Cattiva Giovanna

Gabbia per uccelli

Divento più tollerante ogni giorno che passa. Sarà l’età? Per esempio non ho mai nutrito dubbi sul basso livello dello spot Fernovus Saratoga. Finché non ho scoperto che era stato censurato, anzi, “non censurato, è più esatto dire represso”, dall’Istituto di Autocontrollo Pubblicitario. “Perché erano arrivate molte proteste dal pubblico”. E ancora una volta la mia mente vacilla nel tentativo di immaginare questo pubblico che dopo lo spot Fernovus Saratoga, invece di farsi una risata, scrive lettere all’Istituto di Autocontrollo per annunziare che si sente offeso. O fax. È quel tipo di gente che manda i fax, ci scommetto.

Siccome poi sono sempre i migliori che se ne vanno (è un po’ una regola di questo blog, ve ne sarete resi conto) anche lo spot Saratoga, ora che è stato represso, mi sembra molto migliore di come lo dipingevano. Me lo riguardo e lo trovo perfetto, non c’è un’inquadratura che non sia funzionale al risultato finale – sì, c’è un blooper, ma è funzionale persino quello. L’avevo sempre liquidato come un omaggio veramente ritardatario al cinema italiano scollacciato anni ’70, ma riguardandolo devo correggermi: è un omaggio al porno, forse anni ’80, forse no, non me ne intendo. Quel che ha fatto il regista è stato allestire un set da porno, girare il primo minuto di una scena porno, e poi tagliare. In sé l’idea mi sembra originale e persino… coraggiosa: omaggiare il porno in tv senza esibire il corpo delle donne.

Perché, e questa è la cosa importante (tutto il resto potete saltarlo), lo spot Fernovus Saratoga non esibisce il corpo delle donne. Non lo fa. Forse lo farebbe in Afganistan, in Iran, dipenderà dai contesti. Ma in Italia secondo me no. In Italia la situazione odierna è più o meno rappresentata dagli spot della Tim con la Rodriguez in costume o in bikini, il cui raffinato messaggio più o meno corrisponde a: “Ehi, avete visto che stragnocca è la Rodriguez? Questa sequenza in cui corre in costume al ralenti ve la offre la Tim”. In Italia abbiamo tanga in prima serata, e ci vuole persino impegno per accorgersi del décolleté e della coscia di Giovanna. Ecco, questo spot chiede al suo pubblico un certo tipo di impegno. Il punto di partenza è il porno, ma quello d’arrivo è l’erotismo. Un piccolo passo per l’uomo, un enorme passo per la Saratoga.

Storicamente questa azienda ha sempre avuto un’idea molto chiara di come attirare l’attenzione del suo target: tette. Anche qualche culo, ma in buona sostanza tette. Probabilmente la raffinata associazione mentale col silicone era un invito che nessun pubblicitario poteva rifiutare. Vorrei anche approfittare per dire che questa strategia di buttare lì due tette nello spot che interrompe un Gran Premio era rozza, offensiva nei confronti delle donne, ecc. ecc., ma nella sua totale rozzezza in un certo senso più onesta delle trasgressive campagne di Oliviero Toscani, uno che se gli danno da vendere il cibo per cani e gatti, prende un quintale di modella nuda e ci sbatte sopra le maschere da cani e gatti. Se l’anno prossimo gli daranno lo spray antizanzare, lui se ne uscirà con la maschera delle zanzare, e sarà un’altra geniale e oltraggiosa trovata. Per di più, a parità di sfruttamento del corpo femminile, le donne nude di Toscani sono ben più tristi di quelle Saratoga.

***Qui c’era una foto della campagna di Alma Nature, ma un giorno Google mi ha chiesto di rimuoverla perché non tollera immagini di nudo integrale nei siti che usano google ads.***

Il punto è che mentre Toscani usa il corpo perché non ha mai saputo usare altro, col solito alibi di scandalizzare ecc. ecc., la Saratoga ha in mente un target preciso: gli artigiani. E con gli artigiani le tette funzionano. Potrà dispiacere alle donne, e magari anche a qualche artigiano, però evidentemente le cose stanno così. Però se qualche donna (o qualche artigiano) avesse scritto una letterina per protestare contro uno spot Saratoga a base di tette e culo, io non avrei trovato nulla da eccepire. È giusto pretendere più rispetto, è sensato alzare la soglia dell’intolleranza nei confronti dello sfruttamento del corpo. Il punto è protestare proprio quella volta che la Saratoga aveva provato a fare uno spot senza capezzoli: la prima volta che invece di sbattere un paio di chiappe in faccia ai muratori stava cercando di far funzionare un dispositivo erotico. Che può sembrare ridicolo, ma è sempre meglio di un culo in un box doccia. E invece no, non va bene. Ma a quel punto cosa può andar bene? Sarebbe interessante leggere quelle letterine, capire le motivazioni. È offensivo mostrare una domestica un po’ lasciva, o una moglie compiacente? A me sembrano fantasmi maschili, esibiti come tali (la scena è assolutamente irrealistica, girata in un mondo a parte sospeso sul mare). Lo so che c’è del sessismo nel messaggio “è una vernice così facile che può usarla anche una donna senza sporcarsi”, però mi sembra un sessismo innocuo: credo che anche il giorno in cui le donne avranno raggiunto l’assoluta parità continueremo a raccontarci barzellette su donne che non sanno parcheggiare e uomini che non riescono ad accendere la lavatrice. Peraltro l’uomo dello spot (una faccia da culo perfetta, complimenti al casting) ha un ruolo piuttosto passivo: sono le due donne ad avere in mano, oltre al pennello, il controllo della situazione. Il fatto che stiano rimettendo a nuovo una voliera, ovvero una gabbia per uccelli, lo trovo sottilmente inquietante, una metafora da stampa erotica cinese.

C’è poi da tener conto dell’autoironia. Ciao, siamo la Saratoga, quelli che insistono a portare il sesso in ferramenta, ben oltre la soglia del ridicolo. L’autoironia investe anche i clienti, le loro libido cresciute a vhs porno. Ed è oggettivamente divertente: il tormentone Brava Giovanna strappa sempre una risata. Uno spot che invece di mostrarti il culo o ‘scandalizzarti’, prova ad eccitarti e poi ti fa ridere di te stesso e dei tuoi sogni erotici non è poi così male. L’ironia è una prova di consapevolezza, e quel che definitivamente mi piace dello spot Fernovus è il proprio il suo essere un congegno non raffinato, ma funzionale. Si capisce che dietro c’è un cervello, laddove dietro a molti spot ormai si riesce a immaginare soltanto una stanza piena di scimmie vestite da ex studenti di scienze della comunicazione, che battono i piedi a caso sui loro Mac. Un giorno scriveranno lo spot perfetto: nel frattempo se ne escono con ciofeche inguardabili come la campagna dell’anno scorso di Nastro Azzurro. Dove non c’è un grammo di ironia, né di consapevolezza, né di nulla: si riesce soltanto a immaginare questa scimmie che zompano disperate nella stanza mentre un altoparlante grida parole incomprensibili: “Made in Italy!”, “Design!”, “Azzurro, nel senso di Blu!”, “Opera lirica, nel senso di donne che fanno versi incomprensibili!”, Modelle!”, “Eleganza!” Il risultato finale è la cosa più volgare che mi è mai capitato di vedere su una tv in chiaro. Persino alle tre di notte su Telesanterno potevi trovare delle tipe allusive che mangiavano molto lentamente una banana, ma un facial no, un facial non l’avevo mai visto, e ai creativi della Nastro Azzurro è scappato così, per caso, senza nessun intento parodico o scandalizzatorio: il volto di una modella come carta assorbente, perché no. Sarei curioso di sapere se qualcuno ha protestato all’Istituto di Autocontrollo – direi di no, visto che lo spot è ancora in giro. Mi sembra logico: per capire quanto sia volgare e offensivo questo spot bisogna avere un minimo di cultura pornografica. Ovvero: noi uomini sappiamo offendervi in maniere che voi donne non riuscite nemmeno a immaginare. Quando ve ne renderete conto, forse l’idea di rimettere a nuovo la vecchia gabbia non vi sembrerà così sbagliata.

Quanti Brava Giovanna riesci a guardare senza impazzire? (io sono arrivato a 1:42)

64 Comments

  1. Per l'anonimo della rozzezza….
    fatti un giro a cap d'adge e impara…..a conoscere veramente chi sei tu e chi è la tua compagna….
    senza rancore.

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  2. Che un uomo rida sopra uno spot creato appositamente per sollazzarlo senza farlo sentire in colpa, posso capirlo.

    Mentre le ragazze che ostentano indifferenza per l'ostentatissimo stereotipo sessista, mi hanno triturato i coglioni.
    Già le vedo passare dallo status lavoratrice-rampante-io-ho-tutto-fottesega-delle-altre a matrona sposata che sfrutta la giovane domestica (che, domani come oggi, con “loro” non avrà nulla a che fare, ovvio!)

    Perché preoccuparsi di tutto, io sto bene, quindi la discriminazione non esiste. Quanto la fate lunga oh…

    Giulia

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  3. Dai, lo spot Saratoga è esilarante, come fa la gente a scandalizzarsi invece di ridere!
    Voglio dire, la Littizzetto ci ha fatto un pezzo sopra in una puntata di “Che tempo che fa” ed ha semplicemente raccontato lo spot senza aggiungere alcunchè: fa sbellicare già di suo!

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  4. comunque di tutto questa cosa gli addetti al marketing dell'azienda hanno fatto un bel lavoro
    su youtube il pezzo della litizzetto ha gli spot come interuzzione pubblicitaria….. evvai cosi….

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  5. Tutte e 2 fanno schifo
    si può dirlo?
    la foto dell'Oliviero é terrorizzante,queste mani che coprono .le parti basse,sembrano dire(le mani) dove le metto?
    non ho neanche un mini slip,per poggiare un dito.
    le modelle sono in stile anoressico,ilsegreto è nella maschera ;che copre il viso,le mani coprono i Pubi al pubblico:è tutto coperto.
    si vede che è un manifesto rivolto al genere Animale.
    i 2 video non solo non vogliono pubblicizzare nè il silicone nè la birra,ma è un chiaro messaggio rivolto agli uomini,Italiani?
    perche a guardarli bene:chi è che possiede una voliera simile?
    e nell'altro lo spot il made in italy,lo trovo abberante..a proposito esiste ancora il made in italy?
    e se si di cosa?
    😉
    chiediamo al genio della lampada:
    ghe pensi mì.
    Amelie Anna

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  6. Vorrei condividere il micidiale fastidio che provo per le pubblicità in cui si sottintende che la femmina bada la casa: ce n'era una che diceva “milioni di DONNE usano questo detergente per lavastoviglie”… e gli uomini? Diventano improvvisamente monchi quando arrivano a un metro dal diabolico macchinario? Poooooveri!
    Ora mi pare che ci sia una pubblicità con De Luigi che ha un testo paragonabile – ma sono senza tv da un po', non ci potrei giurare.

    Questa roba è pietosa, mi vergogno per chi la scrive.

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  7. scusa Zamm chi scrive cosa?
    si è vero,De luigi pubblicizza un detersivo,ma chi stende i panni è sempre la donna,anche nella pubblicità,lui fa solo il venditore non chi lo usa il detersivo.chi va al supermercato?la donna-
    chi mette l'anticalcare che pulisce da solo?
    sempre essa
    e poi si pretende che abbia gli occhi da gatta .morta.
    l'assurdo è che mentre l'uomo ha la possibilità,
    di correre in macchina
    di farsi la barba
    di fare l'astronauta
    e tante belle cosette,che sembrano scontate ma non lo sono..anche in pubblicità,
    la donna resta ,confinata in quei tre quattro:
    usi e consumi.
    cucina,pavimenti,panni e camera da letto.o divanetto ikea.
    ciao a presto.

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  8. Sublime.
    Anche a me Saratoga strappa una risata per essere cosi fuori tempo rispetto alla pubblicità degli ultimi anni.

    Per SalmaNatura: la solita banalizzazione del nudo.Inizialmente lascia pensare a una campagna per Greenpeace.
    E in ogni caso il mio gatto schifa qualsiasi che non siano le scatolette low cost della Coop.

    Roberta

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  9. Fortunata. Il mio schifa tutto, dopo avermi illuso: ho scorte di cibo per gatti dappertutto, come la moglie di Fantozzi con gli sfilatini quando s'era infatuata del fornaio.

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