Questo referendum è imbarazzante

Questo referendum è imbarazzante. Imbarazzante è l’idea che gli italiani possano essere disturbati un fine settimana, a rischio di contrarre un virus tutt’altro che debellato; e che le scuole appena aperte debbano essere subito temporaneamente richiuse, semplicemente perché qualche anno fa un comico si mise a dire nelle piazze che i politici erano i nostri dipendenti e quindi bastava licenziarne un po’ per ottenere una politica migliore; e la gente invece che riderci sopra ci fece un programma politico (cosa che credo stupì lui per primo). Questa idea, mi dispiace molto per chi la difende, è ottusa da tutti i punti di vista: da sinistra, da destra, di sopra, di sotto; non è neanche una questione ideologica, facciamo finta che invece di un parlamento di legislatori stessimo parlando di una fabbrica di gelato. Non sappiamo come funziona, ma sappiamo che ha 945 dipendenti. Quante possibilità ci sono che licenziando 345 dipendenti a caso il gelato migliori? Chi suggerisce un taglio del genere, di solito, non ha a cuore la qualità del gelato e non sta nemmeno pensando al risparmio. Vuole semplicemente trovare un sistema spiccio per mandare la fabbrica alla malora, forse è stato inviato dalla concorrenza. 

Quando qualche esperto cercherà di convincervi del contrario, cercate di capire di cosa esattamente è esperto, e se non è stato inviato da qualche tipo di concorrenza della democrazia parlamentare. Sgombriamo subito il campo dall’argomento più scemo: che il taglio di 300 rappresentanti comporti un risparmio. Anche volendo ipotizzare una produttività uguale a zero, ovvero ammettendo (e non concedendo) che i parlamentari durante il loro mandato non facciano niente, questo risparmio per le tasche dei contribuenti sarebbe irrisorio: più o meno un euro all’anno per ogni cittadino. Ma siccome qualcosa questi legislatori lo fanno, e persino i più ottusi tra i grillini se ne sono accorti, dobbiamo pensare che questo euro ci costerà un peggioramento della qualità della nostra legislazione. Non solo, ma una riduzione di un terzo del parlamento porterà necessariamente le attuali forze politiche a ridiscutere sulla legge elettorale e sull’assetto costituzionale, laddove le attuali forze politiche hanno già dimostrato in materia un’incompetenza che raggiunge e talvolta sorpassa la soglia dell’analfabetismo. Io non sono mai stato un feticista della “Costituzione più bella del mondo”, ma lo sto diventando. Non sarà così bella ma mi ha salvato da Berlusconi al Quirinale, da Salvini a Palazzo Chigi e da qualche altro scenario da incubo. Abbiate pazienza se me la tengo ben stretta (continua).

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