Naomi non è tua nonna

Il sole, il mare, lo iodio, due palle così
Il sole, il mare, lo iodio, due palle così.

Two mothers (AKA Adore, Anne Fontaine, 2013).

 

Naomi Watts e Robin Wright sono amiche del cuore e vicine di casa. Abitano in un’Australia che sembra un’isola deserta, passano tutto il tempo in spiaggia a mettersi un sacco di crema e doposole e a prendere un sacco di sole. Il marito di Robin è a Sidney perché vuol far carriera. Il marito di Naomi Watts è morto. Naomi Watts e Robin Wright passano tutto il tempo assieme ai reciproci figli, due pezzi di surfisti australiani appena diciottenni. Siccome lo sanno tutti come andrà a finire – è il motivo per cui sono venuti al cinema – stasera doppio spettacolo milf! Robin e Naomi si fanno i figli a vicenda! – il preambolo dura soltanto mezz’ora. È comunque una mezz’ora leeeenta in cui Anne Fontaine non riesce a costruire una tensione erotica decente. Questo è imperdonabile – voglio dire, possiamo tutti sbagliare qualcosa nella vita, ma se hai Naomi Watts e Robin Wright e due pezzi di surfisti californiani diciottenni, e con un materiale del genere riesci lo stesso ad annoiare, c’è veramente qualcosa che non va. Non è così difficile, l’erotismo.

 

Il mare, i giochi, le fate, DUE PALLE COSI’.

Non dovrebbe esserlo, perlomeno. Spiagge deserte, case tutte vetri, corpi giovani, corpi maturi ma ancora in forma, tabù da distruggere, qual è il problema? Perché tutto questo non funziona? Tanta nostalgia per le zie e i nipotini di Le segrete esperienze di Luca e Fanny, quelle sì che erano serate interessanti. Dopo la prima mezz’ora di tuffi e sguardi, due castigatissime scene di sesso ci fanno capire che l’erotismo alla Fontaine non interessava proprio. Rimane il mistero: cosa le interessava? Non riusciamo ad affezionarci ai personaggi, sono figurine piatte quando non francamente antipatiche. Il sospetto di lesbismo che avrebbe dovuto aleggiare su tutta la storia viene liquidato a risatine, ahahah! Lesbiche noi? Ma sì una volta per tenerci in allenamento abbiamo limonato, ma questo non vuol certo dire che. Puoi trovare più coraggio e introspezione nei bigliettini delle ginnasiali. D’altro canto, se fossero lesbiche sarebbe un problema? Nel 2013 in Australia? Two mothers forse è degno di sopravvivere all’oblio perché fotografa l’istante in cui un tabù si svuota da dentro, e un tema che doveva sembrare morboso si rivela normale ai limiti della banalità. Non solo perché su internet abbiamo tutti visto cose un filo più spinte: ma quale ragazzino diciottenne non vorrebbe, potendo, farsi iniziare al sesso da Robin Wright o Naomi Watts? Per quale motivo Robin Wright o Naomi Watts dovrebbero resistere alle avances di due aitanti surfisti diciottenni? Sul serio esiste il tabù Non Giacerai con le Amiche di Famiglia e i Loro Figli? In Australia?

 

E ci rimane un’ora di film. Risolta la suspense sul “Come inizieranno?”, non resta che chiedersi: come andrà a finire? Ovviamente i ragazzi troveranno compagne più giovani, in modi abbastanza prevedibili – e fermo restando che la prima Milf non si scorda mai. Verso la fine Naomi Watts diventa nonna, e se lo chiedete a me, non funziona, Naomi non è una granny, proprio no. E siamo al punto di partenza: forse sulla carta l’idea di avere una relazione con una persona che ti conosce sin da bambino potrebbe risultare morbosa… ma se questa persona ha le fattezze di Naomi, andiamo, chi è che non ci proverebbe con Naomi? Persino gli scimmioni alti otto metri non resistono a Naomi. Il finale poi, se qualcuno ha la pazienza di arrivarci, non è così scontato; e riscatta in parte con una bella immagine simbolica un racconto che non ha mai ingranato veramente. Peccato che a quanto pare nella versione italiana al cinema il finale sia stato tagliato – e a questo punto probabilmente del racconto originale di Doris Lessing non è rimasto niente. Two mothers è all’Aurora di Savigliano alle 21:15 e al Fiamma di Cuneo alle 21:10. Io lo lascerei dove sta.

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