Alle mie quotidiane verginelle

(An English version)

Con tanto affetto
Buonasera, chi scrive queste righe non è il solito autore del blog Leonardo, bensì Silvio Berlusconi. Cioè io. Sì, sono Silvio.


Prevedo la vostra domanda: come fa Berlusconi ad avere accesso al blog Leonardo? Esattamente nello stesso modo in cui ho avuto accesso ai lotti di Milano2, a Telemilano, a certi fondi che poi sono diventati la Fininvest, alla Mediaset, alla Rai, alla Telecom, a tutto quanto: omissis. Rassegnatevi, probabilmente ho anche la password del vostro blog. Salvo che scrivere sul vostro blog non è divertente. Neanche su Leonardo non è che ci venga così spesso. A volte di notte mi intrufolo negli articoli già scritti, storpio un congiuntivo qua, piazzo un accento sbagliato là, ciò è meglio del sesso.


Stasera però ho deciso di scrivervi una letterina perché vi stimo, cari lettori di Leonardo, e vorrei spiegarvi meglio cosa sta succedendo. Tutta questa fregola procedurale degli ultimi giorni, vi dirò la verità, mi ha un po’ colpito. A leggere un po’ in giro si direbbe che io abbia fatto un golpe. Il che ci starebbe anche, salvo che l’ho fatto più o meno vent’anni fa. Devo rifarvi il riassunto? Ho occupato una posizione dominante nell’etere televisivo e soprattutto nel mercato della pubblicità audiovisiva; poi ho creato un partito e ho usato tv e giornali per farmi pubblicità, pompando emergenze farlocche come la criminalità. Quando c’erano problemi pagavo chi c’era da pagare, oppure stiracchiavo il processo fino alla proscrizione. Non si contano gli abusi che ho praticato, eppure tutto questo nel giro di una settimana sta passando in secondo piano, rispetto al crimine che avrei commesso, emanando… udite udite… un decreto attuativo. Golpe!


Ma ci siete con la testa?
Ma vi rendete conto che io vi sto fottendo da anni, e che continuerò a farlo? Vi ho rubato l’etere, vi ho rubato l’immaginario, ho preso i vostri sogni e li ho bombati di silicone; vi ho preso i giornali, la scuola, la ricerca! Vi ho succhiato l’anima! E continuerò, perché è divertente! Ma voi vi lamentate perché entrando non mi sono messo le pattine. Poi sareste quelli intelligenti, voi.


Ma sul serio pensate che io quella leggina l’abbia fatta scrivere perché voglio vincere ad ogni costo? Io? Ad ogni costo? Vincere cosa, le amministrative? Io sono il Presidente del Milan, ho messo insieme cinque champions e tre intercontinentali, secondo voi m’interessa un buon piazzamento in Mitropa? Non-me-ne-può-fregar-di-meno delle Amministrative, è chiaro? Anzi, volete sapere la verità? Ci terrei che le vincesse il Pd. Non tutte, ma un bel po’. In effetti sto facendo sponda con Pierluigi.


È un brav’uomo il Pierluigi, abbiamo lo stesso segno zodiacale. Ma soprattutto in questa fase abbiamo interessi in comune. Lui deve dimostrare di saper tirare quella zattera della Medusa che è il Pd (s’intende che in Italia può sopravvivere soltanto l’opposizione che io lascio sopravvivere, ok?) Io per conto mio devo sistemare tutta una serie di beghe interne, purgare il partito, avvelenare i pozzi a Fini, questo genere di cose. Per cui figuratevi se mi può interessare la vittoria della Polverini. A me. La Polverini. Finiana, sindacalista e racchia – ma per chi m’avete preso? Guardate, se fosse per me darei una mano anche a Penati, anche se contro CL a Milano l’è dura. Ma se cascasse il Robertino con tutto il Pirellone, io non ci spenderei nemmeno una lacrima, state pur tranquilli. Quelli devono capire chi comanda, cioè io. Son convinti di poter fare a meno di me da un momento all’altro – di avere la loro rete alternativa coi vescovi, le ausl, la compagnia, le opere… potessi stenderli con un colpo solo, ma credete che non lo farei? Però devo agire con discrezione. Comunque più di così per Penati non posso fare.


Perché, vi chiederete, cos’ho fatto per Penati… Ma insomma, su. L’ho rimesso in gara, col decreto. Adesso sì che può vincere, se siete abbastanza incazzati con me da andare a votarlo. Prima no. Non si può vincere a tavolino in politica, fidatevi. Ma avete capito com’è fatta l’Italia? Vabbè, vi spiego. Ci sono venti regioni. I presidenti delle Regioni contano un sacco. Ma solo se vanno d’accordo coi presidenti delle Province e coi sindaci dei capoluoghi importanti – sennò ciccia, restano chiusi nel palazzo cinque anni a deliberare a vuoto. Adesso voi immaginatevi Penati presidente della Lombardia a tavolino. Gli viene in mente – non so – di riorganizzare le ausl. Va a parlarne con chi, con la Moratti? Gli ride in faccia la Letizia, al Penati. Uè, Penati, cos’è che vuoi fare? Per conto di chi? Me m’ha eletto il popolo sovrano, e te? Vuoi che ne parliamo in una stanza io te e Podestà? Tempo sprecato, non trovi? Da’ retta, torna al Pirellone a guardare il tramonto.


Adesso non crediate che io non capisca il discorso procedure. Lo so che sono importanti. Ma c’è anche la sostanza, e la sostanza è che se lasciate il Penati per cinque anni su una poltrona inutile, si deprime lui e vi deprimete anche voi. E io non ve lo posso permettere, sapete? Ho bisogno anche di voi. Ho bisogno di un nemico scattante, che ogni tanto minacci di vincere qualche elezione seria – giusto le amministrative, perché le altre elezioni m’interessano. Scusate, eh! Se le veline e le odontotecniche preferiscono andare a Bruxelles piuttosto che nel Consiglio Comunale di Abbiategrasso. Comunque, se non vincete ogni tanto, il corpo elettorale mi s’ammoscia. Ho bisogno del Pericolo Rosso da sventolare ogni tanto ai miei elettori. C’è bisogno di spiegarvelo? Evidentemente sì.


Allora, la situazione prima di venerdì era questa: senza decreto, la Bonini e il Penati avrebbero avuto le loro vittorie di Pirro. I miei uomini si sarebbero messi a urlare in tutti i giornali e i telegiornali che al popolo era stato tolto un diritto (per una volta magari non avevano neanche torto. Gli togliete un diritto per un timbro?) A voi sarebbe venuta la depressione due ore dopo i festeggiamenti. Lo sapete perché? Perché voi è da anni che sapete di vivere in un regime. Non fate che ripetere, regime!, regime!, regime! Siamo all’ottocentesimo posto per il rispetto dei diritti di sarcazzo. Molto bene. Ma poi dovevate spiegare ai francesi o ai tedeschi che razza di regime sia quello dove vi lasciano vincere elezioni a tavolino per una questione di firme e timbri. Vi rendete conto? Senza questo decreto, sareste rimasti senza argomenti! E vi lamentate pure.


Pensate che io stia giocando sporco? Ma voi non avete nemmeno idea… ma credete che i vostri uomini siano immacolati? Pierluigi? Di Pietro? Sentite, ma avete idea di che mercato ci sia intorno alla composizione delle liste? I radicali – il più pulito c’ha la rogna – hanno fatto presente che le firme di Formigoni erano state autenticate prima che la lista fosse chiusa. Scandalo! Come no! Allora, se io avessi voluto veramente giocare sporco, avrei fatto così: prima vi lasciavo vincere a tavolino, poi un bel ricorso. Dieci, cento bei ricorsi… Andiamo a vedere quante autentiche hanno il timbro giusto con la data giusta, dai, andiamo. Andiamo da Di Pietro. Ehi, a proposito, se a Bologna Errani vince il terzo mandato cosa succede? Perché eh, c’è una legge che dice che non si può, cosa faccio? Non la impugno? Potete impugnarle solo voi? Andiamo a vedere i Radicali, su – quelli che nel 1994 per raccogliere le firme di un referendum si fecero votare una proroga su misura? Ma non capite che quelli conoscono il regolamento a menadito perché sono anni che lo fottono da dietro e da davanti? E voi vi fate dare lezioni di procedura dai… Radicali? Da Miss Disobbediente Civile Bonino? Dove per disobbedienza civile s’intende soltanto disobbedire alle leggi che non piacciono alla Bonino; se a un Berlusconi salta il ticchio di interpretare a modo suo una normativa elettorale un po’ ambigua… scandalo! Però poi pretendete di vivere sotto un regime. Allora, decidetevi: se è un regime potrò ben interpretare le normative come mi va. Mi sembra il minimo. Se è un regime dovete rovesciarmi, altro che attaccarvi alle procedure. Pinochet non l’hanno mica sollevato perché si era sbagliato coi timbri.


Lo so che non mi rovescerete mai. È questo il bello. Siete meravigliosi gattini che affilano le unghiette sulla Costituzione. Quanto vi riempie quella Costituzione, è una cosa incredible. Io vi fotto i figli e voi vi lamentate perché non ho usato un timbro tondo. Allora torno a fottervi il cane a voi a fiaccolare perché sulla firma mancava l’autentica. E poi pensate che l’anomalia sia io. Io sono quello che dà un senso alla vostra vita, altroché. Adesso è tutto ok, non capite? Ho fatto la leggina cattiva cattiva e voi potete iscrivervi al gruppo su facebook anti-leggina cattiva cattiva. Se esce il sole potete pure uscire in piazza. A lamentarvi con me? No, macché, ve la prenderete col vecchietto. Siete adorabili. Secondo voi il vecchietto doveva trovare una manifesta incostituzionalità in un decreto attuativo. Ma lo capite che ci sono i giudici per questo? Ovviamente loro me la casseranno. Ovviamente io griderò ai miei elettori che è tutto un complotto dei giudici contro di me. Sono tutti schemi lungamente riprovati in allenamento, dovreste saperli a memoria, ormai. Ma ogni volta che vi fotto, come dire, sembra sempre la prima volta.


Forse è per quello che non riesco a stancarmene.
Grazie per l’attenzione,
Vostro
SB.

56 Comments

  1. Se uno di sinistra, anche per 'scherzo', arriva a scrivere una cosa come questa allora è chiaro che non c'è più confronto nè opposizione. Non lamentiamoci poi dei politici, dei 'capi', della sinistra…è dalla base che arriva l'accettazione prona degli abusi degli arroganti. Mi sono sempre chiesto come il berlusecolo possa avere tanto successo ed avevo sempre pensato ai suoi seguaci e/o elettori. Invece mi sbagliavo, il vero berlusecolo cresce e produce molto di più nelle menti degli 'altri'.

    Un persona che creda nello stato, nei rapporti sociali, nella legalità, nell'onestà e nel progresso pacifico delle moderne socieà, nella giustizia, nell'istruzione pubblica, nei valori di condivisione e di unità all'interno di una comunità stato o continetale, dovrebbe aborrire anche solo un pensiero di tal fatta…figuriamoci scrivelo! Non mi venire a dire che e ri ironico o sarcastico, per scrivere certe cose bisogna -anche magari olo in minimissima parte- viverle, crederci…anche se solo per un momento…ed in quel momento, il berlusecolo ha vinto e ti ha strappato l'anima per sempre…amen.

    Cmq, leggendo anche molti commenti di questo post, siamo, anzi siete, una manica di imbelli…la sinistra italiana è morta perché nata morta, se i 'sinistri' si spaventano per un paio di tv oppure per l'aroganza del potere del danaro…allora buona notte al secchio e tanti saluti al futuro.
    Il berlusecolo si combatte, prima che in piazza o nei blog o (magari) nelle tv, nella propria testa, nel proprio cuore, nella propria coscienza ed anche nei bar e nei blog…bisogna stare attenti ad ogni parola, bisogna ribattere ogni parola ogni idea contorta detta da qualsiasi berlusecolare in qualsiasi luogo, dalla camera da letto alla cucina, dal pianerottolo al vicolo e solo dopo questo quotidiano allenamento potreno .-forse- andare anche in piazza o in tv…

    salutations

    RA

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  2. Noi Italiani risponderemo agli insulti al nostro Presidente con una presenza plebiscitaria alle urne in suo favore. La Costituzione non si tocca e non è consentito a nessuno di vilipendere il Presidente degli Italiani.

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