Batman v Superman: Dawn of Justice (Zack Snyder, 2016).

Due città si dividono la baia, e se nessuno è ancora riuscito a inquadrarle assieme, forse c’è un motivo.

A est c’è Zackopolis, terra solare di Dei olimpici o aspiranti tali. I templi sono più ottone che oro, se vogliamo proprio dirla tutta, ma l’aspirazione alla grandezza è genuina. C’è un’attesa messianica, un senso del divino e della meraviglia, quella nota di fascismo che gli americani sulle prime non riconoscono – addolcito da quella spezia camp, appesantito da qualche cedimento pacchiano che possiamo scambiare per ironia. Di film di supereroi ne trovi a ogni cantone, ma nessuno li inquadra come Zack. Nessuno ci crede davvero, hanno tutti paura di passare per ragazzini e ci scherzano su.

Come hai detto che si chiama tua madre?

Solo lui riesce a stare serio di fronte a creature di calzamaglia con o senza superpoteri, solo lui è credibile, perché solo lui ci crede. Di Batman ce ne sono stati tanti, e Ben Affleck non partiva avvantaggiato: ma Zack riesce a renderlo il più spaventoso di tutti. Superman è l’eroe più antico, il più ingenuo e il più difficile – è onnipotente, e allo stesso tempo troppo fragile: non regge la kryptonite né il ridicolo. Passa il tempo a salvare la fidanzata, ha una copertura ridicola e quegli stivali da imbecille, solo Snyder può trasfigurarlo in un Michele Arcangelo. Nessun altro avrebbe potuto confezionarci un film come Batman v Superman – e allora perché non l’ha confezionato meglio? La risposta forse è dall’altra parte della baia.

Ho fatto il militare in Israele,
cosa volete che m’impressioni Doomsday

A ovest c’è Nolan City, una terra oscura, che rimedia alla mancanza di grandezza aggrovigliandosi in mille arzigogoli. Qui la linea più breve tra una scena e l’altra è lo scarabocchio, e smarrirsi è obbligatorio. Da Nolan City arrivano gli sceneggiatori che hanno ritagliato due o tre tavole delle loro storie a fumetti preferite, rimontandole in un intreccio completamente diverso, e ingegnandosi a complicare ogni raccordo con lo scopo preciso di stordire lo spettatore. Batman v Superman non è un Film Fatto Male – non sarebbe così grave – è un film Fatto Male Apposta. Un pasticcio meticolosamente organizzato a tavolino, da professionisti consapevoli.

“Clark Kent e Bruce Wayne!
Come mi piace mettere in contatto le persone”

Sarebbe bastata una sottotrama in meno, una sequenza in meno, due spiegazioni in più, e BvS sarebbe stato un dignitoso film di supereroi come ce ne sono tanti. Ma a Nolan City non si ragiona così. A Nolan City si deve complicare tutto – perché una sottotrama sola se ne puoi infilare tre? Perché l’ordine cronologico, se puoi mescolare gli eventi come in un mazzo di carte? Tutto questo lo facevano i grandi scrittori prestati al fumetto che amavamo, e che avevano cose da dirci, e lo fanno anche gli sceneggiatori di Batman v Superman, che con quelle storie sono cresciuti e forse non le hanno nemmeno capite – si ricordano solo una gran confusione che era bellissima da sfogliare, e certe frasi icastiche che copiano di pacca. “Il mondo ha un senso solo se lo costringi ad averlo. Bella, in effetti.

Peccato che a Nolan City si faccia più o meno il contrario.. (continua su +eventi!)

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7 risposte

  1. quand'ero ragazzino nei cinema parrocchiali davano quelle robe tipo “ercole contro maciste” e robe così, erano improbabili e campati in aria, mi sa tipo questo, ma con un budget risicato, al contrario di questo
    però non è che sto a soffri': ho smesso di leggere superman quando se chiamava ancora nembo kid (pensa un po' te)

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  2. Quindi che faccio? Vado?

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  3. aho, e però manca sempre wonderwoman. scusa eh – da un seguace perplesso e un po' spazientito

    (appropos: copernico acché punto sta..?)

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  4. Non ci credo che sei andato a vederlo. Secondo me è un pesce d'aprile.

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  5. Se ti piace il genere non puoi perderlo. Passerai metà tempo a maledire gli sceneggiatori, ma è parte del divertimento.

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  6. WW è appena un cameo: appare, mangia in testa a tutti e ciao.

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