Questo è un pezzo un po’ diverso dagli altri in cui dico la mia opinione eccetera eccetera. È più una richiesta di aiuto.

Dunque, ieri ho letto che nel nuovo Ddl del Ministro Profumo – quindi non si sta parlando di castelli in aria, si sta parlando di un testo già scritto – l’orario di insegnamento dei docenti di ogni ordine e grado passerebbe dalle 18 alle 24 ore settimanali. Il tutto a parità di retribuzione, ovvero, ci aumentano l’orario del 33% e lo stipendio dello 0%.

Tutto questo al fine di “portare il livello di impegno dei docenti sugli standard dell’Europa occidentale” (senza però aumentare la paga sugli standard dell’Europa occidentale), e la mia richiesta di aiuto consiste appunto in questo: abitate in Europa occidentale? Sapete quante ore di lezione frontale fanno gli insegnanti colà? In realtà il conteggio è maledettamente complicato, le informazioni su internet un po’ frammentarie, la cosa più comprensibile che mi hanno segnalato fin qui (grazie) risale al 2002; a quel tempo le 18 ore degli insegnanti italiani erano nella media occidentale, magari nel frattempo hanno aumentato le ore a tutti e a noi no.

Non so se valga la pena ricordare, anche stavolta, che un insegnante lavora molto più di 18 ore: quelle sono soltanto le lezioni frontali. Poi ci sono le ore di ricevimento, i consigli, le ore spese a correggere i compiti, eccetera eccetera. Parlare di 24 o di 18 ore insomma è un po’ strumentale: sarebbe più onesto dire che ci si sta chiedendo di lavorare il 33% in più a parità di retribuzione. Perché se ho sei ore di lezione in più dovrò anche prepararle, e probabilmente avrò una o più classi in più, ventine di genitori in più con cui interagire in ore che non sono conteggiate, il 33% in più di compiti da correggere eccetera (naturalmente posso impegnarmi meno, correggere meno compiti, interagire meno coi genitori: forse mi si sta chiedendo questo: di aumentare la quantità e diminuire la qualità).

Poi c’è il problema delle cattedre, vale a dire dei posti di lavoro. Il ministro ha un bel da dire che vuole assumere un sacco di gente coi concorsi; se la matematica mi assiste, aumentare del 33% l’orario degli insegnanti equivale a tagliare il 33% delle cattedre. A quel punto non sono nemmeno sicuro di mantenere il mio posto (sono ancora relativamente ‘giovane’, e ogni volta che si tagliano le cattedre sono i più giovani che si ritrovano a spasso).

Infine, siete liberissimi di pensare che noi insegnanti lavoriamo poco; neanch’io penso di essere tra quelli che lavorano di più. Però a questo punto ho una domanda: vi viene in mente un’altra categoria qualsiasi in Italia, che di fronte alla richiesta di aumentare del 33% l’orario e la prestazione a parità di salario non marcerebbe su Palazzo Chigi coi forconi e le torce? A me no, non viene in mente. Oggi infatti sono in sciopero (nel mio giorno libero), ma vedrete che anche stavolta non saremo tantissimi. Al punto che ogni tanto mi domando cosa deve fare esattamente un ministro per farci incazzare sul serio, e non so che rispondermi. Lo jus primae noctis con i nostri figli, forse. Forse.

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229 risposte

  1. sempre discorsi a vanvera.

    chiedete 40 ore a scuola come tutti, divise in frontali, udienze, etc.

    chiedete 11 mesi a scuola, in biblioteca o dove volete voi.

    vedrete che rimpiangerete presto le vostre 18 ore.

    anche gli altri hanno famiglia e non hanno i vostri orari.

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  2. ci sono in giro, direi, milioni di persone laureate, dottorate, etc… che lavorano nei call centre.

    questo, purtroppo, è attualmente il termine di paragone.

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  3. Non temere, fra poco non faremo nemmeno più lo stretto necessario perché non saremo nemmeno più necessari. Elimineranno i docenti di sostegno (non credo ripristinando le classi speciali ma più proficuamente manicomi e simili dati in gestione a enti privati o ecclesiastici); ridurranno gli indirizzi di studio (lo stanno già facendo) riducendo ulteriormente i docenti necessari (la riforma è già in progetto avanzato, ma pochi ancora ne colgono le conseguenze dirette); hanno più volte proposto, e fra poco ci riusciranno, un ritorno all'obbligo scolastico solo fino alla terza media (di cui si propone spesso e volentieri di ridurre o eliminare alcune materie, riducendo anche l'orario scolastico, con ulteriore risparmio sui bidelli che devono tenere aperte le scuole: ricordo che qualcuno aveva proposto solo 20 ore settimanali); la scuola superiore verrà pesantemente tagliata (si calcolava di chiudere una scuola ogni due). Tutto sommato è probabile che così si creerà un sistema più meritocratico: chi può andrà avanti, chi non può no, e va bene così.
    Comunque non voglio difendere l'indifendibile: i fancazzisti li vedo anche io tutti i giorni, ed è una nota dolentissima. Forse con un orario a 24 ore a parità di stipendio rimarrà, nel tempo, solo chi ci crede davvero.
    Non tutti i mali vengono per nuocere, no?

    Alberto

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  4. una nota generale: le cose di cui vi lamentate, poveri i miei insegnanti, sono le stesse di tutte le categorie: stipendi bassi, condizioni di lavoro inadeguate, poco moderne, difficoltà di fare carriera, difficoltà a trovare tempo per la famiglia, etc.

    la differenza è che di solito chi si lamenta di ore ne fa 40 alla settimana per 47 settimane all'anno e deve rendere conto a qualcuno di come ha fatto il suo lavoro. E se l'ha fatto.

    tutto qui.

    il resto sono le vostre continue lamentele e accuse a quelli che non capiscono le vostre difficoltà. Tutto per continuare a fare meno di quello che fanno tutti, tutti i giorni.

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  5. Sì, concordo, tutte balle. Non conosci nessuno. Esci un po' dal tuo mondo fatto solo di insegnati e non insegnanti.

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  6. “Ah. Io sulle 36 ore a scuola ci metterei la firma. Anche 40. “

    Ecco questa è la risposta giusta! L'unica giusta!

    La proponga ai suoi colleghi. Poi mi dia l'indirizzo dell'ospedale che passo a trovarLa.

    Un caro saluto

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  7. “Non voglio difendere l'indifendibile ma quelli che esprimono tutto il loro risentimento contro la categoria degli insegnanti hanno veramente rotto le palle con le loro generalizzazioni!”

    tipica risposta da politico preso con le mani nel sacco.

    Cosa dovrei rispondere? che hanno rotto le palle gli insegnanti che dureante le ore di lezione parlano del più e del meno, che a udienza si comportano con supponenza, che centellinano il loro tempo, che verso la fine di giugno prendono il loro camper e non si vedono fino al collegio docenti di settembre? Ovviamente convocato di pomeriggio: un risveglio mattunino, così all'improvviso, potrebbe nuocere!

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  8. Parole sante

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  9. Che intervento intelligente e civile, brava…

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  10. Aridanghete. Ma allora siete duri di comprendonio. Se mi date le strutture dove poter fare preparazione, ricevimento, correzioni, io le mie ore di lavoro anziché a casa, le faccio a scuola. E vedrete che gli insegnanti di ore ne fanno 40 come tutti gli altri. Ma siccome non mi danno neanche la carta igienica, siccome quando a scuola voglio fare vedere un film devo portare da casa io dvd e lettore dvd (perché la scuola non ce l'ha), siccome la mia scuola non è nemmeno connessa a Internet, siccome il materiale di cancelleria me lo pago di tasca mia, siccome questo lavoro è un lavoro in cui si ha a che fare con bambini di cui si è legalmente responsabili (ma qualcuni di voi fa per caso un lavoro per il quale rischia di finire in galera), di cosa stiamo a parlare?

    18 ore sono solo di insegnamento. Probabilmente uno lo deve vivere sulla propria pelle per capire che quella è solo metà del lavoro dell'insegnante

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  11. “difficoltà a fare carriera”. Guarda basta questa frase per capire la distanza tra il mondo della scuola e gli altri lavori. E lo dico senza polemica. Vedi, gli insegnanti non fanno carriera. Punto. Si entra insegnanti, si esce insegnanti. Punto. Al massimo nello stipendio ti può capitare qualche scatto di anzianità, ma vedrai che toglieranno pure quelli. Non ti aumentano le responsabilità o le soddisfazioni. Il lavoro è sempre lo stesso per quarant'anni. Ed è sempre diverso, perché tutti gli anni ti trovi a relazionarti con ragazzi diversi.

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  12. Forse in Germania si adattano il lavoro e lo stipendio alla famiglia, non il contrario. Qui ad esempio per andare a insegnare fuori città (mettiamo a 75 km come fanno tanti colleghi specie giovani, tragitto Ferrara-Goro tanto per esser chiari e guardate sulla cartina se non sapete dove sono Ferrara e Goro), dicevo per andare a insegnare in un posto sperduto non c'è rimborso benzina e di questi tempi sa Iddio quanto viene a costare. Se un insegnante ha oltretutto problemi familiari, badanti, baby sitter, uno stipendio solo e simili, apriti cielo. Decisamente non sono realtà paragonabili… Qui siamo nel terzo mondo. Gli insegnanti in Germania hanno STUDIO PERSONALE CON PC, almeno l'aveva la mamma di una mia amica tedesca che insegnava in una scuola proprio in Renania-Vestfalia. Facciamo pure più ore per lo stesso stipendio con un pc in una sala insegnanti che vale PER TUTTI… Tutto questo serve semplicemente a diffondere disagio, ignoranza e precarietà… Poi ci meravigliamo di 20 anni di governo di una certa parte, ma quella è semplicemente la diretta conseguenza di quanto ho scritto poco sopra!

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  13. Piccola nota a margine per quelli che dicono che nessuno controlla il lavoro degli insegnanti. A parte il fatto che ci sarebbero i genitori, che stanno sempre adosso (“perché ha dato quel voto a mio figlio”, “penso che non stia seguendo abbastanza mia figlia”, ecc), io mi chiedo quanto di quelli che scrivono qui sono penalmente responsabili del proprio lavoro. Se un insegnante si distrae, e un ragazzo puta caso si butta dalla finestra (ipotesi tutt'altro che peregrina, visto come giocano sui davanzali), l'insegnante finisce in galera. Raccontatemi, qual'è la conseguenza peggiore che può capitare sul vostro posto di lavoro?

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  14. Giusto, dove si fanno tutte le ore in più in cui non stai in cattedra? In una sala insegnanti con posto per 10 quando si è in 20? sparo numeri a caso naturalmente ma mi è successo di fare supplenza in una scuola in cui NON C'ERANO ABBASTANZA SEDIE IN SALA INSEGNANTI QUANDO C'ERAVAMO TUTTI! Terzo mondo docet! E in una scuola dove mancano le sedie cosa pretende sto ministro?

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  15. SÌ ANONIMO BISOGNA STUDIARE SEMPRE, LA PAPPA FATTA NON ESISTE NEANCHE PER GLI INSEGNANTI. Chi crede che l'insegnante arrivi a scuola e si metta a parlare dei verbi francesi, delle equazioni di secondo grado, della terza guerra mondiale, dell'Infinito senza essersi documentato il giorno prima è un povero illuso. C'é poi, almeno per chi come me insegna lingue, la grossa questione dell'aggiornamento sui metodi: meglio più grammatica, più “documenti autentici”, più conversazione, più internet?… Domandoni a cui una vera risposta non c'è perché si deve adattare tutto a chi di volta in volta ti sta davanti… Un lavoro pedagogico difficilissimo e che ti coinvolge, altro che 36 ore, per me gente che non ne ha mezza idea dovrebbe solo star zitta ed evitare di scrivere… Poi quelli che non si preparano ci sono nella scuola come dappertutto ma io vedo un gran senso del dovere, in me e nei miei colleghi….

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  16. Lavoro nella scuola da 21 anni e non sono insegnante. Faccio parte del personale cosiddetto ATA e questo mi dà una posizione privilegiata di osservazione. La verità sta nel mezzo: non è vero che la maggioranza degli insegnanti sia un concentrato di passione per l'insegnamento e abnegazione, non è vero che la maggioranza sia costituita da lavativi.
    Insomma, se uno è abituato a lavorare bene, come dice Leonardo, preparando lezioni, cercando stimoli, confrontandosi col mondo che cambia, sei ore in più sono un'enormità. Se un insegnante non fa niente per diciotto ore, altrettanto farà per ventiquattro.

    La categoria degli insegnanti nel corso degli anni ha perso di prestigio, inutile negarlo. Ma che succedesse è stato frutto di un piano scientifico messo in atto una ventina di anni fa, o forse più. Il sistema dell'istruzione pubblica si distrugge in primis denigrando chi ci lavora, facendo credere che lì stanno i nemici della società, che lavorando male/poco/inutilmente questi lavoratori non debbano meritare altro che risentimento e disprezzo.

    D'altro canto capisco chi sta fuori: li vedo anche io quelli che finiscono a metà giugno e che si ripresentano solo ai primi di settembre all'inizio del nuovo anno scolastico; quelli che per Natale quindici giorni a casa pagati extra ferie, e poi ancora una settimana a Pasqua; il giorno libero e la libertà di lavorare quando si vuole. Cosa volete che pensino gli altri lavoratori, soprattutto in un periodo come questo?
    Vedo ogni giorno cose scandalose, così come docenti meravigliosi e amatissimi dai loro studenti, e sono sempre quelli severi, che fanno studiare, che richiedono impegno, ma che, nello stesso tempo, sanno dare tanto in cambio.

    Come se ne esce? Non lo so. Dalle mie parti si dice che tutto dipende dal manico. Insomma, che l'inefficienza – o l'efficienza – dipendono dai dirigenti responsabili. Io credo che i metodi per far lavorare di più i lavativi ci siano. Quello che manca veramente è l'aggiornamento, le risorse, gli strumenti, aule degne di questo nome, scuole sicure e tempo sufficiente per affrontare come si deve la varie discipline. Ma qui si sta tagliando tutto, a partire dalle ore di lezione fino alla carta igienica e ai basilari materiali per le pulizie.
    E a rimetterci saranno, come sempre, i soliti noti.

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  17. Per curiosità: negli ultimi dieci anni (o trenta) quanti insegnanti sono finiti in galera per mancato adempimento del controllo sui propri alunni?

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  18. Ore “frontali” non è gergo sindacale, significa ore in cui sei DI FRONTE alla classe (frontale, di fronte… Claro?). Non è che devi PREPARARE LA STESSA LEZIONE, ti devi AGGIORNARE, e comunque il ripasso ci deve essere, studiare bisogna, sempre! Altrimenti l'insegnamento diventa un inno all'ignoranza, sbaglio? Io ad esempio preparo esercizi di diverso tipo e di diverso livello a seconda di chi mi trovo davanti, se un ragazzo è debole nella pronuncia cerco di rafforzarlo in quella mentre un altro fa, mettiamo, grammatica… Ma qualcuno qui ha un'idea di cosa fanno gli insegnanti?o vi basate tutti su quello che vi propinano certa stampa e certa politica che avrebbero l'ambizione di mandare la gente a lavorare in un ambito delicato come quello della formazione, sottopagati, con orario pesantissimo, senza formazione aggiuntiva, senza benefit e senza niente di niente?

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  19. Putroppo il mio lavoro deve essere completato quando serve. Pazienza lo posso dire solo quando vorrei aver finito e invece devo continuare. Insegno ormai da 12 anni e nel tempo la mole di lavoro, burocratico e non, è andata aumentando. Spesso sono impegnata nel giorno libero e la domenica mattina passo mediamente un paio d'ore al computer (non a leggere le ricette di cucina). Sono d'accordo sul fatto che gli insegnanti con il doppio incarico considerano la scuola alla stregua di un passatempo, ma basterebbe semplicemente intendere l'insegnamento come attività esclusiva. La trovata delle 24 ore serve a risparmiare soldi in un settore già ridotto all'osso, con enormi ricadute negative sulla qualità dell'attività in classe. Perché è appunto di qualità che si sta parlando.

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  20. David, considerati abbracciato… Uno dei pochissimi che capisce VERAMENTE cosa sta dietro un lavoro molto disprezzato e poco valutato per quel che è veramente! Purtroppo il disprezzo fa comodo a molti!

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  21. Non si fanno più ore dello stretto necessario perché quelle sono stabilite dal contratto e nessun contratto in nessun paese del mondo prevede che si faccia “un po ' di più” di quello che c'è scritto. Ad esempio mio marito che vende vernici non dà al cliente “un po' più di vernice” dei quintali o delle tonnellate scritte sul contratto, vi pare? Anche il fatto che i lavoratori privati facciano “un po' di ore” non pagate in più è evasione da parte del datore di lavoro e porta alla situazione in cui siamo: disastro.

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  22. Bravissimo/a asdf, è proprio come dici tu e non ci credo che anonimo ha fatto il docente se non prende nemmeno in considerazione le tue parole!

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  23. se tuo marito alle 17.00 dice al cliente con cui sta fissando i dettagli del contratto che se ne va a casa e che riprenderanno quando avrà di nuovo tempo… beh.. tuo marito perderebbe il cliente e forse il lavoro.

    alle udienze invece questo succede anche se sono solo due pomeriggi all'anno.

    su forza… che adesso dobbiamo fare un po' tutti più dello stretto necessario.

    poi non è logico collegare la riduzione dell'obbligo scolastico con le ore in più per gli insegnanti. semplicemtne non c'entra ed è il solito modo di divagare per non restare sul punto: gli insegnanti non sono tenuti a lavorare abbastanza! molti lo fanno, ma molti di più no.

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  24. bel commento

    anche io non so come uscirne.
    di certo non negando la realtà che chiunque ha vissuto nella scuola ha visto.

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  25. uh, sapessi…hanno fatto delle nuove legislazioni sulla sicurezza per cui chiunque abbia il controllo di una situazione si trova a dover rispondere di quello che succede. Anche se non ha incarichi specifici, anche se non ha indennità, … è la vita cari insegnanti.. quello che non capite è che fuori dal vostro mondo succedono cose almeno altrettanto faticose, pericolose, difficili.. e, come ha scritto qualcuno più sopra, per 40 ore alla settimana, tutto l'anno…

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  26. Eh no, però adesso tu mi devi dire che lavoro fai. Sono proprio curioso. Cosa è che ti tiene impegnato per 40 ore la settimana?

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  27. non è vero. ci sono possibilità anche per voi. il mio compagno ha fatto più “carriera” partendo da insengante di quanto ne abbia fatta. almeno dal punto di vista economico.
    ve la raccontate e vi piangete addosso. le situazioni sono analoghe in quasi tutti i posti.

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  28. “naturalmente posso impegnarmi meno, correggere meno compiti, interagire meno coi genitori: forse mi si sta chiedendo questo: di aumentare la quantità e diminuire la qualità.”

    Se ti comportassi così ti si dovrebbe poter licenziare, o quanto meno ridurre lo stipendio (a new york invece fanno così: http://www.newyorker.com/reporting/2009/08/31/090831fa_fact_brill)

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  29. Vergogna, vergogna, vergogna!Un ministro dell'Istruzione che prima osa parlare di “bastone e carota” per gli insegnanti,e poi li “invita” a dare gratis un “contributo di generosità” per raggiungere fantomatici standard europei(ma non certo gli stipendi!)Non è possibile non si sappia cosa si stia realmente e drammaticamente provocando nella scuola e fuori della scuola! E i tagli sui SOSTEGNI per gli SCOLARI HANDICAPPATI? E il declassamento ad ATA degli INSEGNANTI INIDONEI, colpevoli cioè di essersi ammalati, con la conseguente perdita delle biblioteche scolastiche? La scuola smantellata e distrutta ma con le LAVAGNE MULTIMEDIALI!! E gli ESODATI senza più stipendio né pensione? Bisogna manifestare, non scioperare nell'indifferenza generale, facendoci scippare dallo stato il misero salario di una giornata di insegnamento! Bloccare scrutini ed esami, sì, ma in TOTO, non i 4 soliti gatti!Le scuole devono convocare e informare dettagliatamente i genitori degli alunni su quello che comporterà questo ulteriore giro di vite e, insieme, MANIFESTARE, acquisire visibilità,sensibilizzare l'opinione pubblica per le strade, sdraiandosi anche per terra, spingendo avanti i portatori di handicap e i malati se occorre!!! I sindacati non spingono a questo, la massa dei docenti, ormai declassati ed additati ovunque come “fannulloni” e “privilegiati” incassa lamentandosi vanamente … altre categorie,ormai mere pedine di una “guerra tra poveri in quanto più o meno tartassate e/o schiavizzate o addirittura senza lavoro,plaudono al loro massacro (materiale e morale) e alla definitiva perdita di ogni qualità nella scuola pubblica, del tutto inconsapevoli della specificità di una professione(che non è né potrà mai essere lavoro d'ufficio né catena di montaggio) e dei diritti dei loro stessi figli!Chi ha voglia di esporsi in prima persona???? Gli insegnanti (ma non solo loro!)devono uscire all'aperto manifestare per le strade!

    PS: A te, Leonardo, l'onore delle armi: mai come ora,leggendoti in questa spaventosa situazione, e leggendo le tue pazienti, risposte ai commenti che seguono il tuo articolo, ho ammirato in te le doti che fanno di un essere umano un “vero” maestro.
    Di insegnanti così è stata “anche” fatta la scuola pubblica italiana,mattone su mattone, lo si voglia credere o no, io gli ho conosciuti, in mezzo alla massa naturalmente, come ovunque… è stata,dicevo… appunto.

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  30. c'è un po' di schizofrenia…

    da un lato gli insegnanti si spacciano per novelli don Milani che si ammazzano di lavoro, gratis, un scuole più fatiscenti di quella di Barbiana.

    dall'altro conoscono (e difendono) assurdissime regole sulle ore di 50 minuti (!) e altre amenità.

    c'è più furbizia (e tutela dei privilegi) che vero amore per la scuola.

    peccato.

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  31. con altrettanta pazienza si dovrebbe far notare che il contendere non è
    il taglio sui sostegni (che è sbagliato)
    il taglio di supporto agli handycappati (che è sbagliato)
    la non tutela degli esodati ( che è sbagliata)
    le scuole fatiscenti
    le lavagne
    etc…
    ma ci si chiede se i prof. lavorino abbastanza non rispetto agli standard europei ma rispetto a tutti quelli che in Italia lavorano 40 ore alla settimana.
    Solo questo è il problema. E secondo me è un problema vero.
    Ringraziate che il lavoratore medio non sa come ve la passate altrimenti le manifestazioni degli operai finirebbero per essere organizzate contro di voi.

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  32. Leggo alcuni commenti e una volta di più prendo atto che in Italia il problema della Scuola, il concetto stesso di Scuola, è una questione culturale in stato di arretratezza; e quindi è difficile far capire a chi non insegna cosa significa farlo e quali responsabilità comporti. Non è tutta colpa del singolo cittadino: nella nostra nazione per molto tempo la Scuola è stata organizzata come sistema unicamente repressivo dell'individualità e come motore realmente incentivante solo per chi si omologava allo schema generale (parlo ovviamente del lavoro sugli e con gli studenti). A questo, aggiungiamo che tanti adulti, ricordando i Professori, ricorda solo quelli che si distinguevano per incapacità e cattiva volontà, perché la memoria fa brutti scherzi col passare degli anni; e ricorda molto e solo il modo in cui la Scuola lo ha coercizzato quando era giovane e voleva sentirsi libero. Sono i genitori dei ragazzi di oggi, che – dopo la lunga stagione delle lotte giuste e sante per la democratizzazione – oggi accorrono a chiedere al docente di turno perché non ha dato la sufficienza (o anche più) al figlio e non come il figlio può fare per raggiungerla.
    Altro aspetto del problema è che il messaggio dei Padri costituzionali negli artt. 33 e 34 (famosi) è stato pian piano totalmente snaturato, distruggendo quello che era nelle loro intenzioni: fondare una Scuola Pubblica aperta a tutti, dove l'insegnamento nelle sue proprie metodologie fosse libero e laico, e i capaci e meritevoli fossero aiutati e curati. Sono infatti sotto gli occhi di tutti i tre “mostri contrari” all'applicazione di tali principi costituzionali: la sovvenzione statale alle scuole private, la presenza di insegnanti (indottrinatori) di religione scelti dal Vaticano ma pagati dallo Stato, il clima di continuo “recupero del debito” per gli aalunni svogliati con conseguente dimenticanza della valorizzazione delle eccellenze. Nel frattempo, ogni volta che i governi (tutti) degli ultimi 60 anni hanno dovuto tagliare fondi lo hanno fatto nel campo scolastico; risultato: classi di minimo 28-30 persone e almeno 4 classi per docente; diminuzine degli insegnanti di sostegno per ragazzi con disturbi di apprendimento, fino a demandare all'insegnante specifico di disciplina la cura contemporanea sia della classe sia dei casi singoli con difficoltà di apprendimento; infine, ad oggi è sempre solo l'insegnante di disciplina che deve occuparsi anche di quei ragazzi immigrati che arrivano magari in Italia a 14 anni e vengono inseriti direttamente alle Superiori senza conoscere una parola della nostra lingua.
    Va anche detto che in tutta questa degradazione della professione insegnante c'è un gap iniziale: il non conteggiare come ore lavorative pagabili la correzione dei compiti per chi insegna discipline che prevedono prove scritte, la presenza nei consigli di classe e nei collegi pomeridiani. Chiunque può immaginare che se un docente ha circa 120 alunni, la correzione degli scritti leva wend interi e pomeriggi interi, e questo NON più come trent'anni fa, quando se passavi un compito bene se no erano cazzi tuoi che non avevi studiato, no: oggi sono previsti minimo tre compiti a quadrimestre e una miriade di test, simulazioni, svolgimenti brevi, ecc. In più, essendo ormai la scuola divenuta del recupero, c'è sempre il genitore o lo studente stesso che ti chiede di “farne ancora un altro”, perché vuole mettersi in pari dopo non essersi interessato granché durante l'anno, e tu docente non puoi più dire di no, neanche se in un quadrimestre ne hai somministrati già 4, di compiti scritti.
    Ne ho ancora, di cose da spiegare a chi dice: “18 ore sono poche e avete tante ferie”(che poi, se sei commissario di maturità, le ferie sono esattamente quelle di tutti gli altri; solo che quelle dei docenti danno nell'occhio essendo raggruppate

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  33. tutte nell'estate, mentre le altre categorie possono dislocarsele nel corso dell'anno). Per esempio, che la funzione docente non è un mestiere né una vocazione, ma una serissima professione di natura intellettuale e psicologica, che attiene alla formazione dei giovani, nella forte speranza che non tutti siano i Fiorito o la Minetti del domani, e neanche Formigoni o tanti altri, cioè nella speranza che il nostro Paese venga guidato da gente degna, non da marchettari e corrotti. Contemporaneamente, il docente deve trasmettere la memoria e la cultura di tutto il Paese e dell'Occidente in generale, affinché non si perda la nostra identità e non si diventi la repubblica di bananas nel continente Apple o Mc Donald's, scegliete voi, dove conta il logo e non la sostanza. O affinché non si apra una terza guerra mondiale di natura religiosa e si coltivi invece il rispetto del diverso da noi.
    Il tutto, con persone giovanissime, spesso distratte, intemperanti, recalcitranti, perché è la loro natura e ne hanno diritto, e di cui va catturata l'attenzione con competenza, preparazione e comprensione umana: cosa che io vedo fare a molti, molti docenti, direi anche la maggioranza, che paga le lacune di una minoranza poco adatta alla professione (anche qui, però, attenzione: lo Stato non ha mai previsto una formazione reale degli insegnanti e si continua a diffondsre l'enorme sviante cazzata della “vocazione”, così deleteria sia per docenti sia per studenti).
    Ecco, chi capisce tutto ciò può anche iniziare a comprendere che insegnare non è esattamente “un tanto al chilo”, né qualcosa di equiparabile ad altre professioni, nemmeno al chirurgo che ti salva la vita con l'intervento: l'insegnamento ha a che fare con altre sfere, che coinvolgono la Nazione nella sua interezza e potrebbe, se rispettato, portare ad un futuro migliore per le prossime generazioni.
    Un governo che riconosca la centralità della Scuola non chiede ai docenti, con l'aumento dell'orario, di avere almeno 6 classi e quindi esser costretti a trattare la gente come numeri, accompagnando la richiesta con il blocco degli stipendi e gli scatti di anzianità. E non chiede senza prima un confronto con le parti. E non chiede, dopo aver bandito un concorso da presa per il culo sia dei vecchi che dei giovani, e aver allestito quell'imbroglio del TFA. Un governo che riconosca la centralità della Scuola, forma i suoi insegnanti – anche con sbarramenti e difficoltà, affinché ne escano solo i più adatti, a patto che non si tratti del test su come si tira lo sciacquone o se mettere la retta obliqua dopo una sequenza di rette di vario tipo – e dopo li AGEVOLA PER IL BENE DEI GIOVANI, li paga adeguatamente e ne diffonde la stima sociale, non ne parla come una claase di buoni a nulla e nn incita, con leggi e deceti vari di cui non si parla mai e sentenze del TAR e varie robe, le famiglie e a trattarli come se dovessero dare qualcosa a forza, cioè il diploma o il voto. Un governo che riconosca la centralità della Scuola non paga le scuole private e abolisce l'indottrinamnto cattolico. E consegna ai docenti un numero equo di classi con un numero equo di alunni. E riconosce monetariamente le ore dedicate alla correzione degli elaborati, ai consigli, ai collegi, magarii trattandoli come straordinari.
    Solo dopo tutto questo, allora tale Governo potrebbe chiedere che la professione docente diventi a tempo pieno, con 30 ore settimanali ADEGUATAMENTE
    RETRIBUITE. Perché, non dimentichiamocelo: qui in Italia l'insegnante viene pagato poco più di un operaio specializzato, ma ha conseguito una laurea e con duri sacrifici familiari e non sta esattamente a una pressa.
    E cazzo.

    A Leonardo: non importa quanto lavorano i colleghi europei, svegliati, ciò che conta è la nostra situazione e il modo in cui lo Stato ci considera e come con noi ci si puliscono tutti il culo. Combatti, essendo fiero del tuo lavoro.

    Francesca

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  34. intanto perchè solo 30 in un mondo dove la norma è 36-40?
    e non sono sicuro che l'operaio alla pressa se la guadagni meno di te.

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  35. il carico di lavoro aumenta del 33% (da 18 a 24)a parità di stipendio
    le cattedre diminuiscono del 25% (1 ogni 4) e per questo 1 lo stipendio diminuisce del 100%!!!

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  36. Si parla di 6 ore in più di lezione, non altro!!!
    Veder riconosciuta la “funzione insegnante” e il relativo carico orario andrebbe benissimo!!

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  37. Non se ne uscirà, o meglio se ne uscirà ma in modi che non accontenteranno molti, ma ce ne accorgeremo tardi.

    Si ridurrà l'obbligo scolastico (ogni tanto ci provano a tornare al limite della terza media e presto ci riusciranno), si ridurranno poi le ore di questo obbligo (è già successo alle elementari, poi toccherà alle medie), si ridurrà o eliminerà il sostegno (quest'anno abbiamo il 50% in meno di ore di assistenti comunali: non hanno osato ridurre i docenti di sostegno perché esistono leggi di tutela, non solo la L:104, quindi devono prima rivedere le suddette leggi, ma anche qui date tempo al tempo: si è parlato non solo di ricreare le scuole o le classi speciali ma addirittura i manicomi…).

    Vogliono ridurre le discipline delle superiori (si calcola che ogni tre discipline circa ce ne sarà una sola che le accorperà: meglio, penserete voi! ma questo significherà una forte riduzione di docenti), vogliono incentivare la scuola privata (le parole di Profumo sulle private si devono, infatti, leggere in una direzione che veda scuole private di élite e non diplomifici per inetti), in generale si vuole meno scuola, e sono in questi sostenuti dall'opinione pubblica che ritiene, in ampia percentuale, la scuola un obbligo inutile (dopo la 5ª elementare).

    Insomma, meno scuola per tutti, e forse va bene così. Ogni tanto penso che per molti, moltissimi ragazzi la scuola non serve, o perché troppo bravi (quindi si annoiano) o perché troppo irrecuperabili (quindi si annoiano lo stesso). Quelli in mezzo sono un'esigua minoranza, per cui forse sarebbe meglio la formula home-schooling (studiano a casa e poi, anno per anno, fanno un esame presso un ente scolastico per certificare l'avanzamento disciplinare).

    Non saranno le 24 o 18 ore a cambiare alcun rapporto fra docenti, discenti, famiglie, istituzioni: nella scuola ci credono in pochi, quindi meglio lasciarla solo a quei pochi. Si risparmierebbero tante recriminazioni, frustrazioni, sfinimenti vari.

    Anche perché, a dirla tutta, ogni anno vedo la scuola cedere nei suoi tre principali compiti istituzionali: diritto allo studio, sostegno all'handicap, integrazione socio-culturale.

    Non siamo più il paese dei cervelli in fuga perché di cervelli ce ne sono sempre meno; gli hadicappati sempre tali sono visti e disprezzati, e noi italiani siamo così razzisti che il Ku Klux Klan ci prende a modello…

    Ma dove vogliamo andare?

    Alberto

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  38. Hai mai pensato che la “norma” di 36-40 ore non è una legge fisica ma una scelta della nostra società? Perché non pensare che è più “umano” lavorare 18/20 ore a settimana e combattere per questo (e a parità di stipendio)? E quando si dice “i soldi non ci sono”, mica parliamo di petrolio, le cui riserve si esauriranno prima o poi: i soldi rappresentano ore lavoro e il rapporto fra una banconota e un tot di ore lavoro lo ha deciso Dio oppure noi?

    Perché pensiamo sempre che ciò che regola le nostre società discende dall'alto dei cieli e invece non è altro che un modo tutto umano di creare servi e padroni?

    Alberto

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  39. ti faccio pochi esempi, pratici e spiccioli:
    1- le LIM devi innanzitutto impare a usarle, non è che ti infondono la scienza quando te le mettono in classe; nelle mie classi e scuole io dispongo di tre tipi diversi di lim con tre programmi di gestione e scrittura diversi, le lezioni che preparo per una non vanno bene sull'altra; preparare un'ora di lezione richiede anche tre pomeriggi in ricerca di fonti, immagini, video, assemblaggi ecc. E difficilmente potrò riutilizzarle l'anno prossimo, chi lo pensa non ha la minima idea di quanto sia mutevole l'ambiente di una classe e di conseguenza il tipo di lezione, sia pure sugli stessi argomenti.
    Certo, nessuno mi obbliga a usarle, se vi sta bene io lavoro le 18 ore che mi pagano e in classe faccio leggere il libro o detto appunti per tutta l'ora.
    2- sono in deciso aumento gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) che non hanno sostegno ma necessitano di interventi didattici dedicati e adempimenti burocratici specifici. Dovrò studiare un po' prima di far danni su un ragazzino che potrebbe essere mio figlio?
    3- considera che con la riforma la maggior parte delle materie è stata rivoluzionata, spesso mancano i libri di testo adatti e bisogna preparare appunti per gli studenti.
    non parliamo poi di registri elettronici, adempimenti burocratici sempre più folli che fanno perdere sempre più tempo, ma tanto, non ce lo pagano…

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  40. Ma che te ne frega di quando lo convocano il collegio docenti?

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  41. “Provate ad accettare le 24 ore e a richiedere in cambio migliori condizioni operative.”

    Credo che tu non abbia capito la situazione. È un Ddl, non dobbiamo mica “accettarlo”, non è che adesso facciamo una controproposta e poi si arriva a una mediazione. Non migliorano le nostre condizioni operative, perché ci stanno tagliando tutto, compreso le nostre stesse cattedre.

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  42. Se tu di mestiere ti intendi di risorse umane, magari prima di fare il Brunetta coi tornelli, ti informi di quanti dipendenti dovresti sistemare al pomeriggio in edifici che a volte al pomeriggio servono ad altre cose. Coloro che hanno gestito la scuola per più di un secolo saranno stati tutti più coglioni di te, visto che ritenevano di risparmiare lasciando gli insegnanti a casa loro, a pagarsi riscaldamento e luce e cancelleria. Anche Brunetta, del resto, era da Nobel, sappiamo.

    Stai parlando di una proposta che nessuno osa fare, magari perché è semplicemente demenziale. Non c'è lo spazio, non ci sono le risorse, lo Stato ci perderebbe.

    Adesso veniamo all'aritmetica semplice. Se 25 alunni fanno un tema in due ore, l'insegnante nelle stesse due ore quanti ne corregge? Quanti ne correggeresti tu? Hai una minima idea del tempo che serve? No, non ce n'è bisogno, di solito chi ha in mente di riformare la scuola come un calzino non si preoccupa di dettagli come l'unità tempo. Tutti tayloristi senza cronometro.

    Le note di biasimo esistono, così come esiste (molto vaga, purtroppo) la possibilità di perdere l'impiego. In generale il fatto di essere davanti al pubblico fa sì che non si possa più di tanto scendere nella prestazione: sennò vai in burnout e se ne accorgono tutti, perché sei davanti a tutti. Ma mettiamo che un insegnante possa cazzeggiare davanti a tutti nell'impunità: la tua proposta è di aumentargli l'orario. È il brunettismo puro: siccome non sei assolutamente in grado di valutare il merito o l'impegno, siccome hai soltanto del risentimento nei confronti di una categoria che secondo te ti fotte, ma non sai come e quanto, tu li punisci con tante ore di più nelle quali continueranno a fotterti, e fanno bene.

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  43. Non è da questo che valuti la qualità: la valuti dal numero di studenti che si fanno male, e quanto. Devo portarmi da correggere temi nelle gite? Sai che nelle gite bisogna fare i turni nei corridoi? Credo che siano ore conteggiate e pagate?

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  44. Anonimo: non se la guadagna meno, se la guadagna “diversamente”e con minore impatto sulla società. Evidentemente, non sono stata chiara abbastanza.

    Alberto: su quello che dici tu si può discutere, e sono anche d'accordo che bisogna battersii per un mondo dove non ci siano né servi né padroni. Serve la Scuola, per questo, però. E una Scuola “umana”, appunto.

    Saluti a tutti e al propietario del blog.

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  45. Sono per 40 ore di lavoro a scuola, in un ufficio per 2 o 3 persone fornito del necessario, con cartellino da timbrare. Non sono sicuro che, di queste 40, 24 possano poi essere di lezione. (Ah, in Germania le unità di lezione durano 45 minuti e comprendono anche attività pomeridiane, come aiutare a fare i compiti; e per chi è coordinatore di classe o incaricato di altri progetti il numero di lezioni si riduce.) Può darsi che serva a stanare i fannulloni; di certo contribuisce a far scappare i migliori. È un rischio che il datore di lavoro si prende.
    *
    Mi pare che molto livore qui sopra abbia motivi psicoanalitici più che economici: gli insegnanti hanno avuto un certo potere su di noi per x anni, ci hanno causato emozioni e stress molto forti; è umano ricordarsene molto a lungo. È un rapporto che ha qualcosa del legame genitori-figli. Ma non dovremmo per questo credere che la nostra individuale esperienza sia l'unico metro: andare spesso allo stadio basta per fare appassionati discorsi fra tifosi, ma non per fare l'allenatore.
    *
    Preferirei un sistema di valutazione del lavoro. Esiste in tutte le scuole d'Europa, e si sta timidissimamente affacciando anche in Italia. Chi paventa il clientelismo, la mafia congenita, le raccomandazioni eccetera, deve capire che così non cambierà mai niente. Che se un lavoratore viene valutato sa anche come e dove migliorarsi, e quindi accresce il proprio valore. Poi, una percentuale fisiologica di scuole facili ci sarà sempre, perché ci sarà sempre una clientela che le chiede. (Senza valore legale del titolo di studio anche questa fetta si assottiglierebbe, ma pazienza.) Preferirei abolire la distinzione fra precari e di ruolo: ognuno con il suo curriculum, un contratto quinquennale e, di nuovo, la valutazione di risultati e competenze.
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    Detto questo, mi pare però che i critici più feroci qui sopra siano tutti lavoratori di livello buono o ottimo. Ma intorno a loro non ci sono fannulloni o imboscati? Colleghi che stanno in chat mezzo pomeriggio e poi si fanno belli con il capo a furia di straordinari? Avete mai notato che il picco dei post su Facebook è in orari d'ufficio? Mai sentito di operai neoassunti che fanno 7 pezzi l'ora dove la media è 5, e presto i colleghi più anziani gli fanno rudemente capire di scendere a 5, altrimenti l'ufficio qualità si accorge che si può salire a 7?
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    Ecco, un lavoratore buono come i tanti qui sopra, ha o non ha piacere che il contratto di tutti peggiori perché c'è un imboscato due scrivanie più in là?

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  46. “è la vita cari insegnanti”.

    È la stessa vita in cui gli insegnanti hanno, tutti gli anni, un seminario obbligatorio su quelle che tu conosci come “nuove legislazioni” in materia di sicurezza sul lavoro. Ti faccio anche presente che noi lavoriamo con i minori, non è esattamente come sorvegliare degli adulti.

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  47. Le ore di insegnamento in Italia sono di 60 minuti netti. Se in qualche scuola ci sono moduli a 50 minuti, gli insegnanti ne fanno di più, per un totale di 60 minuti. Non è un furbizia, è un sistema per insegnare più cose in meno tempo, siccome si pretendono più cose senza stanziare più risorse.

    Non credo che gli insegnanti siano novelli don Milani (lui tra l'altro insegnava un numero disumano di ore alla settimana, in un altro contesto sarebbe stato sequestro di persona). Ce ne sono che lavorano male e altri che lavorano bene, e a 24 ore questi ultimi diminuiranno.

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  48. A parità di retribuzione. Sì, ma con 15 giorni di ferie in più. Perché omettere di citarli?

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  49. Aggiungo una cosa. Come mai tutti gli alunni di IV superiore che fanno un anno all'estero – Usa, Irlanda, Francia, UK, persino Hong Kong – raccontano immancabilmente di pochissimo studio e risultati da genio? Come mai in più di una facoltà i laureati italiani mangiano in testa a quelli europei? Parlo di medici, ingegneri, architetti e non di rado anche umanisti. Chi parla di sfacelo della scuola italiana me lo può spiegare?

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  50. Il 15 giorni di ferie in più sono una farsa. Nella pratica significa che chi poteva fare aggiornamento o pratica sulle apparecchiature in luglio non lo farà perché la scuola chiude.

    Quando arrivi al 15 settembre ci devi arrivare con del lavoro pronto. Se la scuola ha chiuso 15 giorni in più quel lavoro lo avrai fatto a casa. Non è una carota, è una presa in giro.

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