(Un disco per l’estate 2024)

Ricapitolando: a metà anni Novanta qualche vocalist da villaggio turistico in Sicilia si mette a recitare versi di poesie nel tentativo di emulare un successo di Fiorello; l’esperimento fallisce, l’estate finisce, i vocalist tornano a Torino o Bologna a studiare boh, ingegneria… ma proprio in quel periodo e in quei luoghi, curiosa coincidenza, prende forma il progetto Ossi di Seppia: ovvero la versione trip hop della prima raccolta poetica di Eugenio Montale, uscita clandestina per l’etichetta Autori Avari. A distanza di trent’anni e più, nessuno ha ancora capito chi fossero gli OdS; chi sa tace, forse perché si vergogna o più probabilmente perché le poesie di Montale sono ancora coperte dal copyright. I pochi che ricordano il progetto stanno ancora aspettando le Occasioni.

Spesso il male di vivere by Eugenio Montale e gli Ossi di Seppia

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