Calcinculo colpisce ancora

Non mi ricordo nemmeno chi dei due sta convincendo l’altro che il suo destino è fare il supereroe – si scambiano i ruoli, dai, è chiaro che sono due proiezioni della stessa persona.

Kick-ass 2 (Jeff Wadlow, 2013)

 

Dave Lizewski è cresciuto. Sta per andare al college. Non è più quel coglione che mascherato da super-eroe se le faceva dare di brutto nei video più cliccati di youtube. O no? Da qualche parte nella sua testa riccioluta di tardo teen-ager annoiato si aggira ancora quella fantasia allucinata, la bambina assassina. È cresciuta anche lei, adesso ha, gasp, quindici anni. Ancora pochi per alimentare fantasie sessuali consapevoli, quindi continua a vivere in un fumetto iperviolento dove salva Dave dai criminali spaccando ossa e tranciando mani. Dave Lizewski non è cresciuto. Non può. Da qualche parte sa di essere anche lui il protagonista di un fumetto. E che malgrado ogni logica e verosimiglianza, si ricalcherà il cappuccetto verde in testa e si rimetterà a prendere botte in compagnia di qualche altro cosplayer sciroccato.

 

Ci sono vari motivi per cui un film di Kick-ass è più interessante di quasi ogni altro film di supereroi. Uno è Chloë Grace Moretz, la bimba assassina. Un altro è Chloë Grace Moretz, ora anche teen-ager alle prese con le risaputissime dinamiche dell’high school (indovina, ci sono tre cheerleader che la prendono di mira, ma lei è più tosta. C’è anche la gag sul vomito, che nelle comunità giovanili americane dev’essere una specie di tabù: chi vomita in pubblico perde automaticamente il suo status). Il terzo motivo è l’ambiguità fondamentale del concetto di Kick-ass, una serie che nasce per prendere per il culo i cosplayer (quelli che si travestano da personaggi alle convention), ma alla fine per esigenze di drammatizzazione finisce per trasformarli in eroi veri. È come se don Chisciotte a un certo punto, in virtù della sua purezza di cuore, diventasse realmente un grande cavaliere, e Ronzinante un focoso destriero, e Dulcinea prendesse le forme, che ne so, di Chloë Grace Moretz. Nel primo episodio Lizewski inaugurava le imprese facendosi accoltellare e investire da un’automobile; nel finale saliva su un grattacielo con uno zainetto a reazione. Succede più o meno la stessa cosa anche stavolta. La storia comincia nel reame del verosimile, raccontando di sfigati che per varie traversie esistenziali hanno deciso di andare in giro in maschera e opporsi al crimine, rischiando di farsi molto male. Non sono tutti nerd incurabili, c’è anche la coppia che ha perso un figlio e lo fa per tenere alta l’attenzione sul caso: il quarto motivo per cui Kick-ass è interessante è per questa commistione di ridicolo e struggente, purtroppo appena accennata. 

 

Lui è un mafioso che ha scoperto Gesù.

Lentamente però si entra nel regno della fiaba; è un percorso irresistibilmente regressivo, in cui Chloë Grace Moretz ti prende per mano. Un quinto motivo per cui Kick-ass può darti i brividi, è che i due piani (realtà e fumetto) non combaciano mai bene, e ti suggeriscono che qualcosa non stia funzionando: lo stesso pugno può romperti il naso o rimbalzare. Forse qualcuno sta sognando. Forse l’unico vero supereroe, Chloë, in realtà non esiste, è soltanto un fantasma nella testa di Dave. Il suo coniglio fantasma. Una scheggia di infanzia che non si rassegna: non andrai mai al college, il tuo posto è qui, tra i fumetti. Presto o tardi il fiabesco prende il sopravvento. Un Jim Carrey quasi irriconoscibile è il mago sacrificabile che proverà a rifare di Dave un eroe. Christopher Mintz-Plasse è l’ex amico viziato delle medie: per trasfigurarsi in antieroe gli basta calcarsi in faccia le maschere sadomaso della mamma appena morta. Coi soldi dell’eredità ha deciso di finanziare una squadra di super-cattivi che sono, definitivamente, non di questo mondo; tra cui la gigantessa Mother Russia, protagonista di una delle scene più assurdamente violente e, lo confesso, divertenti. 

 

Un sesto motivo per cui Kick-ass mi è piaciuto di più di tante altre trasposizioni da fumetti, è che non ho letto il fumetto. Chi lo conosce si sta già ovviamente lamentando delle edulcorazioni – però capiamoci; è pur sempre un film dove una quindicenne ti taglia le mani e una falciatrice da giardino può tranciare un paio di giugulari. È comunque interessante notare alcune autocensure: una riguarda uno stupro, ribaltato in farsa ma con un dettaglio realistico: come succede a molti violentatori veri, il supercattivo non riesce ad avere un’erezione, e quindi decide di compensare con le botte. L’altra riguarda un cane, con tanto di strizzata d’occhio dello sceneggiatore: a un personaggio umano si può tagliare la testa, al suo cane no. “Non sono così insensibile”, dice il perfido Chris. 

 

“Hai ucciso mio padre!” Giuro, in quel momento sembra quasi una cosa seria.

Il settimo motivo per cui Kick-ass, a dispetto di molte recensioni insoddisfatte, mi ha divertito parecchio, è che io i cosplayer li sento torbidamente affini. Certo, non mi dispiacerebbe vederli tutti orrendamente menati. Ma poi appena qualcuno ci prova davvero comincio a sentirmi in pena. È che alla fine anch’io ho avuto per tanti anni una doppia vita, un’identità segreta. No, di notte non mi mettevo dei cappucci buffi, ma quasi. Mi bastava assumere un nick ugualmente buffo. E anch’io andavo in giro a caccia di bricconi, saltando di sito in sito; e li inchiodavo alle loro malefatte, e in qualche caso mi facevo pure male. Ero un blogger. Lo sono ancora. Da che pulpito posso fare la predica a uno sfigato come Dave. La sua fame di avventura la capisco benissimo. Lo sguardo rassegnato del padre, perché m’è capitato un ragazzo così, l’ho già visto. Calcinculo prima o poi crescerà. Ma fino ad allora, vai di calcinculo.

 

L’ottavo motivo è Chloë Grace Moretz – stavo per dimenticarmi che in questo film c’è Chloë Grace Moretz. In seguito ne farà tantissimi altri. Ma non avrà più sedici anni, e non assalterà più un furgone in vestito nero e camicetta bianca gridando ai gangster: “siete morti, succhiac****”. 

 

Kick-Ass 2, indovinate, è al Cinelandia di Borgo San Dalmazzo alle 20:20 e alle 22:40. È un film molto violento. Meglio aver già visto il primo episodio. Buon divertimento.

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