La frode (Arbitrage, 2012, Nicholas Jarecki).

Robert Miller (Richard Gere) è un pescecane di Manhattan, un signore degli hedge fund, un patriarca, un pescecane, un sessantenne tirato al massimo con la moglie noiosa (Susan Sarandon), la figlia in affari che vuole mettere il naso nei bilanci e poi si scandalizza se sono falsi, l’amante artista (Laetitia Casta) che lo tampina al blackberry, e neanche un soldo in cassa. Neanche uno. Li ha tutti inghiottiti una miniera di rame in Russia, incidenti che succedono a voler rischiare in casa di Putin. Ma può ancora farcela, può tenere unita la famiglia e non perdere l’amante e vendere la cassa vuota a qualcuno che abbocchi, però deve stare attento a non mollare nemmeno per un istante ed è difficile, la corda è già tirata al massimo. Dopo pochi minuti lo ritroveremo disperso in campagna con una costola rotta e un omicidio da occultare. E tiferemo per lui. Sul serio (continua su +eventi!)

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