Si scherza, maiale

Suona il telefono, tu stai sicuramente facendo qualcosa di più interessante. Però chi lo sa, magari è una chiamata importante; così rispondi. È Calderoli.

Calderoli che balbetta e che t’informa che nelle prossime ore, su internet e sui giornali, compariranno notizie su di te, su di lui, che sono tutte una montatura, insomma lui non voleva dire quello che è stato detto da lui, un casino, un gran casino. Sarebbe probabilmente un casino anche se non provasse a spiegartelo Calderoli. Ma, insomma, per farla breve: orango tango.

A capo di cinque minuti, cinque minuti della tua vita che sarebbero preziosi anche se non fossi un ministro della repubblica, hai capito più o meno questo: Calderoli durante un comizio ti ha dato dell’orango tango. Però la cosa è arrivata ai giornali e quindi Calderoli adesso si sta scusando con te. Calderoli infatti non intendeva davvero paragonarti a un orango tango. Cioè, insomma, Calderoli a un comizio ha evocato un orango tango, ma si sa cosa succede ai comizi, no? Ai comizi leghisti, insomma. Si beve, si canta, se ne dicono tante, e insomma… orango tango. Ma non voleva veramente dire orango tango. Se non fosse stato un comizio, se non fosse stato Calderoli, non avrebbe mai detto orango tango. Purtroppo è capitato di essere a un comizio, ed essere Calderoli. Ma poteva capitare a chiunque, no? Di nascere Calderoli. Non lo si può veramente incolpare di questo, e così in un qualche modo bisogna pure perdonarlo, congedarlo, metter giù il telefono, ché i minuti sarebbero preziosi anche se non fossero i tuoi.

Solidarietà al ministro Kyenge, che ha ricevuto la telefonata che nessuno vorrebbe ricevere, e pare sia riuscita a metter giù senza mandarlo a cagare. Io non sono ministro della repubblica e quindi posso: Calderoli, da bravo, a cagare. E attenzione: quella cosa che ai maiali piace razzolare nelle loro feci… è una leggenda. Lo fanno solo se sono costretti, in cattività. Sono animali relativamente puliti. Anche tu hai ancora tanto spazio a disposizione, pulisciti almeno la bocca.

9 Comments

  1. fossi stato io il ministro kyenge avrei:
    – mandato a cagare calderoli
    – fatto un comunicato dove avrei detto di aver mandato a cagare calderoli

    certo che quella di calderoli era una battuta!
    razzista

    tutti facciamo battute infelici, magari poco divertenti, ma se fai battute razziste vuol dire che fai pensieri razzisti
    io ho una collega italo-etiope. è una stronza, a volte. ma dipende dal comportamento, non dal certificato di nascita o dal colore.
    io ho un sacco di colleghi stronzi, per dire
    essere razzisti è semplicemente questo: non giudicare le persone per quel che fanno, ma per quel che si pensa siano quelli come lei…

    oltretutto… amico calderoli: ma ti sei guardato allo specchio? sei proprio sicuro di essere nelle condizioni di giudicare qualcuno per l'aspetto?
    se uno dava retta a lombroso eri spacciato!

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  2. “La mia legge elettorale? Una porcata!”
    “Il ministro Kyenge? Un orango-tango!”

    Non è che per caso Calderoli da piccolo voleva andare allo zoo, i suoi genitori gliel'hanno negato e da allora fa metafore animali solo perché non ha ancora superato lo shock?

    Orsù, forse verrà il giorno in cui ci presenterà la legge-fenicottero.

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  3. La vicenda Calderoli è stata accuratamente costruita per distogliere l'attenzione dalla ben più grave vicenda Kazaka-Ablyazof e quella dell'aquisto degli F35. Mi pare ovvio ed è un vecchio trucco.
    Per Alfano sembra che Letta ed Epifany pare abbiano dei toni molto più pacati di quelli riservati a Calderoli per cose che la Lega fa da anni. E si tratta di una cinquantina di agenti in borghese mandati a espellere nottetempo una madre ed un bambina piccola.
    Per gli F-35 il PD si era espresso già per il non acquisto in campagna elettorale e ora che sono al governo, sticazzi, sono buoni a menarla agli altri solo quando sono all'opposizione, ecco perché gli rogna governare. Partito di merda, ahimé, davvero.
    Il problema è che temo con i M5* valga lo stesso principio (abbiamo il cuore puro solo se non dobbiamo governare).

    Mah
    Andrea Kimboz

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