Otto idee su Hamas, non del tutto giuste

1. È Hamas che ha rotto la tregua
Le tregue sono fatte per rompersi, per definizione. In particolare quella stabilita tra Hamas e Israele non è stata rotta: è stata rispettata (male) da entrambe le parti fino alla scadenza prevista. Dopodiché né Hamas né Israele hanno proposto di rinnovarla, e i bombardamenti sono ripresi: a quel punto i razzi di Hamas hanno fatto una mezza dozzina di morti, gli elicotteri israeliani più di quattrocento. Chi sostiene che l’operazione “Piombo fuso” è stata lanciata da Israele soltanto dopo che Hamas aveva ripreso le ostilità, racconta una versione più filoisraeliana dello stesso Israele: Barak, il Ministro della Difesa, ha ammesso che l’operazione è stata pianificata sei mesi fa. Del resto il tempismo è perfetto per mettere davanti a un fatto compiuto il Presidente Obama, che arriverà alla Casa Bianca solo a fine mese: se per allora la questione Hamas fosse archiviata, nessuno si lamenterà troppo del sangue sparso.

2. Hamas considera i civili israeliani dei bersagli e i civili palestinesi degli ostaggi

Sì; ma Israele non è da meno, e le cifre del bombardamento della scorsa settimana lo dimostrano. Chi ha un minimo di dimestichezza col conflitto israelo-palestinese dal ’48 a oggi, e soprattutto dall’inizio della Prima Intifada negli anni Ottanta, sa che questa è una guerra civile, in cui il coinvolgimento di civili da entrambe le parti non è un un effetto collaterale, ma il senso del conflitto. Non si fronteggiano due eserciti, ma due popoli e (almeno dagli anni Novanta) due religioni. Non è una guerra fatta soltanto di combattimenti e attentati; è fatta di espropriazioni di terra e acqua, di insediamenti di popolazione, di demolizioni e di recinzioni. Il confine tra eserciti regolari e bande armate era molto sfumato sin dalla guerra del 1948, e lo è rimasto fino a oggi: da entrambe le parti. In particolare l’uso che Israele fa dei coloni nei Territori Occupati è un simbolo di questa ambiguità: i coloni sono civili che girano armati ed espropriano le risorse dei palestinesi. Perché Hamas non avrebbe dovuto considerarli obiettivi militari, alla stessa stregua di quei ragazzini che indossano l’uniforme dell’esercito? Mesi fa Hamas propose di non bombardare più bersagli civili se Israele avesse fatto lo stesso. Probabilmente era un bluff: in ogni caso Israele non lo andò a vedere.

3. Hamas vuole cancellare lo Stato di Israele dalle carte
.
Sì, perché lo considera l’“entità sionista”, uno Stato costituito sull’identità etnico-religiosa ebraica. Il piano di Hamas per la Palestina è speculare: uno Stato costituito sull’identità etnico-religiosa islamica. Il che ci pone un problema, o almeno lo pone a me: per quel che ho capito, infatti, Israele è veramente uno Stato costituito sull’identità etnico-religiosa ebraica – che invece di stemperarsi, negli ultimi anni è diventata più forte. Dunque perché fondare uno Stato ebraico in Palestina è ammissibile, e fondarne uno islamico no? Di solito le risposte che leggo sono le seguenti:

  • perché gli ebrei meritavano un risarcimento per la Shoah (sì, ma perché a spese dei palestinesi? Non ci toccherà poi di risarcirli a spese di qualcun altro ancora?);
  • perché il mondo è pieno di Stati islamici, mentre uno Stato ebraico mancava (sì, ma io preferirei fare a meno di tutti gli Stati fondati su criteri etnico-religiosi, perché ritengo che il destino di Stati siffatti sia la guerra religiosa ed etnica per l’accaparramento delle risorse);
  • perché Israele è disposto ad accettare anche cittadini arabi (ma non tutti, perché nel giro di una generazione diventerebbero la maggioranza: questo è il motivo per cui Sharon si ritirò da Gaza); in ogni caso anche i membri di Hamas prevedono di accettare cittadini di fede ebraica nel loro futuro Stato Islamico;
  • perché Israele è disposto alla creazione di uno Stato Palestinese, ma Hamas non vuole scendere a patti. Questo è falso due volte; non è vero (1) che Hamas non abbia mai voluto scendere a patti: ci sono esponenti di Hamas che si sono detti favorevoli alla spartizione secondo i confini del ’67. Se Israele avesse veramente voluto arrivare a una soluzione, avrebbe dialogato con loro, e non lo ha fatto. Ma in generale, non è vero (2) che i governi israeliani siano disposti alla nascita di uno Stato Palestinese, altrimenti quello Stato sarebbe già stato proclamato ai tempi di Arafat. Ma Arafat non andava bene; poi non è andato bene Abu Mazen; e sicuramente non poteva andare bene Hamas. I governanti di Israele sono riusciti a procrastinare la nascita dello Stato di Palestina per tutti questi anni, e nulla m’impedisce di pensare che il loro obiettivo sia di proseguire quest’opera di proscrastinazione all’infinito. Naturalmente spero di sbagliarmi, ma questa vecchia intervista al braccio destro di Sharon continua a sembrarmi attuale.

4. Hamas è antisemita
Sì. Le dichiarazioni antisemite da parte degli esponenti di Hamas si sono sprecate: non le linco perché sono veramente le più facili da trovare in rete. Anche lo Statuto ne contiene parecchi: ma chissà se i ragazzini perdono tempo a leggerlo. Anche perché è un documento contraddittorio: in certi passi sembra suggerire la necessità di eliminare tutti gli Ebrei (ma solo alla fine dei tempi), in altri si rifà al concetto di tolleranza coranica che è stato alla base della convivenza più o meno pacifica tra musulmani ed ebrei di Palestina per 13 secoli.
Perché quest’ambiguità? Perché Hamas è un movimento religioso, che si rifà a un Testo Sacro, e i Testi Sacri sono ambigui: anche nella Bibbia si legge forte e chiaro di un Dio sterminatore dei nemici di Israele, e perfino il messaggio evangelico contiene l’idea che tutto il mondo debba essere cristianizzato prima della fine dei tempi.

5. Hamas vuole sterminare gli ebrei di Israele.
No. La prospettiva del genocidio (oltre a essere oggettivamente ridicola, per l’evidente sproporzione dei mezzi), per quanto ho potuto leggere non è contemplata dagli esponenti di Hamas. La loro idea di togliere dalla cartina lo Stato di Israele, non implica lo sterminio degli ebrei che lo popolano. Si veda lo Statuto (art. 31):

Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento umanistico. Si occupa dei diritti umani, e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. È ostile solo a coloro che mostrano ostilità nei riguardi dell’islam, si mettono di traverso al suo cammino per arrestarlo o ostacolano i suoi sforzi. All’ombra dell’islam, è possibile ai seguaci delle tre religioni – islam, cristianesimo ed ebraismo – coesistere in pace e sicurezza. Anzi, pace e sicurezza sono possibili solo all’ombra dell’islam, e la storia antica e quella recente sono le migliori testimoni di questa verità. […] L’islam concede a ciascuno i suoi diritti, e impedisce l’aggressione contro i diritti degli altri.

E la dichiarazione di Khalid Mish’al all’indomani della vittoria elettorale a Gaza (gennaio 2006, traduzione mia):

Il nostro messaggio agli israeliani è questo: noi non vi combattiamo perché appartenete a una certa fede o cultura. Gli ebrei hanno vissuto nel mondo musulmano per 13 secoli in pace e armonia; sono per la nostra religione “il popolo del Libro”, che hanno un’alleanza con Dio e col suo messaggero Maometto (sia lodato) che deve essere protetta e rispettata. Il nostro conflitto contro di voi non è religioso, ma politico. Non abbiamo problemi con gli ebrei che non ci hanno attaccato, ma solo con quelli che sono arrivati nella nostra terra e si sono imposti con la forza, distruggendo la nostra società e bendendo il nostro popolo.
Noi non riconosceremo mai il diritto di nessun potere di derubare la nostra terra e negare i nostri diritti nazionali. Non riconosceremo mai la legittimità di uno Stato sionista creato sul nostro suolo per espiare i peccati o di qualcun altro, o per risolvere i problemi altrui. Ma se volete accettare i principi di una tregua a lungo termine, noi siamo pronti a negoziarne i termini. Hamas tende una mano di pace a coloro che sono realmente interessati a una pace basata sulla giustizia.

Chi sostiene la tesi di Hamas genocida, oltre ai deliri antisemiti di diversi esponenti, si rifà all’Articolo 7 dello Statuto, dove si cita un Hadith di Maometto:

Il Profeta – le preghiere e la pace di Allah siano con Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Cedro non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei
.

La guerra tra ebrei e musulmani, quindi, è destinata a durare fino all’ultimo giorno (ecco perché Hamas non può parlare di “pace” con Israele, ma solo di “tregua a lungo termine”), quando si salveranno soltanto gli ebrei dietro all’albero del cedro. Hamas però non è un movimento millenarista, non intende accelerare la fine dei tempi, e nel frattempo è disposta ad accogliere cittadini ebraici in una Palestina islamica, secondo i precetti di tolleranza previsti dal Corano.

6. Hamas è finanziata dall’Iran
Sì, quasi pubblicamente. Quando l’Europa ha bloccato i finanziamenti alla Striscia di Gaza, l’Iran si è fatto avanti. In realtà però Gaza è un recinto chiuso su tre lati da Israele e per il quarto dall’Egitto di Mubarak, che ha già fatto capire che non muoverà un dito per aiutare un movimento fondamentalista come Hamas. E quindi le possibilità concrete di ricevere rifornimenti di munizioni dall’Iran, attraverso i cunicoli scavati sotto il passo di Rafah, sono comunque molto limitate, e Hamas continua a fare la guerra coi Qassam e i vecchi Katiuscia. C’è una grande differenza tra le limitate capacità militari di Hamas e quelle degli Hezbollah libanesi, quelli sì riforniti abbondantemente dagli iraniani, che due anni fa seppero tener testa all’esercito israeliano.
Dunque sì, l’Iran per quanto può aiuterà, ma non è che possa molto. E allora perché si insiste tanto sulla sua complicità? Perché proprio l’Iran e non tutti i finanziatori occulti che dagli Stati arabi pompano denaro nelle casse di Hamas via fratellanza musulmana? Perché qualcuno ha deciso che il prossimo nemico è l’Iran, e quindi ora bisogna concentrarsi sul concetto di Ahmadinejad cattivo. Esattamente come sei anni fa era indispensabile focalizzarsi sul concetto di Armi di Distruzione di Massa. Quella era una grande bugia, mentre “Ahmadinejad cattivo” è solo una mezza verità: è assai probabile che finanzi e armi Hamas, ma non in modo determinante.

7. I palestinesi che hanno votato per Hamas sapevano cosa facevano. …E quindi, mi par di capire, non si fa peccato a sterminarli. Ah, il fardello dell’uomo bianco.
I palestinesi, in particolare quelli che hanno passato la loro vita confinati nella Striscia di Gaza, sono giovanissimi, per la stragrande maggioranza disoccupati e poveri, e non possono disporre dei mezzi che in una democrazia occidentale consentono o dovrebbero consentire agli elettori di formare un giudizio equilibrato. Ci vuole un’ingenuità terribile per sovrapporre le dinamiche di una democrazia occidentale a quelle dell’universo concentrazionario di Gaza. Hamas ha vinto perché, in una situazione d’emergenza dove si vive alla giornata, ha dimostrato di avere capi meno corrotti, e soprattutto più risorse da distribuire, rispetto ad Al Fatah. Israele poteva in quell’occasione dimostrarsi pronto a una pace generosa con Al Fatah; questo forse avrebbe potuto far pendere la bilancia della simpatia popolare sul partito laico; ma i suoi governanti hanno deciso altrimenti. Del resto la trasformazione di un popolo in un movimento islamico con la certificazione internazionale di terrorismo ha portato agli israeliani almeno un vantaggio: oggi si bombarda Gaza a cuore più leggero rispetto a qualche anno fa.

8. Tu scrivi queste cose perché sei un sostenitore di Hamas
No, in nessun modo. Le poche iniziative di solidarietà per il popolo palestinese a cui ho partecipato erano organizzate col sostegno dell’OLP e dell’ANP. Nello stesso periodo ho visto chi, in Italia e in Palestina, lavorava per screditare la leadership di Arafat e per consegnare il voto dei giovani palestinesi a Hamas. Credo che la vittoria elettorale di Hamas a Gaza sia stata per quest’ultima la sciagura definitiva. Ma sui blog e perfino su alcuni quotidiani italiani ho letto tante castronerie e facili semplificazioni, al punto che a volte ho la sensazione che gli israeliani siano più equilibrati.
Il conflitto israelo-palestinese è di una complessità strabiliante, e credo che molti blog si siano fatti filo-israeliani per reazione a tutta questa complessità: ci si aspetta sempre che un leader israeliano estragga lo spadone con cui va reciso virilmente il nodo gordiano e risolto una volta per tutte il problema, e nel frattempo si riempie qualche paginetta web con appassionate apologie di strage che tra 50 anni i loro nipoti magari leggeranno dicendosi: eccola qui, la banalità del male.

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126 risposte

  1. Mi scuso per la confusione che ho creato prima.Onestamente uno stato unico in Palestina è un’ipotesi che non verrebbe nemmeno presa in considerazione da Israele; altrimenti perchè Israele non avrebbe già annesso a sè le conquiste del 67? Giudea e Samaria sono appena meno bibliche di Gerusalemme; o perchè non avrebbe concesso il diritto al ritorno a quote maggiori, meno simboliche di popolazione araba? Israele usa molta forza lavoro araba, a quel punto l’avrebbe aggregata.Invece è una delle possibili prospettive vincenti per i palestinesi, quello stato coranico di cui parla Leonardo al punto 3.Stato unico vuol dire che Israele (il più forte) starebbe cedendo su tutta la linea in cambio di nulla – peraltro dovrebbe farlo nel ricordo ancora piuttosto vivo del modo in cui gli arabi a suo tempo [non] garantirono la libertà di accesso ai luoghi sacri. Come dire che i cocci risalgono sul tavolo e si riassemblano in bicchiere.La dinamica è semplice ed arcinota – e qualcuno l’ha già fatto osservare; demograficamente Israele si è storicamente retto su successive ondate di immigrati di diversa provenienza; ora come ora il carburante è quasi finito; Israele rimane pur sempre la casa di un popolo ebraico di serie B, penso che, in assenza di forti motivazioni personali o di una straordinaria mobilitazione ideologica, un ebreo di New York non si trasferirebbe spontaneamente in Palestina; il tasso di natalità diventa così sempre più l’unico fattore.A mia memoria, l’ultimo momento di accordo tra arabi ed ebrei si ebbe in corrispondenza dell’intesa Faisal–Weizmann; ma stiamo parlando di 80 anni fa, l’accordo fu estorto (dal solito mediatore) un po’ col cavadenti, e la comunione di intenti durò solo poche settimane.Il processo di pace – che pure nell’ultimo decennio è andato vicinissmo ad un qualche tipo di coronamento (sarebbe, poi, stata da verificare l’effettiva stabilità dell’assetto permanente delineato a tavolino) – è sospeso a tempo indeterminato; per bene che vada ai palestinesi, i prossimi negoziati riprenderanno da dove si è lasciato, ed i problemi principali saranno sempre gli stessi: la percentuale di Cisgiordania da dare ai Palestinesi (smantellamento di insediamenti, cuscinetto vicino al Giordano), il tipo di sovranità da concedere loro su Gerusalemme Est (se ancora ce ne sarà una). E questo sempre ammettendo che ai negoziati ci vada un’ANP-Fatah compatta.Solo una comunità internazionale piuttosto risoluta e intransigente potrebbe piegare Israele a qualche concessione in più; ma ora che neppure gli altri paesi arabi supportano con convinzione la causa palestinese la vedo dure.

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  2. Se la terra l’avessero rubata a te, ti vorrei vedere. Ti lagni per stranieri che son venuti nella tua città e han fatto cose assai più lievi.In questo thread hai consapevolmente travisato tutto quello che ho scritto, che è un modo di contar delle palle.Tutte le volte che mi hai accusato di apologia di terrorismo, stavi raccontando palle.Ho parlato di “mitezza” e “ragionevolezza”? No. Nel commento su Malvino avevo scritto che Hamas avrebbe accettato la presenza degli Ebrei in Palestina secondo i precetti della tolleranza coranica, e qui sopra ho citato il passo dello Statuto che lo afferma e le affermazioni di esponenti di Hamas in quel senso. Poi ho anche segnalato che molti altri esponenti di Hamas hanno fatto dichiarazioni antisemite e che un altro passo dello Statuto contiene un riferimento alla jihad fino all’Ultimo Giorno.Insomma, questo è un post dove si parla di Hamas come di un fenomeno complesso, e questo ti scandalizza. Di Hamas non si deve discutere: si deve condannare tutto in blocco e subito, altrimenti ti metti ad abbaiare. Come ho già spiegato, però, i tuoi abbaiamenti non cambiano nulla.

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  3. @LeonardoPoco da ridire, allora, sulla locuzione “terra rubata”; quella degli insediamenti è una pagina buia della storia di Israele; c’è chi se ne è reso conto, chi ancora deve rendersene conto, e forse pure chi non se ne renderà mai conto.

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  4. Leo:“Se la terra l’avessero rubata a te, ti vorrei vedere.”Certo, ognuno difende i suoi interessi. Quando tagliarono in due l’orto ai miei per farci una strada che non serviva a nulla, lo trovai ingiusto. Ma visto che avevano la legge (se non il buonsenso) dalla loro parte, non tengo tuttora le melanzane in un orto-profughi sul poggiolo di un’altra casa, ne’ tiro quotidianamente razzi verso il comune.“Ti lagni per stranieri che son venuti nella tua città e han fatto cose assai più lievi.”A parte stupri e rapine, cose lievi tipo circondare un’auto dei carabinieri che si era fermata per un controllo documenti e cercare di linciarli (e non era il primo episodio del genere)? Certo, a Ramallah li avrebbero sbudellati prima dell’arrivo dei rinforzi, qui stanno ancora imparando, sii comprensivo.Tu hai presentato come equivalente (o persino migliore) allo ‘stato etnico religioso’ d’Israele una Palestina unificata sotto Hamas. Lascio a chiunque abbia piu’ buonafede di un trecartaro di periferia giudicare quanto tale ipotesi sia realistica, viste le dichiarazioni (e tutti i fatti conseguenti) di Hamas, che peraltro, ti ricordo, e’ considerata un’organizzazione terroristica da tutto il mondo civile (Certo, un domani chissa’: se hanno dato un Nobel a Don Vito Arafat, perche’ non uno postumo a Yassin, che pregava piu’ spesso?).Ne hai di cani rognosi da zittire.The Blogger

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  5. Immagiono che la terra “espropriata” per farci la strada te l’abbiano pagata… e comunque si tratta di un piccolo appezzamento senza il quale puoi vivere lo stesso, non si tratta della tua casa e della tua fonte di reddito…Non è che ti stai un po’ troppo arrampicando sugli specchi?!

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  6. Devo ammettere che Nautilus ha scritto le cose che pensavo molto meglio di meAndrea (Campisano)

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  7. “Stato multiculturale sotto legge coranica” può significare tante cose più o meno belle, ma non corrisponde certo allo Stato di Diritto che concede pienezza di diritti politici per tutti. Lo so: Leo può rispondere che anche Israele non assicura “de facto” la parità ai cittadini non ebrei. Ma “de iure” si, almeno per quei palestinesi che rimasero nelle loro terre nel 1948, ottenendo la cittadinanza israeliana. Forse sarebbe bene ammettere che in fondo, in questo casino, le nostre opinioni sono insignificanti e che tanto vale tacere o schierarsi senza troppe chiacchiere (per quel che vale schierarsi standosene nel proprio salotto in pantofole, come se si trattasse di una partita di calcio).GMR

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  8. Bernard Henry-Levy scrive sul “Corriere”:” Fra l’atteggiamento degli uni e quello degli altri esiste comunque una differenza capitale…. : i palestinesi sparano sulle città, in altre parole sui civili (e questo, in diritto internazionale, si chiama «crimine di guerra»); gli israeliani prendono come bersaglio obiettivi militari e, senza volerlo, provocano terribili danni civili (e questo, nel linguaggio della guerra, ha un nome: «danni collaterali» che, se pur orrendo, rimanda a una vera dissimmetria strategica e morale).”Anche qua, abbiamo un fine intellettuale che, per esser schierato in difesa d’Israele,non può fare a meno di dire delle…ingenuità?Cioè: su che dovrebbero sparare i palestinesi se vogliono colpire Israele, avendo come unica arma questi razzi rudimentali? E quando usavano i kamikaze era meglio farlo dentro un autobus di civili o contro un tank Merkava? Ognuno usa le armi e i bersagli che ha a disposizione, questa è la vera dissimmetria.I civilissimi inglesi e americani hanno seppelliti o bruciato vivi quasi un milione di civili tedeschi e altrettanti giapponesi: avevano le armi adatte,il bersaglio perfetto e l’opinione pubblica dalla loro.Per non parlare di Falluja e del fosforo bianco.Che gli israeliani non vogliano provocare (molti) morti civili è normale: oltre un certo limite per loro è un danno e non un vantaggio.Per i palestinesi ogni israeliano morto, qualunque prezzo costi, civile o no, è un segno di riscatto dalla loro condizione di popolo schiacciato nella polvere e umiliato.Poi: qualunque combattente preferirebbe colpire il potenziale militare avversario, i civili sono un ripiego quando ciò non è possibile, e ciò avviene sempre più di frequente.Chiamar questo “crimine di guerra” o “danno collaterale” serve solo per far sembrare la propria la parte “dei buoni”.Ma de ghe…Sentite grazie a Scudy, fa piacere che almeno qualcuno ti approvi.Nautilus

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  9. Ah, quindi quando i palestinesi colpiscono civili guadagnano punti, quando lo fanno gli israeliani li perdono.Nautilus, ho conosciuto delle vongole veraci che al confronto tuo avrebbero insegnato l’etica a Spinoza, avrebbero.The Blogger

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  10. Ginepro, intanto non capisco le virgolette: gli ‘espropri’ sono espropri in tutto il mondo, con tanto di timbri (altra cosa lo squatting). E anche di risarcimento, certo. Che nello specifico non copriva ne’ il valore di mercato del pezzo espropriato ne’ men che meno il danno provocato, con due tronconi di terra che ci costrinsero a fare due recinzioni e due cancelli (a spese nostre) per passare da un pezzo all’altro: a piedi pero’, perche’ ci fecero pure due marciapiedi larghissimi e alti due spanne; e per avere un passo carraio avremmo dovuto pagare (allo stesso comune che ci aveva espropriato: bella presa per il culo eh?). Certo, sono sopravvissuto lo stesso. Ad altri e’ andata peggio.Per esempio, durante le vacanze in Germania ho comprato una vecchia collana per la mia donna. Niente di che, ma la scatolina era bella, di una gioielleria di Aussig. Se la cerchi sull’atlante, pero’, non la trovi piu’. Era una citta’ dei sudeti, che dopo la guerra fu oggetto di un pogrom (con numero assai incerto di vittime) e di una vera e propria pulizia etnica, in piu’ ondate, con l’espulsione di decine di migliaia di tedeschi che vivevano li’ da secoli e la loro sostituzione con cechi e zingari, in parte provenienti da Romania e URSS. Il tutto perche’ i paladini degli abitanti originari avevano scatenato una guerra di aggressione che poi hanno perso. Ti ricorda niente?Non so che fine abbiano fatto gli abitanti di Aussig. Presumo si siano stabiliti in Germania, da qualche parte.Certamente non stanno a frignare dentro campi profughi sventolando chiavi farlocche ne’ si fanno esplodere sugli autobus di Praga o lanciano missili oltre confine. Insomma, si sono rifatti una vita e non rompono i coglioni al mondo.The Blogger

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  11. The Blogger, non so se te ne sei reso conto, ma hai appena pubblicamente negato la necessità di uno Stato Ebraico come risarcimento per la Shoah. Io mi dissocio, eh.Riesci sempre a essere un po’ più fesso di quanto uno non crederebbe.Comunque, cari palestinesi, se per caso leggete qui: prendete esempio dai sudeti di Aussig e dal nobile TheBlogger, che quando è stato espropriato della sua terra non ha rotto i coglioni a nessuno a parte me.A me però li ha rotti ben bene, eh. Ma se è per la pace nel mondo me ne faccio una ragione.

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  12. Risarcire la Shoah. Ottima idea. Diamogli la Lombardia, la Carinzia e la Baviera, per fare lo stato d’Israele. Senza fare un verso, uno solo. Più qualche enclave in Croazia e Giappone, magari. E avremmo ancora, qui dalle nostre parti, di che metterci in ginocchio e chiedere perdono.Bellissimo il paragrafo finale.La dama del lago

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  13. ma io cederei volentieri il vaticano agli israeliani…elo

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  14. La Lombardia? La zona dei laghi è ok, ma offrire Milano agli israeliani è puro antisemitismo.

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  15. Eppure non posso fare a meno di pensare che, se fossero i palestinesi a pestare e gli israeliani a prenderle, molti qui sarebbero dalla parte opposta della diatriba.<>Non è che, sotto sotto, siete un po’ sadici e violenti?

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  16. Un risarcimento per la Shoah…<>Popolo d’Israele, noi [tale ente] ti risarciamo della Shoah fandoti dono delle sacre terre bibliche. Poi, però, ma solo per non dare troppo nell’occhio, faremo finta di farvi fare qualche guerra con quegli zotici, e magari punteremo i piedi sulle ambasciate.In fede,[tale ente]<>No, dico, ma stiamo scherzando, vero? altrimenti, sarei curioso di sapere quanti anni avete…

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  17. Ho fatto una brevissima ricerca su wikipedia e a quanto pare ci sono stime che tra Israele e Palestina ci sono approssimativamente 10 Milioni di persone.Di questi circa 1.4 milioni sono Arabi israeliani, 1.4 milioni sono Palestinesi di Gaza, e 2.4 sono della West Bank (per un totale di 5.2 milioni). Israele conterrebbe circa 7.1 milioni di persone, di cui circa 5.4 milioni etnicamente Ebrei.Se come sostengo si andasse alle elezioni in uno stato unico, libero e sopratutto con UGUALI DIRITTI per tutti (tornerò su questo sopra), la cosa più probabile è che non si possa formare un governo solo su base etnico-religiosa, ma ci sia (magari non dal primo giorno) un’alleanza POLITICA tra le classi sociali che hanno interessi compatibili.Un piccolo appunto diretto a coloro che vedono (a quanto leggo) in Israele un baluardo della democrazia in un mondo di scellerati (gli stati arabi circostanti, suppongo).Il vostro baluardo è uno stato apertamente razzista. E non nel modo economico-sociale della Lega lombarda, ma in quello più ripugnante che si rifà a criteri etnico-religiosi. Non si tratta solo della legge rel ritorno, ma di una serie di norme atte a tenere gli Arabi fuori dal potere istituzionale. Wikipedia cita una norma “Un ebreo non può legalmente sposare un non-ebreo”. Buffo notarla quando proprio in questo blog qualcuno commentava che in Israele si può sposare uno del proprio sesso (basta che sia della stessa religione!!).Insomma, l’apartheid de facto che cratterizza questo Paese lo rende, a mio parere, ben diverso dall’oasi di diritti e democrazia cui si riferiscono alcuni commentatori qui sopra.Meditate gente, meditate.

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  18. “ma preferisco giudicare le azioni dalle conseguenze che dalle intenzioni” hai detto.però leggi lo statuto di hamas per capire che non vogliono sterminare gli israeliani (indipendentemente da quel che sembra), ma non leggi la costituzione israeliana per dedurne che non vogliono sterminare palestinesi.da quando hanno valore le interviste? no, perché se diamo retta alle interviste mi sa che possiamo dare a barak il nobel per la pace.personalmente ritengo che hamas abbia il diritto di fare quel che cazzo gli pare, mi spiace che anche altri ne paghino le conseguenze: chessò i bambini palestinesi.per me l’idea buona era quella di grossman credo: due giorni di sospensione unilaterale e se hamas continuava spianare la striscia di gaza.(quest’ultima l’ho aggiunta io, grossman non l’ha mai detto)

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  19. Leo, e’ l’esatto inverso: io nego la legittimita’ di disfare Israele per risarcire gli arabi della mancata Shoah parte seconda.Comunque, vedi, nella vita shit happens, ma dipende sempre da cosa lasci e cosa trovi.Se lasci la minaccia dei forni o dei piu’ artigianali pogrom, anche dei vicini rompicoglioni non sono poi la fine del mondo: metti la porta blindata, alzi lo stereo e puoi persino far finta per un po’ che non ci siano.Se lasci una terra dove stavi prima perche’ ti hanno cacciato dopo una guerra persa, com’e’ successo da che mondo e’ mondo e da che guerra e’ guerra a milioni di persone in tutto il mondo, puoi scegliere l’approccio Aussig o l’approccio Gaza; delle due, direi che la success story e’ la prima, tutto sommato.Ma dev’essere perche’ sono tonto.The Blogger

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  20. Sì, perché ragioni così: se sei vittima di pogrom o deportazioni, ti conviene abbozzare, non frignare e non fare guerriglia, MA SE a furia di frignare e guerrigliare riesci a prendere un po’ di terra a qualcuno messo peggio di te, vuol dire che sei forte e hai il rispetto di TheBlogger. Che applaude ai vincitori e disprezza i perdenti. Marcell_o, leggerei volentieri la Costituzione israeliana se si sbrigassero a finirla.Ci sono dettagli che devono fissare da 60 anni, e hanno a vedere col problema della doppia identità: politica ed etnico-religiosa.

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  21. Anche se capisco che Marcell_o non indendeva dire questo, e anzi, forse serve anche sapere che i bambini palestinesi non muoiono solo perché Hamas usa sedi civili per instaurare obiettivi militarmente sensibili.Una qualche sbirciata nelle statistiche di Defence for Children International può aiutare a farsi un'idea:http://www.dci-pal.org/english/Display.cfm?DocId=284&CategoryId=11Da notare l'ultima tabella, dalla quale risulta che a parte nel 2000, in coincidenza dello scoppio della seconda intifada, in cui il numero di ragazzi morti è dovuto principalmente a scontri, negli anni a seguire il numero maggiore di morti si è avuto per “Gun fire open randomly”. Questo vale anche se è vero, come da penultima tabella, che la maggior parte dei decessi è avvenuta a Gaza.Questo senza stare a toccare il punto “detenzioni”.

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  22. Visto che The Blogger ha fatto un inutile cenno al Nobel per la Pace ad Arafat, ricordo che pure a Begin ne diedero uno, di premio Nobel. Sembra quasi la sceneggiatura di un episodio di <>Ai confini della realtà<>, ma ora c’è chi lo considera normale.Senza consultare biografie di parte, neppure su wikipedia hanno potuto ignorare gli orrori che gli sono imputati (e di certo non opinabili: quell’uomo fu un sadico figlio di *uttana vero). Di fatto, però, wiki non è proprio quello che può dirsi una fonte ricca di spunti. Il Nobel a Begin fu conferito, cita wiki, anche sulla base degli accordi di Camp David e della parte relativa alla restituzione del Sinai all’Egitto.Peccato che non dia rilevanza ai motivi di questa restituzione. L’Egitto realizzò quello che comunemente si chiama tradimento, in questo caso nei confronti degli altri Paesi Arabi. E pure questo non è opinabile. Lo fece per molti motivi; uno tra questi, la sopravvenuta incapacità delle sue forze armate di contrastare efficacemente le forze militari israeliane.Sadat fu comprato, letteralmente, dagli Stati Uniti a forza di sovvenzioni che tuttora vengono erogate sia nei confronti dell’Egitto, sia nei confronti di Israele, sia, fintanto che rimase in vita, nei confronti dello stesso Sadat, sia, oggi, di Mubarak.In cambio, Egitto diventò il secondo pilastro statunitense della zona del Mo, pilastro che, proprio in questi giorni fa il suo buon lavoro di collaborativo confinante (apro i confini, non apro i confini…).Vorrei, però, ricordare appena che il ruolo di colonialista in toto degli USA in MO è ancora relativamente recente, di poco successivo alla fuga degli inglesi da Gerusalemme (fuga che, di fatto, sancì il passaggio di consegne da GB a USA) e che quindi, queste guerriciole, queste diatribe quasi campanilistiche tra ebrei e arabi, che tanto ci (mi) fanno girare le palle, sono semplicemente normale amministrazione di cui noi siamo testimoni grazie a una copertura mediatica che in altri tempi e per altre situazuoni identiche a questa (penso solo alle colonie britranniche in India) non ci fu.Bisogna pazientare, arrabbiarsi, certo, vigilare. Ma, di fatto, la verità per come viene raccontata dai vincitori è pure credibile se chi, come The Blogger e con lui milioni di persone, ci crede senza porsi il dubbio che forse vi siano altre verità possibili e contrarie e da non bollare immediatamente come assurde perché troppo lontane dai titoli dei telegiornali che per una vita hanno fatto loro vedere il mondo.Esiste, e mi spiace essere così vago per questioni di tempo, una continua lotta tra il bene e il male, questo lo si sa. Chi sceglie, suo malgrado, di credere alla verità del male, è certo di essere nel giusto.Ho un amico chiaramente razzista che, pure a seguito di lunghe discussioni, è convinto che il suo razzismo sia etichettabile come ‘bene’ (es: il rom è sporco, ladro ecc ecc e quindi è lecito discriminare i rom). Perciò, Leo, fa quasi tenerezza il tuo tentativo di fare comprendere i tuoi punti di vista a The Blogger. Non ci riuscirai mai e lui non riuscirà con te. Partite da basi e da informazioni diametralmente opposte. Ragionate a cifre dimensionali differenti: per te il Nobel a Begin, forse, è come lo vedo io, per lui, probabilmente, è un premio giustamente ricevuto per il suo contributo alla Pace. Non c’è quasi nulla in mezzo, se non l’indifferenza o le mazzate. Ti consiglio la prima, sei troppo basso per fare a botte.A The Blogger consiglio, invece, la lettura di un volume a fumetti di Joe Sacco edito da Mondadori, dal titolo <>< HREF="http://www.ibs.it/code/9788804551638/sacco-joe/palestina-una-nazione" REL="nofollow">Palestina<><>. Secondo me, ti aiuterebbe a vedere le cose da un punto di vista dal quale forse non hai mai inquadrato il problema.

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  23. Leo, com’e’ che dicevi tu, non anni ma righe fa? Ah si’:“hai consapevolmente travisato tutto quello che ho scritto, che è un modo di contar delle palle.”Io non mi riferivo a chi ce l’aveva piu’ lungo, ma alle differenti storie e prospettive dei vari popoli.I sudeti e gli arabi di Palestina avevano la ragionevole prospettiva di rifarsi una vita altrove, senza che nessuno un giorno dicesse ehi, ecco quegli stronzi dei sudeti, quelli che bevono il sangue dei bambini degli altri e hanno ammazzato Nostro Signore, quelli che controllano la finanza e la stampa mondiale (lo dicevano gia’ quando erano in grande maggioranza dei poveracci che vivevano negli shletl, lo diranno sempre), diamogli un’altra ripassata.C’e’ chi ne ha approfittato per un fresh start e chi no. E visto che i secondi vivono tuttora in gran parte di carita’ internazionale compresa la mia di contribuente europeo, avro’ ben diritto di criticarli, o il principio no taxation without representation non si applica ai musi pallidi?Rillo invece ha scoperto l’acqua calda (Arafat non e’ l’unico non santo cui abbiano dato un Nobel) ma si son dimenticati di spiegargli l’esistenza del rubinetto.Sadat traditore, ammappete. Certo, col tuo culetto occidentale al caldo e’ facile giudicare. Leggiti per esempio (invece dei disgustosi disegni di Sacco coi palestinesi angelicati e gli israeliani belluini: però capisco che esercitino una certa attrazione per le anime semplici, che hanno capito dove sta il Bene e dove il Male) cosa ne pensa un egiziano come Sherif:http://salamelik.blogspot.com/2008/12/temo-i-greci-e-i-doni-che-portano.htmlche si sarebbe un po’ rotto, di farsi il culo per gli Eterni Vittimi palestinesi.Comunque si’, Sadat era figlio di zoccola quanto Arafat: la differenza e’ che il primo, al momento decisivo, ha saputo dimostrarsi un leader e fare gli interessi del suo popolo; Arafat la pace invece non l’ha mai fatta.The Blogger

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  24. Grazie!

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  25. Se fossi in lei non scomoderei a sproposito Anna Arendt che delle cose scritte qui contro Israele e contro tutti gli ebrei avrebbe solo orrore. Perchè piuttosto non pesca citazioni dall’universo antisemita e negazionista molto più vicino alla sua impostazione ideologica?Viene quasi da sorridere al pensiero che nulla è cambiato dal tempo in cui quelli che la pensavano come lei volevano dominare il mondo.Gli ebrei sono sempre colpevoli, colpevoli di esistere nonostante tutto e tutti.David Disegni

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  26. caro Leonardo sono giunto a questo blog da un link di Repubblica e di questo li ringrazio. Ringrazio anche te perchè ultimamente mi sembrava di essere una specie in via di estinzione, uno dei pochi rimasti a cercare di comprendere gli eventi valutando i motivi a monte, quelli contingenti, le possibili conseguenze. Pacatamente (e non vorrei essere preso per la caricatura di veltroni) ma fermamente. venendo al merito: Peres e Livni si sono lasciati scappare un’osservazione che mette definitivamente in chiaro la strategia di quel governo (e bada bene non di quel popolo ma se il popolo sceglie quel governo allora se lo merita, proprio come noi adesso: “in una guerra è inevitabile che perdano la vita dei civili”. Ecco questo pone le azioni dell’esercito israeliano alla stessa stregua del terrorista suicida o dei razzi lanciati a casaccio. Se è guerra per gli uni è guerra per gli altri, le conseguenze le stesse, i lutti gli stessi, con una variante non da poco di un rapporto 10/100:1. Un genocidio bilaterale che però in queste ultime fasi (ma anche in altre come Sabra e Chatila, come in alcune fasi della prima e seconda intifada) vede il popolo palestinese come vittima sacrificale e non può essere che in malafede chi afferma il contrario. Ma sulle conseguenze: ma che quoziente intellettivo può avere chi pensa di risolvere questo conflitto con le armi ? delle due una: o si pensa di fare non 700 ma 700000 morti e così decimare, rendere impotente e sottomesso un popolo per almeno 50 anni o queste azioni sono demenziali. Esisterà sempre un padre, un fratello, una madre, un figlio che dopo aver visto sotterrare i suoi familiari non troverà altro che meraviglioso immolarsi suicida per procurare lutti analoghi. E allora? dopo questa guerra “geniale” non vivrà israele nel terrore per i prossimi 5-10 anni ? non ci sarà sempre il rischio di saltare per aria in un bar di Haifa, o in una strada di Gerusalemme, o in una sinagoga in India ? Siccome non credo alla mia teoria sul quoziente intellettivo allora penso che queste azioni abbiano uno scopo preciso che anche te individuavi: mantenersi al potere perché nei tempi di guerra il consenso cresce, così per barak così per hamas che hanno anche un altro dato in comune. Sono i reietti dei rispettivi “schieramenti”: ebrei che rappresentano sempre un problema per i governi occidentali che non sanno mai come comportarsi, palestinesi che qualunque nazione araba se potesse li cancellerebbe dalla faccia della terra (ricordi settembre nero? era in giordania, non a telaviv). Comunque grazie per le discussioni. Lorenzo, del ’59

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  27. Luca disse:“…a forza di voler mostrare quanto sei intelligente e colto e paziente e dialettico…”Suvvia Luca, sforziamoci di non accontentarci di apparire ottusi, ignoranti, suscettibili e apodittici.

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  28. @Davidgiusto, il mondo non lo deve dominare nessuno, neanche voi…

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  29. L’ultimo che arriva è sempre il primo ad aver capito la mia “impostazione ideologica”.Questo tra l’altro è un pezzo su Hamas, mica sugli ebrei o addirittura “contro gli ebrei”.

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  30. Gentile David Disegni.Incredibile che qualcuno confonda ancora la critica delle azioni di Israele con l’antisemitismo. Di tutti coloro che conosco, nessuno dei critici verso Israele e’ antisemita, o antigiudaico. Somiglia un po’, ai miei occhi, alla ridicola accusa di “antiamericanismo” che veniva fatta (o forse viene ancora fatta) a coloro che non condividono scelte e metodi degli USA.Come dire che criticare il Vaticano corrisponda ad essere anticristiani. Ovviamente si puo’ osservare la grossolana imprcisione di tali affermazioni non appena ci si rende conto che se non si puo’ criticare lo stato di Israele come entita’ politica, si giunge ad uno stallo ideologico e alla fine di qualsiasi discussione.Si dice non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire. SI potrebbe parafrasare che non c’e’ peggior imbecille di chi non vuol pensare.

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  31. Il commento di Zeb e’ meraviglioso.Della serie, razzista io? Sei tu che devi tornartene sugli alberi, scimmione.The Blogger

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  32. “Sei tu che devi tornartene sugli alberi, scimmione.”Perché per ogni cosa più o meno sensata che dici senti l’irresistibile necessità di condirla con uno o più insulti e volgarità gratuite?p.s.: A me non serve risposta, sei tu che ne hai bisogno.

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  33. “A me non serve risposta, sei tu che ne hai bisogno” e’ bella, quasi zen: non vuol dire un cazzo, nessuna persona sensata l’userebbe mai per comunicare alcunche’, pero’ e’ bella.Detto questo, siccome hai forte bisogno, se non di risposte, di sottotitoli, li aggiungo.Rispondere ad un ebreo che viene qui a lamentarsi dei contenuti discriminatori di questo post ‘zitto tu, che voi ebrei dominate il mondo’, ovvero con lo stesso tipo di sempiterne stronzate antiebraiche cui David faceva riferimento, l’ho trovato meravigliosamente paradossale – ed equivalente al tipo di risposta che l’immaginario razzista avrebbe dato all’immaginario interlocutore nero.Di solito, il razzismo verso i neri si esprime piu’ con volgarita’ gratuite che non quello verso gli ebrei (i quali sono visti dai razzisti come diabolicamente onnipotenti, mentre i neri sono visti come animaleschi). Quindi il mio era puro e semplice realismo: quando si deve descrivere la merda, a volte gli eufemismi non bastano.The Blogger

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  34. @The Bloggersei bravo. ti pagano bene?

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  35. I perfidi sionisti sono ricchi, si sa: possono permettersi i migliori.A te invece mi sa tanto che non ti pagano (e fanno bene).The Blogger

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  36. Ragazzi, ma che ci parlate a fà co sto blogger? E’ esattamente uguale a cento altri ebrei o simpatizzanti che sbucano su tutti i blog appena si accenna a criticare Israele. Il vittimismo e gli argomenti sono sempre sempre gli stessi, sembrerebbe quasi addirittura la stessa persona da tanto che non cambia neppure lo stile e gli insulti, e sono anni che vanno avanti così.In un dibattito pubblico perfino Furio Colombo, persona civilissima, appena accennai un’analisi critica della politica israeliana perse il lume degli occhi, accusandomi di “fare il gioco dei terroristi” e di essere antisemita. Il bello è che la stessissima analisi la fece pochi giorni dopo Amos Oz sul “Corriere”, per dire quant’era antisemita la mia, ma tant’è…impossibile discuterci.Intendiamoci, se si prova a discutere con l’altra parte non è che va meglio, anzi: un palestinese medio è ancora più assatanato d’un ebreo. Con qualche ragione in più, diciamo.In conclusione: questi son due popoli impazziti e disperati, uno per la paura e l’altro per l’odio, solo una minoranza fra loro riesce ancora a ragionare e quindi da soli mi pare non andranno che di strage in strage, soltanto un massiccio intervento esterno potrà forse ottenere dei risultati, fino ad allora, solo chiacchiere e altri morti.Nautilus.

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  37. Non avrei mai immaginato di dover dire una cosa del genere, ma stavolta il nostro amico Blogger ha parecchie buone ragioni dalla sua – intendiamociu, non ti sto certo dando ragione su tutta la linea…Forse non tutti sanno che (ma il fatto che sia una storia poco nota non la rende meno vera) i vincitori dell’ultima guerra decisero a tavolino, ed in barba ad una storia abbastanza millenaria – un bel po’ più millenaria, se posso permettermi, di quella dei palestinesi – che la Germania finiva in corrispondenza della linea Oder-Neisse: ciò ha comportato l’esodo di circa quindici milioni di civili tedeschi o comunque germanofoni; interminabili colonne di persone che camminavano verso Ovest tra le macerie, con qualche sporadica raffica di mitra che ogni tanto faceva scivolare abbastanza eternamente qualche profugo. Ora Kant era tedesco; una qualunque biografia vi dirà che è nato (e pure morto) a Könisberg; chi sa trovare Könisberg sull’atlante?La cosa più bella di questa vicenda è che, dopo la cristallizzazione della suddivisione della Germania, gli occidentali hanno anche provato a rimangiarsi l’accordo sulle linee di confine; in chiave antisovietica, per carità…Un’altra cosa che forse non tutti sanno: la Palestina mandataria comprendeva anche tutta l’odierna Giordania; il nome Giordania è un’altra invenzione a tavolino; oggigiorno quelli che chiamiamo palestinesi sono il 40% e passa della popolazione (trans)Giordana; certo alcuni sono esuli, ma non tutti; ora, chi sa dire perchè nel piano di partizione della Palestina agli odierni palestinesi non si poteva concedere alcuna terra al di là del Giordano?

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  38. Caro Atlantropa, anch’io non avrei mai immaginato di doverti dare torto..:) sto scherzando naturalmente.Però è vero, la tua analogia non mi convince. Guarda caso, riguarda l’inizio della mia discussione con Colombo, dove sostenevo che la fondazione dello stato d’Israele non ha precedenti nella storia moderna. L’analogia che fai tu, lo spostamento a ovest dei confini polacchi (e russi) col trasferimento forzato dei tedeschi, non mi pare attinente. Esso è avvenuto sì dopo una guerra perduta dalla Germania, ma quale guerra? Una guerra di aggressione, di asservimento e di sterminio delle popolazioni slave la cui responsabilità era interamente tedesca. A quel che immagino, i 15 milioni di tedeschi profughi saranno stati ben contenti di andarsene con le proprie gambe (quando potevano): il popolo tedesco, ben sapendo quello che avevano combinato all’est, si aspettava terribili rappresaglie dai vincitori. Per questo credo che nessuno abbia fatto storie per rivendicare Pomerania, Slesia o Prussia Orientale: sapevano che la Germania stavolta l’aveva fatta grossa, per così dire. E quindi zitti e buoni, c’è da pagare e si paga. E per i Sudeti, primi responsabili della trasformazione della Cecoslovacchia in protettorato tedesco, stesso discorso.Negli ultimi tempi del III Reich girava la battuta:”Godiamoci la guerra, perchè la pace sarà terribile..”Poi i tedeschi non se la sono cavata così male, meglio che dopo il primo dopoguerra, per esempio.Ma i palestinesi o, (per sottrarsi alla stucchevole lezioncina “i palestinesi non esistevano..”), gli arabi che stavano in Palestina, che avevan fatto di male per vedersi buttar fuori dai loro campi e vedere al loro posto sorgere in poco tempo un prospero stato europeo, estraneo come lo sarebbe uno stato cinese in Toscana?Io fossi un palestinese sarei incazzatissimo, tu no Atla?In quanto agli stati arabi della regione: si vedevano piazzare alle frontiere una nuova nazione legata all’Occidente e quindi in prospettiva un nemico potenzialmente molto pericoloso. Ci avevano indovinato no? E perchè dovevano togliergli le castagne dal fuoco assorbendo loro (cosa che potevano indubbiamente fare)la diaspora palestinese?Credo Siria, Giordania ed Egitto sian tutto fuorchè benefattori o autolesionisti.Esattamente come tutti gli altri stati, europei in testa.Nautilus

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  39. Bene, The Blogger, almeno il disgusto ti è rimasto impresso. Credo sia il sentimento più comune quando si legge di quanto hanno fatto gli ebrei in Palestina. Sacco l’ha reso bene.Senti, se si deve parlare insieme, è buona creanza togliersi gli occhiali da Sole: The Blogger, non hai un nome? In Rete l’anonimato lo usano solo i pedofili e non tutti, ormai.E non te la prendere se ho il culo al caldo, finché non avverto io sensi di colpa a riguardo, va tutto bene. Per così poco.

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  40. “In Rete l’anonimato lo usano solo i pedofili e non tutti, ormai.”<>Questa te la potevi proprio risparmiare.<><>Anonimo de Anonimis<>

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  41. Caro Nautilus, urge una precisazione: nessuna intenzione analogica da parte mia (anzi forse pure da parte del nostro amico)!La situazione in medioriente è unica, ed il mio modestissimo parere è che le frittate maggiori le abbiano fatte le terze parti, o comunque l’atteggiamento ambiguo (understatement) della comunità internazionale ha avuto un peso pari a quello dei noti attori. Insomma “righteous victims” potrà sembrare una trovata markettara, ma ha un suo perchè.Peraltro in linea di massima dalla trattazione della storia al più bandirei del tutto ogni analogia (USA-URSS come Atene-Sparta), classifica (la Shoah è la più grossa tragedia dell’umanità) e affini; e forse anche la prosopopea dei corsi e ricorsi… così si finisce per non imparare nulla, per non parlare del fatto che l’associazionismo indiscriminato è una forma di prevaricazione e di povertà intellettuale.Il mio intervento era volto solo a spiegare che quando ha parlato di <>approccio Aussig<> il nostro amico non stava più facendo riferimento a qualcosa di personale e/o locale, tipo l’esproprio dei suoi orti; ma ad una pagina drammatica, terribile e poco nota della storia – insomma 15 milioni di persone non sono quattro gatti; nazisti, immo homines.Tizio poi può starci simpatico o antipatico; ma bisognerebbe sforzarsi di valutare quanto dice nel merito, e non bollare per forza ogni suo intervento come capzioso o strumentale.Tutto qui.

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  42. Perche’, Rillo e’ un nome?Io lo uso solo per i cani e nemmeno per tutti (il mio mi morderebbe, se lo chiamassi Rillo).Esauriti i convenevoli, il mio disgusto era per la disumanizzazione dei Cattivi, in Sacco (i soliti Cattivi da duemila anni a ‘sta parte, fosse almeno originale).The Blogger

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  43. Non ci sono ragioni ci sono solo torti. La mia semplice impressione è che continuando a cercare le ragioni di ognuno ci si allontana semplicemente da ogni possibile soluzione. La ragione è semplice: questa guerra non può essere vinta da nessuno. Per ragioni di potere economico e di forza militare, da parte di Israele, per ragioni anche semplicemente demografiche e di forza dei numeri da parte palestinese. Per questo lo stallo e lo stillicidio periodico delle morti è funzionale a chi sia in Palestina che in Israele nutre la propria idea di separazione e di stato confessionale. L’unica ribellione possibile è il rifiuto di combattere per gli uni o per gli altri.

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  44. la fondazione dello stato di israele in quella zona del mondo mi ricorda tanto una scena del film “Ridere per ridere” (The Kentucky Fried Movie) di John Landis. e precisamente questa: http://www.youtube.com/watch?v=5qJ-gf8sUm4

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  45. 🙂 X The Blogger: effettivamente ho già trovato un cane di nome Rillo, un paio di anni fa. Fu un duro colpo. Anche per lui, lo ammetto.Però Rillo è anche lo pseudonimo che usano per chiamarmi, nella realtà famigliare e professionale, credo da sempre. In Rete, da quando ci sono dentro ma senza mai nascondere la mia identità, sempre a portata di mouse. Se clicchi ‘rillo’, esce il mio cognome, Rilletti. Se vai sul sito del nic trovi anche indirizzo e numero di telefono. Una trasparenza imbarazzante solo per quei pochi che ancora si celano dietro nick anonimi.I convenevoli non sono esauriti e per continuare a chiacchierare insieme, serve almeno un altro nome: il tuo, non quello del tuo cane.Hai intenzione di esporre le tue idee con la tua faccia o continui così? In caso contrario, io mi fermo, che stai diventando noioso.

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  46. Spiacente, la mamma mi ha insegnato a non dare i miei dati ai pubblicitari e a quelli con un nome da cani: tu rientri in entrambe le categorie.The Blogger

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  47. È incredibile come The Blogger, offendendo per lo più gratuitamente a destra e a manca, stia facendo di tutto per apparire stronzo, e in sostanza per farsi malvolere (e ci sta riuscendo benissimo). Sembra quasi la parodia dell’ebreo che fa Art Spiegelman di suo padre.Lassie

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  48. Io saro’ tremendamente offensivo e tremendamente stronzo, ma non vado in giro a chiedere le generalita’ alla gente spiegando che solo i pedofili non le mettono in rete.Quindi adesso torna a casa, Lassie – e sta lontana dai cuccioli, mi raccomando.The Blogger

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  49. Confermo: tu effettivamente non vai in giro a chiedere le generalita’ alla gente spiegando che solo i pedofili non le mettono in rete.Resta il fatto che sei tremendamente offensivo e tremendamente stronzo.Per me non è un problema se non metti le generalità, ci mancherebbe (non le metto neanch’io): basterebbe che usassi un nick decente.

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  50. 100esimo commento! E pure il piu’ inutile! Ho vinto qualche cosa?

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