Pirla Power

Gli operai votano Lega, questo pare che sia lo scoop delle ultime ore. Beh, che dire, sarebbe sconvolgente, se fossimo nei primi anni Novanta… Io non ho mai pensato che la Sinistra Arcobaleno fosse un partito operaista (al massimo difendeva i privilegi di singole corporazioni operaie, ma questo è un altro discorso): l’ho sempre visto come il partito degli impiegati statali e (magari) dei precari, non certo delle Tute Blu. Personalmente non ho mai nutrito nessun senso di colpa nei confronti dei rappresentanti del ceto operaio, per il semplice motivo che guadagnano spesso più di me (specie se per “ceto operaio” intendiamo i dipendenti di Malpensa 2000, su cui i leghisti hanno imbastito la loro ultima campagna).

Insomma, la notizia non è che gli operai votino lega (da quindici anni, più o meno): semmai possiamo interrogarci sul perché continuino a farlo dopo quindici anni di prese per il culo. La Lega è il più antico partito dell’arco costituzionale, e non ha mai fatto nessun tentativo di maquillage. Mentre tutti tentano disperatamente di apparire più giovani e persino intelligenti o capaci, Maroni e Borghezio dimostrano che si può serenamente far carriera politica senza provarci nemmeno. I leader della Lega non temono l’età: il ricambio non è generazionale, ma dipende dalle simpatie e antipatie del Capo; costui poi con gli anni si è trasformato in un enigma in vecchio stile, quasi sovietico: è ancora in sé o recita soltanto frasi registrate? Per esempio, l’ultima boutade sui fucili non aveva veramente senso, sembra presa di peso da certi sermoni del ’93. Gli fanno recitare vecchi discorsi a memoria? Ma poi diciamolo: cosciente o no, fa molta differenza? Per incarnare il leader della Lega un cervello è sprecato, un midollo spinale più che sufficiente: in fondo non si tratta che di reagire a stimoli involontari (via-i-clandestini, federalismo-fiscale, dazi-alla-Cina, ecc ecc)

È da anni che siamo convinti che la campagna elettorale si faccia al 90% in tv, eppure… c’è qualcosa di meno telegenico di un dirigente leghista? Basta fissarli anche per pochi attimi: leghista operaio o piccolo proprietario, sii sincero, lo compreresti un aspirapolvere da Maroni? Ti faresti rimettere a posto la faccia da Calderoli? E a proposito, ti faresti rimettere a posto la legge elettorale da Calderoli? Il fatto è che l’elettore leghista probabilmente non guarda i politici in tv, e non lo biasimo: nemmeno io.Questo è interessante: che un vecchio Partito di vecchie facce (brutte) abbia successo, mentre gli altri sperimentano invano nuovi apparentamenti, cambi di nome e di guardia, e qualsiasi tipo di lifting.

La Lega, dunque, come Vecchio-che-Avanza: un partito che irride lo strapotere dei Media e si radica nel territorio, che organizza ancora le feste con la porchetta e ha sezioni nei quartieri… aspetta, aspetta, questo sarà vero in qualche provincia del lombardoveneto, ma in generale è un mito. Per quanto sia indubbiamente un partito di attivisti, la Lega non è mai riuscita nemmeno a organizzare una marcia sul Po decente. Niente di paragonabile alla forza della vecchia DC nel Veneto di qualche anno prima, e alla macchina organizzativa un po’ arrugginita ma ancora funzionante dei DS tra Arno e Po. Anche quando le energie della base ci sono, l’organizzazione territoriale della Lega si scontra con un limite strutturale della sua classe dirigente, il fatto cioè che tale classe dirigente sia sostanzialmente una manica di pirla. In modo che le energie vive di attivisti sinceri, ai quali va tutto il mio rispetto, si incanalano in progetti demenziali come il Parlamento di Mantova, le camicie verdi, il “quotidiano” Padania e… il Credieuronord. Ecco, un partito che sopravvive a uno scandalo come quello di Credieuronord, che ne mise in luce non tanto la disonestà dei dirigenti, quanto la loro totale incompetenza (troppo pirla persino per rubare) ha veramente qualcosa di soprannaturale.

Ma se in tv non funzionano, e sul territorio sono più pasticcioni che altro, com’è che vincono i leghisti? La risposta è abbastanza facile, basta guardare i manifesti. La campagna elettorale di PD e PDL era tutta giocata sul riscatto: Yes we can, risvegliati Italia, dai che ce la facciamo, possiamo risolvere tutti i problemi, ecc. ecc. Niente di nuovo, Berlusconi prometteva un Nuovo Miracolo Italiano già 14 anni fa, e Veltroni si è accodato. Del resto cosa dovrebbe promettere un politico, se non riscatti e speranze? Cosa dovrebbe fare, se non rassicurare e incitare a guardare avanti? Ecco, i leghisti non lo fanno. Loro preferiscono seminare paure. Confesso di aver sottovalutato il manifesto del Pellerossa. Mi sembrava la solita trovata demenziale di quattro subumani al bar. Trovavo francamente assurdo il nuovo gemellaggio storico: dopo i comuni medievali, i Celti e Braveheart, gli indiani d’america. Insomma, come fai a lamentarti tutto il santo giorno perché nel tuo quartiere sono arrivati i Rom e poi giocare sulla compassione per un popolo nomade abbruttito dalla piaga dell’alcoolismo?

Poi ho capito che l’identificazione non ha a che vedere con l’etnia (i leghisti sanno benissimo di non essere una razza pura), ma con qualcosa di meno astratto e allo stesso tempo immateriale, che potremmo chiamare… sfiga. I leghisti si possono identificare nel pellerossa, perché è un perdente. Un uomo senza speranza. Il leghista non si ferma al colore della pelle o ai vestiti esotici, ma ha fiuto per la disperazione annidata in quelle rughe. Lui non crede ai sorrisi di Berlusconi o alle rassicurazioni di Walter: ha risparmiato una vita per prendersi la casa che non vale più niente perché il condominio di fianco è caduto in mano ai magrebini. Sa benissimo che suo figlio non diventerà Kennedy né sua figlia una ballerina, o viceversa. Nei leghisti si riconosce. Sono brutte facce, come i pellerossa, e in fondo come lui: gente che va al bar a spararle grosse. Possono diventare uomini di potere, ma non diventeranno mai uomini di successo. Proprio come lui. Il contrario del Berlusconismo; o meglio, il suo complementare. Berlusconi incanta una buona fascia della popolazione con il mito del self-made man; i leghisti si occupano di quelle fasce di scettici che in quel mito non possono più credere o non crederanno mai, e che si arroccano in quel poco di benessere acquisito.

Man mano che la società depone le sue velleità progressiste e si rimodella sull’ideale selvaggio della lotta per il successo, la fabbrica si popola di Perdenti: in una jungla di individui tormentati dallo spettro del fallimento, i Perdenti sono quelli che si chiamano fuori dalla lotta sin dall’inizio. Ciò che per gli altri è un incubo (il fallimento), per loro è un destino evidente sin dai primi anni di scuola, e persino confortevole: i perdenti se la prendono calma, di crescere e finire in fabbrica non c’è nessuna fretta. Certo, in fabbrica fino a vent’anni fa avrebbero trovato solidarietà di classe, persino un ideale politico e sociale: oggi no, e forse questo rende le fabbriche ambienti molto più opprimenti che in passato, malgrado i nuovi capannoni siano molto più ariosi. Alcuni reagiscono briatorizzandosi nel week end: con qualche sforzo dopotutto possono permettersi belle macchine, accessori e sostanze. Ma in fin dei conti è una recita, e lo sanno. Tanti altri hanno lasciato perdere in partenza, proprio come ai tempi dei banchi di scuola: si rincagnano nei bar e se la prendono con gli extra. Che magari sono più poveri di loro, eppure… hanno un orizzonte più vasto: loro alla Lotta per il Successo ci stanno giocando ancora, anche se in una serie minore.

Probabilmente il leghismo operaio è tutto qui. Nel senso che ricette nuove per gli operai i leghisti non ne hanno, se non di recente quel mito tremontiano dei dazi, che presto o tardi qualcuno dovrà incaricarsi di sfatare. Ma che bisogno c’è di proporre qualcosa, quando è sufficiente dare aria alle solite paure? I leghisti hanno bisogno di sentirsi minacciati da un’invasione di stranieri o rifiuti. In questo modo la loro mediocrità assume un valore quasi epico: il giorno che gli invasori se ne andranno (e man mano che l’Italia sprofonda, se ne andranno), saranno costretti a inventarseli. Ma è un giorno ancora lontano.

87 Comments

  1. Leo non ti ho mai odiato! Anzi, sento di volerti fin troppo bene nonostante a volte mi sfanculi (ne hai tutte le ragioni:). In ogni caso ti stimo intelligente. Altrimenti non sarei spesso qui.Solo ti ho fatto notare che se:<>i radical chic sono anti-classisti, perché sono convinti di poter rappresentare, dal loro salotto, anche gli altri ceti sociali: gli operai, gli stranieri, ecc. ecc.<>Ne segue che nei salotti (ma anche nei caffè o all’università o al mercato) nessuno può rappresentare alcun ceto che non sia il proprio.Il che metterebbe in qualche difficoltà personaggini polemici peggio del sottoscritto quali Saint-Just o Robespierre e anche il povero barbone tedesco, Marx, appunto.Il quale ti faccio notare non solo era un salottiero, ma si sposò pure una baronessina e fu terribilmente selettivo con i pretendenti della figlia.Ciò non toglie che qualcosa avesse capito delle classi operaie e tutto sommato le rappresentò niente male. Per un po’.Con affetto.Un radical-coat, classista di gran classe 😉

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  2. Questo è il tuo primo post che non mi convince in pieno.Accidenti, vuol dire che sta veramente cambiando qualcosa? Io non mi sento cambiato. Quindi deve essere qualcos’altro. Spero non sia tu…GePs

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  3. Leonardo, penso che ancora noi tutti non abbiamo compreso l’entità del problema. La tua rappresentazione della Lega e del suo ‘popolo’ è sostanzialmente giusta; non lo è la connotazione divertita e macchiettistica. Sulla posizione che tu descrivi si è ormai adagiata, pur con qualche aggiustamento, la stragrande maggioranza dell’Italia, che vota di conseguenza. Il pressapochismo è altamente onorevole. Essere di sinistra con coerenza è troppo faticoso.Gli elettori della Lega non sono che la frangia avanzata (ripeto: la frangia avanzata!) e maggiormente connotata di un modo di essere che è ormai nostro a tutti gli effetti.

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  4. Bravo Leo, non so in che percentuale tu colpisca nel segno, ma mi sei piaciuto.E mi pare si sottovaluti l’efficacia delle parole d’ordine:“via-i-clandestini, federalismo-fiscale, dazi-alla-Cina, padroni-in-casa-propria” quale partito ha idee-forza così chiare e micidiali? Forse solo il “meno-tasse” di Berlusconi.L’altro giorno sentivo tuonare Borghezio:“Calci in culo a tutti i forestali della Calabria che son più degli alberi-Leviamoci dalle palle i falsi invalidi ecc.”Da buon sinistro ho pensato “Beh, però anche i calabresi di qualcosa debbono campare poracci, se lavoro non ce n’è…”Ma questo DOPO. I PRIMI dieci secondi ho detto con SODDISFAZIONE:”Massì, ha ragione, vaffanculo !” E m’è stato quasi simpatico, nella sua schiettezza.Se fa quest’effetto a un sinistro tollerante e assistenzialista come me, figurarsi su in padania.

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  5. <> Ciò non toglie che qualcosa avesse capito delle classi operaie e tutto sommato le rappresentò niente male. Per un po’.<>in realtà si riferiva ai proletari, ma nonostante le previsioni, le due classi si fusero.

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  6. nautilus, hai esemplificato perfettamente un motivo fondamentale del voto “di pancia”.“Forestali in Calabria no!” (ci rubano i soldi!) – “Forestali in Calabria si!” (dovranno pur lavorare): sul voto incidono poco o niente valutazioni nel merito – quanti sono ‘sti forestali? Che territorio coprono? Con quali compiti e quali risultati? Non è che magari sono pochi? Il fatto che in Calabria ci siano meno discariche abusive di rifiuti tossici del nord che in Campania quanto è legato al loro lavoro? E’ vero che spesso non abbiamo i dati, o abbiamo dati strumentalizzati ed opposti ad uso delle parti.Altro elemento è l’imposizione di certi frame, che si nota anche dal modificarsi del linguaggio: dicevo apputno dei significati ambigui che una parola bellissima come “integrazione” ha assunto.Eleggetemi pure campione dei radical-chic, ma credo veramente che in questa gara al ribasso il forte analfabetismo di ritorno ed anni di tv defilippesca qualcosa c’entrino. E che su questo si debba lavorare.grullo

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  7. Leonardo, da quando ti ho scoperto sei il mio blogger preferito!! E qualcuno osa anche accusarti di mancare di ironia ed autoironia!! IL tuo modo di descrivere il “popolo” della Lega è, sì un po’ offensivo, ma spettacolare e divertente (e in gran parte vero). Il fatto è che sotto il Po di “sfigati” e di “perdenti” (mi ci metto anch’io) ne esistono eccome, e molti stanno a sinistra e invece di cercare di affermare il proprio punto di vista, di comunicarlo (cioè di farlo girare da uomo a uomo a donna a donna a uomo…) sono così perdenti che pensano che mascherandolo dei vestiti vincenti porti alla vittoria (elettorale, perchè socilamente e culturalmente più perdenti di così non si potrebbe). Veltroni ci ha provato con i vestiti del berlusconismo, ora qualcuno propone che la Sinistra ci provi con i vestiti leghisti. E’, proprio vero, purtroppo, sotto il Po, molti di noi sono solo invidiosi di non poterla votare la Lega…(e alcuni commenti che la ammirano stanno qua a dimostrarlo)Renato

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  8. <>la la migliore è questa:“Un lombardo su 5 (più o meno) ha votato lega, come fai a ridurre tutto questo all’antropologia della sfiga?”Uno sfigato su 5 è un ottimo dato, tienti per certo che quaggiù abbiamo molti più sfigati, in proporzione.<>lol, non so se cogli le implicazioni di questa affermazione: qual’è da voi la percentuale di fighi? e cosa votano?

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  9. “entriamo a Quarto Oggiaro. E poi? Ci sono i leghisti che spacciano odio e paura agli angoli: voi avete roba migliore?”quoto, quando un paese è in declino chi fa propaganda sulla paura vincerà sempre. Non ci sono cazzi: o metti fuori legge come supremo crimine (peggio della mafia) la propaganda dell’odio o qualsiasi democrazia la forma di governo perfetta per fare andare al governo il peggio del peggio quando le cose vanno male. Hitler nel ’33 diceva ai tedeschi “dagliela all’ebreo” come oggi la lega dice “daghela al negher”. Le democrazie senza anticorpi civili finiscono appena le cose vanno male sul serio.

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  10. “E sono anche stanco dei vari Saviano etc etc, invece di scrivere libri poteva cercare di aprire una fabbrica e lottare contro la mafia il pizzo”ecco la dimostrazione vivente del trionfo berlusconiano che ha fottuto i cervelli ancora prima che questi traccino la croce sulla scheda: la cultura non deve esistere, c’è solo l’impresa, la lotta alla mafia non si fa parlando di mafia, ma aprendo fabbriche….esattamente come il nano che voleva trasformare gli istituti italiani di cultura all’estero in agenzie pubblicitarie del made in italy. La cultura non esiste, esiste solo l’impresa…Berlusconi non ha vinto col 46%, ma col 96%, perchè fa ragionare come lui anche chi non lo vota.

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  11. Ripensandoci… è appena il caso di notare che tutto questo nuovo flirtare con la lega mi sa tanto di saltare sul carro dei vincitori. A questo punto ben vengane le riflessioni di Leonardo. Basta che però non si arrivi al livello di Fuksas ieri da Santoro!

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  12. Leo: “o sono radical chic o sono classista. Non posso essere entrambe le cose.”oh yes you can 🙂 i radical chic parlano costantemente in termini di classi, a cui loro pero’ non appartengono mai, perche’ sono “meglio” del sistema. Ecco, quello che mi ha dato fastidio del post e’ questa convinzione di essere “meglio” di chi ha votato Lega; nessuno nega che peggio della dirigenza leghista ci sia poco (anche se, ridendo e scherzando, come fa notare qualcun altro sta generando quadri finalmente all’altezza), ma purtroppo nella nostra turlupinaggine di continuare a votare partiti che non ci rappresentano piu’ da anni, noi popolo della sinistra non siamo per niente “meglio” di nessuno. I leghisti in 15 anni hanno costruito una forza politica con chiare parole d’ordine, presenza sociale capillare, un certo avanguardismo amministrativo, e persino piena egemonia culturale in alcune zone; gramscismo da manuale. La dirigenza ex-pci invece ha smantellato il partito di massa, da 15 anni rincorre l’opinione pubblica, e ha fatto perdere alle sue componenti qualsiasi tipo di orgoglio o rivendicazione vecchia o nuova. Sempre leo: “E non fare il furbetto, non è a causa del mio “massimalismo” che la SA ha preso il 3%;”Freesia diceva che “la democrazia per te è questa? allora goditela tu la democrazia.” Questo e’ massimalismo della peggior specie, quello disfattista del “lasciatemi nella mia torre d’avorio”, di cui tanti a sinistra sono colpevoli, me incluso. Ed e’ quello che porta al 3%. Quando rifiuti di parlare alle persone, rinchiuso nelle tue certezze novecentesche, come pretendi poi che ti capiscano?

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  13. Non sarà culturalmente raffinato, ma il desiderio di uomo forte si respirava da parecchio.Che ora ci siano un paio di partiti “forti” è un sollievo. I campanili con il loro massimalismo piuttosto paesano e i cespugli che discettavano sul sesso degli angeli erano divenuti insopportabili e impotenti visto che si limitavano a marcarsi a vista per sopravvivere. Le vicende napoletane hanno0 fornito la prova del nove delle incapacità e dei veilletarismi di questi gruppuscoli vivi solo grazie a salotti e finanziamento pubblico.I legaioli in fondo hanno mostrato questo: poco si fa ma senza contorsioni, anche se quel poco, a volte ,fa culturalmente un po’ ribrezzo.Veltroni ha sbagliato solo la seconda parte della campagna elettorale appiattita sulle promessine (aveva assunto il linguaggio di rutelliana memoria), per il resto tanto di cappello e un grazie grande come uno stadio. Il Uolter ci ha salvato da una sconfitta biblica in mezzo al deserto.Non ho nessun rimpianto per la sinistra ormai extraparlamentare, viveva su un altro pianeta sorvolando come un Ufo i problemi.Ora mi sa che tocca al sindacato, che per meta’ rappresenta pensionati. Non mi spiacerebbe per nulla per gli stati maggiori dei metalmeccanici che ancora guardano al mitico , ora inesistente, operaio massa, cinghiette di Rifondazione. Verranno mazzolati , Cremaschi per primo. Per il resto del sindacato spero sappia organizzarsi senza queste impotenti sirene meramente ideologiche del passato. I pensionati hanno un destino segnato e certo un sindacato moderno (qualsiasi cosa voglia dire questo aggettivo) piu’ di tanto non può rifondarsi su di loro.Mala tempora currunt per chiunque, destra compresa. Anche se al momento prevale un gongolare comprensibile.Leonardo capisco l’incazzatura, meno il livore sparso a piene mani sopratutto nel post precedente.

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  14. Di solito condivido quello che scrivi, ma ogni volta che parli di Lega… diventi proprio un romano.Un acuto analista come te potrebbe trovare di meglio che sfogare la delusione della sconfitta elettorale con giudizi sprezzanti non solo sull’avversario politico ma anche sul suo elettore (non è carino sbeffeggiare uno per i suoi problemi di salute; né dare del subumano a chi l’ha votato).Non dico che non ci sia del vero in quello che scrivi.A proposito, quella che tu chiami la sfiga del leghista si chiama anche frustrazione. Non è nuova, né forse molto diversa da quella che portò, in altri tempi, strati della classe operaia a simpatizzare con la lotta armata. Con la differenza che nessun leghista o ipotetico “leghista extraparlamentare” -per ora- ha mai sparato un colpo.Però, tu hai analizzato lucidamente nei tuoi post tutti i difetti di Veltroni, poi però hai dichiarato di votarlo.E allora perché invece un operaio leghista non dovrebbe avere altrettanta coscienza critica e decidere di fare altrettanto con Calderoli? immagini veramente che siano tutti devoti del Dio Po, col fucile carico in garage? non potrebbero forse, come tutti, votare quello che a loro sembra il meno peggio?Il problema è che Veltroni lo percepisci comunque come uno “dei tuoi”. I babbuini invece no, sono belve e basta. Bisogna solo tenerli a bada.Perfino i babbuini (e ne convengo, molti di loro sono tali) forse sono più credibili e coerenti nel loro incrollabile “roma ladrona + basta negher” di altri che propongono l’albo professionale dei lavavetri, o che scrivono libri sull’Africa, predicano l’accoglienza, votano l’indulto, ma infine, solo quando l’efferato delitto avviene sotto casa loro (a Tor di Quinto), corrono ai ripari affrettandosi a partorire un “pacchetto sicurezza” di espulsioni immediate. Oppure che dopo essersi stracciati le vesti per anni di fronte ai proclami secessionisti della Lega, arrivano buoni ultimi sul federalismo, legiferando un decentramento a metà che poi si rivela un pasticcio che moltiplica i contenziosi. O che sperano di blandire il Veneto promettendo in campagna elettorale un ministro del Nordest (sic). Quando smetterà Veltroni (e tu con lui) di guardare il dito (medio, alzato) di Bossi e incomincerà a guardare senza moralismo la Luna dei problemi del Nord e/o dell’immigrazione, sarà sempre tardi. Illy ha scritto un libro intitolato “Così perdiamo il Nord”. Chissà se Veltroni l’ha letto, tra una finale del Superbowl e l’altra.

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  15. Leonardo, complimenti. Vivo in mezzo ai lehisti e non li sopporto più. Vivo al Nord da 30 anni e ancora stanno a a chiederti il patentino di ‘persona degna’. Nelle discussioni con loro si è arrivati a discettare di razze e quando ho sostenuto che per gli umani le varizioni del colore dei capelli non fanno ‘razza’, mi hanno ricordato che però…con i cani.Questo per restare al folklore. L’ignoranza e la voglia di ‘contarsela’ è ancora peggiore. Sono convinti che si possa fermare l’immigrazione con barriere o ‘ricacciandoli a mare’. Senza rendersi conto che non si affronta una traversata del mediterraneo sulle carrette se non si ha disperazione a sufficienza. Basta guardarsi intorno e di disperazione (con il nostro contributo di nazioni predatrici o guerrafondaie) si abbonda. Nessuno riuscirà a fermare queste popolazioni che vogliono in primo luogo vivere e, se possiile, anche avere un futuro sereno (senza bombe, per intenderci). Il mondo per i leghisti si ferma al ‘loro’territorio (come se si fossero già costruiti intorno un volontario ghetto) e anche di questo non hanno chiare le dinamiche. Fingono di non sapere che in Romania staziona da tempo un distretto manifetturiero veneto (per le dinamiche e le condizioni di lavoro consiglio Nordest di M. Carlotto). Fingono di non sapere che il sogno di qualsiasi imprenditore locale è quello di ‘delocalizzare’ in luoghi dove tra salariati e cìschiabìvi ‘è poca differenza o affidare la ‘produzione’ alle maquilladoras clandestine che i cinesi o altri hanno aperto nel nord italia. Fa specie leggere oggi sui giornali che Montezemolo propone l’abolizione dei sindacati e propone la ‘contrattazione individuale’ così come fa la lega. E’ il trionfo del dumping partito con le delocalizzazioni, alimentato con lo sfruttamento dei clandestini/regolari stranieri e arrivato finalmente allo stadio finale. Bisognerà essere fedele al ‘padrone’, farsi pagare meno di un cinese, non fare delle menate di rivendicazione (sempre la Confindutria ci informa che lo scioperoè strumento obsoleto) e di questo ringrazieremo la lega che riuscirà a tenere in casa qualche fabbrichetta impossibilitata a delocalizzare e ci riporterà alle condizioni di lavoro della Londra di fine ‘700. Mi dite per quale cavolo di motivo gli operai possono sperare di ottenere dignità e continuità di lavoro da elemnti come i leghisti? lo so che sarà spiacevole dirglielo (e forse in un primo non ci crederanno), ma con la fola della ‘sicurezza’ e delle paure gliela stanno mettendo in quel posto alla grande sia agli operai nordici/italici che agli immigrati. Bel risultato, non c’è che dire.ciaouna che non ne può più

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  16. Ho riletto questo pezzo stamattina, tutto questo livore francamente non c’è. Sarà l’argomento che è un po’ livoroso in sé.Voi che difendete in qualche modo l’elettorato leghista: siete in tanti e purtroppo sono costretto a sintetizzare, ma il vostro atteggiamento si riassume in: “è vero, sono babbuini, però”. Però cosa?Può darsi che la dirigenza del PD sia un gruppo di incompetenti che non ha capito nulla del nord: probabilmente così, ne scriverò e forse l’ho già scritto: ma i dirigenti leghisti sono babbuini, punto.Quel che importa, è che sono babbuini che questo nord hanno contribuito a rovinarlo. Siete preoccupati per la sicurezza? Troppi immigrati? La Bossi-Fini l’hanno fatta loro, ed è operativa da anni. Chi continua a baloccarsi col voto di protesta questo non l’ha capito.

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  17. poveri babbuini, poi, io li trovo animali splendidi. si offenderebbero con certi paragoni.ps. Leo l’unica cosa che può consolarti è che da ora il tuo blog sarà perfino più visitato del solito.L’opposizione, da extraparlamentare in tutti i sensi, parte da qui.

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  18. Extraparlamentare (rispetto alla inadempienza della sinistra parlamentare) nelle idee lo ero anche prima, ma ho votato SA, turando bene il naso.Credo che qualsiasi compromesso con le idee (?) espresse dai leghisti (razzismo, territorio come posto in cui si può vivere in base al censo, ronde padane invece di politiche sociali decenti ecc..)sia impossibile e inaccettabile (non parlo di dirigenti babbuini, ma proprio di idde di base). Significherebbe abiurare in primo luogo al senso della realtà. Senza neanche entrare nel merito dei principi. Come ben sottolinei alla fine del testo: sono persone che hanno bisogno di un nemico. Ricordiamoci che anche il nazismo rifilò ai tedeschi dei nemici e riuscì a ottenere molto. L’insicurezza, gli extracomunitari (ma anche i comunitari come i rumeni) per costoro sono l’equivalente dei capri espiatori d allora. La povertà non risparmierà le loro villette e le fabbrichette andranno in albania o Kossovo (che sono lì anche per questo) mentre loro identificano lo spettro del loro (nostro) futuro nella povertà degli immigrati. La classica storia: mentre in pochi fanno dei guadagni enormi da un’aconomia senza più regole e con tutti i diritti riservati alle merci e ai capitali, si regala fumo negli occhi a palate a chi in questo merdaio sta perdendo tutto.Tra le tante colpe della sinistra e dei sindacati il non avere informato a sufficienza e in maniera convincente sulle reali regole dei mercati globali, sullo sfruttamento dei paesi poveri in funzione di impoverimento globale. L’avere sperato insomma che questa sorte da noi fosse arginabile con qualche CPT quando ormai è chiaro che l’unica cosa che ci sarà (ed è costruita ad arte) è la riduzione del lavoro (mio, del nordista, del cinese, dell’albanese e di tutti quanti) al modello iperproletario della rivoluzione industriale. Ci riusciranno, anche con l’aiuto dei leghisti e di tutti coloro che pensano di scamparla chiudendosi dentro il proprio orticello. Alla faccia delle retoriche sulla sicurezza e della salvaguardia di qualsiasi orticello.una che non ne può piùps: la delinquenza e le mafie nessuno sembra vederle più se non come fenomeno legato al sud. Che sia il caso di spiegare loro da dove vengono molti soldi del Nord e che strada prendono la maggior parte dei loro veleni?

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  19. Visto che i frequentatori di questo blog sono tutte persone civili continuo la discussione che si è fatta sicuramente interessante (e come se ne vedono poche, putroppo…)La mia domanda è la seguente: vi rendete conto che, descrivendo i leghisti come “babbuini ignoranti che lavorano e urlano solo via el negher”, siete sullo stesso piano di chi descrivere i meridionali come “terroni, mafiosi, camorristi e assistenzialisti causa dei mali d’Italia”? E’ questo il punto: il riconoscimento dell’altro da sé, e di conseguenza dei suoi valori di riferimento, è la base per poter impostare un’analisi politica efficace. poi i casi di cronaca a roma di questi ultimi giorni aumenteranno a dismisura le polemiche (e siamo a Roma, non a Sondrio…). Mi faceva ridere Rutelli oggi che diceva che “certi episodi non vanno strumentalizzati” dopo che pochi mesi fa con il suo governo aveva fatto un decreto legge immediato (che poi risultò inapplicabile, tanto per non parlare di buffonate e strumentalizzazioni) proprio su un caso analogo… Insomma, qui si rischia che Alemanno diventi sindaco di Roma, e una cosa del genere sarebbe davvero pesantissima da digerire per tutta la sinistra.infine un commento sull’extraparlamentarità: che piaccia o no siamo in democrazia e di conseguenza, per uno schieramento politico, non c’è cosa peggiore che essere fuori dal parlamento. mettiamo caso che quest’autunno la sinistra (ora) extraparlamentare riesca a portare un milione, due milioni di persone in piazza per una qualsiasi rivendicazione: che senso avrebbe? nessuno, da un punto di vista della politica democratica non avrebbe alcun senso… insomma, questa situazione sarà molto pesante da affrontare e speriamo che le cose non degenerino (ho i miei dubbi).

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  20. Purtroppo i problemi a sinistra e della sinistra nascono dal non avere chiaro o dal non comunicare correttamente e onestamente quello che stiamo vivendo. Siamo dentro trattati internazionali che ci obbligano a sottostare alle scelte di organismi che nessuno ha eletto democraticamente (WTO e altri). Siamo dentro dinamiche economiche che rendono impossibile fare politica se non da semplici servi o complici. Perdipiù siamo anche dentro uno stato con il potere politico colluso con le mafie (da sempre). Un far west in stile tragico, ma in cui le uniche cose importanti e di cui si parla sono sicurezza e immigrati. Quando tutte le statisctiche ridimensionano l’allarme crimini e dicono che la violenza nei confronti delle donne in aumento e prende corpo soprattutto all’interno delle famiglie (e le extracomunitarie non sono certo maggioranza). Non difendo nessun violentatore o assassino, ma quando leggo le cronache dei giornali e trovo sparata a caratteri cubitali la nazionalità di uno di loro solo apatto che non sia italiano provo un senso di rabbia infinita. Basta vedere per quanti giorni si replica, con il rumeno o l’albanese e quale trafiletto si dedica all’italiano per avere voglia di vomitare. Ci prendono per il culo e convogliano la nostra attenzione e rabbia su questi episodi per depistarla dalle cose peggiori che stiamo vivendo, ma pur capendolo facciamo finta che non sia così. Qualcuno si offende per il termine babbuini, credo anch’io che sia sbagliato, per me sono fascisti o nazisti, a scelta. Stessa ossessione per il ‘sangue’ (come diceva qualcuno, nel caso degli italiani si può parlare di cocktail) e ‘suolo’ con conseguenti diritti. Forse non è corretto chiamare babbuino uno che ti impedisce di vivere in un posto se sei extracomunitario e non hai i soldil casa, la nazionalità che lui considera sufficienti per essere ‘pari agli altri’. Come bisogna chiamare un personaggio di tale caratura e chi lo appoggia? forse babbuino non è il termine peggiore. Anche in questo i leghisti e gli italiani dimostrano di non avere senso della realtà. Sia i più poveri che la classe media sostengono queste iniziative di darwinismo sociale convinti che ‘tanto tocca a loro’. Non hanno abbastanza fantasia o intelligenza per pensare che se domani il padroncino delocalizza e loro si ritrovano in strada, grazie al precedente creato saranno invitati a cambiare, quartiere, città e invogliati a una soluzione definistiva, meglio se autoscelta.Oppure pensate davvero che per chi detiene il potere il sangue (cocktal) e la terra siano più importanti del proprio egoistico benessere e della salvaguardia di privati interessi e poteri?Non saranno babbuini, ma non si può proprio dire che siano molto svegli, soprattutto quelli che si illudono che la loro rendita di posizione sia eterna e intoccabile.u.c.n.n.p.p

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  21. è un po’ di tempo che voglio fare un post sulla lega, e il pezzo di leo ce lo linkerò di sicuro, bello!io al nord ci vivo, anche se in Trentino, ho il padre leghista, e i genitori della mia ragazza (comaschi) sono ancora più leghisti…e non mi sento di negare nulla di quello che scrive leo, solo precisare un paio di cose. In sostanza: non è che chi vota lega è un pirla, o meglio, oltre ai pirla li votano pure quelli che [i]politicamente[/i] sono dei pirla (e non è una maniera per salvare capra e cavoli)scappo e poi scriverò

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  22. Brunoro, brevemente:non do dei babbuini agli elettori della Lega (per i quali, ripeto, ho tutto il rispetto: li rispetto più io che i loro rappresentanti politici, direi), ma ai dirigenti: e non per pregiudizio antropologico o razzistico, ma perché dopo vent’anni li ho visti al lavoro.Il “riconoscimento dell’altro da sé”… ma il leghista non è mica un marziano, è il verduraio sotto casa: lo riconosco e lo trovo anche simile a me, a parte che è PIU’ RICCO e SI LAMENTA DI PIU’ e IN PROPORZIONE PAGA MENO TASSE di me. Ma la sua lagna va capita, studiata, interpretata. La mia invece è livore.

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  23. Senz’altro la mia posizione sociale è inferiore a quella di molti di loro, e lo faccio presente.Non solo, ma molti elettori della lega hanno vinto queste elezioni, e le hanno vinte contro di me: i soldi per salvare l’inutile Malpensa li leveranno dalla mia busta, e loro continueranno a evadere col beneplacito del presidente.E’ quello che alcuni lettori qui non si mettono in testa: io non sto esibendo una presunta superiorità morale o economica nei confronti dei leghisti. Io guadagno meno di molti di loro e vivo in meno metri quadri di loro. La mia eventuale rabbia è una rabbia sociale, e come tale dovrebbe avere almeno la stessa dignità di quella che ostentano loro ai comizi.

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  24. Ma gli operai che votano Lega, perché è da qui che siamo partiti, non evadono in quanto lavoratori dipendenti più di quanto evadi tu. I soldi per finanziare Malpensa ce li metteranno loro come ce li metti tu.Alcuni di questi potranno anche guadagnare più di te, ma ammetterai anche che i rischi per la salute di chi fa l’operaio non sono equiparabili con quelli di chi fa l’insegnante in una scuola media.Però se gli operai che hanno votato Lega hanno votato lega in quanto perdenti, e tu che ti consideri più perdente di loro (a torto o a ragione), perché non hai votato lega anche tu?

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  25. “I soldi per finanziare Malpensa ce li metteranno loro come ce li metti tu”.Ne consegue che hanno votato per il partito sbagliato = pirla.“i rischi per la salute di chi fa l’operaio non sono equiparabili con quelli di chi fa l’insegnante in una scuola media.”Fino a un certo punto, oggi a scuola si rischia di più che in parecchi opifici.Perché non ho votato Lega? Perché non tutela i miei interessi, a differenza di altri partiti. Non tutela nemmeno gli interessi di nessuna collettività a cui io appartenga o a cui abbia voglia di appartenere. A dire la verità non mi pare che tuteli gli interessi di nessuno.E poi forse io ho ancora orizzonti di riscatto che molti elettori leghisti non hanno.

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  26. ha ragione Brunoro nell’affermare la necessità di riconoscere e capire l’altro da se (e, scusa Leo, ma per me il parente leghista benestante è molto più “altro” dell’amico marocchino precario costretto a trovarsi casa e lavoro decenti a Casablanca, perchè in Italia non c’è posto se non “appartieni”).D’altronde, spesso questo argomento è strumentalizzato da molti che applicano un’eccessiva indulgenza rispetto ai tratti fascisti ed alla violenza (strutturale e non) che, dalla lega in poi andando verso destra, è cresciuta enormemente negli ultimi anni.Dr. Tenebre: “Non hanno mai sparato un colpo”? La bimba Polacca uccisa da un italiano, il ragazzo albanese fidanzato della ragazza italiana freddato dal padre di questa, il ragazzo marocchino a torino.. e tanti altri casi di violenza “ideologica”, spesso mortale, contro stranieri, semplicemente sono relegati in conaca locale. E spesso con titoli pieni di indulgenza giustificatoria. Casi di progrom contro campi nomadi, poi dati alle fiamme, con famiglie assediate anche da un intero paese, come nel caso di quello guidato da Forza Nuova assieme a consiglieri comunali della Lega e di AN: come definirli?Abbiamo bisognio di una notte dei cristalli per chiamare certi segni col loro nome?Scusate, ma ancora non capisco questa mitologia buonista e tollerante che vede la lega come unico soggetto che “interpreta ed intercetta sensibilità” al contrario di una sinistra “nella torre d’avorio”. Nella mia esperienza, c’è una società civile “di sinistra” (senza tessere di partito in tasca, ma che trova nella SA il riferimento partitico più affine) che è piccola, ma radicata, costruttiva ed è forse l’unico soggetto che affronta realmente le questioni sociali sul territorio – poi arrivano lega e amici con la clava, le paure e le ricette semplici (e disastrose) e fanno danni, quando non rischiano di spazzare via tutto.Sarò io che sono particolarmente fortunato. O che non guardo la tv. O entrambe le cose.grullo

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  27. A me questo post è piaciuto. Perché? Perché fa proprio quello che lo si accusa, semplicisticamente, di non fare: cerca di dare un’interpretazione dell’elettore leghista. Frustrazione in un mondo di cui conosce solo il consumo, mancanza di coordinate interpretative della realtà (poca scuola, una fabbrica dove non trova più nessuna solidarietà, nessuna cultura, nessun senso di appartenenza sociale, nessuna proposta di lettura della realtà e di organizzazione per cambiarla). Al loro posto, fuori, c’è ancora il villaggio fordista: macchine e sostanze da consumare nel w-e. Ma a rischio: perché i nuovi modi di fare profitti non garantiscono più il livello di consumi necessario al perpetuarsi del modello fordista. E lo stato sociale non fa che contrarsi. Per cui arrivano questi che si fanno mercati e quartieri e gli danno un senso di appartenenza. Li vota. Per i padroncini leghisti il discorso è ancora più semplice: evaderanno meglio e avranno operai più sottomessi.C’è poi una concretezza della gente del nord, una maggiore facilità a mettere le mani in pasta e costruire una macchina che funzioni, a aggiustarne una rotta, a darsi da fare. Sarà razzismo alla rovescia? forse, ma non posso negare che da “centrista” e avendo viaggiato sia al nord che al sud, l’ho notato più volte e non da oggi. e i 12 punti di Veltroni…beh, al confronto sono una cortina fumogena – forse lo vogliono proprio essere. Di certo non danno risposte.Presunzione pensarlo? Può essere. Posso chiedere quale interpretazione migliore di questa i leghisti danno di sé stessi? E di chi non la pensa come loro? Sarebbe presunzione non tenerne conto, non averne una diversa.Ma i pirla non sono solo loro. Ha ragione Giacomol: gli elettori di sinistra sono i più pirlati dai loro partiti. Che hanno smantellato ogni organizzazione sociale, pubblica e privata e ogni legislazione che proteggesse i ceti meno abbienti e a reddito non occultabile. Non hanno nessuna voglia di rappresentare quei ceti. I loro dirigenti non fanno discorsi altrettanto razzisti? E’ vero, ma è davvero troppo poco davanti a questa destra, bravissima a trovare parole facili su cui aggregare consenso. Per quanto riguarda Saviano, poi, la storia editoriale del suo libro sarà certo appassionante da leggere – se qualcuno è in grado di documentarla e non di riferire voci – ma non toglie nulla a un libro che ha avuto il merito (e il coraggio) di raccontare, prima e meglio dei dettagli macabri a cui tutti si fermano volentieri, innanzitutto la struttura economica su cui la camorra vive e prospera, al sud dove controlla il territorio e il lavoro nero a condizioni disumane con la complicità delle aziende del nord e del mercato del lusso, e fa entrare le merci senza pagare dogana, a nord dove vende, all’estero dove esporta merci illegali o contraffatte e insieme le speranze di chi vuole fuggire dall’inferno di paese che lei stessa ha contribuito a creare in Italia e trovare un lavoro decente. Più persone leggono quel libro e meglio è, se viviamo in una società dei consumi non è certo questo marketing che mi scandalizza. Almeno vende un prodotto che non anestetizza e aiuta a capire. Trovo davvero meschino infastidirsi del suo successo.Anche se in Italia fa tanto chic. Quanti hanno ripetuto con gusto l’infelice frase di Sciascia sui “i professionisti dell’antimafia”?La dama del lago

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  28. Leo, scusa ma su questa un chiarimento te l odevo chiedere:“Perché non ho votato Lega? Perché non tutela i miei interessi, a differenza di altri partiti”Tutto qua? Gli interessi e basta?Mettiamo, per assurdo, che QUESTA lega avesse promesso il raddoppio dello stipendio per gli insegnanti, ed altre cose così. Avresti votato Bossi Borghezio Calderoli Gentilini Tosi…?Curiosità. ANche per capire quanto il racconto seguente (che illustra splenidamente come elementi reazionari possano essere in certe condizioni “affascinanti”) sia pura fantasia o quanto peschi da umane emozioni personali.Grullo

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  29. con colpevole ritardo, ho partorito un post sul leghismo che prene spunto anche da leonardo, linko che faccio prima 🙂[url]http://paguropagano.blogspot.com/2008/05/leghisti-for-dummies-dummies-al.html[/url]

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  30. C’e’ un ragione specifica per la quale a sinistra si parla cosi’ tanto della Lega: focalizzandosi sul fatto che tanti operai abbiano votato Lega, si evita di parlare del problema piu’ importante.E cioe’, che non abbiano votato a sinistra.Invece di chiedervi perche’ votino Lega, chiedetevi perche’ NON votino a sinistra.Uriel

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