La quinta sofistica

Li conoscete da un pezzo; ma sapreste distinguerli?

Uno è Nicky Vendola, orgoglio delle Puglie e speranza della Sinistra e della Libertà: l’obama bianco-ma-gay, l’uomo che potrebbe battere Bersani nelle primarie di coalizione del centrosinistra, e (un po’ più difficilmente) portare il primo orecchino a Palazzo Chigi.

L’altro è Alfonso Luigi Marra, avvocato cassazionista con l’hobby della scrittura: i suoi saggi torrenziali, a metà tra narrativa e speculazione filosofico-economico-antropologica, non se li filerebbe nessuno, non fosse per i meravigliosi spot che paga di tasca sua e sono una delle cose per cui vale la pena lasciare la tv accesa a Natale e Ferragosto.

Sono due persone diverse. Hanno idee diverse. Si fanno votare da persone diverse. Ma sapreste riconoscerli unicamente da quello che scrivono? Ecco il piccolo test di fine anno che farà arrabbiare e divertire grandi e piccini. Sapete riconoscere, tra queste dieci citazioni, quali sono quelle prese da libri e discorsi di Vendola, e quali invece sono attinte dal corpus Alfonsoluigimarriano? Usare google non vale. Tanto non si vince niente – salvo un’accresciuta conoscenza di entrambi i pensatori. Le soluzioni sono in fondo.

1) “Leggendo “Il Corricolo”, un bellissimo libro di Dumas figlio, quel che stupisce di Napoli, teatro solo 150 anni fa delle gesta di quella nobilissima, sapientissima plebe, è che sia riuscita a ricavare dal suo inenarrabile misticismo un minimo di razionalità per adattarsi ad un modernismo che non condivide. Valori fra i quali una certa fierezza guappesca da interpretarsi, nel suo modello ideale, come ultima forma di dignità possibile di fronte alla sarchiaponica ma feroce bestialità dell’apparato”.

2) “Cambia molto se la democrazia è non soltanto la fotografia sincronica degli umori ideologico-culturali del presente ma se, in qualche maniera, ha una capacità, se possiamo dire così, di proiezione diacronica, di prospettazione che va oltre il limite generazionale, se il ‘bene comune’ lo preserva con lungimiranza, se assume la bisessuazione del linguaggio che la fonda come principio di realtà ed esodo dalla gabbia del neutro-maschile”.

3) “Cos’è il machismo? E’ l’elaborazione dell’angoscia dell’impotenza che il genere maschile si porta dalla notte dei tempi appresso”.

4) “La cultura patriarcale/repressiva ha pertanto inibito alla donna l’orgasmicità, cioè la possibilità di “vedere” la sua sessualità; con il duplice effetto di reprimere la donna e di interdire la dialogicità alla società”.

5) “Il paganesimo è la nostalgia di un divino non ossificato nelle metafore del potere maschile”.

6) “Il fenomeno neomelodico quale segnale di riflusso dall’abdicazione culturale e ai dialetti indotta dalla metà degli anni sessanta per annettere le popolazioni meridionali al consumismo”.

7) “Finzioni tipiche anche del potere inteso come una forza in sé di cui ciascuno è per certi versi vittima e per altri protagonista, perché ha avuto la necessità di avere il consenso di tutti, e tutti appunto ha dovuto coinvolgere per potersi svolgere, pur rimanendo nel contempo verticistica e prevalentemente rappresentata dai detentori del potere economico”.

8) “In quest’epoca di precisione e nitidezza digitali e di dissolvenza delle condizioni e delle relazioni sociali, la domanda che ci si fa è la stessa per tutti: dove accidenti sono finito nella vicenda sociale?”

9) “Le persone, non solo non sono uguali, ma sono tutte diverse e, fatti salvi (è ovvio) i diritti fondamentali, hanno diritti diversi fondati appunto sulla loro diversità”.

10) “Violenza significa lasciare che la brutalità dei mezzi diventi il cannibale che si mangia la bontà dei fini”.

Le citazioni sono prese da Cerazade e da Marra.it (via Inkiostro).

25 Comments

  1. Ne ho beccate 8/10, ma è stata dura. Comunque non dice tutte stronzate questo Marra, la 1) in particolare è interessante. Non vedo l'ora di avere tra le mani li libro. Quello si che deve essere uno spettacolo.

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  2. M'hai fregato. Ero sicuro che la prima fosse di Vendola e la seconda di Marra (anche perchè non significa un cazzo). Le altre le ho azzecate quasi tutte (anche se avevo attribuito a Vendola pure i neomelodici). Beh, a questo punto comunque, mi pare che il dado è tratto: Vendola premier, Marra ministro degli esteri

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  3. Non è vero che la seconda non significa un cazzo, anzi. Solo che l'ha detta meglio quello che “Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista pensa alle prossime generazioni”.

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  4. Beh,però il giochino di estrapolare le frasi dal contesto si può fare con tutti, pure con Socrate (e perfino Socrates).
    A occhio e x direi che quella sull'orgasmo femminile e su Napoli sono di Marra, le altre del vate pugliese, che Allah ce lo conservi.

    @ Rob, a Vendola non dispiacerebbe 🙂

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  5. pensavo fossero di Vendola la prima la terza la sesta, l'ottava e la nona, basandomi più che altro sulla mescolanza di registri linguistici alti e bassi. quindi ne ho prese…solo due???
    Però c'è da dire: chi cavolo l'ha mai letto sto Marra??

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  6. esercizio interessante il tuo, deprimente il nostro (il cercare d'indovinare chi dei due…)
    anch'io penso che per le primarie bisogna smetterla coi giochetti (tipo che se ne candida solo uno per vincere oppure se ne candidano tre dell'area di maggioranza e perdono tutti e la minoranza ne candida uno e vince: e usare un po' la matematica e la testa?) e farle davvero. sapendo però che se son fatte bene servono a deprimere le minoranze (nel senso che non ci sarà mai un candidato di minoranza a vincere) e a far emergere candidati sconosciuti (tipo che se mi candido io a presidente del consiglio contro bersani, vendola o la madonna un 2-5 o 7% lo prendo, anche se a malapena mi conosce mia moglie e secondo me neanche mi vota)
    comunque la metà delle persone che dice che vendola è forte (è bravo, fico, intelligente, ecc.) non ha mai sentito/letto niente direttamente. se poi leggi attentamente le interviste di vendola… bersani forever!

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  7. Il fatto è che Vendola appartiene ad un'epoca della formazione politica in cui ancora si credeva che la comunicazione non dovesse essere necessariamente semplice, perché l'elettore aveva il diritto-dovere di istruirsi, capire, approfondire. Gli operai degli anni 70, per quello che ho visto nei documentari, si esprimevano meglio dei ministri di oggi. E comunque Vendola, come poeta, crede nella capacità del linguaggio di essere di per sé messaggio oltre che veicolo, come se avesse una virtù quasi magica di incidere sul reale, di rivelarlo, di illuminare le coscienze. E in parte sono d'accordo, ma il troppo è troppo.

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  8. Con un po'd'attenzione sono indovinabili, più o meno, ma certo metterla su questo piano è un po'sparare sulla croce rossa :-9 si sa com'è fatto il personaggio…

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  9. Clap clap clap
    Continuate bloggers, giornalisti ed intellettuali vari a sbeffeggiare l'unica persona nuova che potrebbe catalizzare i voti della marea dei disgustati dal berlusconismo.
    Il problema è che non si tratta di inconsapevole sottovalutazione dell'effetto mediatico dello sberleffo mirato e reiterato a Vendola ma di attacchi mirati contro chi si ritiene pericoloso per l'establishment dei Uolter, dei Dalemix, dei Fassini e dei mastelliani nell'anima.

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  10. Rimango senza parole a sentire i vendoliani precipitarsi a difendere il loro eroe, prendendosela con i blogger che, secondo loro, lo attaccano senza motivo. Perchè parla forbito, secondo loro. Come se il politichese fosse segno di cultura.
    Ormai hanno deciso che è l'uomo della provvidenza de sinistra (come se non ne avessimo avuto abbastanza di uomini della provvidenza) e non ammettono critiche. Esattamente come i papiminkia che non sopportano la critica a Silvio.
    Vendola parla come un testo di psichiatria alternativa anni sessanta, utilizza la parola sessuazione come fosse un cioè, a volte è criptico, ma a loro piace tanto.
    Quando poi cerchi di analizzare il personaggio dal punto di vista politico e trovi le magagnette sulla sanità pugliese, il cheek to cheek con Don Verzé, il comunismo ma con il santino in tasca, la privatizzazione dell'acqua, ecco, quando gli fai notare come forse forse il loro Nichi non è poi tanto diverso da un qualunque politico scafato abituato a galleggiare sempre e comunque, allora si eclissano.

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  11. @Lameduck
    infatti, ormai la politica è come Amici di De Filippi, ognuno ci ha il suo mitico di riferimento e guai a chi critica, che la vostra è solo invidia e cultura dell'odio, ecc. L'unico merito di Vendola è di smuovere un po' la palude della sedicente sinistra, in realtà il più grande partito berlusconiano, cioè il PD. Però amministrare non è cosa sua, no, no.

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  12. Il punto, mi sembra, non è che Vendola parli “forbito”; è che pensi gli arzigogoli che dice.

    Ho sperato fino all'ultimo che le frasi fossero tutte, o quasi, di Marra. (E, purtroppo, quelle che attribuivo a Vendola sono dell'altro: è grama…)

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  13. Posso fare una proposta? Uno che secondo me merita molto e` il nostro ministro Angelino Alfano. Quando parla inventa parole che e` un piacere. Non male per un avvocato. Se hai voglia di fare un post su di lui, mi fai felice.
    Ciao!

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