Otto idee su Hamas, non del tutto giuste

1. È Hamas che ha rotto la tregua
Le tregue sono fatte per rompersi, per definizione. In particolare quella stabilita tra Hamas e Israele non è stata rotta: è stata rispettata (male) da entrambe le parti fino alla scadenza prevista. Dopodiché né Hamas né Israele hanno proposto di rinnovarla, e i bombardamenti sono ripresi: a quel punto i razzi di Hamas hanno fatto una mezza dozzina di morti, gli elicotteri israeliani più di quattrocento. Chi sostiene che l’operazione “Piombo fuso” è stata lanciata da Israele soltanto dopo che Hamas aveva ripreso le ostilità, racconta una versione più filoisraeliana dello stesso Israele: Barak, il Ministro della Difesa, ha ammesso che l’operazione è stata pianificata sei mesi fa. Del resto il tempismo è perfetto per mettere davanti a un fatto compiuto il Presidente Obama, che arriverà alla Casa Bianca solo a fine mese: se per allora la questione Hamas fosse archiviata, nessuno si lamenterà troppo del sangue sparso.

2. Hamas considera i civili israeliani dei bersagli e i civili palestinesi degli ostaggi

Sì; ma Israele non è da meno, e le cifre del bombardamento della scorsa settimana lo dimostrano. Chi ha un minimo di dimestichezza col conflitto israelo-palestinese dal ’48 a oggi, e soprattutto dall’inizio della Prima Intifada negli anni Ottanta, sa che questa è una guerra civile, in cui il coinvolgimento di civili da entrambe le parti non è un un effetto collaterale, ma il senso del conflitto. Non si fronteggiano due eserciti, ma due popoli e (almeno dagli anni Novanta) due religioni. Non è una guerra fatta soltanto di combattimenti e attentati; è fatta di espropriazioni di terra e acqua, di insediamenti di popolazione, di demolizioni e di recinzioni. Il confine tra eserciti regolari e bande armate era molto sfumato sin dalla guerra del 1948, e lo è rimasto fino a oggi: da entrambe le parti. In particolare l’uso che Israele fa dei coloni nei Territori Occupati è un simbolo di questa ambiguità: i coloni sono civili che girano armati ed espropriano le risorse dei palestinesi. Perché Hamas non avrebbe dovuto considerarli obiettivi militari, alla stessa stregua di quei ragazzini che indossano l’uniforme dell’esercito? Mesi fa Hamas propose di non bombardare più bersagli civili se Israele avesse fatto lo stesso. Probabilmente era un bluff: in ogni caso Israele non lo andò a vedere.

3. Hamas vuole cancellare lo Stato di Israele dalle carte
.
Sì, perché lo considera l’“entità sionista”, uno Stato costituito sull’identità etnico-religiosa ebraica. Il piano di Hamas per la Palestina è speculare: uno Stato costituito sull’identità etnico-religiosa islamica. Il che ci pone un problema, o almeno lo pone a me: per quel che ho capito, infatti, Israele è veramente uno Stato costituito sull’identità etnico-religiosa ebraica – che invece di stemperarsi, negli ultimi anni è diventata più forte. Dunque perché fondare uno Stato ebraico in Palestina è ammissibile, e fondarne uno islamico no? Di solito le risposte che leggo sono le seguenti:

  • perché gli ebrei meritavano un risarcimento per la Shoah (sì, ma perché a spese dei palestinesi? Non ci toccherà poi di risarcirli a spese di qualcun altro ancora?);
  • perché il mondo è pieno di Stati islamici, mentre uno Stato ebraico mancava (sì, ma io preferirei fare a meno di tutti gli Stati fondati su criteri etnico-religiosi, perché ritengo che il destino di Stati siffatti sia la guerra religiosa ed etnica per l’accaparramento delle risorse);
  • perché Israele è disposto ad accettare anche cittadini arabi (ma non tutti, perché nel giro di una generazione diventerebbero la maggioranza: questo è il motivo per cui Sharon si ritirò da Gaza); in ogni caso anche i membri di Hamas prevedono di accettare cittadini di fede ebraica nel loro futuro Stato Islamico;
  • perché Israele è disposto alla creazione di uno Stato Palestinese, ma Hamas non vuole scendere a patti. Questo è falso due volte; non è vero (1) che Hamas non abbia mai voluto scendere a patti: ci sono esponenti di Hamas che si sono detti favorevoli alla spartizione secondo i confini del ’67. Se Israele avesse veramente voluto arrivare a una soluzione, avrebbe dialogato con loro, e non lo ha fatto. Ma in generale, non è vero (2) che i governi israeliani siano disposti alla nascita di uno Stato Palestinese, altrimenti quello Stato sarebbe già stato proclamato ai tempi di Arafat. Ma Arafat non andava bene; poi non è andato bene Abu Mazen; e sicuramente non poteva andare bene Hamas. I governanti di Israele sono riusciti a procrastinare la nascita dello Stato di Palestina per tutti questi anni, e nulla m’impedisce di pensare che il loro obiettivo sia di proseguire quest’opera di proscrastinazione all’infinito. Naturalmente spero di sbagliarmi, ma questa vecchia intervista al braccio destro di Sharon continua a sembrarmi attuale.

4. Hamas è antisemita
Sì. Le dichiarazioni antisemite da parte degli esponenti di Hamas si sono sprecate: non le linco perché sono veramente le più facili da trovare in rete. Anche lo Statuto ne contiene parecchi: ma chissà se i ragazzini perdono tempo a leggerlo. Anche perché è un documento contraddittorio: in certi passi sembra suggerire la necessità di eliminare tutti gli Ebrei (ma solo alla fine dei tempi), in altri si rifà al concetto di tolleranza coranica che è stato alla base della convivenza più o meno pacifica tra musulmani ed ebrei di Palestina per 13 secoli.
Perché quest’ambiguità? Perché Hamas è un movimento religioso, che si rifà a un Testo Sacro, e i Testi Sacri sono ambigui: anche nella Bibbia si legge forte e chiaro di un Dio sterminatore dei nemici di Israele, e perfino il messaggio evangelico contiene l’idea che tutto il mondo debba essere cristianizzato prima della fine dei tempi.

5. Hamas vuole sterminare gli ebrei di Israele.
No. La prospettiva del genocidio (oltre a essere oggettivamente ridicola, per l’evidente sproporzione dei mezzi), per quanto ho potuto leggere non è contemplata dagli esponenti di Hamas. La loro idea di togliere dalla cartina lo Stato di Israele, non implica lo sterminio degli ebrei che lo popolano. Si veda lo Statuto (art. 31):

Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento umanistico. Si occupa dei diritti umani, e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. È ostile solo a coloro che mostrano ostilità nei riguardi dell’islam, si mettono di traverso al suo cammino per arrestarlo o ostacolano i suoi sforzi. All’ombra dell’islam, è possibile ai seguaci delle tre religioni – islam, cristianesimo ed ebraismo – coesistere in pace e sicurezza. Anzi, pace e sicurezza sono possibili solo all’ombra dell’islam, e la storia antica e quella recente sono le migliori testimoni di questa verità. […] L’islam concede a ciascuno i suoi diritti, e impedisce l’aggressione contro i diritti degli altri.

E la dichiarazione di Khalid Mish’al all’indomani della vittoria elettorale a Gaza (gennaio 2006, traduzione mia):

Il nostro messaggio agli israeliani è questo: noi non vi combattiamo perché appartenete a una certa fede o cultura. Gli ebrei hanno vissuto nel mondo musulmano per 13 secoli in pace e armonia; sono per la nostra religione “il popolo del Libro”, che hanno un’alleanza con Dio e col suo messaggero Maometto (sia lodato) che deve essere protetta e rispettata. Il nostro conflitto contro di voi non è religioso, ma politico. Non abbiamo problemi con gli ebrei che non ci hanno attaccato, ma solo con quelli che sono arrivati nella nostra terra e si sono imposti con la forza, distruggendo la nostra società e bendendo il nostro popolo.
Noi non riconosceremo mai il diritto di nessun potere di derubare la nostra terra e negare i nostri diritti nazionali. Non riconosceremo mai la legittimità di uno Stato sionista creato sul nostro suolo per espiare i peccati o di qualcun altro, o per risolvere i problemi altrui. Ma se volete accettare i principi di una tregua a lungo termine, noi siamo pronti a negoziarne i termini. Hamas tende una mano di pace a coloro che sono realmente interessati a una pace basata sulla giustizia.

Chi sostiene la tesi di Hamas genocida, oltre ai deliri antisemiti di diversi esponenti, si rifà all’Articolo 7 dello Statuto, dove si cita un Hadith di Maometto:

Il Profeta – le preghiere e la pace di Allah siano con Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Cedro non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei
.

La guerra tra ebrei e musulmani, quindi, è destinata a durare fino all’ultimo giorno (ecco perché Hamas non può parlare di “pace” con Israele, ma solo di “tregua a lungo termine”), quando si salveranno soltanto gli ebrei dietro all’albero del cedro. Hamas però non è un movimento millenarista, non intende accelerare la fine dei tempi, e nel frattempo è disposta ad accogliere cittadini ebraici in una Palestina islamica, secondo i precetti di tolleranza previsti dal Corano.

6. Hamas è finanziata dall’Iran
Sì, quasi pubblicamente. Quando l’Europa ha bloccato i finanziamenti alla Striscia di Gaza, l’Iran si è fatto avanti. In realtà però Gaza è un recinto chiuso su tre lati da Israele e per il quarto dall’Egitto di Mubarak, che ha già fatto capire che non muoverà un dito per aiutare un movimento fondamentalista come Hamas. E quindi le possibilità concrete di ricevere rifornimenti di munizioni dall’Iran, attraverso i cunicoli scavati sotto il passo di Rafah, sono comunque molto limitate, e Hamas continua a fare la guerra coi Qassam e i vecchi Katiuscia. C’è una grande differenza tra le limitate capacità militari di Hamas e quelle degli Hezbollah libanesi, quelli sì riforniti abbondantemente dagli iraniani, che due anni fa seppero tener testa all’esercito israeliano.
Dunque sì, l’Iran per quanto può aiuterà, ma non è che possa molto. E allora perché si insiste tanto sulla sua complicità? Perché proprio l’Iran e non tutti i finanziatori occulti che dagli Stati arabi pompano denaro nelle casse di Hamas via fratellanza musulmana? Perché qualcuno ha deciso che il prossimo nemico è l’Iran, e quindi ora bisogna concentrarsi sul concetto di Ahmadinejad cattivo. Esattamente come sei anni fa era indispensabile focalizzarsi sul concetto di Armi di Distruzione di Massa. Quella era una grande bugia, mentre “Ahmadinejad cattivo” è solo una mezza verità: è assai probabile che finanzi e armi Hamas, ma non in modo determinante.

7. I palestinesi che hanno votato per Hamas sapevano cosa facevano. …E quindi, mi par di capire, non si fa peccato a sterminarli. Ah, il fardello dell’uomo bianco.
I palestinesi, in particolare quelli che hanno passato la loro vita confinati nella Striscia di Gaza, sono giovanissimi, per la stragrande maggioranza disoccupati e poveri, e non possono disporre dei mezzi che in una democrazia occidentale consentono o dovrebbero consentire agli elettori di formare un giudizio equilibrato. Ci vuole un’ingenuità terribile per sovrapporre le dinamiche di una democrazia occidentale a quelle dell’universo concentrazionario di Gaza. Hamas ha vinto perché, in una situazione d’emergenza dove si vive alla giornata, ha dimostrato di avere capi meno corrotti, e soprattutto più risorse da distribuire, rispetto ad Al Fatah. Israele poteva in quell’occasione dimostrarsi pronto a una pace generosa con Al Fatah; questo forse avrebbe potuto far pendere la bilancia della simpatia popolare sul partito laico; ma i suoi governanti hanno deciso altrimenti. Del resto la trasformazione di un popolo in un movimento islamico con la certificazione internazionale di terrorismo ha portato agli israeliani almeno un vantaggio: oggi si bombarda Gaza a cuore più leggero rispetto a qualche anno fa.

8. Tu scrivi queste cose perché sei un sostenitore di Hamas
No, in nessun modo. Le poche iniziative di solidarietà per il popolo palestinese a cui ho partecipato erano organizzate col sostegno dell’OLP e dell’ANP. Nello stesso periodo ho visto chi, in Italia e in Palestina, lavorava per screditare la leadership di Arafat e per consegnare il voto dei giovani palestinesi a Hamas. Credo che la vittoria elettorale di Hamas a Gaza sia stata per quest’ultima la sciagura definitiva. Ma sui blog e perfino su alcuni quotidiani italiani ho letto tante castronerie e facili semplificazioni, al punto che a volte ho la sensazione che gli israeliani siano più equilibrati.
Il conflitto israelo-palestinese è di una complessità strabiliante, e credo che molti blog si siano fatti filo-israeliani per reazione a tutta questa complessità: ci si aspetta sempre che un leader israeliano estragga lo spadone con cui va reciso virilmente il nodo gordiano e risolto una volta per tutte il problema, e nel frattempo si riempie qualche paginetta web con appassionate apologie di strage che tra 50 anni i loro nipoti magari leggeranno dicendosi: eccola qui, la banalità del male.

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126 risposte

  1. Andava tutto bene finche’ non ti sei auto-< HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Godwin" REL="nofollow">godwinizzato<> all’ultima riga.

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  2. “credo che molti blog si siano fatti filo-israeliani per reazione a tutta questa complessità”quindi io sarei “filo-israeliano” perché sono una mente sempliciotta…mamma mia ‘sto vizietto della superiorità antropologica resiste e persiste.saluti sempliciotti.

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  3. Grazie per la schematizzazione.Mi ero decisamente perso per strada ed il tuo riassunto è ben utile.

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  4. Tu non lo so, non so se ti ho letto; ma in questi giorni ho visto persone molto intelligenti aderire alla versione più sempliciotta disponibile. Del tipo: ‘non possiamo fare altro che ucciderne cento per ogni nostra vittima, altrimenti loro fanno un genocidio’. Un genocidio coi qassam? Ma se vuoi dimostrare che la tua adesione indiscriminata all’offensiva israeliana è frutto di un approccio intelligente al problema, qui puoi provarci.Se invece cominci coi vecchi repertori da neocone (il ” vizietto della superiorità antropologica”, figurati) suggerisci di non avere argomenti seri.

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  5. Un solo commento: col cavolo che e’ una guerra civile. E col cavolo che sono due popoli a fronteggiarsi. Si tratta di due o piu’ fazioni politiche che hanno fatto della guerra una “mission” (che sarebbe a dire la ragione dell’esistenza): a) Hamas non esisterebbe (ed i suoi capi non avrebbero ne’ soldi, ne’ potere, ne’ tutto cio’ che ne deriva… e delle vergini non gliene frega alcunche’). b) buona parte dei politici israeliani (Sharon in testa) ha campato per anni sul mito dell’eroe incorrutibile che salva il suo popolo dall’oppressione. Lo schema terrore-tirannia e’ ben noto in tutto il mondo, utilissimo a chi si sostiene con esso e magari si ritrova in tasca qualche soldino per se’ ed un’elezione sicura. Basti vedere le commesse militari di Israele degli ultimi 40 anni… o pensate che le armi gliele regalino?Dunque guerra incivile – voluta da pochissimi ed alimentata da fanatici (di qua e di la’, non vedo differenze tra quelli che espropriano la terra ai palestinesi e ci si insediano con le armi e quelli che si fanno saltare in aria in una universita’). I due popoli, a mio avviso, se ne fregherebbero altamente: coi soldi impiegati nel conflitto dagli anni ’60 ad oggi, entrambi gli schieramenti sarebbero piu’ che felici e persino fratelli.(a chi volesse rompere i maroni con la storiella dell’equiparazione tra presunto stato democratico e terroristi, ricordo d rileggere prima di commentare: mai parlato di religioni. Per me Israele e’ uno stato e delle religioni me ne fotto allegramente – ivi compresa la cattolica. Ritengo ogni ortodosso , di qualunque fede, un fanatico pericoloso. E chiunque creda di parlare con un dio o di avere una verita’ rivelata a disposizione, un pazzo senza speranza)

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  6. Equilibrato e oggettivo, di questi tempi non è poco. Solo una cosa: non vorrei che con la storia che Hamas è cattiva, si finisse per fare l’apologia di Al Fatah, che è altrettanto responsabile di aver tenuto per quarant’anni in ostaggio il popolo palestinese a tutto vantaggio della corruzione dei loro leader. Secondo me chi lavorava per screditare la leadership di Arafat faceva benissimo, il che non significa che Hamas sia meglio.Sarebbe bello emergesse un leader che la facesse finita con la storia dei “due popoli-due Stati”, (che poi significa “due popoli-due nemici”), vista oggi come unica soluzione possibile e si facesse avanti con una proposta di convivenza pacifica.

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  7. gran bel post. lo rimbalzerò sul mio blog non appena avrò tempo.

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  8. questo post è un monumento di propaganda al terrorismo palestinese è talmente pieno di strafalcioni e orrori che non so dove cominciare1) E’ hamas che ha rotto la tregua e ha sparato 60 razzi contro israele prima che la Israele reagisse. Puo non piacerti ma fattene una ragione. Non so immaginare cazzata più grande che :”lo stato maggiore israeliano aveva già pronti i piani…” Il lavoro di uno stato maggiore è preparare questi piani, lo stato maggiore italiano ha pronti i piani per fare la guerra alla croazia o all’Albania, se servono sono li, cio non ha nulla a che vedere con la volontà di fare la guerra.2)In israele vivono cristiani, mussulmani beduini Drusi, bahai (questi ultimi due sono religioni non islamiche perseguitate in tutto il medio oriente salvo in israele) che combattono nell’esercito israeliano. 3) I kassam sono talmente imprecisi che non c’è cazzata più grande che dire che Hamas voleva nn bombardare più i civili, I kassam per lor stessa natura vanno dove gli pare. Israele bombarda obbiettivi militari, spesso Hamas nasconde tunnels, depositi di armi etc sotto scuole ospedali moschee etc. Cio secondo il diritto di guerra rende tali obbiettivi legittimi. Puo non piaceti ma è cosi.3)Israele è uno stato laico, se non lo sai sei un ignorante. Gli omosessuali possono sposarsi (non pacsarsi o simili possono contrarre matrimonio), possono adottare, possono avere figli in provetta.4) Hamas vuole distruggere Israele dire non hanno le possibilità tecniche di farlo dunque devono essere lasciati liberi di provarci è abominevole.5)Bisogna essere folli per credere che Hamas sia disposta a non sterminare gli ebrei se davvero lo credi sei un pazzo fanatico. E 5) Israele non vuole sterminare i palestinesi, vuole che i kassam cessino di cadere su ashkelon, se i Francesi bombardassero Aosta, cosa vorresti che facesse il nostro governo ? 6)Il problema non è che hamas è uno stato islamico, il problema è che bombarda israele, padronissimi di crearsi il loro piccolo incubo stile afghanista se vogliono. 7)Israele non è stato creato a spese dei Palestinesi, la risoluzione Onu del 48 creava due stati separati e sovrani. Sono stati gli stati Arabi della regione che hanno dichiarato guerra ad Israele facendo carta straccia della risoluzione dell’Onu e hanno perso. E’ cosi che sono nate West Bank e Gaza. Sono stati gli arabi a impedire la nascita di uno stato palestinese indipendente (dichiarazione di Khartoum giusto se ti interessasse saper qualcosa della storia del conflitto israelo palestinese)8) Si una cosa giusta l’hai detta il conflitto israelo palestinese è qualcosa di complesso difficile tu sei riuscito a semplificare tutto a renderlo un film di walt disney con gli israeliani nel ruolo dei cattivi. Normalmente questo è un blog equilibrato avevi scritto un post ai tempi della fiera del libro equilibrato. Boh immagino tu sia andato via di testaCarlo

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  9. Carlo, è un eufemismo dire che abbiamo idee diverse. Qui però più che le mie idee ci sono dei fatti, che posso anche aver riportato in modo sbagliato o tendenzioso… ma lo devi dimostrare.1) A parte la frase “lo stato maggiore italiano ha pronti i piani per fare la guerra alla Croazia o all’Albania, se servono sono lì”, che andrebbe meglio ponderata (tu ne sei proprio sicuro? Li hai letti? Puoi mostrarli?), anche a me sembra ovvio che Israele non abbia attaccato Hamas alla garibaldina. Il punto è che la tregua comunque era finita, e che comunque era stata mal rispettata da entrambe le parti (e anche durante la tregua i palestinesi hanno avuto più caduti degli israeliani).2) <>2)In israele vivono cristiani, mussulmani beduini Drusi, bahai<>, beh, grazie, ma lo sapevo. Però non si chiama “Federazione dei popoli insediati nella Palestina”, ma “Israele”; si definisce “Stato ebraico”; e soprattutto, la Legge del ritorno stabilisce il diritto per gli ebrei di tutto il mondo di andare là e prendersi un po’ di terra. A spese di chi ebreo non è, evidentemente. Oltre a queste ragioni, mi pare che negli ultimi 15 anni la volontà di trasformare un conflitto nazionalista in un conflitto religioso abbia reso Israele uno Stato in cui l’identità etnico-religiosa è sempre più sovrapposta a quella politica.3) <>3) I kassam sono talmente imprecisi che non c’è cazzata più grande che dire che Hamas voleva nn bombardare più i civili<>Eh, ma leggi meglio. Non c’è scritto che Hamas non voleva bombardare i civili. C’è scritto che più volte esponenti di Hamas hanno proposto di non considerare più i civili come obiettivi se Israele avesse fatto altrettanto. C’è anche scritto che era un bluff, perché né Israele né Hamas hanno la possibilità di fare la guerra risparmiando i civili. Dal momento che è una guerra civile, in cui i civili svolgono il ruolo passivo/attivo di obiettivi sin dal 1948.4) <>3)Israele è uno stato laico, se non lo sai sei un ignorante. Gli omosessuali possono sposarsi (non pacsarsi o simili possono contrarre matrimonio), possono adottare, possono avere figli in provetta.<>Siamo tutti un po’ ignoranti. Israele riconosce il matrimonio tra omosessuali avvenuto in un altro Paese, ma non consente ancora il matrimonio gay. Devo dire che anche se lo consentisse non mi farebbe molta differenza, perché per me la laicità non si esaurisce nella possibilità di sposare una persona del mio sesso, adottare bambini o farli in provetta. Israele è uno Stato fondato su criteri etnico-religiosi, in cui movimenti di tipo religioso hanno sempre più visibilità, partecipano alle elezioni, condizionano le maggioranze e hanno ruoli di governo.Continua…

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  10. <>5)Bisogna essere folli per credere che Hamas sia disposta a non sterminare gli ebrei se davvero lo credi sei un pazzo fanatico<>. E se fossi semplicemente uno che si è letto un po’ di documenti e di dichiarazioni e ha deciso di prenderle per buone? Cioè, al massimo posso essere un ingenuo che crede alle cose che Hamas scrive sullo Statuto e afferma nelle interviste… ma perché proprio un pazzo fanatico? Sto forse incitando allo sterminio qualcuno? No, ho solo notato che il genocidio degli israeliani non è nella piattaforma di Hamas, a differenza di quello che in questi giorni hanno scritto in molti. <>5) Israele non vuole sterminare i palestinesi<>Non ho parlato di sterminio, ma di strage. Un rapporto di 100 vittime a 1 credo si possa chiamare strage.<>vuole che i kassam cessino di cadere su ashkelon, se i Francesi bombardassero Aosta, cosa vorresti che facesse il nostro governo ?<>Quesito interessante. Per la prima cosa, mi chiederei se nel passato non abbiamo proprio fatto nulla per provocare la Francia. Poi, se la nostra coscienza fosse pulita, evacuerei immediatamente Aosta, farei appello alla comunità internazionale, e sarei perfino disposto a indire un referendum presso la popolazione: qualora gli aostani decidessero per l’annessione ai francesi, proporrei uno scambio con Nizza o la Corsica (anche lì dopo un referendum).Fine della fantapolitica. I francesi non bombardano Aosta perché negli ultimi 60 anni noi siamo stati in pace con loro e non abbiamo rubato né terra, né acqua, né demolito ulivi, né case.<>6)Il problema non è che hamas è uno stato islamico, il problema è che bombarda israele, <>Mi rendo conto che sia il vero problema, alla base di tutti i problemi. A un ritmo di due vittime alla settimana, Hamas potrebbe veramente sterminare lo Stato di Israele, in circa 7000 anni.Scherzi a parte, molti osservatori internazionali ritengono improbabile che Israele riesca a eliminare i tiri dei Qassam con questa operazione. Io spero che si sbaglino, ma preferisco giudicare le azioni dalle conseguenze che dalle intenzioni. <>7)Israele non è stato creato a spese dei Palestinesi, la risoluzione Onu del 48 creava due stati separati e sovrani. Sono stati gli stati Arabi della regione che hanno dichiarato guerra ad Israele facendo carta straccia della risoluzione dell’Onu e hanno perso<>Va bene, evidentemente sei convinto che non conosco la Storia e me la vuoi rispiegare da capo. Ti ringrazio per lo sforzo, ma è chiaro che se decido di scrivere su queste cose almeno l’abc lo conosco. Mi limito a farti presente che la tua ricostruzione di quanto è successo nel 48 non è condivisa più nemmeno dalla storiografia israeliana.<>8) Si una cosa giusta l’hai detta il conflitto israelo palestinese è qualcosa di complesso difficile tu sei riuscito a semplificare tutto a renderlo un film di walt disney con gli israeliani nel ruolo dei cattivi.<>Tutto puoi dire tranne che questo sia un post “semplificante”. Mi è costato molto tempo ed energia scriverlo, e mentre lo scrivevo ho dovuto modificare tutta una serie di cose che davo per assodate e non lo erano. Dove ci sono zone di ambiguità mi sembra di aver riconosciuto che ci sono zone di ambiguità; non era mia intenzione parteggiare per Hamas, ma spiegarmi cos’è, cosa vuole, perché è stata lasciata libera di prendere Gaza e perché adesso la spazzeranno via.

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  11. Credo che l’intervento esagitato di Carlo sia l’esempio migliore di quanto il conflitto arabo-israeliano (al contrario di ciò che sostiene wile coyote) sia davvero una guerra civile. Una guerra che si combatte sul campo ma anche dentro gli animi e nelle coscienze di tutta l’umanità. Ci saranno 1 miliardo (più o meno) di mussulmani che vorrebbero Israele cancellata dalla faccia della terra. Altre centinaia di milioni di occidentali che vedono Israele come l’avamposto della democrazia e della civiltà in un mondo arabo in balìa di dittatori, satrapi e mullah.Tutto sto casino è nato quando si è avuto la bella idea di fondare uno stato occidentale nel bel mezzo di un medio oriente che cominciava allora a liberarsi dai vari colonialismi europei. Stare qui a rinfacciarsi per la milionesima volta ragioni e torti è assurdo ma l’odio fra le due fazioni è tale che non consente MAI un discorso pacifico e ragionevole: basta che uno intraveda che non stai dalla sua parte e subito ricorre al consueto armamentario: risoluzioni dell’ONU, violazioni della tregua,genocidi reciproci, invettive ecc.ecc.Anch’io ho trovato discutibili alcune opinioni di Leonardo su Hamas, ma appunto “discutibili”, non ragioni di mettergli un cappio al collo. Purtroppo su questa faccenda son tanti, da una parte e dal’altra, che hanno il cappio pronto,e se siamo pronti a scannarci qui su un blog figurarsi cosa deve essere laggiù.Nautilus

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  12. Onestamente, io capisco gli esagitati “locali”; magari tuo nonno era ad Auschwitz, tua sorella e’ stata ferita in un attentato suicida in discoteca, la casa di tuo zio e’ stata tirata giu’ dai carri armati, o tuo padre e’ saltato su una mina… Sarei poco lucido anch’io, devo ammettere. In particolare se mi forzassero a fare due-tre anni di leva militare, o rimanessi senza lavoro per decenni, incazzarsi diventerebbe facile. Immagino che mi sfuggirebbero molti punti in un discorso su un soggetto cosi’ complesso come una guerra civile lunga 60 anni.Ma starsene al calduccio a migliaia di chilometri di distanza, pantofolato nel mio ufficetto ikea open-plan sorseggiando una soda, e riuscire comunque ad esprimere la foga integralista di un Carlo… beh, e’ un’impresa. Che sia un membro della 48esima Fanteria di Rete “Cagarella”, di stanza a Neoconlandia di Sotto? Mi dicono seguano i precetti dell 101st Fighting Keyboardist “Chickenhawks”, che riscosse grosso successo negli USA quando c’era da supportare l’intervento in Iraq. Truppe cammellate di prima scelta, con tastiera a prova di bomba e PowerMouse ™ al titanio, ideologicamente selezionate per fedelta’ a inutili principi astratti. Pronte a morire per la causa, basta che sia solo nei videogiochi.(Carlo, se sei cosi’ convinto, perche’ non sei a Gaza su un carro armato? Come dici tu, le iscrizioni sono aperte a tutti, senza distinzione di razza o religione.)

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  13. Leonardo permettimi alcune note riguardo la tua risposta al commento di Carlo.Tu nel post dici che non c’era nessuna intenzione di rispettare la tregua da parte di Israele perche’ i piani per il bombardamento/invasione erano pronti da sei mesi.Io non vedo nessuna logica nel connettere queste due cose, come dice Carlo il lavoro dei militari e’ preparare piani di difesa e attacco ed essere pronti nel momento in cui saranno chiamati a mettere in atto questi piani; la decisione finale per fortuna non e’ loro.Il fatto che non abbiamo visto dei piani statunitensi per il bombardamento dell’Iran o del Venezuela o di altri paesi considerati ‘pericolosi’ non vuol dire che non esistono, lo sai benissimo pure tu. Io non mi meraviglierei se Israele avesse dei piani per bombardare l’Iran ad esempio, nel caso in cui certe condizioni si verifichino; ma questo di sicuro non dimostra niente. Ti pare fattibile che uno stato con un esercito moderno non abbia dei piani per proteggersi o attaccare dei ‘nemici’? Neanche i Romani 2000 anni fa ‘andavano alla garibaldina’, come dici tu.Al punto sei tu dici che molti osservatori internazionali dicono che Israele non potra’ eliminare il lancio di razzi Qassam. Io credo che il Mossad abbia fonti migliori dei ‘molti osservatori internazionali’ e piu’ accurate saranno le sue informazioni riguardo dove si trovano i Qassam, piu’ sara’ facile che i lanci di razzi finiscano. Chiaramente gli osservatori internazionali, dal loro ufficio, ritengono di avere migliore conoscenza di chi e’ sul campo. In fondo sei un osservatore anche tu, no?

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  14. Leo, tanto tempo ed energia potevi usarli per scopi piu’ proficui, visti i risultati.Questo anche per rispondere a chi considera una caduta di stile la citazione-porcata finale: nulla di quel che scrivi e’ casuale, tutto e’ studiato per produrre un effetto, in questo caso sintetizzato nell’equazione “sostenitori di Israele = nazisti”.Uao, che complessita’, quale profondita’ d’analisi. Un sedicenne fumato ne saprebbe graffitare di migliori.Quanto al merito del post, anche volendo considerare i coloni degli obiettivi militari ti sfugge un fatto banale-banale: Sderot, Ashkelon e tutti i posti raggiunti dai missili palestinesi sono _dentro_ i confini del ’67. Il che e’ perfettamente in linea con il tuo considerare Okkupanti gli israeliani tout court, gia’ dai tempi di Parazzi:http://leonardo.blogspot.com/2004/07/la-questione-dei-parazzi-quel-mattino.htmlPer te (come per i palestinesi) il peccato originale fu commesso nel ’48 e mai espiato, visto che Israele continua ad esistere. Infatti, nei commenti di Malvino proponevi come Soluzione la fine del sostegno americano (ma non quello arabo o iraniano ad Hamas, ovviamente). Capisco che ti roda, ma vedi, it is _not_ going to happen: qualsiasi politico americano presentabile e decente, di destra come di sinistra, ha chiaro quello che e’ ovvio a qualsiasi americano decente che dovra’ votarlo, ovvero che Israele ha diritto di esistere e va sostenuto, specie quando di fronte ha dei trogloditi razzisti. Farai prima tu a roderti fino a consumarti.Un’altra perla, tra le piu’ esilaranti del post. Tiri fuori il “fardello dell’uomo bianco” e _nella riga successiva_ ti metti il casco di sughero e fai pat-pat, quei poveri selvaggi ignoranti: vabbe’, si’, li hanno fatti votare, ma non per questo li dobbiamo considerare cittadini responsabili; non basta mica una matita copiativa, per fare di un troglodita una persona civile.LOL. Ti credi tanto complesso, riflessivo e sofisticato, quando per ‘decostruirti’ si fa meno fatica che con un trenino del lego messo assieme da un bambino cerebroleso (senza offesa per i bambini cerebrolesi, che almeno non pretendono di spiegarti il mondo).The Blogger

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  15. Io ci rinuncio… hai già deciso hai già giudicato…hai già condannato. Per te Israele è un luogo di mostri senza cuore, sia pure… Per me è il lungo mare di Tel Aviv dove ho baciato Shana, il prato in Galilea dove sono andato a campeggiare con Idhan.Potrei raccontarti di decenni di lotte della sinistra israeliana(che comprende a mia umile stimapiù della metà della popolazione ebraica d’Israele) per fermare gli insediamenti e della rabbia che senti quando ti rendi conto che puoi radunare centomila persone in Piazza David e sapere che non servirà perché se anche spingi il governo a demolire un’insediamento tra un mese i coloni lo ricostruiranno. Potrei raccontarti di come negli anni 70 le colombe del governo Israeliano (Aban, Shapiro, Allon) cercarono di creare una forma di autogoverno in Palestina che nei loro progetti doveva condurre ad uno stato palestinese indipendente e di come l’Olp e la Giordania fecero fallire il progetto (la prima perché voleva distruggere Israele non avere uno stato Palestinese la seconda perché voleva riannettere la West Bank non trovarsi con uno stato palestinese a fianco). Potrei dirti della disperazione che senti quando ti rendi conto che non c’è nessuno dall’altra parte con cui fare la pace perché gli altri vogliono distruggerci (non non tutti gli altri, mi correggo una minoranza violenta e fanatica degli altri che tiene in ostaggio la maggioranza silenziosa che non chiede che pace).Potrei parlarti di Gila che piange sempre quando muore un bambino non ha importanza se Palestinese o Israeliano perché una mamma piange sempre quando muore un bambino. Di Avila che fa volontariato per gli handicappati Israeliani e Palestinesi perché sono sempre gli ultimi in ogni nazione comunità e società. Di Doron che non sa quanti anni ha perché è stato portato in Israele che era quasi un neonato poco dopo la seconda guerra mondiale e che immagina che i suoi siano morti in qualche campo di sterminio che ha combattuto tutte le guerre e che va sempre a mangiare dal ristorante di Zakaria perché: “noi Israeliani non impareremo mai a fare un Kefta decente”(parole sue). Potrei raccontarti di Layla che è araboisraeliana ed è impazzita di paura quando un kassam è esploso a dieci metri dalla scuola elementare dove studia suo figlio e ora è come svuotata . Di tutte quelle persone meravigliose che ho incontrato amato con cui mi sono ubriacato con cui ho scopato letto poesie andato ai concerti.Di come la maggior parte degli Israeliani sarebbe più che felice di abbandonare le colonie se in cambio avesse finalmente un po’ di pace. Ma sarebbe inutile… hai già deciso… hai già giudicato hai già condannato… Sono diversi anni che seguo il tuo blog, a dire la verità mi ricordo che nel periodo in cui facevi quella specie di diario dal futuro dopo una canna particolarmente pesante a Eilat (l’avevamo comprata dai beduini, brave persone) avevo passato due ore a parlarne davanti ad un fuoco parlando del tuo blog come il modello, il futuro della letteratura nell’era d internet. Hanno riso, l’idea gli era piaciuta spero non ti dispiaccia. Mi piaceva il tuo modo di guardare le cose mi sembrava sempre riflessivo pronto a comprendere che la realtà non è mai bianca o nera ma sempre sfumata sempre diversa da come la si vuole descrivere. Siccome sono parecchio impulsivo di carattere ti prendevo un po’ a modello… Fino a ieri avrei voluto essere come il tuo blog, pacato, attento ai congiuntivi,magari un po’ cavilloso un po’ per polemica un po per amor di verità.Mi era piaciuto il tuo post all’epoca della fiera del libro lo avevo trovato spiritoso, equilibrato… Adesso leggo i tuoi post pieni di odio e mi fa male …mi sembra di aver perso un amico… Come credi, come vuoi …Mio popolo non è tuo popolomio Dio non tuo Dio il mio andare non è il tuo andare e il mio stare non è il tuo staremia morte non è tua mortenon sarà là la tua sepolturaCarlo

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  16. ma allora carlo, fammi capire: tu sei tanto triste perchè zakaria e shapiro e shana e tutta la bella compagnia stanno massacrando bambini a gaza e tagliando arti di netto con le DIME, però trovi giusto che lo facciano. è così?non so se mi fai più schifo o più pena.

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  17. Se la Francia bombardasse Aosta io vorrei che il mio governo bombardasse la Francia.Perché sono un sempliciotto.

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  18. Carlo, se “la maggior parte degli Israeliani sarebbe più che felice di abbandonare le colonie se in cambio avesse finalmente un po’ di pace”, e Israele e’ questo angolo di democrazia piu’ democratica anche degli europei, perche’ continuano a vincere Likud e Sharon, e persino un mafioso come Nethanyahu? Ogni paese “democratico” ha il governo che si merita, dopotutto. Se c’e’ qualcuno che vede in bianco e nero, direi che non e’ solo Leonardo.E ribadisco, se per te questo intervento e’, diciamo, triste ma necessario, perche’ non ci sei anche tu sui carri?

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  19. * Sì, tic, decisamente lo sei. Da molti anni la diplomazia europea ha smesso di funzionare col principio dell’occhio per occhio dente per dente. * Carlo, io non è che giudichi o condanni. Non sono io che in questo momento giudica la vita o la morte di israeliani o palestinesi. Tu hai amici israeliani, io ne ho di palestinesi, ma se tu hai letto nei miei pezzi che “Israele è un luogo di mostri senza cuore” hai letto male. Sarà anche colpa mia che non riesco a spiegarmi. (E così mi sono giocato l’unico lettore che ha tirato dritto per tutto 2025, andiam bene).<>Potrei raccontarti di come negli anni 70 le colombe del governo Israeliano (Aban, Shapiro, Allon) cercarono di creare una forma di autogoverno in Palestina che nei loro progetti doveva condurre ad uno stato palestinese<>Guarda, dopo anni che studio queste cose mi sono fatto un’idea: guardare troppo al passato diventa controproducente. E’ la stessa conclusione a cui sono arrivati saggi arabi ed ebrei. Errori enormi sono stati commessi da entrambe le parti; ma non era ogni quarant’anni che secondo la Bibbia si dovevano abbuonare i debiti? Il problema non è più negli anni ’70, il problema è adesso.* Antonio, quello che mi premeva dire è che i tiri di Qassam in dicembre non sono stati una Pearl Harbour, un casus belli su una nazione totalmente impreparata. La tregua era ufficialmente finita e nessuna delle due parti era intenzionata a prolungarla. Israele non l’aveva rispettata in modo molto rigoroso, e per tutto il tempo aveva continuato a ostacolare l’economia e la pesca dei palestinesi nella Striscia. Un’offensiva israeliana era prevedibile, ed era prevedibile che avvenisse prima dell’insediamento di Obama, che per quanto filoisraeliano è pur sempre un’incognita in più.Può anche darsi che Mossad, Tsahel e Shin Bet abbiano pianificato l’operazione alla perfezione… però il mito della loro infallibilità andrebbe un po’ rivisto, soprattutto dopo il Libano ’06. * The blogger, detentore del nick più sciocco del mondo, per me la “banalità del male” è un concetto importante. Grosso modo posso spiegarlo così: molta gente compie il male senza esserne consapevole. I blog italiani che dal loro comodo salotto fanno apologie di strage un tanto al chilo mi sembrano molto banali nella loro produzione di male. E’ vero che la definizione è stata coniata da Hannah Arendt mentre studiava il processo a un nazista, ma non è il nazismo in questione, qui. In questione è la prontezza con cui molte persone di piegano alla ragione del più forte e la contrabbandano per buonsenso.(Tutto questo peraltro lo sto scrivendo a “TheBlogger” una povera persona che da anni mi accusa di nazismo, filoterrorismo, ecc.; io però non ho nemmeno il diritto di citare la Arendt, si vede che c’ha il copyright).<>Quanto al merito del post, anche volendo considerare i coloni degli obiettivi militari ti sfugge un fatto banale-banale: Sderot, Ashkelon e tutti i posti raggiunti dai missili palestinesi sono _dentro_ i confini del ’67.<>Non mi sfugge affatto, sei tu che leggi in fretta e male, come al solito: attualmente Hamas sta facendo la guerra per “cancellare Israele dalle carte” e instaurare al suo posto uno Stato Islamico; è quello che ho scritto nel post. Però ci sono stati esponenti di Hamas che hanno proposto una “tregua a lungo termine” sui confini del ’67. E Israele non li ha ascoltati. <>Infatti, nei commenti di Malvino proponevi come Soluzione la fine del sostegno americano (ma non quello arabo o iraniano ad Hamas, ovviamente). Capisco che ti roda, ma vedi, it is _not_ going to happen<>Grazie per l’avermi ricordato un principio cardine della politica estera americana, ma sei proprio sicuro che io non lo sappia già perfettamente? Ma so anche che Israele si può permettere di non scendere a patti con nessuna controparte solo finché gli USA manterranno il loro appoggio acritico.<>Capisco che ti roda…<><>Farai prima tu a roderti fino a consumarti.<><>Ti credi tanto complesso, riflessivo e sofisticato, quando per ‘decostruirti’ si fa meno fatica che con un trenino del lego messo assieme da un bambino cerebroleso<>Ora, credeteci o no, ma a TheBlogger non ho fregato la ragazza. In effetti non ho mai capito perché abbia deciso di trasformare la questione israelo-palestinese in un affare personale tra me e lui. Più di banalità, in questo caso bisognerebbe parlare di morbosità del male. In seguito, se continuerà a metterla sul personale e usare argomenti pretestuosi, lo cancellerò, perché è molto fastidioso e nuoce persino alla sua causa; nel frattempo, notate come rifiuta di concepire un concetto di elementare buon senso: a Gaza i palestinesi vivono in una situazione di emergenza che impedisce loro di esprimere giudizi equilibrati.

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  20. Innanzitutto, grazie a Leonardo.<>Un bel giro d’orizzonte ci voleva proprio: tutta la pappardella insieme e in maniera ragionevolmente precisa ed equilibrata.<>Mentre tutti o quasi fanno a gara per intorbidare le acque con ragionamenti fumosi ed esposizioni dei fatti quantomeno opinabili.<>Perché <>faida<> fa schifo a tutti o quasi?Mentre <>guerra<>, a taluni, sembra una cosa tanto nobile? benché spesso sia esattamente la stessa cosa solo su scala più ampia.<>Non mi pare neppure che abbia dipinto l’orco cattivo israeliano e i poveri palestinesi vittime innocenti.<>Orchi e povere vittime sono da una parte e dell’altra e talvolta, probabilmente, anche nella stessa persona.<>Considerare la tragedia israelo-palestinese sotto la lente delle grette polemiche italiote è una cosa improduttiva e indegna.<>A Carlo (5 gennaio 2009 22.41), che descrive il suo personale punto di vista sulla situazione, dico che si potrebbe fare l’opposto dalla parte avversa: questo ci porta da qualche parte o ci lascia nell’impasse attuale?

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  21. Il problema ‘stavolta è troppo serio per mettersi a litigare su chi ha ragione e chi torto.Avrei da eccepire forse un miliardo di cose su quello che leggo qui sopra, ma finirei anch’io off-topic (mi sono impegnato a fornire < HREF="http://atlantropa.blogspot.com/2009/01/spremuta-israelo-palestinese-fino-al-50.html" REL="nofollow">qui<> la mia versione dei fatti sulla nascita di Israele e della questione israelo-palestinese).Quello che più mi preme sottolineare è che Hamas è un movimento enorme.Enorme. Nel corso degli anni Hamas ha curato malati, istruito bambini, dato ricovero, impiego, assistenza alla popolazione civile; ha rappresentato agli occhi dei palestinesi un’alternativa fattiva alle farneticazioni ed alla corruzione dell’OLP; ha avuto un ruolo importante fin dalla prima intifada. Probabilmente, nel momento in cui si è costituito anche come movimento politico, la sua vittoria era solo questione di tempo.Bollarlo come un monoblocco di terrorismo è una semplificazione inaccettabile; e, come mi sembra dica anche Leonardo, raccontarlo come una semplice marionetta dell’Iran è indice (più che di ignoranza) di malafede.

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  22. Leo, a prescindere dai copyright (notare, visto che a quanto pare in questo thread vanno di moda gli ‘asides’ rivolti al pubblico, che costui e’ colui che mi diede del ‘nazistoide’ perche’ avevo tacciato di ‘arte degenerata’ l’installazione di non so piu’ qual sedicente artista che spiegava al mondo la ‘complessita’ della questione palestinese angelicando le donne kamikaze) l’espressione non la usi cosi’, perche’ ti piace, ma allo stesso scopo di Vauro che scrive ‘Se questa e’ una donna’ sotto a una vignetta della Livni che riproduce fedelmente lo stereotipo nazista (su cui pero’ neanche loro avevano il copyright) dell’ebreo macellaio di carne umana. Notare che sempre Leo e’ colui che se uno faceva una vignetta di un arabo con la barba ispida lo tacciava di ‘antisemitismo’ (su cui il copyright c’e’, nel senso che significa ‘avversione al popolo ebraico’ e nient’altro: anche questo e’ anni che glielo spiegano, ma invano).Poi, siccome conosco i miei polli, contavo i secondi che ci avresti messo ad accusarmi di averla ‘messa sul personale’ per aver spiegato il manicheismo delle tue posizioni, appena sotto la crosticina di ‘complessita” autoattribuitati dando di sempliciotti banalmente malvagi a chi non le condivide. Per non tediare i lettori, non risaliro’ a chi ha cominciato ma linkero’ semplicemente l’ultima puntata:http://piste.blogspot.com/2008/12/he-thinks-its-not-koscher-fundamentall.html#commentsCome al solito, Leo rovescia i rapporti di causa ed effetto, aggressore ed aggredito, etc, tutto pur di dar le colpe alla parte avversa, nel personale come nel politico:“notate come rifiuta di concepire un concetto di elementare buon senso: a Gaza i palestinesi vivono in una situazione di emergenza che impedisce loro di esprimere giudizi equilibrati”.A parte che la situazione d’emergenza, tra guerre, attentati e missili, la vivono anche gli israeliani, notare che costui legittimava le argomentazioni dei kamikaze secondo cui i civili israeliani erano caccia libera perche’ loro il loro governo l’avevano votato ed erano responsabili delle sue politiche. I Poveri Selvaggi di Gaza, condannati allo stato di minorita’ perpetuo, invece no.The Blogger

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  23. – A me sembra di avere riconosciuto centinaia di volte che anche gli israeliani vivono in una situazione difficile che spesso impedisce loro di fare scelte razionali. Anche se la condizione dei palestinesi a Gaza è molto più grave. Qui non ne ho parlato perché il pezzo era su Hamas; forse in seguito ne farò uno su Israele e cercherò di descrivere il modo in cui la “guerra infinita” ha condizionato la loro democrazia. Ma insomma, di solito si usa l’argomento “democrazia” per riconoscere agli israeliani il diritto di bombardare e ai palestinesi il diritto di prenderle; il discorso si può benissimo capovolgere. Non dico che una volta capovolto abbia più senso, ma capovolgendolo si dimostra che è arbitrario e assurdo in entrambi i sensi. – L’espressione “banalità del male” la uso perché descrive con precisione un atteggiamento diffuso, che è quello di prendere le difese del più forte e di assumere la sua versione per la verità. Questa è la seconda volta che lo spiego; non credo che lo farò una terza.– Se tu usi un’espressione di chiara matrice nazista (“arte degenerata”), non te la puoi prendere se qualcuno la considera “nazistoide”, perché “nazistoide” significa appunto “scimmiottata dal nazismo”. Vuoi che nessuno ti dia del nazistoide? Smetti di usare espressioni di matrice nazista, cerca di non farti notare quando ti esalti per vignette che identificano gli arabi con gli stessi stilemi dell’antisemitismo storico (barba riccia, nasone, atteggiamento cospiratorio, ecc.). Nota che mentre tu citi, in tutta serietà, i critici nazisti, io cito la Arendt. Sei proprio sicuro che abbia un senso mettere le due cose sullo stesso piano?– Questo post parla di un problema di oggi: la guerra tra Israele e Hamas. Riesci a commentarlo senza rivangare vecchie o vecchissime discussioni che ricordi solo tu? Perché l’impressione che tu debba soltanto levarti dei sassolini dalla scarpa è molto forte.

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  24. Grazie per questo post e per la discussione che ne è scaturita.Credo ci siano un altro paio di elementi che forse non sono stati messi a fuoco.a) il ruolo dei paesi arabi cosiddetti “moderati” (almeno in questa fase), a partire dall’Egitto. Di fatto alle loro leadership sta bene che Israele dia una botta ad Hamas (e attraverso Hamas all’Iran). Si augurano solo che questa operazione finisca il più in fretta possibile, perchè di giorno in giorno cresce lo scontento delle loro popolazioni che si sentono emotivamente coinvolte nel conflitto (anche se poi non è che i palestinesi – mi riferisco ai profughi – se la passino particolarmente bene nei paesi “fratelli”. Sbaglierò, ma mi pare che sia sempre stato più facile offire ai palestinesi un missile piuttosto che una casa, un lavoro, una scuola).b) c’è dunque un fattore tempo di cui tenere conto. Se la guerra dura poco sarà un successo: – sul piano interno del governo israeliano, e questo alla vigilia delle elezioni si terranno a febbraio, dunque escluderei che si andrà avanti per settimane);– sul piano esterno di Israele tutto, nei confronti in primo luogo degli altri paesi dell’area e degli Stati Uniti(in quanto alle critiche dell’Europa si sa che poi svaniscono come neve al sole). Né uscirà di nuovo un’immagine di Isralele grande potenza militare in grado di badare a se stessa, incrinata notevolmente dalla guerra del Libano.c) questo ha qualcosa a che fare con la risoluzione dell’annoso conflitto ebrei-palestinesi, e con l’altro grande problema di Israele stato laico sì, ma comunque “ebraico”? No. Perchè a guerra finita Gaza continuerà a rimanere lì, e al suo interno l’odio verso Israele sarà solo cresciuto in maniera esponenziale. In quanto alla Cisgiordania, Muro e colonie rimangono dove sono. Infine, anche la cosiddetta “bomba demografica” che ormai tutti gli israeliani ebrei paventano, quella che dovrebbe portare in qualche decina d’anni la popolazione palestinese a superare numericamente quella ebraica, rimane tale.Conclusione: questa guerra è una guerra pre-elettorale e pre-inizio presidenza Obama. Si pone obiettivi di breve periodo e non è in alcun modo risolutiva. I missili Kassam sono purtoppo solo un pretesto – reale, beninteso – offerto a Gerusalemme dalla stupidità di Hamas (e dal cinismo dell’Iran).Quando la polvere si poserà i problemi torneranno ad essere quelli di sempre.Postilla: l’Italia può fare qualcosa? Beh, intanto c’è la cooperazione internazionale che sempre fa qualcosa. Non miracoli, certo. Ma può rendere la vita di molte persone meno insopportabile, e non è poco. Poi c’è l’invio di militari con funzioni di polizia (meglio, di dissuasione) sul confine Gaza-Israele (e Gaza-Egitto, magari). Chiaro che presuppone un accordo fra le parti, ma in Libano a mio giudizio i militari stanno facendo il loro lavoro, quindi, non vedo perché no.

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  25. Leo, ‘banalita’ del male’ vuol dire un’altra cosa da ‘prendere le parti del piu’ forte’; vuol dire fare il male cosi’, con la stessa tranquillita’, metodicita’ e diligenza con cui si svolge un lavoro d’ufficio. Come Eichmann, appunto, che si difendeva dicendo che lui era solo un organizzatore logistico.E tu usi contro Israele le stesse formule elaborate (spesso dagli stessi ebrei) per descrivere e condannare il nazismo (come Vauro con ‘se questa e’ una donna’, appunto). Ribadisco, tra te e il ragazzino dei centri sociali che disegna svastiche e stelle di David, la differenza e’ solo qualche congiuntivo in piu’.Nel merito, non sto dicendo che non lo sai che i missili di Hamas non cadono sui coloni. Lo sai benissimo, ma fai il gioco delle tre carte. Siore e siori, dove stanno le ragioni di Hamas? Dice: Hamas prende di mira i civili pero’ _opla’_ diceva di essere pronta a non farlo piu’. Ma forse non diceva sul serio, quindi il sassolino non stava sotto la prima carta. Pero’ _opla’_ i coloni vi sembrano forse civili? Stanno sui territori occupati e in piu’ – guardate bene – girano armati.(Un po’ di decenza imporrebbe di spiegare che anche il piu’ mite degli ebrei che s’azzardasse a stabilirsi nei Territori pur nel massimo rispetto dei residenti arabi non sopravvivrebbe cinque minuti, senza armi. Viceversa, in Israele vivono centinaia di migliaia di arabi che non hanno bisogno di uscire col fucile, per tornare a casa vivi la sera. E meno male che lo stato ‘etnico-religioso’ e’ Israele mentre invece Hamas stabilirebbe una specie di Svizzera multicultietnica: questa mi sa che neppure il bambino cerebroleso di cui sopra se la beve. Tanto che nei Territori, se per sbaglio ci finisce qualche ebreo non armato, finisce sbudellato e i pezzi gettati alla folla festante dal balcone di una stazione di polizia. Tanto per chiarire la differenza tra trogloditi e persone civili: anche prima di Ginevra, anche tra le tribu’ cannibali, la responsabilita’ dei prigionieri e di quel che gli succede e’ di chi li ha catturati.)Rimane la terza carta, che tu ti ‘dimentichi’ di scoprire: _opla’_ i civili israeliani presi di mira dai missili non sono coloni, a Gaza non ci sono piu’ coloni, da anni, non c’e’ neppure niente che puzzi vagamente d’ebreo, serre e sinagoghe comprese.E se te lo fanno notare, dici: embe’, che non lo sapevo?Ah, le questioni personali le ventili tu. Confermo che non mi hai rubato la ragazza: io discuto le tue affermazioni e basta, chi ti scopi o chi ti s’incula mi e’ indifferente.The Blogger

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  26. Allora, vediamo…Esiste una destra estremista e guerrafondaia in Israele? Sì.E’ stata votata? Sì.Ha torto? Sì.Ergo Israele ha torto.Esiste una destra estremista e guerrafondaia in Palestina? Sì.E’ stata votata? Sì.Ha torto? Sì.Ergo Hamas (perchè la Palestina non esiste) ha torto.Ecco il cardine della questione. Hamas e il governo israeliano sono covi di fasci (si, miei poveri tesori, esistevano i nazisti ebrei, non penserete mica non esistano i fascisti israeliani?), solo che Israele fa bene a scovare a suon di bombe i fasci di Hamas, ma Hamas ha torto a buttare a casaccio (perchè non possono fare altrimenti) bombe sui fasci israeliani.Ecco come si semplifica, e l’equazione ha sempre questa forma:IF Israele=1 THEN Hamas=0=IF Hamas=1 THEN Israele=0Allora, io definisco entrambe le posizioni, che sono inverse, ma equivalenti, come sempliciotte.Poi leggo Leonardo, e penso: “E’ acritico verso la Palestina?”No.I detrattori sono acritici verso Israele?Sì.Ora, chi è il sempliciotto, il critico o l’acritico?

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  27. – Io non ho parlato di banalità del male riferendomi a Israele, ma ad alcuni blog italiani che fanno propaganda e disinformazione con tranquillità, metodicità e diligenza. Ed è la terza volta che te lo spiego.– “il piu’ mite degli ebrei che s’azzardasse a stabilirsi nei Territori pur nel massimo rispetto dei residenti arabi non sopravvivrebbe cinque minuti, senza armi”.Beh, questo è interessante. Siccome per quasi quarant’anni gli ebrei si sono insediati nei Territori impadronendosi proditoriamente di terra e acqua e imponendosi con la forza, oggi effettivamente il più mite degli ebrei avrebbe serie difficoltà a trovare un affitto a Gaza.– “Viceversa, in Israele vivono centinaia di migliaia di arabi che non hanno bisogno di uscire col fucile”. Ti risulta che gli arabi israeliani abbiano mai rubato terra e acqua a qualcuno? – “invece Hamas stabilirebbe una specie di Svizzera multicultietnica”. Questa l’hai detta tu. Lo vedi? Siccome vorresti criticare le cazzate che dico, ma non ne dico, te le inventi tu. Molte volte ti ho spiegato che comportarsi così non è serio, e ti qualifica come un troll, ma tu continui. Il tuo piano è chiaro: se tu fai l’imbecille, e continui a discutere con me, ci sarà qualcuno che leggendo non noterà la differenza e darà dell’imbecille anche a me: e come dargli torto? Per questo tra un po’ dovrò smettere.– “i civili israeliani presi di mira dai missili non sono coloni, a Gaza non ci sono piu’ coloni, da anni”. Hamas non fa differenza tra coloni e civili, e finché Israele non è disposta a una tregua a lungo termine lungo i confini del ’67, continua a reclamare l’intera Palestina storica. Ho mai detto il contrario? Peraltro, Hamas considera lo sgombero dei coloni da Gaza un suo successo militare. Io credo che se t’interessasse veramente la causa israeliana, non ti intestardiresti a correggere il punto di vista di qualcuno che da anni non la pensa come te – e comunque non è nemmeno molto influente. Fossi in te scriverei su un blog le ragioni di Israele, e mi sforzerei di essere il più convincente possibile. Il fatto che tu continui a venir qui a distorcere tutto quello che scrivo credo che abbia una ragione personale.

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  28. Purtroppo sono pochissimo informato in materia, e purtroppo a quasi tutti la mia idea potra’ sembrare partigiana e persino stupida.Io sono convinto che questo conflitto puo’ finire solo in due modi.Il primo e piu’ terribile, e’ quello ovvio dell’annichilimento fisico di uno dei due popoli. Sono certo che qualcuno se lo augura, ma spero che non sia cosi’.Il secondo, probabilmente utopistico, e’ quello di un paese unico, che includa ebrei, musulmani e le religioni minori (numericamente). Un Paese democratico, in cui governi una maggioranza di persone, indipendentemente dalla loro etnia o religione.L’altra alternativa, come ha suggerito il presidente iraniano (che personalmente non amo, ma che qui ha perfettamente ragione), doveva essere attuata prima. Se l’Europa non voleva un conflitto, disse qualche tempo fa Ahmenajad, Israele doveva metterlo in un’area spopolata del Canada, non in mezzo al medio Oriente.Insomma, alla fine e per farla breve. Spero in una scomparsa di questo stato (cosi’ come e’ ora, basato sull’idea di uno stato razzista, o “entità sionista” costituito sull’identità etnico-religiosa ebraica.Siamo coraggiosi, immaginiamo un mondo senza Israele.Andrea

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  29. Scusi, Prof.Leo, ma non si irriti se a noi sempliciotti deve ripetere le cose più di una volta!L’impressione è che, a forza di voler mostrare quanto sei intelligente e colto e paziente e dialettico il risultato sia che vedi gli alberi ma ti sfugge il bosco.P.S. per Theblogger: e dagli ragione almeno una volta, cosa si tranquilizza!

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  30. Uff, Leo quanto sei noioso quando dici le cose e poi non vuoi piu’ averle dette.Dal Medioriente secondo Leo:“E’ vero che Hamas vuole cancellare lo Stato di Israele? Sì, perché lo considera uno Stato costruito su base etnico-religiosa, mentre loro vorrebbero uno Stato unitario con la libertà di culto che è prescritta dal Corano. Personalmente nutro una forte avversione per Hamas, ma razionalmente non trovo la loro soluzione migliore di quella che prevede la creazione di due mini-Stati su base etnica religiosa”.Dove hai scritto ‘migliore’ presumo volessi dire ‘peggiore’ comunque il succo e’: vincesse Hamas, ci sarebbe uno stato ‘etnico-religioso’ su tutta la Palestina, ne’ piu’ ne’ meno d’Israele adesso su parte della Palestina, anzi meglio perche’ ci sarebbe la liberta’ religiosa coranica.Trattasi di emerita stronzata, giustamente seppellita a pernacchioni nella sede dove e’ risuonata per prima:http://malvino.ilcannocchiale.it/comments/2129962Ebrei nei Territori vs arabi in Israele: quindi siccome qualche ebreo si e’ preso la terra in Cisgiordania (peraltro secondo le regole stabilite da chi ha autorita’ su quella terra, visto che gli illegali spesso e volentieri li sgombrano: piu’ spesso degli immigrati illegali in Italia, direi) allora tutti gli israeliani sono caccia libera?Senza contare che ebrei in Cisgiordania c’erano gia’ da prima che nascesse Israele, da prima che i palestinesi sapessero di essere palestinesi (anzi, da prima che gli arabi sapessero di essere arabi, se e’ per quello).Vero che non mi risultano occupazioni illegali di terra da parte degli arabi d’Israele, pero’ molti di loro esultavano, quando su Israele piovevano i razzi di Hezbollah. Quindi gli israeliani avrebbero diritto di accopparne un po’, giusto per esprimere la loro disapprovazione?Infine: la “banalita’ del male” sono gli italiani come me che sostengono Israele. Ma se io sono come i nazisti gia’ soltanto perche’ sostengo, il male che sostengo con normalita’ e metodicita’ sara’ ancora piu’ malvagio di me, no?Chi commette il male e’ peggio di chi lo approva e basta.Quindi gli israeliani sono peggio dei nazisti come me.Beh, bastava saperlo.The Blogger

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  31. Considerare la tragedia israelo-palestinese sotto la lente delle grette polemiche italiote è una cosa improduttiva e indegna.<>Lo riscrivo … chissà che non entri in testa a qualcuno.<>

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  32. Signori qua ci si scanna per una cosa tanto semplice xDDDIn una guerra non è mai solo una delle parti ad avere la colpa… magari c’è chi ne ha di più e chi di meno, chi prende l’iniziativa e chi la subisce… Ma chi entra in guerra lo fa sempre con la prospettiva di uscirne vincitore e più potente…E chi ci rimette sono sempre i poveri..I gradini bassi della società..Quindi porci gli israeliani, porci i palestinesi e tutti coloro che soffiano su questo fuoco più o meno di nascosto..Buona giornata ^____^

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  33. “Il tuo piano è chiaro: se tu fai l’imbecille, e continui a discutere con me, ci sarà qualcuno che leggendo non noterà la differenza e darà dell’imbecille anche a me”.Per quanto mi riguarda, la differenza è lampante.(Di’ la verità, sei tu sotto mentite spoglie: ti sei creato una nemesi, anche a livello di struttura e modalità ragionative, per riuscire a esprimere meglio i tuoi concetti: non ricordo un altro post dove intervenissi così spesso 🙂

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  34. Marcia DEI FOLLI – LA SCHIZOFRENIA DI ISRAELE TRA LE MACERIE DELLA STRISCIAdi Uri AvneryPrima di demonizzarlo e bombardarlo a Gaza, Hamas è stato appoggiato da Tel Aviv, per contrastare l’Olp. E con i raid di oggi, lo Stato ebraico non farà altro che rafforzare il movimento islamicoAppena dopo la mezzanotte, l’emittente araba di Al Jazeera stava trasmettendo le notizie degli eventi di Gaza. Improvvisamente la telecamera ha inquadrato in alto, verso il cielo scuro. Lo schermo era nero fondo, non si riusciva a distinguere niente. Ma c’era un suono che si poteva sentire: il rumore degli aerei da guerra, uno spaventoso, terrificante boato. Era impossibile non pensare alle decine di migliaia di bambini di Gaza che stavano sentendo, nello stesso momento, quel suono, paralizzati dalla paura, in attesa delle bombe dal cielo.«Israele deve difendersi dai razzi che stanno terrorizzando le nostre città del sud», ha spiegato il portavoce israeliano. «I palestinesi devono rispondere alle uccisioni dei loro combattenti nella Striscia di Gaza», ha dichiarato il portavoce di Hamas. Per essere esatti, nessun cessate il fuoco è stato interrotto, perché nessun cessate il fuoco era mai iniziato. Il requisito principale di ogni cessate il fuoco nella Striscia di Gaza deve essere l’apertura dei passaggi. Non ci può essere vita a Gaza senza un flusso costante di rifornimenti. Ma le frontiere non sono state aperte, se non poche ore ogni tanto. Bloccare un milione e mezzo di esseri umani per via di terra, mare e aria è un atto di guerra, esattamente come il lancio delle bombe o dei razzi. Paralizza la vita nella Striscia di Gaza: elimina gran parte delle fonti che creano occupazione, porta centinaia di migliaia al limite della morte di fame, blocca il funzionamento della maggior parte degli ospedali, distrugge la distribuzione di elettricità e d’acqua. Coloro che hanno deciso di chiudere i passaggi – sotto qualsivoglia pretesto – sapevano che non ci sarebbe stato nessun reale cessate il fuoco in queste condizioni. Questo è il fatto principale. Poi ci sono state piccole provocazioni volte deliberatamente a suscitare la reazione di Hamas. Dopo diversi mesi durante i quali i razzi Qassam a malapena si sono visti, un’unità dell’esercito è stata inviata nella Striscia «per distruggere un tunnel che arrivava vicino alla recinzione della frontiera». Da un punto di vista puramente strategico, avrebbe avuto più senso tendere un’imboscata sul nostro lato della frontiera. Ma lo scopo era quello di trovare un pretesto per metter fine al cessate il fuoco, in una maniera che consentisse di addossare la colpa ai palestinesi. E così è stato, dopo diverse piccole azioni del genere, nelle quali alcuni guerriglieri di Hamas sono stati uccisi, Hamas ha risposto con un massiccio lancio di missili, ed ecco, il cessate il fuoco è giunto alla fine. Tutti hanno incolpato Hamas.Qual è lo scopo? Tzipi Livni lo ha annunciato apertamente: rovesciare il governo di Hamas a Gaza. I Qassam sono serviti solo come pretesto. Rovesciare il governo di Hamas? Suona quasi come un capitolo estratto dalla «Marcia dei folli». Dopo tutto non è un segreto che fu il governo israeliano a supportare Hamas, all’inizio. Una volta interoggai su questo l’allora capo dello Shin-Bet, Yakakov Peri, che rispose enigmaticamente: «Non lo abbiamo creato noi, ma non abbiamo impedito la sua creazione.»Per anni le autorità d’occupazione promossero il movimento islamico nei territori occupati. Ogni altra iniziativa politica era rigorosamente soppressa, ma lo loro attività nelle moschee era permessa. Il calcolo era semplice, e ingenuo: al tempo l’Olp era considerato il nemico principale, Yasser Arafat il satana. Il movimento islamico predicava contro l’Olp e Arafat ed era perciò visto come un alleato.Abu Mazen, un «pollo spennato»Con l’esplodere della prima intifada nel 1987, il movimento islamico si rinominò ufficialmente Hamas (l’acronimo arabo di «movimento islamico di resistenza») e si unì alla lotta. Anche allora lo Shin-bet non mosse un dito contro di loro per quasi un anno, mentre i membri del Fatah erano imprigionati o uccisi in gran numero. Solo dopo un anno lo sceicco Ahmed Yassin e i suoi colleghi furono arrestati. Da allora la ruota ha girato. Hamas è il satana odierno, e l’Olp è considerato da molti in Israele quasi una branca del movimento sionista. La conclusione logica per un governo di Israele interessato alla pace sarebbe stata quella di fare ampie concessioni alla leadership di Fatah: la fine dell’occupazione, la firma di un trattato di pace, la fondazione dello stato di Palestina, il ritiro entro i confini del 1967, una soluzione ragionevole al problema dei rifugiati, il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi. Questo avrebbe sicuramente arrestato l’ascesa di Hamas.(continua)

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  35. Marcia DEI FOLLI – LA SCHIZOFRENIA DI ISRAELE TRA LE MACERIE DELLA STRISCIAdi Uri Avnery(segue)Ma la logica ha una scarsa influenza sulla politica. Niente del genere è accaduto. Al contrario, dopo l'uccisione di Arafat, Abu Mazen, che ha preso il suo posto, è stato definito da Ariel Sharon un «pollo spennato». Ad Abu Mazen non è stato concesso il minimo margine di operatività politica. I negoziati, sotto gli auspici americani, sono diventati una barzelletta. Il più autentico leader di Fatah, Marwan Barghouti, è stato mandato in carcere a vita. Al posto di un massiccio rilascio di prigionieri, ci sono stati «segnali» meschini e offensivi.Abu Mazen è stato umiliato sistematicamente, Fatah ha assunto l'aspetto di una conchiglia vuota, e Hamas ha ottenuto una risonante vittoria alle elezioni palestinesi – le elezioni più democratiche mai tenute nel mondo arabo. Israele ha boicottato il governo eletto. Nella successiva battaglia interna, Hamas ha assunto il controllo della Striscia di Gaza. E ora, dopo tutto ciò, il governo di Israele ha deciso di «rovesciare il governo di Hamas a Gaza».Il nome ufficiale dell'azione bellica è «piombo fuso», due parole tratte da una canzone infantile su un giocattolo di Hanukkah. Sarebbe stato più appropriato chiamarla «guerra delle elezioni». Anche nel passato le azioni militari sono state intraprese durante campagne elettorali. Menachen Begin bombardò il reattore nucleare iracheno durante la campagna del 1981. Quando Shimon Peres affermò che si trattava di una trovata elettorale, Begin alzò la voce al comizio seguente: «Ebrei, davvero credete che io potrei mandare i nostri figli coraggiosi alla morte, o, peggio ancora, ad esser fatti prigionieri da degli animali, solo per vincere le elezioni?». Begin vinse.Ma Peres non è Begin. Quando, durante la campagna del 1996, ordinò l'invasione del Libano, tutti erano convinti che si trattasse di una trovata elettorale. La guerra fu un fallimento, Peres perse le elezioni e Netanyahu salì al potere. Barak e Tzipi Livni stanno ora ricorrendo allo stesso vecchio trucco. Secondo i sondaggi, la prevista vittoria di Barak gli ha fatto guadagnare 5 seggi della Knesset. Circa 80 morti palestinesi per ogni seggio. Ma è difficile camminare sui cadaveri. Il successo potrebbe evaporare in un istante, se la guerra cominciasse a essere considerata un fallimento dall'opinione pubblica israeliana. Per esempio, se i missili continuano a colpire Beersheba, o se l'attacco di terra porta a un pesante numero di vittime tra gli israeliani.Un esperimento scientificoIl momento è stato scelto con cura anche da un altro punto di vista. L'attacco è cominciato due giorni dopo Natale, quando i leader americani e europei sono in vacanza. Il calcolo: anche se qualcuno volesse provare a fermare la guerra, nessuno rinuncerebbe alle vacanze. Il che ha garantito diversi giorni senza alcuna pressione esterna. Un'altra ragione che rende il momento appropriato: sono gli ultimi giorni della permanenza di Bush alla Casa bianca. Ci si aspettava che questo idiota assetato di sangue appoggiasse entusiasticamente l'attacco, come in effetti ha fatto. Barack Obama non ha ancora iniziato il suo incarico, e ha quindi un pretesto per rimanere in silenzio: «C'è un solo presidente».Questo silenzio non fa presagire nulla di buono per il mandato di Obama. La linea fondamentale è stata: non bisogna ripetere gli errori della seconda guerra del Libano. Questo è stato ripetuto incessantemente in ogni notiziario e talk show. Ma ciò non toglie che la guerra di Gaza sia una replica pressoché identica della seconda guerra del Libano. Il concetto strategico è lo stesso: terrorizzare la popolazione civile attraverso attacchi aerei costanti, seminando morte e distruzione. I piloti non corrono alcun pericolo, in quanto i palestinesi non hanno una contraerea. Il calcolo: se tutte le infrastrutture che consentono la vita nella Striscia sono letteralmente distrutte, e si arriva quindi alla totale anarchia, la popolazione si solleverà e rovescerà il regime di Hamas. Abu Mazen rientrerà poi a Gaza al seguito dei carri armati israeliani. In Libano questo calcolo non ha funzionato. La popolazione bombardata, cristiani inclusi, si è radunata attorno a Hezbollah, e Nashrallah è diventato l'eroe del mondo arabo. Qualcosa di simile accadrà probabilmente anche questa volta. I generali sono esperti nell'usare le armi e nel muovere le truppe, non nella psicologia di massa. Qualche tempo fa scrissi che il blocco di Gaza può essere inteso come un esperimento scientifico, mirato a scoprire quanto si può affamare una popolazione prima che scoppi. Questo esperimento è stato portato avanti con il generoso aiuto dell'Europa e degli Stati uniti. Finora non è riuscito. Hamas è diventato più forte e la gettata dei Qassam più lunga. La presente guerra è una continuazione dell'esperimento con altri mezzi. Potrebbe essere che l'esercito «non abbia alternativa» se non riconquistare la Striscia, perché non c'è altro modo per fermare i Qassam, se non quello – contrario alla politica del governo – di arrivare a un accordo con Hamas. Quando partirà la missione di terra, tutto dipenderà dalla motivazione e dalla capacità dei combattenti di Hamas rispetto ai soldati israeliani. Nessuno può prevedere quanto accadrà.Giorno dopo giorno, notte dopo notte, Al Jazeera trasmette immagini atroci: brandelli di corpi mutilati, parenti in lacrime in cerca dei loro cari tra le dozzine di cadaveri, una donna che solleva la sua bambina da sotto le macerie, dottori senza mezzi che cercano di salvare le vite dei feriti. In milioni stanno vedendo queste immagini terribili, giorno dopo giorno. Queste immagini saranno impresse nella loro mente per sempre. Un'intera generazione coltiva l'odio. Questo è un prezzo terribile, che saremo costretti a pagare ancora a lungo dopo che gli altri effetti della guerra saranno stati dimenticati in Israele.Ma c'è un'altra cosa che si sta imprimendo nelle menti di questi milioni: l'immagine dei corrotti e passivi regimi arabi. Visto dagli arabi, un fatto s'impone su tutti gli altri: il muro della vergogna. Per il milione e mezzo di arabi a Gaza, che stanno soffrendo così terribilmente, l'unica apertura al mondo che non sia dominata da Israele è il confine con l'Egitto. Solo da lì può arrivare il cibo che consente la vita, da lì arrivano i medicinali che salvano i feriti. Al culmine dell'orrore questo confine resta chiuso. L'esercito egiziano ha bloccato l'unica via d'accesso per cibo e medicinali, mentre i chirurghi operano senza anestetici.Per il mondo arabo, da un capo all'altro, hanno fatto eco le parole di Hassan Nashrallah: «I leader egiziani sono complici in questo crimine, stanno collaborando con il «nemico sionista» che cerca di rompere il popolo palestinese». Si può assumere che non intendesse solo Mubarak, ma anche tutti gli altri leader, dal re saudita al presidente dell'Anp. Se si guarda alle manifestazioni in tutto il mondo arabo, se si ascoltano gli slogan, se ne deduce l'impressione che i loro leader sono visti da molti come patetici nel migliore dei casi, come meschini collaborazionisti nel peggiore.Questo avrà conseguenze storiche. Un'intera generazione di leader arabi, una generazione imbevuta dell'ideologia nazionalista secolare araba – i successori di Nasser, di Hafez al-Assad e Yasser Arafat- sarà messa fuori scena. In campo arabo, l'unica alternativa percorribile è l'ideologia del fondamentalismo islamico.Questa guerra è un presagio infelice: Israele sta perdendo l'occasione storica di fare la pace con il nazionalismo arabo secolare. Domani potrebbe essere davanti a un mondo arabo uniformemente fondamentalista, un Hamas mille volte più grande.http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=KCQY0http://it.wikipedia.org/wiki/Uri_Avnery

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  36. Si. Tu vedi gli alberi, professor Leo. Ma ti sfugge il bosco.D’altra parte, come potrebbe non essere così?Dalle tue parti non piovono mai razzi kassam.E nemmeno dalle mie. Siamo fortunati. Viva gli alberi.

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  37. a volte penso che preferirei qualche razzetto qassam al posto della pioggia continua di cazzate che ci affliggono a queste latitudini

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  38. Ah, anch’io, anch’io.Come no.

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  39. Cerchiamo di stare ai fatti.@LeonardoTerra rubata? Ma a quale evento storico ti riferisci? al piano di partizione? all’approvazione della 181? all’Agenzia Ebraica? alla guerra dei sei giorni? Detta così ha tutta l’aria di un’accusa – questa sì – molto sempliciotta.I confini del 67 non sono confini internazionalmente riconosciuti ma linee di demracazione armistiziali; la 242 (risoluzione peraltro non vincolante sul piano del diritto internazionale, perchè non relativa al capitolo VII dello statuto), nel definire (abbastanza arbitrariamente: durante l’occupazione egiziana e giordana (la Giordania peraltro annesse la West bank) l’etichetta non fu apposta) la West Bank e Gaza come territorio occupato (successivi atti hanno perfezionato questa definizione, indicando la vigenza, su quei territori, della IV convenzione di Ginevra) non implica affatto il ritiro integrale, ma parla di linee di confine sicure, e mette sullo stesso piano il ritiro e la concessione del reciproco riconoscimento. In pratica che l’assetto permanente sia quello della linea verde è solo una favola.Effettivamente è da anni che la diplomazia europea ha smesso di funzionare col principio occhio per occhio: 9 per la precisione.Su Pearl Harbor ci sarebbe da discutere.@wile e-coyoteI due popoli si combattono dagli anni 20, quando erano un branco di pezzenti.Sharon era politicamente morto fino a quando l’opinione pubblica israeliana non si è convinta che l’OLP non era un interlocutore affidabile, ed ha perso fiducia nei laburisti.Israele non è una presunta democrazia; è una vera democrazia, o quantomeno lo è più di molti stati occidentali.@CarloChe un ospedale nei cui scantinati sono nascoste delle armi possa essere un “legittimo” obiettivo militare non vuol dire che non sia aberrante e disumano buttarlo giù a suon di bombe.Gli arabi non hanno fatto carta straccia di una risoluzione ONU, è la risoluzione stessa ad essere carta straccia; innanzitutto le risoluzioni dell’assemblea generale sono di tipo “advisory, recommendatory, non binding”; inoltre l’ONU non aveva alcuna autorità legale per decidere l’assetto della Palestina al termine del mandato britannico; infine la 181 viola in maniera flagrante il principio di autodeterminazione e costituisce un’eccezione rispetto a tutto il quadro dei territori ex-ottomani.@NautilusNon è il caso di parlare di genocidi reciproci.@TheBloggerPer curiosità: quali sarebbero i politici americani decenti (di destra o di sinistra)? la Albright? Obama? Kennedy?Eccettuata la sfera diplomatica, spero tu sappia che i politici americani avevano dato ben pochi aiuti ad Israele fino al 67; nella fase critica della guerra del 47-9, le armi decisive ad Israele vennero dall’Europa (peraltro da entrambi i blocchi); solo da quando Israele è diventato il più forte senza ombra di dubbio, il WJC ha iniziato ad appoggiarlo e si è aperto il rubinetto dei soldi americani (Finkelstein spiega molto bene questo passaggio); ma innazitutto nel periodo pre-Oslo gli USA una bella stretta oraria al rubinetto la diedero, Israele se la passò maluccio e non è detto che la cosa non possa ripetersi; inoltre la stessa ricchezza degli USA non è sempiterna.Israele inoltre dà l’impressione di fottersene bellamente degli USA, e comunque non è una marionetta; Israele gode di mostruosi aiuti unilaterali, in cambio dei quali non dà niente (qualche salamelecco, ma neanche troppo affettato; certo ci sarebbe la storia che è un presidio, crea instabilità e mantiene basso il prezzo del petrolio, o prova le armi; ma sconfiniamo alla metafisica); nel 67 gli ha anche affondato una nave (la USS Liberty), mentre a Camp David Begin rigirò Carter come un calzino.Quella di Eichmann non era una strategia difensiva, una messa in scena; era il suo reale sentire; proprio questo è il senso della banalità del male.A differenza di vivere a Gaza, i coloni scelgono di essere coloni, non gliel’ha certo prescritto il medico; certo una casa in una colonia te la regalano, ma dovresti sapere dove stai andando ad abitare; non è certo un caso se tra i coloni il numero di ebrei ortodossi (quelli per cui la Cisgiordania si chiama Giudea e Samaria) sia così elevato.Però sul rispetto delle libertà di culto hai ragione da vendere: con le lapidi del cimitero ebraico i giordani pavimentarono le strade.@Marco PontoniDue domande: sulla base di cosa sostieni che Hamas sia una marionetta dell’Iran? e se Israele rimandasse le elezioni questa per te sarebbe ancora una guerricciola elettorale?@TorgulLa destra estremista di Israele è ben più estremista di Likud e derivati; inoltre fino a poco prima di Camp David al potere c’erano stati ininterrottamente i laburisti, e per i palestinesi non è che le cose andassero meglio.Hamas è sicuramente un movimento che non si fa problemi a richiamarsi all’approccio violento; ma violenza non implica ipso facto il fascismo.Quersta convinzione che guerra implichi destra e pace sinistra è forse solo una deriva legata alle progressive sconfitte subite dalla sinistra negli ultimi decenni; facile essere pacifista quando sei il più debole.@AndreaChe gran coraggio chiedere un sacrificio a qualcun’altro – tanto a noi che ce frega?

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  40. Ok. Ma?Sai che non ho capito dove vai con questo post? Scrivi cose più o meno condivisibili, assieme a castronerie (come d’altronde facciamo tutti), ma non arrivi a nessun punto.Dunque?Due popoli due stati? via israele? via palestinesi? via entrambi? 😀

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  41. Andrea, se dico castronerie correggimi, siamo qui per imparare; ora, con pochissimo intento polemico (tanto è vero che volutamente non sono entrato nel merito; per quanto la tua proposta era oggettivamente ridicola: risolviamo la questione israelo-palestinese eliminando Israele; certo; del resto anche un raffreddore si risolve sparandosi in bocca) ma mi spiegheresti che vuol dire: siamo coraggiosi, immaginiamo un mondo senza Israele? voglio dire: dov’è ubicato il coraggio?Curiosamente attendo una risposta.

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  42. “Ma se vuoi dimostrare che la tua adesione indiscriminata all’offensiva israeliana è frutto di un approccio intelligente al problema, qui puoi provarci.”Stiamo ancora aspettando, Luca… ora che ci hai detto che a te “non sfugge il bosco”, magari puoi illuminarci…O magari, il bosco è “Hamas tira i razzi… Israele reagisce!”, sbaglio?

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  43. Ciao atlantropa.Io sono pure Andrea, ma non psiko (che sia lui il famoso Dr. Psycho?) e sono quello cui tui presumibilmente hai risposto prima.Credo che tu abbia dato dei commenti sensibili qui sopra, ma mi piace che articolassi meglio quello che scrivi nei miei confronti. Non capisco a cosa ti riferisci e mi piacerebbe invece confrontarmi con le persone di questo blog su argomenti fattuali, come il “cosa fare” non il “di chi e’ la colpa” che mi pare piuttosto sterile.Andrea (Campisano, ogni tanto mi ricordo la password di blogspot e posto come scudykimboz)Leggo ora il tuo commento verso psiko che probabimente era diretto verso di me.E’ chiaro che non propongo l’eliminazione degli israeliani, ma dell’idea di uno stato basato sull’etnia (si, la famosa legge del ritorno).Cosa succederebbe in Israele se gli arabi avessero improvvisamente aiuti economici dagli stati vicini tali da finanziare un’esplosione demografica tale da sovrastare numericamente gli ebrei? Secondo me gli ebrei reagirebbero (in che modo non so, ma in qualche modo).Secondo me il problema in uno stato genuinamente democratico non sussisterebbe. Le maggioranze le fanno non le etnie, ma le classi sociali. Daltronde viene abbastanza natuale pensare che la classe media israeliana e quella palestinese (qualora fosse loro data la possibilita’ di convivere) potrebbero benissimo integrarsi (in genere le classi medie hanno interessi abbastanza in comune).Non credo nell’idea dei due popoli, due paesi (non per principio, ma perche’ i due paesi si intersecano a macchia di leopardo). Credo molto di piu in una cosa tipo, un paese, democrazia e poi chi riesce governi.Se si avesse il coraggio di fonderli davvero (disarmando la popolazione civile, se non continuerebbero a spararsi) non credo che ci vorra’ piu di una generazione perche’ la maggioranza delle persone (pacifiche) voti che un partito moderato di etnia mista.Credo pero’ che questa prospettiva faccia orrore sia ai governanti israeliani, sia a quelli palestinesi (Hamas)

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  44. Io non è che abbia tanto tempo per correre dietro a questa – a tratti – interessante discussione, ho una vita che preme tutt’attorno, ma se tutti si guardasse due volte questa < HREF="http://img27.picoodle.com/img/img27/4/5/12/f_palestinemam_69de8b4.jpg" REL="nofollow">piantina<> pensando di essere una volta palestinese e la volta dopo israeliano si capirebbe rispettivamente la rabbia impotente del primo e la cupidigia *ormai* difensiva del secondo.

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  45. Qualcuno vi ha già accennato, e io rigetto un sassolino nello stagno:<><>Bomba demografica<><><>Araba<>, non solo <>palestinese<>.<>Ma anche <>ebraico-ortodossa<> all’interno di Israele.

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  46. @Atlantropa:Lo so che, per esempio, Truman dovette imporre il riconoscimento d’Israele contro il parere del Dipartimento di Stato. So anche che di eterno non c’e’ nulla. Parlavo della scena politica americana oggi, dove non mi risulta che nessuno, a parte qualche mattacchione di scarso peso, metta in discussione l’appoggio ad Israele.Ti diro’, l’impressione mia (personale, potrei sbagliarmi ma non credo) e’ che tale sia anche il sentire comune e persino delle elites intellettuali (a parte i Chomsky vari, che si godono la loro nicchia di potere accademico, ma mi pare godano di maggiori consensi di qua dall’Atlantico: un po’ come Woody Allen ;-). Particolarmente dopo 9/11, l’americano medio si rende perfettamente conto di cosa vuol dire avere a che fare con qualcuno che ti vuole morto, a prescindere.Poi l’America e’ un grande Paese e c’e’ posto per tutte le posizioni, ma quelle antisemite malamente ridipinte della sinistra extraparlamentare di qua li’ non godono dei consensi piu’ o meno sottaciuti ma diffusi che hanno qua, proprio perche’ nel mainstream l’antisemitismo e’ percepito e trattato per la feccia che e’, senza se e senza ma.The Blogger

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  47. – Io non ho capito in che senso quello che ho scritto da Malvino sia diverso da quello che ho scritto qui, in modo un po’ più articolato. Peraltro non ho nemmeno capito dov’è che sarei stato “sommerso dai pernacchioni”: ovviamente c’era gente che non era d’accordo con me, poi un mio commento non è stato pubblicato, ma la discussione è proseguita su un altro thread in modo abbastanza corretto.– <>infine: la “banalita’ del male” sono gli italiani come me che sostengono Israele<>No, no, no. La banalità del male sono quelli che per sostenere Israele raccontano palle, oltre a giocare a non capire, come te. E se raccontassi palle a favore dei palestinesi, saresti ugualmente un fattore di banalità. Quarta volta che lo spiego.Atlantropa, io non voglio farla né troppo facile né troppo complicata. Per carità, non mettiamoci a discutere di Pearl Harbour: per me è solo una metafora da usare per comodità, ma se complica le cose invece di semplificarle è inutile.Quando parlo di “terra rubata”, mi riferisco alle < HREF="http://www.btselem.org/English/Settlements/Index.asp" REL="nofollow">espropriazioni<>.Quando parlo del confine del ’67, non mi riferisco a nessuna risoluzione Onu, ma di una soluzione di compromesso che grosso modo è stata più volte proposta e recepita da diverse parti (così, a occhio: Berna, Lega araba, Ue, ANP, Rabin). Qualche volta ne hanno parlato anche quelli di Hamas e io l’ho riportato, visto che non mi sembrava lo riportasse nessuno.Se per nove anni intendi i bombardamenti in Jugoslavia, beh, anche in quel caso (sciagurati finché si vuole) i preliminari diplomatici sono stati molto più complicati. Il problema è che qui c’è gente che davvero è convinta che le guerre funzionino così: se mi bombardi Aosta io ti bombardo Chambery, e poi… boh, si contano le vittime e chi vince, non so, va in semifinale contro la Germania? Forse, ma dico forse, c’erano dinamiche simili tra i regni romanobarbarici.Il punto è che certa gente si presenta esplicitamente con idee sempliciotte, per il gusto di darti dello snob appena gliele correggi: è il vecchio trucco dell’”inferiorità morale”.

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  48. Da Repubblica che cita il Financial Times:“..voglio riferire anche l’aneddoto con cui Gideon Rachman conclude il suo articolo. L’ultima volta che il columnist ha visitato i territori palestinesi, ha fatto la conoscenza di un palestinese laico, istruito, che ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti, e che però gli ha detto di avere deciso di votare per Hamas alla prossima occasione. Meravigliato, il columnist gli ha chiesto perchè. Risposta: “Perchè tutti i giorni gli israeliani trovano un modo diverso di dirci ‘fuck you’. Votando per Hamas, dico loro ‘fuck you back’”.”La stessa esperienza l’ho fatta personalmente con un medico palestinese che vive e lavora in Italia: l’odio contro Israele è talmente forte, radicato e, dal loro punto di vista, giustificato, che in Hamas si identificano ormai gran parte dei palestinesi (per non parlare dei popoli arabi) perchè Hamas COMBATTE Israele.Gli israeliani (popolo e governo) sono ben convinti di questa situazione e, secondo me, non credono a nessuna possibilità di pace ma solo nella sicurezza che può dar loro l’assoluta superiorità militare, da ribadire in ogni occasione. Non vedono la possibilità di altre vie da seguire, e forse è proprio così.@Marco Pontoni:”I missili Kassam sono purtroppo solo un pretesto – reale, beninteso – offerto a Gerusalemme dalla stupidità di Hamas”Non credo sia stupidità: colpire Israele è il modo migliore di far presa sulle masse arabe.@Atlantropa: Non parlo io di genocidio, sono i partigiani delle due fazioni a rinfacciarselo. Un esempio di oggi su blog di Repubblica:” E se chiedi il disarmo, perchè si dovrebbero disarmare solo i Palestinesi?? per dare la possibilità agli israeliani di portare a termine il genocidio che da decenni promuovono così meticolosamente, sistematicamente e in modo lento e continuo..”Nautilus

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  49. Leo, quando tirerai fuori una balla che avrei raccontato io in questo thread, ne riparleremo.Nel frattempo, chi rappresenta le cose in modo tendenzioso e con omissioni di fatti essenziali (tipo che i coloni, con la strategia militare attuale di Hamas, c’entrano nulla) non sono io.E’ vero che non c’e’ grossa differenza tra quanto dicevi da Malvino e questo post, dove provi con maggiore impegno a difendere l’indifendibile, ovvero le miti intenzioni di Hamas nei confronti degli ebrei d’Israele, nientepopodimeno.Essi’ perche’ e’ vero che li vogliono sterminare e che l’hanno anche detto, pero’ hanno tempo, fino alla fine dei tempi. Guarda che per i movimenti millenaristi-apocalittici, la fine dei tempi e’ vicina e il loro compito preciso, la loro missione per conto di dio, e’ affrettarli. Infatti Hamas s’impegna.E ma, suvvia, non parlano mica sul serio. Guarda che lo pongono come preciso dovere religioso – e se c’e’ una cosa che non si puo’ dire di quei trogloditi, e’ che non prendano la religione sul serio.Quanto a fidarsi della loro mitezza e ragionevolezza, lo Statuto che citi fornisce un altro ottimo esempio. In esso si riconosceva la primogenitura di Fatah, quei fratelli maggiori forse un po’ troppo laici ma verso i quali comunque Hamas dichiarava massimo rispetto e unita’ d’intenti. Sappiamo tutti com’e’ andata a finire: gli uomini di Fatah nella Striscia ammazzati a centinaia, andandoli a finire negli ospedali se non li avevano centrati bene la prima volta, nel silenzio di quelli come te per i quali, se i palestinesi non li accoppano gli israeliani, Ginevra torna ad essere soltanto la moglie un po’ zoccola di Artu’.E se tanta mitezza e umanita’ hanno mostrato verso i loro fratelli etnico-religiosi, figurati quanta ne mostrerebbero verso i nemici mortali etnico-religiosi, con tanto di mandato divino per il loro sterminio. Questo lo capirebbe anche il bambino deficiente di cui sopra, ma a te chettefrega, mica sterminerebbero te: puoi permetterti di fare l’intelligentone col culo di chi, insomma, non dici proprio-proprio che se lo merita pero’, e ma rubano la terra, e ma girano armati, e ma qua e ma la’.The Blogger

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  50. luca si incazza, peccato.complimenti per il post leonardo. davvero.

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