Il mio molto trascurabile contributo al dibattito sugli shorts.

È probabile che in questi giorni saltellando per l’internet italiana abbiate sentito parlare di shorts, del fatto che tutte le ragazze abbiano il diritto di mettersi gli shorts e nessuno abbia il diritto di molestarle perché portano gli shorts. Questo fondamentale e rinfrescante dibattito, in cui mi tuffo buon ultimo e per il semplice motivo che è luglio e mi piacciono gli schizzi, è partito da un pezzo del Secolo XIX, perfettamente riassumibile nel titolo: Ragazze in shorts, vi siete viste?

Il suo autore, il giovane scrittore Marco Cubeddu, è stato accusato di rappresentare il punto di vista che molto maldestramente attribuisce a una sua “compagna”: non possono lamentarsi se poi le stuprano. Ma tutto il pezzo è scritto con una goffaggine che mi porta a escludere la tesi della provocazione d’artista, roba da Foglio insomma: di solito quando si parte per queste imprese ci si munisce di armi retoriche un po’ più affilate. Cubeddu invece oscilla sul tema con l’aria assonnata di uno che ha scambiato un articolo sul Secolo per il bar sottocasa, ma proprio quello in cui scende a fare colazione, e magari quel giorno ci è sceso in pigiama perché è già tardi e non aveva sentito la sveglia. “La violenza sulle donne”, ci tiene a ricordarcelo, “è disgustosa”. Lo scrive in grassetto, così ci rimane impresso. Ma poi sembra di vederlo davanti al cappuccino, ruminante brioches e riflessioni su tredicenni in shorts mentre ancora si stropiccia gli occhi, si scaccola; e partono virgole a casaccio, errori di sintassi (“Inoltre, anche se impopolare, bisogna dirlo”), e istanti di comicità involontaria che hanno fatto venir voglia di uscire in shorts persino a me. (“Nessuno dei miei amici si fidanzerebbe con una che si veste così“, ah beh allora). Cubeddu, se passi di qui non prendertela, sono sicuro che nella tua breve vita hai già venduto più copie del misero autore di questo blog. Magari rileggiti alla fine, da’ un’occhiata alla punteggiatura; è il minimo che ci si aspetti da un fan di Nabokov.

Il giorno dopo è uscito un altro pezzo, stavolta su Vice: un magazine on line, credo che si possa definire così, che è l’ultimo posto su internet in cui andrei a cercare del moralismo un tanto al chilo. Sul serio, prima che su Vice darei un occhio su youporn, hai visto mai. E invece. Sarà che ormai è un vizio pure il moralismo, in mancanza di meglio.

Anche qui la tesi di Chiara Galeazzi è già tutta nel titolo: NON È COLPA DEGLI SHORTS, MA DEGLI UOMINI CHE LA PENSANO COSÌ. Giusto per mettere subito in chiaro di cosa stiamo parlando: di “colpa”. Più sotto verrà proposta anche il rimedio: il bromuro. No ironia. In realtà è un pezzo interessante – non meno involuto di quello di Cubeddu – in un certo senso lo riequilibra. Tanto è goffo e arruffato Cubeddu, così comodamente adagiato nello stereotipo di maschio italiano al bar (ti immagini le ciglia a mezz’asta mentre la pupilla corre dietro agli shorts della ragazzina), tanto è furiosa la Galeazzi: cosa stai guardando! porco! vergognati! Di quel tipico furore troppo sicuro delle proprie ragioni per riuscire a difenderle davvero. Parlo almeno nel mio caso: se Cubeddu sul Secolo mi aveva convinto a infilarmi gli shorts, Vice è riuscito a rimettermi in pantaloni. Sto persino valutando di uscire con un hijab stasera. Cos’ha combinato la Galeazzi? Nella foga di attribuire “colpe”, è riuscita a rimuovere un fondamentale dettaglio di realtà: gli shorts mostrano le forme. Pensavo fosse pacifico, un dato acquisito (salvo il diritto di chiunque a mostrare le proprie forme) e invece no: per l’autrice gli shorts servono a “stare più fresche” e “muoversi agevolmente senza rischiare che si veda la vagina come succede con la gonna”. Quindi, se uno scrittore osa anche solo suggerire che una tredicenne possa mettersi in shorts per mostrare le proprie forme, per esibirsi (e che ci sia a monte magari una questione culturale), ebbene, è un porco; la “colpa” è sua che “guarda”. “E se basta indossare un capo per “provocare” qualcuno, è un problema di quelli che una volta si risolvevano con il bromuro di potassio”. Gli shorts di una ragazzina ti eccitano? Hai un problema. Devi curarti. Con qualche bel rimedio di “una volta”.

Mi tornano in mente le Femen: donne che si spogliano davanti all’obiettivo e mi gridano: vergognati maschio delle tue pulsioni. Forse è giusto vergognarsi ogni tanto. Ma nemmeno all’oratorio nessuno mi ha mai fatto un discorso tanto moralista. Alla fine le pulsioni fanno parte di me, esattamente come il seno fa parte di te che me lo mostri. Non è che ne vada fiero; il più delle volte preferisco non socializzarle perché non sono quasi mai particolarmente “sociali”; però le ho, e fin tanto che non faccio niente di male a nessuno, perché dovrei reprimerle? Bromuro ai maschi che si eccitano? Non è una proposta altrettanto totalitaria del velo alle donne? Adesso facciamo un esperimento. Citerò un brano della Galeazzi che cita un brano di Cubeddu, e voi mi direte chi dei due sembra più proteso verso il secolo XIX:

[Cubeddu]: Qualche settimana fa ero a Roma, per lavoro. Trascorrevo la pausa pranzo a Villa Borghese, sdraiato su una panchina. Quando, a un certo punto, sono stato travolto da una nube di “quartine” in shorts. Con “quartine”, a Roma, si intendono quelle di quarta ginnasio, cioè quattordicenni. Era appena finita la scuola. E le strade si sono riempite di ragazzine di 2a e 3a media. Non solo in shorts, ma anche in “minishorts” (il jeans arrivava molto più in alto della fine dei glutei). Alcune si toglievano le magliette e restavano in reggiseno. Altre, con le magliette bagnate per i gavettoni, il reggiseno non lo indossavano.

[Galeazzi]: Esercizi di stile di Queneau è un libro bellissimo: nella prima pagina c’è il brevissimo racconto di una situazione banale, che viene riscritta 99 volte, ogni volta con una variante stilistica diversa. In una ipotetica nuova versione di questo libro incentrata sui cambi di personalità dell’autore, il cui racconto breve iniziale è “È estate a Roma, un uomo si siede su una panchina a Villa Borghese, intanto gruppi di studentesse delle medie e delle superiori si recano al parco per giocare a gavettoni,” quella nel paragrafo qui sopra sarebbe la versione “humbertiana”.

Ieri sera avrei giurato che al posto di “humbertiana” ci fosse una parola assai più diretta, di quelle da letterina di avvocato. Vabbe’, auguri. Il brano di Cubeddu ne contiene tutta la goffaggine (la definizione di “quartine” che però nella frase successiva diventano “ragazzine di 2a e 3a media”). Ma rileggetelo: vi sembra “humbertiano”? A me no, non sembra humbertiano, né nel bene né nel male. È una descrizione neutra, senza particolari compiacimenti. Avesse scritto di tenere forme di cerbiatto involte in molli panneggi fradici. Avesse menzionato pelli d’oca o festeggiato lo sbocciare di certi caratteri sessuali secondari raccattando il classico aggettivo all’uopo, “turgido” – no, Cubeddu vola assai più basso  “magliette bagnate per i gavettoni”. Scrive “reggiseno”. Scrive quel che vede. Probabilmente per la Galeazzi questo inclina già verso Humbert che, per chi si fosse messo in contatto da poco, era un insegnante morbosamente attratto dalle studentesse medie. Quindi? Come bisogna fare per scrivere la stessa scena senza sembrare Humbert? Togliamo “magliette bagnate”? Smettiamo di scrivere “reggiseni”? Non lo so, chiedo. Uno scrittore maschio può raccontare una scena del genere senza che gli sia rinfacciata una “colpa”? Le ragazze possono mostrare quello che vogliono; i ragazzi devono coprirsi gli occhi? Sarebbe un progresso?

Alla ricerca di figure archetipiche,
Cubeddu non trova che questa. It’s a long way to Nabokov.

Alla fine credo che sia lo scrittore che l’editor di Vice, da direzioni diverse, siano andati a sbattere contro lo stesso problema: essere moralisti oggi. Non è possibile. Affermare che debbano esistere regole, indicazioni, limitazioni della libertà personale – certo che esistono. Ma parlarne, discuterne, è una pratica autolesionista che scivola subito verso l’autodafé. Suggerire che alcune cose vadano bene e altre no – e forse cavarsi il reggiseno per giocare a gavettoni in un parco pubblico, fammi controllare il codice penale, può anche darsi di no – non si può. Confessare una difficoltà, un dubbio – è giusto che le dodicenni siano già inserite in un dispositivo di seduzione? Cubeddu non ci riesce, non trova le parole, ed è lo scrittore: figùrati gli altri. La Galeazzi prova un’altra opzione: siccome non si può vietare niente, rovesciamo la questione e neghiamo tutto. Non esiste nessun dispositivo di seduzione, gli shorts inguinali sono un indumento pratico; è la gonna che rischia di svelare la vagina. Ma negando ogni moralismo si finisce per non riconoscere il nostro quando ce lo troviamo davanti: e allora ogni maschio che non chiuda gli occhi o assuma bromuro davanti a una battaglia di magliette bagnate diventa un mostro, un errore da correggere.

Poi ovviamente i mostri esistono. Naturalmente la violenza sulle donne è il vero problema. Ma in coscienza non credo che il pezzo di Cubeddu abbia incoraggiato un solo atto di violenza in Italia, o incoraggiato un solo molestatore a provarci con una ragazza in shorts. È vero, ogni giorno in Italia migliaia di maschi non riescono a gestire le proprie pulsioni e molestano donne, ragazze, bambine. E poi ci sono milioni di altri maschi che non lo fanno. Che hanno imparato – in famiglia, a scuola, all’oratorio, in palestra, o magari ci sono arrivati da soli – a controllarsi. Che sanno quand’è giusto distogliere lo sguardo da uno paio di shorts attillati. Di questa quotidiana fatica ogni tanto alcuni maschi si lamentano: non è grave. I cani abbaiano alla luna, da milioni di anni. Come potete notare è ancora lì.

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145 risposte

  1. In genere credo non sia un caso che pure di ebrei, intorno a Tondelli, ce ne sono pochi. Se sono tali, non ci tengono a farglielo sapere nello spazio dei commenti.
    Peraltro, anche nella sua citta' ne sono rimasti in pochi. E dire che dopo la guerra, con quel che era successo, erano piu' di 200. Ora la sinagoga e' quasi deserta, dice lui con nonchalanche e nota che davanti si raccolgono le firme contro Israele.
    Manco e' capace di vedere il nesso.

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  2. Simpatico.
    Ma non c'è scritto quello che dici tu.

    Dan

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  3. Eppure mi sembra un paragone tra donne ebree (le quali pero' decidono da sole della propria vita, e possono divorziare, con alimenti) e donne musulmane (le quali, ammesso che decidano da sole, non possono certo divorziare e si trovano anzi a rimetterci la pelle, altro che alimenti).
    Un paragone indebito (come mostra quel che ho scritto tra parentesi, che sono fatti che il Tondelli ignora)
    Perche', tu leggi altro?

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  4. Ma cosa vuol dire che le donne ebree decidono da sole (tutte?) e le donne musulmane non possono divorziare (tutte?)

    Il paragone lo stai facendo tu qui, generalizzando ad minchiam. La tua disonesta' e' evidente.

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  5. :O che trollaggio isrealita! ecco, un blog potrebbe parlare di moralismo riferendosi ai troll.
    Ottimo pezzo. Però, il momento dove la Galeazzi si dimostra davvero una educanda vittoriana, secondo me è alla fine:

    “Quartine, volete un consiglio serio sul vostro futuro? Non ascoltate gente che vi dà consigli dopo esserselo fatto venire barzotto mentre vi guardava nel parco.” C'è tutto l'orrore per l'animalità dell'essere umano, la paura del pene che viene perciò ridicolizzato. E scusami Galeazzi ma succede, non avendo problemi alla prostrata, e pur non essendo uno stupratore, mi può venire duro. Gli esseri umani si eccitano, sono fatti così.

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  6. Guarda, e' semplice: di quali donne e di quali religioni sta parlando Tondelli nell'articolo citato?
    Vedrai che ci arrivi anche tu.

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  7. Grazie, astieniti un po' anche per me che ne ho bisogno.

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  8. La chiesa cattolica dice un mucchio fi stronzate. Ciao.

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  9. “Firme contro Israele”? Ma possibile che tu non ne scriva una giusta?

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  10. l'articolo di Leonardo a me è piaciuto molto e lo sottoscrivo del tutto o quasi. Sicuramente più degli altri due, ma ci voleva poco.
    Però su questo fatto che “la differenza tra “desiderare” e “desiderare di stuprare” è quantitativa più che qualitativa” invece non concordo.
    A differenza dell'esempio delle caramelle, che non mi importa niente se desiderino di essere mangiate da me o no, io quando ho quelle pulsioni, quando vedo le forme delle minorenni formose di fronte ai miei occhi, desidero. Sì.
    Ma nel mio disegno desiderato, desidero che quelle forme mi desiderino. Mi si offrano. O che non mi si neghino con loro e mio piacere.
    Non solo non desidero di sopraffare fisicamente una che tenta inutilmente di opporre resistenza, ma non desidero nemmeno un corpo inanimato, che mi sopporta o mi ignora (vedi la necrofilia, che nei cartoni animati per adulti fa sempre molto ridere).
    Io desidero di suscitare il desiderio altrui. Desidero il desiderio e l'atto che ne consegue. Non lo stupro.
    La mia fatica non è mai il trattenermi dallo stuprare, semmai il trattenermi dal tentativo di propormi al desiderio di ciò che desidero.
    Non penso che sia quantitativa, la differenza, ma proprio qualitativa.

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  11. ” prestavamo un po’ di spazio alle iniziative sulla Palestina “

    http://leonardo.blogspot.co.uk/2003/12/piccola-citt-piccolo-terrorista-io-in.html

    iniziative da cui, ovviamente, dissentivi clamorosamente.

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  12. E nessuno ha mai avuto niente da dire tranne, molti anni dopo, il sionista matto in pieno sbrocco estivo.

    Adesso son curioso: le firme “contro Israele” a chi le depositavamo? L'onu? Hamas? Le bruciavamo in piazza Mazzini durante complesse cerimonie iniziatiche?

    Senti, io sono al lago, la connessione è ballerina, mi spiace seriamente che tu non abbia di meglio da fare di sabato. Qui non si parla né di ebrei né di musulmani né, in modo particolare, di cristiani: non c'è nessun confronto, è tutto nella tua testa.

    Si parla d'altro: lo so che non ci credi, ma esistono tante persone che riescono a vivere senza pensare continuamente alla questione israeliana, l'antisemitismo, le differenze tra questo e quell'antisemitismo, ecc. Esistono persone non ossessionate.

    Hai voglia di litigare con un prete: è comprensibile. Ma non hai quel tipo di fegato necessario per trovarti un prete vero, e così ti sei inventato che io sia un prete. Io sono un'ottima scelta perché ho quel background, non censuro i commenti e litigo volentieri. C'è solo quel piccolo problema che non sono un prete, davvero, decisamente no. Non ho nessun interesse a difendere i cattolici, ho un blog in cui mi prendo gioco dei loro santi eccetera.

    Non ti dico mica di smettere: ma non mi piace divertirmi alle tue spalle, non lo trovo adulto. Vorrei che ti fosse chiaro che quando fai così sei ridicolo.

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  13. 63 commenti.

    Uno più demente dell'altro.

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  14. Ti e' saltato il “piu' di altre religioni”. Sara' che non riesci a trovare esempi.

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  15. La chiesa cattolica dice un sacco di stronzate, più di e meno di altre religioni, riciao.

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  16. non so, Leo, davvero non so. avevo letto entrambi i pezzi e se del primo non c'è nulla da aggiungere, del secondo qualcosa sì.
    perchè la questione è che gli ormoni (per fortuna) esistono ed esisteranno per sempre, ma ai tempi miei un trentenne medio manco avrebbe notato ragazzine di 14 anni. gli ormoni non gli si sarebbero proprio mossi
    esattamente come quando io a 19 anni, parlando di uno di 32 lo giudicavo “vecchio”.

    allora io rifletto su questa cosa e non è moralismo, ma davvero mi chiedo come faccia un uomo adulto ad attizzarsi rispetto a delle ragazzine. non scomodo Nabokov (e ho sempre trovato Lolita una palla di stria, sinceramente), ma davvero chiedo al mondo maschile di ogni età cosa c'è di erotico, di sessuato, in fisici ancora totalmente acerbi, in teste ancora più acerbe, come dimostra il fatto di fare a gavettoni pubblicamente.
    a 18 non lo faranno più, consapevoli del proprio corpo come (anche) richiamo sessuale.

    in questo senso l'articolo di VICE lo condivido, ovvero: “ma come cavolo ti ecciti?”

    ecco, vogliamo parlare di questo? spiegatemelo, uomini. perchè a me hanno iniziato a guardarmi quando dalla prima di reggiseno sono passata alla terza in 3 mesi, per dire.

    e poi sì, ci sarebbe molto da dire sulla sessualizzazione precoce, ma è un altro discorso ancora.

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  17. dory guarda. io mi autoaccuso. Sono un trentenne che trova (a volte MOLTO) attraenti alcune minorenni. Questo perchè alcune minorenni non hanno AFFATTO il fisico “totalmente acerbo”, ma anzi sono del tutto sviluppate fisicamente, con tutte le curve nei posti dove resteranno loro per anni. E la testa acerba, alla libido importa non granchè. Alla libido basta che sia capace di intendere e di volere. E di volere TE, per la precisione.
    Questo fa la libido. Poi grazie al cielo un uomo non è fatto solo di libido e la parte logica e intellettuale permette di fare tutta una serie di valutazioni di opportunità per “preferire” contatti e flirt maggiorenni. E questo a prescindere dalle implicazioni legali, che sono un altro paio di maniche ancora.
    Però sì, gente. Alcune quattordici/quindicenni hanno dei fisici molto sviluppati. E un fisico sviluppato, come dici tu “attizza”. Specie se poco celato.
    E' una colpa?

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  18. Zanardo,
    hai l`insopportabile arroganza dei raccomandati (da dio).

    o forse hai fatto voto di castita` e si avvertono i postumi

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  19. Tondelli, hai davvero cancellato il post in cui facevo l'elenco dei tuoi successi in questo thread? Ma per fortuna tu non cancelli i commenti…
    Ripetiamo: tra i commenti a questo tuo post si contano
    -una donna che dice che nessuna donna vorrebbe mai avere a che fare con te in posizioni in cui tu hai autorita' (figlia, allieva…);
    -un ebreo che dice che non e' un caso se gli ebrei ti stanno alla larga;
    -la garbata osservazione che il tuo retroterra cattolico, mal negato e forse nemmeno superato (secondo me ne vai addirittura orgoglioso, ma e' una impressione) ti impedisce di affrontare in maniera equilibrata argomenti legati al corpo e alla sessualita'.
    Osservazioni provenienti da persone che non si conoscono tra di loro. Invece di preoccuparsi e di chiedersi se magari ci sia del vero, il Tondelli cancella il post.
    Gran successo di critica e pubblico. Davvero, complimenti (e ora cancella anche questo, LOL)

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  20. aru,
    hai mai preso in considerazione l'ipotesi che esistano persone che la pensano in maniera diversa da te, e il fatto che lo esprimano non significhi necessariamente arroganza?
    cosi', uno spunto di riflessione.

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  21. @ dory
    “ma davvero mi chiedo come faccia un uomo adulto ad attizzarsi rispetto a delle ragazzine”

    In una parola: potere.

    Ci si potrebbe chiedere infatti cosa porta tanti uomini in tonaca ad essere attizzati dai chierichetti. E la risposta e' la stessa. L'uomo in tonaca e' stato chierichetto da piccolo e ha identificato il prete adulto con il potere. Una volta che diventa prete anche lui, la sensazione di potere lo eccita.

    Dentro il cattolicesimo se hai una vita sessuale non sei prete, non hai potere: e i preti hanno il potere di levarti i peccati. Se invece hai potere, devi rinunciare alla vita sessuale. I preti non si sposano.

    I siti sadomaso, l'immaginario BDSM, dove sesso e potere stanno insieme, e' pieno di immagini di preti e suore non perche' gli impresari del porno sono protestanti ed ebrei e quindi capitalisti e cattivi. Ma perche' mettere insieme potere e sessualita' eccita il loro pubblico. I preti hanno lo stesso ruolo dei militari, dentro quell'immaginario. Con il di piu' di rappresentare la trasgressione, in un mondo in cui sesso e potere, perlomeno in teoria, si escludono a vicenda.

    Il punto e' che ogni uomo che voglia sentirsi potente in quel modo avra' sempre bisogno di una fanciulla (o fanciullo) immatura. Non cerca l'orgasmo. Cerca la affermazione di se'.

    Una componente di potere c'e' in tutte le relazioni. Chi qua sotto ti dice di essere attratto dalle ragazzine, mica e' necessariamente un pervertito. E' normale che nelle relazioni tra essere umani ci sia una componente di potere. Si tratta di riconoscerlo e magari bilanciarlo in altro modo. Infatti, altre religioni hanno un rapporto piu' equilibrato con la sessualita'. E ammettono p. es. il divorzio.

    Nel modo cattolico di vivere la sessualita' (e purtroppo di insegnarla) c'e', invece, questa polarita' tra potere totale e innocenza assoluta.

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  22. Con iltuo spuntino di riflessione mi ci sciacquo le budella.
    io con la diversita' di opinione, cultura, lingua e religione ci mangio a colazione, pranzo,cena. io la diversita' l'ho sposata, ci ho fatto figli e mutuo.
    il problema e' la tua intransigenza a rispettare la pluralita',il tuo ego divino. e sporattutto le tue uscite “ad cazzum”.
    io disprezzo gli arroganti, i presuntuosi e i monopolisti della fede.
    ed i rompicojoni, tanto per finezza
    e LEonardo neanche mi paga perdire questo. E' che proprio non mi piacciono i fondamentalisti fanatici.mi sa di represso infelice e di razzismo.
    con affetto

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  23. e la mia diversita' e' pure politeista… tanto per smontare la tua mono cultura

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  24. Guarda, credo che vedere, invece di un normale scambio di opinioni, razzismo, fondamentalismo, intransigenza e via delirando, senza nemmeno sapere indicare esattamente un punto in cui sei in disaccordo con il tuo interlocutore, sia, davvero, un problema solo tuo. Curati. Se Leonardo non ti paga, cercati un terapista che faccia sconti.
    Ciao, neh.

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  25. @GG e Anonimo. ma voi riuscite a guardare solo un corpo? perchè anche ammesso ci siano così tante ragazzine già formate, ma le facce? come si muovono? come parlano? il tono di voce ancora infantile?

    non è un'accusa, davvero tento di capire. perchè ok, lo so che per gli uomini la vista è il primo senso ad essere sollecitato, ma ho la sensazione che sempre più si guardino “pezzi” (tette, culo, bocca, che ne so) e non me ne capacito, lo ammetto.

    sul potere: ok, il potere ha sempre avuto un suo ruolo (attivo e passivo) nell'attrazione, ma quello che io non so più capire è come anche questo sia diventata quasi la normalità. il sacerdote col chierichetto, il datore di lavoro di un certo livello con l'impiegata giovane erano eccezioni e soprattutto erano “sanzionate”.

    e so che usare questa parola è rischioso, dà appunto l'idea di moralismo, ma ho la sensazione che quella logica, cervello, maturità, che poi di fatto “frena” la stragrande maggioranza degli uomini abbia ceduto il passo alla totale accettazione dell'umano (animale) sentire. nulla più di strano.
    uso la parola “strano” perchè è generica e comprende molte cose e faccio fatica a comprendere lo sdoganamento di ogni pulsione.
    le abbiamo, ovvio, tutti. uomini e donne e di ogni età o istruzione o educazione.

    però appunto l'educazione fino a non troppo tempo fa funzionava, era una regola sociale condivisa. quando, come è successo che la libertà personale di “sentire” è scivolata sempre più verso la legittimità, la normalità, l'accettazione?

    siamo sicuri che non sia arrivato il momento di dover tornare a reprimere socialmente (attraverso un articolo, anche) questo fenomeno?

    ho usato un sacco di punti di domanda, lo so. e non è un errore o un vezzo. è che davvero io non capisco più. io, che finchè madre natura e un minimo di senso estetico l'ha permesso non ho usato il reggiseno appena possibile. boh.

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  26. Quello dei chierichetti si chiama Andrea Zanardo ed è un noto troll anglo-italiano: la sua forma di eccitazione massima è il dimostrare che i cattolici ce l'hanno con gli ebrei, quindi il consiglio migliore è “non ti curar di lui, ma ridi e passa”.

    Tornando ai tuoi interrogativi, non mi sembra che negli ultimi tempi vi sia stato un dilagare di istinti animali, anzi: sempre più persone vivono la propria sessualità in maniera matura e civile. Il vecchio che stupra la ragazzina è sempre esistito (purtroppo per la ragazzina, aggiungerei) e sino a qualche secolo fa era pure legale.

    Articoli come quello di Cubeddu o della Galeazzi ci riportano indietro di decenni, quando invece la realtà è diversa.

    Giovanna

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  27. Forse non sono stato chiaro; cmq non parlavo per me. Hai chiesto cosa ci trovano gli uomini in una ragazzina. Ti ho risposto che ci sono uomini per i quali la sessualita' e' una forma di potere. Ci trovano, essenzialmente, quello.

    Francamente non sono mai stato attratto da alcuna ragazzina. Forse pero' questo modo di vivere la sessualita', di vederci del potere di mezzo, e' una cosa connaturata ai maschi. Per me, boh. Probabilmente non ho mai scavato nella giusta direzione.

    Certo nella cultura cattolica, con tutti i divieti e il culto della verginita'/inesperienza, questa visione della sessualita' e' (a mio modesto avviso) abnorme. E diventa abnorme, anzi patologico, per alcuni maschi.

    Non sarei cosi' sicuro che le cose siano cambiate negli ultimi decenni. Decenni fa c'erano le copertine di Panorama ed Espresso, con relativa esposizione di quarti di donna.

    La repressione, comunque, non funziona. Puoi anche imporre per legge il burka, o costringere le ragazzine a coprirsi l'ombelico. Esisteranno sempre uomini malati che usano la sessualita' per affermare il proprio potere; fare la gara a chi ce lo ha piu' lungo, insomma. Perche', si', sono gli uomini che andrebbero educati.

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  28. Boh, Giovanna Google (il tuo link), non e' esattamente difficile dimostrare che la Chiesa cattolica ha perseguitato gli ebrei per secoli. Lo riconoscono i cattolici stessi.

    Piu' difficile e' stato convincere Leonardo che le sue posizioni risentono molto del suo retroterra cattolico. Ma sembra che siano in diversi a farglielo notare.

    Chissa', magari arrivera' anche a capire che non sono gli ebrei ad avere un problema con i palestinesi, ma e' lui ad averlo con una educazione cattolica malamente superata, che lo porta sempre e comunque ad accusare lo Stato ebraico. Ma questa e' un'altra faccenda.

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  29. Oh, BTW, in caso interessi, una proposta di legge gia' c'e':

    http://www.immaginedifferente.net/ddl-disegno-di-legge/

    Articolo 2 (Pubblicità e comunicazione illecite)

    1. È vietato utilizzare in modo vessatorio o discriminatorio ai fini della presente legge l’immagine della donna e dell’uomo.
    2. Si considera illecita la pubblicità che utilizza il corpo delle donne e degli uomini in modo offensivo della dignità della persona, che assimili l’immagine femminile e maschile o parti del corpo ad oggetti o ai prodotti pubblicizzati, o che infine, accompagni l’immagine di uomini o donne ad altra immagine che richiami o evochi atti o attributi sessuali, sempre che il riferimento non sia assolutamente necessario alla descrizione del prodotto pubblicizzato.
    3. Si considera altresì illecita la pubblicità che direttamente o indirettamente contribuisce alla diffusione di stereotipi, di violenza e discriminazioni legate al genere.
    4. Alla stessa stregua devono considerarsi illecite le trasmissioni televisive di intrattenimento che prevalentemente presentino contenuti lesivi della dignità della persona ai sensi dei commi primo e secondo del presente articolo.

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  30. Non ho cancellato niente per adesso, ma se continui a scrivere post su post dallo stesso IP credo che l'antispam ti seghi i più lunghi. Tanto hai tutto il tempo per riscriverli, no?

    Zanardo, come ben sai, su questo blog scrivo cose molto controverse, perché “mi piacciono gli schizzi”: non c'è nessun problema se due o tre commentatori si arrabbiano (me ne aspettavo di più, onestamente).

    È curioso quando due su tre hanno lo stesso ip, ecco (però “non si conoscono tra loro”: la prendo come garbata ammissione del tuo malessere. Magari comincia a conoscere un po' più te stesso-

    Ciao Yoshi, ti presento Zanardo. Ciao Zanardo, ti presento Nahum… ciao moltitudine.

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  31. E li hai letti tutti!

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  32. Ciao Dory, scusami per il pippone del tizio qua sopra, ce l'ha coi cattolici e non ha evidentemente mai visto un porno coi rabbini (ne sarò io a mandargli il link).

    Sintetizzo con Battiato: i desideri non invecchiano quasi mai con l'età. Quando i maschietti escono dalla fase di latenza (ammesso che esista, e per tutti) cominciano a guardare le coetanee (e alcuni i coetanei) le trovano desiderabili: ecco, quel desiderio non invecchia mai.

    Non è che ai tuoi tempi i trentenni non provassero desideri. C'erano soltanto meno spazi per condividerli. Oggi c'è questa idea per cui, in teoria, si può parlare di tutto. Ma poi se uno scrittore nota dei reggiseni al parco subito viene misurata la sua erezione. Dedurre un'erezione dalle parole (molto neutre) di Cubeddu è una cosa piuttosto gretta: primo, non è esattamente così che funzionano le erezioni; secondo, e anche se fosse? Ci mettiamo a giudicare le erezioni?

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  33. Però quando lo dicono a te, Zanardo, te la prendi molto.
    E invece noi siamo sinceramente preoccupati per la tua tenuta, tanto più che hai dei doveri nei confronti di una comunità che evidentemente non conosce il tuo problemino con l'internet.

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  34. “sempre e comunque ad accusare lo Stato ebraico”? Ma di cosa?

    No vabbe'.

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  35. Di levare acqua ai palestinesi?
    Di razzismo perche' da' la cittadinanza ai professorini italiani lasciando in disparte il contadino della Galilea?
    Ecc. Ma, ripeto, questa e' una altra faccenda.

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  36. “Ce l'ha con i cattolici” sembra un poco vittimista. Ma solo un poco.
    Magari si potrebbe provare a rispondere nel merito. Cosi', tanto per far qualcosa di diverso.

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  37. Leonardo, davvero, non e' una buona idea apostrofare gli interlocutori inventando che se la prendano.
    Non fosse altro perche' si da' l'impressione di non saper rispondere.
    Poi, oh: continua pure. Si vede che ti diverti a ricevere messaggi in cui si parla del tuo ingombrante retroterra cattolico in termini poco lusinghieri.

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  38. Su sesso e potere e su come questo tenda ora a manifestarsi maggiormente come pedofilia o quasi-pedofilia c'è da considerare come, sia nel matrimonio che nei rapporti di lavoro gerarchici, l'autoritarismo insensato volto principalmente a soddisfare pulsioni sadiche sia perlopiù stigmatizzato e assai più raro che in passato. Se questo probabilmente riduce la produzione di personalità con tratti sadici, porta però quelle rimanenti a cercare soddisfazione su vittime più indifese e sentite come meno minacciose, il sadico è fondamentalmente anche fobico.

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  39. Infatti io ho risposto nel merito, sul problema del desiderio. Tu invece ci hai informato del fatto che visiti siti sadomaso con travestimenti di preti e suore, ok, son gusti, mica mi scandalizza.

    Certo, il fatto che tu sia un rabbino rende la cosa vieppiù piccante.

    Parafrasando qualcuno, credo che Israele sarà una nazione come le altre quando ci saranno siti sadomaso con gente travestita da rabbini (anche se non ho tanta voglia di controllare, il sadomaso non mi piace).

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  40. “Ingombrante retroterra cattolico”: in Italia, capirai.

    Comunque dai: una volta ci hai anche dettagliato tutti gli esami che avevi fatto e che certificavano che eri sano. Te l'eri un po' presa.

    Tu per altro ti inventi continuamente che gli altri se la prendano: è il tuo modus operandi. Deriva anche dalla tua nota difficoltà a comprendere il tono del tuo interlocutore, che peraltro potrebbe spiegare anche le tue difficoltà sociali e comportamentali.

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  41. Quindi non è “sempre e comunque”, sono accuse precise e circostanziate.

    Alle quali non hai mai saputo rispondere.

    A meno che tutta questa tua stizza, che dura da anni, non sia da considerare come una risposta.

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  42. guarda, io ti rispondo per me. Il potere c'entra poco, di per sè.
    C'entrano i corpi. E i corpi appena “sbocciati” sono per me molto attraenti. E il muoversi di solito è piuttosto conseguente. Il parlare no. E infatti molto spesso la mia libido viene mandata a quel paese da tutto il resto nonappena uno di quei bei corpi si mette a parlare di Twilight. Ma nel mentre che si tirano gavettoni o camminano per strada, sì. Sono attraenti.
    Io sono felic(issimam)ente fidanzato con una ragazza un po' più giovane di me, ma non molto (5 anni) cui chiunque darebbe 8-9 anni in meno, guardandole solo il viso, ma non guardandole il corpo, che vanta invece curve da pin-up anni 50 tutt'altro che acerbe.
    Ecco, sarà che sono innamorato, ma penso che una ragazza così sia l'ideale “fisico” di parecchi oltre a me: un viso “acerbo” (ma anche spontaneo, fresco, senza quella malizia e quella sensualità “costruita”) ed un corpo invece che conferma una piena maturità sessuale. Non è un caso se le ragazzine che mi sorprendo a guardare hanno invece un viso da quattordicenni quali sono e un corpo, invece, da ventiquattrenni…
    Poi ovviamente ognuno ha i suoi gusti (mai capito, per esempio, la passione per le “MILF” che tanto va per la maggiore nei miei coetanei).. Io ti ho espresso il mio per aiutarti a raccogliere i dati per rispondere ai tuoi dubbi…

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  43. “Quindi non è “sempre e comunque”, sono accuse”

    No; sono pretesti. Pretesti per dare addosso allo Stato ebraico tirando fuori accuse che non riservi ad altri Stati.

    Accusare lo Stato ebraico di razzismo perche' gli ebrei hanno diritto di immigrare significa accusare lo Stato ebraico di esistere.

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  44. La passione per la MILF sembra abbastanza comprensibile. Non e' diversa dalla passione per la tabaccaia di Fellini. No?

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  45. Esami? Ma dove la hai letta? Io ti ho spiegato che chi svolge professioni pastorali e di welfare, in UK, va in terapia. E se c'e' qualcuno che ha i famosi disturbi della personalita' che tu ti inventi, e' facile accorgersene.

    Se per te questo vuol dire “prendersela” credo che tu abbia qualche problema con il vocabolario. O peggio, del genere che ogni critica la vivi come un attacco alla tua persona.

    Pero' e' curioso che in questo thread siano in diversi a notare che hai qualche problema con le donne, con gli ebrei, con il corpo e con la sessualita' in genere. Problemi che derivano da un retroterra cattolico. Sara' pur vero che lo hanno in molti in Italia. Ma quel che ti si dice e' che tu lo hai superato male. O non superato del tutto.
    Te lo dicono in diversi, che non si conoscono tra loro. Ma tu rispondi piccato solo a me.

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  46. Rispondere nel merito sarebbe magari parlare di questa relazione tra sesso e potere. Altri, qua sotto, lo hanno fatto.

    E magari potresti chiederti come mai nei siti porno non ci sono molti rabbini, ma appunto, cosi' tanti preti e suore [1].

    Sara' magari una diversa idea della sessualita'? Cosi', tanto per suggerirti una ipotesi di lavoro. Magari l'educazione cattolica che hai ricevuto ha formato anche il tuo modo di relazionarti con il resto del mondo. Inclusi le donne.

    Non so, io proverei a chiedermi se e' vero. Soprattutto se me lo dicono in diverse persone.

    [1] E non serve visitare i siti per accorgersene, eh: basta leggere Jenkins e i suoi deliri sull'anti-cattolicesimo che in USA (!) sarebbe un pregiudizio socialmente accettabile: e quindi anche il porno sarebbe parte di si' grande complotto. E via con il solito stereotipo, che occhieggia anche nei tuoi post, sui media controllati dai soliti noti; o media sempre troppo compiacenti con una certa religione.

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  47. Eh lo so. Appunto. è un topos. Il cui gusto però fatico a comprendere.
    Mentre il topos della lolita formosa ma ingenua, invece lo capisco eccome.

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  48. Ma questo è veramente scemo?

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  49. Io distinguerei tra topos e commercializzazione.
    Il topos (o archetipo) e' quello della donna esperta, che ti inizia ai piaceri del sesso, di cui e' esperta piu' di te. E per di piu' e' generosa. Insomma, Edipo.
    La commercializzazione, o pornografia, e' l'idea che degradando una donna piu' matura di te, aumenti la tua autostima. Questa, almeno, secondo Gail Dimes, che sul consumo di pornografia ha scritto delle cose IMHO molto intelligenti.
    La prima e' una dimensione privata; la seconda pubblica. In mezzo, ed e' una realta' che conosco per ragioni diciamo professionali, un numero alquanto alto di donne single trenta-quarantenni, che non riescono a trovare un compagno della loro eta', giacche' i papabili sono attratti dalle piu' esperte o dalle piu' innocenti (del genere 15 anni di differenza).

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