Karaoke esistenziale, ciak! 5

La pecora di Panurge

Deve ancora metter le piume

La freccia che le trapasserà il fianco;

e nel suo cuore, nulla s’accende

quando lo cede ai suoi amanti.

Lei se ne ride, dei chiari di luna

dei fiori azzurri, del dolce languore

delle Veneri della vecchia scuola,

che facevano l’amore per amore;

delle Veneri della vecchia scuola,

che facevano l’amore per amore.

Ma non dovete credere allora

che abbia un qualche diavolo in corpo;

si ferma anzi al primo piano

il suo settimo cielo, ed è già tanto.

Non la troverai mai troppo languida

mentre passa il ponte dei sospiri,

e guarda come animali curiosi

quelle che fanno l’amore per il piacere.

E guarda come animali curiosi

quelle che fanno l’amore per il piacere

Non crediate poi che sia in vendita

perché qualcuno se la prende in spalla:

non per questo si è tenuti a farle

uno di quei regalini sontuosi…

Non è di quelle che, andando all’orgia

ti fanno subito il preventivo;

lei non ha nulla delle belle venali

che fanno l’amore per profitto.

Lei non ha nulla delle belle venali

che fanno l’amore per profitto.

Ma allora, perché si concede,

senza cuore, né piacere, né lucro?

Se l’amore non vale la candela,

perché lei se ne consuma?

Se qualcuno lo sa, senza indugi,

l’aiuti a levarsi il vestito…

È perché lei si tiene aggiornata,

perché va di moda, e lei è una snob.

È perché lei si tiene aggiornata,

perché va di moda, e lei è una snob.



Ma cambiando i costumi, e le donne,

chissà che un bel giorno al suo seno

non si vada a piantare, per caso,

una piccola freccia perduta:

e sarà il suo turno, allora

di andare a giocare, al chiaro di luna,

alla Venere vecchia scuola,

quella che faceva l’amore per amore

alla Venere vecchia scuola,

che faceva l’amore per amore.

Credevo che l’avesse scritta Brassens, invece è di Louis Aragon. Però.

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