In viaggio coi cretini

La vita, se ci tieni a saperlo, è un lungo viaggio in compagnia dei cretini. Non fa fine notarlo, ma sì, ne capiteranno molti anche nel tuo scompartimento. Non dico che non avrai anche compagni di viaggio intelligenti; potrebbero persino essere la maggioranza, ma li si nota comunque meno: sono più discreti. I cretini invece arrivano rombando, li precede il polverone dei casini che scateneranno, e in fondo un po’ li si apprezza: se non ci fossero loro, il cretino della comitiva potresti persino essere tu. E non è detto, sai.

La parte più lunga del viaggio – non già la più eccitante – si chiama “maturità”. È il tunnel che imbocchi quando ti rendi conto che i cretini sono inevitabili e, in qualche misura, invincibili. Non c’è errore più grande che prenderli di petto, ed è un errore che hai commesso così volentieri in gioventù. Non vedevi l’ora di scontrarti con un cretino per dirgli: Cretino! Che gran soddisfazione. Ma durava pochi istanti, e lasciava un gusto amaro. Ci vuole tutta la maturità per capire che un cretino, se gli dai del cretino, non migliora. Si offende, si arruffa, fa la ruota, mostra le unghie, i bargigli, comincia ad abbaiare, chiama i parenti, gli amici altolocati, i contatti in magistratura, e resta un cretino. Ti va già bene se non ti trascina con sé (è contagiosa, la faccenda). È una patologia seria, forse genetica, di certo incurabile nei soggetti adulti, e tu pensavi di guarirla con cosa? Con la verità? Non funziona. Non è un rimedio, la verità, a volte diventa un semplice dettaglio, la verità, una curiosità. Non si agita uno specchietto davanti a un toro nell’arena: all’inizio era un’idea divertente, ma alla fine capisci che non è sano. Passerai il resto del viaggio ad aggirarli, i cretini, a provare a raggirarli, metterli nella condizione di fare cose intelligenti senza accorgersene, mordendoti la lingua ogni volta che il grido “cretino” ti cresce in gola.

La gente che mi chiede se è dura fare l’insegnante, uh, se sapessero. Mi credono così buono, il missionario, la maestrina. Se sapessero che passo le ore a urlare in faccia a piccole creature, come un indemoniato, un ossesso, uno scimmione. Non sono un buon insegnante, non sono proprio buono in generale. Il motivo per cui faccio questo mestiere è ben altro. E’ forse l’unico mestiere in cui puoi trattare i cretini come tali. Se vedo un bambino che fa una cosa cretina (e ne vedo in continuazione), glielo posso dire in faccia. Il mio ruolo me lo consente, anzi me lo richiede, e io ne approfitto. Continuamente, vigliaccamente. E’ persino possibile che in qualche modo io contribuisca al progresso della società, perché a differenza dell’adulto cretino, il cervello del preadolescente è ancora in fase di crescita e chissà, qualche urlaccio assestato da parte mia potrebbe in modo abbastanza fortuito contribuire. Ma non è per questo che ci vado. Capitare in una classe, intercettare un frugoletto che saluta a tre dita come Ivan Bogdonov, prendersi venti minuti per spiegargli che quel signore è tre volte cretino: cretino per i tatuaggi, cretino per il passamontagna, cretino perché si cala il passamontagna per non farsi identificare ma il 13 ottobre va in giro con le mezze maniche e i tatuaggi più vistosi dei Balcani e se li fa inquadrare per un’ora in eurovisione, e sai perché? Perché egli è il Principe, Re, Imperatore dei Cretini: uno e trino: questo è il senso più recondito del saluto nazionalista serbo: inoltre in Bosnia i cetnici mozzavano le altre due dita ai prigionieri, quindi invece di fare il furbacchione in quest’aula prova a ordinare tre cappuccini a Sarajevo, se ne hai il coraggio, ecco: poi tiri fuori dalla borsa la fotocopia dell’articolo della gazzetta e glielo spieghi, per i restanti 40 minuti: questo scimmione, questo principe e imperatore e re dei pirla, è una marionetta dei narcotrafficanti, un idiota che fa il gradasso e poi si nasconde nel bagagliaio come quegli esserini, sai, i vermi. Vuoi davvero farne il tuo mito? Guardalo: ti metto davanti lo specchio del cretino che potresti essere a trent’anni: che ne dici? Perché non cominci a tatuarti demenze ideologiche e poi passi tutti il resto della tua vita a farti compatire? E ti vedi vecchietto ai parchi il 15 di agosto con la sciarpa tirata sul collo perché non vedano la svastica o il teschio o qualsiasi altra idiozia? Guarda, se proprio vuoi essere un cretino, fuori è pieno di burattinai che non vedono l’ora di attaccarti ai fili.

Ecco, questo è il mio mestiere di adulto imperfetto: prendere di petto i cretini in potenza. Sarà la mia rovina. Ma è inutile dirmelo: ormai sono fatto così, non miglioro. (Mi arruffo, gonfio il petto, mostro i bargigli, gli artigli, le zanne, mi percuoto il torso con noci di cocco, guaisco, strillo, fischio, mi faccio palla come un pesce palla, e non miglioro).

27 Comments

  1. Mi consola parzialmente scoprire che gli unici cretini ad inneggiare ad Ivan chèl-che-lè non sono solo i cinque adolescenti emarginati, cretini e sfigati che si ritrovano fuori dai cancelli dell'oratorio

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  2. tutto perfetto, tranne una cosa: il soggetto non arriverà alla vecchiaia, verrà trovato cadavere per overdose o sgozzato nel silenzio più assoluto, o riempito di piombo in pieno centro nel fragore di una giornata come tante altre…

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  3. Non è pazzo, è cretino. Quel cretino mi ha fatto stare male l'altra sera perchè appena l'ho visto in Tv ho pensato: “Ma sparategli e tiratelo giù”.
    E io non credevo di potere anche solo pensare una cosa simile.

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  4. Leo Almeno tu fai qualcosa e ci provi,prova invece a capire il danno che sta facendo la tv,mandando in onda ogni tre minuti l'ominide,in questione: poi non potremmo più non credere di vivere dentro Un arancia meccanica odierna ,diventata diecimila volte più violenta di come era in origine un Film -profezia dei tempi moderni.
    siuramente ,verrà copiato il gesto o fatto in questione,e se si continua a dire che prevenire è meglio che curare:non mi sembra la strada giusta questa.
    ciao.Amelie

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  5. Fa spavento pensare alla quantità di cretini che girano in incognito, pronti ad ammazzarti con un pugno in una stazione della metropolitana o a farti strangolare da tuo zio o a votare una legge per un piatto di lenticchie.
    E fa spavento anche pensare a quel cretino homunculus che finge di sonnecchiare in un angolino buio del nostro ego vigile, dietro orgoglio, amor proprio e identità, pronto a prendere il controllo: basta un attimo.

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  6. Gran post. Mi ha ricordato Fruttero&Lucentini, e mi scuso se cito a memoria: «Stupido e cretino sono la stessa cosa? Assolutamente no. Lo stupido non vede la relazione tra causa ed effetto, il cretino va oltre: nega che vi sia una relazione tra causa ed effetto.»

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  7. …Non dovete amare i bambini, a quello ci pensano già le mamme, le nonne, i bidelli… Dovete credere nei bambini!
    Questa frase, detta da un rappresentante ministeriale a conclusione d'una sessione di laurea in scienze della formazione durante la quale la mia “nipotina” è diventata maestra, m'è rimasta impressa. M'è parsa assai bella. Quindi grida, e sbraita, hai persino l'approvazione del ministero OOO Non ho detto del ministro, che forse il ministro dalla sua maestra è stato amato un po' troppo e non ha mai ricevuto qualche urlaccio.

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  8. Ma tu davvero queste cose riesci a dirle in classe, così, improvvisando, senza esseri studiato ben bene il copione? O ti vengono solo quando le scrivi con calma, le rileggi, le correggi, le lasci un po' lì e poi le rileggi e le correggi ancora? Perchè se è vera la prima, quando sarà il momento mi trasferisco con tutta la famiglia in quel di Carpi per avere la possibilità che le mie figlie ti abbiano come insegnante.

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  9. non mi sento in grado di giudicare il comportamento delle forze dell'ordine con il suddetto cretino e i suoi amici. forse avrebbero dovuto raccogliere più informazioni, fermarli prima, non farli entrare allo stadio. ma poi mi viene in mente che bloccare 500 cretini scalmanati e perquisirli non è cosa facile, e allora penso che farli entrare nello stadio e chiuderli nella gabbia potrebbe essere stata la scelta giusta.

    quello di cui però sono abbastanza convinto è che, dentro allo stadio, la nostra polizia si è comportata una volta tanto nel modo migliore possibile. senza prendere di petto il cretino gli ha lasciato fare il cretino, in modo che mostrasse la sua cretineria in mondovisione. cercare di fermarlo sarebbe stato forse inutile e quasi certamente pericoloso, e le cose avrebbero potuto degenerare. così invece il cretino ha portato a termine il suo cretinissimo piano e si è reso ridicolo agli occhi del mondo. agli occhi della parte non cretina del mondo ovviamente, per gli altri cretini costui resterà per sempre un idolo.

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  10. Ho un dubbio: non è che cretini siano soprattutto i comportamenti più che gli esseri umani? Non è quindi che quelli che definisci cretini siano solo degli esseri umani abituati a comportamenti cretini semplicemente perché nessuno gli ha mai spiegato abbastanza bene che tali sono. Non glielo hanno spiegato la mamma, il papà, l'insegnante a scuola e così via, ma non glielo spiega nemmeno il casuale avventore a cui capita di essere infastidito dal comportamento cretino…
    Sarà per questo che spesso mi capita ancora oggi, a più di quarant'anni, di dare del cretino ad esseri umani adulti che nemmeno conosco. E' una battaglia contro i mulini a vento, ne sono conscio, ma mi fa un po' paura un mondo in cui qualcuno possa avere comportamenti cretini senza che nessuno provi a farglielo almeno notare.

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  11. La madre di Ivan Bogdanov, preunto capo degli hooligan serbi protagonisti delle violenze andate in scena martedì sera allo stadio di Genova, ha difeso suo figlio: «Il mio Ivan è il figlio più tenero e migliore del mondo», ha detto Fanika Bogdanov in un’intervista al quotidiano belgradese Alo. Ivan, ha aggiunto, è «un gentiluomo e un altruista», che ha pagato per il fatto di essere una brava persona: «Penso che lui sia una brava persona per tutti gli altri, eccetto che per se stesso».

    Ivan, 30 anni, abita con la madre in un appartamento a Dedinje, quartiere residenziale ed elegante della collina di Belgrado. Il padre è morto sei mesi fa.

    Fanika Bogdanov ha ammesso che per lei è stato molto difficile vedere suo figlio incitare gli hooligan a cavalcioni sulla rete divisoria di protezione allo stadio di Marassi, e che sta male per gli articoli sui giornali e le accuse contro di lui: «Mi ha chiamato ieri, abbiamo parlato brevemente e mi ha detto che sta bene – ha raccontato la donna – Mi sento male quando vedo quello che si scrive su mio figlio, vi prego di capire».

    Anche alcuni vicini di casa, sentiti dallo stesso quotidiano, hanno parlato molto bene di Ivan Bogdanov, soprannominato in Italia “la Bestia”, o “il Terribile”: uno di loro ha detto, tra l’altro, che Ivan sarebbe stato «rovinato» e che «quello che viene scritto su di lui non lo si scrive neanche per Bin Laden».

    dal secolo XIX di genova
    cosa dire ?Leo non è difficile da credere che dia anche da mangiare ai gatti di strada…
    Notizie
    notizie
    🙂 ciao se non vuoi copiaincollarlo
    elimina pure a me sembra in argomento
    ma il blog è tuo.
    Amelie

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  12. >>>ma non glielo spiega nemmeno il casuale avventore a cui capita di essere infastidito dal comportamento cretino…
    Sarà per questo che spesso mi capita ancora oggi, a più di quarant'anni, di dare del cretino ad esseri umani adulti che nemmeno conosco.

    Anche a me capita, ma rischiamo tutti e due di finire come la povera signora ammazzata con un pugno nella metropolitana di Roma, prima o poi…

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  13. Tutto giusto, tutto bello. Però, secondo me, prendersela con “Ivan, il Terribile coglione” è come prendersela con l'etichetta di una boccetta di veleno. Il problema non è Ivan, è il calcio italiano che è marcio dalle fondamenta in su ed andrebbe fermato subito per almeno un paio d'anni, per dare modo a tutti i coinvolti di darsi una regolata.
    Anzi andava fermato dopo calciopoli.

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