primarie 2009

Andate a votare (e ringraziate)

Il partito centrifugo

Caro astensionista di sinistra, proprio tu (che nostalgia)
Caro amico che pur potendo votare un candidato alla segreteria del PD non lo farai: non so neanche perché perdo tempo con te – Gilioli ha già scritto tutto.
Quel che posso aggiungere è: che altro deve fare questo Partito per avere un po’ della tua approvazione? Quale altro partito al mondo ti chiede direttamente un parere sulla segreteria, senza neanche farti una tessera? Più di così cosa pretendi, esattamente? Devono venirti in casa e farsi dettare la piattaforma?

Non ti piacciono tutti e tre i candidati? È comprensibile, nemmeno io mi riconosco perfettamente in nessuno di loro. Ma sono tre, mai così diversi l’uno dall’altro, e il risultato non è mai stato meno scontato di così. Nessuno di loro è il candidato dei tuoi sogni? Ma per inciso, l’hai mai incontrato l’uomo/donna dei tuoi sogni? Sei riuscito a fare il mestiere dei tuoi sogni? E l’hai poi comprata, la casa dei tuoi sogni? Se davvero tu vivi lì, professionista realizzato, con il partner che hai sempre desiderato, posso capire la tua riluttanza ai compromessi. Diversamente, spiegami una buona volta perché i compromessi vanno bene sul lavoro, in famiglia, tra gli amici – ma in politica no. Manco ne andasse della tua anima – ma tu ci credi, poi, all’anima? Perché a volte ti comporti proprio come se.

Io lo so che Bersani non è proprio il nuovo. Lo so che Franceschini non è così a sinistra. So anche che Marino non è esattamente prontissimo. Ma sono i candidati che abbiamo. Non credo che ce ne fossero di migliori in giro – si sarebbero fatti vivi, e invece no. Chissà, forse io e te, impegnandoci, avremmo sviluppato idee e strategie più interessanti di quei tre. Ma io e te avevamo di meglio (di meglio?) da fare, e tutto quello che il bacino elettorale democratico ha saputo esprimere sono stati quei tre. Stavolta abbiamo avuto il tempo di cercarne di migliori, e se non li abbiamo trovati, evidentemente non c’erano. La vita è breve, e l’Ideale dovrà sempre essere selezionato tra quel che passa il convento in un determinato periodo di tempo. Almeno io la penso così, ma bisogna dire che io ho avuto un’educazione all’antica.

Mi fu infatti spiegato da piccolo che non avrei potuto avere tutto quello che chiedevo, che in certi casi chiedere era persino scortese, e che invece dovevo impegnarmi ad apprezzare quel che c’era: che la creatività e la felicità consistevano proprio in questo. È poi discutibile che io sia cresciuto felice e creativo, ma senz’altro un po’ più incline ai compromessi. Oggi vedo che con le nuove generazioni s’insiste molto sul Sogno, bisogna avere un Sogno e non arrendersi mai: poi si arriva a quarant’anni che ci si arrenderebbe volentieri anche al primo venuto, ma nessuno ti ha mai insegnato come si fa.

Allora, caro amico, in amore non saprei dirti, ma in politica è così: si va su internet, si leggono i programmi dei candidati, e ci si arrende a quello che ci fa meno schifo. Senza vergognarsi, non c’è niente da vergognarsi: è come quando tu vorresti andare al mare ma ti tocca la montagna, succede; da bambino avresti pestato i piedi, ma del resto da bambino eri un narciso insopportabile. E ringrazia che c’è ancora qualcuno che ti dà tre opzioni, invece di ritagliarti addosso un target prefabbricato. Qualcuno che ancora non ti tratta come carne da sondaggio farlocco.

Ecco, vedi, divento antipatico. È controproducente. Caro astensionista, riflettici bene: da una parte c’è Berlusconi – no, non voglio farti la solita tirata antiberlusconiana, tu dàlla per scontata. Diciamo meglio così: da una parte c’è un Uomo, che incarna una storia, un sistema di interessi, un blocco sociale, e secondo me anche un’ideologia. Il mercato de-regolato senza nessun rispetto o garanzia per gli utenti, la trasformazione del ceto medio in plebe desiderante ed eternamente insoddisfatta, tutto questo si condensa in un Uomo, che prima finanzia una parte politica e poi, letteralmente, se la mangia: fino alla coincidenza assoluta del partito con la sua personalità e i suoi interessi. Il centrodestra sostanzialmente è questo, con qualche guarnizione leghista o finiana o cattolica o meridionalista – non ha molta importanza, finché tutto orbita intorno a Lui.

A un centrodestra centripeto si contrappone un centrosinistra centrifugo, al centro del quale… non c’è niente: né ideologie, né interessi, né soprattutto Uomini; chi prova ad avvicinarsi al vertice schizza via dopo pochi mesi o anni. Via Occhetto con la sua macchina di guerra; via Prodi con la sua idea di Ulivo onnicomprensivo; via D’Alema col suo Paese normale; via Rutelli, qualsiasi idea avesse; via, buon ultimo, anche Veltroni, che lascia dietro di sé un’architettura fatta apposta per lui – ovvero un po’ sbilenca. Certo, tutti questi personaggi non sono proprio spariti: scrivono libri, rilasciano interviste, descrivono ancora ampi giri intorno a quel centro; ma a ogni orbita sono un po’ più lontani. Chissà poi cosa c’è al centro, magari l’antimateria. Lo spettacolo di questa centrifuga, con gli anni, può anche far venire la nausea. Ma la verità è che la situazione è molto interessante (io almeno sono stato educato a trovarla sempre molto interessante). Il PD per ora non è il partito di nessuno; eppure chiunque dopodomani sostituirà Veltroni non potrà non dare un’impronta personale a una struttura che dovrà rifare da capo. E non puoi dire, andiamo, che non cambi niente tra un Bersani o un Franceschini (o un Marino). Cambierà tutto: uomini, strategie, progetti. E non vuoi dire la tua proprio stavolta? Piuttosto smetti di andare ai referendum, quelli sì ormai son tutti inutili. Ma il voto di domenica sarà qualcosa di storico, comunque vada.

Per chi voto io? Non so, giuro, sono ancora indeciso. Dopo mesi di discussioni non credo di avere le idee più chiare di quanto non possa averle tu, o chiunque altro. E inoltre non ha molta importanza, visto che sosterrò chiunque vinca domenica. Sì, ho intenzione di salire immediatamente sul carro del vincitore, e non scendere almeno fino al – ho controllato – due febbraio. Cento giorni senza tirare al segretario del Pd, ho promesso.

127 pensieri su “Andate a votare (e ringraziate)

  1. Caro Guido, non ti ho dato certo del craxiano, la mia era solo un'analisi dello sviluppo dell'idea governista. E' con Craxi, a mio parere, che trionfa l'idea del governo decisionista, duraturo, guidato dall'uomo forte etc.

    Altra cosa, io non rinuncio al governo a priori, tanto meno alla rappresentanza istituzionale.
    Semplicemente non credo che ci siano le condizioni, col maggioritario, con questo Pd (non mi ripeto), per ricostituire un centrosinistra. Che di suo è morto, come le recenti elezioni dal 2008 in poi dimostrano.
    Quello che hanno in mente nel Pd è un nuovo centrosinistra allargato ai settori più innocui della sinistra (Vendola, socialisti), che vorrebbero addirittura cooptare al suo interno, e soprattutto all'Udc, che alle prossime regionali pretenderà alcuni candidati a presidente. A questo non sono disponibile.
    Perché semplicemente non sarebbe alternativo alle politiche berlusconiane e del berlusconismo, che come sistema politico economico e culturale sopravviverà a lungo al suo creatore.

    Ancora, non si confonda banalmente la mobilitazione con la rivoluzione armata e quant'altro. La rivoluzione è sempre un fatto originale, che trova le strade più adatte nel momento storico in cui accade.
    Oggi quello che manca è la consapevolezza, la conoscenza, la memoria storica. Paradossalmente, nella crisi, c'è gente che perde il posto, che vede i figli precari a vita, che vede ridotto il potere d'acquisto appena sopra la soglia di povertà, che legge delle prodezze sessuali e giudiziarie del premier…e con tutto ciò non si ribella! in tutte le forme che sarebbero possibili. In primis, per me, l'organizzazione politica.
    Il Pd ne è un surrogato. La gente ha disimparato di avere dei diritti, in questa società, e anche dei doveri. E semplicemente, non esercita nessuno dei due. Non è un problema che non ci siano i partigiani sulle montagne, ma che non ci si ribelli nei partiti, nei sindacati, nelle università…e che quando lo si fa non si ha più lo strumentario minimo, l'organizzazione e un programma condiviso per poter influenzare le scelte del governo.

    In ultimo, ancora. E' davvero stucchevole l'accusa di attaccare prima il Pd che Berlusconi. E' vero, esiste una cultura del genere, è un esito in parte dello stalinismo, sistema in cui venivano colpiti quelli più vicini, ma per ragioni interne di potere, in parte del settarismo sfrenato a cui lo stalinismo (che c'era anche nel Pci) ha costretto le restanti organizzazioni di sinistra.
    Ma io vengo a scrivere qui perché leggo post e commenti di gente di sinistra, di buon senso, che ha ben presente il pericolo che Berlusconi rappresenta, non mi sento in dovere di ripeterlo ogni volta. Anzi guarda per me il berlusconismo è molto più simile ad un regime fascista di quanto tutti i dirigenti del Pd abbiano mai ammesso.
    Solo contesto che lo sbocco di questo sacrosanto essere contro Silvio sia il Pd. Si discuta sul merito, almeno qui, e non lanciando accuse.
    Quelli a sinistra con una cultura di cui sopra direbbero che tutti gli elettori del Pd sono servi dei padroni, o cose del genere.

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  2. Caro GreatGig, forse il tuo essere contro il governismo non sarà un a priori puro ma lo diventa tutte le volte che ci si confronta sulla realtà.

    Io sono consapevole del fatto che esiste sicuramente un forte e articolato gruppo di interesse, dalla Binetti a Rutelli aBassolino, la cui funzione è far sì che il PD sia la fotocopia del berlusconismo, o che perlomeno continui a sostenere la stessa classe dirigente. E anche che molti altri uomini di partito, pur non facendo direttamente parte di questo gruppo di interesse, ci siano venuti a patti, o vi siano stati più o meno imbrigliati e imbrogliati. Ma a differenza di quanto sembri voler far credere tu a volte, non penso che il PD coincida con questo gruppo di interesse.

    Detto questo, io come strategia credo ai compromessi più di quanto io non creda alla loro assenza (è già questo un compromesso). In parole povere: tentare di affossare il PD secondo me è molto peggio che votarlo. Tu, a quanto ho capito, come strategia non credi ai compromessi: rispetto la tua scelta ma non la condivido più.
    Ribellione e organizzazione secondo me non cominciano con l'affossamento del PD. E non escludono, oggi, il tentativo di condizionarne la linea, visto che lo stanno facendo già tutti, dai camorristi al vaticano.

    Può darsi che i fatti ti daranno ragione, può darsi che il sogno segreto di Bersani sia farci sodomizzare dall'udc e venderci agli industriali. Penso anche che se è così gli darà più fastidio il nostro appoggio interessato e vigile che non gli attacchi e le chiusure. Forse mi illudo. Ma non vedo una vera alternativa.

    Guido

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  3. Se c'è qualcosa in cui il PD non s'è tirato indietro (e pure i partiti che lo han preceduto) è il tentativo di affossare chiunque osasse permettersi di stargli a sinistra. Invece ha salvato innumerevoli volte Andreotti prima, poi Berlusconi. In particolare D'Alema, a partire dalla bicamerale “per fare le riforme” cioè per costruire un'Italia più liberista e dare maggior forza all'esecutivo (come volevano Craxi e P2). Nel praticare il mors tua vita mea mi sembra che siano pari, PD e una parte della sinistra e non saprei dire dove si dà prova di maggiore ferocia. Per quel che vale, hanno tutta la mia disistima per questo atteggiamento. Ma nessuno, proprio nessuno ha i titoli per dare addosso all'altro.

    Per quanto riguarda il salvare Berlusconi sembra tristemente plausibile l'interpretazione che incollo sotto. (E' molto lunga, purtroppo è uscita il 16 aprile sul Manifesto e con il solo link non è più visibile).
    Quanto alla possibilità di rivoltare il PD dalle fondamenta, beh io proprio non ce la vedo in nessuno di lor signori. Marino – se ho capito bene il rivoltatore possibile – propone un partito d'opinione, che recuperi l'attardato provincialismo italiano in materia di diritti civili, che non dia il minimo fastidio al profitto e alla speculazione, che continui imperterrito l'impoverimento dei ceti medi salariati (attenzione, non degli operai di cui sempbra ignorare tutto, come probabilemnte tutti noi, del resto), non turbi l'evasione fiscale, diminuisca ancora il welfare e le garanzie fino al livello della carità per i casi disperati. Un partito di benpensanti di sinistra, benestanti ça va sans dire, perché a chi vive del suo lavoro promette solo crescente povertà. Su questo punto gli altri due non sono diversi. Ma la situazione italiana, che partiva già da un welfare disastrato e malfunzionante da sempre, da servizi culturali inesistenti, da una scuola sotto cappa cattolica, ha bisogno di ben altro che di un po' di liberismo in più e qualche concessione civile per recuperare ciò che la separa dall'Europa e la affonda nella miseria alternata all'ostentazione cafona degli arricchiti a mo' di mafia russa. Su questo punto ho l'impressione che la provenienza emiliana di molti commentatori che naturalmente giureranno che dalle loro parti tutto fa abbastanza comunque schifo, vizi un po' l'immagine di come in realtà si vive o meglio sopravvive nella maggior parte dell'Italia. Quando Leo parla della bella biblioteca di Carpi, ad esempio, non riesce a concepire, magari, che ci sono quartieri e città intere che manco sanno la differenza fra una biblioteca e una libreria, anche perché la prima non l'hanno mai vista. Ecco, sono queste le cose che vorrei sentire da un aspirante segretario che cerca voti: servizi. Sociali, culturali. Per tutti. Domandina facilefacile: secondo voi spranga un immigrato/gay ecc. più un precario senza speranza, senza casa che sta in fila a pagare il ticket o una persona che ha un contratto, una minima padronanza della sua vita, una casa sua senza dovere coabitare pure a 45 anni perché un affitto (in nero) il suo stipendio non glielo consentirà mai e può andare a prendersi un film o i suoi libri preferiti in biblioteca e magari pure venire a sapere e discuterci di quel che succede in città, nel mondo? altro che ore di religione, tolleranza e tante belle parole politically correct: da qui comincia l'inclusione: dalla dignità di vita. Che il modello di società proposta dai 3 moschettieri non ci dà e non ci vuole dare.
    Direi di votare pure. Annullando la scheda e spiegando perché.
    La dama del lago

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  4. Il pezzo di cui parlavo nel commento precedente sono riuscita a incollarlo qui. Va bene ve la siete scampata. Però questo è il messaggio di errore.
    “Non è possibile accettare il codice Must be at most 4,096 characters specificato.”
    Qualcuno conosce una soluzione?
    Grazie

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  5. leonardo, ti leggo sempre e anche quando non sono d'accordo con te mi sei di stimolo per riflettere ed, eventualmente, rivedere le mie opinioni. ma questa volta no, e provo ad argomentare:

    1) credo che questo PD sia il piu' grosso ostacolo alla rinascita della sinistra in italia. quanto impegno, quanto sbattimento risucchia questo golem fatto di pezzi diversi e inconciliabili, che di sinistra non fa mai nulla?
    2) non so se si riuscira' mai a liberarsi di certi gerarchi storici e perdenti (da d'alema a rutelli, passando per tutti i nomi ormai tristemente noti), ma non intendo partecipare e sottoscrivere i loro giochetti di potere.
    3) sei davvero cosi sicuro che il pd sia una alternativa a berlusconi o possa diventarlo? mi viene in mente il berlusconi politicamente finito (persino fini gli dava del nano in tv) salvato da d'alema che lo trasformo' in un padre costituente. questo pd e' parte integrante del berlusconismo e l'evidenza di questa cosa e' solare, per me.
    4) essere duri e puri, con le mani pulite e refrattari a certi, per me, disgustosi compromessi, era una caratteristica della sinistra storica. credo che sia una cosa buona, se fatta con un po di cervello.
    5) non votero' MAI E IN NESSUN MODO, un partito che da visibilita' a personaggi discutibili (oh, e' un eufemismo anti querela, direi di peggio se potessi) come la binetti.

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  6. Caro Guido, continuo con piacere la discussione, spero di non stancare.

    Sul concetto di “realtà”, politica in questo caso.
    Io credo che da anni a questa parte sia la sinistra moderata che sta adeguando la realtà ai propri auspici, più che adeguando i suoi programmi alla realtà. Ha introiettato la visione governista della politica, ha accettato il sistema di libero mercato (anzi, ne favoleggia una ulteriore liberalizzazione) con tutta la flessibilità del lavoro, ha virato verso il partito di opinione interclassista.
    Con questa natura “ideologica” è ovvio considerare l'unica aspirazione quella di arrivare al governo e pensare che, rimosso dal governo, Berlusconi e il suo sistema saranno sconfitti.
    Purtroppo così non è accaduto in ben due occasioni dove pure si sono vinte le elezioni, perché Berlusconi è sì un'anomalia, ma poggia sul tessuto economico e sociale italiano e ha profondamente plasmato quello culturale. Si batte nella società, assicurando diritti, giustizia sociale, formazione. Non rientrando nei parametri di Maastricht…

    I gruppi di interesse del Pd non coincidono con quelli mafioso/personalistici di Berlusconi, ma non sono un'alternativa credibile. Appartengono allo stesso milieu sociale-economico, col Pd stanno banche, grandi imprenditori…
    Tanta gente, nel Pd, è fuori luogo. Operai, artigiani, casalinghe, disoccupati…perché dovrebbero volere un ministro dell'economia di Goldman Sachs? Non so se mi spiego.

    Il Pd è pienissimo di gente perbene e di sinistra, va affossato il partito non certo questo popolo. Il Pd anestetizza il conflitto, in ogni sua espressione. E quando in situazioni di crisi non c'è conflitto, sono i più deboli a farne le spese.

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  7. Caro GreatGig, anch'io la continuo con piacere, temo che però presto finirà ché non possiamo forumizzare leonardo a questi livelli, credo.

    Peraltro non posso fare a meno di registrare altre profonde divergenze. Per me non sono parte del problema l'aver accettato il libero mercato e l'avere banche e grandi imprenditori nel partito. Anch'io sogno un mondo senza banche e grandi imprenditori. Magari toglierei anche quelli piccoli. Ma siamo seri: vedremo questo mondo nella nostra vita?

    (Quanto al libero mercato: sarei anche d'accordo ma qua si va sul pesante, se ne riparla tra qualche millennio. Ed è comunque qualcosa ben al di fuori della portata di un singolo partito italiano.)

    Il punto per me rimane che l'Urss non c'è più e qualcuno il conto lo deve pur pagare. Non è la stessa cosa farsi finanziare da Colaninno, ma cercare di battere il blocco Mediaset-Vaticano-Mafie costa. Chi paga? Ci autofinanziamo? Facciamo le feste dell'unità?

    Credi che il blocco di “brava gente” che ha votato alle primarie siano tutti illusi? Sanno queste cose. Sanno che saranno più o meno manovrati. Semplicemente, hanno smesso di credere alla politica per come la vedi tu. Quella gente è sempre stata “fuori luogo”, anche quando stava nella DC era fuori luogo. Solo quelli che stavano nel PC non erano fuori luogo; ma quel luogo non c'è più, tutto è un po' più una schifezza, l'orizzonte s'è allontanato…

    E poi il PD può ancora cambiare, può diventare un po' meno schifezza. Dopo mezza giornata di Bersani già Rutelli e compagnia bella levano le tende. Guarda, per me questa cosa da sola già vale ben più dei due euro che ho spesi.

    Guido

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  8. Siete una noia tremenda.
    La fatica che avete fatto per trascinare questa discussione è 10 volte quella che avreste fatto per votare.

    Ma scrivendo qui riuscite a parlare con 3 persone che vi leggono. Votare, eh, votare è più frustrante. Perché ti mette faccia a faccia con una moltitudine.

    Certo, si può sempre dare la colpa al Sistema, anzi (siamo più raffinati) alla Legge Elettorale.

    GreatGig, tutto il tuo discorso poteva riassumersi in una breve risposta alla mia domandina. Ti avevo chiesto: nostalgia del Pentapartito? E tu – forse non te ne sei reso conto – mi hai risposto: sì.

    Sgombriamo intanto l'equivoco bipolarismo-bipartitismo. Nel bipartitismo non ci ho creduto mai e credo sia evidente. E' uno dei motivi per cui non ho votato Franceschini: il grande partito tutto unito che piglia un voto più di Berlusoni hanno provato a farlo e si è già visto com'è andata.
    Ma il bipolarismo – l'aggregazione dei partiti intorno a due schieramenti – è sottesa alle regole del gioco. Vince il 50%: ergo, due squadre. Se avessimo deciso che vinceva il 33% ce ne sarebbero 3.

    Ma a questo punto, ecco che si svela l'altarino: le elezioni sono una truffa a causa degli sbarramenti, torniamo al proporzionale puro.

    Piccola storia della sinistra italiana: nel 1945 sognavano la rivoluzione. Nel 1975 il compromesso storico. Nel 1985 l'alternanza. Dal 1995 in poi sognano il loro orticello, un bel 5% in provincia, qualche assessore dove conviene, un segretario in tv… E se vi tagliano l'orticello, guai! Milioni di italiani perderanno la loro rappresentanza. Come no: li rappresentava Bertinotti.

    Io non ho nessuna pregiudiziale contro il proporzionale puro. Ho una pregiudiziale contro i partitini di sinistra, per come si sono comportati. L'unica cosa nobile che gli riconosco è la lealtà suicidiaria a Prodi: infatti hanno fatto benissimo a suicidarti.

    Io lo so che tu trovi qualcosa di molto nobile nel partitino: ma ce la trovi tu. Visto da fuori, è un gruppettino di potere che briga le sue microlottizzazioni, né più né meno di un Mastella rossoverde.

    Non è un caso che, volendo dimostrare che i partitini hanno fatto l'Italia, mi citi il partito radicale come quello che ha fatto il divorzio e l'aborto: ma lo sai che semplicemente non è vero? Cioè, non è che se Pannella ripete una cosa per 30 anni diventa vera.

    Ribadisco il concetto: a te non piace la democrazia. Vorresti il tuo orticello, da cui ogni tanto partire per una nobile crociata stile referendum divorzio. Io voto Bersani che attraversa il tuo orticello con un drappello di disciplinati cosacchi e ne lascia macerie.

    Dama del Lago, mi diverte l'idea che da qui in Emilia sia inconcepibile l'idea che altrove non ci siano biblioteche. Cioè, che senso ha? Migliaia di battute per spiegare che non siete in grado di mettere una x su un un foglietto, visti da lontano siete semplicemente fuori di testa. Se ti piacciono i servizi emiliani, potevi anche votare Bersani: è emiliano, ha fatto tanti servizi. Un'opzione banale banale, mi rendo conto.

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  9. Leonardo la tua “storia della sinistra” e' tanto ridicola quanto quella di greatGig. La sinistra sognava “nel 1975 il compromesso storico”? Magari Berlinguer e i vari gerarchi della buvette, con grande scazzo della base. La sinistra-sinistra nel '75 si preparava a fare il '77; c'era il punk, l'eroina, no-future, altro che compromessi.

    Si puo' criticare il settarismo anche senza negare il ruolo di elaborazione programmatica dei partiti minori, anzi: devi ammettere che l'unica proposta politica originale uscita dal Partito negli ultimi 30 anni e' stata la Bolognina, ovvero una non-proposta. Tutto il resto (ecologia, commercio equo, telematica sociale, terzo settore, etc etc) e' arrivato dai partitini. Tutt'ora ci si deve affidare a DiPietro per un minimo di idee sulla giustizia, senza il quale il PD semplicemente non ha credibilita' nel parlare di etica o di morale (vedi Marrazzo). Non e' un'anomalia italiana, succede anche all'estero (i LibDem in UK, i Verdi in Germania etc — tutta gente “derubata” di ottime idee dai noisissimi partiti maggiori), ma solo in Italia l'odio verso il “cespuglio” e' cosi' radicato da impedire il necessario dialogo. Vai pure in giro a disfare gli orticelli altrui, ma i tuoi cosacchi poi come li farai mangiare? Quali terre vorrai conquistare, se ti sei circondato di macerie?

    Non e' questione di odiare la democrazia o volere il proporzionale (che di per se' ha probabilmente fatto piu' danni che altro alla sinistra italiana); e' questione di rispetto reciproco e di strategie di medio-lungo periodo.

    E mentre parliamo di Grandi Uomini, Grandi Partiti e Grandi Vaccate, non stiamo in realta' facendo politica, stiamo solo vendendo un'altra copia di Repubblica.

    (Il danno delle primarie e' tutto qui: e' la festa del settarismo. Con la scusa della democrazia interna, si finisce per fare la riedizione dello sketch dei Monty Python sul Fronte Popolare della Giudea. Intanto Silvio Re continua a farsi i fatti suoi, mentre una banda di carabinieri (!) si permette di ricattare allegramente il presidente della Regione Lazio. E cosa dice il vincitore delle primarie? “Stiamo diventando un Paese Normale”. Dove l'ho gia' sentita questa…? Siamo fermi all'89…)

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  10. Però almeno su una cosa non scherziamo, la sinistra a sinistra del PD s'era ridotta al nulla cosmico già da prima del varo dell'ectoplasma; anzi, nel frattempo l'unica cosa buona è l'intervenuta/enda scadenza dei rimborsi elettorali delle vecchie legislature: chi d'ora in poi vorrà perder tempo in questionabili questioni di questionabile principio, lo faccia di tasca propria.

    Non vorrei che la striscia delle (molte) cazzate fatte dal PD e la scarsa visibilità dei “leader” alla sua sinistra congiurino verso un oblio in cui si possa finire per rimpiangere il delirante antagonismo rifondarolo; personaggi come Ferrero, che è rimasto ai piani quinquennali e all'Italsider o Vendola, che è fortunato d'esser vissuto in tempi in cui bastava andare a capo ogni tanto per esser “poeti”, stanno entrambi bene in soffitta – per quanto a mandarceli non sia stato il popolo sovrano, ma una penosa legge elettrorale – se nello stesso baule o meno m'è indifferente.

    E poi: ma davvero c'è qualcuno che pensi a Bertinotti, Rizzo, Migliore, Ferrando, come agli eredi morali della tradizione del PCI?

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  11. Ma è appunto l'idea che alla fine la Storia la fanno sempre le minoranze, gli happy few, quelli che erano autonomi già nel '75, i radicali che senza di loro non avremmo mai divorziato (Dio, quanto ve l'hanno ripetuta in testa 'sta cazzata).

    E' vero che a metà degli anni Settanta la linea Berlinguer provocava scazzi nella base. Ma alla fine andavano a votare Berlinguer. Molti, ma molti di più di quelli che andavano a gruppetti o a lotta armata o ai festival di Re Nudo. Però

    Qui forse si confonde cultura e politica. La storia della cultura di una nazione passa per le élites (non che rifonda o verdi siano un'élite, però qualche contributo alla discussione lo hanno portato). La politica, in una democrazia, la fanno sostanzialmente i partiti di massa. E quando non ci sono più, non si riesce a far politica. Lo so che vi fa schifo, ma è la democrazia. Io vorrei semplicemente che vi alzaste, e diceste: “Sono Xxxxx, e mi fa schifo la democrazia”. Poi se volete mettervi a piangere vi diamo anche un fazzoletto.

    Quanto a me, non so se si è capito, ma sempre preferirò andare al governo con democristiani, camorristi, e se necesse il demonio in persona, piuttosto che stare all'opposizione con voi.

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  12. “ma sempre preferirò andare al governo con democristiani, camorristi, e se necesse il demonio in persona, piuttosto che stare all'opposizione con voi.”

    Al governo per fare CHE COSA? Se ci vai col demonio, è lui che ti detta il programma.

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  13. > La sinistra-sinistra nel '75 si preparava a fare il '77;
    > c'era il punk, l'eroina, no-future, altro che compromessi.

    Parlando di versioni ridicole della “storia della sinistra”, questa non è male.

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  14. Ahah Leonardo, menomale che a me fa schifo la democrazia. Andare al governo con il demonio, schiacciare le minoranze come cosacchi infuriati. E glorificare le primarie, un plebiscito scontato ad un leader sostenuto dagli apparati più retrivi di un partito a cui si affida ogni speranza.
    E' la democrazia 2.0. Auguri.

    Il problema è che i milioni di votanti sono una grandissima richiesta, come fu con Prodi, come fu con Veltroni, di democrazia, partecipazione, buona politica, cambiamento. Istanze che nel Pd non potranno mai trovare riscontro, per tutte le ragioni che ho elencato nei post precedenti.

    I partiti piccoli sono microlottizzatori? Sono anche quello, purtroppo. Come dicevo sopra nessuno è indenne da queste logiche, oggi, men che meno dall'attrattiva del potere. Ma qui stiamo parlando del Pd. Ti rendi conto? Io non mi capacito. Bassolino e Iervolino, Loiero, Marrazzo, Del Turco, Tedesco, Binetti…devo continuare? A te il Pd deve parere molto nobile ma visto da fuori fa semplicemente schifo.

    Ancora, Pd partito di massa? Ma cosa dici? Un partito di massa è un partito presente nella società, che produce iniziativa e senso collettivo. Oggi a parte forse la lega di partiti così non ce ne sono. La partecipazione è ai minimi storici, nei circoli Pd, che ti invito a frequentare, si parla solo di chi deve fare l'assessore o il sindaco.
    Ci sono tantissimi tesserati, Saviano spiega in quale modo, e al congresso ha votato l'11% di loro e Bersani per le primarie ha speso vagonate di soldi per propagandare la SUA PERSONA. E' questo un partito democratico? Suvvia.

    Sul sistema politico-istituzionale praticamente non rispondi, trincerandoti dietro l'accusa stantia “sei nostalgico del pentapartito”. Ora manca all'appello delle accuse solo la colleteralità con le Brigate Rosse, ma sei sulla buona strada.
    Col maggioritario, caro Leonardo, NON si vince col 50%+1, (nel '96 il csx aveva il 45% al maggioritario, nel 2001 il cdx lo stesso, i laburisti in Inghilterra vincono con la maggioranza relativa), con la legge attuale figurati, c'è un premio di maggioranza che neanche la Legge Truffa. E con le coalizioni e i partitoni del maggioritario, vengono tendenzialmente premiati i più moderati, i più ricchi, i più maneggioni.

    Ma il punto è un altro, come mi ostino ad argomentare da giorni.
    Il sistema politico degli anni '70 consentiva alle idee che scaturivano dalla società di arrivare in Parlamento e di essere trasformate in leggi, condizionando governi e grandi partiti. Anche il Pci, ancora tradizionalista allora, era quanto meno prudente su divorzio e aborto e fu portato a sostenere il referendum in maniera determinante. (Ti lascio solo nella polemica coi radicali, stanno antipatici anche a me, ma per ragioni diverse dalle tue. In ogni modo non capisco come negare il loro ruolo).
    Oggi il Parlamento di nominati e non rappresentativi non legifera più, approva i disegni del governo. E quando pure approva una legge di sua iniziativa, è un inciucio bipartisan inviso alla popolazione come l'indulto.

    Poi ancora accuse, vorrei l'orticello e le crociate minoritarie. No, come è ovvio vorrei un vero partito di massa di sinistra, cosa che il Pd non è e non può essere. A sinsitra si può ancora fare, la sinsitra vera è in netta ripresa in Europa (Grecia, Portogallo, Germania, Spagna) mentre crollano i partiti di sinistra moderata. C'è poi un intero continente, l'America Latina, che guarda senza infingimenti al socialismo.

    Mentre per altri l'unico obiettivo è andare al governo magari pure coi camorristi…ripeto, auguri. Quella che manca sul serio, oggi, tu che invochi il rapporto con la realtà, è una vera opposizione, sociale e politica.

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  15. “Anche il Pci, ancora tradizionalista allora, era quanto meno prudente su divorzio e aborto e fu portato a sostenere il referendum in maniera determinante”.

    Ancora?
    Il referendum era CONTRO il divorzio.
    Fu sostenuto DAI CATTOLICI che volevano l'abrogazione della legge Fortuna-Baslini. Fortuna era socialista, Baslini liberale.
    Vinse il no, perché la maggior parte degli italiani (anche cattolici) riteneva il divorzio un diritto.
    I radicali fecero un po' di campagna per il no, e da allora continuano a rivendersi come i civilizzatori d'Italia. E tu ci caschi.

    Insomma: è l'unico esempio che riesci a trovare ed è sbagliato.

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  16. Francamente ho difficoltà a seguire questa polemica, a me il vero problema italiano sembra essere la mancanza a sinistra di un partito che abbia il coraggio di definirsi socialista come c'è in tutta europa (beninteso socialista vuol dire socialdemocratico o semplicemente riformista). Il motivo è semplice, la presenza di Berlusconi in Italia ha condizionato tutto, oggi vi è una maggioranza di centro destra che non professa idee di destra ed un'opposizione di centro sinistra che non professa idee di sinistra. Il paese in effetti è diviso in berlusconiani ed antiberlusconiani. Il vero scontro non è sugli aspetti economici ma sul concetto di democrazia, rispetto della legalità, fedeltà alla costituzione, rispetto degli organi costituzionali, gestione dei mass media. Berlusconi si capisce che, se potesse, pur di conservare il consenso ed il potere manderebbe a carte quarantotto il bilancio dello stato per accontentare imprenditori ed operai. Credo che Bersani dovrà inventarsi un nuovo PD per risalire la corrente.

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  17. Anche te, e il tuo nominalismo.

    In tutta europa ci sono partiti socialdemocratici E HANNO PERSO LE ELEZIONI. Quello che ha preso più voti è stato il Pd.

    “Il vero scontro non è sugli aspetti economici ma sul concetto di democrazia, rispetto della legalità, fedeltà alla costituzione, rispetto degli organi costituzionali, gestione dei mass media.”

    Ti sembrano tutte cosine da niente? Vorresti che parlassimo solo di economia?
    Su quali media, visto che Berlusconi li controlla?
    Con quali leggi, visto che nessuno le rispetta?

    Se per te l'antiberlusconismo è di destra, io sono di destra.

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  18. Ma cosa esempio sbagliato? Guarda Leonardo che io quella roba la studio, non mi insegni nulla. Il referendum era contro la legge che era stata dettata dalla fortissima pressione della società, uscita dal '68, in quel senso, non da un socialista qualsiasi. E il Parlamento non era impermeabile a quelle istanze. E' questo il punto, che continui ad ignorare.
    I voti del No nelle urne, fondamentali (con ampio quorum) furono di Pci e Dc che non poterono opporsi a quell'onda. Ho letto verbali di direzione del Pci in merito alla 194, invece. I massimi dirigenti fecerodi tutto per opporsi al referendum tentandodi mitigare la legge in Parlamento, ma riuscirono solo a rinviare il referendum che dovettero poi sostenere.

    Ma vuoi un altro esempio (che peraltro ho già citato)? Un'altra robetta, lo Statuto dei Lavoratori.

    Oggi le iniziative parlamentari di un certo rilievo, che hanno una base condivisa nella società, semplicemente, naufragano. Esempio, la legge anti-omofobia per introdurre nelle condanne per violenza l'aggravante per l' orientamento sessuale. Chi blocca la legge? Parte del PD! 😀
    Le iniziative invise alla popolazione, invece, passano tranquillamente com ampia maggioranza (indulto).
    E' questa la differenza fra i due sistemi. Questa è la democrazia vera, non la corsa all'alleanza più ampia e senza principi per raggiungere la maggioranza o il plebiscito delle primarie.

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  19. Se studi è un'aggravante. Tu hai scritto:

    “Con quel sistema i radicali, percentualmente irrisori, fecero passare in Parlamento robette come il divorzio e l'aborto”

    Cazzata. Fecero forse passare lo Statuto dei lavoratori? Altra cazzata.

    Le studi, queste robe? Studia meglio, studia di più.

    Tu vuoi dire che una volta il parlamento recepiva le istanze di una società in evoluzione? Sì, lo faceva. Perché esistevano i partitini al 3%? No. Perché la società era in evoluzione, mentre adesso è in una fase di contrazione economica e di arroccamento sociale. Le minoranze che giocano qualche ruolo sono le élites culturali, non i partitini.

    I partiti di massa sono lenti a recepire le istanze della società in evoluzione? Sì, spesso sono lenti. I battitori liberi alla Pannella ogni tanto azzeccano una previsione? Sì, una volta su dieci (Pannella ha esaurito abbondantemente i colpi).

    La legge anti-omofobia avrebbe “una base condivisa nella società”? Non so quale istituto demoscopico frequenti, ma boh. Cosa te lo fa pensare esattamente, il fatto che le violenze omofobe commesse in Italia siano lievemente inferiori a quelle del Botswana?

    “Il plebiscito delle primarie”: vabbè, siamo alla neolingua. Il plebiscito con tre candidati. Non so in che partito militi, ma non credo che abbia una democrazia interna molto più trasparente di quella del Pd.

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  20. @leonardo: Nelle democrazie occidentali le elezioni si vincono e si perdono, questa è la normalità, quello che non è normale è avere due schieramenti senza un profilo politico chiaro, il PD ha difficoltà a schierarsi nel parlamento europeo, questa contraddizione va superata e deve essere un compito di Bersani. Anche io sono profondamente antiberlusconista e mi sento di sinistra, il problema è che non sono sicuro che lo sia D'Alema! Infatti alle primarie ho votato Marino come male minore dopo essere stato tentato dall'astensionismo. Volevo sottolineare che l'antiberlusconismo è fondamentale oggi nella politica del centro-sinistra ma per battere il berlusconismo ci vuole un personaggio di tutt'altra caratura che abbia il coraggio di indicare nuove strade ed entusiasmare gli elettori attorno ad un progetto originale. Ho la sensazione che dall'ex PCI-Pds-DS vengono fuori sempre i soliti personaggi, la solita sbobba, è gente che è stata abituata al conformismo,all'estrema prudenza, all'adesione alla linea senza discutere, ad obbedire a qualcuno, a non avere il coraggio delle idee nuove. E' gente abituata a parlare al Comitato Centrale e non al popolo tanto per intenderci. L'iniziativa politica degli ultimi 15 anni è stata nelle mani di Berlusconi e di Bossi la sinistra politica o ha taciuto o ha rincorso per rintuzzare e tamponare. Ricordiamo da 20 anni a questa parte uno slogan notevole, un'idea illuminante, un progetto entusiasmante, una lettura originale della realtà italiana fatta da D'Alema, Bersani, Fassino, Veltroni ecc.? Questo mi sembra il vero problema: Non essere veramente e credibilmente alternativi a Berlusconi.

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  21. Leonardo, ma cosa credi, che sia un militante radicale? Dio ce ne scampi e liberi.
    Sono da anni un iscritto di Rifondazione, a questo punto mi pare sia meglio dirlo.

    Non capisco tutto questo livore, mi sarei aspettato una discussione più sobria.
    Dovrei studiare di più? Io ti direi di leggere meglio quello che scrivo. In ogni caso…

    In vari post propongo un ragionamento teorico abbastanza semplice che tu distorci a tuo piacimento per poterlo attaccare su questioni secondarie. E mi attribuisci cose non vere.

    Innanzitutto: ho sostenuto la permeabilità di un Parlamento costruito col proporzionale, in quanto più rappresentativo delle reali forze sociali in campo, rispetto alle istanze di rinnovamento provenienti dal basso. E che con quel sistema anche questioni sostenute da gruppi minoritari in Parlamento (ma maggioritari nella società) abbiano trovato sbocco legislativo per via di un'iniziativa parlamentare. Il tutto in presenza dei governi Dc più corrotti e conservatori, che erano però espressione del Parlamento e non i suoi padroni. Il Pci, partito allora sì di massa, fu costretto a sostenere con forza un referendum di cui non era affatto convinto.
    In questo senso il riferimento al ruolo dei radicali, di per sé poco rilevanti ai fini del mio discorso e che non ho alcun interesse a difendere o incensare, anzi. Ma tu mi attacchi su di loro.

    Lo Statuto dei Lavoratori (per il quale Pannella non c'entra nulla, chi l'ha detto?) era un altro esempio non di come i radicali facessero approvare leggi con la bacchetta magica ma di come legislazioni avanzate passassero in Parlamento nonostante la natura conservatore del governo, grazie alle lotte del '69 che trovarono una composizione in sede istutuzionale.

    E non certo per la presenza di partitini! Io milito in un partito piccolo ma non faccio nessuna apologia dei partitini-lobby come i radicali. Affatto! Io sono per il partito di massa, radicato sui territori, con una linea politica forte, rappresentativo di interessi precisi. Tutto ciò non c'è più, meno che mai al Pd e quindi io sto nel partito più grande che c'è a sinistra ma che ha chiaro questo quadro, cosciente di tutti i limiti che ha, in una società mai così depoliticizzata.

    Ancora, la legge anti-omofobia era sempre un esempio in merito al concetto espresso sopra. Ho letto diversi sondaggi sui giornali che parlavano di una maggioranza ampia di italiani favorevole al provvedimento poi arenatosi. Proprio perché le violenze omofobe sono in aumento. In ogni caso la vicenda sta a dimostrare che un provvedimento nato di iniziativa del Parlamento, per una pressione da parte della società, non trovi nelle Camere un luogo disponibile. In Parlamento, oggi, con l'aggiunta della legge elettorale porcata che ha portato in aula tutti gli yesmen di Silvio e non solo, passano soltanto i diktat del governo, i più importanti dei quali con voto di fiducia.

    Ancora accuse gratutite sul “plebiscito” delle primarie, addirittura userei la neolingua di Orwell. Questo fa di me uno stalinista, immagino.
    Ma quando ti passerà l'annebbiamento duvuto al livore comprenderai che “plebiscito” è un termine che viene usato correntemente in ambito giornalistico per descrivere tutte le elezioni in cui il vincitore abbia un ampio margine. Non ci si riferisce col termine ai plebisciti per l'unità d'italia o a Napoleone III, per dire. E' una figura retorica.
    Le primarie italiane sono sempre stati dei plebisciti, in questo senso, con pura funzione di legittimazione per il candidato individuato in ben altra sede, anche se in presenza di altri candidati.
    Prodi 2005, Veltroni 2007, Bersani 2009.

    Bersani ha vissuto uno scontro nel partito un po' più serio dei precedenti, ma una volta fatti 2 conti, con il controllo di tutti gli apparati del partito, si è buttato volentieri nel meccanismo legittimante, e propagandistico, delle primarie.

    Per me non hanno un senso democratico, per me la democrazia è partecipazione, ben altro.

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  22. Leonardo per favore! Condivido in pieno l'astio verso i sedici partitini-lemming a sinistra della sinistra, ma stai dicendo delle totali inesattezze. Ricordati che col proporzionale i partiti in lizza erano un numero molto più ridotto della galassia di finti prestanome parassiti ecc che il maggioritario e il Porcellum ci han regalato.
    NelloF

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  23. NelloF, non ho capito in che modo questo abbia senso ai fini della discussione, comunque non credo sia nemmeno così vero.

    Prendo un'elezione proporzionale a caso (giuro, presa a caso): politiche 1976. 10 partiti in Parlamento.

    Elezioni del 2009: 10 partiti in Parlamento (la maggior parte apparentati in due coalizioni).

    Quindi? Ribadisco, io non ho nessuna pregiudiziale contro la proporzionale. Ma questa idea per cui la proporzionale sia il rimedio a ogni male è semplicemente l'ultima foglia di fico del gruppettaro frustrato.

    Che ovviamente non si riconoscerà mai nel quadretto del gruppettaro frustrato. No, è sempre uno che crede nel partito di massa, ma guardacaso non è mai il partito di massa disponibile in quel momento, quello va distrutto perché c'è troppa gente che non ha le stesse sue idee, cani, porci; in pratica sono sempre poco selettivi all'ingresso, questi partiti massa. Ci vorrebbe un partito di massa però piccolo, così si influenza la società. E' mai successo? No, storicamente no, però chissà…

    Great Gig, io non distorco un bel niente. Io virgoletto. Sei tu che hai scritto “Con quel sistema i radicali, percentualmente irrisori, fecero passare in Parlamento robette come il divorzio e l'aborto” Non sei più d'accordo con te stesso? Ok. Ma non dirmi più che ti attribuisco cose “non vere”. Io ti attribuisco né più né meno quel che hai scritto.

    Benvenuto in una discussione dove non predichi ai convertiti. Quello che tu scambi per “livore”, ti consiglio per accettarlo come una rude franchezza. Apprezzo molto che tu abbia almeno spostato una foglia di fico: sei di Rifondazione. E non sei nemmeno uscito dopo l'ultimo congresso in cui quattro mozioni minoritarie si sono messe d'accordo per far fuori la maggioranza relativa. Ne deduco che una schifezza del genere ti va bene: ti va bene al punto che ti senti in grado di dar lezioni di democrazia interna agli altri. Il Pd chiede a milioni di italiani un parere sul segretario: vince una mozione con un il 16% di scarto e questo per te è un “plebiscito”. La segreteria Ferrero invece dev'essere un raro esempio di democrazia partecipativa.

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  24. ma il congresso di Rc (e poi contestualizza: dopo la catastrofe elettorale arcobaleno, dai) non è stata l'occasione per raccogliere cambiali di voto politico e qualche milione in monetine,
    e l'oggetto della contesa era anche una linea strategica. quattro mozioni si sono unite, sì. non è così assurdo dato che la mozione di vendola implicava il superamento, ovvero la liquidazione, del partito (avessero fatto le primarie anziche un congresso, sicuro che ci venivi a votare vendola eh, e dopo neanche ringraziavi). al netto del contrasto anche sgradevole (non così eterodiretto però) non ha vinto il faccione di ferrero, ma la mozione di ferrero.
    piacciono le primarie? attenti all'addiction. leggo che le prossime intendete farle a breve per decidere chi mandare al macello al posto di marrazzo. magari potreste chiamare la marcuzzi o morgan per condurre lo spoglio.
    spero d'ora in poi di non leggere una volta ogni due/tre mesi una letterina da zucconi wannabe contro gli astensionisti.
    elmyr

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  25. La cosa buffa di questa diatriba e' che e' passata dalle primarie PD alle dichiarazioni di appartenenza.

    GreatGig ha fatto bene in teoria a non andare, proprio perche' non appartiene al gruppo di votanti (potenziali) del PD. Discorso chiuso.

    Se poi parliamo di quanto e se il PD sia votabile, credo che sia tutt'altro discorso. Lo sarebbe stato per me, se fosse stato guidato da Marino verso una politica allineata a quello che secondo me dovrebbe avere. Con Bersani probabilmente avra' una linea Dalemiana e centripeta che non mi interessa alimentare e quindi non lo votero'.

    C'e' poco da discutere. Uno vota cio' che sente lo rappresenti meglio. La cosa di cui non riesco a persuadermi mai e' il discorso della democrazia come partecipazione.

    Ma dove l'avete visto un paese sopra i 10 milioni di persone dove, facciamo un numero a casaccio, il 30% della popolazione e' attivamente impegnato in politica? E anche se fossero il 30% sarebbe una minoranza intollerabile per chi crede che la vera democrazia e' solo quella partecipata, perche' lascerebbe fuori la stragrande maggioranza (70%) dei cittadini!!

    Non solo non esiste, ma e' anche inerentemente lontano dalla sociobiologia umana. Non ci appartiene e non ci sar' probabilmente mai. E' una cosa che puo' succedere in comunita' piccole di centinaia, massimo migliaia di persone. Sopra quei numeri la maggior parte semplicemente non partecipa. Punto.

    Ora, Se accettiamo questo punto, o ci proponiamo come sistema la democrazia diretta mediata dalle nuove tecnologie (e poi tutti giu' a urlare contro i referendum) oppure ci mettiamo il cuore in pace e ci rassegniamo al fatto che la democrazia rappresentativa coinvolge una decisa minoranza di persone. Il resto, appunto, decide di farsi rappresentare, e in un sistema perfetto, se non si e' sentito ben rappresentato, cambia idea alla votazione successiva.

    Andrea

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  26. Da un sostenitore del partito che ha vinto l'ultima Isola dei Famosi mi aspetterei meno frecciatine.

    Comunque da' retta a un Zucconi wannabe: il congresso di Rc è stato uno dei momenti più patetici della vostra mai particolarmente onorevole storia.

    “l'oggetto della contesa era anche una linea strategica.”

    Wow! Una linea strategica! Sono molto impressionato! Cioè, in realtà quattro linee, facciamo un fascio strategico. E insomma, sintetizzando? Vendola voleva fare la Linke e i fantastici4 volevano andare da soli. Hanno vinto loro (scissione), non sono nemmeno andati esattamente da soli, sono stati serenamente trombati. Una cosa fantastica.

    Questa tu la chiami una contesa intorno a una linea strategica. Ma perché, scusa, tra Bersani e Franceschini non c'era in ballo la scelta tra due strategie ben definite, messe nero su bianco nelle due mozioni?

    Cioè, spiegami, se una mozione la fa Ferrando (no, neanche Ferrando, Ferrando è fuori ma eterodirige una correntina in RC che fa da ago della bilancia: fate ridere i polli! Stalin vi manderebbe tutti in Kamchatka subito) è roba seria, strategica, mentre se la fa Bersani è solo un “faccione”, tutto lustrini e cotillon?

    Ribadisco: la democrazia non vi piace. Quella interna la risolvete con una pastetta di 4 mozioni. Quella esterna non v'interessa perché è una roba sporca.

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  27. Giusto per amor di precisione Leo: 2009 (?) (forse intendevi 2008) dieci partiti in Parlamento… dopo una soglia di sbarramento 4%.
    Il PD (almeno come l'ha sognato Veltroni) ha questo “peccato originale” di avere usato trucchetti di questo genere per fare terra bruciata alla sua sinistra.
    E si è visto con che risultati!
    Poi d'accordissimo che a sinistra abbiano alimentato il seppuku con pervicace genialità.
    La cosa che mi inquieta da parte tua è che il rancore contro il pulviscolo asiniStra è tale che condividi l'uso dei trucchetti, pur di vederli sterminati.
    Non che non se lo meritino. Ma da te mi aspetto di meglio.
    NF

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  28. Leonardo io non faccio cadere foglie di fico. Semplicemente ho iniziato a scrivere qui in risposta al tuo post iniziale, stando al tema. Primarie, Pd. Non vengo certo a far propaganda qui o a sfruttare i tuoi lettori.
    Ho detto di essere di Rifondazione perché mi sembrava avessi capito che io fossi addirittura radicale.

    Detto ciò, hai messo tantissima carne a cuocere su Rifondazione, potrei risponderti per pagine e pagine, ma siamo fuori tema. Ti dico solo che al solito dici un sacco di inesattezze, piegandole alle tue idee iniziali.
    Capisco che parteggi per Vendola, uno che si alleerebbe sempre e comunque col Pd, ma mi sa che il congresso dell'anno scorso del Prc l'hai letto su Repubblica. Credimi, non è la fonte adatta per questo genere di cose.

    Quello che ti posso dire in breve è che il congresso fu alquanto surreale, ma assolutamente non una roba patetica. FU un congresso vero, in cui l'esito fu deciso all'ultimo secondo.
    Puoi chiamarla pastetta fra le mozioni, io avevo pure votato Vendola, ma i compagni si unirono per salvaguardare il partito, che Vendola avrebbe sciolto e portato in carrozza verso il Pd alleandosi addirittura coi socialisti.
    (Ferrando ha il suo partito e non eterodirige un bel nulla, chi te l'ha raccontata questa?) (Ancora, Luxuria non fa più parte del Prc da tempo, insieme a Sansonetti, che ne elogiò la vittoria all'Isola, fa parte dei fuoriusciti meno benvoluti. Invece indovina, è andata a votare alle primarie del Pd!)

    Sui radicali ripeto, la cosa era inserita in un discorso complesso in cui Pennella e soci erano marginali e che continui ad ignorare. Se vuoi continuare a pensare che io sia convinto che i racicali da soli abbiano creato il divorzio, fai tu.
    Secondo te, infine, è indifferente per gli interessi dei settori sociali più deboli, che non hanno santi in paradiso, che la forma istituzionale sia parlamentare o presidenziale, maggioritaria o proporzionale? Secondo me no, è un fatto dirimente. Perché il maggioritario garantisce un'autonomia del politico spaventosa e ha determinato il distacco feroce che la gente avverte nei confronti della politica.

    Ad Andrea ripondo che la partecipazione non è solo questione percentuale, ma attiene proprio a questo distacco. Negli anni '60 e '70 la politica faceva parte della vita delle persone (in generale), era argomento di discussione e di conoscenza (mediamente) superiori di molto rispetto a quello che accade oggi.
    La gente sapeva di avere dei diritti civili e politici.

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  29. Sì, sì, sono sempre più complesse, le cose.

    “io avevo pure votato Vendola, ma i compagni si unirono per salvaguardare il partito”… ho le lacrime per la commozione. Meno male che “i compagni si unirono”, altrimenti chissà a quest'ora dov'era il partito… già, chissà dove… forse a Strasburgo, invece adesso dov'è… beh, praticamente da nessuna parte… ok, bravi, eroici compagni.

    Il distacco feroce che la gente avverte nei confronti della politica si misura anche in eventi come quel congresso: gli iscritti avevano votarono per delegati di 5 mozioni diverse, e i delegati fecero una bella pastetta 4 contro uno. E la partecipazione? No, lì bisognava salvare il partito. Da cosa? Forse dalla gente: dagli iscritti che avevano preferito la mozione Vendola.

    Sì, sì, dico un sacco di inesattezze.
    Ferrero non festeggiò la vittoria dell'Isola, no, macché; non offrì una candidatura a Luxuria: me lo sono inventato.

    Controcorrente non si definisce la continuazione di Progetto Comunista di Ferrando; è tutta propaganda messa in giro… da loro stessi, ma non che c'entra, vatti a fidare dei trozkisti.

    E' molto inesatto affermare che avete una quinta colonna di trozkisti nel partito che fa da ago della bilancia. No, tu rinfacciaci pure la Binetti.

    Ripeto: il dibattito sul proporzionale non mi appassioni. Il sistema proporzionale aveva pregi e difetti. Tra questi ultimi, la lottizzazione dell'Italia intera e un debito pubblico che stiamo ancora pagando. Poi, certo, i partiti di massa (di massa) potevano essere più sensibili alle sollecitazioni di una società in evoluzione. A volte.

    I partiti di massa. Non il PDUP o DP. E tu militi in un troncone di DP, renditi conto.

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  30. scusa,
    mica dicevo che la storia politica del prc è brillante. dicevo che quella del pd, fatta la tara ai mezzi logistici e al calibro degli oligarchetti che lo sostengono, o della crema intellettuale che lo rivende, fa almeno altrettanto ridere. e per soprammercato ci traghetta tutti nel caraibico mondo degli scudi fiscali. io almeno sono stato educato a trovarla divertente. è il caso di premiarli, due settimane dopo, con un bel plebiscito. per fortuna i segaioli sono sempre gli altri.
    oh, si è vista poi a strasburgo la linche di vendola e dei verdi. riguardo la citazione di luxuria, greatgig ti ha già illustrato l’obiezione. luxuria , secondo me, il tuo ragionamento lo recepisce: perché non la intercettate? in alternativa a un marrazzo, a un sassoli, dai.
    elmyr

    pps
    ad ogni modo: a parte il concetto per cui sarebbe normale pretendere la mobilitazione generale, a prescindere, per le elezioni interne dei mascheroni al gazebo, io apprezzo la rude franchezza di una suffragetta volontaria che lavora gratis, diversamente da zucconi. secondo te dovrei votare alle primarie del pd e poi ringraziare, pur non essendo un elettore del pd. anzi, non è possibile che io non sia un elettore del pd. altrimenti sono un cretino o uno sfascista antisociale.
    veltroni ha inventato proprio la macchina ammazzacattivi. ne siamo così sicuri che acquista un senso sprecare punti esclamativi e acido formico per chiamare alle primarie anche quelli che non hanno votato il pd l’anno scorso e quest’anno. magari, non lo so, non si erano accorti di non aver votato pd. ops, cazzo, cosa ho fatto!
    il tuo argomento è pascaliano. non è mai stato chiaro come oggi che le tue speranze per il futuro non si discostano molto dalla disperazione contingente di un piccolo notabilato. parlassero tutti papale come te, i dirigenti piddini, due euro forse li darei , ma non alle primarie. devono cantarmi vagabondo che son io.

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  31. Leonardo, su Rifondazione mi puoi sfidare quanto vuoi, ma vai a finire contro un muro.
    Accetto di cambiare argomento.

    Luxuria. Fermo restando che io certo non la demonizzo, lei è uno dei personaggi più bistrattati nel partito oggi per le sue scelte, specie quelle successive al congresso del 2008, con l'Isola e accuse di vario tipo al partito.
    Ferrero si prese la sua pioggia di critiche per quella proposta, che, datata 2008, rientrava nei suoi tentativi di evitare la scissione imminente di Vendola e soci (gennaio 2009). La realtà di oggi è che è andata a votare alle primarie Pd (e l'hanno pure respinta, vabè…).
    (E' di Sansonetti, quello che ora dirige un giornalino distribuito da Mondadori, il paragone di Vladimir con Obama).

    Con Vendola saremmo in Europa? Assolutamente no.
    Vendola proponeva al congresso la prospettiva di una costituente di sinistra da mettere in campo a partire dal conflitto sociale e a partire da Rifondazione.
    Se avesse, il giorno dopo una vittoria, sciolto il partito dentro un contenitore con pure i socialisti (come poi ha fatto e sappiamo che voleva fare), l'unico risultato sarebbe stato una scissione da sinistra. Anche molti di noi che votarono la sua mozione erano strettamente contrari alla riproposizione dell'errore tragico della Sinistra Arcobaleno. Noi crediamo alle cose che scriviamo e ci comportiamo di conseguenza.

    E' stato Vendola l'elemento di divisione a sinistra, non certo Rifondazione.
    Nascendo, Sinistra e Libertà ha spaccato Prc, Pdci e Sinistra democratica. Più avanti, ha spaccato Verdi e Socialisti ed è ancora un movimento, senza progetto politico, in cerca solo di un posto al caldo nelle alleanze per le regionali. Noi abbiamo un progetto politico.

    (Poi ancora, andare a Strasburgo per fare cosa? In Sinistra e Libertà erano presenti candidati riferibili a 3 diversi gruppi europei. La stessa ambiguità del Pd, per carità).

    Poi, come puoi pretendere di farmela sulle correnti interne del mio partito, io che le vedo ogni giorno, leggendone dai giornali o su internet?
    Controcorrente è un'area formatasi al momento dell'uscita di Ferrando, 2006. Conta pochissimi compagni e non è eterodiretta da Ferrando. Non ha avuto alcun ruolo al congresso né nella maggioranza di Ferrero, verso cui è critica, da allora in poi.
    La corrente trozkista che fu determinante al congresso del 2008 è quella di Falce e Martello.
    (Esistono almeno 4 rami trozkisti a livello internazionale, un altro in Italia è Sinistra Critica, giusto per fartelo sapere).

    Ma, da tempo, i bertinottiani rimasti nel partito dopo la scissione di Vendola sono di nuovo in un'ampia maggioranza con Ferrero. Nessuno è ago della bilancia di niente.

    Ancora, in un congresso realmente democratico, se 4 mozioni si uniscono e sottoscrivono un documento unitario, arrivando al 53%, la loro vittoria è più che legittima. Anche se il candidato in pectore di Repubblica e di D'Alema, cioè Vendola, perde. Cos'è, sei d'un colpo contrario al 50%+1?
    Sappi che, deo gratias, uno dei punti fondamentali dell'accordo era l'essere strategicamente alternativi al Pd.

    La vera follia è stata fare una scissione, che pure sì è stata disastrosa per le nostre sorti, 6 mesi dopo il congresso, avendo il 47% di un partito. Spaccando il più grande partito della sinistra. A pochi mesi dalle Europee dove l'unico risultato prodotto è stato un cartello elettorale e la sconfitta di tutte e 2 le liste di sinistra, la cui responsabilità io attribuisco a chi fa le scissioni, non a chi le subisce.

    Militerò pure in un partito alla Dp (che poi aveva gente bravissima dentro, sembra tu stia parlando dell'Udeur) ma non morirò certo democristiano. Milito nell'unico partito in cui, con tutte le difficoltà, credo valga la pena militare. Non torno certo a casa.

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  32. Beh, temo che se ora incominciamo a far la conta delle cazzate fatte dagli uni o dagli altri poi non ne usciamo più.

    Premetto che capisco e condivido le molte perplessità espresse sul PD; l'equidistanza tra sindacato e confindustria, l'ossessione per il consenso dei moderati, l'assenza di un'identità sui temi della politica internazionale, le tante amicizie impresentabili, il numero sempre meno trascurabile di amministratori corrotti tra le proprie fila, localmente persino una certa permeabilità da parte della criminalità organizzata. Le differenze con l'altro polo sbiadiscono, la superiorità morale ed intellettuale di pasoliniana memoria è compromessa, nessuno sa più farci sognare; in cambio otteniamo una politica fiscale più rigorosa (eppure qual è il peso specifico attuale di quella battaglia?), leggi tecnicamente meno improvvisate (e questa cosa è forse un dettaglio di poco conto per un organo legislativo?) e poco altro.

    Ma il punto è: cosa abbiamo a sinistra del PD? Io, per esempio, ricordo di come agli albori dell'era del precariato globale un partito che pure aveva votatо a favore del pacchetto Treu non voleva transigere sulle 35 ore – che è un po' come dire: parto per il deserto, devo ricordarmi di portare con me la pelliccia.
    Ricordo di articoli 11 sciorinati tanto di fronte alle invasioni militari per esportare democrazia o alle punizioni dall'alto del malvagio di turno, quanto di fronte a un tentativo di scongiurare una guerra civile, senza alcuna capacità di discernimento.
    Qui non si tratta semplicemente di essere stati poco strategici, poco carismatici, poco efficaci, troppo litigiosi; il punto qui non è più l'aver perso questa o quella elezione, o non aver fatto la legge sul conflitto di interessi.
    Si tratta di politici che (pur insistendo quotidianamente sulla necessità, da parte di una vera forza politica di saper leggere lo stato delle cose, individuare problemi, proporre soluzioni) messi alla prova dei fatti, non han saputo leggere nè la realtà economica ed occupazionale, nè quella geopolitica – verrebbe quasi da dire: manco li feri der mestiere. Di forze politiche che sbandierando coerenza e fedeltà alla linea sono state incapaci di barcamenarsi tra movimentismo ed operaismo, ed ora han finito per prendere voti solo tra intellettuali o presunti tali, studenti universitari o presunti tali, e (sia detto con enorme rispetto) qualche povero ex-partigiano.

    Ecco, invece di paragonare i rispettivi Iperurani, magari è il caso di stabilire cosa ha maggior senso tra quello che abbiamo a disposizione qui ed ora.

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  33. Grazie di avermi informato che ci sono 4 rami trozkisti a livello internazionale. Come ho potuto vivere fino a oggi senza questa nozione. Rimpiango sinceramente le ore che non ho trascorso a informarmi sui giornali e su internet delle correnti del trozkismo mondiale. Sarei probabilmente più vicino alla gente. Altro che antiberlusconismo. La gente chiede più informazione sul trozkismo mondiale.

    La sola idea che Falce e Martello sia decisiva per qualunque cosa che non sia la distribuzione di giornali satirici davanti alle fabbriche e ai licei mi colma di sincero sgomento.

    “Se avesse, il giorno dopo una vittoria, sciolto il partito dentro un contenitore con pure i socialisti (come poi ha fatto e sappiamo che voleva fare), l'unico risultato sarebbe stato una scissione da sinistra.”

    Da leggere con i Carmina Burana in sottofondo: gli ex ferrandiani e Falce e Martello che minacciano la scissione di sinistra! Certo c'era da perdere il sonno.

    Però loro se minacciano una scissione è perché hanno un progetto politico. Se lo fa Vendola no, è sfascismo e opportunismo.

    “E' stato Vendola l'elemento di divisione a sinistra, non certo Rifondazione.”

    Ma ti rendi conto? La mozione Vendola aveva la maggioranza relativa. Le altre quattro mozioni contenevano progetti politici diversi. Nella migliore delle ipotesi (al nesto di pastette, scambi di favori, faide, ecc) avete reimpastato 4 progetti politici diversi e messo in minoranza la mozione che aveva convinto più iscritti. E' una cosa che fa schifo e pena. Ha fatto bene Vendola a mollarvi e faccio bene a riderti dietro se insisti a ribadire che hai un progetto politico. Il progetto politico consisteva nel far perdere la faccia all'unico leader credibile e nello scomparire dalla circolazione. Non ha poi molta importanza sapere quale corrente del trozkismo mondiale sia stata la decisiva in questa strategia.

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  34. Leonardo ma lo decidi tu che noi non siamo anti-berlusconiani? Che poiché non sosteniamo il Pd o non ci prostriamo a lui non vogliamo battere Berlusconi? E' la cosa per cui ho scritto la prima risposta qui, contro l'idea che ci sia una sola e unica opposizione politica possibile e che chiunque sia contro Berlusconi debba allearcisi a qualsiasi costo per vincere le elezioni. E' francamente irritante, poco politico, poco democratico.
    Siamo Berlusconiani di fatto, nemici oggettivi…

    Rifondazione ha lanciato oggi una manifestazione nazionale con Di Pietro, per chiedere le dimissioni di Berlusconi, quelle dimissioni che secondo il Pd dopo il Lodo Alfano NON si dovevano chiedere! Ma porca miseria, sono io quello pro Berlusconi?!?
    Il Pd, per inciso, sembra abbia fatto sapere che non ci sarà. Per carità.

    I trozkisti. Sono lontani dalla mia idea di partito e di militanza ma sono ottimi compagni, preparatissimi. Io quei giornali che scrivono ti consiglierei di leggerli, magari. Preferisco di gran lunga stare in un partito con un trotzkista rispetto a un socialista, un teo-dem, un casiniano, un assessore Pd corrotto.
    Il tuo schifo per il ruolo dei trozkisti, lealissimi compagni, non potrà mai vedere da lontano il mio verso il ruolo della Binetti nel Pd nell'affossare la legge anti-omofobia, per dire.

    Ancora, io la mozione Vendola l'ho votata e sostenuta, in quando la consideravo l'erede naturale del meglio dell'eredità bertinottiana.
    In realtà, conteneva il peggio. Dal leaderismo, ancora più sfrenato il Vendola, al governismo.
    Se Vendola e i suoi avessero chiarito che alle europee avrebbero avviato lo scioglimento del partito e tolto il simbolo, grande parte di quel 47% non lo avrebbe certo votato. Me per primo. Se avesse chiarito, come poi ha fatto, di considerare il comunismo un ostacolo alla ricomposizione della sinistra, non lo avremmo votato in numero ancora maggiore.
    Nei congressi locali precedenti a quello nazionale, la mozione Vendola votata ordini del giorno che impegnavano il partito a presentare il nome e il simbolo alle elezioni provinciali ed europee del 2009.
    Ci sono persone che tengono alla propria storia, ai principi e non li svendono facilmente. (Specie poi dopo la batosta della Sinistra Arcobaleno). A Chianciano si è sancita la sopravvivenza del partito e la sua collocazione esterna al bipolarismo.
    La scissione, in caso di eliminazione di nome e simbolo l'avrebbero fatta non i pochi trotzkisti ma la gran parte del partito.

    La realtà è che tu da osservatore esterno parteggiavi per una linea politica più vicina ad un centrosinistra a netta guida Pd. E devi avere in un certo odio chi ancora fa politica con una qualsivoglia radice ideologica. Poi, cerca di capire che per qualcuno, a sinistra del Pd, non si discute solo del leader più o meno credibile, o di chi abbia voluto fargli le scarpe. Ma si discute di politica e si fa quello che si scrive. Per quanto mi riguarda Vendola, straordinario comunicatore (anche se adesso eccede in retorica), mediocre dirigente di partito, si è rovinato da solo, quando ha preteso di essere eletto segretario senza averne i numeri e quando ha promosso una scissione inutile e dannosa.

    Se poi per te è più credibile chi è più moderato, beh, inutile discuterne.

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  35. Atlantropa: sicuramente ci siamo imbottigliati in una discussione difficile, ma quando c'è passione politica e voglia di confronto, va bene ugualmente.

    A sinistra del Pd sono stati fatti molti errori, il Pacchetto Treu ne è uno. Il primo governo Prodi suscitò enormi aspettative e Rifondazione, pur appoggiandolo dall'esterno, votò alcuni provvedimenti discutibili (che inauguravano la allora tambureggiante terza via di Clinton-Blair) tutti in direzione di liberismo, deregolamentazione e contrazione dei diritti del lavoro.
    Dopo 2 anni e l'ennesima promessa stracciata da Prodi, si uscì da quel governo, che poi si sarebbe macchiato dell'onta della guerra in Kosovo. Non so se ti riferisci a quella con “tentativi di evitare una guerra civile”, ma se è così per me ti sbagli di grosso: quella fu un'altra orribile guerra di dominio e controllo, per gli anni della sanguinosa guerra di Bosnia lorsignori non mossero un dito.

    Detto ciò ora quella fase di espansione e sbornia del mercato è finita. Il capitalismo è in fortissima crisi, siamo alla vigilia di una potente ristrutturazione dei mercati e dei rapporti di forza, e in una situazione limite per quanto riguarda l'energia e i rischi ambientali.
    Oggi, quelle politiche vanno semplicemente invertite. Noi e i movimenti,che lo dicevamo sin da Genova e ancora prima, avevamo ragione. Ma ora queste scelte non possono essere rinviate.

    Se il Pd invece vuol salvare capra e cavoli, cioè dire di voler aiutare i ceti deboli ma tentando di rimettere in piedi la macchina malata del mercato così com'è, bisogna dire chiaramente che questa non è la strada giusta.
    Il Pd pensa che la Tav sia fondamentale per rilanciare l'economia italiana collocandola all'interno di canali di mercato. Con queste idee non si può, al momento convivere.

    Per Berlusconi, Rifondazione ha proposto per le politiche che verranno l'idea di una coalizione larga, aperta anche all'Udc, se fosse disponibile, mirata ad una legislatura breve in cui mettere mano al conflitto di interesse e alla legge elettorale, da modificare in senso proporzionale. E quindi tornare a votare in condizioni infinitamente migliori di quelle di oggi.

    La manifestazione di dicembre potrebbe essere il primo passo in questa direzione.

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  36. Certo che sono preparatissimi, i trotzkisti. Ti hanno sfasciato il partito e li ringrazi pure.

    Adesso Rc propone una coalizione larga: nessun senso del ridicolo, se lo saranno succhiato i trozkisti. Avete messo insieme 4 mozioni diverse per mandare a casa quello che aveva il 47%: lui naturalmente vi ha mandato a cagare (ma la cosa in qualche modo poteva stupirvi?) Adesso potete anche fare i congressi in ascensore, PERO' proponete una coalizione larga. No, ma sono contento che abbia vinto Bersani così può venire in ginocchio da voi a ringraziarvi perché lo ritenete degno di fare una coalizione larga con voi.

    E sei convintissimo che roba del genere sia “ideologia”. Sei convinto di avere delle “radici”. Le uniche radici che noto io sono quelle secolari del settarismo di sinistra: la necessità ossessiva di marcare un'identità più intransigente di quella di qualcun altro. Forse non è la fase infantile del comunismo. Diciamo che è la fase puberale.

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  37. @GG
    Uh, assolutamente no, il bombardamento della Serbia fu una barbarie, e imbarazzante fu l'atteggiamento della nostra classe politica nel resocontarci il modo in cui vi abbiam preso parte, specie la storiella dei nostri aerei che scortavano quelli merigani fino ai confini dello spazio aereo serbo e poi tornavano indietro! Quell'episodio va senz'altro nella scatola delle punizioni dall'alto del malvagio di turno.
    Io lì parlavo dell'operazione Alba; tra le migliaia di mandati ONU, personalmente farei fatica a trovarne più di cinque o sei missioni che abbiano davvero avuto i presupposti per portare pace o alleviare sofferenze; ma lì si trattava di togliere i kalashnikov dalle mani della gente esasperata che aveva assaltato le caserme, non di neocolonialismo; ed è lì che rifondazione ha perso per sempre il mio voto, quando ha preferito ribadire la formula astratta del pacifismo ad una soluzione ottenuta confrontandosi con la realtà (che a volte non è poi così banale), insomma l'idea che vien prima della vita – altrui, di solito; del resto sono sempre gli altri a morire…

    Sui movimenti: saranno pure ragazzi entusiasti e pieni di buone intenzioni, ma poi prendi il tema ambientale: chi di loro sa cos'è il meltdown di un nocciolo, chi conosce i limiti teorici di rendimento della cella fotovoltaica, chi ha saputo cogliere la dimensione del fiasco del progetto tedesco per il parco eolico?

    Sul far l'interesse dei ceti deboli la metterò giù molto banalmente. 2001, rifondazione non può tollerare le politiche occupazionali dell'ulivo, nessun accordo elettorale, vince Berlusconi, nei cinque anni seguenti la diffusione di contratti a termine aumenta in maniera esponenziale.
    La domanda è: davvero io ceto debole, che lavoro a intermittenza e vengo spostato come mera pedina, nel mentre mi faccio cinque anni di un governo capeggiato da un tizio che in campagna elettorale diceva di voler fotocopiare il programma di Coinfindustria, ho di che gioire pel fatto che ho 15 rifondaroli in parlamento?
    Ovvero: cosa è meglio, per me ceto debole?, un governo dal rosso più sfumato, fatto più di compromessi che di durezze&purezze, eppure con un minimo di attenzione residua alla giustizia sociale?; o i cinque anni di Berlusconi, in cui però nel minutino di dichiarazione di voto uno dei 15 ha potuto ribadire urbi et orbi l'ineluttabilità della fine dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo?

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  38. Bene, abbiamo capito che due cose fanno perdere a Leonardo tutta la sua capacità analitica, la sua disponibilità alla discussione (anche coi troll più esasperanti e meno argomentanti), la sua mancanza di rancore e persino la sua ironia (difficile crederci, ma è così): dubitare dell'esistenza di un essere superiore e pensare che, su questa terra, forse si può essere a sinistra del PD.
    Beh, se certo il padrone di casa può suggerire ai suoi ospiti di indugiare meno a lungo, forse ci lascerà aggiungere che al momento non sono in questione i servizi che Bersani ha/avrebbe realizzato, ma quanto il suo programma (e non scordiamoci del padrino) voglia costruire un partito che metta tra i punti principali della sua azione politica l'importanza dei servizi pubblici e la necessità di rafforzarli. Che è poi l'altra faccia, per esempio, di quella divertente e istruttiva tommella che Leonardo continua a propinarci sulla scuola, eh.
    La dama del lago

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  39. Leonardo, la faccio più breve stavolta, solo due punti.
    Primo, Vendola aveva il 47% del partito al congresso ma quando se n'è andato si è portato a dire tanto il 47% di quello che aveva. I compagni della sua mozione rimasti sono tantissimi. Quelli che l'hanno seguito sono in massima parte ceto politico (istituzionali, staffisti etc, militanti in pratica non ne hanno).
    Il punto non è la volontà di affermazione di un'identità, è la semplice opposizione a chi la vuole cancellare, teorizzando, come fece Veltroni anni fa, che il comunismo sia un ostacolo per la ricomposizione della sinistra e in definitiva per il perseguimento degli interessi dei ceti che vogliamo rappresentare.
    Mi dispiace, ma noi siamo dall'altra parte della Bolognina e intendiamo rimanerci.

    Poi, le solite tue sparate sulla potenza del numero, un po' alla Berlusconi. “Noi siamo grandi, voi piccoli, voi avete torto, io ho ragione”. Certo Rifondazione e la Federazione anticapitalista nascente non naviga nell'oro oggi, ma ripeto, ha un progetto politico e crede che sia efficace.

    Ultima cosa, tornando in tema. Dici che non ti appassiona il dibattito sul proporzionale. Ma devi comprendere che il Pd non nasce da nessuna storica convergenza tra le tradizioni riformiste del Pci e di sinistra Dc. Nasce per adeguamento ad un sistema politico-elettorale ben preciso, votato all'eliminazione di ogni forza alla sua sinistra e alla ricerca del voto moderato. Va affossato non per odio della democrazia ma per amore, perché contiene e rappresenta interessi troppo diversi, che dovrebbero confrontarsi in un'arena meno inquinata e non disciolti dentro un calderone con esigenze governiste.

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  40. Atlantropa, confesso di non ricordare molto dell'operazione Alba in sé (sono andato a guardare su internet) né della posizione assunta allora da Rifondazione. Detto ciò leggo che correva l'anno '97, la rottura con Prodi arriva l'anno dopo. Mi pare un tema non talmente importante da determinare un non voto per i 12 anni a venire o addirittura per sempre 🙂

    Detto ciò, sui temi ambientali non so se ti seguo. Nessuno pensa che fotovoltaico ed eolico siano la panacea per l'eternità, ma l'indirizzo energetico attuale (sfruttamento folle dei combustibili fossili e nucleare pericoloso in un quadro di iperconsumo) va modificato nella direzione delle energie rinnovabili e pulite.
    E' un problema di riconversione dell'economia, di risparmio energetico e di aumento del rendimento nella produzione. Oggi siamo in un sistema in cui conviene avere una centrale col rendimento al 35%. E' folle, e i movimenti lo dicevano già 15 anni fa, in piena sbornia neoliberista post crollo dell'URSS.

    L'ultimo tuo punto attiene sempre al mio ragionamento sul sistema politico attuale.
    Siamo costretti in una situazione in cui l'elettore di sinistra (forse pure quello di destra) è letteralmente schiacciato fra l'insoddisfazione per le posizioni sempre più moderate dell'Ulivo prima e del Pd oggi e la spada di Damocle del voto utile, della necessità di battere Berlusconi.
    Col proporzionale, questo problema sarebbe superato. Ogni voto non a Berlusconi sarebbe contro di lui e il peso dei reali progetti politici si verificherebbe in Parlamento.

    Poi poco conta che nel 2001 fu L'Ulivo a non volere il Prc in coalizione e che il Prc, sensibile al problema di Berlusconi, al contrario di quanto quelli come Leonardo vogliono farci credere, evitò di presentarsi al maggioritario alla Camera dando indicazione di voto per i candidati di centrosinistra. O che dal'96 le provi tutte pur di battere le destre e convivere col centrosinistra: desistenza nel '96, quanto ho detto nel 2001, addirittura l'accordo organico nel 2006.
    Non conta questo, per il senso comune rimaniamo sempre settari.

    Infine, l'aut-aut che poni alla fine è capzioso. Un'analisi minima delle politiche del centrosinistra al governo (al netto di leggi ad personam) ti mostrerebbe come esse vadano in una direzione precisa, spesso ripresa e amplificata dal centrodestra. Privatizzazione di scuole e università, compressione dei diritti del lavoro, flessibilità-precarietà, pure la guerra etc etc.
    Io, volendo arrivare per dire a Berlino, salirei volentieri da Roma su un treno diretto anche solo a Firenze. Il problema è che il treno del centrosinistra è diretto a Reggio Calabria, solo ha i sedili più comodi di quello del centro-destra e magari parte in orario.
    Fuor di metafora, nel Pd le politiche sul lavoro le pensa Ichino, permettimi di pensare che per i ceti di cui parliamo tutta questa differenza di cui parli proprio non c'è.

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  41. @ Dama, è ben curioso che tu scambi un dialogo che va avanti per tre giorni per mancanza di “disponibilità alla discussione”;

    Inoltre (ma l'ho scritto così tante volte) non ho nulla in chi dubita nell'esistenza di un essere superiore. Mi fanno ridere quelli sono convinti che non esista un essere superiore (a loro). Il problema non è il dubbio, il problema è sempre la fede.

    Allo stesso modo, mi fanno ridere quelli che si presentano annunciando che “il pd dev'essere distrutto” e poi, se scavi un po', si scopre che militano in rifondazione e hanno assistito allo sfascio del loro partitino senza colpo ferire. Anzi, ringraziano. Perché sono rimasti in 4 ma, fiato alle trombe, hanno “un progetto politico”.

    Sono molto disponibili a discutere di pacchetto Treu e bombardamenti in Serbia: nel 2009.

    “Mi dispiace, ma noi siamo dall'altra parte della Bolognina e intendiamo rimanerci”.

    Anche qua, CARMINA BVRANA! Al di là della Bolognina! Duri e puri. Il bello è che dall'altra parte manco si ricordano più cos'era, la Bolognina. Un bel giorno ti ritroverai in lista Achille Occhetto e non ci farai neanche caso, segnati questa mia profezia.

    Il bello è che tutta questa intransigenza è una crosticina. La spelli via e si scopre che loro vorrebbero la mega-unione RC-PD-UDC. Basta che gli diano il proporzionale: così riescono a sistemare qualche cugino dell'internazionale trozkista in una sottosegreteria. In questo modo influenzeranno la società, come i radicali che nel 1974… (anche se tu in realtà non hai mai parlato di radicali, no: me lo sono inventato io)

    Qui i casi davvero sono due: o siete coglioni o avete preso tutti per coglioni. Non so quale sia lo scenario peggiore.

    Ma sul serio puoi cominciare un thread con l'annuncio che il pd dev'essere distrutto e poi 80 commenti più tardi proporre “una coalizione larga, aperta anche all'Udc”?
    Come fa una persona a fidarsi di voi? Come fa a non pensare che andrà tutto a puttane la prima volta che uno dei vostri senatori si fa prendere da una crisi di “coscienza” (quella cosa che in Marx nemmeno esiste, direi)? Dobbiamo ricordarci la desistenza del '96 e far finta che non sia mai venuto il '98? Perché siamo, evidentemente, dei coglioni. Cioè, il classico ex fidanzato che si ripresenta dopo averti buttato in un fosso e ti fa, “ciao, ti ricordi quand'ero romantico la prima volta che siamo usciti insieme”? Tu, proprio tu che ti fai incantare dall'”organizzazione” dei trozkisti, credi che noi siamo fessi così.

    Guarda che qui il problema non è mica essere più o meno a sinistra: il problema è essere, per prima cosa, persone serie. Parli di distruggere il Pd MA ti ci vuoi alleare? Eri con Vendola MA trovi giusto che sia stato messo in minoranza con una pastetta? Il Pd ti sembra un partito di neodestra dove le leggi sul lavoro le fa Ichino MA se ti danno la leggina proporzionale ti accordi con Ichino, con Casini e probabilmente anche con Vlad l'Impalatore? Va bene, probabilmente hai un progetto politico mooooolto di sinistra. Ma non sei una persona seria.

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  42. Leonardo, io sono disponibile a discutere di tutto.
    Anche del mio partito, su sollecitazione, di cui non volevo assolutamente parlare. E ho scritto soprattutto di 2009, in questa pagina.

    Vado subito al sodo. Prima mi accusi di non essere anti-berlusconiano, ora dici che non sono serio se appoggio una proposta di coalizione breve e a tema per batterlo. Mettiti d'accordo con te stesso.
    Berlusconi è una tara incredibile per la nostra democrazia. C'è la necessità di batterlo e questa legge elettorale con premio di maggioranza truffa impone la formazione di coalizioni, visto che Pdl, Lega e satelliti andranno sempre insieme. E' una proposta politica seria. Ferma restando la netta differenza degli orizzonti strategici, per cui secondo me non è possibile un accordo organico di governo su questioni come politica economica, politica estera etc. Bisogna invece eliminare questa legge elettorale ed il conflitto di interessi, cose su cui si può arrivare ad un accordo.

    Critica strumentale la tua, già ti vedo a strapparti i capelli se scrivessi di voler andare da solo alle elezioni, in quanto amico oggettivo di Berlusconi. Come vedi essere di sinistra non significa essere ottusi massimalisti, è una rappresentazione di comodo.

    Sarebbe meglio se il Pd non esistesse, secondo me, per la sinistra e la democrazia in questo Paese. Ma la politica si fa analizzando la realtà. Poi, gli accordi li fanno i dirigenti, io all'inizio non parlavo certo da dirigente, ma da militante di base. Non pensare di parlare ogni momento con Ferrero visto che dico di essere di Rifondazione. Io leggendo il tuo post capzioso iniziale rispondo di pancia dicendo che il Pd va distrutto e sono liberissimo di farlo.
    Quando 80 commenti e 4 giorni dopo si comincia a parlare di politica ad ampio raggio sono ancora liberissimo di ragionare in termini più riflessivi e di argomentare proposte politiche.
    Strano che tu non capisca questa cosa elementare.

    Ancora: un bel giorno mi ritroverò Occhetto in lista? Sai dove sta Occhetto oggi? No? In Sinistra e Libertà.

    Ancora: dei Radicali ho parlato e ti ho spiegato a lungo in che senso. Confermo tutto.

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  43. Ancora: evidentemente il fidanzato fedifrago vi piaceva ancora se vi ci alleavate ancora nel 2006, chiamando il suo leader alla presidenza della Camera. Era sempre quello del '98, eh.
    Parlando sempre di attualità, è del Pd la vergognosa intesa per imporre uno sbarramento al 4% alle europee a pochi mesi dalle elezioni, per spazzar via la sinsitra. E guarda che ci stanno riprovando per le regionali di marzo prossimo, sbarramento al 4% dentro e fuori le coalizioni, tutto d'accordo con Berlusconi.
    Insieme a Silvio si ricorda anche l'uso sfrenato delle liste civetta a danneggiare tutte le liste più piccole.

    Ma certo, noi abbiamo fatto cadere il governo Prodi nel '98, il peccato originale. La vulgata però non racconta che di un accordo di desistenza firmato nel '96, Prodi nel '98 non aveva rispettato nessun punto e che il governo cadde sull'approvazione della finanziaria perché Prodi non introdusse nessun aumento delle pensioni minime, come prometteva da 2 anni.
    Un vizietto, quello di non rispettare gli accordi firmati, che Prodi ripeterà alla grande nel suo secondo governo. (Nel programma dell'Unione c'era scritto per dire che si sarebbe dovuta “superare la legge 30”. Poi sareste voi quelli che non devono fidarsi…)
    Il Prc commise l'errore, proprio per lo spauracchio del '98, di votare anche cose invotabili come l'ultimo pacchetto welfare, attirandosi le ire del proprio elettorato.
    Addirittura l'unico parlamentare che abbia votato contro il governo, Turigliatto, mai decisivo per far andare sotto il governo manco sull'ultimo degli emendamenti, lo abbiamo pure ingiustamente espulso. Dovevamo rompere, altroché se dovevamo.

    Tu mi vedi persona poco seria? Io ti vedo francamente accecato da un furore che giustamente altri hanno notato. Vlad l'Impalatore? Guarda che io non demonizzo affatto Luxuria, meno che mai per la sua sessualità, come ho anche scritto, le muovo invece delle critiche politiche. Questo linguaggio è spiacevole.

    Infine, in Marx non esiste la coscienza? Ma chi ti scrive i testi, Don Camillo?

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