Mentre aspettiamo una sentenza – l’ennesima – ripetendoci che non è importante, che non cambia nulla, che ci sarà sempre un grado ulteriore o un lodo o qualcos’altro, e che poi la via giudiziaria non è che ci interessi così tanto, non è coi processi che si vincono le battaglie, eccetera… mentre aspettiamo di sapere se Berlusconi farà cadere il governo o no, a questo punto senza nemmeno capire se preferiremmo di no… può essere utile ripassare cos’è l’antiberlusconismo. Perché siamo antiberlusconiani, lo siamo sempre stati, però ultimamente il concetto si è un po’ aggrovigliato. La confusione è così grande che abbiamo sentito molti osservatori autorevoli accusare Bersani di aver perso le elezioni a causa del suo antiberlusconismo; e tutto questo mentre un movimento nato dall’antiberlusconismo viscerale e manettaro, un movimento che ha tra le sue parole d’ordine “psiconano” e “al Tappone” e si batte per l’ineleggibilità di B. passava dallo zero al venticinque per cento dei suffragi. E allora? E allora forse esistono tanti antiberlusconismi diversi, e non c’è dubbio che quello di Bersani non sia risultato il vincente.

Esiste un antiberlusconismo morale, anche un po’ moralista, che partendo da un assunto sotto sotto reazionario (la decadenza dei costumi, non ci sono più le lucciole, ecc.) prende la figura di Berlusconi e le addossa tutte le responsabilità addossabili. Quando non c’era lui l’Italia era in bianco e nero ma meno sboccata, meno pacchiana, eccetera eccetera (qui il morale vira verso l’estetico: l’altra sera, mentre su canale 5 ci spiegavano di nuovo che Ruby è una pecorella smarrita, su Rai YoYo la fatina della Buona Notte si presentava allo special sulla Festa della Mamma in borghese con tacco 12; non è mica colpa di Berlusconi, però… però certe cose ce le ha portate lui, e adesso non sappiamo più come gestircele, straripano dappertutto, anche in quelle zone che una volta presidiava il Mago Zurlì).

Esiste un antiberlusconismo giudiziario, che in effetti nasce più dalle pagine della cronaca giudiziaria che da quelle politiche; è un fenomeno un po’ manettaro, ma almeno ha il pregio di restituire contorni reali al personaggio. Berlusconi può rappresentare tante cose della storia d’Italia, ma quando va alla sbarra è un cittadino come gli altri, che ha commesso alcuni reati. Fin qui sarebbe anche semplice. Il problema è quando ci si sposta sul piano politico. Gli antiberlusconisti giudiziari vagheggiano il giorno in cui un giudice cancellerà B. dalla politica italiana, con un clac di manette o un semplice colpo di martelletto; quel giorno però non arriva mai, e questo li snerva. I più informati probabilmente a questo punto sanno benissimo che non c’è legge sull’ineleggibilità o interdizione dai pubblici uffici che tenga: nessuna legge vieterebbe a B. di continuare a finanziare il suo partito, intestandolo a prestanome o membri della famiglia. A questo punto però l’antiberlusconismo giudiziario è forse prigioniero delle sue cerimonie, dell’attesa del martelletto fatale, della manetta che prima o poi scatterà. È abbastanza improbabile che succeda (se non altro vista l’età dell’imputato), ma nel frattempo l’antiberlusconismo giudiziario continua a vendere bene, in edicola e in libreria.

Esiste un antiberlusconismo agonistico, non mi viene in mente un altro aggettivo con cui definirlo: è l’antiberlusconismo di quelli che B. lo vogliono “battere alle elezioni”: sottointeso, ad armi pari. In realtà si sottointende un’enormità… (continua sull’Unita.it, H1t#179).

 In realtà si sottointende un’enormità, perché B. non usa armi legali: ha a disposizione un patrimonio immenso, accumulato con metodi discutibili, come per esempio la corruzione (possiamo dirlo ormai, ci sono le sentenze). Dispone di una corazzata mediatica un po’ ammaccata ma ancora senza rivali per potenza di fuoco in Italia, e lo si è visto in campagna elettorale: B. non è riuscito a vincere, ma riesce ancora ad evitare che vinca qualcun altro. Cosa significa “batterlo alle elezioni”? Con che risorse, visto che lui ne ha di enormi? Con che televisioni? Non si sa, non si è mai capito. Gli antiberlusconiani agonistici sono di solito tipi sportivi, pronti a gettare il cuore oltre all’ostacolo: prima o poi, lasciano intendere, gli italiani tiferanno per loro, ammireranno la loro sportività, il fair play del galletto che sfida la faina al giro dell’aia. Finora son tutti finiti male (Occhetto, Rutelli, Veltroni), però magari questa volta chissà.
Esiste un antiberlusconismo politico, ben rappresentato in parlamento ma abbastanza minoritario nel Paese. Lo professa chi è convinto che Berlusconi, al di là di questa o quella sentenza, sia un vulnus per la democrazia italiana; vulnus però in latino significa ferita: qualcosa che non si rimuove, non si asporta, ma si deve in un qualche modo rimarginare. La politica dovrebbe quindi trovare una via per la riappacificazione tra gli antiberlusconiani e i milioni di persone che in B. hanno continuato a credere per tutto questo tempo, perché poi la politica consiste in questo: nel fare la pace. Sennò è guerra.
Esiste un altro antiberlusconismo, poco conosciuto, che appunto prevede una situazione di guerra civile. I pochi ma affezionati lettori del mio blog lo conoscono con l’espressione Delenda Cologno (Bomb Cologno per gli anglofili). Esso parte da un assunto che tutto sommato condividono tutti gli antiberlusconiani, e ha l’unico torto di trarne le estreme conclusioni: siccome B. è un vulnus per la democrazia, siccome è stato il protagonista non di questo o quel caso giudiziario, ma di una violazione sistematica della nostra costituzione; siccome questa violazione non è l’opera di un singolo uomo, ma di un’azienda che in vent’anni ha caparbiamente difeso una posizione di monopolio evidentemente illegale – non resta che requisire quest’azienda, espellendone la dirigenza. Un atto politico, non giudiziario; preso da leader politici, con il consenso dei loro elettori. Un simile consenso è tutt’altro che fantascienza: basta sommare i risultati elettorali di PD, Sel e M5S per rendersi conto che un fronte antiberlusconiano, in Italia, ci sarebbe. Purtroppo Beppe Grillo ha altre priorità (è molto più ossessionato dalla Rai che da Mediaset), e anche la dirigenza del PD non sembrava entusiasta. Insomma, non dovremmo parlarne più.
Ma io ne parlo ancora. Non sono un antiberlusconiano morale, non credo che sia colpa sua se anche la fatina della buona notte sta sui trampoli con un décolleté innaturale; non sono un manettaro, mi dispiace se in alcuni casi B. ha sfruttato la prostituzione ma non credo che sia questo il vero problema; non sono un antagonista, preferirei che nessun leader gareggiasse con lui in piacioneria o in fundraising o in qualsiasi altra categoria; non credo nella pacificazione, o meglio credo che sia inevitabile, non appena B. sarà in esilio e la sua azienda smontata e rivenduta a imprenditori onesti. Non penso che la mia prospettiva sia realistica, ma ho la sensazione che sia l’unica razionale: ora e sempre, delenda Cologno.http://leonardo.blogspot.com

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83 risposte

  1. (il mio commento e' in risposta a quello di Leonardo del 18 maggio, 20:58, ho sbagliato a postarlo come nuovo commento)

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  2. Fossero questi gli errori.

    Quindi il problema non è l'antiberlusconismo, ma il collateralismo coi sindacati? O che un sacco di gente di sinistra non voleva Renzi e non l'ha votato?

    Certo che Renzi ha una strategia: ed è sbagliata. Lo mostra la logica, lo mostrano i numeri, lo mostra la realtà: non si vince al centro, Berlusconi non ha recuperato al centro ma pescando nel bacino degli astensionisti di destra; Grillo non ha vinto al centro ma nel bacino degli astensionisti di destra e di sinistra, e dei delusi del PD che trovavano troppo poco antiberlusconiano.

    La strategia di Renzi è quella che aveva Veltroni nel 2008: ha perso. Ma volendo anche Rutelli nel 2000: ha perso. La strategia di Renzi ha sempre perso, il che non vuol dire che perderà sempre anche Renzi, perché le cose cambiano. Io penso che questa volta avrebbe perso anche Renzi, perché nel momento in cui B. sarebbe uscito in campo la benevolenza mediatica che finora gli era stata garantita per dividere il PD sarebbe finita, e Renzi avrebbe dovuto difendere lo Stato di Realtà contro due demagoghi che promettevano di non restituire l'imu e di non pagare il debito. Esattamente la stessa posizione in cui si è ritrovato Bersani, con un po' di simpatia in più, ma quella di Renzi è semplicissima da rovesciare in antipatia, per via di una certa stucchevolezza intrinseca.

    Le idee di Grillo non è che fino a qualche anno fa non ci fossero: sono incubate nei media, persino in zona RCS (la Casta l'ha scritto Stella, è Rizzoli) e in televisione. E poi, certo, nel blog. Ma tv e giornali hanno fatto da cassa di espansione, mi sembra banale farlo presente.

    Comunque te lo devo dire: così come non credo alla buona fede di chi non riconosce l'importanza dei media nell'orientare l'elettorato, non credo nemmeno in chi continua a sostenere che l'unica strategia vincente sia corteggiare gli elettori di centrodestra. Neanche il famoso Tony Blair vinse esattamente così nel '97. Può essere una strategia, ma non è l'unica e in Italia non è mai stata vincente.

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  3. Temo che tu abbia in mente il Catone sbagliato.

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  4. Ma i putsch non si fanno mica con la bandoliera e il coltello tra i denti, non è mica un fumetto.

    “Costituzione più bella del mondo” è una cosa impossibile da scrivere restando seri. Comunque la premessa è che questa famosa costituzione, bellissima o meno, è già stata tradita da Berlusconi. Il putsch l'ha fatto lui.

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  5. Il putsch, Leonardo, il putsch. Forza e coraggio.

    Uno lo ha fatto Berlusconi, ora voglio vedere il tuo. A colpi di letteratura latina? Lo sconfiggerai a botte di catilinarie e poemi epici? Lo ipnotizzerai con un'infilata di Catoni?

    Uqbal

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  6. Ah, certo, ha vinto Bersani, Vendola non ha perso 20 punti nella sua regione, Rivoluzione Civile ha fatto un buon risultato.

    Ma d'altronde sei coerente con te stesso: al centro non si vince, a sinistra non si becca niente, dopo anni di opposizione il PD viene raggiunto da un gruppetto raccattato per strada.

    Per forza poi ti serve il putsch. Piccolo, eh, che siamo persone perbene.

    Uqbal

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  7. Vendola: 10 punti, ma cambia poco.

    U.

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  8. Mi iscrivo al “club degli agonisti”: secondo me B. lo si batte alle elezioni oppure non si partecipa.
    Ma visti gli scarsi risultati, mi piacerebbe capire qualcosa di più di questa opzione del putsch.
    Se non ho capito male, una minoranza abbastanza cazzuta dovrebbe prendere B., Fede, Dell'Utri, Galliani, Letta (tutti e 2 per sicurezza), Schifani, La Russa e tutti i vertici del PdL.
    Poi?
    SV

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  9. Per una volta che ero quasi d'accordo con Uqbal – Cologno di fatto è indistruttibile, dall'esterno; in fondo è il solito problema: come convinci qualcuno a non guardarsi friends o il gioco dei pacchi, ed a leggersi la luna e i falò? – m'ha sbagliato catone.

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  10. Son delusioni, mi rendo conto (ma è Leonardo che stai sfottendo o me?).

    Io, cmq, pensavo si riferisse a Lucano, Pharsalia I 128…

    http://it.wikipedia.org/wiki/Victrix_causa_diis_placuit_sed_victa_Catoni

    Mi sembra si adatti bene un po' a tutte le parti in gioco…

    U.

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  11. “Prendere” in che senso?
    Sarebbe sufficiente sequestrare un'azienda, non sarebbe il primo caso. Ne scriveva Asor Rosa due anni fa, secondo me si potrebbe anche essere più minimali.

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  12. Ma cosa stai dicendo? È chiaro che Bersani ha perso, qui si è cominciato a scriverlo il lunedì delle elezioni.

    Essere persone perbene non ci impedisce di notare quando lo fanno gli altri, il putsch; e trarne le conseguenze, almeno teoriche.

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  13. Ora che ci penso tu sei lo stesso che quando io espressi scetticismo sulle capacità di Ichino di garantirti ferie e contributi hai cominciato a insistere che te li dovevo dare io, le ferie e i contributi, nei commenti di un blog; e non te ne saresti andato finché non te li avessi dati.

    Stavolta invece ti devo fare un putsch, sempre negli stessi commenti. Credo che ci sia un equivoco su quelli che sono i limiti di intervento di un blog, peraltro un blog di una persona che non ha nessun incarico politico: per farti un esempio, se scrivessi di calcio e proponessi il 4-3-3 nel Milan, tu verresti a chiedermi di entrare concretamente al Sansiro e fare la terza punta del Milan? Dai su facci vedere ecc. ecc.

    Sui blog ci fingiamo tutti allenatori, è la formula del gioco.

    Nella fattispecie, di fronte a un riferimento a Catone che dovrebbe essere nella cultura generale di qualsiasi diciottenne (ti sarai chiesto cosa significhi “delenda”), tu ti sei messo a protestare perché ti sembrava una lagna. È un po' come andare a vedere una cover band degli Iron Maiden e protestare perché suonano molto forte e molto distorto. Non credo che nessun dottore ti abbia obbligato, e se è successo, cambia dottore.

    Non mi piace chi ostenta la propria cultura, ma ancor meno chi ostenta le proprie lacune. Capita a tutti di avere dei buchi, per fortuna c'è internet: bastava digitare “delenda” e “Catone”, non una gran fatica.

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  14. Senti Leonardo, sono IO che ti ho voluto paragonare all'Uticense, sei più contento? Vuoi fare i quiz di letteratura latina? Va bene…me ne ero addirittura scordato che eravamo partiti da Delenda Cologno, capirai (una citazione così sottile, poi? Non era meglio qualcosa dei tuoi santi?).

    Ma se ti fa piacere pensare che il tuo interlocutore sia scarso in letteratura latina, va bene, non ti voglio togliere questa soddisfazione, se ti fa sentire meglio.

    Mi dispiace anche che ti secchi tanto avere interlocutori che non la pensano come te…forse potresti fare un putsch pure su questo! Dai!

    Però non sono io che ti esorto a fare il putsch. Sei tu che ti esorti da solo. Questo l'hai scritto tu, in risposta a me che ti chiedevo cosa bisognava fare:

    “Certo. Si tratterebbe di un piccolo putsch.” firmato: Leonardo T.

    Qualche commento più sotto l'hai già fatto diventare “teorico”. Il che vuol dire che non sai nemmeno tu da dove cominciare, e meno male. Però rimane il fatto che quando domani ci sarà un'altra tornata elettorale, quando ci sarà da scegliere un leader, quando ci sarà da stilare un programma politico, tu sarai quello nell'angolo che mugugna e lancia oscure profezie.

    Peccato, perché non sei stupido (e poi ne sai tantissimo di letteratura latina, già questo ti rende più simpatico…).

    Uqbal

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  15. Ma non è “letteratura latina”, è banalissima cultura generale; stai rimproverando di essere lagnoso a uno che si sta riferendo a un anziano senatore programmaticamente lagnoso.

    Mi sembra che continui a sfuggirti il punto. Un putsch si fa da una posizione di potere. È questo che lo differenzia da una rivoluzione. Da una posizione di potere, un esecutivo sospende determinate garanzie costituzionali, con la motivazione (fondata nel buon senso) che il primo ad aver tradito la costituzione è Silvio Berlusconi ogni volta che, in una posizione di governo, ha anteposto gli interessi delle sue aziende; cioè sempre.

    Un esecutivo del genere dovrebbe essere espressione di una maggioranza antiberlusconiana, che nel Paese ci sarebbe anche; il rimpianto che esprimo è questo. Tutto qui, nessuna oscura profezia. Purtroppo sei tu che non capisci, per cui temo di non poter ricambiare il tuo giudizio finale.

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  16. Allora, senti, Leonardo, parliamoci chiaro: ammettiamo pure che non abbia mai sentito parlare di Catone il Vecchio…ammettiamo che sia un ignorante e che io mi sia formato sui talk show. E allora? Cambia qualcosa? Cambia i termini del dibattito? Le idee sono meno buone se chi le esprime si presume “abbia delle lacune”? Essù, non posso credere che tu sia così meschino! O sì?

    Per il merito: la “maggioranza anti-berlusconiana” va formata. Cioé ci vuole qualcuno che vinca le elezioni e faccia le leggi che vuole, imponendole allo sconfitto Berlusconi. Ma per vincere le elezioni ci vuole qualcuno che ti voti. Alé, ritorniamo all'anti-berlusconismo agonistico, ed è l'esatto contrario di quel che sostenevi prima, quando dicevi che non è possibile vincere le elezioni per colpa dell'indebito vantaggio berlusconiano. E infatti la tua idea era che ci vuole un putsch, anzi, un contro-putsch perché due putsch formano una ragione. Ma il tuo punto di partenza era in ogni caso che una minoranza illuminata si assumesse la responsabilità di salvare l'Italia dalle proprie maggioranze sciagurate ed illegittime, maggioranze inevitabili a causa del lavaggio del cervello.

    Ora il tuo putsch si è trasformato nell'energica attività legislativa di una maggioranza sicura di sé. Che è esattamente quel che chiedono gli anti-berlusconiani agonistici: riuscire a formare una maggioranza ampia abbastanza da governare senza berlusconi, senza desistenze, senza i suoi ex-alleati e senza alleati che ti costringano a mercanteggiare ogni giorno ogni passo.

    Sono contento che alla fine ritrovi un po' di buon senso.

    Uqbal

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  17. Sto per esaurire le parole per spiegarmi, temo.

    1. Ti lamentavi della lagna. È una lagna programmatica: ho deciso di mantenere una posizione e di ribadirla allo sfinimento. Il riferimento a Catone serviva a esprimere questa ostinazione. Non c'è nulla di male ad avere delle lacune, c'è viceversa molto di male nell'andarne fieri.

    2. Gli antiberlusconiani agonistici non vogliono semplicemente governare senza berlusconi: vogliono sostituirsi a lui, imitandone alcune tecniche (ad esempio, Renzi conta sul fundraising: è onestamente convinto che l'imprenditoria italiana un bel giorno preferirà lui a un Berlusconi). È una posizione molto ingenua. Giusto ieri Letta si lamentava che fin qui il Pd ha ottenuto molto di più dal governo del Pdl, eppure tutti parlano delle conquiste del Pdl. Perché “tutti” sono i media, e i media sono orientati da una parte. Renzi potrebbe anche conquistare molti elettori a Berlusconi, promettendo le stesse cose che promette Berlusconi; e poi però dovrebbe pure mantenerle, e a quel punto non è chiaro perché io lo dovrei votare.

    Se invece Renzi, promettendo X, una volta al governo facesse Y, e Y fosse il sequestro di Mediaset, ok, perfetto. Ma sarebbe appunto un putsch, se non altro perché non ce lo vedo prima delle elezioni a promettere “votate per me che bombarderò Cologno”. No, l'antiberlusconiano agonistico vuole vincere promettendo le stesse cose di Berlusconi ma mantenendole meglio. Vincerà nei limiti in cui a Mediaset e ad altre imprese converrà che vinca.

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  18. Ah, ecco qual era il problema, siamo sempre là…Renzi. Renzi fascistoide, Renzi berlusconiano, Renzi questo, Renzi quello.

    Era questo il non-detto di tutto questo discorso. E' questa la ferita che duole. Sopratutto dopo elezioni così brillanti ed esiti così soddisfacenti…accidenti.

    Va beh, separiamoci dai renziani. Mettiamo un promemoria sulla scrivania per ricordarci che tutto quello che fa Renzi è sbagliato. Rimane il punto: che si fa per arrivare alla maggioranza? Come si fa per arrivare ad avere in Parlamento quel tot di parlamentari che facciano finalmente una legge seria sul conflitto di interessi? Il putsch della minoranza l'hai già rinnegato, no? Quindi è di maggioranze che parliamo.

    Ok, no fundraising, no primarie, no camper. Poi?

    Un manuale di latino per le medie può essere un punto di partenza, e anche una penna rossa per rinfacciare puntualmente all'elettorato le sue sviste (ce ne sarà grato). Poi?

    Uqbal

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  19. Scusa, ma “sequestrare un'azienda” che vuol dire?
    Continua a sfuggirmi il senso della proposta…
    SV

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  20. Una maggioranza in parlamento in grado di fare la legge sul conflitto di interessi c'era, e Bersani era pure andato a proporlo a Crimi & Lombardi; purtroppo però il M5S non ci è voluto stare e successivamente una parte del PD ha deciso che siccome era inutile cercare di convincere il M5S, tanto valeva fare la Grande Coalizione perché poco è meglio di nulla.
    Avrei preferito un'allanza PD-M5S, ma evidentemente avevo sopravvalutato l'intelligenza di entrambi, soprattutto quella del M5S che si son rivelati un branco di collusi (hanno rifiutato la legge anti corruzione, ergo son collusi coi corrotti).
    L'occasione è persa e l'unica cosa che resta è lagnarsi, il che non migliora la situazione.

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  21. Non riesco a capire come il cosiddetto collateralismo coi sindacati possa essere fattore di sconfitta.
    Le unioni dei lavoratori sono state il mezzo per ottenere diritti e se i sindacati fossero più forti non avremmo tutta questa opprimente precarietà.
    Per me una sinistra che non avesse fra le proprie priorità la valorizzazione del lavoratore come persona non sarebbe più sinistra e di sicuro non prenderebbe il mio voto.

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  22. D'accordo con questo tuo post, a parte il lagnarsi.

    Uqbal

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  23. @Leonardo:

    “non si vince al centro, Berlusconi non ha recuperato al centro ma pescando nel bacino degli astensionisti di destra; Grillo non ha vinto al centro ma nel bacino degli astensionisti di destra e di sinistra, e dei delusi del PD che trovavano troppo poco antiberlusconiano.”

    Mah, per me molti astensionisti sono al centro, gente disincantata da entrambi gli schieramenti e che non riesce piu' a votare il partito che ha sempre sostenuto. Il confronto dei dati di Camera e Senato indica come Grillo abbia preso molti voti dai giovani, i quali non votano Grillo per l'anti-berlusconismo ma per il messaggio anti-casta, che implica anti-berlusconismo ma anche anti-d'alemismo.

    Sono d'accordo che se era Renzi contro B., Renzi avrebbe goduto di meno benevolenza mediatica. D'altra parte, Renzi era il meglio, dentro il PD, che si potesse fare in termini di anti-casta. Piu' giovane, mai stato in Parlamento, affermatosi in opposizione alla casta fiorentina. Non sarebbe stato facile per B. convincere i suoi elettori indecisi: forse non avrebbero votato Renzi ma magari si sarebbero astenuti e B. avrebbe preso meno voti.

    Comunque, il punto non e' se Renzi avrebbe vinto queste elezioni o no ma come costruire un progetto che possa vincere le elezioni e poi governare. Ripeto, dopo 19 anni non c'e' niente all'orizzonte. E' un fatto poi che una buona parte del popolo italiano e' stata pronta a votare B. pur essendo consapevoli dei suoi conflitti di interessi (per me questo e' un loro limite ma non e' questo il punto). Per te sono tutti vittima di lavaggio del cervello. Per me alcuni lo sono ma molti altri non riescono a votare questa sinistra, vuoi perche' formata da molti ex-PCI vuoi perche' in disaccordo con alcune sue scelte politiche. Quando uno perde, si dovrebbe cambiare strategia. Tu dici che si dovrebbe diventare piu' anti-berlusconiani. Io dico che di anti-berlusconismo ne abbiamo avuto abbastanza, non ha funzionato e sarebbe l'ora di provare qualcos'altro.

    Comunque, piu' discutiamo, piu' ci allontaniamo e quindi la mollo qui, magari se ne riparla. Grazie per la chiacchierata virtuale e buona settimana.

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  24. Vuol dire che si manda una forza dell'ordine a sequestrare l'azienda. Sono cose che succedono tutti i giorni. http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/calabria/2013/05/16/Bancarotta-frode-sequestrata-azienda_8714236.html

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  25. Qui magari ci lagniamo, ma tu continui a non capire o a fingere, che è un po' peggio.

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  26. Ok, si manda una forza dell'ordine su mandato di un giudice per un'ipotesi di reato.
    Almeno, in Italia si fa così.
    Quindi alla fine questa “opzione putsch” è un sinonimo di Antiberlusconismo giudiziario.
    Delusione 😦
    SV

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  27. Leonardo

    Ti lagni anche di me. E non rispondi nel merito.

    Uqbal

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  28. C'è una differenza formale e sostanziale con un semplice intervento giudiziario.

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  29. Nel merito ti ho già risposto; purtroppo manca un'attitudine alla comprensione, mettiamola così.

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  30. “Ok, no fundraising, no primarie, no camper. Poi?

    Un manuale di latino per le medie può essere un punto di partenza, e anche una penna rossa per rinfacciare puntualmente all'elettorato le sue sviste (ce ne sarà grato). Poi?”

    A questo non hai risposto.

    Uqbal

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  31. Non è che si debba replicare a qualsiasi scemenza. Ho riletto il pezzo, mi sembra molto chiaro. Fattelo spiegare, chettedevodì.

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  32. Leo, abbi paziena, ma se parli per indovinelli e mezze frasi riuscirò a giungere all'illuminazione in tempo per Natale…
    Allora cerco di ricapitolare:
    -si manda una forza dell'ordine su mandato non di un giudice, ma del Ministro degli Interni (ovvio, non di QUESTO governo).
    Quindi, serve prima una maggioranza forte che abbia vinto le elezioni in maniera incontrovertibile, e poi si può passare a sequestrare l'azienda.
    Mi pare che il problema sia nel primo passaggio, non nel secondo
    SV

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  33. Non è così indispensabile una maggioranza forte. Basterebbe un governo ben determinato. Si sarebbe potuto fare anche un mese fa, la maggioranza antiberlusconiana in teoria c'era.

    In ogni caso chiunque voglia provarci dovrebbe mantenere la barra del timone antiberlusconiana, mentre qui fuori è pieno di gente che dice che con l'antiberlusconismo non si vincono le elezioni. Poi le vince Grillo.

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