[Questa è la versione integrale di una lunga chiacchierata cominciata sul Post con Riccardo Bagnato, l’autore di iJobs, la prima biografia italiana non autorizzata di Steve Jobs che sarebbe uscita in questi giorni anche se non fosse morto Steve Jobs, a differenza di quella autorizzata e americana, che sarebbe uscita tra sei mesi, se non fosse appunto morto Jobs].
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8 risposte
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Io la riassumerei così: Steve Jobs era un grande uomo che lavorava per gli ideali sbagliati. Potete dire quello che volete sul genio di Jobs, ma se uno è a capo di un'azienda che crea ecosistemi chiusi, che impugna brevetti ad ogni occasione per depotenziare la concorrenza (dai, hanno brevettato il “Slide to unlock”, ma si può?), che crea recinti chiusi ponendo di fatto delle barriere nel mondo dell'informatica, allora, mi spiace, quell'uomo è un genio ma un genio del male. La gente si lamenta di come va il mondo ma poi al momento buono non sa fare una scelta responsabile che pesa pochissimo, come scegliere un sistema operativo e programmi open (Android? Ubuntu? OpenOffice?), o produttori di hardware che non sfruttano la manodopera (Dell?). Invece no, per un po' di design saremmo pronti a svendere qualunque ideale. Siamo senza speranza.
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> o produttori di hardware che non sfruttano la manodopera (Dell?)
Leggo su Wikipedia che anche Dell è cliente di Foxconn.
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@foobar La fabbrica foxconn che fornisce la Dell si trova in Polonia, a Łódź. Nella stessa città si trova lo stabilimento che produce i pc in vendita in Europa.
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È vero, ha venduto quello stabilimento nel 2009.
Questo vuol dire che non è più cliente Foxconn? Secondo SACOM, una associazione di Hong Kong che si occupa delle condizioni dei lavoratori in “outsourcing”, tra i clienti di Foxconn i cui prodotti sono assemblati nello stabilimento di Shenzhen – quello con le reti anti-suicidio (http://sacom.hk/archives/837) — c'è anche Dell, che tra l'altro insieme ad Apple e HP all'epoca delle catene di suicidi s'è data da fare con comunicati stampa, indagini, etc.
Considerato anche che Foxconn produce pure componenti, non si limita all'assemblaggio del prodotto finale, mi viene da dire che forse la “quest” per un computer “etico” è un po' più complessa che “prendo quello di X invece che di Y”.
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Bah, onestamente 'sta cosa del design per me è sopravvalutata; è un po' come la storia che il papa sarebbe un grande filosofo, mi pare la raccontino quasi solo i devoti.
Insomma, qui non c'è nessun Munari, nessun Gropius, nessun [nome del tizio che ha disegnato Helvetica].
Al massimo c'è un lavoro sulla realizzazione, sui materiali, sulle finiture, sull'interfaccia; ma un rettangolo con una cornice non mi pare chissà quale pietra miliare nella storia del design…"Mi piace""Mi piace"
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Un superbo ipnotizzatore di masse, che ha disegnato oggetti tecnologici molto graziosi da guardare. Ci togliamo il cappello come uomo di propaganda e scultore di piccolo modernariato, capace di vendere, nel 2010, il multitasking. La tecnologia per tutti che migliora la qualità della vita, mi pare di avere capito però che sia un'altra cosa. Analfabeti informatici e tecnologici, allevati tali, con gioielli da 600 euro in tasca. Perle (di bigiotteria) ai porci illusi di essere avanti. Illusi, fondamentalmente.
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Quando Leonardo parla di Jobs passato dal “think different” alla guerra con Samsung sulla copiatura, Bagnato risponde
“Su Samsung è semplice questione di concorrenza: una corsa all'ultimo brevetto e all'ultima copiatura”Il problema però resta: uno che “thinks different”, e che amava ripetere la frase “I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano” di Picasso, perché dovrebbe arrabbiarsi quando gli altri copiano o rubano a lui? Ancora, un pensiero del genere non dovrebbe essere, per principio, contrario all'idea di brevetto?
Voglio dire, è giusto che Jobs si sia difeso come tutti gli altri dalle copiature dei propri prodotti, ma se usi un claim del genere sarebbe stato coerente accompagnare tale azione con una battaglia per modificare il sistema della concorrenza e soprattutto dei brevetti, in primis quelli sul software. Quello che Jobs, ad esempio, ha fatto con la musica, prima pubblicando un post nel quale stigmatizzava il DRM, poi introducendo in iTunes l'opzione DRM-free iTunes Plus, infine rendendola standard unico.
Si sarebbe potuto fare lo stesso nel mondo dei brevetti, almeno lanciare il sasso. Non mi pare sia stato fatto, ed è questo che fa sussistere la contraddizione: Think different, ma quando abbiamo voglia. I grandi artisti rubano, ma non a noi."Mi piace""Mi piace"
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Vale anche per la questione FoxConn: se think different, potresti anche scegliere altri fornitori, o chiedere loro certi standard. Gli altri che si riforniscono da FoxConn non hanno quel claim, quindi a mio parere sono altrettanto complici ma meno incoerenti.
E per chiarire che non ce l'ho con Apple, vale la stessa cosa anche per Google che prima “don't be evil” e poi si accorda col governo cinese per censurare piazza Tien An Men.
Quando fai dell'etica un marchio della tua azienda, dovresti essere preparato alle conseguenze."Mi piace""Mi piace"


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