Corso di Martirio Illustrato

1. Insegnate bene ai vostri figli:
Ogni volta che qualcuno tira fuori le Termopili, è per fotterti. Per dire, una volta ci provò persino Bertinotti. 300 intrepidi spartani si fecero massacrare per salvare un popolo che se la spassava alle Olimpiadi: voi lo fareste? E mentre tirate su un muro di cadaveri persiani, non vi sentireste un po’ presi per il culo, a fare il cane da guardia alla democrazia e alla libertà degli altri?

2. Fasìsta!
Già sparare giudizi, come si fa in questi maledetti blog, è un po’ antipatico.
Usare poi etichette come “fascista” è veramente tremendo. Puzza di anni ’70 – e gli anni ’70 ormai puzzano parecchio. Detto questo, Frank Miller è un fascista. Ma non è questo il motivo per cui non andrò a vedere il film sulle Termopili.
E perché sarebbe un fascista, sentiamo.

Non c’è un “perché”. Anche se facciamo finta di non credere in nulla, abbiamo tutti un sistema di credenze e di valori, che emerge in quello che scriviamo. Spesso non è esattamente il sistema di credenze e di valori che vorremmo avere. Io, per dire, preferirei essere meno pessimista quando scrivo, ma non ci riesco. Anche Miller forse preferirebbe essere meno fascista. Specie ai tempi del Cavaliere Oscuro aveva sviluppato tutta una serie di anticorpi e controcanti che rendevano la sua opera straordinariamente dialettica e complessa: ma alla fine di tutta questa complessità, comunque, sopravviveva un personaggio marziale e mascellone che si appartava negli inferi a crescere una nuova razza di uomini superiori. Le sue ultime parole erano: “Robin, sta composto!”, e Robin gli rispondeva “Sissignore”. Miller è un fascista perché, in fin dei conti, quel che gli importa è essere Uomini, con la schiena dritta, i valori saldi e i riflessi pronti. Dietro questa grande idea di mascolinità ti aspetti sempre che ci sia qualcosa di più, ma alla fine non c’è.
Non è mica il solo, figurarsi. Prima di lui ci fu la letteratura hard-boiled, con i suoi eroi mascelloni di poche parole e rocciosi ideali. Ma nessuno si sogna (oggi) di dare del fascista al detective Marlowe, che senso avrebbe? Anche gli eroi di Miller, finché si muovono nel mondo depravato di Gotham o Hell’s Kitchen o Sin City, sono semplicemente uomini tutti d’un pezzo, senza complicazioni ideologiche. Se Miller si limitasse a disegnare i suoi ribelli, muscolosi e derelitti, quelli che di solito perdono tutto per colpa di una donna e poi risuscitano più forti di prima (gratta l’80% delle sue storie e ci trovi il mito biblico di Sansone)…
Il problema è che Miller non tratteggia solo ribelli: è ugualmente tentato dalla figura del Re. Lo ha ombreggiato nel Batman Oscuro, c’è tornato sopra con Leonida. Ecco, quando disegna i suoi re, Miller non può evitare di suonare certe corde. Forse la canzone suona più sinistra qui in Italia, dove ai mascelloni siamo più vaccinati. In ogni caso è terribilmente significativo che, in un momento di assoluta libertà creativa, abbia scelto per un’epopea a fumetti proprio quei fascistoni degli spartani, una casta chiusa di guerrieri famosi per le pratiche eugenetiche (e dovevano averne bisogno, perché a furia di sposarsi tra consanguinei i parti mostruosi dovevano essere frequenti).

3. Gente che non sopporto.
A questo punto c’è sempre qualcuno che risponde “Dai, ma è solo un fumetto / un film / una canzone, che palle con le tue sovrainterpretazioni, goditelo e basta”. Io questa gente non la sopporto. Solo un fumetto? Siete cresciuti con Zio Paperone, il simpatico capitalista in palandrana, e vi domandate perché vi viene istintivo votare Berlusconi? Solo un film? La cinematografia è l’arma più forte, l’ha detto un tale più furbo di voi. Ma sul serio voi siete in grado di “godervi” 300 senza riflettere neanche un momento sul messaggio politico, neanche se è evidente e grosso come una montagna? Come fate? Avete il Giudizio Estetico tutto in un emisfero del cervello, il Giudizio Etico nell’altro, e una manopolina tipo Balance, per cui riuscite a oscillare a comando?
Io ho due cose da dirvi. Prima cosa: non vi credo. Non credo all’autonomia del giudizio estetico. Se 300 vi piace, probabilmente siete sensibili anche al messaggio politico. È solo che vi vergognate ad ammetterlo. Ma io non mi vergogno a giudicare voi.
Seconda cosa: a me 300 (il fumetto) è piaciuto, proprio perché sono sensibile ai messaggi politici di Frank Miller. Anch’io penso talvolta che il mondo girerebbe meglio se i giovani tenessero la schiena diritta. E per inciso, studio la letteratura del fascismo. Mi interessa, mi intriga. Ma soprattutto, credo che sia indispensabile studiarla: capire come funziona, le rare volte che ha funzionato.
Ed è anche (almeno credo) un modo per immunizzarsi: i sultani assumevano veleno dopo i pasti, per diventare invulnerabili. Io non sono del tutto sicuro di essere invulnerabile ai messaggi fascisti, ma col tempo ci arriverò. Anche grazie a Frank Miller, che è stato una fantastica scuola di fascismo illustrato.

3. Il senso del ridicolo

Con tutto questo, non credo che andrò a vedere il film. Già Sin City mi lasciò l’amaro in bocca.
Eppure era fedele al fumetto, addirittura ricalcato dalle tavole. Già, è proprio questo il punto. È triste vedere storie che sulla carta sembravano robuste e (relativamente) verosimili, trasformarsi sullo schermo in pagliacciate. Come quella scena di Kill Bill dove Uma Thurman uccide 88 ninja assassini: sembrava già il Wolverine di Miller, eppure era una pacchianata. Il fumetto rende astratte e credibili le più pantagrueliche carneficine. Ma se lo trasformi in pellicola, diventa ridicola, e di riflesso anche il fumetto. Non credo che riprenderò più in mano gli albi di Sin City: grazie regista Rodriguez, adesso mi fanno senso. Perché devo rovinarmi anche 300, trasformando un buon fumetto in un torneo di culturisti? E poi diciamolo, è roba da ragazzini.

4. “I nostri ragazzi!”

I ragazzini, appunto. Non è che io creda veramente che la visione di 300 possa trasformarli in piccoli fasci lacedemoni. Non credo che li spingerà a sostenere un’eventuale guerra americana all’Iran – tutti i film del mondo possono poco, finché gli americani continuano a dare sul campo di battaglia un’immagine così poco vincente. E tuttavia qualcosa mi disturba. Un po’ di fascismo, nell’intrattenimento dei ragazzini, c’è sempre stato. C’è stato John Rambo, e prima di lui John Wayne. Presi a piccole dosi, questi grandi uomini ci aiutavano a immunizzarci dal mito del Grand’Uomo.
Da qualche anno in qua – direi dal Gladiatore in poi – la dose mi sembra sempre più massiccia. Si punta tutto su paroloni come Onore o Gloria, ripescati in extremis dai vocabolari; Mel Gibson sdogana persino i Conquistadores; ed è tutto così sfacciato e palese che ti aspetti da un momento all’altro l’ironia. Ma non c’è nessuna ironia. Gibson è terribilmente serio; e anche Miller lo è. Il film, da quel che ho capito, la butta un po’ sul fantasy, ma senza arretrare di un centimetro dal messaggio milleriano. Mi sembra che stia nascendo un cinema per ragazzini propedeutico alla Guerra di Civiltà. Che dalle sale possano uscire buoni soldati, ripeto, è difficilmente credibile. Ma per le esercitazioni ci sono pur sempre playstation e xbox. E comunque, anche Rambo sparava parecchio; ma il Gladiatore di Scott, il Cristo di Gibson o il Leonida di Miller vanno più in là. Stanno recuperando, a colpi di ralenty ed effetti digitali, l’antiquata nozione di Martirio. La stanno trasformando in qualcosa di moderno, qualcosa di occidentale, qualcosa di cool (che alla fine può piacere anche agli eredi dei persiani, che questi dvd se li comprano volentieri).

Queste son cose che mi angosciano, molto più di sapere se alla fine ha vinto Serse o gli intrepidi difensori dell’occidente. Che importanza ha chi ha prevalso alla fine, se entrambe le fazioni erano unite dall’esaltazione fanatica del martirio? Se per vincere dobbiamo assomigliare a Bin Laden, secondo me Bin Laden ha vinto.

(Mi sembra di ricordare che vinsero i greci, giusto per il gusto di scannarsi tra loro qualche decennio dopo. Ma è roba passata, appunto: mi preoccupano di più i sequel).

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124 risposte

  1. i sultani, dopo aver assunto nel post prandium il veleno, soffrivano comunque di mal di stomaco, e neppure noi, oggi , dovremmo sentirci troppo bene, no?

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  2. Premesso che non andrò a vedere l’ennesimo noiosissimo polpettone peplico (che poi non mi preoccuperei tanto, il cinema è vichiano come tutto; hai giustamente sottolineato un fenomeno che già si verificò negli anni 50/60, ovviamente con modi diversi, e sai cosa produsse? I figli dei fiori) e premesso che sono d’accordo con te sulla incapacità di dividere quei lombi del cervello (..Kant ci è andato nozze), ti chiedo solo di rividere l’etichetta di “fascista”. Non tanto filosoficamente, ma storicamente. Insomma davvero crediamo che 300 gerarcucci cicciotti col fez sulla crapa, guidati da quel cagasotto del duce sarebbero stati in grado di affrontare migliaia e migliaia di americani, per esempio..? Forse qualche martire eroico giovanile la Repubblica di Salò lo produsse pure, ma davvero mi sembrano confronti impietosi. Mi sono sempre chiesto perchè il termine “fascista” sia sempre più adoperato (in tutto il mondo) di quello molto più difficile da pronunciare (rispetto reverenziale o solo cronologico?) del suo nipotino teutonico. Nazista.

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  3. Quindi tu non vai a vederlo? Io non so, posto che riesca a trovare la babysitter per 2 serate (voglio vedere Still Life), non so se Miller al cinema è come Miller in fumetto. Sin City l’ho visto su dvd ed ho dato la colpa al supporto, senza la sala, il buio etc. mi è sembrata una gran cavolata. Le tue considerazioni su violenza, etc. mi sembrano corrette, giuste, ma pensi veramente che la piccola dose di immagini che si beccano al cinema i ragazzini possa in qualche modo influire, e non sia invece la megadose di violenza che gli viene trasmessa quotidianamente da tv(anche i telegiornali)-videogame e non ultimi adulti con atteggiamenti sempre più aggressivi? Mi ci metto anch’io: quando guido viene fuori la parte bestiale, con nefandezze verbali ai limiti della cività (penso che sia la parte più regressa del neanderthal che c’è in noi). Invecchiando mi scopro sempre meno liberal, ma mi fa più paura l’antiestetica zuccherosa di 3 metri sopra il cielo, di quella espressa in 300. La storia delle Termopili è affascinante, eroica e sicuramente non pacifista, ma anche Achille non era proprio un figlio dei fiori, Cesare sarebbe stato bollato come dittatore, e Alessandro Magno un vero guerrafondaio. Tu ti chiedi cosa c’è dietro questo rigurgito di esaltazione “mitica” della violenza. E se sia corretto essere “partecipi” in quanto spettatori. Non lo so, fino a qualche tempo fa pensavo che la libertà di espressione e di opinione fossero i valori più alti in assoluto, quelli per cui lottare (fino al martirio?). Oggi, sono meno tetragona e più dubbiosa. tittirossa

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  4. Hanno vinto i persiani, pur perdendo un numero di truppe improponibile, vista la proporzione dei due eserciti. Tanto che Serse ordinò di finire i superstiti greci con le frecce per evitare altre perdite.Io comunque andrò a vederlo, 300, tanto per non fare come il ministro della “cultura” iraniano che ha decretato che il film è un attacco mediatico all’Iran. Strano visto che, almeno il fumetto è del 1998, quando la situazione politica tra USA e Medio Oriente non era certo quella attuale.Poi se il film non rispecchia il fumetto (che ho letto e non mi pare trasmettere un messaggio particolare sui persiani, anzi li dipinge senza caratterizzarli più di tanto, rispetto a molte altre opere) non lo so, lo potrò sapere solo Mercoledì sera.

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  5. beh…il messaggio è più che evidente. un esercito di giovani figli della lupa belli palestrati lampadati e depilati, che deve soccombere (ma solo per inferiorità numerica, mica per valore, eh!) a un’orda-orgia di mostri ambigui e deformi, una specie di gay pride armato, insomma. se il fumetto poteva anche passare per un dovuto omaggio ai perdenti, il film suona come le fantasiose giustificazioni che noi italiani tiravamo fuori per spiegare le figuracce coloniali e belliche. pini freghieri barbagli e santodio contro i terribili mimimmi marziani.

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  6. è tutto molto inquietante, ma la verità è che su come e quanto l’estetica diventi etica (o, che è ancora diverso, comportamento reale) non ci si capisce nulla. io, toh, ma nessuno mi ha mai dato l’impressione di capirci davvero qualcosa. né qua

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  7. “Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti”.No, mi sa che sto facendo confusione…

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  8. Frank Miller a me piace come fumettaro, ha un bel tratto. E’ sempre difficile dal fumetto fare un buon film. Devi essere Miyazaki. Ma Miller non ha lo spessore di Miyazaki. I dialoghi da fumetto NON vanno bene per una visione cinematograficoL’ho visto ieri sera e son daccordo con Mae ‘una cagata pazzesca’. 1) lasciamo stare il fascismo.2) meglio era fare un bel film d’animazione.3) L’Irananiano nulla ha capito: facendo un salto di logica: Serse=Bush e gli Spartani=gli irakeni. Ha un altro spessore vero?4) milioni di inesattezze storiche fanno una bella storia. Magari a stare sul serio in mezzo a quel macello: NON fu una bella battaglia.(Erodoto scrisse erroneamente la storia degli spartani alle Termopili, se si legge Tucidite ne salta fuori un quadro completamente diverso. Si vede che a Miller è piaciuta di più la storia raccontata da Erodoto)5) Gli spartani hanno sempre avuto un loro fascino: duri e puri e belli e crudeli. Ma comunque alla fine vinse Atene. Chiedersi sempre il perché.

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  9. Ma l’evoluzione della specie c’è stata o no? Perchè se come mito dobbiamo assumere Alessandro Magno o Leonica, davvero, Gesù Cristo era leggermente più avanti. O, senza osare troppo, Socrate. A a questo punto meglio Asterìx!!

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  10. Dal Gladiatore in poi? Io credo da “Fuga da Los Angeles”, l’orrido sequel di “1997 Fuga da NY” che sancisce il passaggio di Jena (e di Carpenter) dalla fase “macho-anarchico” alla fase “fascio-cazzaro”.Però mi feci grasse risate…

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  11. io il film l’ho visto. Non sono fascio, e i machi mi deprimono, eppure il film è riuscito a colpire delle corde profonde dentro (cervello rettiliano?) Anche io l’ho trovato fascista all’ennesima potenza e guardavo con preoccupazione i bambini esaltati attorno a me, ma in fondo me lo sono goduto. E mi chiedevo: perchè ci piacciono queste cose? anzi, cosa ci piace veramente di queste rappresentazioni? Forse cominciare a ragionare su queste ‘qualità’ è la strada giusta per vaccinarci dall’osceno messaggio. La metafora del sultano va secondo me arricchita parlando di cultura. Assumere veleno culturale a piccole dosi va bene solo se se ne è consapevoli, altrimenti ci porta alla morte (o a votare bossifinioberlusconi).

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  12. Ma non è che l’Occidente vuole far vedere (e si vuole convincere) che non è il mollaccione che pensa solo ai soldi??

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  13. [ot] Non ho trovato una mail per scrivertelo, pero’ volevo segnalarti il bizzaro comportamento dei feed: mescolano pezzi nuovi e vecchi, con imperscrutabile logica. In sé, è anche divertente, ma forse non è l’utilizzo comunemente divisato per lo strumento feed.

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  14. Le “doti virili” evidenziate nel post non le confonderei col fascismo. Ne sono ingredienti fondamentali, ma lo sono anche dell’anarchismo individualista di cui Miller è imbevuto, come d’altronde la narrativa hard boiled. E senza un po’ di esse non si possono nemmeno fare rivoluzioni o organizzare una Resistenza ai fascismi…[ot]: ricambi ha ragione, i feed sono così serendipitosi da sembrare completamente casuali 🙂

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  15. Verdò, poi giudicherò. Comunque molto interessante il post e bello il blog. Alle volte questo tipo di rappresentazioni mi disgustano profondamente, altre riesco a lasciarmi affascinare. Non so, forse dipende anche da dei preconcetti. Ultimamente Gibson lo rifiuto a priori (ad esempio).

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  16. Il giallo dei feed è presto risolto: sto editando i vecchi pezzi (per taggarli) e i feedreader me li trattano come i nuovi. E’ un problema che non riesco a risolvere (non ci provo nemmeno, in verità). Posso solo dire che andrà avanti così fino a Natale.Su 300 mi sembra di aver già detto tutto (considerato anche che non l’ho visto). C’era una domanda fatta là sopra da Es: perché si preferisce la parola “fascista” a volte si preferisce a “nazista”. Storia vecchia e controversa.Entrambi i termini nascono nel 900 in contesti storici ben precisi: ma dei due, “nazismo” viene più volte impiegato per indicare un preciso movimento storico (il nazionalsocialismo hitleriano), mentre “fascismo” ha acquistato anche un significato meta-storico: è più facile adoperarlo anche per regimi diversi ma in qualche modo affini a quello mussoliniano (Sparta, appunto). Non c’è un motivo logico per cui le cose siano andate così (non solo nella lingua italiana), salvo forse che il nazismo storico fu un fenomeno talmente eccezionale che il buon senso preferisce ritagliare un lemma di vocabolario solo per lui.Detto questo, il regime spartano aveva qualcosa in comune con entrambi. Il controllo delle nascite e la difesa della razza sono anzi elementi più nazisti che fascisti (Mussolini li adottò solo in un secondo momento). Il fatto che Miller (e i suoi lettori) si appassionino alla storia di Sparta ha qualcosa di inquietante: fino a quel momento tacciare di fascismo il Batman del Cavaliere Oscuro sembrava veramente voler spaccare il capello in quattro (e non essere in grado di apprezzare una grande storia senza la lente dell’ideologia).C’è poi quello che ha detto adrix: si può fare Resistenza ai fascismi senza un certo tipo di letteratura sul coraggio, la difesa ad oltranza, ecc? E’ un argomento intrigante. Un aspetto poco noto dei giovani combattenti della Resistenza italiana, è che spesso erano imbevuti di un tipo di retorica dell’ardimento molto fascista, anche se rovesciata: penso ad esempio a Fenoglio. Ma sono cose ancora un po’ antipatiche da dire.

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  17. Mah.Sicuramente non andrò a vederlo, ‘sto polpettone da playstation 3.Però. Però Leo, non mi è mai piaciuto questo discorso sui film fascisti o non fascisti. “Sentieri selvaggi” è obbiettivamente razzista, ma resta un capolavoro assoluto. “Cane di paglia” di Peckinpah venne etichettato con le peggiori parole, ma resta un grandissimo film. Per non parlare delle stronzate dette su Truffaut come regista piccolo borghese. Truffaut eh, mica Vanzina.Io ci sto attento, prima di definire un film come “fascista”, perché adoro certi film con tematiche di amicizia virile e sacrificio (vedi il john woo honhkonghese). Ma non mi è mai passato per la testa di marciare su Roma.Ricordo che Tarantino, ad un giornalista che gli chiese se i film violenti potessero essere pericolosi, rispose più o meno:”un ragazzo che guarda film violenti può fare di tutto. anche il regista di film violenti”.Ah, io adoro 24. Devo considerarmi un neocon o un repubblicano guerrafondaio? Scherzo…Ciao

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  18. perdona l’omonimia. cercavo vanamente nei blog italiani un post decente su questo film. io ne ho scritto qui http://www.rockstar.it/blog.asp?IDBlog=474 prima di vederlo e qui http://www.rockstar.it/blog.asp?IDBlog=485dopo (e dopo aver letto claudia morgoglione su prepubblica.it e roberto saviano sull’espresso ed esser rimasto basito). ho appena letto il tuo e volevo complimentarmi. leonardo

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  19. <>Siete cresciuti con Zio Paperone, il simpatico capitalista in palandrana, e vi domandate perché vi viene istintivo votare Berlusconi?<>Zio Paperone non è un fighetto rampante, non si tinge i capelli e non compra giudici. Berlusconi è Rockerduck.

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  20. Stamattina su Rainews24 ho visto un articolo su 300.Una delle frasi finali:“Hollywood è sempre stata un’arma in più per gli USA per difendere la propria democrazia.Di volta in volta, nei film, i cattivi sono stati impersonati dai nazisti, dai giapponesi, dai sovietici e poi dagli arabi.”Non so se l’assenza dei Nativi Americani dalla lista fosse volontaria, ma ricordarli avrebbe impresso alla frase dei contorni molto differenti.

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  21. A me sembra un po’ fascista parlare di un film senza averlo visto. Anzi no, non fascista, cattolico.La battuta su Playstatione e Xbox, poi, è bellissima, soprattutto detta da uno che legge fumetti. E’ un po’ come quelli che vent’anni fa dicevano “è tutta colpa dei fumetti signoria mia”.

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  22. Se ti mando a cagare, ti sembro meno cattolico? Anonimo, va a cagare.Non ho parlato del film: ho parlato di un fumetto che ho letto. Ho anche spiegato perché il film non lo vado a vedere.La battuta su Playstation te la rispiego: molti videogiochi (a cui ho giocato molto) non sono altro che simulazioni di combattimento, e possono servire all’addestramento: una cosa che i fumetti oviamente non possono fare. I fumetti ci mettono la mitologia, i videogiochi ti affinano i riflessi, et voilà che abbiamo il nostro combattente del futuro. Xbox e fumetto, balilla perfetto.

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  23. Adrix sostiene che: <>Le “doti virili” evidenziate nel post non le confonderei col fascismo. [..] E senza un po’ di esse non si possono nemmeno fare rivoluzioni o organizzare una Resistenza ai fascismi…<>Non ne sarei così sicuro: quel che è abbastanza certo è che resistenze e rivoluzioni ebbre di doti virili, quando prendono il potere, applicano modalità simili a quelle del tiranno sconfitto (o vittorioso, in ultima analisi?). La balla del “fine giustifica i mezzi” ha fatto enormi danni, ed incredibilmente c’è ancora chi non si rende conto che, casomai, i mezzi pervertono il fine.Ho l’impressione che sia molto diffusa una miope semplificazione, che riduce tutto alla forza delle armi. Questa è una vittoria storica del virilismo fascista (in senso lato). Leonardo aggiunge: <>Un aspetto poco noto dei giovani combattenti della Resistenza italiana, è che spesso erano imbevuti di un tipo di retorica dell’ardimento molto fascista, anche se rovesciata<>Altrettanto vero è che un aspetto ancor meno noto e trascurato della retorica sulla resistenza è tutta la storia della diffusa resistenza non armata e le forme di resistenza nonviolenta che si sono realizzate in Italia ed in Europa. Una figura di primo piano come quella di Aldo Capitini, in Italia, è quasi sconosciuta -probabilmente perché non serviva a nessun partito o gruppo di potere- e chissà quanti avranno mai sentito parlare della vicenda dei coniugi Trocmè, della diffusissima non collaborazione danese all’invasore nazista, e dei mille episodi minori che come le armi, forse più delle armi, hanno contribuito alla caduta di nazismo e fascismi; alla loro sconfitta storica e non solo bellica, alla vaccinazione delle società ai totalitarismi. Forse perché, per riflesso, rendono evidenti le complicità, il consenso, le scelte collettive che ne hanno favorito la nascita e la diffusione. E forse perché deresponsabilizzano – vediamo esattamente la stessa cosa per quanto riguarda la lotta alla mafia. Percepita, spesso, nel sentire comune (qualunque cosa significhi 🙂 ) come una questione di polizia – mentre si trascura l’antimafia sociale e si tollerano enormemente comportamenti mafiogeni diffusi.Quel che mi stupisce sono gli eccessi grotteschi di questa mentalità (trecento è solo l’ultimo esempio di una lunga serie) – e come vengano presi sul serio.

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  24. leggendo espressioni come “lacedemoni fasci”non riesco proprio a trattenermi e due righe devo scriverle. Volendo proprio GIOCARE con gli anacronismi, la lettura di alcune fonti antiche, Plutarco o Senofonte tanto per citarne due, ti chiarirebbe che a Sparta non c’era nulla di lontanamente avviucinabile a ciò che oggi noi definiremmo fascismo. Scopriresti che, sempre giocando con gli anacronismi gli Ateniesi erano imperialisti e, come gli Americano oggi, esportavano democrazia! Gli Spartani credevano nel loro stato, si consideravano liberi e tra loro ugali e credevano che” mantenere la propria libertà fosse meglio che togliere quella degli altri”.Anche il Che era un cazzuttissimmo guerriero ma non lo definirei un fascista!Il film è un fumettone che ti riempie gli occhi! da vedere…e senza tutte ste paure che il fascismo manipola la nostra società in modo ben più subdolo e pericoloso!un’archeologa di passaggio.

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  25. sei propio triste, ogni cosa per voi deve essere politica, non solo un film fumettistico con effetti speciali.ma se come dici tu che il cinema vuole farci il lavaggio del cervello spero che nel giro di una generazione accada veramente per tutti voi comunisti.riagganciandomi all’ultimo commento, condiviso da me, è meglio che vi studiate un po di storia.siete il cancro del pensiero umano.

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  26. Ogni cosa è politica, mettetevelo in testa.Non vorrei essere stronzo (tuttavia lo sono), ma di imperialismo ateniese si parla più o meno in qualsiasi testo di storia per le scuole medie.Gli spartani erano una casta militare che praticava l’eugenetica ai massimi livelli: basta quello ad accostarli ai fasci (e ancor più ai nazi) e non sono senz’altro stato il primo a farlo. All’ultimo anonimo propongo un patto: io ripasso la Storia e lui l’Ortografia. Propio.

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  27. Sei un povero idiota. Probabilmente di sinistra.

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  28. mi dispiace. non intendevo darti dell’ignorante o dirti cosa ripassare. il mio commento voleva solo sottolineare che applicare categorie del pensero moderno all’antichità conduce a una riflessione poco solida poichè non tiene conto delle profonde differenze tra la nostra epoca e quella antica, nè della complessità di quest’ultima. la ricostruzione degli eventi storici e delle società antiche richiede uno sforzo critico maggiore rispetto alla lettura del sussidiario. la storia greca è da sempre la mia passione e la costituzione degli spartani è un degli avvenimenti più complessi e avvincenti…non per questo sono fascista, non lo sono mai stata e non lo sarò mai. Io non critico i film senza vederli e non taccio di fascismo niente e nessuno a priori.

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  29. dovrei fare qualche considerazione sull’articolo scritto:1.le legislazioni di atene e sparta furono scritte da tale solone e licurgo.2.queste legislazioni ponevano come piu alto principio il rispetto delle leggi e non il volere di un’uomo3.la costituzione america è stata scritta ispirandosi alle riforme di licurgo(sparta).4.tutte le costituzioni del mondo occidentale si sono ispirate al modello americano.facendo queste considerazioni si evince che:1. tutte le costituzioni si basano su un modello fascita2. non sai di cosa parli.un’altra ed ultima considerazione:i famosi 300 con altri greci sono morti per la loro libertà, la loro filosofia e la loro arte, che è alla base della nostra civilta ancora oggi.quindi se tu oggi puoi parlare e dire cio che pensi devi anche ringraziare i tuoi “fascisti”.Ps. scusa per l’ortografia…

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  30. No, non ti scuso. Impara a mettere gli apostrofi o non salire mai più in cattedra, perché ti rendi ridicolo. Se i trecento sono morti perché tu potessi fare sfoggio di cultura occidentale, sono davvero morti invano, visto che non sai distinguere tra fonti storiche e leggende.Su qualunque sussidiario serio imparerai che Licurgo è una figura leggendaria: le sue “riforme” tenevano comunque fuori dalla rappresentanza gli Iloti, che erano il 90% della popolazione. Gli spartiati si selezionavano alla nascita come i più puri discendenti degli invasori Dori: erano una casta militare. Per quale filosofia sono morti, visto che la loro unica competenza era nell’arte di ammazzare?

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  31. complimenti per il blog perchè m spaventa la tua proprietà d linguaggio e l’enorme bagaglio culturale che t porti dietro… scusa l’anonimato ma sn un pò imbranata e nn sapevo come altro fare…:-) cmq ho visto il film e sinceramente a me è piaciuto ma credo che su d me la filosofia filofascista che v è espressa nn abbia avuto alcun effetto… credo dipenda dal fatto che avendo approfondito il periodo fascista a scuola, avendo visionato documentari censurati dalla rai, avendo letto e riletto decine d libri sull’argomento nessun film potrebbe farmi simpatizzare con quel pensiero politico… certo è che sn spaventata… c’è una generale rivalutazione della figura del duce, a volte ascolto affermazioni che m lasciano basita… soprattutto perchè spesso provengono da persone che della storia sanno poco o nulla e sulla base dei motti sentiti dagli amicio letti chissà dove infilano la fotografia del duce nel potafogli o mostrano bottiglie con le sue effigie… tutto ciò m turbann esser cattivo con me!!! stella

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  32. Forse non hai fatto il liceo, altrimenti sapresti che la nostra civiltà discende diretttamente da quella ellenistica.i valori militareschi che tu confondi con quelli fascisti hanno permesso a quella civiltà di evolversi nei secoli e di esserci da esempio!PS se tu ora puoi mollemente sparare cazzate,forse lo devi anche a loro.AH.impara a contestualizzare gli eventi storici!

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  33. Sì, certo, lo devo a loro, al Ratto delle Sabine, al Sacco di Roma e all’uovo di Colombo. Ma la pianti di sputare luoghi comuni un po’ ignorantelli? Stai ancora al “se non ci fosse stato Leonida saremmo tutti asiatici”. Se non ci fosse stato Leonida magari Atene e Sparta si sarebbero arrese a Serse e qualche decennio dopo non si sarebbero distrutte a vicenda. Forse, perché la storia non si fa coi se. La civiltà spartana non si è “evoluta”: i lacedomoni si sono praticamente estinti, proprio perché erano una casta guerriera dedica a pratiche eugenetiche.Visto che tu il liceo classico lo hai fatto, perché confondi così a sproposito civiltà ellenica ed ellenistica? E’ un bel lapsus, tra l’altro, perché la civiltà ellenistica nasce con un invasore tracotante che dopo la conquista di Sparta e Atene si mangia un’altra mezza Asia e poi impone matrimoni interraziali alla faccia dell’eugenetica. Soltanto che invece di Serse si chiamava Alessandro il Macedone ed è biondo invece che moro. Ma suo padre era pur sempre un montanaro ignorante. Senza di lui tu non saresti qui: chissà dove saresti e chissà quanto poco me ne potrebbe fregare.Che il tuo insegnante di Greco possa leggere le sciocchezze che scrivi, riconoscerti dalle tue sconcezze ortografiche e vergognarsi di te e di sé stesso, per molte settimane, fino alla maturità e anche oltre. Stolto! I trecento non sono morti perché tu te ne passassi i pomeriggi su internet a esibire la tua ignoranza.

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  34. Ho visto il film, mi è piaciuto anche se ovviamente non mi sognerei mai di approvare le azioni degli spartani.Contiene un messaggio fascista?Può essere.Scrivo per un altro motivo.Leonardo secondo me sei tu che sbagli quando risolvi tutto con un “si sarebbero scannati a vicenda”.Da come la dici tu sembra che la vittoria di Serse non avrebbe fatto nessuna differenza.La civiltà ateniese era veramente avanzata sul piano dei diritti umani, dal punto di vista filosofico, etico, politico, scientifico. Non so se la civiltà persiana fosse ugualmente avanzata.Quindi non è indifferente chi abbia vinto.Inoltre IN QUELL’OCCASIONE (quello che è successo dopo non centra) i greci combattevano per difendere le loro vite: avevano anche delle ragioni per combattere (non conosco bene la storia, potrei anche omettere eventi importanti).Liquidare tutto con una frase che sembra non rilevare alcuna differenza tra chi invade e chi è invaso, non mi sembra una considerazione che rende onore a uno che, giustamente, critica il fascismo.

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  35. Ma non li voleva mica sterminare, Serse; voleva che pagassero un tributo. Esattamente come Filippo il Macedone un secolo dopo; però nessuno considera la conquista macedone un attentato all’Occidente.Non è un caso che mentre Atene e Sparta cercavano di difendere i loro interessi, i cittadini di altre polis greche erano ad Olimpia a vedersi i Giochi. I 300 andarono a morire perché erano programmati per farlo. Gli spartani non ci hanno lasciato nessuna letteratura, filosofia, niente; solo lo stile laconico. Se Serse li avesse sottomessi, sai che danno per la Storia della civiltà occidentale.

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  36. “Muori” per i tuoi ideali. Questo e’ secondo me il messaggio del film. O per lo meno questo e’ quello che voglio vederci dentro io. In una societa’ cosi’ apatica e atrofizzata, sono circondato da amici che non credono in niente e l’unica cosa per la quale si “ucciderebbero” e’ una partita di calcio. Poco importa se sono fascista o comunista, tanto non sono libero. E per lo piu’ sono solo.

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  37. Muori per la libertà è il messaggio del film. Questa è una contraddizione col concetto stesso di fascismo. Gli spartani muoino per non cedere ad un Tiranno. I fascisti adorano i tiranni. Mi pare che nella tua tesi c’è una palese contraddizione di fondo…

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  38. Ai fascisti piace la morte, è noto. Gli piace ammazzare per i loro ideali, o semplicemente per il loro capo, di cui si fidano. Gli piace anche morire per queste cose; in misura inferiore, perché si può morire una volta sola. Ma ugualmente, gli piace: gli piace tanto che mi verrebbe a volta di aiutarli, non fosse che la violenza mi ripugna. NOn siamo veramente fatti per stare nello stesso mondo.

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  39. Gia’, beh morire per la liberta’ mi sembra un buon ideale. Ma qui si sta facendo confusione, perche’ non so’ se ve ne siete accorti ma le contraddizioni di fondo scaturite in questo bel blog e che hanno fatto volare un paio d’insulti, sono tutte li’, nel film. E ancora prima nella storia vera. La piu’ evidente? Paragonare i greci alla democrazia americana e i persiani ai storpi talebani; di fatto mi risulta che nel “nostro caso” gli invasori sono proprio proprio gli americani mentre chi preferisce la morte all’oppressione sono proprio i talebbani (vi prego non voglio sapere se e’ giusto o non e’ giusto, sto parlando d’altro). E secondo me il bello del film e’ proprio questo, che e’ pieno di contraddizioni, da’ allo spettatore la possibilita’ di scegliere insomma. Poi siete voi che avete tirato in ballo i fasci e i comunisti. Uffh. Al giorno d’oggi se rompi i coglioni non c’e’ bisogno che ti apro in due con la mia spada, con la mia baionetta o con il mio olio di ricino. Ci pensa Gande Fratello. E la morte cambia aspetto. Per quello prima ho fatto attenzione a mettere le virgolette su “Muori”.In ultimo, cio’ per cui gli spartani combattono, la loro terra, i loro ideali, tutti questi valori a loro volta li hanno strappati alle antiche popolazioni messeniche riducendole praticamente in schiavitu’…contraddizioni. Ne siamo circondati.

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  40. E’ forse la paura di non essere all’altezza che porta certi deboli ad odiare l’esaltazione della forza, della virtù e del coraggio?

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  41. Non lo so.Andrebbe chiesto appunto ai deboli, a quelli che postano i commenti anonimi.Tieni comunque conto di una cosa:la forza non è l’esaltazione della forza: Mussolini mostrava i muscoli e aveva un esercito ridicolo.L’esaltazione della virtù, non è la virtù; è praticamente il contrario.L’esaltazione del coraggio……..…………….…………….…………….……………. BU! Dai, non scappare, era solo uno scherzo.

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  42. La paura e’ di tutti. Anarchici, Democristiani, Comunisti, Repubblicani, Nazisti, Ebrei, Bianchi, Scimmie, Lombrichi…noi tutti abbiamo paura. Quello che fa’ veramente la differenza e’ il modo in cui ci difendiamo. Alcuni per difendersi attaccano.Ora in risposta all’anonimo dell’una (huhu) devo dire che non ho ben capito il senso della tua domanda, permettimi, forse perche’ la tua domanda un senso non c’e’ l’ha. Mi spiego.Un debole d’animo adora tutto cio’ che e’ esaltazione di forza, virtu’ etc etc! Scherzi? Non vede l’ora!In fondo rappresentano i suoi 5 minuti di gloria, bisogna rispettare, e’ giusto. L’esaltazione e’ l’unico modo per un debole di sentirsi forte. Poi la mente fa’ il resto.Chi e’ forte invece non ha proprio bisogno di esaltare niente. E in fondo c’e’ ben poco di cui esaltarsi! Anzi diffidare proprio dagli esaltati in genere!Da non confondere con i Meravigliati; tutt’altra categoria.Che poi chi puo’ dire di essere veramente forte davvero non lo so’.Abbiamo tutti paura. La differenza la fa’ il modo in cui reagiamo a questa paura, che in fine non e’ altro che uno stimolo di sopravvivenza. Ci sono quelli che di solito sono quelli di destra che hanno paura e hanno bisogno di sicurezze, stanno male sai, se non hanno sicurezze. Le vogliono a tal punto che te le strapperebbero di mano. Senza chiedere.Ci sono quelli invece, che di solito sono di sinistra, che hanno pure loro paura, ma fin che si sta’ tutti insieme a ballare e bere vin rosso passa tutto. Capisci? E’ da ridere. Ma scusate e tutti gli altri? “Scusi maestra dove mi metto?”Un ideale dico io. Da morirci.

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  43. Guarda, se proprio hai voglia di morire, non hai bisogno di un ideale. Comprati uno scooter. Si muore che è un piacere.

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  44. Vedo che hai capito tutto da solo…complimenti!Morire per un ideale non significa mica foderarsi di dinamite e farsi saltare su un autobus. O cominciare a farsi di eroina quando l’ideale e’ il piacere. No no cosi’ e’ troppo facile.Significa inseguire un qualcosa con ardore. Solo per spirito di elevazione personale. Per avere un qualcosa da fare. Io ad esempio ho la musica, mi ha salvato la vita. La faro’ finche’ non moriro’…di vecchiaia.Dovresti trovare qualcosa da fare pure te mi sembra, anche scopare ogni tanto va bene. Non lo so se ti salva la vita ma di sicuro rende meno acidi.

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  45. Ma dopo scopato si è ancora più caustici e insofferenti, come tua sorella d’altronde ben sa. Salutamela.

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  46. Ecco cio’ che intendevo riguardo agli esaltati.Caro il mio Efialte, che tu possa vivere per sempre.

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  47. Ahem, questo lascialo dire a Leonida.Tu, diciamolo, sei solo un tale che scrive cose un po’ confuse sul blog di qualcun altro. Non hai salvato nessun Occidente; ti servono ideali per morire, ma di morte lenta; al limite ti basta la musica. Probabilmente non hai più di 16 anni: se ne hai di più, sono trascorsi abbastanza invano. E’ un po’ presto per augurare vita o morte agli sconosciuti, credimi.

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  48. Perfettamente d’accordo sui fascisti: l’amore per la morte è una loro prerogativa, così come lo è uccidere per i propri “ideali”; stalin, mao e compagnia bella ne sono la prova.Forse voler tacciare di “fassismo” una società vecchia di 2500 anni è un po’ anacronisico, ma bisogna ammettere che di copie del manifesto in Laconia non ne circolavano molte, e si sa che chiunque non sia comunista è necessariamente fascista / nazista / reazionario / capitalista, da Leonida a Zio Paperone, senza dimenticare Batman. Ai Greci rimane comunque il merito di aver creato la civiltà occidentale, e di averla difesa; è indubbiamente imperfetta, come erano imperfetti loro. A qualcuno può non piacere, ma ci si può sempre trasferire in Corea del Nord.

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  49. Dopo il signorino “Scopa-di-più” è arrivato “Vattene-in-Corea”… ma vi fanno con lo stampino?Cioè, siccome non mi sono fermato a Erodoto sono per forza un comunista, leggo il Manifesto e pasteggio a bambini? Ma tu esisti come persona, o sei solo un fascio di luoghi comuni che naviga di qui e di là?Cosa hanno dato esattamente gli spartani alla civiltà occidentale, a parte qualche elementare norma di eugenetica? Sbaglio o sono gli stessi che assediarono gli ateniesi per anni, causandone il declino?

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