Un Jimi noioso? Impossibile! Eppure…

Il Jimi vero con la Etchingham vera.

Jimi (All Is By My Side), John Ridley, 2013.

 

James Marshall Hendrix detto Jimi è uno dei più grandi musicisti del secolo scorso. Se la chitarra elettrica è uno strumento che si può suonare in un centinaio di modi diversi, a lui ne dobbiamo più o meno novantotto. Cresciuto in una famiglia disagiata, a 14 anni imparò il riff di Peter Gunn su un ukulele con una corda sola. L’anno dopo si procurò uno strumento. Quattro anni dopo lo arrestavano su una macchina rubata, anzi due. Un anno dopo era nell’esercito, paracadutista, vittima di molestie sessuali. Un anno dopo suonava per Little Richard. Cinque anni dopo era l’artista più pagato del mondo, dava fuoco alle chitarre, violentava l’inno nazionale. Un anno dopo era morto soffocato, e ne aveva 27. Scrivere e girare un film noioso su di lui sembrava impossibile. John Ridley ci è riuscito. Come diavolo ha fatto. 

 

Certo, farsi negare dalla famiglia i diritti delle canzoni può aiutare. Ma non basta – ricordate quando Todd Haynes riuscì a fare un film su David Bowie usando tutte le canzoni tranne quelle di Bowie – ecco, non sarebbe sufficiente nemmeno eliminare le canzoni per rendere Jimi Henrix noioso. Ci vuole qualcosa di più. Bisogna fare in modo che ogni volta che il musicista apra la bocca, sia per fare uscire cose irrilevanti come “Uhm”, “non saprei”, “d’altronde e così” – finché dopo qualche dozzina di scambi del genere, con interlocutori altrettanto ispirati, non sorga sulle labbra del generoso André 3000 uno di quei memorabili aforismi che ragazzini cercavamo setacciando i volumi Arcana con le traduzioni dei testi, per poi tracciarli con l’uniposca su quegli zainetti che ci avrebbero reso persone interessanti. QUANDO IL POTERE DELL’AMORE VINCERA’ SULL’AMORE DEL POTERE IL MONDO SARA’ UN POSTO MIGLIORE, amen fratello. Nel film Hendrix se ne esce con questa cosa in una discussione con due Pantere nere – loro vogliono trasformarlo in un artista engagé, ma non hanno fatto i conti con il Potere dell’Incarto del Cioccolatino Perugina!

 

Ci sono poi le donne; Hendrix ne ebbe diverse, com’è abbastanza ovvio che capitasse a chitarristi di bella presenza. Chitarristi, belle ragazze, droghe, Swingin’ London, adesso dimmi com’è possibile trasformare tutto questo in una storia noiosa. È appunto un’impresa per John Ridley. Lui sa che dietro a ogni uomo di successo ci sono una o due immense rompipalle che non fanno che prendersela perché lui non canta oppure canta troppo, non esce oppure esce troppo, non frequenta amici o ne frequenta troppi, non è in fondo tutto quello che abbiamo sempre sognato di vedere in un biopic su una delle più grandi rockstar degli anni Sessanta? Decine di minuti di groupies che si lamentano, sì, perdio! Niente sesso, solo lagne lagne e lagne, perché la nostra missione era rendere noiosa la vita di Jimi Hendrix, e Dio sa che ci siamo riusciti. In seguito potremmo girare un’ora e mezza di Adolf Hitler che si rilassa nella natura, perché no? La Noiosa e Pacifica Vita di Adolf, qualche premio in giro ce lo daranno senz’altro.

 

Ridley è riuscito persino ad attirare l’ira di un’ex convivente di Jimi, Kathy Etchingham, la cui versione cinematografica in effetti non fa che rompere l’anima, finché a un certo punto Henrix non la picchia a sangue in un locale. La Etchingham nega che sia mai successo; di Hendrix ha solo bei ricordi, era un ragazzo sensibile eccetera. Può anche darsi che si tratti di rimozione, e tuttavia la sua testimonianza è interessante perché il film sembrerebbe scritto da un punto di vista molto vicino al suo: una parrucchiera che ha l’opportunità di fidanzarsi con una rockstar un po’ ruspante e scoprire che la cosa non ti svolta la domenica pomeriggio, anzi. E però poi quando senti la vera Etchingham dire: ma siete matti? Macché parrucchiera, mio padre possiede mezza Irlanda, e di sicuro non ero quel tipo di ragazza che dice “fanculo” in mezzo alla strada, ecco: a quel punto ti domandi: ma allora chi è la vera parrucchiera, John Ridley? Chi è che aveva la biografia di Jimi Hendrix a disposizione e invece di raccontare di quella volta che per battere gli Who nel loro campo diede fuoco a una chitarra, o di quando per sbaglio buttò un patrimonio di cocaina nel sifone di un lavabo, o il successo, o la deriva, o la morte tragica; invece di tutto questo, decidi di fargli dire “uhm”, “gli uomini sono così”, “i marziani ci salveranno” e raccontare di come nel ’67 due tizie se lo litigassero?

 

In mezzo a tutto questo una manciata di scene che fanno ancora più rabbia, perché ti lasciano immaginare che film avrebbe potuto fare Ridley se la musica gli fosse interessata un po’ di più dei sentimenti e dei cartigli Perugina. Quando si fa invitare dal palco dei Cream, e ruba sventatamente la scena a Eric Clapton; e la storica cover di Sgt Pepper, in cui André 3000 può finalmente scatenare su un palcoscenico il Jimi che si era preparato. In quei momenti scivolano via dalla sua faccia anche quegli assurdi tredici anni in più. Jimi: All by my side è all’Impero di Bra alle 20:10 e alle 22:30. Oppure potete guardare un po’ di suoi video su youtube mentre litigate con la ragazza perché vuole essere accompagnata da Zara – che è più o meno la sensazione che voleva ricreare per voi John Ridley col suo film, grazie John Ridley. 

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