Questa è una frana, ministro

C’è qualcosa che non va in tante cose che sento e che leggo. Duemila presidi – sono tantissimi – hanno firmato un appello al governo per scongiurare l’apertura delle scuole durante un picco pandemico. Fanno notare quello che dovrebbe essere noto a tutti da tempo, ovvero che le scuole non sono sicure, che l’età media dei contagiati sta diminuendo e che è sempre più alto il rischio di focolai. Qualcuno obietta che non hanno voglia di lavorare, e vabbe’. Qualcuno si domanda perché non hanno messo le scuole in sicurezza. La prima risposta che mi sale spontanea è: con quali risorse? Se il governo non ci ha dato niente o poco più di niente, inutili banchi a rotelle e non un budget decente per coprire gli insegnanti assenti, cosa avrebbero dovuto fare i presidi? Una colletta? Ma non è la risposta giusta. Del resto neanche la domanda è quella giusta. L’unica domanda giusta, in questo momento, è: ma avete capito dove siamo?

Siamo qui

Non abbiamo mai avuto così tanti positivi – certo, non abbiamo neanche mai fatto così tanti tamponi, ma dal grafico sotto (per il quale ringrazio il buon Gaspar Torrero) si vede come anche negli ospedali la curva stia tornando esponenziale. 

Siamo onesti: lo si poteva capire anche una settimana fa. Dieci giorni fa. Quindici. Perché il ministro credo che abbia detto questo: che se il contagio è aumentato durante le vacanze, significa che la scuola è sicura. No ministro, no, i contagi si misurano a quindici giorni, l’effetto delle vacanze di Natale al massimo comincia adesso. Ma è chiaro cosa significa una curva esponenziale? Dopo cinque ondate dovrebbe pure essere chiaro.

La curva esponenziale è una frana. 

E mentre una frana ti sta per venire addosso, anche le obiezioni più sensate cominciano a suonare pretestuose – voglio dire, sì, senz’altro le scuole avrebbero potuto essere messe in sicurezza, senz’altro bisognava pensarci prima e meglio, indubbiamente, sì, ma, che senso ha discuterne adesso? Di sicuro non usciamo a ristrutturarle adesso. Adesso c’è una frana: l’unica cosa sensata sarebbe restare a casa. Se i tetti reggeranno, poi discuteremo di tutte le cose che si potevano fare per evitarla. Poi. Adesso è ridicolo. 

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