Brooklyn (John Crowley, 2015).
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| I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red and it’s round the World I will beg for bread until my parents would wish me dead. |
La sfida che tutti aspettavamo è realtà. Batman e Superman si affronteranno, in una lotta senza esclusione di colpi anche se poi si scoprirà senz’altro che era un equivoco e uniranno le loro forze contro una minaccia comune che –
– no dai basta.
Eh?
– Basta film di supereroi, non se ne può più.
Dici?
– Alla tua età poi. Sei patetico.
Ma ci vanno tutti…
– Tra l’altro pare sia un brutto film.
Capirai. Batman contro Superman, cosa pretendi?
– Pretendo della qualità, dello stile. Stasera andrai a vedere un bel film.
Ma ho già visto i fratelli Coen la settimana scorsa…
– Questa settimana è uscito Brooklyn. Con Saoirse Ronan.
Uh, che brava Saoirse. Di che parla il film?
– Di emigrati.
È un tema molto attuale!
– No, sono emigrati irlandesi negli USA, nel dopoguerra.
Sì, ma probabilmente l’autore ne approfitterà per mostrare i caratteri universali del dramma dell’emigrazione…
– No.
Ah no?
– È un film molto legato alla sua epoca. Ricostruzione filologica. Personaggi molto anni Cinquanta. Potrebbero essere i nonni. È la classica storia che ti raccontano i nonni.
Bene, quindi immagino che Saoirse all’inizio del film viva in Irlanda, in un contesto di povertà, di abbruttimento, dal quale non ci si può riscattare se non…
– In realtà sono tutti molto dignitosi.
Ah.
– Però lei è disoccupata e allora un prete le trova un visto e un lavoro a Brooklyn.
Un prete! Che ovviamente nasconde qualche vizioso segreto… magari è a capo di un racket, la tratta delle celtiche…
– No.
No?
– È una bravissima persona, attenta e riservata. La iscrive a un corso serale di contabilità. Le paga due anni di retta.
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| Anche i vostri nonni, almeno una sera, non sapevano come abbracciarsi. |
Ah.
– Deluso?
Beh, in effetti non è che possono sempre fare i cattivi, i preti.
– Non sarebbe realistico.
Voglio dire, un prete o una suora malvagio/a ogni tanto ci sta proprio bene, ma alla lunga diventa un cliché.
– Invece un bravo prete un po’ ti spiazza.
Già.
– Già.
E se andassi a vedere Batman?
– Non essere ridicolo. Andrai a vedere un film giustamente candidato all’oscar. Ed è piaciuto a tutti.
Tutti quelli che l’hanno visto.
– Certo.
Cioè magari non proprio tantissimi… ma quindi Saoirse arriva a Ellis Island e la ispezionano, la schedano, quarantena, magari le cambiano nome…
– No.
Ah no?
– Ha già i documenti a posto, saluta la guardia di frontiera ed è già in città.
Dove va a vivere? Sotto il ponte?
– In affitto da una signora.
Una megera che abusa di lei!
– No, una brava signora. Lei peraltro è una ragazza molto seria e diventa presto la sua inquilina preferita.
Ah, perché ce ne sono altre!
– Certo. Un po’ meno serie.
E quindi invidie, macchinazioni, beffe crudeli, bullismo…
– No, anzi, è così adorabile che l’aiutano a truccarsi.
Ma insomma che lavoro fa?
– Commessa ai grandi magazzini.
Vessata dalla caporeparto!
– No, anche lei è una brava persona che le dà ottimi consigli.
A che punto del film saremmo?
– Più o meno quaranta minuti.
E non è ancora successo niente.
– Come fai a dire che non è ancora successo niente? (continua su +eventi!)


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