Vecchio arnese a chi

Poi per carità, a chi non piace sentire finalmente qualcuno che dice basta con le solite chiacchiere, le solite polemiche sulle fazioni o sulla leadership, qui servono idee concrete, cominciamo a farci venire delle idee concrete. Piace a tutti un discorso così.
Il punto è che nel breve intervento di Debora Serracchiani al Lingotto, sabato scorso, tutte queste idee concrete ancora non c’erano. Ce n’era una gran voglia, questo sì. Ma al netto di tutti i discorsi contro le chiacchiere e di tutte le polemiche contro i polemici, l’unica proposta un po’ nel merito (in qualsiasi merito) era… il superamento dell’articolo 18. Eh? Aspetta, forse ho capito male.
No, perché dopo ha parlato la Melandri e ha ribadito il punto: “l’articolo 18 è un vecchio arnese”. Ah.

Chiedo scusa, è colpa mia. Ogni volta mi dimentico che sto assistendo alla nascita di un partito di centro, centro, centro, centro, centro, trattino sinistra, e mi stupisco di cose che tutti intorno a me daranno per scontate. Articolo 18, ma chi ne parla più. Metti Berlusconi: lui mica ne parla. Anche perché… come andò a finire quando provò ad abrogarlo? Fammi ricordare.


Comunque è un fatto che non ne parli più. Lui è ossessionato dalla comunicazione, e non ha tutti i torti: la crisi è sistemica, l’unico fattore che si può sperare di correggere è quello emotivo. Forse sarebbe arrivato alla stessa conclusione anche se non controllasse cinque emittenze nazionali e non avesse fondato il suo impero sullo spaccio di emozioni – in ogni caso la strategia ha un senso. Gli italiani devono avere la sensazione che tutto finirà per il meglio. Figurati se in un frangente del genere si mette a riparlare di licenziamenti più facili. Anzi, guai a chi ne parla.

Così va a finire che ne parla la Melandri. Giusto. In fondo, se siamo un partito di centro, centro, centro, centro, centro, trattino sinistra, il populista Berlusconi è allo stesso tempo alla nostra destra e… alla nostra sinistra. Noi invece inseguiamo il centro. Chi ci sia al centro di così interessante non si è mai capito: forse qualche industriale che non ha ancora delocalizzato in Romania. Ecco, forse lui se sente la Melandri dire che “l’articolo 18 è un vecchio arnese”, potrebbe considerare l’idea di votare per noi. Nel frattempo i suoi operai, i dipendenti con vent’anni di contributi e ancora più di dieci anni prima della pensione, il ceto medio nerbo della nazione, prende paura e vota Lega. O Berlusconi, che è più rassicurante. Poi la Melandri verrà a spiegarci che è colpa nostra, dovevamo insistere un po’ di più verso il centro, centro, centro, centro, centro, trattino centro.

Io – che a suo tempo feci la mia modestissima barricata – so benissimo che l’articolo 18 non è la cura a tutti i mali. So che viene già disatteso dai fatti da migliaia di ditte che si scorporano appena superano i 14 dipendenti. E anche nel culmine dello scontro del 2002 non l’ho mai considerato molto di più che una bandiera. Però anche le bandiere hanno una loro importanza – quelle che funzionano. L’articolo 18 ha funzionato. Altroché se ha funzionato.

All’indomani della vittoria di Berlusconi nel 2001, con l’eco delle sirene di Genova ancora forte e chiaro nelle orecchie di molti, Sergio Cofferati divenne il leader della sinistra semplicemente indicando una linea, un fronte, un Piave, e promettendoci che Berlusconi non sarebbe passato. Quel Piave fu l’articolo 18, e Berlusconi non passò. Lo ricacciammo indietro, il 23 marzo 2002, qualcuno se ne ricorda? Roma invasa dai manifestanti convocati da un solo sindacato, e Marco Biagi era appena stato ucciso. Così si fa opposizione, prendete nota: si indica un punto sulla mappa, ci si raccoglie e non si cede fino alla fine. L’articolo 18 non fu modificato. Tremonti non ne parla più da allora. (Adesso parla solo di vegole, vegole, vegole, è diventato un maniaco delle regole: chissà se tra queste include lo Statuto dei Lavoratori).

Ma adesso lo vuole modificare il PD. Pare che sia l’unica idea nuova che la Serracchiani aveva pronta da portarsi a Torino. Pare che l’articolo 18 sia “un vecchio arnese”. Ma insomma, quelli che andarono a Roma il 23 marzo non avevano capito niente? Oppure hanno cambiato idea? Più semplicemente hanno smesso o smetteranno di votare PD. Ma siete sicuri che i loro voti non vi servano? Quante migliaia di voti intendete bruciare per conquistare quello della Marcegaglia?

No, scusate, lo so benissimo che non ragionate in termini elettorali. Ci mancherebbe altro. È proprio per questo che, mentre state all’opposizione, proponete di rendere i vostri elettori un po’ più licenziabili. La maggioranza se ne guarda bene, ma se gli allungate una bozza Ichino, è probabile che la voterà. Senza dare troppa pubblicità alla cosa (la Melandri, invece, scommetto, sogna già i manifesti: Licenziamenti più facili grazie al PD! Grazie, PD!)

Ripeto, io non credo nella sacralità dell’Art. 18. Ma ne faccio una questione di comunicazione. Ci sono migliaia di persone che per quell’Articolo hanno combattuto: non si meritano qualche spiegazione? Nel 2002 si rifiutavano di credere nell’equazione “più licenziamenti = più opportunità di lavoro”: erano così stupidi? Il loro intuitivo scetticismo nei confronti dei dogmi del libero mercato non meriterebbe di essere un po’ rivalutato, alla luce di quello che è successo più tardi in tutto il mondo? Ma sul serio intendete mandare gente come la Melandri a spiegare che si sono sbagliati, hanno fatto le barricate per salvare un vecchio arnese che va tolto di mezzo, e che se Berlusconi non vuole più farlo tocca a noi?

Io non escludo che tecnicamente abbiate ragione. So che lo Statuto dei Lavoratori è il prodotto di un’era di relativa espansione economica in cui i rapporti di forza erano molto diversi. Può darsi che quel Piave debba cedere prima o poi. Non ne farò un dramma, crollato un fronte si ripiega e se ne fa un altro. Ne faccio un problema di comunicazione. Basterebbe non insistere troppo sull’articolo 18, sui termini “abrogare”, ma anche “superare”. Dite semplicemente che volete rendere il mercato del lavoro più equo per le giovani generazioni, sentite che suona già molto meglio?

E tecnicamente si può fare senza strombazzare al mondo intero che stiamo modificando l’art. 18. Peraltro, non è detto che si debba realmente modificare. Persino la bozza Ichino mantiene alcuni paletti: non sarebbero ammessi licenziamenti “discriminatori” o per “mero capriccio”. Non sarà il Piave, ma non è ancora l’Adige: si ridefinisce il concetto di giusta causa, tutto qui. Se ne può discutere, ma io quando ho letto che la Melandri riteneva l’art. 18 un “vecchio arnese” non ho pensato “ah, intende sollecitare un dibattito sul concetto di giusta causa”. No, io pensavo che volesse consegnare le chiavi del partito ai poveri piccoli industriali che in mancanza di un’idea nuova (da vent’anni) e di sovvenzioni (dopo vent’anni) vorrebbero licenziare tutti a luglio per riassumerli a settembre con un contratto a progetto.

E siamo al punto di partenza: a tutti piace sentirsi dire basta chiacchiere, servono idee. Ma anche le chiacchiere hanno la loro importanza. Chiacchierare sull’articolo 18, come se fosse un argomento qualsiasi, può risultare controproducente. Non è un argomento qualsiasi. È la nostra Dunkerque, il nostro Forte Alamo. Ci vuole rispetto.

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81 risposte

  1. Hanno sbroccato definitivamente. Per me possono pure andare in malora, anche se fino a qualche minuto fa stavo addirittura pensando di supportare Bersani alle primarie. Mavaffanculo.

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  2. Quindi il problema di un mondo del lavoro diviso tra chi ha garanzie e chi no e'… rimuovere le garanzie?
    Gesu'. Ma Serracchiani e Melandri si sono fatte eleggere su questa piattaforma ? O hanno preso i loro elettori per il culo ?

    Direi che continuero' a NON votare PD. Perche' io, elettore di sinistra, dovrei votare per un partito di centro, che di progressivo ormai ha solo il disfacimento?

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  3. Ci sarebbero mille modi “di sistema” per rendere la vita meno difficile alle imprese e a tutto il Paese. Uno per tutti: rendere la giustizia civile più efficiente, cosa che se si facesse renderebbe ogni padroncino (e non solo loro) felice come un topo nel formaggio. Invece si parte dall'art 18, con un fallo comunicazionale di genialità perversa.

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  4. leonardo, forse dovremmo una volta per tutte deporre le bandiere di una volta, e ricominciare a fare POLITICA, senza stracciarci le vesti ogni volta che qualcuno minaccia i nostri splendidi altarini.

    ad esempio, io credo che in questa epoca storica sia molto più di destra arroccarsi in una acritica protezione dei diritti e delle tutele di chi il lavoro già ce l'ha, piuttosto che cercare di estendere questi diriti e queste tutele a chi un lavoro lo sta cercando. penso che sia molto più di destra fare una vaga e generica lotta a colpi di slogan contro il “precariato”, piuttosto che occuparsi di rendere migliore, più tutelata, e con nuovi ammortizzatori sociali, la vita di chi è precario. il precariato c'è, è ra noi, siamo tutti precari, è inutile combattere contro i mulini a vento. io vorrei che si facessero proposte concrete per rendere migliore la mia vita da precario. credo che sia una sfida possibile.

    è una questione di approccio, una questione politica e strategica, di rivoluzione del discorso politico. ne vogliamo parlare? oppure dobbiamo ancora inchinarci di fronte ai dogmi de' sinistra degli anni 50?

    vi ricordo che il primo governo prodi fu fatto cadere da quel mentecatto di bertinotti per le “35 ore”. le “TRENTACINQUE ORE”, non so se mi spiego. una battaglia da archelogia industriale, una cosa di cui anche allora non fregava una mazza a nessuno, e che oggi è morta e sepolta, scomparsa dal dibattito politico-economico.

    meditate gente.

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  5. pochi giorni prima delle elezioni europee sono riuscito a vincere – per pochi minuti – la nausea, a spegnere l'autostima, a smettere per un po' di credere di meritare rispetto come essere umano, e ho acceso la tv su una trasmissione in cui parlava franceschini (ce ne vuole, stomaco!).

    intervistatrice: molti dicono che il centrosinistra è troppo frammentato e diviso, e che queste divisioni interne vi impediranno di fare le cose necessarie: contrasto all'immigrazione, eliminazione dell'articolo 18, innalzamento dell'età pensionabile. lei cosa risponde?

    franceschini non è scattato in piedi, non s'è messo sull'attenti, ma sembrava quasi. ovviamente ha subito rassicurato quelli che si ostinano ancora a votare: il pd non solo eliminerà l'articolo 18, ma ne farà brandelli così minuscoli che nessuno ricorderà più di averne sentito parlare; porterà l'età pensionabile a vette mai sognate prima, là in alto dove osano solo le aquile e i superlongevi; nella lotta all'immigrazione farà impallidire il verde merda della lega, si schiererà lungo i confini al grido di no pasaran!

    d'altronde, what you vote is what you get: l'opposizione tutta è chiara sui motivi per cui dovrei votare loro: perché loro quando vanno a puttane ci vanno con l'auto privata, la più anonima delle otto a testa, e a bavero alzato; e se proprio si fanno beccare si dimettono, straziandoci però i cuori e i coglioni con la solitudine del parlamentare.
    ci promettono che quando rubano non si vanteranno in pubblico, ma al contrario stigmatizzeranno fermamente l'accaduto.
    ci promettono che non diranno mai: lavoratori dovete morire, di voi non ci frega un cazzo, ma al contrario, ci mostreranno tutta la loro solidarietà mentre ci buttano in mezzo alla strada.
    non faranno mai battute del cazzo, né si mostreranno zelanti guerrafondai, ma con la massima contrizione bombarderanno serbi.
    non si vanteranno di respingere i barconi di clandestini, si limiteranno a dire che i nostri ragazzi non fanno cose come la strage del canale d'otranto, che non è mai esistita.
    non regaleranno dentiere ai terremotati, al massimo regaleranno i nostri culi alla confindustria e i loro stessi culi al primo pirla pronto a vendersi all'opposizione.
    inoltre non faranno mai caciara, ma sussurreranno con forza davanti alle più futili minchiate, tacendo però alla grande su tutte le cose serie.

    giorgian

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  6. Carlo M, ripeto: ne faccio una questione di comunicazione.

    E' il solito problema di “non pensare all'elefante”. Non vogliamo più parlare di vecchi arnesi come 35 ore o art. 18? Smettiamo di parlarne. Ma strombazzare davanti a una platea che l'art. 18 è un vecchio arnese, dare a intendere che questa è l'unica proposta concreta (una proposta in negativo: demolire qualcosa che si è lottato per difendere) è la dimostrazione che il PD degli altarini ha bisogno. Per pisciarci sopra, magari, ma ne ha bisogno.

    Tu scrivi: “io vorrei che si facessero proposte concrete per rendere migliore la mia vita da precario”. Perfetto, ma la Serracchiani e la Melandri non ne hanno fatte: si sono limitate a dire che alcune garanzie dei lavoratori, per i quali i lavoratori hanno lottato, vanno buttate giù. Come se questo fosse il messaggio importante.

    Se davvero sapete che togliendo la giusta causa a chi ha un contratto a tempo indeterminato, voi in un qualche modo aiutate chi ha un contratto a progetto, perché non cercate di spiegarlo anche a noi? Invece di ribattere sempre sul punto che dobbiamo essere licenziati più facilmente per aiutare i precari.

    Magari prendete qualche minuto in più, e invece di parlare del fatto che non ci vogliono le correnti e le polemiche (suona un tantino stalinista, tra l'altro) spiegate concretamente in che modo rendere i genitori più licenziabili garantisce ai figli più opportunità. Perché sì, può darsi che siamo tutti cretini a non capirlo, eppure meritiamo rispetto. Non fosse per il fatto che dobbiamo valutare se votarvi o no.

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  7. Un piccolo ulteriore contributo su Serracchiani e dintorni in questo post

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  8. Il 18 è un vincolo che il “sistema economico transnazinale” e il FMI non vogliono in mezzo ai maroni; la mancata abolizione dell'art, il rimandato scontro finale con i sindacati (in part. con la CGIL), per ridurli a mera rappresentanza di decisioni già prese, insieme alle mancate “liberalizzazioni” ovvero svendite di pezzi d'Italia a multinazionali o potentati economici, hanno irritato il “resto del mondo” verso Berlusconi, molto più che le sue perversità da vecchio bavoso.

    Il Cav, da populista puro vuole il potere e vuole fare affari; è un leader sudamericano e ha difeso, suo malgrado, statalismo e rendite di posizione, molto più efficacemente di come avrebbero fatto i defunti partiti popolari.

    Ora è d'intralcio, ma non può cadere troppo presto, le mosse di Fini sono, ad esempio, una cartina tornasole: va in Spagna e si fa notare come “innovatore ” liberista e affidabile leader per una futura guida dell'Italia aperta alle indicazioni e ai consigli del mondo finanziario.

    Il pd di centro centro centro centro sinistra non vuole essere da meno , e inzia il balletto delle assicurazioni: “anche noi ” ” anche noi “.

    Come strategia non è sbagliata: se il dopo Bewrlusconi è Fini, e il Pd perde di nuovo le le elezioni, ci si allea per avere almeno una fetta da spartire (deia vu..) , se poi si prende, per sfiga, anche qualche voto in più, ci sia allea con piùvoce in capitolo, in nome di uan sana responsabilità verso l'Italia che va guidata bipartisan in un momento critico.

    Se il PD, invece, fa il partito di centro-sinistra, come dovrebbe, il rischio diventa molto + alto:
    o si vince (dura, durissima, mission impossible e Dario non è Tom Cruise), o si perde , e si finisce per nn contare un'emerita cippa sullo scacchiere del potere “vero”.

    Senza una cultura politica diffusa, con l'informazione messa come sappiamo, e con la scuola che sarà sempre più fabbrica di risorse umane invece che di risorse intellettuali, la vedo tendente al grigio, e pure scuretto.

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  9. “Togliere la giusta causa?” Errore. Nessun contratto può essere rescisso se non c'è giusta causa (neanche il contratto di compravendita che concludi col giornalaio tutte le mattine). L'art. 18 disciplina un'altra cosa, che è l'obbligo di reintegro. Sotto i 15 dipendenti, c'è un indennizzo in denaro, sopra i 15 l'obbligo di reintegro. Perchè non proviamo a lavorare su questa cosa? Detto ciò, è naturale che la Melandri abbia detto una fesseria (l'art. 18 con l'apertura del mercato del lavoro non c'entra evidentemente una mazza). Altro problema. La pensione? Il nostro sistema pensionistico è tarato su gente che entrava in fabbrica/ufficio tra i 16 e i 25 anni e moriva a 60/65. Bene, ha funzionato. Ma ora? Se io comincio a versare i miei primi contributi a 30/35 e morirò (spero) oltre gli 80, come la mettiamo? Infine una (piccola) nota polemica. Di partiti che difendono gli altarini, a sinistra del PD ce ne sono almeno tre o quattro. ma non mi sembra che godano di sta gran salute.

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  10. di solito si tutela chi il lavoro ce l'ha già per una serie di motivi storici non da poco, ma evidentemente sia Carlo che la Debora sono troppo giovani per ricordarselo…eppoi “l'esperienza è il pettine per i calvi”…chi il lavoro ce l'ha già è il padre e la madre di una famiglia con figli piccoli e nonni anziani e magari malati, chi il lavoro ce l'ha già è quel signore che mantiene il figlio universitario ni suoi lunghi anni 'fuori corso'…chi il lavoro ce l'ha già è quel signore che sta costruendo il paese, il futuro, di chi il lavoro ancora non ce l'ha…chi il lavoro ce l'ha già è la persona che sta costruendo il lavoro per chi ancora non ce l'ha…chi il lavoro ce l'ha già è il motore dell'economia è il sostenitore finanziario dello stato…chi il lavoro non ce l'ha vive in grave insicurezza, se anche chi il lavoro ce l'ha già, vivesse tale insicurezza, sarebbe una tragedia per la società…ed in effetti non é che stiamo messi un gran bene…

    saluti

    RA

    PS: io ho dato la mia preferenza alla serracchiani, come ebbi modo di dire quando votai Casini, la primissima volta che si candidò, dico: mi sono pentito…

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  11. Ne ho parlato anch'io (http://malingut.wordpress.com/2009/06/28/il-topolino-e-la-politica/) e non posso che essere d'accordo.
    Non sono d'accordo, però, sul fatto che sia una mera questione di comunicazione. È un problema politico concreto. Che ci siano persone, nel Pd e fra i commentatori di Leonardo, convinte che in qualche modo se si precarizza chi ha un lavoro stabile allora si aiutano i precari, è un evidente problema politico e culturale di questo paese.

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  12. Onestamente non ne posso nemmeno più di questo auto-sbandieramento di Serracchiani come “Il nuovo”.
    Ma voi ci credete alla favoletta di una che arriva a Udine da Roma (non si sa perchè), e viene colta dal scaro fuoco dell'impegno, si presenta ad una sezione del PD e “buongiorno, mi chiamo Deborah”, e quelli: “ma prego, si accomodi, vuole fare il segretario cittadino del nostro partito?”.
    Non prendiamoci in giro: è una geniale trovata dell'apparato di un partito-mostro per darci l'illusione di essere aperti al rinnovamento e alla critica (costruttiva, s'intende….).
    Non c'è niente di più orrendamente connaturato all'establishment clientelare e auto-referenziale del PD della signora Serracchiani.

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  13. Qualcuno dei commentatori ha idea di che cosa sia un “lavoro stabile”? Un contratto a tempo indeterminato in una P.A. o in un'azienda con più di 15 dipendenti? Questo? E basta? Quindi Tizio assume solo precari perchè non vuole mettersi in casa rapporti “a vita”, e la soluzione è trasformare tutti i rapporti in rapporti “a vita”? A questo punto Tizio aprirà il suo bel capannone in Polonia e il mercato del lavoro italiano ne avrà avuto giovamento, aahh sì. A proposito: bella quella foto del 2002. Peccato che ESATTAMENTE un anno dopo è uscita la legge 30. ma siccome non riguardava i signori illustrati in foto, non mi ricordo il Circo Massimo pieno, nell'occasione.

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  14. sono sempre piu' convinta che non votero' mai piu'

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  15. Augh fratello Leo, tu parli da uomo saggio.

    steu

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  16. Diego, non si argomenta così.
    la soluzione è trasformare tutti i rapporti in rapporti “a vita”?

    Ma chi l'ha detto? Noi difendiamo alcuni concetti: la giusta causa, il reintegro. Se vuoi difendiamo l'idea che un lavoro possa essere considerato un rapporto “a vita”. Non significa che vogliamo imporre rapporti a vita a tutti.

    Sull'utilità del rapporto a vita si può discutere, ma non come fai tu. Se noi stessimo difendendo il panino alla Nutella, tu arriveresti sostenendo che vogliamo imporre a tutti la Nutella. No.

    “I signori illustrati in foto”, che tu hai l'aria di conoscere un po' tutti, non erano soltanto “lavoratori a vita”. C'erano anche precari, come me, che stavano lottando per evitare che la legge 30 detta Biagi picchiasse ancora più dura. C'eravamo nel 2002 e c'eravamo anche l'anno successivo. In mezzo ci sono state cose spiacevoli (l'orrido referendum estivo, per esempio) e, per altro, non eravamo la maggioranza del Paese. Ma abbiamo combattuto contro il pacchetto Biagi e non abbiamo perso del tutto.

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  17. Uhm, non lo so. Magari per mia distorsione, vedo i sindacati arroccarsi nella tutela do pubblici impiegati, pensionati e dipendenti della grande industria. Si, c'è una federazione degli atipici ma francamente non mi ricordo neanche la sigla. Di sicuro mi sono spiegato male, ma quello che volevo dire è che la difesa dell'art.18, oggi, riguarda solo chi ha un contratto a tempo indeterminato. Gli altri si attaccano, oggi come ieri, art. 18 o no. Una buona argomentazione (argomentazione eh, bada bene, non soluzione) è il contratto unico. Rimango inoltre dell'idea che una riformulazione del welfare in maniera più “nordica” renderebbe sostanzialmente innocuo il superamento dell'art.18. Se poi un vero partito “di sinistra” deve parlare solo alle categorie di cui sopra (dipendenti della PA e della grande industria e pensionati)allora, ahimè, non fa per me (ne vengo da 5 anni di co.co.pro. e adesso mi sono messo in proprio e sono una “partita IVA”). Per continuare con le punzecchiature, infine, no, non li conosco tutti quelli dela foto, ma se fosse interattiva mi piacerebbe chiedere “alzino la mano i precari”. Quante mani alzate conteremmo?

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  18. [piombini mode = “on”]
    Ma stai difendendo l' art.18?
    Urca!
    Rispetto a noi sei proprio di un'altra epoca, usi un altro linguaggio. Davvero tutt'un altro mondo. Sei più vecchio di Bersani.
    Ma un'idea di futuro ce l'hai? Lo sai cos'è la modernità? Dai che ti insegno come si scrive: M-O-D-E-R-N-I-T-A'.
    Il tuo slogan qual è? “El pueblo unido gnè gnè gnè?”
    Lo sai che l'Italia è piena di gente che gira e ha girato l'Europa con Interrail e Ryanair, che ha fatto l'erasmus, che ha l'iPhone (i-P-h-o-n-e), che soffre della scarsa diffusione del WiFi (W-i-F-i)?
    No, non lo sai. Morale della favola: sei vecchio, appartieni al passato.
    [piombini mode = “off”]

    Bel post.
    Quello sciopero fu l'unico a cui aderii, e credo che sia lo stesso per molti altri che come me non hanno mai avuto un lavoro a tempo indeterminato. Noi scioperammo per una cosa che non ci riguardava direttamente. Sapevamo che stavamo difendendo il diritto di chi aveva più diritti di noi. L'art.18 era ed è poco più di un simbolo.
    La sensazione allora, per chi come me aveva da poco iniziato a lavorare, era che dalla legge Treu fosse iniziata un'inarrestabile erosione dei diritti dei lavoratori. Nel frattempo la sensazione non se n'è andata, e l'unico amuleto da sventolarle contro è il ricordo di quel giorno che segnò una vittoria, simbolica ma importante. Importante perché simbolica. E perché unica.

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  19. ciao leonardo,
    volevo segnalare un interessante articolo scritto da un ragazzo che parla del collegamento che c'è tra il rapporto che berlusconi ha con i tifosi del milan e con il popolo italiano.

    http://milanellobianco.blogspot.com/2009/07/papi-e-le-masse.html

    cordiali saluti,
    giovanni

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  20. le 35 ore di fatto sono addirittura state superate: che altro è la CIGS (tra l'altro a carico dei contribuenti)?

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  21. Le idee non ci sono, ma arriveranno. Basta aspettare la Serracchiani ed arriverà la Marcegaglia.

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  22. Ma porco (@§§°, la Serracchiani non è un avvocato del lavoro?!

    E cosa diavolo è successo a questo paese, che ormai identifica il lavoratore dipendente con lo scansafatiche-massa?

    I consulenti finanziari e i banchieri hanno fatto più morti dell'aviaria, gli immobiliaristi anche, i medici lucrano sul dolore con la sensibilità di un Mengele, gli industriali e gli imprenditori edili lasciano morire i loro dipendenti ed acquirenti per un po' di profitto in più. E il problema sono i TROPPI DIRITTI dei lavoratori?!

    Forse i veri problemi sono i miliardi che ci costa la Chiesa Cattolica, l'evasione fiscale endemica e impunita, la corruzione politica e le varie mafie che abbiamo saputo generare e importare: ognuno di questi ci costa ogni quanto una finanziaria intera. Il resto sono balle. Chi rovista nei cassonetti dopo una vita di lavoro merita qualcosa di più e soprattutto un partito che pensi anche a lui.

    @ Paolo: quelle baggianate dell'iPhone sono un tuo amaro esercizio di ironia, oppure le hai copiate e incollate inorridito da qualche parte come esempio di pensiero nazi-pdl? Perché nella seconda ipotesi vorrei dire un paio di cose all'autore.

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  23. per masaccio e roberto

    supponiamo che ci siano 20 posti di lavoro e 30 persone.
    se le norme del diritto del lavoro si preoccupano di tutelare solo i 20 che lavorano, rendendoli praticamente inamovibili, come fanno gli altri 10 a trovare lavoro?

    come vedete è un problema matematico, non culturale.

    la verità e che voi dei 10 senza lavoro non vui curate, non ve ne frega poi tanto, che si arrangino. del resto roberto lo dice chiaramente:

    “…chi il lavoro ce l'ha è il padre e la madre di una famiglia, è il signore che mantiene il figlio, è il motore dell'economia, è il signore che sta costruendo il futuro, è il sostenitore finanziario dello stato…”

    chi invece il lavoro non ce l'ha, cazzi suoi.

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  24. I sindacati hanno cominciato e in ritardo a difendere anche i precari. L'idea di cominciare a sfoltire il precariato della PA assumendo chi è precario da decenni, come deciso da Prodi II viene da lì. L'idea di un modello-tipo di cococo, che garantisse la conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, le ferie e alcune garanzie sulle manisioni (che non dovrebbero essere identiche a chi ha un contratto di assunzione) veniva da loro. La legge 30 ha massacrato questi tentativi di normare una situazione selvaggia, utile non ha chi cerca lavor ma a chi vuole darlo a suo massimo vantaggio. Giuristi come Rodotà e altri avevano proposto di allargare le tutele di chi ha un contratto di lavoro dipendente anche ai parasubordinati, in quanto “economicamente dipendenti” da uno o due datori di lavoro, e non lavoratori autonomi da pagare a prestazione. questo mi sembra tutela di chi è precario e di chi cerca lavoro. Dire semplicemente che sindacati e art. 18 li danneggerebbero, senza uno straccio di argomentazione, senza casi concreti, senza una prova è solo ripetere parole d'ordine di chi col precariato e la disoccupazione ci guadagna, perché può imporre le condizioni che gli pare a chi non può contrattare se vuole sopravvivere. Francamente non se ne può più di questi utili idioti.
    La dama del lago

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  25. Casi concreti, dama del lago? Eccomi. Sono quello che ha rosicato per anni a 12 mensilità mentre i colleghi ne prendevano 14, che ha preso la varicella e l'INPS gli ha rimborsato 80 euro per 15 giorni di malattia, che quando è andato a comprarsi la macchina la finanziaria gli ha riso in faccia, che quando si è messo in proprio la banca lo ha fatto strisciare per 3mila euro marci di fido, che suda freddo quando c'è da pagare l'IVA (perchè è sì un piccolo imprenditore, ma non ha il Suv e il conto offshore, ohibò), che si è sentito rinfacciare da una compagna di partito “eh, io che lavoro all'Agenzia delle Entrate lo so io VOI AUTONOMI quanto evadete” … ecco, io sono quel caso concreto lì, assieme a decine di amici e colleghi che vorrebbero votare PD ma si sentono trattare da appestati, da intrusi. Io la tessera l'ho fatta perchè (un pochino) ci credo ancora, ho fatto i miei volantinaggi, i miei presidi… ma perchè la sinistra (col trattino, senza, col centro, senza centro) non vuole parlarmi? Sono laico, ateo, internazionalista, non credo nella triade Dio Patria Famiglia, ho partecipato al Pride, sono favorevole al matrimonio omosessuale, al testamento biologico, al welfare modello inglese o scandinavo, alle frontiere aperte…me lo dite voi dove cazzo devo andare?????

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  26. @diego …mò te lo dico io dove devi 'annà..

    Scherzo Diego, hai tutta la mia comprensione; anzi , mi chiedo da dove prendi la pazienza.

    Sei tu che devi mandare qualcun altro da qualche parte, prima o poi.

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  27. OT, ma gli orari dei commenti su che fuso sono???

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  28. la ola per diego!

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  29. “supponiamo che ci siano 20 posti di lavoro e 30 persone.”

    Carlo, la tua semplificazione è una cosa che fa spavento.

    Sei davvero convinto che il mercato del lavoro funzioni così? Ci sono tot posti di lavoro e tot posti per strada? Tanto varrebbe controllare le nascite, a quel punto.

    Secondo il tuo modello, comunque, ci saranno sempre 10 disoccupati. Per fortuna persino Tremonti sa che non è così: se 20 persone lavorano, creeranno un indotto che potrebbe farne lavorare altre 10. Ma se gli racconti un giorno sì e un giorno no che possono perdere il posto, loro prendono paura, smettono di comprare, e alla fine ci saranno meno di 20 posti di lavoro.

    E' una questione di percezione della sicurezza, che almeno Berlusconi ha capito. Voi no. Su queste cose forse è davvero meglio Berlusconi. Almeno lui non ti tratta come pere e mele in un problema di terza elementare (“ci sono solo 20 mele per 30 bambini”), ma come delle persone con dei desideri e delle esigenze.

    Dario, insomma, cosa vuoi esattamente da me? Pensi che se il mio posto di lavoro diventa meno sicuro tu pagherai meno tasse? Mi spieghi come avverrà questo? Sul serio, m'interessa. Il fatto che non m'abbiano convinto Biagi o Ichino (la Melandri non ci ha neanche provato) non significa che non possa riuscirci tu.

    Su una base puramente aritmetica, di pere e mele, non capisco perché un grande partito alternativo al PdL dovrebbe perdere tempo a corteggiare te e tutto il popolo delle partite iva. Certo, siete interessanti e simpatici, ma siete meno degli operai, dei pensionati, dei contadini, di un sacco di pere e di mele che può far vincere o perdere le elezioni.

    Poi, scusa eh, ma è vero che gli autonomi evadono.

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  30. @ Carlo M “una cosa di cui anche allora non fregava una mazza a nessuno”
    Parla per te.

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  31. ragazzi, quella dei 20 posti per 30 teste era una provocazione…famo a capisse suvvia.

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  32. Anche il mio carrozziere mi chiama regolarmente Dario, dopo anni che provo a correggerlo ci ho rinunciato(a questo punto la crisi di identità è inevitabile). Detto questo: a me non frega una beata mazza di pagare meno tasse. Ma zero, a patto che, in cambio, abbia servizi e welfare. Ma già, gli autonomi evadono e sono lì tutto il giorno a pensare come frodare il fisco (invece che i pubblici dipendenti siano mediamente “meno stakanovisti” dei dipendenti del privato suppongo sia un luogo comune e una menzogna). Quindi la mia prospettiva è limitata all'orizzonte delle imposte. Che culo. Se licenziano Leonardo vado in credito IVA. No, il problema è un altro. Se Leonardo viene licenziato dalla sua scuola, e il welfare gli consente di percepire facciamo l'80% della sua vecchia retribuzione accompagnandolo ad un nuovo lavoro (parlo di sistemi reali che funzionano, eh, tipo Inghilterra), mi spieghi a cosa serve l'art. 18? A rientrare a scuola e a fare pappappero al preside sventolando la sentenza del giudice del lavoro? Son soddisfazioni anche quelle, per carità, ma se mi licenziassero penso che le mie priorità diventerebbero altre, rispetto all'aspettare due anni a casa che il giudice pronunci il mio reintegro. Quello che tu mi hai confermato è che al grande partito alternativo alla Pdl non frega un cazzo dei lavoratori non dipendenti. Bene, grazie, ne prendiamo atto, tant'è che metà di noi vota Pdl e l'altra metà non va nemmeno a votare perchè non si sente rappresentata da nessuno. Per quanto mi riguarda, morirò laico e antifascista e piuttosto che votare UDC, Lega, AN o Forza Italia espatrio. Tre precisazioni per concludere: 1) occhio alle pere e mele operaie, mi sa che ormai votano tutti lega (sì, certo hanno la tessera CGIL perchè il CAAf gli compila il 730, ma non è la stessa cosa) 2) i contadini sono autonomi, quindi evadono, quindi state alla larga, 3) occhio anche agli altarini e ai Fort Alamo, perchè se il tuo è l'art. 18, quello della Binetti è Padre Pio che lacrima sangue, e tra i due, chi decide qual è legittimo e quale no? Saluti, D-I-E-G-O

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  33. “Quello che tu mi hai confermato è che al grande partito alternativo alla Pdl non frega un cazzo dei lavoratori non dipendenti. Bene, grazie, ne prendiamo atto”.

    Mi sono spiegato male. Al partito di Franceschini e della Melandri interessa moltissimo di voi. Al punto che per farvi uno straccio di corte ci spinge verso la Lega. E' una strategia suicida da un punto di vista meramente aritmetico: non si capisce poi perché l'aritmetica se la usate voi è semplice semplice chiara chiara e se la uso io non va più bene. Il popolo della Partita Iva non è così importante nella costituzione di un blocco sociale, ok? Questo è il motivo per cui la pigliate in quel posto sia che vinca Berlusconi sia che vinciamo noi. Triste, ma è così. Certo, se le cose fossero andate bene avreste guadagnato molto più di noi. Ma non è mai successo: siete in qualche misura vittime di un'illusione. Noi però non siamo quelli che ve l'abbiamo venduta: siamo quelli che non ci abbiamo mai creduto e ci limitavamo a cercare un modesto posto fisso.

    Invece che i pubblici dipendenti siano mediamente “meno stakanovisti” dei dipendenti del privato suppongo sia un luogo comune e una menzogna

    Continuiamo ad attribuire opinioni che nessuno ha mai detto.
    Scusa, eh, ma sono io quello che è andato sul blog di un autonomo a lamentarsi perché noi statali ci trattano tutti da assenteisti? No, io lo so che certe generalizzazioni hanno ragioni statistiche. Dopodiché, le stesse statistiche dicono che gli insegnanti non sono così assenteisti, e ciononostante ci hanno praticamente tolto la malattia quest'anno: basta così? No, non basta mai, continuo a dilapidare risorse.

    No, il problema è un altro. Se Leonardo viene licenziato dalla sua scuola, e il welfare gli consente di percepire facciamo l'80% della sua vecchia retribuzione accompagnandolo ad un nuovo lavoro (parlo di sistemi reali che funzionano, eh, tipo Inghilterra)

    In Inghilterra non so, ma se in Italia la scuola potesse licenziare gli insegnanti a patto pagarli all'80% finché non trovano un nuovo lavoro (e se intanto lavorano in nero, come tutti?) praticamente i prof avrebbero il culo più parato di adesso: e sempre a spese tue. Però farebbe molto più anglosassone, ok.

    occhio anche agli altarini e ai Fort Alamo, perchè se il tuo è l'art. 18, quello della Binetti è Padre Pio che lacrima sangue, e tra i due, chi decide qual è legittimo e quale no

    Chi ha più voti. Non vedo l'ora, tra l'altro.

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  34. quella dei 20 posti per 30 teste era una provocazione

    Lo so. E ha provocato la mia risposta.

    Non cadere anche tu nel tranello postmoderno per cui ogni cazzata diventa una “provocazione”.

    Era anche un lapsus: sotto sotto per te il problema è veramente così semplice. Si tratta di licenziare dieci vecchi per assumere dieci giovani (anche perché la spartizione in parti eque, 20:30=0,6 periodico mele a testa, ormai è demodé).

    Io, ripeto, non credo che l'articolo 18 sia scritto nel marmo. Anzi, vi sto chiedendo spiegazioni: chiaritemi in che modo togliendo il reintegro i posti di lavoro aumenteranno.

    In luogo di spiegazioni chiare mi arrivano “provocazioni”: se ci sono 20 posti e 30 teste, come si fa… il senso della provocazione è che sono un cretino? O che anche tu non possiedi una spiegazione più raffinata di questa?

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  35. Le donne? Alla 'onca!!
    (Proverbio livornese, sta per “conca”)

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  36. Intanto Bersani ha bellamente annunciato che le primarie le faranno solo i tesserati (non si sa mai che uno che abbia delle idee possa mai presentarsi e supporre di dire la sua, come questo ragazzo qui che ci stava provando http://www.bennycalasanzio.blogspot.com/) giusto per far capire che aria tira. La base si, ma la base è solo chi prende la tessera.

    Ricordando che le primarie erano state una delle (pochissime) idee buone del PD negli ultimi anni, e visto che questa formazione politica non solo si è scavata una bellissima tomba, ma ci è saltata dentro… direi che è il caso di porgerle l'estremo saluto.

    Mi toccherà votare un partito di destra (IdV), pazienza.

    Andrea

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  37. Leo, non so perche' non funziona il copincolla, ma comunque, la tua aritmetica e' piu' carente di quella di Carlo o Diego: il lavoro dipendente non e' piu' socio-politicamente egemone, in Italia, da parecchi anni: lo spiegava gia' Paolo Sylos Labini ne 'Le classi sociali negli anni '80' (Bari: Laterza, 1986), che avevo ma devo aver scartato in qualche trasloco, quindi fidati della mia memoria; del resto, nel 1985, il referendum contro il taglio della scala mobile vide vincere i 'NO', eppure il PCI i lavoratori dipendenti li rappresentava un po' meglio del PD attuale.
    A portare gente in piazza coi pullman la CGIL e' (ancora) brava, quando poi si vanno a contare i voti i risultati cambiano, a riprova che mele e pere non sono sommabili.

    tibi

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  38. @Scudy
    Non so cos'abbia detto Bersani, ma non credo le regole le decida lui. Se non ho capito male ci sarà una prima fase in cui si decideranno i candidati alle primarie in base alle preferenze dei tesserati.
    Da qui dovrebbero emergere i candidati (da tre a sei) alle primarie, aperte a tutti.

    @Rob
    Quelle baggianate sull'iPhone volevano essere una parodia, senz'altro mal riuscita, di un tipo di elettore del PD che si può incontrare sia tra i tenutari che tra i visitatori di blog. Uno che sventola parole come “modernità” come se si trattasse di un “brand” di cui lui e una ristretta elite hanno il diritto esclusivo d'uso. E come se quel logo dovesse essere la sintesi di un pensiero. Quale sia quel pensiero poi non si sa. Io almeno non l'ho mai capito. Sospetto ci sia dietro anche un malinteso tra “moderno” e “tecnologicamente avanzato”, oltre a quello tra “moderno” e “buono”.
    Però può anche darsi che questo tipo non esista e sia solo un personaggio della mia immaginazione. E' il mio nemico immaginario.

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  39. @Andrea: Bersani non può aver annunciato che le primarie le faranno solo i tesserati, perché lo statuto prevede che vi partecipino tutti. (Per quanto a me personalmente sembrerebbe sensato che il segretario di un partito lo scelgano gli iscritti a quel partito.) Se vuoi votare IdV trova un’altra argomentazione.

    Sull’art 18 io penso, come Leonardo, che sia una questione mal posta, utile solo a dividere precari, dipendenti a tempo indeterminato e lavoratori autonomi e a fare passare l’idea che i diritti conquistati da padri e madri siano privilegi e non un importante punto di approdo per tutti.
    Quando si difende la dignità di chi lavora oggi, si difende anche la dignità di chi lavorerà domani.
    Evidentemente la Serracchiani, nel suo furore di fare fuori il vecchio, ha deciso di comprendervi anche i diritti. Lei non lo sa, ma un lavoratore dipendente lo sa che il diritto al reintegro, se non c’è giusta causa, è una piccolo, ma sacrosanto puntello per difendersi sul luogo di lavoro ( che non è una organizzazione democratica) da eventuali sopraffazioni dei suoi capi. Un lavoratore senza diritti è un “servo muto” anche se viene pagato a fine mese.

    Del resto tutte le leggi che in questi ultimi 25 anni hanno tolto tutele ( a partire dal referendum sulla scala mobile, fino alle riforme delle pensioni e alla legge 30), non sono servite a creare “buon” lavoro, sviluppo e benessere diffuso, né ad evitare questa crisi di sistema che lascia precari e autonomi con il culo scoperto.
    Forse è il caso che ci concentriamo sugli obiettivi comuni di tutto il mondo del lavoro: ciò che ci unisce anzichè ciò che ci divide e io Diego, che è persona seria, lo vorrei portare con noi.
    Simonetta

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  40. Leonardo, io l'illusione del guadagno facile e veloce non l'ho mai avuta. Ci sono migliaia di dipendenti, quadri e dirigenti che guadagnano più di me. In quanto alla sacralità dell'art.18, non c'è una correlazione tra la sua eliminazione e l'aumento dei posti di lavoro. Quando parliamo di “garanzie” parliamo di un'altra cosa. Ponendo i due estremi del dipendente FIAT o Fincantieri (è solo un esempio) imboscato e assenteista che si muove ai limiti del regolamento e del quale non ti puoi liberare neanche a cannonate, e del cameriere in nero che prende due spiccioli e rischia di finire in mezzo alla strada dall'oggi al domani, bene la politica (che è arte del mediare) deve trovare una soluzione che riduca al minimo le due situazioni patologiche sopra descritte.
    Tolta la malattia? Ti riferisci al famigerato art. 71? Premetto che l'ho letto di corsa, ma in cosa differisce dal trattamento in ambito privato? Bada che non è una polemica o una domanda retorica, è una semplice richiesta di informazioni.
    Non siamo abbastanza numerosi da formare un blocco sociale? Eh lo so, è proprio nella natura dell'imprenditore, grande o piccolo, vedere nel collega la concorrenza anzichè l'affinità “di classe”. A questa cosa mi sono rassegnato, ed è per questo che preferisco parlare di ME anzichè del “popolo delle Partite IVA”. IO voglio stare nel PD e voglio starci a mio agio, e quando mi riferivo a colleghi che la pensano come me, non mi riferivo di certo alla categoria intera (c'è ancora chi è convinto che Prodi è comunista, fai un po' te…)ma a PERSONE che, una per una, non si sentono rappresentate.
    Sulla conclusione ti devo dare ragione. Se scegli Bersani, però, occhio al vice: ha già pubblicamente dichiarato che non morirà socialdemocratico.

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  41. @Diego
    non mi risulta che Letta sarà il vice di Bersani.
    In ogni caso, sui contenuti e sulla sua idea del pd per l'Italia, forse è più utile leggersi il discorso di candidatura che Bersani ha fatto oggi all'Ambra Jovinelli.
    Simonetta

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  42. Non è ovviamente un problema di comunicazione e no, non hanno ragione neanche tecnicamente.
    Semplicemente, il Pd è un partito che più che essere di centro, centro trattino sinistra o simili, è un partito che rappresenta di fatto, ed è governato, chi ha il potere in questo paese. Una parte, ovviamente, di chi ha il potere e intende gestirlo meglio dei gerarchi impresentabili del centro destra. In questo senso il Pd non c'entra più nulla con la sinistra, con la tradizione, questa sì da non buttare via, che combatteva per l'interesse generale (art. 18, contratto nazionale) e non il proprio posticino al sole nella società.
    In questo paese non si faranno passi avanti finché le persone perbene, sinceramente democratiche, naturalmente di sinistra (e ce ne sono tante, per fortuna, non siamo negli Usa) non lasceranno perdere il prodotto di marketing Pd per dedicarsi anima e corpo e sacrificio alla costruzione di una sinistra vera, che abbia un'idea di società alternativa a quella presente.
    La Serracchiani? E' un nuovo brand, come un nuovo gusto dei cereali per la prima colazione, all'epoca fecero passare così anche Veltroni.
    Sveglia 🙂

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  43. Diego, capisco benissimo lo stress: sono stato “a contratto” anch'io per anni, ho amici che ancora lo sono — chi per scelta e chi per sfiga. E si', in quel mondo sono tutti stronzi, tutti concorrenti, non ti puoi fidare di nessuno, vince il piu' forte etc etc… del resto, chi lo sceglie non puo' lamentarsi. Sara' mica che sotto sotto ti rode?

    Ma stai tranquillo, il PD e' fatto per te: un partito di centro, “moderno”, che ti fornira' ampi quantitativi di vaselina con cui il padrone (sorry, the CEO) continuera' a mettertelo in quel posto.

    (Oh, e' una provocazione. Alla Altan.)

    Il problema non e' tagliare le garanzie a chi ce le ha, sperando che questo magicamente apra spazi a chi adesso e' “precario stabile”: se anche licenzio lo scansafatiche, perche' dovrei assumere poi te, dopo tutti questi anni passati lavorando cosi' bene e docilmente “alla catena”? Continuero' a tenerti semplicemente alla catena, intascando il risparmio.

    Se poi il problema fosse davvero il reintegro, e non una mega-liquidazione vinta in tribunale, perche' i datori di lavoro semplicemente non offrono la mega-liquidazione direttamente?

    No, il problema non e' l'articolo 18, l'articolo 18 e' solo l'ennesimo “lacciuolo”; segato quello, si passerebbe ad un altro, e via cosi'…

    Il sogno che “dovremmo essere tutti liberi professionisti” e' una bella favola raccontata da chi vuole tornare ai tempi in cui davvero eravamo tutti, ma proprio tutti, effettivamente cosi': il XIX secolo.

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  44. non ho letto tutti tutti i commenti, però mi sento di dire una piccola cosa.
    sono una partita iva e non evado. come me altri colleghi.
    sono una partita iva non per scelta, ma se voglio provare a fare un lavoro per il quale ho studiato un sacco di anni sono costretta a mettermi in proprio. come me altri e tanti colleghi.
    l'assunzione è un miraggio di pochissimi e anche nei luoghi pubblici i contratti sono solo di consulenza.
    un po' mi girano le scatole pensando che i dipendenti ancora ci guardano come quelli che evadono le tasse, ecc. come se fossimo due mondi diversi.
    nel lavoro dipendente c'è una tutela che noi partita iva ci sognamo, si fanno orari pazzeschi perchè oggi c'è lavoro e domani chissà. si lavora 6 giorni su 7 quando va bene.

    ecco io vorrei che questo pd, che al momento mi sta deludendo sempre di più (serracchiani in primis)pensasse un po' di più alla generazione dei trenta-qualcosa, più al fatto che i precari, i liberi professionisti hanno bisogno di uno sguardo più attento, non solo di essere visti come quelli che negli anni 80 si arricchivano non pagando le tasse.
    ps: a roma c'ero anch'io e ci tornerei subito.

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  45. Mi avete giustamente apostrofato perchè non ho messo il link

    http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/partito-democratico-23/partito-democratico-23/partito-democratico-23.html
    eccolo.

    Che le primarie se le facciano gli iscritti e non la base elettorale (come in USA per esempio) è una scelta, però a me sa di presa per il culo… quindi mi aliena la già flebile possibilità di votare PD.

    Cioè, lo dico da ignorante, ma il voto degli iscritti è la decisione congressuale, non si chiamano primarie. Le primarie sono le elezioni dei rappresentanti di lista che vengono fatte dalla base elettorale, sebbene secondo wiki (http://en.wikipedia.org/wiki/Primary_election) si possano anche fare “chiuse”.

    Cioè … mi sono spiegato? Se la decisione viene fatta dai tesserati, che differenza fa tra primarie e voto congressuale?

    Andrea

    P.S.: simonetta, non era la mia unica argomentazione, ma davvero è l'unico partito che riesco a votare, più che altro per esclusione, da un pò di tempo a questa parte.

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  46. Il reintegro forzoso favorisce il precariato e il nero in questo senso. Un’azienda sa che se assume un lavoratore dipendente diventa difficile licenziarlo: per questo l’azienda tende a preferire contratti piu’ flessibili o il nero. Se fosse piu’ facile licenziare, le aziende avrebbero meno esitazioni ad assumere.

    In Italia si da’ piu’ potere contrattuale agli insiders, quelli che le garanzie ce l’hanno, rispetto a quelli che non ne hanno. Ci si dimentica che uno dei modi migliori per tutelare un lavoratore e’ assicurare non tanto che preservi il suo lavoro all’infinito ma che abbia con facilita’ la possibilita’ di trovarne un altro se cosi’ decide.

    Ora, uno puo’ chiedere: se si abolisse l’articolo 18 tutto andrebbe a posto? No. In Italia ci sono molte altre distorsioni. Per esempio, per potersi spostare facilmente da un lavoro ad un altro si ha bisogno di un buon sistema di trasporti (non necessariamente pubblico) e di un funzionante mercato della casa. Nessuna delle due condizioni si da’ in Italia e quindi e’ possibile che l’abolizione dell’articolo 18 di per se’ non dia grandi risultati.

    Sulla poca credibilita’ e/o mancanza di strategia della Melandri sono d’accordo: di fatto non sanno di quello che parlano.

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  47. “La fine del lavoro, il declino della forza lavoro globale e l'avvento dell'era post-mercato è un noto saggio di economia scritto da Jeremy Rifkin e pubblicato in Italia da Baldini&Castoldi nel 1995 e successivamente da Oscar Mondadori nel 2002” by Wikipedia

    Dopo questa debita premessa vorrei tanto aggiungere: non vedo l'ora che il Lavoro finisca DAVVERO. “Un piatto di minestra ci sarà per tutti.” Se non ci sarà andremo a prendercelo. Scherzi a parte, il “lavoro” non può durare, se non come eccezione; non potrà, in un futuro purtroppo breve, brevissimo, coinvolgere più di una percentuale minima della popolazione. Perchè la sinistra, pur non temendo questi colossali autogol mediatici, non ha il coraggio di porre la questione nel suo complesso? Un vero partito di Sinistra, Moderno, dovrebbe lasciare perdere tutta la questione in fondo sì datata, dell'articolo 18 (datata non nel suo garantismo -tutt'altro- ma nella scomparsa progressiva dell'oggetto di tali garanzie) e avere il coraggio vero e storico di porre la questione fondamentale: quale società per un mondo senza più lavoro? Quali “lavori” se il Lavoro non è (e non deve essere) più necessario e auspicabile? Queste sono le idee che ci servono. Ci vuole tempo, senz'altro. Ma fintanto che stanno lì all'opposizione potrebbero pure iniziare a pensarci, no?
    Per il resto sono d'accordo sulla tua linea, Leonardo.

    Un saluto

    Guido

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  48. @ Scudy: Però non è che l'IDV faccia poi primarie: lì hai Di Pietro di default, come Casini per l'UDC e B. per il PDL.

    @ Paolo: Grazie per la precisazione. Comunque sei fortunato ad averlo solo come avversario immaginario. Io ne ho visti diversi così, ma in carne ed ossa. PD. Eletti. E con l'iphone (sbloccato). Facebook. Twitter. Che poi la crisi dov'è, che ci sono sempre i ristoranti pieni. Noi dobbiamo sfondare al centro. Parigi è sempre Parigi.

    Grazie anche a Simonetta per il suo intervento chiaro e sensato. Se è una tesserata PD mi auguro che siano tanti quelli come lei.

    Devo dire che ho guardato le clip di Serracchiani e Melandri con fastidio. La S. mi ha deluso anche perchè sull'art. 18 non è stata di chiarezza cristallina ed io mi sono rotto di vaghezze allusive, figurati come saranno contenti i lavoratori, precari e non. La M. invece m'è sembrata tre toni sopra, ricordava Berlusconi quando finge d'infervorarsi nei comizi e quando ha chiamato in causa la S. per un secondo ho visto solo una altoborghese nata a New York assai preoccupata di perdere il ruolo di fatina del PD. Mi chiedo se questa preoccupazione potrebbe aiutarla a comprendere meglio quella di chi invece ha come prospettiva quella di perdere il lavoro oggi, nella vita vera, quella che puzza anche un po'.
    Tanto per non sembrare sessista, visto che si parlava di due donne, qui ci sbatto il cavolo a merenda che Colaninno jr lo manderei dieci anni in miniera prima di farlo parlare a nome di chicchessia, e Letta Nepos a fare il camerlengo del suo zio cyborg: non si capisce perché queste dinastie di boiardi o di Mazzarini dobbiamo tenercele proprio noi, che a farci venire il mal di pancia dovrebbe bastare ill cospicuo schieramento avversario.
    Credo abbia ragione GreatGig. Questi non hanno più niente a che fare con la sinistra e non riescono nemmeno più a fare finta. Persino il programma dei Fasci di Combattimento del 1919 sarebbe troppo progressista per loro. Soprattutto troppo chiaro.

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  49. @ Guido: Onestamente, mi sembra pretendere troppo da gente che non si sa mettere d'accordo nemmeno sul gruppo di appartenenza nel Parlamento Europeo.

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