Il due per mille non frega il cittadino… l’otto per mille invece sì?
“Il sistema del due per mille non frega il cittadino”. “Se il cittadino non opta, quindi non sceglie Stato o partiti, il contributo, il due per mille stesso, rimane allo Stato”. Così ha detto Enrico Letta e senz’altro è una buona notizia: per molto tempo abbiamo temuto che anche il due per mille di chi non intendeva scegliere (il cosiddetto “inoptato”) sarebbe stato distribuito ai partiti. Non è così: eravamo i soliti prevenuti, il sistema del due per mille non fregherà il cittadino.
Ma perché ci era venuto un dubbio del genere? Semplice: avevamo pensato di applicare al nuovo “due per mille” lo stesso sistema che funziona per l’otto per mille con cui si finanziano le confessioni religiose. Nel caso dell’otto per mille infatti l’inoptato viene ri-distribuito secondo un criterio proporzionale: la confessione che ha ottenuto il maggior numero di “preferenze” ottiene la fetta più grande. Se si considera che più o meno il sessanta per cento dei contribuenti non esprime nessuna preferenza, ne risulta che il 37% dei contribuenti che scelgono la Chiesa cattolica riescono a dirottare su di essa l’85%… (continua sull’Unita.it, h1t#209) (dati del Senato relativi al 2007): più del doppio. Per contro l’Assemblea di Dio e l’Unione delle chiese metodiste e valdesi hanno deciso di rinunciare alla loro quota di inoptato.

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