Mentre aspettiamo una sentenza – l’ennesima – ripetendoci che non è importante, che non cambia nulla, che ci sarà sempre un grado ulteriore o un lodo o qualcos’altro, e che poi la via giudiziaria non è che ci interessi così tanto, non è coi processi che si vincono le battaglie, eccetera… mentre aspettiamo di sapere se Berlusconi farà cadere il governo o no, a questo punto senza nemmeno capire se preferiremmo di no… può essere utile ripassare cos’è l’antiberlusconismo. Perché siamo antiberlusconiani, lo siamo sempre stati, però ultimamente il concetto si è un po’ aggrovigliato. La confusione è così grande che abbiamo sentito molti osservatori autorevoli accusare Bersani di aver perso le elezioni a causa del suo antiberlusconismo; e tutto questo mentre un movimento nato dall’antiberlusconismo viscerale e manettaro, un movimento che ha tra le sue parole d’ordine “psiconano” e “al Tappone” e si batte per l’ineleggibilità di B. passava dallo zero al venticinque per cento dei suffragi. E allora? E allora forse esistono tanti antiberlusconismi diversi, e non c’è dubbio che quello di Bersani non sia risultato il vincente.

Esiste un antiberlusconismo morale, anche un po’ moralista, che partendo da un assunto sotto sotto reazionario (la decadenza dei costumi, non ci sono più le lucciole, ecc.) prende la figura di Berlusconi e le addossa tutte le responsabilità addossabili. Quando non c’era lui l’Italia era in bianco e nero ma meno sboccata, meno pacchiana, eccetera eccetera (qui il morale vira verso l’estetico: l’altra sera, mentre su canale 5 ci spiegavano di nuovo che Ruby è una pecorella smarrita, su Rai YoYo la fatina della Buona Notte si presentava allo special sulla Festa della Mamma in borghese con tacco 12; non è mica colpa di Berlusconi, però… però certe cose ce le ha portate lui, e adesso non sappiamo più come gestircele, straripano dappertutto, anche in quelle zone che una volta presidiava il Mago Zurlì).

Esiste un antiberlusconismo giudiziario, che in effetti nasce più dalle pagine della cronaca giudiziaria che da quelle politiche; è un fenomeno un po’ manettaro, ma almeno ha il pregio di restituire contorni reali al personaggio. Berlusconi può rappresentare tante cose della storia d’Italia, ma quando va alla sbarra è un cittadino come gli altri, che ha commesso alcuni reati. Fin qui sarebbe anche semplice. Il problema è quando ci si sposta sul piano politico. Gli antiberlusconisti giudiziari vagheggiano il giorno in cui un giudice cancellerà B. dalla politica italiana, con un clac di manette o un semplice colpo di martelletto; quel giorno però non arriva mai, e questo li snerva. I più informati probabilmente a questo punto sanno benissimo che non c’è legge sull’ineleggibilità o interdizione dai pubblici uffici che tenga: nessuna legge vieterebbe a B. di continuare a finanziare il suo partito, intestandolo a prestanome o membri della famiglia. A questo punto però l’antiberlusconismo giudiziario è forse prigioniero delle sue cerimonie, dell’attesa del martelletto fatale, della manetta che prima o poi scatterà. È abbastanza improbabile che succeda (se non altro vista l’età dell’imputato), ma nel frattempo l’antiberlusconismo giudiziario continua a vendere bene, in edicola e in libreria.

Esiste un antiberlusconismo agonistico, non mi viene in mente un altro aggettivo con cui definirlo: è l’antiberlusconismo di quelli che B. lo vogliono “battere alle elezioni”: sottointeso, ad armi pari. In realtà si sottointende un’enormità… (continua sull’Unita.it, H1t#179).

 In realtà si sottointende un’enormità, perché B. non usa armi legali: ha a disposizione un patrimonio immenso, accumulato con metodi discutibili, come per esempio la corruzione (possiamo dirlo ormai, ci sono le sentenze). Dispone di una corazzata mediatica un po’ ammaccata ma ancora senza rivali per potenza di fuoco in Italia, e lo si è visto in campagna elettorale: B. non è riuscito a vincere, ma riesce ancora ad evitare che vinca qualcun altro. Cosa significa “batterlo alle elezioni”? Con che risorse, visto che lui ne ha di enormi? Con che televisioni? Non si sa, non si è mai capito. Gli antiberlusconiani agonistici sono di solito tipi sportivi, pronti a gettare il cuore oltre all’ostacolo: prima o poi, lasciano intendere, gli italiani tiferanno per loro, ammireranno la loro sportività, il fair play del galletto che sfida la faina al giro dell’aia. Finora son tutti finiti male (Occhetto, Rutelli, Veltroni), però magari questa volta chissà.
Esiste un antiberlusconismo politico, ben rappresentato in parlamento ma abbastanza minoritario nel Paese. Lo professa chi è convinto che Berlusconi, al di là di questa o quella sentenza, sia un vulnus per la democrazia italiana; vulnus però in latino significa ferita: qualcosa che non si rimuove, non si asporta, ma si deve in un qualche modo rimarginare. La politica dovrebbe quindi trovare una via per la riappacificazione tra gli antiberlusconiani e i milioni di persone che in B. hanno continuato a credere per tutto questo tempo, perché poi la politica consiste in questo: nel fare la pace. Sennò è guerra.
Esiste un altro antiberlusconismo, poco conosciuto, che appunto prevede una situazione di guerra civile. I pochi ma affezionati lettori del mio blog lo conoscono con l’espressione Delenda Cologno (Bomb Cologno per gli anglofili). Esso parte da un assunto che tutto sommato condividono tutti gli antiberlusconiani, e ha l’unico torto di trarne le estreme conclusioni: siccome B. è un vulnus per la democrazia, siccome è stato il protagonista non di questo o quel caso giudiziario, ma di una violazione sistematica della nostra costituzione; siccome questa violazione non è l’opera di un singolo uomo, ma di un’azienda che in vent’anni ha caparbiamente difeso una posizione di monopolio evidentemente illegale – non resta che requisire quest’azienda, espellendone la dirigenza. Un atto politico, non giudiziario; preso da leader politici, con il consenso dei loro elettori. Un simile consenso è tutt’altro che fantascienza: basta sommare i risultati elettorali di PD, Sel e M5S per rendersi conto che un fronte antiberlusconiano, in Italia, ci sarebbe. Purtroppo Beppe Grillo ha altre priorità (è molto più ossessionato dalla Rai che da Mediaset), e anche la dirigenza del PD non sembrava entusiasta. Insomma, non dovremmo parlarne più.
Ma io ne parlo ancora. Non sono un antiberlusconiano morale, non credo che sia colpa sua se anche la fatina della buona notte sta sui trampoli con un décolleté innaturale; non sono un manettaro, mi dispiace se in alcuni casi B. ha sfruttato la prostituzione ma non credo che sia questo il vero problema; non sono un antagonista, preferirei che nessun leader gareggiasse con lui in piacioneria o in fundraising o in qualsiasi altra categoria; non credo nella pacificazione, o meglio credo che sia inevitabile, non appena B. sarà in esilio e la sua azienda smontata e rivenduta a imprenditori onesti. Non penso che la mia prospettiva sia realistica, ma ho la sensazione che sia l’unica razionale: ora e sempre, delenda Cologno.http://leonardo.blogspot.com

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83 risposte

  1. Ho letto il tuo post sino alla fine, soffermandosi sulle analisi comparate dei diversi tipi di antiberlusconismo presenti in Italia.
    Quanti faranno altrettanto e quanti invece salteranno subito a (errate) conclusioni?
    A breve lo vedremo…

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  2. Ora e sempre d'accordo sul delenda Cologno.

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  3. Sempre Delenda Cologno, anche se temo che questa perifrastica passiva abbisognerà ancora di troppo tempo prima di diventare una perifrastica attiva.
    Nel frattempo saranno guai.

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  4. Insomma, esiste una azienda, che si occupa (anche) di comunicazione e che somministra agli italiani per via televisiva una serie di messaggi che li porta poi a votare un certo partito politico con a capo un certo individuo.
    Questo e' un problema. Aboliamo quindi la azienda.
    Se al posto di azienda ci mettiamo la Chiesa? Vogliamo negare l'influenza che i cattolici dentro la RAI hanno avuto nel formare il voto degli italiani?
    In sintesi, il progetto “Delenda Cologno” significa decapitare la parrocchia avversaria. Chissa' come mai ho l'impressione che non funzionera'.
    Per costruire una opposizione ed una alternativa a Berlusconi occorrerebbe partire dalla comprensione di cosa sia il berlusconismo, vulgo “perche' laggente lo vota”. E' un lavoro faticoso e lungo e si capisce che lo vogliano fare in pochi. Comunque la migliore analisi del berlusconismo la ha scritta David Bidussa, eoni orsono, quando il fenomeno era al suo inizio, nel suo “Il mito del bravo italiano”, chissa' se lo hai letto (ah no, scusa, l'autore non e' cattolico).

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  5. l'opzione PD (magari non tutto) finto antiberlusconiano, non ti sfiora minimamente?

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  6. Il punto non è abolire l'azienda; è garantire il pluralismo e il rispetto di standard di legalità e di decenza. Vale ovviamente anche per tutte le Chiese.

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  7. Più che finto, è un antiberlusconismo tutto politico che esprime una forte esigenza di pacificazione, avvertita molto più dai vertici che dalla base (anzi la base proprio non ci sta, non sente la stessa esigenza).

    Un moralista si straccerà le vesti, lamenterà il complotto dell'eterno D'Alema, la storica ammissione di Violante, ecc. Ma la politica consiste nel patteggiare. Il problema è che si sono fatti fregare più volte, e anche stavolta si sono trovati (ci siamo trovati) in un cul de sac niente male.

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  8. Perche', ovviamente, tu sei convinto che il berlusconismo possa essere sconfitto una volta che si sono ristabiliti “gli standard di legalita' e di decenza”, vale a dire quando la competizione tra parrocchie verra' giocata secondo le regole.
    Ecco, sei convinto di una cazzata. Ma tieniti la convinzione, ti evita di approfondire.

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  9. Berlusconi è un problema per la democrazia. Sono d'accordo.
    Il problema è che i problemi di una democrazia li devi risolvere con i metodi della democrazia. Non altri. Se vuoi evitare che Berlusconi governi, devi governare tu. Per fare questo devi vincere le elezioni.
    Vincere le elezioni vuol dire a sua volta che devi convincere la gente non tanto a non votare Berlusconi, ma a votare per te. Devi lavorare su quello che tu sei, su quello che vuoi e su quello che hai da offrire agli elettori. Invece se parli sempre di Berlusconi, alla gente rimarrà in testa Berlusconi.
    Però Berlusconi ha truccato le carte con Mediaset, si dirà. Vero, però è da vent'anni che andiamo avanti così. Bisognava pensarci prima, ora si può solo farsene una ragione e vedere di sconfiggerlo nonostante questo ingiusto handicap. Il fatto che un nuovo movimento sorto dal nulla abbia preso una valanga di voti con pochissimi mezzi dovrebbe far capire che non tutti i giochi sono fatti.
    Non solo: spargere il sale su Cologno, abbattere la torre di Sauron, ecc. ecc…ok, tutto bello, ma chi dovrebbe farlo? Una minoranza, per riuscirci, dovrebbe diventare anti-democratica. Dovrebbe eliminare Berlusconi da un Paese che Berlusconi lo vuole. Perché ammaliato, ipnotizzato, stupido, ignorante, quel che si vuole, ma rimane il fatto che tale minoranza si troverebbe a governare un Paese contro il Paese stesso.
    Una maggioranza invece può esistere solo se si vincono le elezioni. Ma le elezioni si vincono se hai un programma politico, delle idee, una chiara visione del futuro. A quel punto, Berlusconi è un problema decisamente meno gigantesco, e diventa anche più facile da risolvere.

    Tutto lì. Adesso Leonardo può decidere di mettermi nella categoria che preferisce. Veda lui.

    Uqbal

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  10. Battere Berlusconi alle elezioni attraverso un programma, evitando di nominarlo in continuazione ma presentando una proposta alternativa.
    Leonardo ha raggruppato tale tipo di anti-berluconismo nella categoria “agonistico”.

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  11. Mediaset ha una posizione dominante nel campo del controllo dell'informazione, in tal modo può indirizzare direttamente o indirettamente il voto di milioni di italiani.
    Leonardo sostiene che occorra rimuovere tale posizione dominante se si vuole battere il padrone di Mediaset.
    L'anonimo delle 14;38 sostiene che tale idea sia una cazzata: evidentemente la disparità abonorme delle forze in campo non costituisce per lui un problema.

    Nel XVI secolo gli eserciti europei disponevano di polvere da sparo e i nativi americani di archi e frecce, e infatti furono sbaragliati.
    Probabilmente l'Anonmo delle 14;38 ritiene che l'annientamento di Incas, Maya e Atzechi sia una cazzata: la disparità abnorme delle forze in campo non poteva costituire un problema.

    E così si scoprì che l'Anonimo era in realtà Maurizio Gasparri.

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  12. @Claudio

    Ah, quello dell'enormità. Beh, cos'è che è più facile e diretto che vincere le elezioni?

    Uqbal

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  13. Vedi che ci vuole talento per attribuire all'Anonimo lo sterminio degli Amerindi…complimenti.

    Ma tanto per sapere, e non diversamente da come ti ho chiesto più sotto…come si rimuove questa posizione dominante? Guerriglia? Telefonate anonime? Fialette puzzolenti?

    Uqbal

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  14. Uqbal, dici che Berlusconi è un problema per la democrazia; poi soggiungi che bisogna batterlo alle elezioni. Quindi la democrazia funziona; se funziona B. non è un problema, è un legittimo contendente. Mi sembra che ci sia una contraddizione.

    “Se parli sempre di Berlusconi…” ma è Berlusconi che parla e fa parlare di sé. Ha avuto contendenti che parlavano d'altro (Veltroni) e altri che lo marcavano più stretto: nessuna differenza apprezzabile.

    “devi convincere la gente non tanto a non votare Berlusconi, ma a votare per te.” Belle parole; e mentre ci riflettiamo Grillo vince con un programma anticasta, mandando al parlamento sconosciuti. La gente non ha votato per Crimi; ha votato contro la Ka$ta. Il voto contro esiste, funziona, fa vincere le elezioni o le fa perdere.

    “Il fatto che un nuovo movimento sorto dal nulla abbia preso una valanga di voti con pochissimi mezzi dovrebbe far capire…” io ci capisco soltanto che demonizzare l'avversario funziona; ma tu sostieni l'esatto contrario. Che Grillo abbia promesso cose più concrete di un antiberlusconismo alla massima potenza faccio fatica a crederlo.

    “Una minoranza, per riuscirci, dovrebbe diventare anti-democratica.” Certo. Si tratterebbe di un piccolo putsch. Peraltro è tipico delle rivoluzioni strappare il tessuto costituzionale precedente. Si parte da una constatazione fin banale (B si è pulito il culo con la costituzione per 20 anni) e se ne tirano le conseguenze.

    “Ma le elezioni si vincono se hai un programma politico, delle idee, una chiara visione del futuro.” Oppure se prometti di restituire l'Imu, e puoi contare sulla grancassa di tv e quotidiani. Oppure fai come Grillo: anche lui ha vinto le elezioni. Aveva un programma politico? Delle idee? Una chiara visione del futuro? Secondo me non ha neanche una chiara visione di quel che è successo nel mese di marzo, però chissà, magari mi sbaglio.

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  15. In caso interessi la mia opinione, io ritengo che anche levando a Berlusconi le sue disproporzionate forze, l'Italia restera' sempre terreno di conquista per demagoghi che promettono alla piccola borghesia di poter diventare ricchi senza sforzo.
    As simple as that.

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  16. Mentre voi provate a ragionare con Uqbal, io sommessamente “esigerei” un pezzo sul terremoto “non imprevedibile”.

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  17. Occorrerà quindi vigilare affinché nessun altro demagogo abbia lo spazio che è stato colpevolmente a B. in questi anni. E i precedenti contano: smontare Mediaset servirebbe, oltre a ripristinare la pluralità, a monito per chiunque mediti di riprovarci. I trust passano, ma una seria legge antitrust ti può durare per generazioni.

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  18. E' demenziale che si sia trasformata la politica in un referendum permanente su Berlusconi, e nel frattempo ci si rifiuti di comprendere la profondita' della trasformazione che il berlusconismo ha portato nella cultura.
    Al posto di Berlusconi ci potrebbe essere Susanna Tamaro o Giovanni Rana. Chiunque racconti agli italiani la favola del “io sono ricco, se votate me diventerete ricchi anche voi” unita a un “non e' mai colpa vostra se le cose vanno male” piu' una filippica contro un qualsiasi gruppo sociale percepito come privilegiato: giudici comunisti, insegnanti, impiegati statali, zingari, la-casta, i gianpippetti [ecc. ecc.] che-non-mi-lasciano-lavorare. Chiunque, letteralmente. Sparare sul quartier generale non serve a nulla, nel giro di pochi anni ci si troverebbe a fare i conti con un altro demagogo, con lo stesso consenso o magari piu' esteso.
    Capirai quindi che grande vittoria sostituire un demagogo con un altro.

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  19. In altre parole, stai invocando la azione esemplare (“servira' da monito”) e/o la censura. In questo caso ho davvero brutte notizie per te: il demagogo trova comunque modo di parlare alle masse. Anche se gli impedisci di andare in TV.
    Il berlusconismo e' un problema di cultura, non (piu' e non solo) di politica.

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  20. Uqbal ha scritto “ci vuole talento per attribuire all'Anonimo lo sterminio degli Amerindi”.

    Io avevo scritto una cosa diversa, ma evidentemente il mio Italiano è troppo difficile, quindi semplificherò.

    Berlusconi mooooooooooooolto più potente nella comunicazione.
    Anonimo: e allora? Mica è una buona ragione per essere sconfitti.

    Spagnoli moooooooooooooooolto più potenti di Amerindi.
    Analogia: e allora? Mica è una buona ragione per essere sconfitti, quindi lo sterminio degli Amerindi non è esistito.

    Se ancora non ti è chiaro, sappi che non ho intenzione di puntualizzare ancora perché più chiaro di così ci sono solo i disegnini.
    Saluti & baci.

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  21. Leonardo è per i piccoli colpi di Stato.

    Mi basta.

    Uqbal

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  22. Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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  23. La cultura non è una sostanza immateriale; si fa con determinati mezzi (i media, appunto).
    È una banalità osservare che in Italia non c'è stata pluralità e che invece dovrebbe esserci. Dire che la questione invece è “culturale” significa poco o nulla (bisogna aumentare le biblioteche? perché no? migliorare le scuole? certo).

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  24. Uqbal, la premessa è che un piccolo colpo di Stato lo fece già B. candidandosi, in palese violazione del pluralismo eccetera eccetera. Un golpista non si batte alle elezioni, in linea di massima.

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  25. “Leonardo è per i piccoli colpi di Stato.”

    Tipo quello con cui il re spodestò mussolini nel 1943? Allora sono d'accordo con lui.

    S.

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  26. Ho bisogno di aiuto, Temo per la mia vita. Controllate il mio profilo facebook: https://www.facebook.com/paulmcpaul Dico sul serio. Aiuto.

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  27. È una frase infelice (come “saggezza orientale”). Però il caso è un po' diverso da quello della commissione grandi rischi. I condannati se ho capito bene sono quelli che erano consapevoli che la Casa dello Studente non fosse antisismica e non hanno fatto nulla per rimediare; pur sapendo (come dovrebbero sapere tutti all'Aquila, e in Italia in generale) che il rischio sismico c'è ed è anche piuttosto alto.

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  28. Leo, aggiungerei (o riclassificherei il PD come) l'antiberlusconismo omeopatico: una goccia di Zanda (che ripete la banalità che Berlusconi, a legislazione vigente cioè senza colpi di Stato, è ineleggibile) subito sommersa da una marea di piddini che corrono in TV a dire che così non si fa, bisogna pensare a governare per risolvere i veri probbblemi degli italiani etc.

    tibi

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  29. Eddai. “Cultura” non vuol dire “alfabetizzazione”. Il libro di Bidussa (che evidentemente non vuoi leggere, e guarda caso l'autore non e' cattolico) si apriva spiegando gia' negli anni Novanta che c'erano piu' mostre d'arte in Italia che in Inghilterra. Non per questo la cultura politica degli italiani era piu' moderna o piu' democratica di quella degli inglesi. Difatti puoi riempire l'Italia di biblioteche e di cineforum, ma la cultura dell'utenza restera' la stessa, se nelle biblioteche gli utenti cercano e trovano solo i libri della Tamaro.
    Dire che il berlusconismo e' (diventato) un fenomeno culturale significa che c'e', adesso, una ampia fetta di italiani per la quale la democrazia, intesa come responsabilita' individuale, e' una scocciatura. Italiani che se gli parli di razzismo ti dicono che e' colpa degli immigrati e che loro invece sono buoni perche' un loro parente ha salvato degli ebrei. Italiani cattolici, abituati a regolare i conti con il fisco a colpi di confessione e perdono/condono, per poi tornare a peccare un'altra volta, certi di un altro perdono/condono. Ecc. E questi italiani saranno sempre pronti a fornire consenso a chi racconta favole come quelle che racconta Berlusconi (“sono ricco, votate me e sarete ricchi anche voi e se non lo diventate e' colpa dei giudici comunisti, degli zingari, degli impiegati statali ecc.”)
    Vuoi decapitare il mostro? Accomodati. Lancia una petizione sul web. Ti risponderanno in tanti, e magari l'idea si fara' strada. Per quel che mi costa metto una firma anche io. Ma credo che il mostro risorgera' comunque, magari con la faccia di Grillo e non quella del Cavaliere. E contando sullo stesso seguito.

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  30. Non ho mica capito il punto. La cultura non è fatta di mostre, si sa; gli italiani sono mediamente razzisti; estromesso un demagogo occorrerà combatterne altri, quindi?

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  31. più che politico, lo definirei di facciata… e sinceramente non mi sembra moralismo/complottismo rivangare i ripetuti assist fatti negli anni a Berlusconi dalla dirigenza pds/ds/pd…
    invito poi a riflettere sul “patteggiare”…un gruppo di inetti che patteggia con uno dei più grandi piazzisti/imbonitori degli ultimi anni=sconfitta assicurata…Questo se si vuole prendere per buona la tesi che abbiamo patteggiato…a me sembra più un patto di non belligeranza ( a lui le vittorie e noi continuiamo a galleggiare)…d'altronde un po' di affinità tra le due controparti ci sono..prendiamo la Bossi Fini ad esempio…come non interpretarla come la naturale evoluzione delle legge firmata dalla Turco e da quell'essere che dovremo sucarci x altri 7 anni come pdr… il pdl sembra semplicemente + spudorato/pecoreccio/ignorante ma in linea di massima le sue politiche non sembrano discostarsi molto da qulle degli alter ego del PD

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  32. “il voto contro esiste”…verissimo…molti votano PD turandosi sei o sette nasi unicamente in chiave antinano…il problema è che neanche intercettando parte di questo voto riescono a vincere…
    personalmente ho il sospetto che quando ci saremo liberati di Berlusconi il PD prenderà ancora meno voti..

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  33. Francamente una volta che ci saremo liberati di Berlusconi non è che mi interessi molto quale sia il destino del PD.
    Certa gente sembra oppressa da sindrome ossessivo-compulsiva e se non nomina il PD almeno una volta ogni 20 minuti si sente male.

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  34. beh, è inevitabile farlo…quando parli di un grande comico non puoi non citare la sua spalla…

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  35. E' questa la cosa che mi lascia perplesso: a furia di concentrarsi su come danneggiare il PD, siamo riusciti a rimandare Berlusconi al governo.
    Quando Bersani si presentò da Crimi & Lombardi proponendo loro una legge anti-corruzione, misure sul lavoro ed una sul conflitto di interessi, costoro potevano scegliere fra due opzioni.
    1) Silurare Bersani in modo da mettere a nudo le contraddizioni del PD e rovesciare le carte sul tavolino della storia.
    2) Accettare quanto Bersani proponeva e limitarsi a corruzione, lavoro e conflitto di initeressi.

    La scelta era ardua, ma alla fine hanno deciso che per il bene dell'Italia era meglio affossare la componente di sinistra del PD in modo da favorire la rinascita di una nuova DC. Obiettivo raggiunto, complimenti al M5S.

    Qualche mente machiavellica penserebbe che facendo fuori la sinistra del PD si stava solo facilitando chi invece premeva per l'accordo con Berlusconi e che quindi l'azione di Crimi & Lombardi era volta al suo ritorno, ma queste cose le pensano solo i morti che camminano, i cadaveri putrefatti… favorire la rinascita della DC era un evidente modo per rinnovare il Paese, siamo noi di sinistra che non capiamo perché ancora ragioniamo per vecchi schemi del passato.

    Congratulazioni, io non ci sarei mai arrivato, quindi mi affido a voi… a proposito, manca molto alla realizzazione del piano? Che qui ci sarebbero alcuni problemucci da risolvere…

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  36. La presenti come se B. possa orientare milioni di voti coi suoi media ma non e' chiaro che sia cosi'. Avere una forte presenza nei media non implica cambiare le opinioni dell'elettorato. Chi e' di sinistra guarda rai 3 e/o legge repubblica, l'unita etc. Che dati hai per sostenere che l'effetto dei media di B. sia grande? Forse qualcuno al margine e' condizionato e questo ovviamente puo' pesare in un'elezione con stretto margine di vittoria. Ma non si puo' presentare la situazione dicendo delenda cologno o nulla.

    L'Italia non cresce da anni, ci sono molti piu' elettori insoddisfatti che uno avrebbe potuto convicere con un programma piu' articolato invece che mandarli nelle braccia di Grillo. E, certo, votare contro la Kasta, almeno per ora, fa prendere voti. E per questo che un po' piu' di rottamazione avrebbe fatto bene….

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  37. I dati per sostenere che il potere mediatico influenzi le persone sono molto semplici.
    Nei paesi in cui esiste una persona o un partito che ha una poszione dominante nel campo dell'informazione, tale persona o partito vince regolarmente le elezioni o cumunque riesce a paralizzare la politica quando le perde. Al contrario nei paesi dove non esistono tali posizioni dominanti i vari gruppi politici si alternano alla guida del paese.
    Tanto per fare degli esempi, Italia e Russia fanno parte del primo insieme, invece Francia e Spagna del secondo.

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  38. @Carlo , da come scrivi sembra che tu pensi che prima vengano le idee e poi uno si scelga le informazioni in base alle proprie idee.
    Come se vi fossero un grande numero di italiani convinti che bisognasse porre un freno a questi comunisti che vogliono mettere le mani nelle nostre tasche e che ci hanno governato per 50 anni: sono loro che hanno fatto entrare tutti gli immigrati che rubano e ci portano via il lavoro, i comunisti che vogliono solo aumentare le tasse e levare i crocifissi dalle scuole.
    Questo gruppo di italiani ha fatto zapping finché non ha trovato il TG4 che diceva le stesse cose e si è fermato.
    Visto il successo del TG4, la RAI ha messo Minzolini al TG1 a dire le stesse cose, in questo modo quegli italiani di cui sopra hanno iniziato a vedere anche il TG1 visto che riportava le informazioni conformi alle loro idee.

    No, non è così che funziona: le idee si formano in base alle informazioni che uno ha, non il contrario.

    Cecilia C.

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  39. Claudio, di aneddoti ne abbiamo tutti. Sono andato su Google Scholar, ho digitato “italy media bias” e il primo link e' questo:

    http://www.cefir.ru/ezhuravskaya/teaching/EXAM_1.pdf

    Ti copio l'abstract:

    “We first document that after the 2001 national elec- tions, when the control of the government moved from the center-left to the center-right, news content on public television shifted to the right. Using individual survey data, we find robust evidence that viewers responded to these changes by modifying their choice of favorite news programs. On the one hand, right-leaning viewers increased their propensity to watch public channels which, even after the change, remained to the left of private channels. On the other hand, left-wing viewers reacted by switching from the main public channel to another public channel that was controlled by the left during both periods. We show that this behavioral response, which tended to shift ideological exposure to the left, significantly, though only partially, offset the movement of public news content to the right.”

    Quindi il potere dei media conta, ma non cosi' tanto come uno potrebbe pensare dato che gli elettori sono anche consumatori di media e cambiano le loro scelte in base al prodotto. Dopotutto quanti dei tuoi amici di sx guardano Fede e quanti dei tuoi amici di dx leggono Repubblica? Che e' quello che dicevo io. Io comunque la letteratura in merito non la conosco e sono contento di essere smentito. Ma cosi' come e', la tesi di Leonardo, e tua, non regge.

    Tanto per chiarirsi, secondo me il conflitto di interessi c'e' e B. ha fatto danni enormi ma a sinistra ci si racconta che lo scontro e' impari e che, alla fine, se vince B. e' perche' ci fa il lavaggio del cervello. Ecco, secondo me questo e' falso.

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  40. Aneddoti? Prego? Ma sei sicuro di stare rispondendo a me?
    Semmai quello che fa aneddotica sei tu, visto che mi citi un singolo articolo pubblicato sul Journal of the European Economic Association che fra l'altro si riferisce esclusivamente alla situazione immediatamente successiva alle elezioni del 2001.
    Però in compenso il controllo dei media in Russia da parte di Russia Unita sarebbe un aneddoto per te… interessante il modo di ragionare degli economisti, adesso inizio a capire perché non ci pigliate mai.

    Di solito quando ci si imbatte in un articolo scientifico che afferma una cosa, occorre verificare la letteratura, le fonti ed il contesto… e questo per le scienze esatte. Ma usare un articolo di economia (disciplina assolutamente non esatta) riferito fra l'altro ad un lasso di tempo ristretto per giustificare un'affermazione generica e contraria al buon senso… diciamo che sono scettico.

    Se il controllo dei media fosse un fattore del tutto trascurabile ai fini del consenso, perché le dittature cercherebbero sempre di controllare i media?

    Comunque direi che non ci schiodiamo dalle rispettive opinioni: io ritengo che chi controlla i media controlli l'opinione pubblica, tu ritieni che l'opinione pubblica sia precostituita e nulla può spostarla né influenzarla.
    Punti di vista diversi, mi dispiace… interrompo qui la discussione perché devo andare a fare la valigia, che domani devo partire.

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  41. Carlo, l'errore di impostazione (che si fa da 20 anni) è ragionare in termini di “news content”: Berlusconi mica vince coi telegiornali o coi talk show, vinceva con Mike Bongiorno e vince con Barbara d'Urso.

    Quanto ai talk, è vero che gli spettatori di centrodestra (che non sono sempre stati una percentuale rilevantissima dell'elettorato di centrodestra) preferivano comunque Santoro a Paragone. Ma Santoro o Floris non gli facevano cambiare idea: viceversa offrivano visibilità ad alcuni personaggi dli centrodx (Tremonti, Santanché) e in certi casi li hanno inventati (Polverini). Sono show concepiti per lasciare ciascuno col conforto della propria opinione iniziale, e hanno dato voce a tutti i dissensi che hanno lacerato il centrosinistra. Santoro poi ha incubato il grillismo.

    Ho sempre fatto fatica a credere alla buonafede di quelli che “non si vince con le televisioni”: neanche i negatori del riscaldamento globale si sono fasciati meglio gli occhi negli ultimi 20 anni. Sono moderato su molte cose, ma su questa mantengo una posizione molto estrema. Sul serio stai chiedendo le “prove”? Da una parte hai una concentrazione mediatica, dall'altra hai un tizio che inventa un partito e in sei mesi vince le elezioni, ma non ti basta. Questo tipo in qualsiasi momento avrebbe potuto acconsentire a un blind trust senza rimetterci, ma non l'ha mai voluto; forse perché il controllo delle trasmissioni gli tornava utile? Ma non ti basta. Si è tenuto Rete4 per 15 anni in barba a una legge dello Stato, finché non ha modificato la legge dello Stato; non ti basta. Appena vinse nel 2001 cercò di estromettere dalla Rai i personaggi che a torto o ragione considerava scomodi (Santoro, Fazio, Biagi, Luttazzi); non ti basta. Non ti basterà mai niente, come quelli che si aspettano sempre che sia trovato l'anello di congiunzione.

    Non resta che fare l'esperimento. Smontiamo Mediaset e vediamo se rivince. Ci stai? Per me si può fare anche domani.

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  42. “Non ho mica capito il punto. ” [ tu guarda che strano]
    “La cultura non è fatta di mostre, si sa” [la cultura politica, particolarmente, non c'entra un piffero con il numero di biblioteche o di scuole]
    “gli italiani sono mediamente razzisti;” [e la loro -rullo di tamburi- cultura politica (1) non prevede la assunzione di responsabilita']
    “estromesso un demagogo occorrerà combatterne altri, quindi?” [quindi non sei capace nemmeno di immaginare che la politica sia qualcosa di diverso da una mobilitazione permanente contro il cattivo di turno e -soprattutto- contro i suoi sostenitori. Una mobilitazione che serve unicamente a fare sentire buoni quelli che rispondono all'appello e che si mobilitano dalla parte giusta. Politica come identita'. Vai un po' a capire come mai, poverino, non hai capito il punto].

    (1) quella di una gran parte degli italiani: quelli che oggi votano Berlusconi e domani un qualsiasi altro demagogo che racconti loro le stesse favole.

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  43. Insomma, c'è sempre da fare qualcosa di diverso, di più profondo, che non ha a che vedere con scuole e biblioteche e televisioni, e non si capisce cosa sia.

    L'ho sentita sin dal '94: il problema non è Berlusconi, il problema è più in là, più profondo, più a destra, più a sinistra, nel tessuto sociale, culturale, bla bla bla… e ci siamo tenuti vent'anni di Berlusconi.

    A ben vedere anche il giuramento della Pallacorda fu un errore. Anche rovesciando l'ancien régime se ne sarebbe creato un altro, come in effetti andò. Bisognava fare qualcosa di più profondo, di più intelligente, di più complesso, di più chissà. E tenersi Luigi XVI altri vent'anni.

    È il discorso di chi in pratica non ha mai fatto nulla, ma non ha mai rinunciato a ribadire che è più intelligente dell'antiberlusconiano medio. Purtroppo, in assenza di parametri oggettivi per valutare l'intelligenza media, farsi fottere da uno come Berlusconi per vent'anni è un forte indizio di fortissima, come dire, miopia.

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  44. Leonardo, falla corta pure tu, però.

    Stai lì a piagnucolare per le tre televisioni di Berlusconi, e hai pure ragione. Poi però piagnucoli anche per il populismo di Grillo, che sarà becero, ma ha ottenuto il suo successo elettorale senza andare ad un talk show che fosse uno, mentre tu e tanti di sinistra stavate a dirvi che contro Berlusconi non c'è niente che tenga (e nonostante un paio di vittorie di Prodi, non ce lo scordiamo…).

    Ma va bene. Vuoi fare comunque il colpo di Stato? Va bene, lasciamo stare qualsiasi altra considerazione morale e di buon senso, però fammi capire da dove si comincia. Dimmi cosa devo fare. Scendo in piazza e faccio la guerriglia nei giardini pubblici? Prendo una chiave inglese e vado a Cologno Monzese?

    Sai benissimo che stai facendo chiacchiere da bar. Per grazia di Dio, non c'è all'orizzonte alcuna possibilità di putsch, men che meno da parte di una sinistra che non riesce nemmeno ad allacciarsi le scarpe, figurarsi “fare un piccolo putsch”.

    Capito questo la prospettiva politica che hai da offrire è, semplicemente, la lagna continua.

    Uqbal

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  45. Uqbal, se ti lamenti della lagna (una lagna al quadrato?) credo che ti sfugga il precedente catoniano. Nulla che un giro su wiki non possa rimediarti (però se nelle scuole non si insegna più nemmeno quello, cosa si insegna?)

    Il successo di Grillo è un altro fenomeno molto interessante, che nel mio piccolo mi piace esaminare: ma dire che non è mai passato per un talk show significa non aver mai visto un programma di Santoro negli ultimi 5 anni. Grillo c'era tutte le volte che aveva detto qualcosa, di solito in posizione di antifona. Non andava in studio, ma se per questo nemmeno Berlusconi fino all'anno scorso. Quest'anno il Grillo comiziante è stato mostrato in lungo e in largo in tutti i telegiornali. Il suo modo di occupare la tv è diverso da quello che hanno altri, ma a suo modo è stato piuttosto efficace.

    Oppure se vuoi credi pure che la maggior parte degli elettori m5s si legga il suo blog.

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  46. Leonardo, Mike Bongiorno e' morto e B. ha vinto lo stesso. Se e' vero che le televisioni aiutano a vincere – neanche io l'ho negato – e' chiaro che non sono condizione necessaria ne' sufficiente dato che anche Prodi ha vinto le elezioni.

    Nel frattempo e' chiaro come l'anti-berlusconismo abbia avuto come effetto a sx il rimandare a dopo la vittoria l'elaborazione di un programma per il paese. Dopotutto se l'obiettivo e' eliminare il vulnus democratico, la discussione sul da farsi la si puo' rimandare a dopo. Curioso come sembra che questo sia sempre stato cosi'. Prima c'era la DC, poi Craxi, poi B. C'e' sempre un belzebu' di turno, alla sconfitta del quale tutte le energie vanno dedicate. E nel frattempo gli anni passano, siamo a 19 ora, praticamente una generazione….

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  47. Prodi ha vinto le elezioni nel 1996 – l'unica volta in cui Lega e Berlusconi non hanno fatto blocco – e le ha pareggiate nel 2006, con un fenomenale recupero di Berlusconi tutto mediatico (la comparsata al Congrsso USA, l'abolizione dell'Ici, ecc.).

    Ma anche dopo averle vinte, Prodi ha avuto a che fare con una opinione pubblica plasmata su un'agenda che decideva Berlusconi: ad esempio la famosa emergenza criminalità degli anni '90, che non è mai risultata in nessuna statistica.

    È perfino banale notare come in democrazia c'è sempre un avversario, ma con la Dc Berlinguer provò pure a fare il compromesso storico. L'ostilità per la CAF in effetti era già pre-berlusconiana, ma in generale il tuo discorso non tiene. In questi 19 anni la sinistra si è riprogrammata varie volte, ha cambiato sigle e programmi, e ha sempre perso: con Prodi ha pareggiato ma non è riuscita a imporre una sua agenda. Non è che siamo stati troppo antiberlusconiani: non lo siamo stati abbastanza, e nell'unico modo giusto.

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  48. Leonardo, hai fatto una proposta impegnativa: nientepopodimeno che un putsch. Per rovesciare la Costituzione più bella del mondo. Adesso ti voglio vedere con la bandoliera e il coltello tra i denti.

    Forza, fatti avanti, fammi vedere 'sto putsch…stupiscimi…oppure torna su questo pianeta e piantala di sparare fesserie.

    Uqbal

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  49. Sì, vabbé, grazie per la supponenza su Catone, mi sento già intimidito. Povero me, non ho mai sentito parlare di storia romana e dei cari vecchi exempla…ti piace immaginarmi così? Che meschino! Cmq starei attento a prendere l'Uticense come modello…

    In ogni caso: se nel Paese non ti si fila nessuno, mi spieghi che lo vuoi governare a fare? E Berlusconi bara, e l'altro fa i comizi che finiscono in televisione e quindi tutti lo seguono, e Santoro fa il suo gioco, porcamiseria…ma che elezioni vorresti vincere, tu, quelle in cui non si presenta nessun altro?

    Ribadisco: lagna.

    Ma immaginiamo pure che fai il putsch. E il Paese che si beve Berlusconi, Grillo, che ha creduto a Bossi, che ha mandato in Parlamento Scilipoti si farebbe governare docilmente da un piccolo golpista? E se poi qualcuno ti fa il contro-putsch, da chi vai a piangere? E se ti sfugge qualcosa di mano? Ma ti rendi conto di quello che dici? Ti ribadisco l'invito del post sotto.

    U.

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  50. Prima dici che le news content non fanno la differenza, sono i talk show. Poi dici che B. dettava l'agenda sulla criminalita'. Dunque, andatosene Bongiorno, il problema sono le D'Urso che diffondono allarmismo sugli immigrati? In ogni caso, come tu stesso riconosci, non tutto e' determinato dalle D'Urso: per esempio, le idee di Grillo, che fino a qualche anno non c'erano, sono riuscite a farsi strada.

    La sinistra poi ha cambiato molte sigle negli ultimi anni, come tradizione dei correntismi della politica italiana. Ma la linea e' sempre stata quella di vicinanza ai sindacati, senza mai seriamente ripensare le politiche industriali e del lavoro. Non e' un caso che come “traghettatore” sia stato scelto Epifani. Ci si poteva invece svegliare prima. In una lettera a Repubblica in risposta a Sandra Bonsanti, Renzi scriveva:

    “… A questi elettori – delusi dalla destra – guardo con rispetto. Molti esponenti della sinistra li giudicano con disprezzo (Ma come? Parli con chi ha votato per Berlusconi? Punti all'elettorato che la volta scorsa ha scelto il centrodestra? Ma non ti vergogni?). Qualcuno mi accusa di intelligenza con il nemico perché ho più volte detto che voglio i voti di queste persone, giudicandoli fondamentale per tornare a vincere. Voglio convincerli a stare con noi, perché noi non li deluderemo. E voglio convincerli perché prendere il voto di chi l'altra volta non ti ha scelto significa realizzare un punto che vale doppio. Ma voglio convincerli, più banalmente, perché senza di loro non si vince. Lo dice la logica, lo dicono i numeri, lo dice la realtà. ….”

    Ecco, Renzi persona puo' non piacere, ma la sua e' una strategia, mentre non lo e' il tirare a campare che va avanti da anni.

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