Questo è un pezzo un po’ diverso dagli altri in cui dico la mia opinione eccetera eccetera. È più una richiesta di aiuto.

Dunque, ieri ho letto che nel nuovo Ddl del Ministro Profumo – quindi non si sta parlando di castelli in aria, si sta parlando di un testo già scritto – l’orario di insegnamento dei docenti di ogni ordine e grado passerebbe dalle 18 alle 24 ore settimanali. Il tutto a parità di retribuzione, ovvero, ci aumentano l’orario del 33% e lo stipendio dello 0%.

Tutto questo al fine di “portare il livello di impegno dei docenti sugli standard dell’Europa occidentale” (senza però aumentare la paga sugli standard dell’Europa occidentale), e la mia richiesta di aiuto consiste appunto in questo: abitate in Europa occidentale? Sapete quante ore di lezione frontale fanno gli insegnanti colà? In realtà il conteggio è maledettamente complicato, le informazioni su internet un po’ frammentarie, la cosa più comprensibile che mi hanno segnalato fin qui (grazie) risale al 2002; a quel tempo le 18 ore degli insegnanti italiani erano nella media occidentale, magari nel frattempo hanno aumentato le ore a tutti e a noi no.

Non so se valga la pena ricordare, anche stavolta, che un insegnante lavora molto più di 18 ore: quelle sono soltanto le lezioni frontali. Poi ci sono le ore di ricevimento, i consigli, le ore spese a correggere i compiti, eccetera eccetera. Parlare di 24 o di 18 ore insomma è un po’ strumentale: sarebbe più onesto dire che ci si sta chiedendo di lavorare il 33% in più a parità di retribuzione. Perché se ho sei ore di lezione in più dovrò anche prepararle, e probabilmente avrò una o più classi in più, ventine di genitori in più con cui interagire in ore che non sono conteggiate, il 33% in più di compiti da correggere eccetera (naturalmente posso impegnarmi meno, correggere meno compiti, interagire meno coi genitori: forse mi si sta chiedendo questo: di aumentare la quantità e diminuire la qualità).

Poi c’è il problema delle cattedre, vale a dire dei posti di lavoro. Il ministro ha un bel da dire che vuole assumere un sacco di gente coi concorsi; se la matematica mi assiste, aumentare del 33% l’orario degli insegnanti equivale a tagliare il 33% delle cattedre. A quel punto non sono nemmeno sicuro di mantenere il mio posto (sono ancora relativamente ‘giovane’, e ogni volta che si tagliano le cattedre sono i più giovani che si ritrovano a spasso).

Infine, siete liberissimi di pensare che noi insegnanti lavoriamo poco; neanch’io penso di essere tra quelli che lavorano di più. Però a questo punto ho una domanda: vi viene in mente un’altra categoria qualsiasi in Italia, che di fronte alla richiesta di aumentare del 33% l’orario e la prestazione a parità di salario non marcerebbe su Palazzo Chigi coi forconi e le torce? A me no, non viene in mente. Oggi infatti sono in sciopero (nel mio giorno libero), ma vedrete che anche stavolta non saremo tantissimi. Al punto che ogni tanto mi domando cosa deve fare esattamente un ministro per farci incazzare sul serio, e non so che rispondermi. Lo jus primae noctis con i nostri figli, forse. Forse.

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229 risposte

  1. Be', da ing. informatico, quando lavoravo nel privato, se non mi stavano bene le condizioni presso l'azienda, ne cercavo un'altra e amen.

    In ufficio lavoravo 40 ore settimanali, gli straordinari non erano quasi mai pagati e mi toccava anche studiare a casa per stare al passo con le diavolerie che tiravano fuori i miei superiori, tecnologie in fase beta e così via, spesso senza alcuna formazione in azienda (“E che, ti pago per studiare? Ti pago per lavorare!”).

    Stipendi? Un mio collega aveva scelto l'insegnamento, prendeva già più di me, in più aveva soldi da corsi pomeridiani e aveva ancora tempo per dare lezioni private e lavorare part-time in un'azienda informatica.

    Tra l'altro la categoria degli informatici è quella meno regolamentata, visto che o vieni assunto col contratto metalmeccanici o del commercio – queste erano le condizioni fino a sei anni fa.

    Spero però di aver risposto alla tua domanda “vi viene in mente un'altra categoria qualsiasi in Italia, che di fronte alla richiesta di aumentare del 33% l'orario e la prestazione a parità di salario non marcerebbe su Palazzo Chigi coi forconi e le torce?”

    Se a te le cose non stanno bene, puoi cercare un'altra scuola?

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  2. @SpeakerMuto
    Leonardo ed io lavoriamo per un datore di lavoro che ha il potere di cambiare UNILATERALMENTE le regole A SUO PIACIMENTO. Per ottenere una cosa devo contrattare mesi, lo stato può togliertela quando gli pare…. Il tuo capo non ha il potere di aumentarti le ore di lavoro dall'oggi al domani o di decurtarti lo stipendio a suo piacimento… Il nostro sì!

    Se poi tu eri (sei) sfruttato non mi pare il caso di augurarlo agli altri…

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  3. Direi che le cattedre diminuiscono del 25%: per fare 72 ore oggi servono 4 docenti, domani ne basteranno 3.

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  4. Randolph, probabilmente mi sono espresso male, ma ho chiaro che “un datore di lavoro che ha il potere di cambiare UNILATERALMENTE le regole A SUO PIACIMENTO. Per ottenere una cosa devo contrattare mesi, lo stato può togliertela quando gli pare….”

    Per quanto riguarda invece “Il tuo capo non ha il potere di aumentarti le ore di lavoro dall'oggi al domani o di decurtarti lo stipendio a suo piacimento” ha tutto il potere di farlo, visto che ho lavorato in aziende in cui lo stipendio veniva percepito un mese sì e uno no e spesso ti viene chiesto di rimanere più a lungo in ufficio pur di rientrare negli assurdi piani di lavoro stabiliti inizialmente. Se mi stava bene rimanevo, altrimenti arrivederci.

    Posso capire che la vostra categoria meriti il rispetto che il governo cerca di toglierle da molto tempo, però la “marcia su Roma” altri non la fanno per vari motivi.

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  5. Fino ad oggi gli insegnanti hanno barattato un bel lavoro e un orario obiettivamente generoso con degli stipendi non adeguati all'importanza e alla delicatezza del compito che svolgono.
    Ora se le 6 ore in più fossero dedicate alla correzione dei compiti a scuola piuttosto che a casa, magari a disposizione di studenti in cerca di chiarimenti che potrebbero avere a scuola dai propri insegnanti senza ricorrere a costose lezioni private io sarei d'accordo.

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  6. quella tabella mi sembra molto ottimistica. conosco l'esempio della germania (dove l'istruzione è di competenza regionale, quindi non ci sono regole valide dappertutto): in nordrhein-westfalen, la regione tedesca di gran lunga piú grande, un insegnante di liceo ha 25,5 ore di lezione frontale a settimana, uno di scuola elementare 28 – in germania essenzialmente non ci sono scuole medie. nelle altre regioni, in particolare all'est e al sud, le ore settimanali sono un po' di piú.
    ovviamente lo stipendio è piú alto che in italia, ma è difficile quantificare; sia – di nuovo – per le differenze regionali, sia perché il contratto regionale prescrive solo cifre lorde, ma in germania lo stipendio netto dipende in maniera fondamentale dallo stato familiare (cioè, si guadagna effettivamente molto di meno se non si è sposati e/o non si hanno figli).
    per fare un esempio che conosco personalmente: in baden-württemberg (una regione ricca, la terza piú grande della germania) un insegnante di scuola elementare sposato e con figli arriva a guadagnare poco piú di 2000€/mese. un professore di liceo credo possa arrivare ai 2600€/mese, considerando tutti i possibili premi legati al rendimento (che ovviamente non sono elargiti sempre e automaticamente).

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  7. Per fortuna non insegni matematica 🙂

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  8. ciao leonardo.
    purtroppo son discorsi difficili, sia a farsi che a capirsi temo, e soprattutto – in clima di crisi – i nervi son a fior di pelli o scoperti.
    Effettivamente sentir parlare di 24 ore di lavoro al posto di 18 settimanali, a chi lavora come minimo 40 e con contratti spesso precari e straordinari spesso non pagari, non fa una bella impressione.
    La cosa della preparazione delle lezioni e della correzione dei compiti, invece, viene probabilmente sottovalutata e pensata come “siiiiiii, daiiiiiii, è una cazzata!” con sorrisino d'intesa finale.
    Al fine di migliorare la comprensione della faccenda, mi spieghi (ci spieghi) un po' meglio, dall'interno, come funziona la cosa?
    Cioè: quanto guadagni al mese, netto?
    Quante ore se ne vanno, realmente, in preparazione delle lezioni e correzione compiti? Dico una roba reale, non facciamo casi utopici ne' in positivo ne' in negativo?
    Giusto per capire.
    Io, ad esempio, sono un impiegato, faccio diverse cose – alcune oggettivamente difficili, per cui direi che sono specializzato – e prendo 1200 euro al mese per 40 ore settimanali e straordinari ovvi (ovvi vuol dire che è ovvio che li fai, e se va bene e metti su la faccia tosta e trovi un momento giusto magari recuperi ogni tanto prendendo un giorno).
    Effettivamente, se a me passassero a 55 ore settimanali (più straordinari ovvi) un tantinello mi incazzerei.

    Ci dici?
    Grazie
    ciao

    Paolo

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  9. Avatar Profilo Utente Epurato
    Profilo Utente Epurato

    Concordo pienamente con SpekerMuto. Qualsiasi dipendente nel settore privato ( io ) se gli viene richiesto di lavorare il 30 % in più lo fa e basta, a volte con straordinari a volte no.Se ti va bene bene altrimenti è pieno di aziende pronte ad assumerti. Da giovane genitore devo dire che gli insegnanti trovati fin qua da mio figlio sono quanto di più svolgiato e pigro abbia mai incontrato nel mondo del lavoro. Quest'anno il comune di milano a inviato una circolare alle maestre d'asilo per chiedergli (gentilmente ) di integrare il loro piano formativo con un po di inglese, per carità non lo avesse mai fatto, la risposta è stata : ” mica siamo pagate per insegnare i giorni della settimana in inglese a bimbi di 5 anni ” . Quest'anno come già in passato i nostri figli non faranno recite di natale ( scusa ufficiale problemi con i musulmani, verità zero voglia di impegnarsi per preparare una recita per bambini )( nella materna di mio figlio musulmani sono due su 150 bambini ) .

    Da ex studente gli insegnanti me li ricordo al 90% come lavativi. Ricordo professori che ci incitavano ad occuppare la scuola a dicembre gennaio, cosi venivano la mattina timbravano e poi scapavano sul Terminillo a sciare. Le ore da dedicare ai genitori erano delle prese in giro : ” scusi cerco il prof. tal dei tali per parlare di mio figlio ” ” il prof non c'e' è andato a fare la spesa “.

    Poi mio figlio ha la fortuna di frequentare d'estate una scuola materna in Corea del Sud ( mia moglie è Coreana )….non parlo della Danimarca , germania , etc ….Parlo di una paese che fino a 15 anni fa era il terzo mondo ..ebbene ad oggi le scuole COreane non possono neanche lontanamente essere paragonate con le nostre. Stanno avanti di una ventina di anni, sotto tutti i punti di vista: Strutture; programmi formativi; curriculum degli insegnati; Gli insegnanti sono considerati come punti di riferimento di tutta la comunità , ed è il lavoro più rispettato che ci sia, hanno salari all'incirca del doppio rispetto agli italiani. Lavoranno all'incirca 10 -12 ore al giorno per un totale più di 60 ore a settimana. La parola sciopero non sanno neanche che vuol dire e se non gli sta bene la scuola dove lavoranno la cambiano o cambiano lavoro.

    Dai Leonardo ! siete uan categoria indiffendibile. Il problema della scuola italiana è proprio la sfrustrazione che mettete nel vostro lavoro ed ogni qualvolta vi si chiede un piccolissimo sforzo in più la risposta è NO. Ma un po di vergogna niente ?

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  10. In Francia per le secondarie ci sono due livelli: la maggior parte degli insegnanti fa 18 ore di lezione frontale, gli “agrégé” 15. In Belgio, e parlo sempre di scuole secondarie, sono 21 ore, ma se non sbaglio diventano 20 se l'insegnante in questione è titolare di una classe. In entrambi i paesi gli stipendi (anche rapportati al costo della vita) sono decisamente più alti.

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  11. però gli agrégé sono pagati anche per fare ricerca universitaria, e la fanno…

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  12. Lo sapevo che lì mi sarei sbagliato, le frazioni mi tradiscono sempre.

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  13. Ovviamente no, è un impiego statale. O mi stai suggerendo di emigrare?

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  14. @Paolo. Ti do io una risposta. Prendiamo il caso del sottoscritto. Insegnante di ruolo nella scuola media inferiore. Provvisto casualmente di dottorato di ricerca al quale sto casualmente aggiungendo un secondo perché a me piace lavorare, del quale allo stato importa punto ai fini della valutazione delle mie qualità.
    In ruolo da 5 anni come vincitore di concorso(vincitore un paio di ciufoli visto che mi hanno chiamato dopo 7 anni dalla “vittoria”). Figlia di meno di 3 anni a carico per il 50% (per la quale lo stato mi riconosce l'incredibile detrazione lorda, lorda, di 57 euro al mese, credo 25 netti).
    Guadagno netto: 1418 euro. Dal 1 gennaio 2013 diventeranno 1403, poiché lo Stato si prenderà 13 euro di vacanza contrattuale (che significa che il mio stipendio, fermo da oltre 3 anni, non solo non subirà quello che sarebbe stato lecito aspettarsi, cioè un aumento con nuovo contratto, ma una decurtazione).
    Particolari sparsi sul servizio: non è vero che facciamo 3 mesi di ferie, quelli li fanno i vostri figli. Noi stiamo in servizio dal 1 settembre sino al 30 giugno successivo per coloro che non hanno esami di III media o di maturità, gli altri sino al 20 luglio. Dal 1 settembre sino all'inizio delle lezioni e dalla fine delle lezioni sino al 30 giugno non facciamo lezioni frontali, ma stiamo a scuola a lavorare: aggiornamento, preparazione documenti, scrutini, tutto lavoro “non di sportello”, ma lavoro.
    La verità è che per ogni ora di lezione in classe un insegnante serio ha bisogno mediamente di un'altra mezz'ora(se non è serio non lo sarà come non lo è un ingegnere, un muratore, un medico, un metalmeccanico o un politico(?), ma non credo sia questo il livello della discussione almeno spero). E non considero la correzione compiti.
    Altri dettagli a richiesta.
    Detto questo, nella scuola ci sono fannulloni? Ovvio, conoscete categorie dove non ci sono? Nella scuola i primi a essersi rassegnati alla distruzione sono gli insegnanti? Non c'è dubbio preceduti solo dai genitori. La scuola italiana va riformata? Certo, ma questa è una riforma?
    Ma conosco gente che lavora in contesti durissimi e violenti e lo fa con abnegazione e spirito di sacrificio che nessuno stipendio può ricompensare, tutto perché lo Stato è assente e tutto è affidato alla buona volontà o allo spirito missionario, come se insegnare dovesse essere una sorta di vocazione al martirio anziché un lavoro adeguatamente valutato, retribuito e soprattutto tutelato, vista l'importanza fondamentale che ha per una società.
    Va o andrebbe ricostruito il patto scuola-famiglie. Ma questo non avverrà, quello che avverrà è sotto gli occhi di tutti, come per altri settori: il declino, la dissoluzione, come d'altronde per il resto di questo disgraziatissimo Paese.
    Sarebbe bello che qualcuno si ricordasse che senza l'istruzione non c'è alcun futuro, sarebbe bello che lo spirito di lotta di Leonardo avesse una qualche chance di ottenere un risultato anche se minimo. Ma non accadrà. Ho letto commenti sul sito del Sole24ore e anche qui, che fanno accapponare la pelle: chiunque vi abbia insegnato a scrivere senza errori di ortografia e grammatica, chiunque vi abbia insegnato a fare un'equazione a due incognite e vi ha consentito dunque di accedere al mestiere ben retribuito che meritate grazie al vostro impegno e alla vostra istruzione forse meriterebbe un briciolo più di rispetto, forse.

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  15. Io non capisco mai l'acrimonia di chi dice che siccome ci sono lavoratori con condizioni peggiori, allora bisogna livellare verso il basso le condizioni di lavoro di tutti gli altri lavoratori. Dividi et impera dicevano i latini, no?

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  16. Io lo dico da anni a mia moglie insegnante e ai suoi colleghi: vi converrebbe diventare come tutti gli altri, 8 ore al giorno timbrando il cartellino mattina e sera. La mattina fate lezione in classe e il pomeriggio le riunioni, i ricevimenti, la correzione dei compiti e la preparazione. E quando la sera uscite da scuola non vi portate a casa NIENTE, ne' compiti, ne' registri, ne' verbali da scrivere, ne' niente. E fate quel che riuscite a fare in quelle 8 ore, se qualcosa rimane fuori pazienza, l'impegato delle poste o del ministero mica si porta a casa il lavoro che non riesce a finire in ufficio.
    In questo modo ci guadagnerebbero un casino tutti gli insegnati seri, che si troverebbero a lavorare molto meno a parita' di stipendo. E contemporaneamente taglieresti le gambe a tutti gli insegnanti che hanno il doppio lavoro (cioe' un'attivita' in proprio a cui dedicano il vero impegno, e alla scuola danno si' solo le 18 ore).

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  17. La moglie di un mio collega è insegnante superiore in Nordreno-Westfalia (Germania) e fa 25 ore di lezione frontale alla settimana; lo stipendio però è nettamente superiore a quello Italiano, non ti so dire i dettagli in quanto il mio collega glissa sempre, imbarazzato del fatto che sia così alto.
    Il problema è che le ore frontali non dicono tutto: la presenza di personale amministrativo che si occupa di numerosi dettagli che in Italia sono a carico degli insegnanti stessi rende di fatto il suo lavoro più facile degli omologhi italiani: se in Italia il conto che si fa abitualmente è quello di raddoppiare le ore (18 ore di lezione frontale equivalgono a circa 36 ore di lavoro effettivo), in NRW occorre aumentarle solamente del 50%, quindi 25 ore equivalgono a circa 36 ore di lavoro effettivo.
    Pertanto allo stato attuale il carico lavorativo è analogo, ma con retribuzioni assai differenti.
    Purtroppo non ti posso dire molti dettagli sullo stipendio in quanto in Germania è una cosa complicatissima che dipende da molteplici fattori quali stato di famiglia (omo o etero che sia), parenti a carico, tassazioni regionali, ecc… vi sono poi i benefici di welfare come sconti sui trasporti pubblici, trattamenti sanitari di un certo tipo o simili anch'essi molto personalizzati e non immediatamente monetizzabili, ma che incidono notevolmente sulla qualità della vita.

    Non è un granché come risposta alla tua domanda, ma si fa quel che si può 😉

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  18. Beh, è già parecchio.

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  19. eh, caro leonardo… se tutti accettano di farsi schiavi, perché proprio tu no? curva la schiena, su… e se proprio le cose non ti stanno bene, come ti ha suggerito il mio caro amico camallo speakearmuto, cercati un altro mondo 🙂

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  20. “E fate quel che riuscite a fare in quelle 8 ore, se qualcosa rimane fuori pazienza, l'impegato delle poste o del ministero mica si porta a casa il lavoro che non riesce a finire in ufficio.”

    Quello forse si, altri, nel privato, spesso no. Si portano pure a casa le cose. Se non dobbiamo generalizzare per gli insegnanti, non facciamolo manco per gli altri. Ok?
    Paolo_ (ci ho aggiunto l'underscore come firma…)

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  21. Grazie per le info.
    Guarda, io personalmente sono convinto che gli insegnanti dovrebbero prendere uno stipendio tipo quello dei parlamentari. E un po' con lo stesso spirito: in modo che non debbano preoccuparsi d'altro che non sia formarsi e formarsi, informare, studiare, prepararsi, viaggiare (perchè no?) e vedere cose e fare esperienze da trasmettere agli alunni.
    L'insegnante dovrebbe essere una delle figure più importanti nella società, in fin dei conti da lui dipende il futuro, e quindi dovrebbe essere formatissimo, ma non stressatissimo, e felice del lavoro che fa. Perchè anche la trasmissione dell'entusiasmo per la materia dovrebbe essere una delle caratteristiche principali di un insegnante.

    Detto questo, comunque l'insegnante guadagna più di me e (se vuole) immagino possa lavorare anche solo quelle 18 ore più il minimo indispensabile per sfangarsela.
    Forse nessuno fa così, forse qualcuno sì, forse molti sì. Non saprei (davvero) dire.
    Di certo tutti 'sti cavolo di lavori in cui il tuo controllore è “Lo Stato” nelle sue varie declinazioni hanno un difetto in comune: la mancanza di controlli sensati crea frustrazione e possibilità di non fare molto e lasciarsi andare alla deriva.
    Io da un Leonardo ce lo manderei mio figlio a studiare, già solo perchè tiene un blog e ci va pazienza e dedizione a tenere un blog.
    Ma quanti altri insegnanti lo fanno? E ce ne saranno pure di quelli disillusi e un po' schifati che alla fine “deriveranno” nelle onde? io temo proprio di si.
    La cura non è certo farli lavorare 6 ore in più di “frontale”, ovviamente.
    La cura, beh, non ho la minima idea di quale possa essere. A parte la solita, trita, utopica, mica chiara, rifondazione da zero di una società con del buon senso, dove il merito venga riconosciuta (non “vinca”) e il demerito venga considerato da tutti una grave disgrazia da lavar via al più presto con applicazione e impegno.

    Paolo_

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  22. Emigrare: l'ho spesso pensato anche io per me, e non solo per insoddisfazione professionale.

    P.S.: La domanda non era retorica, mi chiedevo se davvero l'offerta per gli insegnanti si esaurisce nel pubblico.

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  23. è già grave che i privati sfruttino i lavoratori… Se inizia (ha gia iniziato) a farlo lo stato…
    Nell'insegnamento c'è anche un “abuso di posizione dominante” visto che lo stato monopolizza quel settore del mercato del lavoro! Io sono geometra, posso sempre cercare un lavoro nel privato se voglio… Per un insegnante è quasi impossibile!

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  24. Avatar profilo utente epurato
    profilo utente epurato

    Eggià caro Leonardo tu non piegare la schiena lascia che siano i schiavi a piegarla anche per te. Tu continua a recriminare i tuoi diritti anche se sei ben conscio che ogni diritto in più per te equivale ad una inefficenza in più per mio figlio, il figlio dello schiavo. Continua a dimenticare che l'Italia è la patria dei diritti del lavoratore ( statale per lo più ) e nel contempo la patria dell'inefficenza. Continua a dimenticare lo stato pietoso in cui è ridotta la scuola italiana a tutti i livelli, le differenze di censo che si stanno creando all'interna di essa. sicuramente la colpa è del sistema,del ministro, del governo, …invece tua che ogni giorno sei a scuola no,tu subisci e basta!

    Continua a chiedere soldi e giorni di permesso retribuito, dimenticati invece che oggi nella tua scuola il 25 % del corpo docente non c'e'perchè in malattia. O sbaglio? solo io ricordo classi al liceo con 6/7 professori e almeno 1 (a volte 2 ) Prof. che stavano male tutto l'anno. Solo io ho avuto un figlio che su 4 maestre fisse della materna ben 2 sono state ammalate praticamente tutto l'anno? il 50% delle risorse in malattia. Esistono statistiche che paragonano i giorni di malattia tra insegnanti italiani e francesi ? vogliamo dargli un occhiata.
    Esistono altre aziende o enti statali nel mondo con statistiche di assenteismo cosi alte ?

    Solo io ho conosciuto dirigenti scolastici che negano ai genitori le aule per organnizzarsi PRIVATAMENTE per delle lezioni di inglese con la scusa ufficiale : ” le aule non sono adibite all'insegnamento ” …LE AULE DI UNA SCUOLA NON SONO ADIBITE ALL'INSEGNAMENTO ? VI SIETE MAI SENTITI COSI TANTO PRESI IN GIRO DALL'ISTITUZIONE SCOLASTICA..

    Se ci sono altri genitori o studenti di liceo all'ascolto potete confermare quanto dico o sono io sfigato?

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  25. Non è esattamente quello che ho scritto, ma io e te ci siamo già incontrati qui, quindi che te lo dico a fa'? ;^)

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  26. Avatar profilo utente epurato
    profilo utente epurato

    …Prima si risolvono le ineficenze e i problemi, anche lavorando di più a parità di salario, poi dopo a problema risolto e risultato raggiunto si chiede l'aumento. Cosi funziona nel mondo del lavoro che conosco io ed è lo stesso che conoscete pure voi, nonchè l'unico che funzioni veramente

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  27. non le dispiacerà fornire prove a quello che dice… Un link, grazie.
    Secondo lei il servizio per suo figlio migliorerà dopo l'incremento di ore di lavoro degli insegnanti

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  28. Ne desumo che Profilo Utente Epurato abbia in odio le scuole di paesi fondati sui diritti dei lavoratori quali la Svezia e che invece adori le scuole di paesi dove i lavoratori son trattati con la frusta.
    La filosofia di P.U.E. è molto semplice: mors tua vita mea, peggio stanno gli altri, meglio sto io e viceversa.
    Probabilmente P.U.E. considera sciocco e decadente chi ritiene che il benessere del singolo dipenda dal benessere di chi gli sta intorno; tali flaccide idee sono squallidi residuati della storia, che un liberismo puro e gagliardo spazzerà via: sopravviveranno solo i più dritti, i più forti, i più arditi… per gli altri c'è la frusta, che da inferiori si meritano.

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  29. ok, quindi secondo lei io dipendendente assorbo il rischio d'impresa?
    E qui quale sarebbe il periodo difficile nella scuola? Quando è iniziato e quando finirà?

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  30. PUE, se devo parlare della mia scuola, no: il 25% non è certo assente per malattia, e non lo era neanche quando si facevano gli esami nel cortile causa terremoto. Tutti presenti.

    Sull'assenteismo, avevo letto che la scuola italiana è nella media europea ma non ricordo dove.

    Quanto al fatto che un dirigente scolastico possa non concedervi un'aula per un insegnamento privato, basta il buonsenso: un'aula ha dei costi (chi pulisce? chi chiude?) e delle responsabilità (penali, se qualcuno si fa male). Nella mia scuola tutte le aule sono ormai adibite all'insegnamento (anche quelle non adeguate per metratura, e continuiamo a essere terremotati) e non ci sono altri spazi a disposizione nemmeno per la biblioteca o la sala pc. Tutti problemi che non si risolveranno togliendo la cattedra a me per far lavorare di più un collega più anziano (o togliendola a uno più giovane per far lavorare me).

    PUE, la scuola ha tanti problemi, ma questa non è una riforma della scuola. È un taglio della spesa: l'Italia ha dei problemi, la scuola paga. Cioè pagano tutti gli studenti. Pago anch'io, ma è un dettaglio.

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  31. Ma questo non è mica un sistema per risolvere le inefficienze (si scrive così) e i problemi: è un sistema per far cassa, le inefficienze e i problemi rimangono anche se paghi meno i dipendenti.

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  32. hahaha quando ho fatto le medie io c'erano i TRIPLI turni. ci dicevano dovete portare pazienza ragazzi, perché siete tanti, dopo la fine del baby boom tutto migliorerà. e infatti, adesso che nei palazzi si lagnano della denatalità, vedo che le scuole sono diventate tutte hogwarts 🙂

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  33. Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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  34. …e un profondo inchino al PadronDiCasa per aver tolto la captcha o come si scrive 🙂

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  35. Peggiorare le condizioni di lavoro dei dipendenti non è un metodo per ridurre le inefficienze, bensì per aumentarle visto che diminuirà la “produttività” dei dipendenti stessi.

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  36. Avatar profilo utente epurato
    profilo utente epurato

    Secondo me: io dipendente devo fare il massimo per ridurre al minimo il rischio dell'impresa dove lavoro. Per ovvi motivi. una volta che il rischio d'impresa è ridotto devo avere premi di produzione e incentivi vari ( altrimenti cambierei impresa). ” E qui quale sarebbe il periodo difficile nella scuola? ” non ho capito la domanda, cmq la scuola è indubbiamente alla sfacelo , come sa qualsiasi genitore o studente.

    Non so quanto è iniziato perchè credo sia un processo di deterioramento lungo nel tempo e non abbia una data fissa. Finirà quando inizieremo a pensare a dei meccanismi per toglere l'istruzione dalle mani dello stato per darla ai privati che per loro natura odiano le ineficenze perchè corrispondono a perdite in bilancio, mentre per lo stato le ineficenze corrispondono a niente. Per me corrispondono a un bimbo di 5 anni che non studierà inglese; a bambini in età di scuola media che non sanno leggere e scrivere; a diplomati al liceo che confondono Leopardi e Foscolo; a Laureati che non sanno fare un discorso più lungo 40 secondi.

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  37. Ho grossi dubbi sui privati imprenditori italiani, mi pare che lo sfacelo di cui stiamo parlando riguardi meno loro che la scuola italiana.

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  38. Avatar profilop utente epurato
    profilop utente epurato

    …E quindi aumentiamo i salari agli stessi che hanno prodotto inefficienze con la promessa che se li paghiamo meglio faranno meno danni ? wow ! eppoi aumentiamo lo stipendio a Fiorito con la promessa che poi si comporterà bene ?

    Leonardo se ti aumentano le ore di lavoro per forza di cose lavorerai di più se lavorerai anche meglio sta al tuo buon cuore.

    Comunque tranquillo che questa cosa non passerà mai . Siete una categoria troppo numerosa e portati troppi voti sicuramente il vostro potente sindacato la sta già fermando in parlamento. Deve ancora nascere, poveri noi, chi riesce a farvi lavorare seguendo degli standard appena appena dignitosi.. Ti sembra cosi assurdo chiedere di lavorare di più ai tuoi colleghi delle elementari che ti mandano studenti alle medie che non sanno leggere e scrivere ?

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  39. Pardon, mi sento di contestare il fatto che l'istruzione nelle mani dei privati sia migliore.
    I privati odiano le perdite di bilancio, pertanto non hanno alcun interesse a farsi carico degli allievi più problematici e/o antieconomici quali ad esempio i disabili se non dietro compenso.
    Privatizzare la scuola (ad esempio sul modello statunitense) significa che chi vorrà accedere ad un determinato servizio dovrà anche pagarne i costi, perché giustamente i privati non amano perdite di bilancio, col risultato tipico di paesi ad elevata vocazione privatistica nell'insegnamento di scuole di eccellenza aventi costi notevoli e scuole discount di bassa qualità.
    In Europa continentale è stata fatta la scelta opposta: non poche vette eccelse ed un mare di marmaglia, bensì un livello intermedio per tutti.
    La versione privatistica è finalizzata ad un'idea oligarchica, ossia meglio educarne pochi ma in maniera eccellente e saranno loro a portare avanti la società, mentre la versione di massa si fonda sull'idea che si investe un po' su tutti in modo da avere un potenziale bacino innovativo più ampio.

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  40. Avatar Paolo (un altro)
    Paolo (un altro)

    Coi numeri un po' si sbaglia e un po' si furbeggia. Quando si dice che gli insegnanti lavorano poco, 18 ore, subito le ore son 36 perché ci sono tutte le altre ore invisibili (ricevimento, preparazione eccetera). Quando aumentano di 6, allora sono 18, in modo che si possa denunciare un aumento addirittura del 33% (parlo di Repubblica, sia ben chiaro).

    Facciamo finta che gli insegnanti lavorino in realtà 36 ore come gli altri dipendenti pubblici: l'aumento imposto è del 16,7 %. Che poi non mi pare di aver letto nulla di preciso: sono tutte ore di insegnamento quelle richieste? È già un dato certo? Magari qualcuna di queste ore sarà un'emersione di attività che già si svolgevano nelle 18 ore “trasparenti”, chissà.

    Io lavoro 40 ore e se mi dicessero che devo lavorarne altre 7 gratis… fammi pensare… Oh! È già così! Ne faccio in realtà almeno 48-50 alla settimana, straordinario non pagato naturalmente. Ogni tanto arriva qualcuno che ti dice: dalla prossima settimana ti occupi anche della seguente procedura. Tu lo fai, e dopo due mesi ti viene rivelata una grande intuizione: visto che ora fai bene una cosa in più nello stesso tempo, indovina? Evidentemente prima rubacchiavi un po' di tempo, no?

    Io sono un po' insofferente con qualunque lavoratore che si lamenta della sua insopportabile, insostenibile, orrenda posizione, ma l'ultimo dei suoi pensieri è cambiare lavoro.
    In generale dico.
    Con gli insegnanti ce l'ho un po' su in particolare (lo ammetto) perché sentendo loro si parla sempre di quelli bravissimi (e ce ne sono: 40-50 ore, 1 mese di ferie all'anno, un sacco di impegni dentro le mura scolastiche assunti volontariamente nel fuggi fuggi del corpo docente, e magari anche attenti ai loro ragazzi) ma oh, mai di quelli pessimi (e ce ne sono, tanti) che fanno il numero minimo indispensabile di ore, nelle altre gestiscono libere professioni e corsi di ripetizioni per far promuovere i loro studenti, ma sono sottopagati, eh!
    E non è vero che non è vero (caro Mauro) che fanno tre mesi di ferie. Mi spiace. Stai parlando sempre di quelli responsabili, ma chi vuol farsi tre mesi di ferie (e ce ne sono, tanti) le fa senza problemi. In questo senso è geniale la chicca di Profumo di barattare queste 6 ore con 15 giorni di ferie in estate… che tanto già facevano! Se passa, gliene infila subito altre 6 in cambio di altri 15 giorni! 😀
    Mauro, I fannulloni nella scuola sono “ovvi” perché tutelati da un sistema che non li elimina e non ne riconosce i danni pesantissimi. Parliamo di questi, invece che dei buoni. E parliamo di patto scuola-insegnanti, anziché sempre di patto scuola-famiglia che vuol dire tutto e non vuol dire niente.

    Tu Leonardo hai ragione su tante cose perché, bontà tua, hai evidentemente scolpito in mente il modello positivo. Mi sembra un buon segno visto che è pure il tuo mestiere. Anche Mauro ragiona sul modello positivo, e la sua retorica di fine post è assolutamente condivisibile (ho speso una lacrima per la mia fantastica maestra elementare), ma mi spiace, non è la media.

    Ed è inutile chiedersi perché non siete a Roma coi forconi.
    Per lo stesso motivo per cui non c'è tutto il resto della gente: c’è una maggioranza che fa la tara tra il suo status reale coi suoi privilegi, e le conseguenze concrete di tutte queste schifezze.
    Triste a dirsi, ma è la realtà delle cose: la maggioranza non ha ancora visto nelle angherie e nei soprusi di chi ci amministra e ci governa, un problema maggiore rispetto ai vantaggiucci piccini che ha ottenuto, conquistato, comprato, rubato, scambiato nel frattempo. Tu ti indigni perché fai parte della minoranza, a conferma del fatto che la proporzione insegnanti validi – fannulloni è tutta da definire.
    Ma per una maggioranza di persone invece, pensa, c'è ancora margine!

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  41. Ma hai capito che non laveranno di più sugli stessi studenti? Continueranno ad avere le stesse ore con gli stessi studenti, ma avranno più studenti e meno ore per seguirli a casa (correzione compiti). Non sta al mio buon cuore lavorare meglio, sta al tempo che ho e alle motivazioni che trovo.

    “E quindi aumentiamo i salari”… Non ho chiesto di aumentare i salari, ma sicuramente aumentare il monte ore non migliora nulla. È solo un taglio, non ha a che vedere con una riforma della scuola.

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  42. No, ma il privato in Italia paga meno.

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  43. Paolo, se mi aumentano 6 ore di lezione, mi serviranno altre ore per prepararle, ore per interagire con altri studenti e altri famigliari di classi che prima non avevo e che in quelle 6 ore avrò. Quindi sì, l'aumento di 6 ore di lezione è un aumento del 33%, il conto è ovviamente spannometrico ma non è una furbata. Questo sia che il docente sia bravo, sia che sia scarso o assenteista: se aumenti del 33% l'impegno di un assenteista, secondo me non risolvi il problema.

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  44. Avatar profilo utente epurato
    profilo utente epurato

    Perchè parti dal presuposto che avranno le stesse ore con gli stessi studenti ? e se partiamo che dall'aumento dell'orario per gli insegnanti si passa ad un aumento delle ore di scuola ? farebbe male a te o ai tuoi studenti fare un ora di storia in più a settimana ? se le scuole chiudessero alle 17:30 invece che alle 16:30 ? ( facendoci risparmiare milioni di euro in baby sitter e avendo ragazzi più preparati). dici che faremo arrabbiare troppo il sindacato bidelli ? Leonardo ti seguo e ti apprezzo da sempre ma ti ripeto che la categoria dei docenti è indifendibile. I nostri ragazzi sono larve, e già la mia generazione no scherza ( siamo i trentenni )…sicuramente sarà colpa del web , della tv, della droga, e di tutto cio che vuoi. Ma non raccontarmi che la scuola è esente da colpa. Per una volta che c'e' qualcuno che dice LAVORATE DI PIU', subito la chiamata alle armi. Capisco bene che non è detto che aumento delle ore corrisponda a miglior lavoro effettuato, ma che sia un bel modo di spronarvi non c'e' dubbio. E che sono solo tagli ok ! ma dove sta lo scandalo : costate tantissimo e producete zero.

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  45. PUE: ma allora facciamo che viene la fatina buona e con una magia risolve tutti i problemi?

    Scusa, PUE, ma tu sotto quale governo e in quale paese sei?

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  46. Non è un presupposto, è proprio quello che risulta dalle agenzie: si parla di aumento del nostro orario, non di aumento di ore di scuola per gli studenti. Altrimenti non ci sarebbe nessun risparmio, e questa cosa si fa per risparmiare. Sul bilancio, mica sui soldi che spendete in baby sitter (puoi sempre pagarla meno, magari viene più motivata e insegna a tuo figlio la grammatica).

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  47. Leggendo alcuni commenti, capisco che spiegare è inutile: quando diranno agl'insegnanti di mettersi una ramazza in culo per risparmiare le spese per spazzare le aule, qualcuno ti rimprovererà che non ti ci sei infilato anche il mocho, già che c'eri.

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  48. Ah, io lavorerei volentieri tre o quattro ore in più con le stesse classi, credo che alla fine risparmierei del tempo, perché molto lavoro che non posso fare con loro devo farmelo a casa correggendo i loro compiti.

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  49. Avatar Paolo (un altro)
    Paolo (un altro)

    Quindi è definito che sono 6 ore di lezione frontale? Non mi pare di averlo letto ma diamolo per buono. A questo punto l'unica proposta seria è di chiedere di aumentarvi non 6 ore ma 18, che siano formali, riconosciute e dovute. 36 ore alla settimana, esageriamo: timbriamo il cartellino. Ma che si sappia che sono 36 per tutti, quelle in più si pagano. E ferie anche quelle parametrate al pubblico, ovvio.
    A quel punto, se lo stato dirà che di 36 dovete farne 30 frontali si assumerà in modo trasparente la responsabilità di fornire lezioni pessime. E voi avrete i parametri per discuterne, in modo trasparente e non “guarda che a casa faccio mille ore di lavoro”. 36 belle ore di presenza da suddividere tra correzione compiti, riunioni, sistemazione banchi post terremoto, scrutini, ricevimenti, e ovviamente lezioni frontali e relativa preparazione e tutto il resto.

    Sarebbe simpatico un sondaggio tra gli insegnanti per vedere in quanti ci stanno a chiedere con forza una riforma di questo tipo. Secondo me in pochi, e mi sento autorizzato a farmi un'opinione su questo.

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  50. 36 ore di presenza… dove? Non ci abbiamo mica un ufficio. Lavoriamo a casa. Lo Stato non si può permettere di farci timbrare un cartellino.

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