Il ritorno di Tutti i Santi, o quasi

Ognissanti non è un giorno come gli altri, su questa pagina. La rubrica sulla vita dei Santi, inizialmente snobbata dalla più parte dei lettori, col tempo si è conquistata la sua nicchia e oggi è uno dei principali motivi per cui qualcuno ancora si ritrova qui, o sulle mie pagine del Post. Io nel frattempo ho scritto altre cose che adesso non ha senso andarsi a rileggere; ma i santi tornano tutti gli anni, è il loro bello. Certo, avrei potuto scriverne meglio. No, sul serio, alcuni mi sono venuti davvero imbarazzanti. Altri così così. Altri persino molto belli, tranne quei due o tre errori che mi fanno vergognare. Insomma se avessi il tempo li rifarei da capo, ma questo si potrebbe dire per qualsiasi cosa.

(A proposito: io sto bene anche se qualcuno ha notato che qui non scrivo da due mesi. Ovviamente sono molto impegnato, ma altre volte che mi è capitato di essere molto impegnato scrivevo comunque come un matto, mentre stavolta no e non sono sicuro del perché. Stava diventando più faticoso che divertente e non è che ho smesso: non sono più riuscito a cominciare. C’entrerà anche il fatto che se invece mi vengono da scrivere due cazzate estemporanee c’è facebook, e tutto finisce lì).

Così, in attesa che mi passi questa specie di blocco che forse è semplicemente la maturità (la vecchiaia), ho pensato di usare il vecchio blog per riprendere i vecchi Santi e rifarli meglio.

Proprio così, mi spiace. Nelle prossime settimane – nei prossimi mesi – nei prossimi anni – sul blog ricompariranno Santi di cui si era già parlato. Non diventerà un blog di soli Santi: spero di avere altri argomenti; però ogni tanto ci saranno i Santi e a volte saranno i soliti Santi che potreste avere già letto. Alcuni pezzi saranno quasi uguali agli originali, tranne quei due o tre errori che vorrei non avere mai commesso. Altri saranno molto diversi, magari completamente diversi. Alcuni cominceranno uguali e poi diventeranno diversissimi, e il bello è che per saperlo vi toccherà rileggerli tutti da capo (ah ah ah). Alcuni scompariranno e nessuno ricorderà che siano mai esistiti, qualcuno in un commento si chiederà: ma che fine ha fatto quel pezzo su San Tale? Sssst, non è mai esistito San Tale, te lo sei sognato. Cancellerò anche molti riferimenti a Umberto Eco, non perché non siano pertinenti, ma perché senza accorgermene lo citavo in un pezzo su due ed è triste scoprirsi alla mia età ancora fanboy di Eco – meglio che fanboy di un sacco di altra gente, ma comunque. L’unica cosa sicura è che continueranno a essere pezzi poco seri, con un sacco di asserzioni buttate lì senza fonti.

Anche sul Post i pezzi saranno un po’ rieditati, ma resteranno appesi al link che hanno adesso. Anzi alcuni finalmente si ripotranno leggere nella loro forma integrale, visto che a un certo punto c’è stato un pasticcio col codice e alcune pagine si sono nascoste (non perse). Così alla fine di questa opera di riscrittura avremo su questo blog due versioni di quasi tutti i brani, più la versione del Post che sarà diversa da entrambe. Insomma molto più casino di prima. Trovo la cosa irresistibilmente medievale e assai appropriata.

Per secoli nei conventi un frate a turno ha intrattenuto a pranzo i confratelli leggendo le agiografie sanguinolente di Iacopo da Varazze. Questo blog quasi per caso si è ritrovato a fare la stessa cosa. Voi che ci capitate in pausa pranzo (o in attesa di un autobus – o dello stimolo giusto al gabinetto) avete la rara opportunità di sentirvi parte di una conversazione millenaria! Prego, è un piacere (nei prossimi giorni qui sotto rimetterò anche a posto il cestino della questua).

(A tutti quelli che hanno chiesto di farci un libro: ci si è provato, anche più di una volta: ma anche se non ci fosse la crisi dell’editoria, la crisi economica, la crisi climatica… temo che sarebbe comunque colpa mia: mi sono scelto uno degli argomenti meno pubblicabili in Italia e l’ho sviluppato nel modo più frammentario possibile. Tanta carta risparmiata, mettiamola così).

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