Se i bimbominkia sapessero

Neologismi da salvare (3): bimbominkia

If your parents knew how lame you really were, they would murder in your sleep. (Zappa, Freak out!)

Non c’è alcun bisogno di salvarlo, in effetti: bimbominkia (pl. bimbiminkia) si sta difendendo benissimo da solo. Nato nelle zone più frequentate dagli italiani nel web (msn?) il termine di recente è approdato in tv, e a questo punto ha davvero buone possibilità di sopravvivere nell’uso comune.

Bimbominchia, grosso modo, è un termine spregiativo che indica una persona giovane che occupa il suo posto nella rete (o nel mondo) in modo colpevolmente ingenuo. Spia rilevatrice del bimbominchia è lo sfoggio di k e di abbreviazioni difficili da interpretare. Un altro elemento che espone il bimbominchia al pubblico ludibrio è la sua devozione sconfinata e totalmente acritica nei confronti di tutto ciò che gli piace: la saga fantasy del momento, il cantante in età prepubere, eccetera. Un bimbominchia ad esempio non può limitarsi ad apprezzare Twilight: dovrà adorarlo, andare in crisi di astinenza, cercare succedanei; passare notti all’addiaccio per mettere le mani sul primo volume o sul primo biglietto del cinema di Twilight, trascorrere pomeriggi a difendere disperatamente il buon nome dell’autrice di Twilight in un forum dove la massacrano. Così bimbominchia viene a occupare un campo semantico prossimo a quello dell’inglese “fanboy”: è una parola insomma di cui c’era un effettivo bisogno. Tutto questo lo sapevate già.

Quello che magari non vi era ancora venuto in mente (anche io ci ho messo un po’ a capirlo) è il modo in cui il neologismo ‘bimbominkia’ fotografa il collasso della piramide delle età in Italia. Eh? Daccapo.

Bimbominchia è un dispregiativo gergale, fin qui ci siamo. Nulla di eccezionale. Tutte le generazioni hanno coniato i loro dispregiativi gergali. Di solito nascevano in ambito giovanile e venivano adoperati per bollare gli adulti. Un esempio da manuale (anche per il suo sapore vintage: impossibile usarlo oggi senza autoironia) è “matusa”. I matusa (troncamento di Matusalemme, personaggio biblico dalla venerandissima età) in Lombardia occidentale, erano gli adulti che non capivano i giovani con i blue jeans. In un momento storico in cui i giovani erano all’avanguardia dei consumi, era naturale che fossero anche all’avanguardia nella sperimentazione linguistica.

Quarant’anni dopo, il termine “bimbominkia” si trova in una situazione speculare a quella di “matusa”. I bimbiminchia sono i giovani: a chiamarli così, a inventare il termine, sono stati i meno giovani (diciamo trenta-e-qualcosa). Il peccato originale del “matusa” era l’esser cresciuto, il non saper apprezzare twist e rocchenrol e la rilassatezza dei costumi. Il peccato originale del bimbominchia è l’esser bimbo: non riuscire a scrivere in modo corretto, non padroneggiare il t9 o le dinamiche dei forum, apprezzare libri da preadolescenti. Ma davvero possiamo fargliene una colpa?

Sì, possiamo, perché da vent’anni a questa parte la piramide delle età in Italia si è rovesciata, e oggi i giovani sono minoranza. E, quel che più conta, non sono più all’avanguardia nei consumi: non scoprono più trend, di solito riciclano quelli dei fratelli maggiori o addirittura dei padri. A voltar loro le spalle è addirittura la tv, che nelle fasce orarie una volta dedicate a loro continua a riprogrammare vecchi cartoni animati che i genitori sanno a memoria. Sono circondati da gente che ne sa più di loro e li sfotte. Noi non eravamo così.

La sfiga di essere preadolescente negli anni Dieci: nessuno vuole venderti nulla di più strutturato di un braccialetto in plastica. I CD ormai li comprano solo i vecchi sbabbioni – ai bimbominchia al massimo riesci a piazzare una suoneria, ed è tutto. Se vuoi appassionarti a Lady Gaga, puoi farlo, ma non è come Madonna Ciccone, che alienava completamente tua madre tredicenne dai gusti dei suoi genitori. Una tredicenne di oggi che si accosta a Lady Gaga si trova davanti a riferimenti culturali che sua madre capirà meglio di lei. In effetti stiamo rivendendo gli anni Ottanta in frullati omogeneizzati, sperando che i nostri figli non abbiano bisogno di nient’altro. Poi vengono su un po’ fessi e li sfottiamo, ma è un modo per sentirci ancora padroni della situazione. In realtà i bimbominchia sono la generazione meno coccolata dalla fine del dopoguerra. Il modo in cui i media si sono fregati di loro sta tutto in queste due parole: Tokio Hotel. Una banda di preadolescenti tedeschi, praticamente un fondo di magazzino: per tre anni MTV Italia non ha avuto niente di meglio da offrire.

Se i bimbominkia sapessero come li abbiamo presi in giro, ci soffocherebbero nel sonno.

42 Comments

  1. No. Il termine bimbominchia è nato sui forum, e l'età media è intorno ai 20 anni, non 30 (fino a poco tempo fa i trentenni che frequentavano l'internet di massa -cioè appunto i grandi forum- erano una rarità). E io inquadrerei il termine all'interno del discorso più ampio di “quando eravamo giovani noi eravamo meglio di loro” che è tanto diffuso tra i ventenni (appunto) con tanto di liste dedicate a chi è nato negli '80s “noi che guardavamo sailor moon” “noi che giocavamo col super tele” “col game boy” ecc. Ventenni che si sentono già vecchi (me incluso)

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  2. Preferisco la grafia nonciclopediana, biNbominkia, rende l'idea ancora meglio.

    “Il peccato originale del bimbominchia è l'esser bimbo

    No. Il peccato originale del bimbominchia è l'esser minchia.

    Mica tutti i ragazzini sono bimbiminchia, diamine.

    L'età è relativa, anzi, più sono giovani e e più li si perdona.

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  3. beh, giorgian, siamo onesti però. Noi consideriamo un bimbo non minchia solo quando gli piacciono cantanti morti per overdose dieci anni prima che lui nascesse. Un po' come se noi a 14 anni avessimo ascoltato solo Charlie Parker e schifato i Duran Duran. Raffinatissimi, per carità, ma talmente stronzi che probabilmente ci saremmo bullizati da soli

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  4. Quoto [ ; ) ] David.

    Però occhio che la Bimbominkiaggine non è una prerogativa dei ragazzini, direi che è un concetto trasversale, acutizzato poi dal web: ho visto 50 bimbeminkia, ho visto mamme con un fashion blog, ditemi voi se non è bimbominkiaggine questa.
    Io probabilmente sono stata bimbaminkia, ma sono cresciuta e così succederà a molti BM di oggi, il grave problema lo abbiamo quando la strada per l'età adulta diviene direttamente proporzionale alla bimbominkiaggine.

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  5. Sottolineo come il plurale corretto di bimbominchia sia, con tutta probabilità (come anche nei commenti che mi precedono) bimbiminchia, un po' come capotreno/capitreno.

    Giusto per fare il grammarnazi in sedicesimo.

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  6. Posso capire alcune obiezioni o distinguo, ma credo che Leonardo abbia centrato perfettamente il punto.

    C'è molto di generazionale, e la piramide demografica probabilmente è determinante.. anche in questo.

    Forse c'entra anche il fatto che la generazione che ha coniato il termine è quella che ha l'adolescenza e giovinezza più prolungate della storia umana, con -per ragioni economiche e culturali ben note- le responsabilità, il lavoro, il mutuo, i figli che arrivano sempre più tardi.

    Probabilmente questo, con il carico di incertezza che si porta dietro, c'entra col successo dello sbeffeggiare (sostanzialmente) i più piccoli.

    Piccola rivincita, modo per marcare una distanza.. Sui tanti come e perché forse qualcuno più bravo potrà portare elementi d'analisi

    Per inciso, pur non condividendone l'ottimismo, il libro “Grown up digital” mi ha dato altri punti di vista sulle novità nel conflitto generazionale e soprattutto sul'abisso di incomprensione che attanaglia i più anziani

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  7. Uhm però non sono daccordo sul fatto che sono “ignorati” dalla tv e non coccolati. Sono sempre coccolati, perchè si sa che quella fascia di età è un target mooolto ambito, però solo con cose sempre più stupide e arraffazzonate, ma scientificamente studiate per essere così, tanto hanno capito che a quell'età non ti soffermi tanto su come e perchè è fatto un prodotto. Non so se sono riuscita a spiegare bene il mio pensiero.
    Ah,ma i braccialetti di semplice plastica sono sempre esistiti, all'inizio degli anni novanta c'erano quelli a cerchio di gomma di tutti i colori (se sapessi come inserirne una foto lo farei).

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  8. “Quello che magari non vi era ancora venuto in mente (anche io ci ho messo un po' a capirlo) è il modo in cui il neologismo 'bimbominkia' fotografa il collasso della piramide delle età in Italia. Eh? Daccapo.”
    Sei un genio! Ti ho mai detto che sei un genio? Sei un genio!

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  9. In questo paese la fascia più larga della popolazione (i 35-39) è quella che si faceva applicare le toppe della naj oleari sui jeans di armani tagliati alla caviglia, si massacrava la pancia con le fibbie del Charro e aspettava mesi l'uscita di un disco che costava un mucchio di soldi (e così si rimandava l'acquisto delle calze burlington). Ora questi fanno due click, surfano su una long tail, sentono i Doors e ci chiedono se li conosciamo e possono pure leggere gratis le nostre battute sui blog. Grrrrr Devono subire!

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  10. Ciao
    post molto divertente.
    Ha ragione il primo commentatore, Andre: “Il termine bimbominchia è nato sui forum, e l'età media è intorno ai 20 anni, non 30.” In effetti per un trentenne non ha senso prendere in giro gli adolescenti. Non sono suoi diretti concorrenti, non frequentano gli stessi giri… A me, che di anni ne ho quasi quaranta, questi ragazzini fanno tenerezza, anche se ascoltano i Tokio Hotel (Potrebbero essere miei figli).
    Al massimo mi possono infastidire i trentenni indie con la maglietta a righe e l'occhiale quadrato, che ascoltano i gruppi di Pitchfork e vanno al MIAMI e hanno un blog di tendenza. Ecco: quelli sono infestanti come la gramigna e devono morire di una morte lenta e dolorosa (si fa per dire, eh…!)

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  11. Rispondo al perché. Se vuoi fare l'ecumenico e affermare che ogni voce vada ascoltata per la pluralità delle opinioni liberissimo di farlo. Ma quando giornali come quelli veicolano direttamente o indirettamente opinioni conservatrici e reazionarie che qui diventano oggetto di aspra critica, far loro pubblicità la trovo una contraddizione.
    Francesca

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  12. E' la contraddizione che trovi in ogni sito che ospita della pubblicità: di solito non c'è un filtro 'ideologico'.

    Ovviamente non sono io che scelgo la pubblicità che appare. Me ne sono capitate di tutte, da Scientology a Visitate Israele.

    Con Famiglia Cristiana mi sento meno a disagio, considerato che è una delle pubblicazioni cattoliche più progressiste (meno allineate a Dio-Patria-Berlusconi, diciamo), e il mondo cattolico è comunque quello da cui provengo. E da bambino leggevo il Giornalino.

    Poi, neanche a farlo apposta, il pezzo di domani è sulla Bibbia.

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  13. Tom.
    Infatti. E sarebbe ora di cominciare a deridere pure gli indieminkia. Anche se trovo più sensato chiamarli indiekazzo, chè quando scrivono le parolacce sul web si sentono grandi.

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  14. Sarà pure che ai bimbiminchia stanno rifilando gli anni '80 riciclati, però che io sappia in tv ci stanno ancora Baudo Carrà e Costanzo. Ormai son quasi quarant'anni. Dal 1983 il campione di incassi è un natale a qualcosa uguale a quello dell'anno prima, anzi, ora ne fanno 2/3 l'anno. Ai ragazzini daranno pure i tokyo hotel, ma alle casalinghe danno sitcom tedesche di sette anni fa.
    Il pastone qui lo rifilano a tutti.

    Se invece che generazionale la questione fosse economica? Perchè i ragazzini degli anni '60-'70-'80 erano davvero diversi dai genitori: tanto per dire studiavano invece di lavorare, e molti erano cresciuti in una città diversa rispetto ai genitori.
    Se fosse invece che l'economia e la società italiane sono colte da stagnazione ormai ventennale?

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  15. @Leonardo: la tesi che sostieni e' molto interessante. Aggiungo solo che secondo me l'aggressione ai bimbiminkia e' anche dovuta all'invidia latente che la generazione di vetero-adolescenti prova nei confronti dei attuali sottoventenni. Invidia? Si',di un paio di cose almeno: eta', ingenuita', consapevolezza a livello subcognitivo della propria inadeguatezza nei confronti della vita.

    Poi si puo' si' essere bimbiminkia a qualunque eta', ma quelle sono le eccezioni, non la regola. E anche per le eccezioni parlerei semplicemente di ignoranza crassa, piu' che di minkiaggine.

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  16. A mio parere il nocciolo della questione non è il rovesciarsi della piramide delle età, ma il protrarsi indefinito dell'adolescenza.
    In Italia proliferano trentenni, quarantenni e talora cinquantenni assimilabili per gusto e costumi agli adolescenti di quarant'anni fa.
    Bimbominkia mi sembra insomma una forma di sfottò tra adolescenti e preadolescenti.
    Zbo

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  17. Caro Leonardo, devo ringraziarti e farti i complimenti. Leggo blogs da un po' ma davvero il tuo è fantastico. Lo conosco da poco, anzi da pochissimo ma lo trovo davvero spassoso e intelligente.

    Un tuo nuovo lettore

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  18. Il professore esimio Vincenzo Puzza, qualora avesse un figlio o puranchesso un parente alla lontana che si fregiasse dell'appellativo del bimbo minchia, lo canzonerebbe financo con sonore pernacchie.

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  19. è vero i bombominkia riescono sempre a rompere i cabasisi praticamente in ogni occasione…ma san valentino è decisamente la loro festa!!!

    Ad ogni modo complimenti per il blog che non conoscevo e al quale sono arrivato tramite blogbabel…

    Spero avrai modo di ricambiare, se vuoi la cortesia della visita sul nostro blog. Qui, ad esempio, parliamo di San Valentino!

    Un saluto dalla redazione di Vongole & Merluzzi:

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/14/post-di-una-squillo-per-bene/

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  20. @Tom
    Ma perché? Che ti hanno fatto i trentenni alternativi? Io sono un'adolescente e non mi danno fastidio,(anche se mi danno un po' l'idea di adolescente di tanti anni fa non cresciuto? però i bimbiminkia/bimbiminchia che infestano forum, e altro con i loro commenti deliranti mi stanno proprio sulle scatole.

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  21. Il bimbominchia non sa che quando diventerà anziano si ritroverà in un Paese ( l'Italia) dove gli italiani costituiranno un'esigua minoranza …. che se sarà fortunato nel momento in cui avrà terminato l'università difficilmente troverà lavoro e molto probabilmente dovrà accettare di lavorare come precario o disoccupato! …. Che non riuscirà mai a costituirsi una pensione sufficiente a pagarsi il cibo per mangiare …. Ma i bimbominchia non esistono! Esistono i ragazzini e sono pochissimi; carini simpatici allegrotti sempre occupati per imparare le nuove tecnologie …..

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  22. La bimbominkiaggine non è una questione anagrafica, ma è una stato mentale strasversale a tutte le generazioni: il bimbominkia èl'upgrade 2.0 della sindrome di Peter Pan non più solo confinata alla mezza età e neppure più solo al genere maschile.

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