolo successivo, per qualche tempo fu considerato il protettore dell’Isola, finché i cavalieri di ritorno dalle Crociate non imposero la figura più guerresca di San Giorgio. È ancora il protettore dei matrimoni difficili, dei monarchi in generale e in particolare della famiglia reale inglese, che sembra averne spesso bisogno. 

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